GIAMPIETRO BERGAMINO

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GIAMPIETRO BERGAMINO (Giampietro Carminati di Brembilla, Giovanni Pietro da Lodi) Di Lodi.

Conte. Signore di San Giovanni in Croce, San Giorgio in Lomellina.

1438 ca. – 1485 (giugno)

Anno, mese Strato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1443  

 

 

 

 

 

Lombardia

Segue in esilio il padre Venturino allorché il congiunto viene espulso dai veneziani dalla Valle di Brambilla per i suoi sentimenti filo-viscontei.

1450 Milano  

 

 

 

Lombardia

Al servizio di Francesco Sforza in qualità di paggio; di seguito  farà parte del corpo dei galuppi ducali (cavalli leggeri).

1460 Lombardia Prende parte ad una giostra con tema l’amore.
1462
Giu Lombardia Organizza una giostra per decidere una contesa letteraria.
1463
Feb. Lombardia E’ segnalato ad una festa carnevalesca in maschera a Milano: è in questi giorni che l’erede al ducato Galeazzo Maria Sforza si adombra nei suoi confronti perché entrambi i giovani sono innamorati della stessa donna.
Mag. Lombardia Prende parte ad una giostra a Mantova con altri capitani di Francesco Sforza quali Picino da Perugia, Giacomo Todesco e Giacomo da Parma.
1464  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Genova  

 

Liguria

Milita agli stipendi degli sforzeschi come caposquadra. Si segnala   a Genova all’ assedio del Castelletto; dirige il fuoco di una grossa bombarda, “la Corona”, piantata a Luccoli. All’impresa hanno modo di distinguersi anche due tra i più abili ingegneri ducali, Danese Maineri e Serafino Gavazzi.

1467  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Milano Venezia  

 

Emilia

Prende parte alla battaglia di Molinella.

Ott. Lombardia Il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza gli dona nel lodigiano la tenuta di Polignano  e gli assegna una provvigione annua di 200 ducati.
Nov. Lombardia A fine mese con Donato del Conte e Pietro Francesco Visconti affianca Galeazzo Maria Sforza nel suo ingresso a Milano nel castello di Porta Giovia. Il duca vi si asserraglia con uomini di propria fiducia. Tale soluzione non è senza conseguenze in quanto lo Sforza vi trasferisce definitivamente la sua residenza  relegando la corte dell’ Arengo a sede degli uffici centrali e della cancelleria ducale.
1468
Gen. mar.  

 

 

 

Caposquadra Lombardia

Viene fatto rinchiudere dal duca di Milano nelle carceri del castello di Monza per essere, poi, trasferito a Milano nel castello di Porta Giovia sotto la sorveglianza di Ambrosino da Longhignana. La detenzione non durerà molto perché già a marzo ha iniziato a svolgere l’incarico di capitano dei balestrieri a cavallo.

Apr. Lombardia A Milano, per la festa di San Giorgio.
Sett. Milano Duca Savoia Piemonte Viene mobilitato per seguire il duca verso Novara. Galeazzo Maria Sforza fa schierare sul Sesia gli uomini d’arme e li passa in rassegna.
Ott. Emilia Gli squadroni di cavalleria alloggiano nei pressi di Piacenza in attesa che arrivi Federico da Montefeltro, capitano generale della lega tra Sforza ed aragonesi. Il Montefeltro giunge ed assume il comando. A fine mese il progetto di attaccare il ducato di Savoia è abbandonato; sono assaliti, viceversa, i da Correggio in Brescello.
Nov. Milano Correggio governatore balestrieri a cavallo Emilia Prende parte all’assedio di Brescello al comando dei balestrieri a cavallo di cui è stato nominato governatore. Nella campagna il corpo sottoposto ai suoi ordini ha il compito di scortare e di proteggere il duca specie nel corso dei vari combattimenti.
1469
Apr. Lombardia Alla festa di San Giorgio innalza gli stendardi ducali con i capisquadra della famiglia ducale Gian Giacomo da Trivulzio, Piattino Piatti, il Donbello, Anfitrione Fiaschi, figlio di Fiasco da Giraso e Giancarlo Anguissola.
1471
Lug. 74 balestrieri a cavallo Lombardia ed Emilia Passa in rassegna 74 balestrieri a cavallo al Barco di Pavia; dopo qualche giorno li raduna a Soncino pronto a trasferirsi a Ferrara.
1472  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ chiamato a far parte della famiglia ducale con il Trivulzio. A causa della sua forte personalità,  (mal sopporta, infatti, le impennate autoritarie del duca) è affiancato nel comando dei balestrieri a cavallo in un primo termpo dal maestro di stalla del duca Borella da Caravaggio e, più tardi, dal cameriere ducale Antonio Caracciolo.

