CECCOLO BROGLIA

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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CECCOLO BROGLIA  (Broglia da Tridino, Ceccolo da Trino)  Di Trino; alcune fonti lo dichiarano invece originario di Chieri. Signore di Assisi e Bastia Umbra.

1352 – 1400 (luglio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1378

Milita nella “Compagnia di San Giorgio” di Alberico da Barbiano.

1379
Apr. Chiesa Antipapa Lazio

Partecipa alla battaglia di Marino.

1385
Primavera Comp. ventura Marche

Si unisce con Azzo da Castello, Brandolino Brandolini, Giovanni da Barbiano, Conte da Carrara e Boldrino da Panicale; devasta le Marche; fa prigionieri e razzia bestiame.

1386
Giu. Padova Verona 500 cavalli Veneto

Ha una condotta di 500 cavalli con il Brandolini. Affianca Giovanni degli Ubaldini contro Cortesia da Serego; all’ avvicinarsi degli scaligeri al serraglio di Brentelle esce da Tencarola con 100 lance per ispezionare le difese nemiche e cercare una scaramuccia.

1387
Feb. Veneto

Si trova a Cerea con Giovanni Acuto,    l’Ubaldini e Giovanni Tedesco da Pietramala per affrontare le truppe del signore di Verona Antonio della Scala.

Mar. Veneto

Agli ordini dell’Acuto partecipa alla battaglia di Castelbaldo. Ha il comando della terza schiera, forte di 1400 cavalli, in cui sono pure presenti il  Brandolini,  Francesco Novello da Carrara, Ugolotto Biancardo, Antonio Balestrazzo, Biordo dei Michelotti, Giacomo e Conte da Carrara, Bernardo Scolari. Rigetta inizialmente un’azione offensiva portata da Giovanni Ordelaffi;  con l’Ubaldini, il Michelotti e Filippo da Pisa fa prigionieri il conte di Anchre, Benedetto da Malcesine ed Ugolino dal Verme che con 800 cavalli cercano di fuggire verso Porto e Legnago.

1388
Giu. Milano Firenze Lombardia

Nel mantovano con il Brandolini. Si scontra con Azzo da Castello;  trova un accordo con l’avversario.

…………….. Comp. Ventura Marche Sosta a Monsummano con il Brandolini;   nel maceratese minaccia San Ginesio alla cui difesa si è posto Milano d’Asti. Depreda  le campagne vicine: raggiunge un accordo con il comune che si impegna a  fornirgli vettovaglie per i primi quattro mesi dell’anno seguente.
1389
Mar. Fermo Ascoli Piceno 500 cavalli Marche

E’ condotto con il Brandolini per sei mesi. Colloca il campo a Monteprandone; ai due capitani si uniscono il Pietramala, il  Michelotti e  Gentile da Varano.

Lug. Fermo Chiesa Marche

Affronta Boldrino da Panicale e Corrado Lando. Interviene una tregua tra i contendenti per cui si accampa ancora nel maceratese, a Monte San Martino. Esige il pagamento della condotta fino alla sua scadenza naturale.

Sett. Milano Firenze 200 lance Toscana

Viene assoldato con il Biancardo da Giovanni della Porta, tesoriere del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti e dall’ ambasciatore di Siena Battista Piccolomini per trasferirsi con il Brandolini (100 lance ciascuno) alla difesa del senese.

Dic. Camerino Chiesa Marche

Scorre le campagne attorno a San Ginesio;  sceglie nuovamente come base delle sue incursioni Monte San Martino. Stipula una tregua di quattro mesi con il comune a partire dal seguente gennaio.

1390
Gen. Camerino Comp. ventura Marche

Si colloca con il  Brandolini alla guardia di Amandola a seguito delle minacce portate dalle incursioni del Pietramala.

Apr. Perugia Fuoriusciti Marche e Umbria

Esce dalla marca di Ancona e perviene nel perugino: assedia inutilmente per due giorni i fuoriusciti nel castello di Agello. Ritorna al soldo dei senesi.

