RENATO DA TRIVULZIO

Fratello minore di Gian Giacomo, la sua fama di condottiero risente del grande ruolo avuto nelle guerre d'Italia del tempo da parte del congiunto, non a caso definito "Magno". Le fonti lo descrivono come un capitano esperto ed energico, doti che rivela agli stipendi dei veneziani nella battaglia di Campomorto contro le milizie aragonesi e, soprattutto, contro gli svizzeri, al servizio del reggente del ducato milanese Ludovico Sforza. Due sole sono le vittorie nel secolo XV dei ducali contro gli elvetici: la prima, ad Arbedo, ad opera del Carmagnola e di Angelo della Pergola, la seconda ralizzatasi al ponte di Crevola, sul fiume Toce, sotto la guida di Renato da Trivulzio. Un combattimento quest'ultimo con moltissime vittime, 2000 da parte degli elvetici e 4000 da parte milanese. Si racconta che il fiume si sia tinto di rosso per il sangue depositatosi nel suo letto e che sia esondato per una specie di diga, creatasi nello stesso alveo, per il gran numero di morti ivi accatastati. Con la sconfitta degli invasori svizzeri la popolazione della Val d'Ossola si vendica dei saccheggi e dei massacri subiti in tanti anni di prevaricazioni con una feroce caccia ai dispersi terminata con crudeltà infinite.

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Battaglia di Crevola
Battaglia di Crevola

RENATO DA TRIVULZIO  (Raniero da Trivulzio, detto Renato) Di Milano. Signore di Formigara.

Padre di Francesco da Trivulzio, fratello minore di Gian Giacomo da Trivulzio, cugino di Teodoro da Trivulzio, genero di Giacomo Torelli, suocero di Galeazzo da Birago.

1430- 1498 (dicembre)

Anno, meseStato. comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………Rimini   Milita inizialmente agli ordini di Roberto Malatesta.
1470   LombardiaE’ tra i gentiluomini che prestano giuramento di fedeltà al duca di Milano Galeazzo Maria Sforza.
1477Imola   Agli stipendi del signore di Imola Girolamo Riario, nipote del papa Sisto IV.
1478Milano VeneziaChiesa Napoli Toscana 
1480     
Apr.Venezia  VenetoConsegna a Venezia a Roberto Malatesta lo stendardo di capitano generale della Serenissima.
1482     
…………MilanoGrigioni Lombardia

I grigioni invadono il contado di Chiavenna, si inoltrano nella Valle Pregalia ed assalgono Bormio mettendo a ferro e fuoco tutta la Valtellina. Si muove loro contro con un forte esercito;  li induce a ripiegare dietro un compenso di 14000 lire ed alcuni vantaggi commerciali.

…………VeneziaFerrara Napoli Romagna e Marche

Ritorna a militare con Roberto Malatesta;  affronta gli estensi di Giovanni Vitelli nei pressi di Bagnacavallo. Transita per Fano e segue il Malatesta nel Lazio.

Ago.   LazioPrende parte alla battaglia di Campomorto, ove si segnala per il valore dimostrato sul campo di battaglia.
1483     
…………MilanoGrigioni  

I veneziani incitano il conte Pietro di Sacco ad invadere la Valle Mesolcina, da lui venduta tre anni prima a Gian Giacomo da Trivulzio, con il pretesto che ancora non gli siano stati saldati 6000 fiorini del Reno. I grigioni assediano il castello di Mesocco. Renato da Trivulzio è inviato nella valle per raggiungere un accordo con la lo lega. Le trattative vanno a buon fine perché Ludovico Sforza si impegna a pagare la somma avanzata da Pietro di Sacco nei confronti di Gian Giacomo da Trivulzio.

Giu.MilanoRossi Venezia EmiliaCombatte Guido dei Rossi nel parmense. Si impadronisce di Felino.
Lug.   LombardiaSi sposta dal basso cremonese a Soncino.
Ago.   Lombardia

E’ segnalato a Manerbio con 5 squadre di uomini d’arme e 500 fanti: ottiene in pochi giorni a patti la località con Verolavecchia, Breda Libera e Farfengo.

Dic.   Emilia e LombardiaContrasta ancora i Rossi. Occupa Torricella con il relativo contado. Rientra in Lombardia e staziona nei pressi di Soncino.
1484     
Feb. mag.   LombardiaSconfigge un contingente di stradiotti avventuratosi nel territorio di Soncino. A maggio è sempre segnalato alla guardia di tale località.
Ago.   LombardiaA Bagnolo Mella quando viene firmata la pace tra i contendenti. Presenzia come testimone alla firma dei relativi atti.
…………   PiemonteRappresenta il duca di Milano al congresso di Vercelli per il rinnovo dell’alleanza con il duca di Savoia.
1485   LombardiaE’ nominato luogotenente e commissario ducale di Cremona.
1486     
…………   LombardiaGli è concessa la cittadinanza di Cremona. Acquista da Bartolomeo Guarna il feudo di Formigara nel cremonese.
Ott.   Lombardia PiemonteEletto governatore della Valtellina, si dirige a Vogogna in Val d’Ossola per respingere le minacce del vescovo di Sion Jodoco di Silenen.
1487     
Apr.MilanoC. SvizzeriCapitano g.leLombardia Piemonte

