GIOVANNI DA BARBIANO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Condottieri di ventura

0153      GIOVANNI DA BARBIANO  Conte. Signore di Lugo, Conselice, Zagonara e Vignola. Fratello di Alberico, padre di Conselice, zio di Ludovico da Zagonara e di Manfredo.

+ 1399 (settembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
……………  

 

 

 

 

 

 

 

Ha le sue prime esperienze militari nella compagnia di Giovanni Acuto.

1378  

 

 

 

 

 

 

 

…………… Bologna  

 

5 lance  

 

 Dic. Venezia Genova  

 

Lombardia

Affianca il fratello Alberico nella “Compagnia di San Giorgio”.

 1380  

 

 

 

 

 

 

 

 Feb. Comp. ventura Siena  Firenze  

 

Toscana

Appoggia ancora il fratello in Toscana.

 Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ sconfitto e fatto prigioniero con 70 cavalli dalle milizie dell’Acuto , di Lucio Lando e da quelle di Everardo Lando a Malmantile.

……………  Cunio Ferrara  

 

Romagna

Liberato, rientra in Romagna; affronta  gli estensi che lo assediano in Barbiano.

1381 Napoli Angiò  

 

Campania
         1382  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Comp. ventura Siena  Firenze  

 

Toscana

Con la “Compagnia di San Giorgio” scorre il senese in Val d’Ambra; si trasferisce nel fiorentino in Val d’Elsa.

…………… Comp. ventura Chiesa  

 

Marche

Attraversa le Marche e costringe il rettore della Marca Andrea Tomacelli a riconoscergli 4000 ducati.

1383  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Padova Austria 200 lance Veneto

Milita agli stipendi del signore di Padova Francesco da Carrara. Allorché il duca Leopoldo d’Austria sfida i carraresi, gli viene dato l’ordine di dare il guasto al trevigiano con 200 lance. Nelle sue scorrerie tocca Feltre e Belluno;  rientra, infine, a Padova.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Nel trevigiano.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con l’arrivo a  Belluno del duca d’Austria alla testa di molte truppe, leva il campo da Mogliano Veneto con Simone Lupo e Bernardo Scolari;  si acquartiera prima a Quinto di Treviso, presso la chiesa di San Giorgio, poi  a Noale.

 Ago.  

 

 

 

Capitano g.le Veneto

Riprende le ostilità allo scadere di una tregua. Si ferma a Fontane, nei pressi di  Treviso, e ne devasta il territorio tagliando le piante e dando fuoco ai raccolti per tre miglia attorno alla città. Si getta su Oderzo ed assale la città con le bombarde.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Conquista Oderzo che viene messa a sacco; ne assedia, indi, la rocca e la fa puntellare con cave. I difensori tedeschi che ne sono alla guardia si arrendono a patti; i soldati italiani sono fatti prigionieri. Cavalca verso Motta di Livenza, alla cui difesa si trova Gerardo da Camino;  combatte la località per terra e per fiume con le bombarde. I difensori cedono  a patti; la terra viene messa a sacco.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Occupa Fregona e Castel di Torre, che appartengono ai da Camino;  punta su Conegliano.

 Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Assedia Conegliano e fa costruire, come a Oderzo, molti cunicoli sotto le mura per farle crollare: Giovanni da Barbiano è, infatti, uno dei primi condottieri a fare largo uso di mine. Fa dare un triplice attacco alla cinta condotto in tre punti diversi: esso viene respinto con la morte di molti assalitori ed il ferimento di 500 uomini. Attraversa il Piave e si ferma sotto il Montello; ritorna a Padova ove viene accolto in trionfo.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Primolano con molti fanti per seguire l’esito di un trattato ordito a Feltre; quando questo è scoperto lascia il contado; nell’attraversare il Cismon perde molti uomini a causa della neve e del freddo.