Ago. Camerino Comp. ventura Marche

E’ ancora segnalato alla difesa del contado di Amandola.

Mag. Siena Firenze Toscana

Raggiunge Siena e fronteggia i fiorentini con l’ Ubaldini.

Ott. Chiesa Camerino Marche

Con il Brandolini si avvicina al territorio di Amandola: alla difesa della città si colloca Bindo da Montopoli.

Nov. Marche Umbria e Toscana

Occupa Monte Rotondo, presso Caldarola, insidia ancora una volta  Amandola: segue una tregua fra le parti e la riscossione di una taglia. Lascia il perugino con Giovanni Tedesco da Pietramala  per devastare le terre di Orlando Malavolti.

1391
Lug. Milano Firenze Piemonte e Marche

Alla difesa di Alessandria. A fine mese contribuisce alla vittoria di Jacopo dal Verme a Castellazzo contro Giovanni d’Armagnac. Rientra subito nella marca di Ancona;  attraversa il territorio di Fano. Prima che le pratiche di pace finiscano, per risparmiare sulle spese, sono rimandate nell’Italia centrale alcune compagnie tra le quali quella del Broglia, del  Michelotti e quella del Brandolini.

……………… Umbria e Toscana

Si ferma tra il monastero di San Paterniano e Cuccurrano; prosegue per Città di Castello e la Toscana dove riscuote alcune taglie.

1392
Gen.

Il Broglia viene ufficialmente licenziato da Gian Galeazzo Visconti a seguito della pace di Genova.

Mar. Comp. ventura Bologna  Firenze Emilia  Liguria Toscana

Si collega con il Brandolini e Biordo dei  Michelotti (1200 cavalli); spinto dal  Visconti si dirige verso Bologna; bloccato,  cala dagli Appennini e punta su Sarzana; viene contrastato dall’  Acuto e da Ugo di Monforte. Supera l’Arno a Pisa, si dirige verso la maremma ed attraversa in fretta la Toscana.

Apr. Umbria

In Umbria. Alla compagnia si unisce anche Azzo da Castello.

Giu. Comp. ventura Montemarte Toscana

Si congiungono loro anche Giovanni da Barbiano ed il  Pietramala; è in tal modo  costituita la “Compagnia di San Giorgio” forte di 4000 cavalli. Depreda il territorio di Cetona.

Lug. Comp. ventura

 

 

 

 

 

 

Comp. ventura

Perugia C.di Castello Firenze Siena Pisa  Lucca

 

Perugia

Umbria e Toscana

Devasta i contadi di Fabro, Camposelvoli e Benano; giunge a Sigillo (Nocera Umbra) e molesta il perugino finché non gli sono consegnati 4000 fiorini. Minaccia Città di Castello e Firenze cui chiede una taglia di 100000 fiorini. La repubblica appronta alcune difese (600 lance e 4000 fanti, senza contare le milizie inviate da bolognesi, 300 lance, e dagli estensi, altre 100). Alla fine i fiorentini, anche per i danni subiti dagli uomini che in teoria devono difenderli,  scelgono di accordarsi con i venturieri cui consegnano 40000 fiorini. Altre taglie sono imposte ai senesi (5000 fiorini. In realtà il costo complessivo della scorreria costa al comune 11112 fiorini per le  regalie concesse ai vari capitani della compagnia), ai pisani (12000 fiorini) ed ai lucchesi (8000 fiorini) che cedono alle intimidazioni. Ceccolo Broglia ritorna nel perugino dove viene diviso il bottino; vi si ferma con il Michelotti, il Brandolini e Giovanni da Barbiano. Si separa da alcuni condottieri della compagnia e prosegue per Assisi facendo ovunque gravi danni. Alla testa di 6000 cavalli e di numerosi fanti si presenta più volte alle porte di Perugia. Fa molti prigionieri e tiene a bada le masnade perugine condotte da Azzo da Castello e da Giovanni Beltoft, cui cattura 60 cavalli.

