GIOVANNI DAL BORGO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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GIOVANNI DAL BORGO  (Giovanni Picone, Giovanni Picossi). Di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro)

+ 1525 ca.

Anno,  mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Primavera Firenze Genova  

 

Liguria

Prende parte alla guerra di Sarzana. Cerca di liberare Sarzanello dall’ assedio  postovi dai genovesi.

1495
Lug. Firenze Pisa Toscana
1499  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Firenze Venezia 150 fanti Toscana

Prende parte all’assedio di Bibbiena.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Supera le linee difensive tra Melegnano e Sant’Angelo Lodigiano, espugna il castello di Bascapè, vi fa 50 prigionieri e vi razzia  trecento capi di bestiame.

……… Firenze Pisa  

 

Toscana
1506  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Venezia  

 

200 fanti Romagna

E’ inviato a Rimini ove fa costruire due bastioni, uno alla Porta di San Giuliano ed uno verso il porto.

Nov.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene licenziata metà della sua compagnia.

1507  

 

 

 

 

 

 

 

Nov. dic.  

 

 

 

200 fanti Toscana

Ottiene una nuova condotta da parte del Collegio dei Pregadi; gli è concessa una provvigione di 80 ducati l’anno. Raccoglie truppe nel Casentino con Piero del Monte a Santa Maria: per tale fatto incorre nelle ire dei fiorentini.

1508  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Venezia Impero  

 

Veneto

Staziona nel veronese.

Feb.  

 

 

 

500 fanti  

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Trentino e Friuli

Si trova a Torbole con 300 provvigionati al fine di controllare eventuali movimenti degli imperiali verso Riva del Garda. E’ trasferito in Friuli per sorvegliare il passo di Aupa.

Apr.  

 

 

 

 

 

Friuli

Partecipa agli attacchi contro Gorizia; assale la rocca, dalla parte della torre che difende il ponte della città, con 400 fanti ed alcuni pezzi di artiglieria: è respinto.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Al termine del conflitto accompagna Bartolomeo d’Alviano a Venezia;  è presente in San Marco alla cerimonia in cui vengono consegnati al condottiero lo stendardo ed il bastone di governatore generale. Il suo comportamento è lodato in collegio dal provveditore generale Giorgio Corner.

Ago.  

 

 

 

300 fanti Croazia

A Fiume con 100 provvigionati. Gli è concessa una provvigione annua di 300 ducati. Nell’anno la sua paga complessiva ascende a 1488 ducati.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Venezia Francia 500 fanti Lombardia

Ai suoi uomini se ne uniscono altri 2000, tra i quali vi sono 1000 ordinanze; passa con costoro alla guardia di Cremona.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova al campo di Pontevico, inquadrato nella terza colonna comandata da Antonio Pio. Partecipa alla battaglia di Agnadello: dopo la sconfitta si porta su Cremona. Non riesce ad entrare nella località.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si ritira con Niccolò Orsini, attraversa il Brenta a San Bauson, raggiunge Mira e Mestre dove pone il proprio campo.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si sposta alla difesa di Treviso con 1000 fanti; si lamenta con il Collegio dei Pregadi per i ritardi che si sono accumulati nell’ apprestamento delle opere difensive.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Sempre a Treviso. Ha il compito di calmare gli animi dei soldati esacerbati dal provveditore Piero Marcello: costui, infatti, ha fatto impiccare alcuni fanti di Cipriano da Forlì divenuti disertori per la scarsa puntualità delle paghe.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia ed a Treviso.

Nov.  

 

 

 

300 fanti Veneto

Ancora a Treviso. Si trasferisce a Noale con Francesco Calzone e Carlo Corso; da qui si dirige a Vicenza, località appena riconquistata dai veneziani, e ne resta alla guardia con 1200/1500 fanti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene sostituito nella guarnigione di Vicenza da Zanone da Colorno.

1510  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

378 fanti Veneto e Montenegro

E’ connestabile a Villanova nel veronese; a fine mese è trasferito a Cattaro.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Montenegro

 

Chiede, invano, il permesso di recarsi a Venezia.

Mag. Venezia Francia  Ferrara 300 fanti Montenegro e Veneto

Lascia Cattaro con metà compagnia a causa del ritardo delle paghe.  Raggiunge San Bonifacio. Affianca Bernardino di Montone;  si muove nel padovano alla testa di un colonnello di 1000 fanti a seguito dell’abbandono del Polesine da parte di Antonio Pio, di Giovanni Greco, di Zitolo da Perugia e di Giovanni Forti. Si sposta a Praglia per coadiuvare i difensori di Monselice; si porta al campo di Brentelle e preme sui veneziani affinché sia assunto Chiriaco dal Borgo.