1384  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Entra in Treviso, dopo i fanti di Cermisone da Parma e di Paolo da Bologna, a seguito dell’ acquisto della città per 80000 ducati ceduta dal duca d’Austria a favore dei carraresi.

Mar. Padova Camino  

 

Veneto

Cattura a Portobuffolè Guecellone da Camino;  spoglia in tal modo tutti i da Camino delle loro antiche proprietà. Rientra a Padova.

…………… Chiesa Urbino  

 

Marche

Agli stipendi del papa Urbano VI contrasta le truppe di Antonio da Montefeltro.

Estate Napoli Angiò Antipapa Per Carlo di Durazzo contro gli angioini.
1385  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Cunio Bologna Ferrara  

 

Emilia e Romagna

Affronta i nrmici con Giovanni degli Ubaldini. Gli sono tolte Conselice e Zagonara.

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ospita a Barbiano la compagnia dell’ Ubaldini, nonché quelle di Giovanni Ordelaffi e di Riccardo Ramsey.

Apr. Comp. ventura  

 

 

 

Romagna e Marche

Batte i bolognesi;  occupa Barbiano,  da cui scaccia il capitano Giacomo Boccadiferro. Consegna agli estensi Zagonara;  si collega, poi, con Azzo da Castello,  Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Conte da Carrara, Boldrino da Panicale con i quali devasta Marche. Si impadronisce di uomini e di bestiame.

Mag. Padova Udine  Venezia Capitano g.le Veneto

 

Viene assunto dai carraresi al fine di soccorrere nel Friuli il patriarca di Aquileja Filippo d’Alençon, in lotta contro gli udinesi ed i nobili locali.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Padova con 2000 cavalli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto e Friuli

Ha Portogruaro da Rizzardo da Valvasone, che approfitta del suo arrivo per passare  nel campo dei da Carrara. Conquista i castelli di San Vito al Tagliamento, difeso da 50 lance, e quello di Spilimbergo, alla cui guardia si trovano un pari numero di uomini d’arme e numerosi fanti. Ottiene anche Savorgnano; solo Maniaco e Sacile resistono all’ avanzata dei carraresi. Assedia San Daniele del Friuli, finché la piena del Tagliamento, che impedisce il vettovagliamento delle sue truppe, lo obbliga a ritirarsi.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ritorna nei suoi possedimenti.

Nov. Cunio Bologna  

 

Romagna

Con il fratello Rinaldo e pochi seguaci scaccia nuovamente da Barbiano il presidio bolognese comandato sempre dal Boccadiferro.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Viene assediato in Barbiano dai nemici  capitanati da Lucio Lando. Promette 3000 ducati al capitano tedesco; quest’ ultimo  rallenta ad arte le operazioni militari.

1386  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si accorda con i bolognesi: gli è cancellato ogni bando, si riconosce censuario del comune e si impegna a consegnare ogni anno, nel mese di agosto, un falco per  la vigilia di San Bartolomeo.

…………… Bologna  

 

 

 

 

 

1387  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Bologna Comp. ventura  

 

Romagna

Sconfigge la compagnia di ventura del  Lando.

1388  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Rimini Comp. ventura  

 

Toscana

Alla guardia di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) allorché la località è minacciata dalla compagnia di Giovanni Beltoft.

1389  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Firenze Rimini 800 cavalli Romagna

Raccoglie in Romagna  800 cavalli. Invade il riminese;  viene sconfitto a Santarcangelo di Romagna da Carlo e da Pandolfo Malatesta, che gli infliggono molte perdite.

……………  

 

 

 

 

 

Romagna

Si vendica dei Malatesta con il mettere a sacco il riminese.

 Autunno Bologna Milano  

 

Emilia

Contrasta le milizie dei Visconti con Malatesta Malatesta e Niccolò Roberti.

1390  

 

 

 

 

 

 

 

…………… Chiesa Angiò  

 

Campania

Viene inviato dal papa Bonifacio IX in soccorso della regina Margherita d’Angiò, vedova di Carlo di Durazzo: viene respinto dalle truppe di Luigi d’Angiò.