Ago. Chiesa Rimini

 

Ancona Camerino

 

Marche

I perugini sono costretti a chiedere una tregua al  Michelotti; vengono consegnati 6000 fiorini a lui ed agli altri condottieri. Il Broglia è ora assunto da Pandolfo Malatesta e dal rettore della Marca Andrea Tomacelli per depredare i territori di comuni e signorie avversi alla politica dello stato della Chiesa.

Sett.

Anche Corrado Lando si collega alla compagnia; questa, tuttavia, si scioglierà presto a causa delle discordie interne.

Ott. Chiesa Fermo  Camerino Ancona Marche

Con il Brandolini, Giovanni da  Barbiano e Conte da Carrara (2500 cavalli) viene spedito dal marchese della Marca a combattere la lega costituita da alcune città marchigiane come  Fermo, Ancona, Camerino. Vengono coinvolti nel conflitto i contadi di Sant’Elpidio a Mare,  Montegranaro e San Giusto. Le azioni si sviluppano attorno a Fonte Fallera (Falerone).

Nov. Marche

Staziona nelle Marche per due mesi. Ad Ancona si vocifera che il marchese della Marca abbia concesso alla sua compagnia di trarre dai territori attraversati una taglia di 120000 ducati (l’accordo sarebbe valido per due anni) e che le abbia promesso il sacco di Fabriano, di Cingoli, di San Severino Marche e  di Tolentino.

1393
Mar. Marche Alla conclusione di un accordo generale di pacificazione nella Marca si impegna con gli altri condottieri coinvolti nel recente conflitto ad astenersi per un anno da ogni atto di violenza nella regione.
……………… Pisa Lucca Toscana

Con il Brandolini infesta il lucchese su istigazione di Jacopo d’Appiano.

Ago. Rimini Forlì Romagna

Si pone in agguato a Bosecchio;  scorre il territorio fin sotto le porte di Forlì. Escono dalla città i difensori;  costoro cadono in un’imboscata in cui sono catturati 800 uomini.

1394
Gen. Chiesa Perugia Umbria

Con il Brandolini ed il da Pietramala (1500 cavalli) affianca il duca di Spoleto Giannello Tomacelli, fratello del papa Bonifacio IX, nel perugino contro il Michelotti. Quest’ ultimo viene loro contro con 500 cavalli e 200 fanti; non cerca la battaglia campale  limitandosi a rafforzare i castelli di confine. Il Broglia si allontana dalla regione dopo che sono consegnati ai tre condottieri 5600 fiorini.

Mar. Pesaro Chiesa 1000 cavalli e 300 fanti Umbria

Sempre con il Brandolini si pone al servizio del signore di Pesaro Malatesta Malatesta ai danni dei pontifici. Recupera Monte Castello di Vibio, Fratta del Vescovo (Fratta Todina), Titignano ed entra in Todi. Il signore di Pesaro dà in pegno ai due condottieri le rocche di Orte e di Acquasparta a garanzia delle paghe arretrate.

Apr. Umbria I perugini gli concedono il passo nel loro territorio.
Mag. Chiesa Perugia Umbria

Si porta agli stipendi dei pontifici;  promette di non molestare le terre da essi controllate per dieci anni. Con il Brandolini ed il Pietramala (1500 cavalli) affianca nuovamente il duca di Spoleto Giannello Tomacelli ai danni del Michelotti. Depreda il perugino, si segnala a Ponte San Giovanni ed a Ponte Felcino,  giunge fino ai borghi di Perugia. Espugna Migliano, ottiene a patti Monte Vibiano Vecchio in quattro ore di combattimento, si impossessa della fortezza di Agello. E’ affrontato da 500 cavalli raccolti a Deruta da Biordo e da  Ceccolino dei Michelotti e da Corrado Prospero. Dopo qualche scontro  tra Cerqueto e Migliano gli viene dato in ostaggio Tinto dei Michelotti;  accetta 4500 fiorini (o 10000, secondo le fonti,  da pagarsi 2500 subito ed altri 3100 in pezze di velluto da consegnarsi in tre rate fino a novembre)  e si allontana dal contado.