Giu.  

 

 

 

366 fanti Veneto

Con Zanone da Colorno e Marco da Rimini spinge per un’azione risoluta diretta alla riconquista di Vicenza. Segue con 1000 fanti fra Leonardo Prato verso Cittadella; si ferma poi  a Monselice per sei giorni per ispezionare le fortificazioni cittadine con Dionigi Naldi, Giampaolo Manfrone e fra Leonardo Prato. Arrivato a conclusioni sconfortanti,  si rifiuta di porsi alla difesa della località. Viene subito trasferito a Cattaro.

Lug.  

 

 

 

334 fanti Veneto

E’ richiamato alla guardia di Padova. Ha l’incarico di sorvegliare la Porta di Santa Croce. Allorché è licenziato Pandolfo da Castello la compagnia di tale condottiero viene aggregata alla sua.

Ago.  

 

 

 

400 fanti Veneto

E’ spostato in Friuli: l’ordine è revocato appena giunge a Fusina. Giovanni dal Borgo si incontra a Venezia con il doge Leonardo Loredan e rientra a Padova. Ha un consiglio di guerra con il provveditore Andrea Gritti, cui esterna la scontentezza delle milizie per il ritardo delle paghe.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Prende parte all’assedio di Verona;  con Zitolo da Perugia ha il comando delle artiglierie dopo il ferimento di Lattanzio da Bergamo. Di guardia alla batteria posta davanti al castello di San Felice, respinge una sortita dei difensori solo a prezzo di forti perdite. I veneziani sono costretti a ritirarsi per cui Giovanni dal Borgo passa alla difesa di Montagnana. Giunge a Bevilacqua con Giampaolo Manfrone e tre pezzi di artiglieria.  Attacca a San Zeno 50 uomini d’arme, 100 arcieri a cavallo e 400 fanti francesi provenienti da Legnago: tutti gli avversari sono uccisi o fatti prigionieri.

Ott.  

 

 

 

300 fanti Veneto ed Emilia

Al comando di un colonnello di fanti asseconda in Polesine l’iniziativa del provveditore generale Paolo Capello. Occupa Stellata abbandonata dagli estensi; distrugge il ponte di barche di Ficarolo e, inserito nella retroguardia, muove verso il ferrarese ed il modenese.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Attacca Sassuolo; sale sulle mura e, dopo una serie di assalti, conquista la località facendo strage dei difensori: tra i veneziani si contano quindici morti, tra essi un suo nipote.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

All’assedio di Mirandola.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

La sua compagnia perde numerosi effettivi per il ritardo delle paghe. E’ coinvolto nella sconfitta di Casalecchio di Reno; riesce a portare in salvo 1000 fanti di varie formazioni con i quali si prende la strada della montagna e da qui raggiunge Cesenatico. A Fano con Troilo Savelli e Giovanni Vitelli.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Agisce nel veronese con Paolo Capello. Nella sua compagnia militano 378 fanti.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si colloca davanti a Cittadella con le artiglierie ed i cavalli leggeri; all’ annuncio che i nemici si sono allontanati da Nervesa della Battaglia per puntare su Asolo, rientra a  Padova. A metà mese irrompe in Cittadella con Chiriaco dal Borgo.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

I suoi uomini reclamano a Padova per la scarsa puntualità delle paghe.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova con Giampaolo Manfrone per riavere il castello di Scala.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

236 fanti Veneto

Al campo di Vicenza; segue Giampaolo Baglioni.  Viene sconfitto dai francesi di Gastone di Foix alla torre del Magnano sull’ Adige. Tenta di fermare l’avanguardia  avversaria; non  sostenuto nella sua azione dalla cavalleria,  è presto sconfitto con la perdita di due falconetti e di altri due cannoni. Si muove su Brescia; è nuovamente sconfitto dai francesi.

Giu.  

 

 

 

452 fanti Veneto

Si trova ad Albaredo d’Adige alla guardia del ponte.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Piacenza con il provveditore degli stradiotti Giovanni Vitturi e Baldassarre di Scipione (100 balestrieri a cavallo, 100 schioppettieri, i fanti della sua compagnia e due falconetti): ha il compito di impadronirsi del ponte e delle imbarcazioni in navigazione sul Po.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Attraversa il Po con Bernardino di Montone, Antonio Pio e Vincenzo Naldi, giunge nel bresciano ed ottiene con le artiglierie il castello di Sant’Eufemia della Fonte.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato all’assedio di Brescia; non condivide certe decisioni di Giampaolo Baglioni e ne informa la Signoria.

Ott.  

