LAMBERTO MALATESTA DA SOGLIANO Figlio di Leonida

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Condottieri di ventura

0937      LAMBERTO MALATESTA DA SOGLIANO  Figlio di Leonida, fratello di Giacomo e di Malatesta.

               1528 – 1587 (agosto)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Milita nelle compagnie di  Ferrante Gonzaga.

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Protegge un bandito condannato a morte in diversi stati. Litiga con il fratello Giacomo e fa bruciare dai suoi accoliti i raccolti nelle terre del congiunto.

1551

 

 

 

 

 

 

Romagna

Viene bandito dal papa Giulio III che gli fa demolire le torri e le fortificazioni di Tornano e di Serra. Lamberto Malatesta da Sogliano si vendica con incursioni e scorrerie nel cesenate che arrivano fino a Cesenatico. Mette sottosopra Cesena dove aiuta i Venturelli ai danni dei guelfi Tiberti; suo consigliere è Sempronio Malatesta.

1573

 

 

 

 

 

 

Romagna

Si offre a Guidobaldo della Rovere, che si trova in difficoltà per la rivolta di Urbino. Per ingraziarsi il duca uccide con le proprie mani diversi ribelli che si sono rifugiati a Rimini, tra i quali vi è Francesco Giordani. Non è punito dai pontifici.

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Chiesa

 

 

 

 

 

 

Milita al servizio del papa Pio V.

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Chiesa

 

 

Capitano cavalli leggeri

 

 

Al servizio del papa Gregorio XIII.

1575

 

 

 

 

 

 

Marche Romagna e Lazio

Commette un delitto a Cagli; viene arrestato a Ravenna ed è condannato a morte: intercedono a suo favore il duca di Urbino ed il fratello Giacomo per cui la pena viene commutata. E’ rinchiuso in carcere a Roma.

1579

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

 

 

Lazio

E’ liberato dalla prigione dopo cinque anni. Si ammala gravemente.

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Venezia

 

 

 

 

Lombardia

Passa al servizio dei veneziani grazie al fratello Giacomo. E’ destinato alla guardia di Crema.

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Accusato di avere coniato moneta falsa e di avere ucciso alcuni nemici personali viene  bandito dalla Serenissima. Riesce a salvarsi dalla giustizia con la fuga.

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E’ incarcerato per nuovi delitti.

1583

Spagna

 

 

 

 

Belgio

E’ graziato affinché combatta nelle Fiandre a favore degli spagnoli.

1586

 

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Si porta a Parma;  trama con Ferrante Gonzaga per uccidere il locale duca. Scoperto, si dà ancora una volta alla fuga. Mette insieme una grossa squadra di briganti e devasta la Romagna. Sembra che goda della protezione del cardinale Luigi d’Este e dei cardinali legati Giulio Canani e Domenico Pinelli.

1587

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Comp. ventura

Chiesa

 

 

Romagna  Toscana

Il papa Sisto V gli spedisce contro Giovambattista di Stabbia con molti soldati; Lamberto Malatesta da Sogliano fugge a Cesenatico per imbarcarsi; a Cesena è intercettato dai pontifici. Occupa il convento della Madonna del Monte, ne scaccia i frati e vi si fortifica. Vi è assediato dal legato di Ravenna, il cardinale Domenico Pinelli. Fugge nottetempo dal rifugio per la mancanza di vettovaglie: prende la strada di San Marino, tocca Valbona dove tenta di liberare alcuni commilitoni. Circondato, è catturato a maggio dai medicei.

Giu. lug.

 

 

 

 

 

 

Toscana Umbria e Lazio

Il granduca Francesco dei Medici consegna Lamberto  Malatesta da Sogliano ai pontifici a seguito delle minacce di Sisto V di invadere per rappresaglia la Toscana. Lamberto è condotto a Perugia ed a Roma: sottoposto ad un nuovo processo questo si conclude con una triplice condanna: l’ impiccaggione per il reato di omicidio, lo squartamento per il reato di rapina, il rogo per la connivenza con gli eretici. Il fratello Giacomo interviene sul papa e la condanna viene commutata con la decapitazione più consona al suo stato nobiliare.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Lazio

E’ decapitato a Roma; il cadavere è esposto all’inizio del ponte di Castel Sant’Angelo. Sposa Girolama Veralli.

 CITAZIONI

“Più che a perigliarsi nelle guerre egli amò di starsi ai suoi feudi a tiranneggiare i propri vassalli, a far violenza ai vicini..Morì con gran coraggio e senza mostrar pentimento; e questo confermò la opinione che egli non fosse alieno dall’aderire alle credenze dei protestanti, essendosi trovate tra le sue carte alcune lettere di Ledisguieres, uno dei principali fra gli Ugonotti e governatore del Delfinato: col quale non era in corrispondenza per altro motivo che per portarsi con tutta la sua banda ad ingrossare l’esercito del re di Navarra che combatteva contro il re Enrico III di Valois.” LITTA

“Prepotente, crudele, dedito a imprese di saccheggio e di violenza.” NISSIM ROSSI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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