Lug. Toscana

Viene assoldato con il Brandolini da pisani e senesi dietro il corrispettivo di 16500 fiorini (10000 a carico dei pisani, il resto dei senesi). Jacopo d’Appiano si rivolge al  Visconti per fare fronte a tale impegno finanziario.

Ago. Comp. ventura Pesaro Umbria

Malatesta Malatesta  medita di imprigionare il Broglia in Orte, mentre il Brandolini deve essere rinchiuso in Todi. Il Broglia riesce a sfuggire alla cattura con l’aiuto del capitano malatestiano Verrocchio da Orte. Muove contro il signore di Pesaro per liberare il Brandolini. Si interpone il Visconti che ottiene la liberazione di tale condottiero.

Ott. Umbria

Con il  Brandolini si attesta in Umbria sui confini meridionali del fiorentino.

1395
Gen. Umbria

Staziona nel perugino.

Apr. Comp. ventura Chiesa Umbria e Lazio

Su sollecitazione del  Michelotti il Broglia rd il Brandolini compiono una scorreria in Umbria ai danni dei pontifici.  Percorre il piano di Foligno incendiando ville e facendo molti prigionieri per i quali è richiesto un riscatto di 12000 fiorini.  Nel Lazio combatte la compagnia dei bretoni; espugna e mette a sacco Toscanella (Tuscania); molesta ancora i pontifici ed assale in Sutri Paolo Orsini che ne è alla guardia con 1000 cavalli.

Mag. Comp. ventura

 

 

Pisa

Firenze

 

 

Lucca  Firenze

Toscana

Con il Brandolini occupa di sorpresa Gargonza. Riceve vettovaglie e soccorsi dai senesi; si frappone come paciere il Visconti che fa restituire il castello ai fiorentini. Viene allora spinto da Jacopo d’ Appiano a scorrere nel lucchese per dieci giorni: nell’incursione sono catturati più di 250 uomini; e sono dati alle fiamme palazzi, case e capanne a Massapisana, a Cerasomma, ed a Nozzano.

Giu. Toscana

Viene sconfitto da fiorentini e da bolognesi accorsi in aiuto dei lucchesi; dà alle fiamme il ponte di San Piero in Campo e rientra nel pisano. Cavalca in maremma.

Ago.

 

Forlì

 

Firenze

 

Romagna

Milita per i signori di Forlì Pino e Cecco Ordelaffi;  con il Brandolini mette in fuga presso Oriolo (Riolo Terme) Corrado di Altinberg. Si impossessa di alcune bandiere e fa molti prigionieri i quali sono tutti condotti a Forlì.

Sett. Milano  Siena Firenze Umbria e Toscana

Dalla Romagna si sposta nel perugino con il Pietramala per devastare nel senese le terre di Orlando Malavolti. Si trattiene in alcuni castelli vicino a Montepulciano e tiene in allarme con la sua presenza i fiorentini.

Nov. Perugia Chiesa Umbria

E’ condotto con il Brandolini da Biordo dei Michelotti per affrontare i pontifici: la ferma è stabilita in due mesi e gli è riconosciuto uno stipendio di 4000 fiorini.

1396
Mar. Comp. ventura

 

 

Chiesa

Siena

 

 

Fuoriusciti Perugia

Toscana e Umbria

Occupa con il Brandolini Torrita di Siena e Sinalunga, contro le assicurazioni date in precedenza ai senesi; si muove tra Cortona ed Arezzo dove è raggiunto da Giovanni da  Barbiano. A fine mese il papa gli dà l’incarico di impadronirsi con 1500 cavalli di Orvieto  al momento controllata da Braccio di Montone.

