NAPOLEONE ORSINI Abate di Farfa

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Condottieri di ventura

1316      NAPOLEONE ORSINI  Abate di Farfa (rendita di 16000 scudi l’anno). Signore di Bracciano e Vicovaro. Figlio di Gian Giordano, nipote di Virginio, fratello di Girolamo, cognato di Renzo di Ceri, genero di Giulio Colonna.

+ 1533

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese   ed altri fatti salienti

1503  

 

 

 

 

 

Toscana

A otto/nove anni è nominato protonotario apostolico. Nel 1503  viene protetto dagli Orsini di Pitigliano. I suoi congiunti si rifiutano di darlo in ostaggio ai francesi allorché Gian Giordano Orsini deve cedere Bracciano  al pontefice Alessandro VI.

1512/1523  

 

 

 

 

 

Lazio

Nel 1512  gli sono concesse dal papa Giulio II le abbazie di Farfa e di San Salvatore. Alla morte del padre (1517) ha continue liti con la matrigna Felice della Rovere che vuole una divisione del patrimonio più favorevole al fratello Girolamo (figlio di secondo letto). Nel 1521 ha nuove dispute con la matrigna perché costei cerca di far eleggere cardinale Antonio da San Severino al suo posto. Nel 1523 annuncia ai familiari di volere studiare a Padova per potere continuare nella carriera ecclesiastica.

1526  

 

 

 

 

 

 

 

Nov. dic. Chiesa Colonna  

 

Lazio

Ai primi di novembre accoglie a Farfa 2000 fanti di Spoleto che militano per i pontifici. Si muove poi nei paraggi di Arsoli, che è stata conquistata da poco da Lelio della Valle per conto degli avversari. Sempre con Amico d’Arsoli si dirige su Collalto e Anticoli; i due condottieri minacciano di depredare la valle di Cane Morto. L’Orsini si congiunge ad Orvinio anche con Giovanni Antonio Orsini. A fine novembre è sempre segnalato a Vicovaro con l’Arsoli e Stefano Colonna. A dicembre respinge presso Tivoli, a Vallebuona, Ascanio Colonna;  lo costringe a ritirarsi in Paliano.

1527  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. feb. Impero Chiesa  

 

Lazio

Passa agli stipendi degli imperiali probabilmente dietro la promessa dei colonnesi di un matrimonio (anche se è già sposato) con Isabella Colonna figlia di Vespasiano: in cambio deve consegnare Vicovaro ad Ascanio Colonna ed al viceré di Napoli Carlo di Lannoy. La trama è scoperta dal conte di Anguillara Virginio Orsini: a febbraio è catturato a Bracciano dove si è recato con la scusa di un incontro con il Vaudemont (Luigi di Lorena).  Viene rinchiuso in Castel Sant’Angelo.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

Tenta di fuggire dal carcere; è liberato nello stesso mese su pressione di Renzo di Ceri e del cardinale Franciotto Orsini dietro l’impegno di consegnare 100000 ducati, di recarsi in esilio a Pisa, Firenze o Venezia e di accordarsi con la matrigna dividendo con lei il patrimonio famigliare.

Estate Orsini Colonna  

 

Lazio

E’ chiamato a Tivoli dai fautori degli Orsini; si porta nella città e mette a ferro e fuoco i beni dei colonnesi. Il castellano è gettato nelle cascate dell’Aniene.

Ott. Orsini Impero  

 

Lazio

Difende Bracciano con Giampaolo di Ceri. Svaligia una compagnia di cavalli leggeri comandata dal Miranda.

