LUDOVICO RANGONI

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LUDOVICO-RANGONI

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

LUDOVICO RANGONI Marchese di Zibello, conte di Roccabianca. Signore di Montecchio Emilia, Spilamberto, Cordignano, Tizzano Val Parma, Nonantola.

Figlio di Niccolò Maria Rangoni; fratello di Guido Rangoni, Francesco Rangoni ed Annibale Rangoni; padre di Pallavicino Rangoni e di Giulio Rangoni. Patrizio di Modena.

  • 1552 (dicembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1501
Gen.VenetoViene investito dai veneziani con i fratelli del feudo di Cordignano. Nel 1506 ne otterrà la riconferma.
1511
Dic.VeneziaImpero FranciaVeneto

Segue Giampaolo Baglioni verso Belluno; Guglielmo di Rogendorf è costretto ad abbandonare la città ed a prendere la strada di Longarone per rientrare un Germania.

1512ChiesaFirenze50 lanceToscanaEntra in Firenze. Nr rimane alla guardia con la sua compagnia.
1516ChiesaUrbinoMarcheAl fianco di Lorenzo dei Medici alla conquista del ducato di Urbino.
1519EmiliaA metà mese il papa Leone X gli conferisce in feudo nel reggiano in feudo Montecchio Emilia. Manterrà la signoria della località solo per breve tempo.
1520/1521Chiesa FirenzeFerrara200 cavalli e 100 fantiEmiliaNel 1521 milita, sempre contro gli estensi, agli stipendi dei fiorentini. E’ catturato dagli avversari in Montecchio Emilia. E’ liberato dal fratello Guido attraverso uno scambio di prigionieri che prevede la libertà per il congiunto Briga Rangoni ed altri capitani avversari.
1522
Mar.BentivoglioChiesaEmiliaAppoggia i Bentivoglio nel loro tentativo di recuperare la signoria di Bologna.
Apr.FirenzeComp. ventura400 fantiToscanaContrasta nel senese il tentativo della compagnia di Renzo di Ceri e dei partigiani dei Medici volto al cambiamento di regime in Siena.
1523
Ott. nov.ChiesaFerraraEmilia e Lazio

Combatte gli estensi con il fratello Guido. Catturato a Montecchio Emilia, è liberato il mese seguente. Si reca a Roma presso la corte papale.

1524
Gen.LazioA Roma. Con il fratello Guido al fianco del papa Clemente VII in una cerimonia religiosa. Il pontefice lo investe del feudo di Nonantola.
1526
Apr.EmiliaA Modena, per sorvegliare i lavori di rafforzamento delle difese cittadine. Ha l’incarico di capitano della città.
Giu.ChiesaImpero Ferrara500 fantiEmilia e Lombardia

Attraversa il Po con 1000 fanti per assalire di notte 2 compagnie di cavalli leggeri ferme a Casalpusterlengo: riscontra che gli avversari si sono già allontanati alla volta di Cremona. Sono sorpresi al loro posto 300 fanti anch’essi diretti nella medesima città.

Ago.503 fantiLombardiaAl campo di Lambrate alla testa del suo colonnello di fanti.
Ott.ChiesaColonnaEmilia e LazioRaduna 1000 fanti. Si sposta nel Lazio per combattervi le truppe dei Colonna.
Nov.ChiesaImpero  FerraraEmilia

Rientra a Modena: i suoi uomini si fermano tra Albareto, Villavara e Villanova in attesa delle paghe;  si rifanno sui contadini inermi. Si sposta quindi alla difesa del capoluogo con 600/900 fanti per proteggere la città dai  lanzichenecchi.

1527
Gen.EmiliaSupervisiona i lavori di miglioramento della cinta muraria di Modena. Fa costruire cavalieri e piazzole per l’artiglieria.
Mar.Emilia

Ritorna da Bologna a Modena con 3000 ducati per il soldo delle truppe: nel tragitto 3 suoi compagni sono uccisi sui monti del modenese in un tentativo di rapina.

Apr.ToscanaSegue a Firenze il fratello Guido all’inseguimento dei lanzichenecchi.
Mag.Emilia

Rientra alla difesa di Piacenza e Parma; è infine dirottato a Modena per coadiuvare il governatore Filippo Nerli. Vende un podere per potere pagare i fanti rimasti alla guardia della città; fa riempire d’acqua i fossati e rafforza la sorveglianza.