Apr. Comp. ventura

 

 

Chiesa

Firenze

 

 

 

Vico

Umbria Toscana e Lazio

Si sofferma a Baschi ed a Carano e ne  depredando il contado per tre giorni; si sposta poi  a Civitella d’Agliano che ottiene dai Monaldeschi della Cervara; transita per Seppie e Porano, tocca il Pozzarello e la strada del Cannellato, irrompe nel piano di Orvieto e perviene a Cetona; devasta le proprietà di Ranuccio da Montemarte. A Montepulciano;  gli si oppone la cavalleria fiorentina comandata da Ugo di Monforte. Ripiega in Val d’Orcia e si accampa a Lucignano d’Arbia. Jacopo d’Appiano gli invia Gherardo Aldighieri per indurlo ad abbandonare il senese. Dopo pochi giorni si riconduce agli stipendi dello stato della Chiesa: conquista Tuscania, Montefiascone ed  Acquapendente; attacca Viterbo e costringe il prefetto di Vico a cedere la città ai pontifici.

Mag. Milano Firenze Toscana

Combatte i fiorentini con Alberico da Barbiano ed il  Brandolini. Viene contattato dagli stessi fiorentini che, per assicurarsi i suoi servizi, giungono ad offrirgli un vitalizio. Non assume alcun impegno. Negli stessi  giorni gli abitanti di Città di Castello consegnano a lui ed al Brandolini 350 fiorini affinché si allontanino dal loro territorio.

Giu. Toscana

I senesi riforniscono la sua compagnia di pane, vettovaglie e denaro.

Estate Toscana

Muove con 1700 cavalli in soccorso dei pisani.

Ott. Siena Firenze 1600 cavalli Toscana

Lotta contro la compagnia di Bernardo della Serra. Nell’ aretino mette a ferro e fuoco il contado sino alle mura del capoluogo con incendi e rapine. Con il Brandolini pone a sacco i territori di Anghiari e di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). Si porta alla difesa di Pisa con Guido da Correggio, obbliga Bernardo della Serra ad abbandonare il territorio ed a posizionarsi tra Volterra e Colle di Val d’Elsa.

Dic. Toscana Affronta Bartolomeo Boccanera ed Antonio degli Obizzi.
1397
Gen. Pisa Firenze Toscana

E’ segnalato nel pisano sempre con il Brandolini.

Feb. Toscana

Invade il lucchese con Paolo Orsini ed Ottobono Terzi;  è coinvolto in alcune scaramucce nei pressi del capoluogo. Si scontra con i fiorentini a San Quirico di Moriano, sul Serchio; bloccato, si ritira con gli altri due capitani procurando gravi danni alla popolazione. Cavalca nel fiorentino; ritorna al soldo dei senesi.

Mar. Siena Firenze 1700 cavalli Toscana

Compie scorrerie nel Chianti e nel territorio di Volterra con 1700 cavalli; raggiunge San Donato in Poggio (San Donato).

Lug. Toscana Appoggia Alberico da da Barbiano nell’ assediare il castello di Ponte a Signa alla cui difesa si trova Tommaso Rucellai. I fiorentini respingono un suo assalto impadronendosi del suo stendardo e di quello del Barbiano. Nel castello entrano, superando le linee viscontee, alcuni fanti e Fabrizio da Perugia con 25 cavalli. I venturieri si ritirano  verso Siena a causa della mancanza di foraggio per la cavalleria, di ferri per le cavalcature e di altre necessità.
……………… Toscana

Assale a Santa Regina, vicino a Siena, 600 cavalli fiorentini, che a loro volta hanno attaccato la scorta che sta portando le paghe per le compagnie del  Barbiano che operano nell’aretino: tra gli avversari sono fatti prigionieri 50 uomini.

……………… Chiesa Perugia Umbria

Milita al soldo del papa Bonifacio IX.

