PAOLO CAMILLO DA TRIVULZIO

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Condottieri di ventura

2031      PAOLO CAMILLO DA TRIVULZIO  Del ramo di Borgomanero. Conte di Porlezza, duca di Boiano. Nipote di Teodoro da Trivulzio. Cavaliere dell’ordine di San Michele.

  • 1528
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed    altri fatti salienti

1513
Mar.E’ dichiarato ribelle dal duca di Milano Massimiliano Sforza.
1516
AutunnoFranciaImperoVenetoPrende parte all’assedio di Verona.
Nov.

Interviene pesantemente contro alcuni saccomanni veneziani che stanno depredando il contado; minaccia di  impiccare il loro capitano.

1520
Giu.FranciaAd Ardre, all’incontro tra il re di Francia Francesco I ed il re d’Inghilterra Enrico VIII.
Ago.Lombardia

Litiga con il vescovo di Piacenza Antonio da Trivulzio in occasione del viaggio verso la Francia dell’ambasciatore veneziano Antonio Giustinian: entrambi desiderano alloggiarlo nei loro palazzi cittadini.

……………Gli è concessa dai francesi una pensione annua di 1200 ducati.
1521
Giu.FranciaImperoEmiliaMuove alla volta di Parma per sostenervi Federico Gonzaga da Bozzolo ed il Lescun.
Lug.42 lanceLombardiaHa l’incarico di luogotenente della compagnia dello zio Teodoro da Trivulzio. Alla guardia di Cremona.
Ago.Lombardia

Lascia Cremona con Cesare Pioli per raggiungere Parma con 200 lance e recare al Lescun un messaggio del Lautrec. Al ritorno cade in un’imboscata tesagli da 300 cavalli leggeri e da mille contadini: è inseguito per otto miglia dai nemici.  Riesce a rientrare a fatica a Cremona. Gli è consegnato il collare dell’ ordine di San Michele.  Presenzia ad un consiglio di guerra dal quale sono esclusi, per volontà del provveditore generale veneziano Andrea Gritti, Bernabò Visconti e Giulio da San Severino.

Nov.LombardiaAl campo di Orzinuovi.
1522
Gen.LombardiaE’ citato come ribelle dal duca di Milano Francesco Sforza.
Mag.Lombardia

Con la perdita di Pizzighettone è inviato dallo zio Teodoro da Francesco Sforza per trovare un accordo favorevole ai membri della sua famiglia.

1523
Dic.FranciaImpero50 lanceLombardiaAd Abbiategrasso con la sua compagnia.
1524
Nov.LombardiaAl fianco dello zio Teodoro a Milano. Si porta all’assedio di Pavia.
1525
Ott.LombardiaRitorna a Pavia a seguito dell’accordo tra francesi ed imperiali.
1526
Sett.FranciaImperoLombardiaAl campo di Lambrate con il marchese Michelantonio di Saluzzo.
Nov.

Gli alleati veneziani lo accusano di avere propalato in Francia notizie dannose nei loro confronti come la volontà di tenersi Cremona e di avere a disposizione un numero di fanti inferiore a quanto previsto dagli accordi.

Dic.Emilia

Esce da Busseto con Girolamo Castiglione, Claudio Rangoni, il Pomperant e 200 archibugieri; si dirige a Cortemaggiore da dove inizia ad intercettare le vettovaglie dirette al campo dei lanzichenecchi nel piacentino. Prende parte ad un consiglio di guerra con Ugo Pepoli, Federico Gonzaga da Bozzolo, il commissario pontificio Francesco Guicciardini, il marchese di Saluzzo ed il provveditore Giovanni Vitturi.

1527
Gen. mar.Emilia

A Parma. A febbraio propone di subornare dal campo imperiale a quello francese un buon numero di lanzichenecchi; a marzo viene segnalato a Castell’Arquato.

AutunnoLombardiaAll’espugnazione di Pavia.
Dic.Emilia ed Umbria

Affianca il Lautrec a Bologna: è inviato ad Orvieto presso il papa Clemente VII per protestare per la politica pontificia ritenuta ambigua nei riguardi dei francesi.

1528
Gen.Emilia  Umbria e Marche

A Bologna. Ritorna ad Orvieto con Guido Rangoni per persuadere il papa a scoprirsi apertamente per la lega antimperiale. Con la conclusione della missione si unisce con le truppe della lega a Recanati.

……………..CampaniaAppoggia il capitano generale dei francesi Lautrec all’assedio di Napoli.
Ago.Campania

Con il marchese Michelantonio di Saluzzo, Pietro Navarro e Guido Rangoni decide di approfittare di una forte pioggia per ritirarsi da Napoli. Si pone alla retroguardia con il Pomperant e Negro Pelisse.

Sett.CampaniaRipara ad Aversa. Muore di peste al campo. Sposa Barbara Stanga.

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