1528  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lazio ed Abruzzi

Con Amico d’Arsoli disperde e massacra presso Roma le ultime schiere dei lanzichenecchi e degli spagnoli che hanno partecipato mesi prima al sacco della città. Si  getta  sui soldati isolati ed uccide tutti coloro, sani e feriti, che riesce a trovare; irrompe poi in Roma, saccheggia le case degli ebrei e si impossessa nel porto di Ripa di due navi spagnole cariche di mercanzie. I membri degli equipaggi armati sono tutti uccisi o annegati nel Tevere. Sempre nel mese si scontra a Magliano Romano con il vescovo di Rieti Scipione Colonna; penetra nel contado di Tagliacozzo con i suoi partigiani e vi uccide colonnesi e spagnoli

Mar. Francia Impero  

 

Lazio

Affianca il Lautrec nella sua azione volta alla conquista del regno di Napoli.

Apr. Chiesa

 

Colonna

 

 

 

Lazio

Alla morte di Vespasiano Colonna avvenuta nel precedente mese, il papa lo invia ad occupare i territori di quest’ultimo per conto dell’erede Isabella Colonna promessa in matrimonio ad Ippolito dei Medici. I Colonna pretendono invece di essere essi stessi i veri eredi di Vespasiano, specie Ascanio. L’Orsini viene segnalato a Subiaco e nei pressi di Paliano dove è contrastato da Sciarra Colonna. Saccheggia Tivoli.

Mag. giu.  

 

Lazio

Parte dei suoi uomini, agli ordini di Amico d’Arsoli, conquistano il castello di Paliano;  vengono catturati Sciarra e Prospero Colonna che saranno liberati  poco dopo da Luigi Rodomonte Gonzaga. Egli si pone all’ assedio di Anticoli con i fanti che gli sono inviati in suo soccorso da Spoleto. Vi assedia Sciarra Colonna.  Si rovescia ii fronte e l’Orsini viene a sua volta assediato in Vicovaro dal Gonzaga. Ai primi di giugno conquista Roviano e Marano Equo appartenenti ad Ascanio Colonna.

Ago.

 

Francia

 

Impero

 

 

 

Lazio Abruzzi Campania

 

Si trasferisce negli Abruzzi con il Ceri alla ricerca di truppe da assoldare per i francesi: nei pressi di Magliano de’ Marsi sconfigge ed uccide Scipione Colonna vescovo di Rieti; il combattimento si conclude con la perdita di 400 fanti per gli imperiali e la cattura di altri 800. L’Orsini ha così la possibilità di recuperare il territorio attiguo al lago di Fucino. Il Lautrec lo richiama all’ assedio di Napoli; l’Orsini raggiunge Capua con il Ceri ed il principe di Melfi Giovanni Caracciolo. Con la capitolazione ad Aversa del marchese di Saluzzo Capua non apre le porte ai francesi per cui l’Orsini rientra negli Abruzzi con gli altri due condottieri.

Sett.  

 

 

 

 

 

Abruzzi e Lazio

Abbandona Montereale;  si sposta verso Bracciano che è  minacciata da Sciarra Colonna.

Ott.  

 

 

 

200 cavalli leggeri Romagna  Marche e Veneto

Gli è concessa dai francesi una condotta di 1000 fanti. Si indirizza su Cervia con 200 cavalli leggeri;  si accinge a collegarsi con il Saint-Pol in Piemonte. Si ritira verso Montemarciano, si imbarca nei pressi, naviga verso Venezia e da qui si congiunge con i francesi. Nello stesso mese Giulio e Camillo Colonna assalgono le sue terre distruggendo più castelli.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia  Piemonte

E’ segnalato a Marcaria ed a Rivarolo Mantovano; si trasferisce in Piemonte. Si muove con la sua compagnia a Cereseto; punta a Serralunga d’Alba e verso il convento di Santa Maria di Crea: ovunque i suoi uomini rubano e razziano, si impossessano del convento e lo spogliano di ogni cosa. Inizia la resistenza della popolazione nei suoi confronti. Interviene la marchesa del Monferrato Anna d’Alençon che lo accoglie a Casale Monferrato e gli fa restituire  beni e cavalcature predate. Si indirizza su Alessandria;  con il consenso del Saint-Pol sparge il terrore per tutto il Monferrato dando alle fiamme Cereseto, Tilio e Casorzo.

Dic.  