  Primavera Bologna Milano Capitano g.le 200 lance e 200 fanti Romagna

In Umbria con 150 lance; giunge presso San Marino, in località le Penne, e vi è attaccato da Carlo Malatesta e dagli abitanti dei vicini contadi. E’ spinto in una valle da cui cerca, invano, di uscirne per l’opposizione degli assalitori che pure subiscono forti perdite (200 morti). Vi si fortifica con le sue truppe ed invia messaggeri a Bologna alla ricerca di soccorsi. E’ obbligato ad arrendersi nelle mani dei feltreschi, cui riconosce una taglia di 5000 ducati; anche i fiorentini fanno pressioni su Antonio da Montefeltro per la sua liberazione. Si reca a Bologna ed a fine aprile è condotto dai bolognesi, che lo nominano capitano generale con una condotta di 200 lance e di 200 fanti. Gli viene pure concessa una provvigione di 600 fiorini.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Al comando di 1000 lance esce da Casalecchio di Reno e rifornisce di truppe il castello di Piumazzo senza che se ne accorga Jacopo dal Verme. Quest’ultimo invia  300 lance al fine di aggredire la località. Il Barbiano attacca gli avversari, inferiori di numero, e cattura 400 cavalli; si congiunge con Giovanni Acuto a Confortino, vicino al Samoggia; batte ancora il dal Verme in due ore e fa prigioniero Facino Cane.

 Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Irrompe nel ferrarese con 500 lance e 1000 fanti e dà alle fiamme più di duecento case sulle rive del Po; compie una scorreria a Mirandola ed a fine mese, con 1000 lance e 500 fanti, sempre con l’ Acuto, cavalca nel reggiano, nel parmense e nel modenese accompagnato dall’ ambasciatore del duca di Baviera. Le terre attraversate non si ribellano, come nelle speranze degli assalitori a favore di Carlo Visconti, per cui  è forzato al rientro.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Cerca di occupare la bastia di Farinara con 400 lance.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si infiltra nel riminese con 500 lance;  danneggia il territorio di Santarcangelo di Romagna.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Si trova a Coazze nel mantovano; da qui entra nel vicentino;   si collega con Francesco  Novello da Carrara al fine di devastarne il contado.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Padova con 400 lance per  proseguire il conflitto  nel vicentino e nel veronese.

1391  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Veneto Esce da Padova per seguire l’Acuto nella sua prima offensiva verso la Lombardia.
Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto e Emilia

Lascia   Padova, rientra a Bologna con 200 lance allorché la città è minacciata dai viscontei; si colloca a Budrio; seppure inferiore di forze, insieme con Nanne Gozzadini riesce, mediante continue scaramucce, a tenere testa agli avversari fino al loro ritiro dal bolognese.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Effettua una nuova scorreria verso Mirandola.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Depreda il territorio di Correggio ed il mantovano.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Per i suoi meriti nella campagna i fiorentini gli riconoscono un premio di 600 fiorini pagabili in due rate: metà a Natale e metà a Pasqua. Il Barbiano raggiunge a Tizzano l’esercito fiorentino con 600 lance, 300 balestrieri e numerosi abitanti dell’aretino. Con l’ Acuto fronteggia il dal Verme cui impedisce di dare il guasto al territorio vicino. Sbaraglia i nemici sul Nievole (cattura di 200 uomini d’arme).

1392  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Comp. ventura  

 

 

 

Romagna  Toscana

Raccoglie a Barbiano con Conte da Carrara 1000 lance con le quali si sposta in Toscana. Tratta con il marchese della Marca Andrea Tomacelli.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Costituisce la “Compagnia di San Giorgio” (4000 cavalli) con Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Biordo dei Michelotti, Azzo da Castello e Giovanni Tedesco da Pietramala.

