CARLO GONZAGA Di Gazzuolo

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CARLO GONZAGA  Di Gazzuolo. Marchese di Gazzuolo. Signore di San Martino dall’Adige, Dosolo e Commessaggio. Figlio di Pirro Gonzaga da Bozzolo.

1523– 1556

Anno, mese

 

Stato. Comp. ventura

 

Avversario

 

Condotta

 

Area attività

 

Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1529 Lombardia Orfano del padre Pirro con il fratello Federico gode della protezione di Luigi Rodomonte Gonzaga. Quest’ultimo, a marzo, restituisce ai due giovani i feudi di Gazzuolo, di San Martino dall’Argine, di Dosolo e di Commessaggio, territori che gli sono stati affidati dall’ imperatore Carlo V e confiscati al padre Pirro, accusato di tradimento per la sua militanza per i francesi ai danni degli imperiali.
1530

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Viene investito dei beni paterni dall’imperatore.

1544

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………..

 

Impero

 

Francia

 

 

 

Piemonte

 

Ha il comando di un colonnello di fanti. Si trova a Vigone con Girolamo Silva per proteggere i lavori di fortificazione apportati da Pirro Colonna a Carignano. In un secondo momento si muove in soccorso di tale località con il Silva. Affianca Cesare da Napoli in alcune scaramucce.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Piemonte

 

Partecipa alla battaglia di Ceresole Alba: combatte nell’ala destra con molti cavalli a copertura dei fanti spagnoli e tedeschi comandati da Raimondo di Cardona. Fatto prigioniero, è liberato dopo la pace di Crépy con il Cardona ed Eriprando Madruzzi in cambio del Termes.

1546

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Si trova a Piacenza per una giostra organizzata da Pier Luigi Farnese.

1547

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

 

Impero

 

Chiesa

 

 

 

Emilia

 

A seguito dell’uccisione di Pier Luigi Farnese è inviato a Piacenza da Ferrante Gonzaga a prendere possesso della città per conto degli imperiali e porsene, indi, alla guardia con 60 celate.

1551

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate

 

Impero

 

Francia

 

 

 

Emilia

 

Si porta a Montecchio Emilia;  assedia in Parma il duca Ottavio Farnese.

………..

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

All’assedio di Mirandola;  ha il comando di 3000 fanti con Alessandro Gonzaga.

1552

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Staziona sempre attorno a Mirandola.

Mag.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Passa alla guardia di Colorno.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Ha l’incarico di impadronirsi di Tizzano Val Parma; pianta tre grossi cannoni davanti alle mura ed inizia il bombardamento della località. Il mattino dà l’assalto e trova che i difensori, nella notte, si sono allontanati eludendo la sorveglianza dei suoi uomini.  Appoggia Ferrante Gonzaga nell’ attaccare Parma.

………..

 

 

 

 

 

 

 

Emilia

 

Alla firma della pace stipulata tra i difensori di Parma ed i pontifici affianca Gian Giacomo dei Medici nell’impadronirsi dei forti controllati da questi ultimi  che, secondo gli accordi, avrebbero dovuto essere consegnati ai francesi. Con la restituzione del forte di Sant’Antonio agli avversari si ritira con Francesco d’Este;  attraversa il Secchia, seguito da vicino dai cavalli leggeri francesi.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Francia

 

Sempre con il Medici prende parte all’assedio di Metz.

1554

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

Firenze

 

Francia

 

 

 

Toscana

 

Passa agli stipendi del duca di Firenze Cosimo dei Medici; prende parte alla guerra di Siena  agli ordini del Medici, di cui è nominato a Firenze luogotenente generale.

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Affianca il Medici e Chiappino Vitelli alla conquista di un monastero benedettino vicino al borgo di San Marco a Siena;  con la sua azione costringe Ventura da Castello ad arrendersi a discrezione per la mancanza di vettovaglie. I soldati vengono rilasciati dietro la promessa di non militare per i francesi per tre mesi.

………..

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Si allontana da Siena con 4000 fanti e 400 cavalli per affrontare Piero Strozzi; tenta, invano, di occupare Scarlino; assedia Montecatini Val di Nievole con 3000 fanti e quattro pezzi di artiglieria trasportati da Pistoia dal commissario Leone Ricasoli. Il bombardamento  getta a terra trenta braccia di mura; Carlo Gonzaga rimanda l’assalto finale al mattino seguente.  La dilazione permette ai difensori di Alessandro da Terni di respingere temporaneamente gli imperiali.  Alla fine il capitano francese è costretto alla resa per la mancanza d’acqua e di vettovaglie. Il Gonzaga muove ora verso Montecarlo alla cui difesa è Gioacchino Guasconi con 300 fanti e quattro pezzi di artiglieria: vede le opere di difesa, desiste ed incomincia a depredare il territorio finitimo.

Ago.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Partecipa alla battaglia di Marciano, in cui è disfatto lo Strozzi. Dopo lo scontro viene a male parole con il Medici. Si reca a Firenze.

Ott.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Ritorna al campo con 300 cavalli;  gli è affidato il compito di impadronirsi di Monterotondo Marittimo. Sono respinti due assalti con la perdita di 500 uomini fra gli imperiali;  il capitano Leonbruno da Recanati, che si trova alla difesa della località, decide di trattare la resa: durante il negoziato gli attaccanti penetrano in Monterotondo Marittimo per una breccia male sorvegliata, mettono a sacco il centro ed  uccidono molti abitanti.

Nov.

 

 

 

 

 

 

 

Toscana

 

Si collega con Lucantonio Cuppano; compie una scorreria nella maremma che si conclude con la conquista di Massa Marittima.

1556

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

 

Lombardia

 

Muore a metà mese a Gazzuolo, a seguito di una caduta dalla sua cavalcatura e da una successiva febbre durata sei giorni. Sposa Emilia Cauzzi Gonzaga.

CITAZIONI

“Era famoso per la sua bellezza, veloce nel corso al par di qualunque destriero, e sì forte, che passando a cavallo sotto una porta, ove alla volta era appeso una catena, vi si appiccò colle mani, e comprimendo le gambe alla pancia del cavallo, lo alzò da terra.” LITTA

“Valoroso giovane.” ROSEO

“Uomo di smisurata grandezza e forze..Cavalieri valoroso e il meglio cavalleggero che fosse in Italia..Per attaccare una battaglia di cavalleria o per ritirarla non aveva pari.” MONTALVO

“Nati d’un sangue, il sangue incontro agli empj/ Spendeste, e l’Oglio quasi al Mincio eguale/ Nelle glorie rendeste, e negli onori.” Da un sonetto scritto in suo onore e del cugino Luigi Rodomonte dal TASSO

Alla guerra di Parma. “Il signor Carlo c’haver honor brama/ Di tale impresa, fa metter in punto/ Ciò che bisogna; et prima che la fama/ L’aviso porti a quel Castello è giunto;/ Qual pigliar vuole, et far la gente guerra/ Che dentro il guardi, o restarvi defunto,/ piantar facendo tre grossi Canoni/ Da rovinar le mura, e i torrioni.” LEGGIADRI

Alla battaglia di Marciano. “Luogotenente del sig. Marchese (Ferrante Gonzaga),/ Ch’ avete l’alma sì gioconda, e vaga/ in tante degne e gloriose imprese,/ Tu in questa vittoria assai presaga/ Facendo a’ nemici tante offese/ Che mai sentitti un punto di timore.” Da “La rotta di Piero Strozzi” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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