 

 

 

 

 

Piemonte

E’ catturato a Crescentino con la sua compagnia di cavalli leggeri da 2000 fanti di Filippo Tornielli; è fatto liberare dalla marchesa del Monferrato.

1529  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

 

 

Si trova  negli Abruzzi con Camillo Pardo Orsini.

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna e Abruzzi

Tocca Ravenna;  si sposta nell’aquilano allo scopo di contrastare gli imperiali. Il re di Francia Francesco I gli affida il comando di 2000 fanti.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Rientra a Bracciano;  è controllato da vicino dai colonnesi.

Lug. Firenze Chiesa Impero  

 

 

 

Accetta la condotta che gli è  proposta dai fiorentini (200 cavalli leggeri e 1000 fanti) al fine di difendere Montepulciano dagli attacchi del  viceré di Napoli, il principe d’ Orange.

Ago. ott.  

 

 

 

 

 

Lazio

Gli sono inviati 3000 fiorini: il messaggero che gli deve consegnare il denaro è derubato presso Bracciano dal capitano pontificio Girolamo Mattei. Clemente VII fa impiccare numerosi soldati militanti ai suoi ordini. L’Orsini perseguita i pontifici e cattura un ambasciatore che si sta recando a Napoli; cattura pure, presso Viterbo, il cardinale di Santa Croce Francesco Quinones diretto parimenti verso il regno di Napoli. Incarcera il  presule in Bracciano e per la sua liberazione richiede non solo la restituzione dei 3000 fiorini che gli sono stati tolti in precedenza, ma anche altri 7000 fiorini per vecchi crediti nei confronti del pontefice. Il porporato è rilasciato dopo qualche giorno con la promessa di 3000 fiorini da parte del cardinale Trivulzio. Il papa gli invia contro un capitano di giustizia che lo assale nelle sue terre con 200 cavalli. L’Orsini lo cattura, gli impone una taglia di 2000 scudi e poi lo fa impiccare. Tenta anche di intercettare nei pressi di Grosseto il duca di Amalfi, nominato dai senesi loro capitano: costui si rifugia a Corneto (Tarquinia) ed i senesi gli inviano in soccorso 400 fanti e 30 cavalli.

Nov.  

 

 

 

200 cavalli leggeri Toscana

Entra in Montepulciano con 200 cavalli leggeri e 200 archibugieri; raggiunge Borgo San Sepolcro (Sansepolcro);  gli viene dato l’incarico di impedire il vettovagliamento alle truppe imperiali che si stanno muovendo dall’aretino. Si ferma a Monte Santa Maria alla notizia che fanti spagnoli ed italiani assediano il castello di Monterchi: gli viene contro Alessandro Vitelli. Giungono  in suo aiuto Giovanni di Torino, Marzio Orsini ed Ottaviano Signorelli. L’Orsini ha un colloquio segreto con il capitano avversario.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Tende un’imboscata al Vitelli ad Anghiari con 150 cavalli leggeri e 700 fanti: messo in fuga con la cattura di 200 uomini, si salva con i suoi cavalli a Sansepolcro.

1530  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana e Lazio

Il Vitelli si impadronisce di Anghiari; Napoleone Orsini si riconcilia con il papa e rientra a Bracciano con la scusa di non avere ai suoi ordini un numero sufficiente di soldati; induce altri capitani a seguire il suo esempio.

Mag. Orsini Chiesa  

 

Lazio

E’ accusato di complotto da parte del papa Clemente VII. E’ dichiarato nemico pubblico e ribelle dello stato della Chiesa. Si colloca sotto Tivoli;  riprende a combattere i pontifici. Con Giulio Colonna e Giovanni Battista Conti occupa Carpineto Romano, Gavignano, Torricelle ed altre località.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Gli sono conquistati due castelli tra i quali vi è Vicovaro. Ripara a Montefortino (Artena); Ascanio Colonna e Lorenzo Cybo attaccano Bracciano. L’Orsini abbandona il Lazio.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia; nella città alloggia nel palazzo dell’ambasciatore inglese.