Lascia Milano e raggiunge ancora Vogogna. Raduna 112 lance, 100 balestrieri a cavallo con 25 stradiotti e 3000 fanti per bloccare una scorreria in Val Vigezzo di 6000 svizzeri. Costoro si allontanano dal campo di Matarello pensando che Renato da Trivulzio si sia collocato alla difesa di Domodossola. Il condottiero è informato dai suoi capitani Zenone da Lavello e Traversa dei movimenti degli avversari;  si sposta rapidamente con i balestrieri ed i soldati armati alla leggera, mentre con più lentezza lo seguono gli uomini d’arme agli ordini di Giampietro Bergamino. Si incammina con Giacomo da Corte verso Beura sulla sinistra del Toce; attraversa il fiume e mette in fuga 500 svizzeri (50 morti tra gli avversari). Gli avversari cercano di impedire il suo ricongiungimento in Val Vigezzo con Zanone da Lavello ed il Traversa: in particolare 800 uomini si staccano dagli altri per assalire i ducali. Nasce un primo scontro; giungono i rinforzi condotti da Giovanni Borromeo, dal figlio di costui Giberto Borromeo e da Giampietro  Bergamino. Il Trivulzio intrappola al ponte di Crevola un contingente di 5000 uomini che oppone una tenace resistenza agli sforzeschi; egli stesso è ferito ad un piede da un colpo di archibugio per il  quale dovrà zoppicare il resto dei suoi giorni; è sostenuto dalla cavalleria pesante mentre i cavalli leggeri chiudono le vie di ritirata. Gli svizzeri sono circondati; terrorizzati, subiscono una colossale disfatta. Iniziano ad arretrare.  Alcuni si aprono il passo verso il Sempione, altri fuggono risalendo il Toce: si racconta che il fiume, tinto di sangue, sia straripato a causa del grande numero di morti ammucchiati nel suo letto, che ne ostacola il corso come se si fosse costituita una piccola diga. 2000 cadaveri restano sul campo (tra gli sforzeschi si lamenta la perdita di 4000 uomini). I valligiani si vendicano dei saccheggi e dei massacri subiti in tanti anni dando la caccia ai dispersi. Dopo la vittoria Renato da Trivulzio raggiunge Domodossola con i feriti e, da qui, fa rientro in trionfo a Milano esibendo le bandiere tolte agli avversari. A ricordo della vittoria, avvenuta il giorno in cui si celebra la festa di San Vitale, la città di Domodossola ed altri centri della valle fanno voto di erigere un oratorio a Crevola dedicato a tale santo, padre dei SS. Gervasio e Protasio, titolari della locale chiesa collegiata, e di onorarlo ogni anno con una solenne processione.

1489   PiemonteE’ inscritto alla cittadinanza di Novara. Ha il comando di una squadra di lance spezzate.
1491   LombardiaViene chiamato a far parte del consiglio ducale.
1495     
…………   LombardiaGli è affidato da Ludovico Sforza il governo di Pavia. Mantiene tale incarico fino al successivo 1498.
Lug.Milano VeneziaFrancia EmiliaPrende parte alla battaglia di Fornovo.
1497     
Mag.   LombardiaCon Francesco Bernardino Visconti cerca di accordare il fratello Gian Giacomo da Trivulzio, che sta ad Asti con i francesi, con il duca di Milano Ludovico Sforza.
1498     
Dic.   Lombardia

Muore a Milano a fine mese. E’ sepolto nella chiesa di San Pietro in Gessate, dove ha fatto costruire la cappella di San Mauro. Ritratto di Antonello da Messina. Sposa Taddea Torelli figlia di Giacomo.

 CITAZIONI

-“Perito nella disciplina militare.” CORIO

-“Capitano di buona fama.” BOSI

-“Fu segnalato con diversi gradi militari.” MORIGI

-Con Gian Fermo da Trivulzio “Condivisero il mestiere di condottiero (Gian Giacomo da Trivulzio), il secondo pure le inclinazioni letterarie facendosi apprezzare quale rimatore.” VIGANO’

  • Alla battaglia di Campomorto. “Fratello del Magno Trivulzio,..d’indole certo energica e assai lesto di mano, degno appunto di così gran fratello cui il solo Gian Giacomo sottrasse la facoltà del primato nell’egregio casato Trivulzio. Costui possedeva infatti tanta destrezza nell’agire con premura, tanta moderazione, che pur ti fosse del tutto ignoto persino di viso, lo crederesti fratello del Magno Trivulzio. Renato dunque, capo dei veterani..su ordine di Roberto detto il Magnifico (Roberto Malatesta) per le gloriose gesta, rinviò l’entrata in battaglia sinché, indebolite le forze dei nemici, non si dovesse dubitare della vittoria…(Crudeltà della popolazione sugli svizzeri in fuga dopo la battaglia di Crevola) Una voce persistente afferma che le donne, sventrati gli svizzeri (i cadaveri dei morti) abbiano dato viscere umane in pasto ai fratelli prigionieri, perché ricordassero ch’esse stesse eran state tante volte condotte da loro in pericolo di vita. In molti perirono pure tra gli anfratti dei monti, consumati da deperimento e fame; altri furono trovati a mangiare erbe, altri ancora a rosicchiar radici: spiravano con le erbe verdeggianti ancora in bocca..Risulta in quella battaglia sian caduti circa 2000 svizzeri, ma di nostri ne periron il doppio.” MADRIGNANO

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