Giu.Emilia

Gli estensi gli intimano la resa: il Rangoni fa uscire da Modena tutti gli inabili alla difesa, spedisce i beni mobili suoi e del fratello a Bologna, rompe i due ponti sul Secchia. Alla notizia che si avvicinano alla città 200 lance, 600 fanti e molta artiglieria invia a Piacenza un suo cancelliere alla ricerca del denaro necessario per pagare i 500 fanti a sua disposizione. Vi è in Modena un consiglio generale nel cui corso esprime il parere che la città non possa essere difesa per la mancanza di vettovaglie, soldati e denaro. Se ne allontana subito dopo con il governatore Filippo Nerli, 500 fanti e quattordici pezzi di artiglieria per l’unica porta rimasta aperta, quella di Saliceto. Prende la strada di Bologna sotto una pioggia battente; si rinchiude in un primo momento a Montecchio Emilia; cede  la località agli avversari tocca Rubiera e punta verso la Romagna.

Ago.VenetoA Venezia. Alloggia nel palazzo di famiglia a San Patrignano.
Dic.FranciaImperoEmilia

Ha l’incarico di luogotenente della compagnia del fratello Guido forte di 60 lance e di 120 arcieri a cavallo. Può ritornare a Modena con il permesso degli estensi e riottenere il possesso di Spilamberto.

1528
Gen.Romagna

Ha l’incarico dal papa di consegnare a Sigismondo Malatesta Meldola, Sarsina e Bertinoro in cambio della cessione di Rimini; lo scambio non può avere luogo sia perché Meldola è stata concessa in precedenza ad Alberto Pio, che peraltro la controlla, sia perché gli abitanti di Bertinoro non vogliono accettare la signoria dei Malatesta.

…………….LazioHa il comando della guardia pontificia.
………………RangoniPallaviciniEmilia

E’ in lotta con Roberto Pallavicini per la proprietà di Zibello, che fa parte con Roccabianca della dote della moglie Barbara Pallavicini. Viene contrastato da Luigi Rodomonte Gonzaga.

1529
InvernoEmiliaA Roccabianca. Il papa Clemente VII sostiene la sua tesi.
Nov.EmiliaA Bologna, per il solenne ingresso nella città dell’imperatore Carlo V.
1530
Gen.RangoniPallaviciniEmiliaAssedia Roberto Pallavicini in Zibello. Con l’appoggio di Alessandro Gonzaga può impadronirsi sia di tale località che di Tizzano Val Parma.
Feb.Emilia

A Bologna per l’incoronazione a re d’Italia di Carlo V da parte del pontefice Clemente VII. Nel corso della cerimonia ha l’incarico di sollevare lo stendardo dello stato della Chiesa.

………………ChiesaFirenzeToscana
Ott.Emilia

Fa pressione sugli imperiali affinché l’imperatore consegni Modena ai pontifici anziché agli estensi; ospita nel suo palazzo di città Uberto Gambara e si incontra a Castelfranco Emilia con il commissario pontificio Francesco Guicciardini.

1531
Mar.EmiliaA Parma. Gli sono consegnati dai pontifici 6000 scudi al fine di raccogliere un certo numero di fanti.
Giu.EmiliaEsce da Roccabianca con 14 cavalli. Raggiunge a Bologna Francesco Guicciardini, ivi presente per conto di Clemente VII.
1532EmiliaA febbraio è segnalato a Roccabianca.
1533
Feb. giu.Emilia

Fa porre sulle colonne di piazza San Marco a Venezia un cartello di sfida nei confronti di Piermaria dei Rossi e del fratello di quest’ultimo, il vescovo Bernardo, che hanno cercato di farlo uccidere a Bologna. A fine giugno ha l’incarico di vicario a Forlimpopoli. Il papa Clemente VII dà ordine al presidente di Romagna di adoperarsi affinché Ludovico Rangoni cessi di recare danno ai beni di Antonello Zampeschi siti in quel contado.