1531  

 

 

 

 

 

 

 

Nov. Orsini Chiesa  

 

Lazio

Ottiene per trattato Vicovaro: il papa gli invia contro 600 fanti. E’ costretto a cedere ed a consegnare la rocca al cardinale Ippolito dei Medici. Si compone  con i suoi famigliari;  gli è consegnato un salvacondotto al fine di potere soggiornare nello stato della Chiesa.

1532  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Orsini Chiesa  

 

Umbria e Lazio

Raccoglie molti amici tra Narni e Spoleto e con costoro scaccia dai possedimenti i famigliari, depreda il territorio circostante, cattura il fratello Girolamo e lo imprigiona a Vicovaro. La matrigna Felice della Rovere chiede ancora una volta l’aiuto dei pontifici ai suoi danni.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene assediato in Vicovaro da Luigi Rodomonte Gonzaga. Il capitano avversario  a dicembre cadrà ucciso in combattimento.

1533  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lazio e Veneto

E’ affrontato dal duca di Atri Giulio Acquaviva;  viene  raggiunto un accordo tra i fratelli. L’Orsini si ritira a Venezia.

Mag.  

 

 

 

 

 

Francia

Si trova a Crema; si reca  in Francia;  è ricevuto dal re Francesco I.

Giu.  

 

 

 

 

 

Francia

Si incontra a Lione con il Ceri.

…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Rientra in Italia. Una sua sorella è data in moglie, contro la sua volontà, ad un principe napoletano: si mette all’inseguimento di costei e la rapisce per strada con alcuni suoi scherani. Il fratello Girolamo lo affronta con alcuni uomini a cavallo, lo uccide e prosegue la sua strada per Napoli. Mario Podiani scrive alcune rime in suo onore. Sposa Claudia Colonna, figlia di Giulio.

 CITAZIONI

“Di nome tremendo nell’opere sue.” SANSOVINO

“Cadde l’Orsino, e nel cader s’estinse/ Ogni gloria di Marte, e Roma pianse/ Poi che invitto visse, morte vinse.” Da un sonetto di autore incerto, riportato dal SANSOVINO

“Persona inquietam altiera e molto dedita alla vendetta contro i nemici.” SANTORO

“Fu una delle più vigorose tempre italiane di quell’età.” GREGOROVIUS

“Uomo facinoroso, condottier d’armati, e famoso per le sue iniquità.” MURATORI

“Uomo maravigliosamente leggiero e di poca fede.” VARCHI

“Gran prove ho fatte sul regno toscano/ contra d’un imperier, d’un papa santo,/ e mai adosso me poser la mano./ Lasciamo star che me potria dar vinto/ che di mei antecessori il stato preso/ el raquistai sotto il francese manto./…/ Per gratia, viator, fermate il passo;/ mirate il corpo mio sepolto in terra,/ qual morte e crudeltà m’à posto al basso./ Son quel Napoleon, maestro di guerra,/ del sangue di Aragona el grand’Ursino,/ e fatto un nuovo Abel su questa terra/ per l’empia man del mio carnal cugino,/ onde si pensa, presto che m’à al fondo,/ riaver el stato qual già sta in declino.” Da un lamento per la sua morte riportato da MEDIN-FRATI

“Mostrò sempre l’animo molto più all’arme che al sacerdozio.” GAMURRINI

“Hombre poderoso y enemigo del papa.” SANDOVAL

“Giovane provveduto più di temerità, che di prudenza.” FRANGIPANI

“Era costui uno dei più formidabili tra quei gentiluomini che traevano la vita tra la guerra ed i ladroneggi.” INGHIRAMI

“Capitano di masnadieri.” ADAR

“Napoleone was the latest in a series of Orsini abbots, a series which had lasted for at least fifty years before being broken at the death of Cardinal Giambattista (degli Orsini di Monterotondo) in 1503; and it was a matter of great concern to the family, above Bracciano branch.” SHAW

 

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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