Lug. Comp. ventura Perugia
C.di Castello
Firenze
Siena
Pisa
Lucca
 

 

Umbria e Toscana

Giunge a Sigillo (Nocera Umbra); distrugge i contadi di Perugia, di Città di Castello;  minaccia Firenze cui chiede il pagamento di una taglia di 100000 fiorini. Il comune oppone resistenza; alla fine i venturieri sono allontanati in cambio di 40000 fiorini dietro la promessa di non essere molestati  per un anno. Altre taglie sono imposte ai comuni di Siena (5000 fiorini, il costo complessivo per il comune, nella realtà, ascende a 11112 fiorini per le regalie dovute ai vari capitani della compagnia), di Pisa (12000) e di Lucca (8000) che cedono alle intimidazioni della compagnia. Il da  Barbiano rientra nel perugino dove viene diviso il bottino tra i vari venturieri. Subito dopo  con Biordo dei Michelotti, il Brandolini ed il  Broglia (6000 cavalli e molti fanti), assale i perugini, le cui truppe sono ora comandate da Azzo da Castello e dal Beltoft. Il Barbiano cattura 60 cavalli a quest’ultimo. I perugini chiedono una tregua al Michelotti.

Ago. Rimini Chiesa

 

Camerino Ancona

 

 

 

Umbria e Marche

I capitani della compagnia (escluso Biordo dei Michelotti) sono tacitati dai perugini con 6000 fiorini. Il  Barbiano è assunto da Pandolfo Malatesta e dal rettore della Marca Andrea Tomacelli per depredare i territori di signorie e comuni avversi alla politica dello stato della Chiesa.

Sett.  

 

 

 

 

 

 

 

Si collega alla compagnia anche Corrado Lando; in ogni caso questa associazione si scioglie in breve tempo per discordie interne.

Ott. Chiesa Fermo
Camerino Ancona
 

 

Marche

Con il Broglia, il  Brandolini e Conte da Carrara (2500 cavalli) affianca il Tomacelli nel contrastare la lega delle città della Marca costituita da Fermo, Ancona e Camerino. Sono coinvolti nella guerra i contadi di Sant’Elpidio a Mare, di Montegranaro e di San Giusto; le azioni hanno luogo vicino a Fonte Fallera (Falerone).

Nov.  

 

 

 

 

 

Puglia

Ha l’incarico di castellano a Trani per conto del fratello Alberico.

1393  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Marche Alla conclusione di un accordo generale di pacificazione nella Marca si impegna con gli altri condottieri coinvolti nel recente conflitto ad astenersi da ogni atto di violenza nella regione per un anno.
Apr. Comp. ventura Bologna
Firenze
Ferrara
 

 

Umbria

Con Corrado Lando, Conte da Carrara, Biordo dei Michelotti ed Azzo da Castello forma una compagnia di 2500 cavalli e molti fanti. Il  Barbiano ottiene con il Carrara uno stipendio dai bolognesi; analoghe condotte sono concesse agli altri venturieri da fiorentini e da estensi.

Mag. Umbria Viene invitato dai fiorentini a non molestare il territorio di Città di Castello.
…………… Milano  

 

 

 

 

 

…………… Comp. ventura Lucca  

 

Toscana

Congedato in modo ufficiale dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti, si muove nel lucchese con molti fuoriusciti e  volontari pisani. Viene respinto dai lucchesi a Ripafratta.

1394  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Este Ferrara  

 

Emilia

Aiuta il congiunto Azzo d’Este, figlio di Francesco, contro il marchese Niccolò.