1473  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Francia e Lombardia

A seguito di un ennesimo contrasto con il duca viene destituito dal comando dei balestrieri a cavallo. Chiede licenza e si muove verso la Francia per porsi al servizio del re Luigi XI. La sua richiesta non viene accettata (anche per le pressioni del duca di Milano). Il Bergamino rientra a Milano. Riacquista il favore dello Sforza. Gli è concesso il feudo di San Giovanni in Croce con il titolo di conte.

Ago  

 

 

 

12 lance  

 

Ha ai suoi ordini 60 cavalli.

1475  

 

 

 

 

 

Lombardia

Fa ancora parte della famiglia ducale;  gli viene donata una livrea in occasione della festa di San Giorgio. Con il Trivulzio, Cottino Cotta e Guido Antonio Arcimboldi affianca il duca nei suoi passatempi cortigiani quali feste, tornei e celebrazioni ufficiali. Ad un certo punto, tuttavia, a causa di severi tagli alle spese di corte, Galeazzo Maria Sforza minaccia di ridurre la provvigione di cui godono non solo al Bergamino, ma anche al Trivulzio, al Cotta ed all’Arcimboldi.

1477  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Liguria

Viene nuovamente inviato a Genova con Francesco di Varese per mantenere l’ordine nella città. A corte presta il giuramento di fedeltà alla duchessa Bona di Savoia.

Lug. Milano Fieschi  

 

Liguria

Affianca Gian il Trivulzio contro Gianluigi Fieschi, che si è fortificato nei castelli di Torriglia e di Roccatagliata. Il Fieschi è costretto a consegnare ai ducali le due fortezze.

1478  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Milano Napoli  Chiesa  

 

Lombardia e Liguria

E’ inviato a Bregnano con Dionigi di Castro (400 fanti);  vi cattura Napoleone Spinola che  ha ucciso in tale località alcuni suoi parenti. Si sposta sempre in Liguria e coadiuva i fiorentini contro aragonesi e pontifici.

Ago. Milano Genova  

 

Liguria

Appoggia Sforza Sforza, Pietro Francesco Visconti e Cristoforo da Montecchio ai danni dei genovesi alla testa di 14000 fanti e 2000 cavalli. Dalla Val Polcevera si porta a Busalla  dove è sconfitto a catturato da Roberto da San Severino: tra i ducali si contano 620 morti e moltissimi sono gli uomini catturati.

Sett.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene rilasciato attraverso uno scambio di prigionieri (Pietro dal Verme e Borella da Caravaggio da un lato ed  Obietto Fieschi dall’ altro).

Ott. Milano C. Sviz zeri  

 

Svizzera

Staziona a Bellinzona con due squadre di cavalli per bloccare gli svizzeri che sono giunti in Val Levantina.

Nov.  

 

 

 

 

 

Svizzera

Alla  difesa di Bellinzona. Con Borella da Caravaggio supervisiona le fortificazioni di Lodrino e di Iragna; è coinvolto nella disfatta di Giornico.

1479  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Lombardia A fine mese ottiene la piena proprietà di Polignano.
Sett. Milano Sforza  

 

Lombardia

Difende la duchessa Bona di Savoia dagli attacchi portati da Ludovico Sforza e da Roberto da San Severino. Con la vittoria di questi ultimi passa al servizio di Ludovico Sforza.

1481  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ chiamato a far parte del consiglio ducale.

1482  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Milano Rossi  

 

Emilia

Combatte nel parmense Pietro Maria dei Rossi;  lo assedia in San Secondo. E’ nominato conte di San Giorgio in Lomellina.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lombardia

Si incontra con il Rossi e cerca, invano, di farlo recedere dai suoi propositi; ritorna, quindi, a Milano per un consiglio di guerra con Ludovico Sforza. Con il Trivulzio emana un bando contro i Rossi ed i loro partigiani da considerarsi alla stregua di ribelli. Ha, sempre con il Trivulzio il comando delle truppe (4000 cavalli e 2000 fanti) al posto di Costanzo Sforza.

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Batte con le artiglierie Noceto;  rimane nel parmense con i suoi uomini d’arme e 600 fanti allorché il Trivulzio viene trasferito nel ferrarese.

Ott. Milano Venezia  

 

Emilia

Guido dei Rossi si arrende a patti;  anche il Bergamino cambia  teatro di operazioni. Si sposta nel ferrarese a contrastare i veneziani. Si ferma ad Argenta con Niccolò da Correggio, Sigismondo d’Este ed Ugo da San Severino per prestare soccorso a Tito Strozzi.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Segue Sigismondo d’Este nel tentativo di occupare la bastia del Zaniolo/Genivolo: si scontra a San Biagio di Filo (San Biagio) con gli stradiotti di Vittore Soranzo: ferito  e messo in fuga, si salva a stento su un burchiello.