 

 

 

300 fanti Lombardia

Ha il comando della seconda squadra di 800 fanti che deve assalire le mura di Brescia con la copertura del fuoco delle artiglierie. A fine mese affianca Giampaolo Baglioni (alla testa di un colonnello di 1400 fanti) nella sfilata dimostrativa che i veneziani effettuano davanti alla città, tra la Torrelonga ed il castello.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene convocato a Venezia.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha ai suoi ordini 317 fanti.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Veneto

Staziona nei pressi di Verona;  sorveglia i movimenti degli imperiali.

Mar. Venezia Spagna Impero 237 fanti  

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia in Collegio.

Mag.  

 

 

 

430 fanti Veneto

Viene ancora inviato ad Albaredo d’Adige al fine di  controllare il ponte sul fiume.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia per lamentarsi del trattamento  ricevuto dalla Serenissima.

Lug.  

 

 

 

347 fanti Veneto

E’ inviato da Bartolomeo d’Alviano alla difesa di Treviso con 600 fanti. Nella città ha il comando di un colonnello di 1059 fanti; deve affrontare gravosi problemi quando gli uomini di Alfonso Muto e quelli di Matteo dal Borgo si mettono a saccheggiare il territorio circostante. Anche i soldati della sua compagnia sono accusati degli stessi delitti, tanto che  due di costoro sono uccisi dalla popolazione in rivolta. I loro commilitoni danno fuoco  alle case in cui sono alloggiati.  300 fanti escono da Treviso: per farli rientrare i veneziani spediscono le compagnie del Turcasso e del  Muto al loro inseguimento.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ convocato a Venezia per discutere sulle opere di rafforzamento delle mura di Treviso, indilazionabili.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Inquadrato nell’ala destra guidata da Giampaolo Baglioni, partecipa alla battaglia di  Creazzo. Con la sconfitta ritorna alla difesa di Treviso;  con Antonio da Castello ha il comando di 1200 fanti. I suoi uomini continuano nella loro condotta oltraggiosa nei confronti degli abitanti: il motivo è sempre il medesimo.

Nov. dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Gli viene ridotto l’organico della compagnia a sua disposizione. A dicembre si reca a Venezia e protesta per il licenziamento di molti fanti che hanno militato ai suoi ordini.

1514  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Da Treviso si reca a Venezia.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Treviso con 217 fanti.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

I suoi uomini e quelli di Antonio da Castello si ammutinano per il cronico ritardo del soldo e cercano di uscire da Treviso: interviene il podestà Giacomo Trevisan che dà loro un acconto prendendo a prestito del denaro dagli stessi abitanti.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

La sua compagnia ora ascende a 300 fanti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Agli accampamenti invernali di Iseo con il suo colonnello.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla difesa di Crema con 217 fanti.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Crema. I suoi uomini protestano con forza  per il pagamento degli stipendi.

Nov.  

 

 

 

200 fanti Lombardia

Contatta il provveditore generale Andrea Gritti;  fa pressioni su quest’ultimo affinché siano  rafforzate le opere difensive di Crema.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

100 fanti Lombardia

Alla fine della guerra è lasciato alla guardia di Crema con 100 fanti; gli viene concessa una provvigione di 30 ducati per paga.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Andrea Gritti consiglia un suo trasferimento nel veronese perché inviso a Crema.

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia ed in Collegio viene armato cavaliere dal doge Leonardo Loredan per il lungo servizio prestato a favore della Serenissima.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Alla guardia di Verona.

1518  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Treviso e si porta a Venezia perché convocato in Collegio.

1519  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ spostato ancora a Crema.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Veneto

Collabora con altri condottieri ad uno studio sulle fortificazioni di Padova che viene consegnato al Consiglio dei Savi.

Giu. Venezia Impero  

 

Veneto

Ha l’incarico di radunare 250 fanti con i quali passa alla guardia di Verona.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si pone con i suoi uomini (300 fanti) nella cittadella di Verona.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

Primavera  

 

 

 

 

 

Veneto

A Verona. Ha il permesso di ritirarsi a vita privata. Muore poco dopo.

 CITAZIONI

“Che fu generale de’ Veneziani.” GAMURRINI

“Iagno dal borgo & quel della Sassetta/ Giovanfrancesco d’ascoli combatte/ e suo nimici come rape affetta/ & molti col furor per terra abbatte/ & sangue & morte si grida a vendetta.” Da “La storia del fatto d’arme di Geradadda” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

Alla battaglia di Creazzo “Gniagni piccon anchora lui non perde/ pur un attimo d’hora a tanta impresa/ e fa riugier di sangue l’herba verde/ con animo adirato, e mente accesa/ e più sopra il voler più in lui rinverde/ a la pericolosa aspra contesa/ né cura se ben qualche oltraggio acquista/ come fido suggietto al vangelista (San Marco).” DEGLI AGOSTINI

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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