1395  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Milano Firenze

 

Este

Lucca
MilanoFerrara
         400 lance Toscana Emilia

 

Emilia

Segue il fratello Alberico;  con 5000 cavalli infesta il lucchese. I fiorentini lo corrompono e lo allontanano dalla Toscana con 400 lance al fine di prestare soccorso ai bolognesi, minacciati a loro volta dai viscontei. Si allontana in breve anche da tale terreno;  raccoglie 1500 cavalli e 800 fanti per muovere in aiuto di Azzo d’Este ai danni degli  estensi, con i da Polenta signori di Ravenna, di Forlì e del nipote Ludovico da Zagonara. A fine mese tenta di penetrare nel ferrarese;  la flotta nemica, comandata da Francesco Bellai, gli ostacola il passo e scompagina le sue truppe. Rientra a Barbiano.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

Promette a Simone di San Giorgio, emissario del marchese di Ferrara, di uccidere Azzo d’Este in cambio di 30000 ducati e del possesso dei castelli di Lugo e Conselice. Con il figlio Conselice uccide, dopo avergli fatto indossare i vestiti dell’Este, un servo tedesco di Ato di Rodiglia, di nome Cervo, che assomiglia alla vittima designata. Il San Giorgio riconosce nel morto Azzo d’Este per cui il  Barbiano riceve il denaro pattuito ed i due castelli; imprigiona i capitani dei presidi.

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Affianca a Consandalo le milizie contadine di Azzo d’Este; dopo la sconfitta di Portomaggiore sorge una lega per abbatterlo; i fiorentini cercano invano di fargli abbandonare il campo.

Lug.  Cunio Ferrara
Firenze
 

 

Romagna

Viene assediato in Barbiano; Astorre Manfredi e gli estensi cingono d’assedio Lugo ed altri castelli. Si interpone a suo favore Gian Galeazzo Visconti che minaccia di svincolare Alberico da Barbiano e di lasciarlo muovere a sua difesa. Vi è una tregua tra le parti. Un episodio di tale conflitto è riportato in una novella di Franco Sacchetti. E’ fatta costruire dal Manfredi una forte bastia nei pressi di Barbiano che tiene il condottiero molto impegnato. In particolare, un capitano tedesco avversario, di nome Guarnieri, assale di continuo gli uomini del Barbiano alla testa di dieci cavalli  portando le sue scorrerie fin sotto le mura del castello. Giovanni da Barbiano fa pascolare alcune paia di buoi tra il castello e la bastia; arma un suo fedele come il tedesco e lo fa uscire di nascosto dal castello con altri dieci armati; lo fa incamminare verso Faenza. Costui simula di assalire i contadini con le bestie al pascolo per impadronirsi del loro bestiame; costoro fuggono verso la bastia gridando al soccorso e chiedono che siano loro aperte le porte. I difensori scambiano da lontano il falso Guarnieri con quello vero, aprono la porta esterna e fanno entrare gli uomini armati. Una sentinella della porta interna, messo in sospetto, chiede al falso Guarnieri di togliersi l’elmo per farsi in tal modo riconoscere. Gli uomini del Barbiano si danno alla fuga, inseguiti dai sassi e da colpi di balestra  lasciando i buoi razziati nelle mani nemiche.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Astorre Manfredi rompe  l’armistizio; come risultato, fiorentini ed estensi appoggiano il  Barbiano contro il signore di Faenza.

1396  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Comp. ventura Firenze  

 

Toscana

Mette all’erta i fiorentini con Filippo da Pisa e Ludovico Gabriotto Cantelli.

Feb. Chiesa Perugia  

 

Toscana

Passa al servizio del papa Bonifacio IX contro Biordo dei Michelotti che si è insignorito di Perugia.

Mar.  

 

 

 

 

 

Umbria

Alla conclusione della pace Biordo dei Michelotti lo induce con doni e la fornitura di armi (2000 verrettoni) ad allontanarsi dal perugino.