1483  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Difende San Biagio con Sforza Sforza; fa avvicinare i veneziani vicino alle mura, li colpisce con le balestre e le artiglierie e con una coraggiosa sortita li sbaraglia.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affronta i veneziani a Soncino.

…………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Opera lungo l’Adda;  si distingue alla difesa di Quinzano d’Oglio. Combatte alla testa di quattro squadre di cavalli.

1484  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene investito di Gussola e di Martignano.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ segnalato ancora a Soncino.

…………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a Trezzo sull’Adda con alcuni fanti del duca Gian Galeazzo Sforza: il castellano Vercellino Visconti gli impedisce l’ingresso nel castello perché non ha i debiti contrassegni di Ludovico Sforza.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Può entrare in Trezzo sull’Adda solo con l’arrivo di Ludovico Sforza.

………….. Milano Grigioni  

 

Lombardia

Dopo la pace di Bagnolo è avviato in Valtellina per una rivolta suscitata dai grigioni: è obbligato a ritirarsi.

1485  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Accompagna a Venezia, per una giostra organizzata in piazza San Marco da Roberto da San Severino, un figlio naturale di Ludovico Sforza.

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si porta a Pavia con 110 balestrieri a cavallo e molti fanti per farsi consegnare da Giovanni Attendolo la fortezza a nome dello  Sforza.

Apr. Milano Cantoni Svizzeri  

 

Piemonte

A Vogogna con 2000 armati per fronteggiare gli svizzeri del vescovo di Sion Jodoco di Sileren. Segue Renato da Trivulzio nella battaglia di Crevola dove tra i nemici sono uccisi e feriti 2000 uomini. Sosta a Crevola con Cottino Cotta e Giberto Borromeo, giunge a Domodossola e rientra a Vogogna.

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Si incontra con lo Sforza.

…………..  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ nominato governatore di Parma.

1488  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Milano Chiesa  

 

Romagna

Viene inviato con Giovan Francesco da San Severino e Rodolfo Gonzaga (12000 uomini) a Forlì a seguito dell’ uccisione di Girolamo Riario: ha il compito di portare aiuto alla vedova Caterina Sforza, assediata dai rivoltosi nella rocca. Si accampa a Cosina e costringe i ribelli alla fuga; si volge verso la rocca di Schiavonia, in mano ai pontifici, con i balestrieri a cavallo e molti fanti. Entra in Forlì per la rocca e si getta all’ improvviso sugli avversari che fa quasi tutti prigionieri (compresi Guido Guerra da Bagno e Carlo da Pian di Meleto). Il Bergamino fa decapitare e squartare sei dei principali congiurati. Dopo la feroce repressione si reca a pranzo nella cittadella con Caterina Sforza e gli altri capitani. E’ nominato governatore di Forlì, tutore di Ottaviano Riario e consigliere della  Sforza.

Mag. Milano  Bologna Firenze  

 

Romagna

Compare al fianco di Caterina Sforza nel suo ingresso trionfale in Forlì; si incontra a Forlimpopoli con il cardinale Raffaello Riario. E’ ucciso a Faenza Galeotto Manfredi dalla moglie Francesca Bentivoglio; accorre nella città con Giovanni Bentivoglio e Niccolò Maria Rangoni. Vi penetra senza difficoltà ed Astorre Manfredi è proclamato nella cattedrale signore della città. Ritorna a Forlì con le sue squadre.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

In Faenza i fiorentini sobillano la popolazione a prendere le armi contro i bolognesi. Il Bergamino si muove subito nella città; è invitato a pranzo da Giovanni Bentivoglio. I contadini della Val di Lamone tumultuano nella piazza per timore di una signoria da parte dei bolognesi;  il condottiero si presenta alla folla ed è invitato a recarsi nella chiesa di San Pietro. Assalito furiosamente da una parte dei cittadini, è ucciso da un mulattiere che ha militato al servizio di Galeotto Manfredi. Con il Bergamino sono pure uccisi 50 cavalli. IlAnche il Bentivoglio viene catturato nella stessa circostanza: il signore di Bologna è  condotto dai fiorentini a Modigliana.

 CITAZIONI

“Uno de’ più valorosi capitani che appoggino con le armi la politica sforzesca.” CALVI

Con Borella da Caravaggio “Capitani esperti di cose militari.” POMETTA

“Vir strenuus et huic status (ducato di Milano) multum affectus.” Da un dispaccio del GHERARDI riportato dal CARUSI

 

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