Sett.EmiliaA Roccabianca.
1534
Ott.RangoniRossiEmiliaViene assalito in Roccabianca da Piermaria dei Rossi.
1536
Mag.RangoniChiesaEmilia

Raccoglie un migliaio di fanti licenziati dai francesi i quali, sbandatisi, si sono dati a scorrazzare nel piacentino; con costoro si accampa tra Roccabianca e Zibello e si impossessa del primo centro. Gli vengono contro il fratello, Niccolò da Tolentino, Sforza Monaldeschi ed Alessandro da Terni che lo convincono a cedere la rocca a Giovan Francesco Gambara, tutore dei suoi figli, ed a abbandonare lo stato della Chiesa.

Giu. lug.Veneto ed EmiliaA Venezia. L’accordo non viene ratificato dalle autorità pontificie. A giugno fa ritorno a Roccabianca.
Ott.RangoniRossiEmiliaE’ nuovamente assalito in Roccabianca da Piermaria dei Rossi.
Nov.RangoniChiesaEmilia

Cerca di passare agli stipendi degli imperiali. Svaligia alcuni cavalli di Pier Luigi Farnese; è contattato dai capitani pontifici Alessandro da Landriano e Corsetto affinché ceda di propria volontà Roccabianca. Rifiuta.

Dic.Emilia

Alessandro da Terni occupa Zibello per conto del papa Paolo III. Vane sono le sue proteste, come vano risulta il suo tentativo di ricorrere agli imperiali.

1537
Gen.Viene condannato a Roma. Per rivalsa passa agli stipendi dei francesi.
Apr. giu.RangoniChiesaEmiliaE’ ora attaccato dal signore di Parma e Piacenza Pier Luigi Farnese. E’ una volta di più assediato senza successo in Roccabianca. A giugno cede a patti nonostante che nel castello vi siano vettovaglie per altri sei mese. Gli è lasciata la rocca di Tizzano Val Parma.
1539
Apr.Emilia

A Ferrara per difendere le sue ragioni sul castello di Spilamberto contro le pretese della cognata Argentina Pallavicini, vedova del fratello Guido.

1545
Sett.EmiliaA Piacenza, all’ingresso del duca Pier Luigi Farnese cui giura fedeltà per i feudi di Tizzano Val Parma e di Zibello.
………………Romagna Lombardia

Ha altre contese con il papa Paolo III, che gli confisca Forlimpopoli. E’ bandito dagli stati estensi per avere ucciso un ferrarese, il quale, con altri uomini, ha rapito alcune donne  e si è rifiutato di rilasciarle. Ludovico Rangoni vive a Cremona e gode di una rendita annua ammontante a 12000 scudi.

1550
Giu.EmiliaOspita a Cremona la cognata Argentina Pallavicina. A Ferrara, ove è liberato da ogni condanna.
…………….VeneziaFriuliGovernatore del Friuli per conto della Serenissima.
1552
Dic.Friuli

Muore ad Udine. Sposa Barbara Pallavicini, figlia di Rolando, che gli porta in dote Zibello e Roccabianca. E’ sospettato di avere fatto avvelenare la moglie. In  rapporto con Pietro Aretino. Ritratto da Giorgio Vasari in Palazzo Vecchio a Firenze nella sala di Clemente VII.  L’affresco che lo ritrae a Bologna in occasione dell’incoronazione ad imperatore di Carlo V è stato realizzato su disegno di Giovanni Bensi; si ispira ad un analogo dipinto di Domenico Riva, detto il Brusasorci Veronese,  che si trova a Verona nel Palazzo  dei conti Ridolfi. L’opera in oggetto si trova nel Palazzo Colocci di Jesi. Matteo Bandello gli dedica una novella.

 CITAZIONI

-“Uomo di grande ardire e di gran perizia militare.” BONIFACCIO

-“Huomo molto debole di consiglio.” GIRALDI

-“Per grandezza d’animo e per peritia d’armi uguale a maggiori de suoi passati.” SANSOVINO

-“Fu egli pure al pari de’ suoi fratelli valoroso nell’armi.” TIRABOSCHI

-“Ebbe egli pure fama di buon condottiero.” BOSI

-“Destinato a grande carriera militare sempre nelle orme di Guido più vecchio di dieci anni.” MONTANARI

Fonte immagine in evidenza: beniculturali.it , L’incisione raffigura la trionfale cavalcata compiuta a Bologna il 24 febbraio 1530 in occasione dell’incoronazione di Carlo V.

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