Giu. Pisa Comp. ventura  Firenze Lucca 800 cavalli Toscana

Milita agli stipendi del signore di Pisa Jacopo d’Appiano per opporsi alla compagnia di Bartolomeo Boccanera e del  Cantelli. Attraversa il fiorentino ed il senese; conduce una scorreria fin sulle porte di Firenze e rientra con le prede nel senese. Gli è interdetto l’entrata in Siena; si volge allora prima in Val di Chiana verso Montepulciano e poi  verso l’aretino cui dà il guasto. Presta soccorso a Obizzo da Montegarulli, che è impegnato in un conflitto con i lucchesi.

Lug. Pisa Firenze  Lucca  

 

Toscana

Si porta con i fuoriusciti lucchesi a Ripafratta ed in Val di Serchio; battuto dagli avversari, viene attaccato in Castiglioncello del Trinoro da Bartolomeo Boccanera, da Antonio degli Obizzi, da Ludovico Gabriotto Cantelli e da Ugo di Monforte: riesce a sua volta a sconfiggere i nemici dopo un iniziale sbandamento dei suoi per la scarsa resistenza che gli è opposta dal Boccanera. Licenziato in apparenza da Jacopo d’Appiano, al termine della guerra continua a devastare il lucchese; rientra in Lombardia.

Ago. Comp. ventura Mantova Ferrara  

 

Lombardia

Spinto dal Visconti infesta il mantovano e le zone di confine per prestare soccorso a Francesco da Sassuolo in rotta con gli estensi.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Assale Vignola;  irrompe nel borgo ove dà fuoco ad alcune case. Dalla città esce il podestà per spegnere le fiamme. I fautori  dei Grassoni, suoi alleati, rompono un tratto delle mura ed immettono il  Barbiano nella città. Assedia nella rocca Isoresio Roberti ed Alamanno degli Obizzi.  I difensori cedono a patti dopo vari attacchi ed il fuoco dell’artiglieria portato con alcuni piccoli pezzi contro le mura. Giovanni da Barbiano non mantiene le condizioni previste dalla capitolazione e gli avversari vengono spogliati dei loro beni. Indirizza il bottino a Mirandola ed a Sassuolo;  si installa nella seconda località per due mesi seminando il terrore nel circondario.

Dic. Milano Firenze 500 cavalli

 

Toscana

Si trasferisce in Toscana con Marcoardo dalla Rocca (2000 cavalli) allo scopo di bloccare le scorrerie del Boccanera e dell’ Obizzi. Tocca Ripafratta e Santo Stefano. Si ferma a Pisa. La sua compagnia di 500 cavalli staziona in Val di Serchio.

1397  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si ferma alcuni giorni nel parmense.

Feb. Milano Firenze  

 

Toscana

Viene spinto in Toscana dal duca di Milano; cavalca nel lucchese e giunge a Massa. Viene a trovarlo il podestà di Lucca Pietro Branchi:  promette a quest’ultimo di restituire i prigionieri e di non fermarsi nel contado per più di quindici giorni. Non osserva la parola data, occupa, anzi,  Massa e vi cattura anche l’ambasciatore del comune Stefano Poggio, cui in precedenza ha concesso un salvacondotto. Si trasferisce in Val di Serchio perché non trova più foraggio per la sua cavalleria. Lo contrasta in Val di Nievole Bernardo della Serra.

Mar.  

 

 

 

 

 

Toscana

Viene scoperto dai fiorentini il trattato di Benedetto Mangiadori in San Miniato, volto a consegnare la città ai viscontei. Il Barbiano rientra nel lucchese con Paolo Orsini ed Ottobono Terzi. Scorre con il fratello Alberico fin sulle porte di Firenze.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova nel pisano con Galeazzo da Mantova; tocca Capannoli, San Lorenzo alle Corti, Asciano, Santa Maria del Giudice, Ponte a Serchio. Provoca ovunque gravi danni.