Lug. ago. Chiesa Milano Perugia Firenze Umbria

Aiuta i fuoriusciti Arcipreti;  minaccia Perugia durante un’assenza di Biordo dei Michelotti; ne viene presto dissuaso. Ritorna agli stipendi del duca di Milano.

Sett. Toscana

Con il rientro del Barbiano in Lombardia rimane alla guardia di Siena con 300 lance. A metà mese vi è un trattato doppio a Chianciano al cui termine sono catturati dai senesi 100 fanti e 25 uomini d’arme. Il Broglia insegue il resto delle truppe in fuga verso Montepulciano, fa molti prigionieri, si impadronisce di molte prede; sono dati alle fiamme i vigneti del circondario. Si scontra con il della Serra di ritorno da una scorreria;  il rivale gli recupera buona parte delle prede.

Ott. Toscana

Continua nelle sue depredazioni nel Chianti ed in Val d’Elsa, dà l’assalto ai castelli di Staggia e di Rencine: è sempre il della Serra a togliergli buona parte del bottino accumulato nella razzia.

Nov. Toscana e Umbria

Ottiene per trattato Civitella del Vescovo in Val d’Ambra: il podestà è ucciso e tutti i terrazzani sono ammazzati o fatti prigionieri. A metà mese attraversa il contado di Città di Castello; esige del denaro dietro la promessa di non danneggiare il territorio.

1398
Apr. Chiesa Perugia Umbria

Alla notizia dell’ uccisione in Perugia del Michelotti si collega con Mostarda da Forlì e Conte da Carrara. Levato il campo muove con oltre 200 uomini d’arme alla volta di Perugia; seguono giornate dure tra scontri ed insidie nella disperata resistenza dei seguaci del defunto condottiero e nell’ostilità dichiarata del contado.

Mag. Milano Firenze Toscana

Vende ai fiorentini per 6500 fiorini Civitella del Vescovo e ritorna al servizio del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti.

Ago. 600 cavalli Lombardia Toscana

Si allontana dalla Lombardia con 600 cavalli. Minaccia di infestare il lucchese;  per astenersi dalle depredazioni chiede agli abitanti 5000 fiorini, di cui 3000 in prestito. Deluso nelle sue aspettative si porta a Montignoso, vi dà alle fiamme 40 case.  Giunge a Pisa dove Jacopo e Gerardo d’Appiano lo accolgono con tutti gli onori. Cavalca nel senese.

Sett. Perugia Chiesa Umbria

Si porta a Ponte San Giovanni;  i perugini (che lo assoldano per un mese) gli fanno avere parecchie migliaia di fiorini affinché assoldi truppe.  Incomincia a danneggiare il contado di Foligno. E’ raggiunto da alcuni ambasciatori di Ugolino Trinci che lo convincono a ritirarsi fino a Santa Maria degli Angeli ad Assisi, a ribellarsi ai perugini ed a defezionare nel campo pontificio.

Ott. Chiesa Perugia Umbria

Scorre il perugino fino a Santa Trinità; i suoi uomini derubano alcuni abitanti di Assisi; costoro se ne lamentano con i perugini e chiedono la restituzione delle prede. Inviano pure al campo del Broglia due frati minori che, con l’aiuto di Travaglino da Gubbio, ottengono non solo che queste siano rese, ma anche la promessa che il loro territorio non sarebbe stato posto ad ulteriori vessazioni. Gli abitanti  colpiti da questa promessa, offrono al Broglia la signoria della città;  lo fanno entrare con 1500  cavalli. Prende possesso del Palazzo della Signoria dove gli è conferito il titolo di capitano generale e di gonfaloniere della città. Affronta la guarnigione perugina di Ceccolino dei Michelotti. Fa distruggere il monastero di Monte Subasio; conquista la rocca.  Rientra nel perugino dopo avere lasciato nella città, come  luogotenente Ugo della Rosa.