Lug. Milano

 

Bologna

Firenze Lucca

 

Milano

 

 

Maresciallo di   campo 1500 cavalli

 

Toscana  Lombardia

Giunge a Ponte San Piero e continua nelle devastazioni  in Val di Serchio. Si colloca nel borgo di Ripafratta: allorché Carlo Ronghi e Galeazzo da Mantova sono sconfitti e fatti prigionieri dai fiorentini nei pressi di Lupocavo; attacca i nemici, li coglie in disordine e libera i due capitani. Nello scontro vengono catturati 100 cavalli. Di seguito lascia di notte Ripafratta, tocca Santo Stefano e Barbaricina, fa  prigionieri e razzia ancora bestiame in Val di Serchio ed in Valdarno. Assedia il castello di Lastra a Signa e ne devasta il contado finché la mancanza di vettovaglie lo obbliga a rientrare a San Casciano in Val di Pesa. Si trasferisce nel lucchese; si scontra ancora con i fiorentini e dà alle fiamme Ruota. Nel corso dell’azione vengono rapite due donne, figlie di Ghiandone Machiavelli, che per difendersi si sono rinchiuse in una torre di Sant’Andrea in Percussina: il Barbiana ne fa prigioniera una, mentre la seconda  cade in potere del figlio Conselice. Subito passa al soldo dei bolognesi che lo inviano nel mantovano in soccorso di Francesco Gonzaga; è eletto maresciallo di campo dell’ esercito della lega assieme con Pataro Buzzaccarini, Guardone Inglese e Paolo Orsini.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia di Governolo (dove ha il comando della terza schiera); con Pandolfo Malatesta coopera a riequilibrare le sorti del combattimento condizionato per qualche tempo  dall’intervento di Ugolotto Biancardo.

……………  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene incaricato con Conte da Carrara di spostarsi nel bresciano per sostenervi i guelfi di Giacomo Avogadro che si sono ribellati ai ducali: entrambi i condottieri si rifiutano di eseguire l’ordine.  Per tale fatto sono sospettati da alcune fonti di slealtà.

Nov. Umbria A metà mese attraversa il territorio di Città di Castello. Nel suo passaggio esige del denaro dietro la promessa di non danneggiare il contado.
Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

In conseguenza delle ripetute battute di arresto delle truppe della lega, a lui ed a Conte da Carrara viene inviata in soccorso via Po una flotta di 7 galee e di 70 barche armate.

1398  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene dichiarato proprio aderente dai bolognesi.

Mag. Bologna  

 

 

 

Emilia

I bolognesi gli riconfermano la condotta.

1399  

 

 

 

 

 

 

 

 Mar. Bentivoglio Bologna  

 

Emilia

Aiuta i Bentivoglio ed i Gozzadini ad impadronirsi di Bologna ai danni di Carlo Zambeccari: non riesce ad arrivare in tempo, secondo i piani convenuti con Nanne Gozzadini alla Porta di San Donato, sicché i fuoriusciti sono costretti a fuggire.

 Ago. Comp. ventura Bologna
Ferrara
 

 

Emilia

Scorre nel bolognese ove commette molte ruberie, violenze e stupri. Entra nel modenese con 1200 cavalli e si porta a Vignola; esce dalla città per l’attacco che vi è stato portato dagli estensi comandati da Filippo da Pisa. Gli viene contro, per conto dei  bolognesi, anche la “Compagnia della Rosa” condotta da Tommasino Crivelli, da Tommaso da Castello, da Giovanni Malvicini e da Giovanni dell’ Ischia.  Sconfitto  nottetempo,  è catturato a Spilamberto. Viene condotto a Bologna,  è rinchiuso con i congiunti fatti prigionieri nella stessa  circostanza nel Palazzo dei Signori.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ decapitato a fine mese sulla pubblica piazza del comune su istigazione di Astorre Manfredi. Poiché non è legato cerca di difendersi alzando le braccia. L’esecuzione richiede in tal modo più colpi da parte del boia. Viene sepolto a Bologna nella chiesa di San Francesco degli Eremitani con il figlio  Conselice ed altri congiunti.