Nov. dic. Toscana e Umbria

Si reca a Firenze ove manda la moglie; vi è accolto con grandi onori.  Gli viene consegnato in anticipo molto denaro. E’ condotto per tre anni in aspetto;  gli è pure riconosciuta una provvigione annua di 2000 fiorini. Rientra, indi, in Umbria e porta le sue devastazioni fin sotto le porte di Perugia: è respinto nottetempo un suo attacco diretto al Borgo di Sant’Antonio. A dicembre è segnalato muoversi tra Umbria e Toscana.

1399
Mar. Umbria Invia alcuni balestrieri al Poggio di Morico per potere respingere i ripetuti assalti portati dalle truppe di Ceccolino dei Michelotti.
Mag. Comp. ventura Chiesa Umbria e Marche

Alla fine della guerra si rappacifica con Ceccolino dei Michelotti anche per le pressioni congiunte di perugini e di fiorentini. Con il da Carrara e gli sbandati delle due parti costituisce una nuova compagnia: penetra nella marca di Ancona e vince a Cingoli le milizie di Galeazzo Belfiore Malatesta, rafforzate nella circostanza da contingenti bolognesi e viscontei.

Giu. Comp. ventura Perugia Umbria

Si colloca nel piano di Bettona e dilaga nel perugino; si dirige verso Siena con il da Carrara.

Lug. Comp. ventura Siena   Pisa  Lucca 1500 cavalli Toscana

Forse indotto dal duca di Milano, scorre il senese con il da Carrara alla testa di 1500 cavalli;  sparge la voce di agire per conto dei fiorentini al fine di alimentare le diffidenze reciproche tra le due repubbliche toscane. Sgombera il territorio solo dopo la consegna di 5600 fiorini (nella realtà il costo complessivo per il comune di Siena ascende a 6137 fiorini).

Ago. sett. Comp. ventura

Chiesa

Chiesa

 

Comp. ventura

600 lance Toscana Lazio e Umbria

Minaccia Pisa e Lucca. I due comuni, con l’intervento del Visconti, riescono a raccogliere forze sufficienti tali da indurre i due condottieri a ritornare nel perugino. Da qui compie nuove razzie nel Lazio. Con il da Carrara è arruolato ancora una volta dai pontifici al fine di contrastare la compagnia dei bretoni. Sosta per molto tempo nel contado di Corbara appartenente a Francesco da Montemarte;  rispetta i beni degli abitanti.

Ott. Firenze Battifolle Toscana

Si trova presso Cortona. Passa definitivamente agli stipendi dei fiorentini: è condotto per dieci anni con una provvigione annua di 2000 fiorini. E’ spinto da Giovanni da Cantiano ad invadere il Casentino: assale all’ improvviso Roberto di Battifolle. Il bestiame predato è venduto a Perugia; il conte di Poppi, inoltre, gli deve riconoscere 600 fiorini e le spese per le perdite subite (100 cavalli).

1400
Gen. Firenze 200 lance

Gli è concessa una condotta di 200 lance.

Feb. Chiesa

 

 

Assisi

Colonna

 

 

Milano

Lazio e Umbria

Fronteggia all’ inizio i colonnesi; rientra in Umbria per difendere la sua signoria di Assisi da un attacco visconteo condotto da Ceccolino dei Michelotti.

Apr. mag. Umbria

Assisi cade nelle mani di Ottobono Terzi; il Broglia si rinchiude nella rocca;  a maggio è forzato a cedere a patti in cambio di 4000 fiorini.

Lug. Firenze Toscana

Muore di peste ad Empoli a metà mese. Gli sono conferiti a Firenze solenni funerali alla presenza di molti dei suoi famigli tutti vestiti di nero.  E’ sepolto nella città nella chiesa di Santa Reparata (Santa Maria del Fiore). La moglie Giovanna Montiglio, sempre di Trino, gli sopravvive per quasi mezzo secolo morendo in odore di santità: utilizza le  ricchezze del marito per compiere numerose opere caritative quali il  sostentamento dei poveri, donazioni a favore di monasteri di suore o  l’acquisto di oggetti sacri per le chiese.

CITAZIONI

“Il tratto saliente del personaggio fu la fama che ebbe come maestro di arte della guerra. Molti dei maggiori condottieri delle due generazioni seguenti ebbero un periodo o due di servizio nella sua compagnia e per questo motivo gli fu sempre portato grande rispetto. Facino Cane, Ottobuono Terzi, il Carmagnola, il Gattamelata e il Tartaglia furono tutti “allievi” del Broglia.” MALLETT

“E così d’unve sia l’opere conte/ che fu inmitator del fiero Marte/ chiamato miser lo Brolio di Piamonte./ Sono l’opere sue sì divulgate e sparte/ quando si loda in arme alcuno sperto/ si dice “Egli è brogliesco” in omni parte./ Facto gli è tale honor per degnio merto/ che fu inventor della più magna schola/ che fusse mai nel mondo chiaro e certo/…….Ottobuon terzo uscì da dicta schiera/ e Fazin son fra lor nel concistoro/ Gattamelata ancor nella bandiera/ el conte Brandolin tanto valente/ el feroce conte Carmignola fu suo aderente/ et così sono li lor nomi perogni rivera/….Vero maestro nell’arte della guerra.” BROGLIO

“Rinomato in Italia per tanti soprusi e per tante ladre vittorie”. FABRETTI

“Tenuto uno dei migliori cavalieri in arme, che allora fusse in Italia.” AMMIRATO

“Valoroso capitano di militia be’ tempi de’ nostri avoli.” ALBERTI

“Si diceva ch’elli era il più valente cavaliere d’arme che fosse in tutta Italia.” MINERBETTI

“Broliam quendam magnum illa tempestate virum legionibus exercituique praefectum. ” CAMPANO

“La scuola di quest’illustre capitano fu sì grande in rinomanza di prodezza e di virtù militare, che lungo tempo diceasi proverbialmente, è un nom Brogliesco, per dire che fosse molto prode di sua persona, e nell’arte di guerra eccellentissimo.” CIBRARIO

Con Brandolino Brandolini “Huomini di non poco valore in quei tempi, ma molto cupidi di danari.” PELLINI

Con Giovanni Acuto “Regis genere viri, qui..per multas victorias et miranda facinora summam erant in re bellicam auctoritatem, gloriamque consecuti.” CRIVELLI

“Fu..maestro nell’arte della guerra.” ARGIOLAS

“Antiquis etiam praeclarioribus Ducibus peritia et strenuitate comparandum.” VIVIANI

Con Brandolino Brandolini “Latronum ducibus..Vir ferox.” BEVERINI

Con Ceccolino dei Michelotti, Luca di Canale, Brandolino Brandolini e Paolo Savelli “Cohortium praefecti insignes.” PLATINA

“Capitano… molto stimato.” GAZZARA

“Capitan Cecolo Broglia..è assieme alla “Bella Castellana” una delle maschere tradizionali del carnevale storico trinese. Narra infatti la tradizione di come egli un giorno, seguito da una piccola schiera di armati, assaltò la temibile rocca di Camino Monferrato per ricondurre libera la bella castellana ivi tenuta prigioniera, e riportata in un tripudio di festa nella sua amata Trino.” WIKIPEDIA

“La storia lo descrive a tratti come formidabile uomo d’armi, a tratti come cupido e spietato mercenario.” BASSETTI

“Un capitano che non ebbe grande fama per le sue imprese, ma fu una sorta di maestro per tutti i condottieri del periodo.” SCARDIGLI

“Brolia rerum agendarum industria et Dux ea aetate notissimus.” SANT’ANTONINO

“La fama di cui godeva il Broglia, e indiscusso il suo prestigio anche come maestro d’arte della guerra, al cui seguito si erano formati molti tra i più illustri comandanti del tempo.” RIGON

Fonte immagine: wikipedia

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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