 CITAZIONI

“Tanto dissimile per metodi e per onestà dal grande fratello.” ARGEGNI

“Era costui valoroso guerriero,.. sì celebre Capitano di ventura di que’ tempi.” DI MANZANO

“Era il conte Giovanni da Barbiano veramente romagnuolo e maestro di tradimenti e sapeanli ben fare.” MINERBETTI

“Gran guerriero di quel tempo…Divenne un de più feroci guerrieri di quel secolo.” GUALDO PRIORATO

“Mero soldato e persona inquietissima e di cervello elevato.” PIGNA

“Per la grande perizia nell’arte militare, per l’audacia e la celerità con cui soleva condurre i combattimenti fu denominato fulmine di guerra..Fu senza dubbio uno dei più valenti capitani di ventura del suo tempo.” ALBINI

“Egregium copiarum Dux.” CANDIDO

“Uomo grande nel militare, ma più politico che scrupoloso.” G. BONOLI

“Armiger strenuus.” REDUSIO

“Huomo per altre imprese degno di molta lode.” VIZANI

“Fulmin di guerra..famosissimo capitano.” VOCINO

“Insignem latronum ducem.” BEVERINI

“Salito in fama di gran condottiero.” PEZZANA

Con Ostasio e Bernardino da Polenta, Ludovico da Zagonara e Giovanni Ordelaffi “Capitani di gran valore.” BONOLI

“Meno abile di lui (il fratello Alberico)ed anche meno fortunato.” ADAR

“Ben diverso .. da lui (il fratello Alberico) quanto a serietà professionale, pronto a venir meno ai termini legali di una condotta, di fronte a più favorevoli situazioni, senza tante remore.” RENDINA

“L’albero genealogico di questa rilevante famiglia comitale romagnola presenta ancora molte incertezze sia per la prolificità della stirpe e per le numerose omonimie, sia per le confusioni introdotte dalle genealogie erudite o encomiastiche, in particolare quelle ispirate in età moderna dalla famiglia milanese dei Barbiano di Belgioioso. Tra le confusioni che gli studi più recenti hanno contribuito a dissipare era anche il convincimento, attestato già in P. Giovio, ripreso dallo storico ravennate G. Rossi e poi tramandato da più autori, che Giovanni fosse fratello del più famoso Alberico da Barbiano, mentre invece si deve ritenere che ne fosse nipote…Giovanni ottenne i suoi successi di condottiero (per cui ebbe dai contemporanei l’appellativo di “fulmine di guerra”) principalmente al servizio del Comune di Bologna, che stava andando verso un declino irreversibile del proprio ruolo politico-militare, schiacciato tra gli espansionismi visconteo, fiorentino e pontificio senza avere la forza per opporvisi con efficacia; tuttavia parallelamente all’attività di uomo d’armi, Giovanni perseguì anche una spregiudicata politica personale volta alla costituzione e al radicamento di una propria signoria territoriale in Romagna che, partendo da Barbiano, si espandesse verso Lugo e Faenza…Fu consegnato ai Bolognesi e imprigionato a Bologna (con alcuni congiunti) nella torre degli Anziani; tutti, tranne Conselice, giustiziato già il 25 agosto e Ludovico, morto nel frattempo in carcere, furono condannati a morte il 27 sett. 1399 come ” rebelels Bononiensis, robatores, assassinos, fractores stratarum” e con numerosi altri capi d’accusa; giustiziati lo stesso giorno “in platea Comunis” e sepolti nella chiesa di S. Francesco.  Nello stesso giorno della sua esecuzione fu redatto il testamento di Giovanni, ritrovato mutilo dal Frati nel 1917, che prevedeva lasciti pii in mese e doti, e beni per alcune donne della famiglia e per la chiesa dei minori di Lugo.” ANGIOLINI

 

Print Friendly, PDF & Email
Previous articleGIOVANNI DA BUSCARETO
Next articleGIOVANNI DAL BORGO
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email