LUDOVICO MIGLIORATI

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Condottieri di ventura

1080      LUDOVICO MIGLIORATI  (Ludovico da Fermo) Abruzzese. Marchese della Marca, conte di Fermo e di Manoppello. Signore di Ascoli Piceno, Arcevia, Montone, Monteverde, Monteleone di Fermo, Sant’Elpidio Morico. Nipote del papa Innocenzo VI, fratello di Gentile, genero di Rodolfo da Varano e di Pandolfo Malatesta.

+ 1428 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………… Il suo apprendistato militare avviene nella compagnia di Mostarda da Forlì.
1397
Giu. Milano Firenze

Combatte agli stipendi del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti.

1398
Lug. Chiesa Marche

E’ eletto rettore della Marca dal cardinale di Sant’Angelo.

1404 Lazio Sulla fine dell’ anno si reca a Roma. Lo zio, il papa Innocenzo VII (Cosimo Migliorati) gli affida il comando delle milizie pontificie.
1405
Apr. Chiesa Fuoriusciti Umbria

E’ nominato rettore di Todi. Combatte i fuoriusciti di Perugia.

Mag. Fuoriusciti Città di Castello Umbria A fine mese favorisce gli Ubaldini della Carda nella loro lotta contro Città di Castello.
………………. Firenze Pisa Toscana

Collocatosi nel senese, intercetta 600 cavalli condotti da Angelo della Pergola che stanno avanzando in disordine; spoglia gli avversari di armi e di cavalcature. Subito dopo dà addosso a Gaspare degli Ubaldini (che comanda 1500 cavalli e molti fanti) e lo mette in fuga. Per tali vittorie i fiorentini gli donano 1500 fiorini.

Ago. Chiesa Napoli Lazio

Con Mostarda da Forlì ha l’incarico di sorvegliare il Borgo Leonino a Roma. I pontifici stazionano a Ponte Milvio per impedire da quel lato l’accesso al Vaticano mentre Castel Sant’ Angelo sbarra la strada dalla parte della città. I romani chiedono la consegna del ponte ed effettuano un attacco notturno per impadronirsene. La popolazione attacca Castel Sant’Angelo; il pontefice cerca di trattare con gli abitanti; quattordici cittadini si recano in Vaticano. Al termine dei colloqui costoro sono aggrediti da Ludovico Migliorati all’altezza di Santo Spirito: undici delegati sono catturati e sono passati per le armi dopo essere stati condotti nell’ospedale di Santo Spirito; i cadaveri sono gettati in strada dalle finestre del Palazzo dei Capitani.  Il fatto  provoca la rivolta in città. Innocenzo VII abbandona subito Roma con il Migliorati, la corte ed i cardinali. Prima di lasciare la città il condottiero con i suoi uomini spoglia i romani  del  bestiame che sta pascolando fuori le mura e lo fa condurre verso la Campagna: il bottino è valutato in più di 100000 fiorini. Sosta a Cesano e prosegue per Sutri, inseguito sempre dai romani furenti. Lungo la strada muoiono trenta persone del seguito pontificio i cui cadaveri sono abbandonati lungo la strada;  stessa sorte tocca all’abate del convento di Perugia abbattuto sotto gli occhi di Innocenzo VII. I fuggiaschi giungono  alla sicura Viterbo.

Ott. Marche

Fa il suo solenne ingresso in Fermo con Paolo Orsini e Ceccolino dei Michelotti;  colloca la sua residenza nel castello del Girifalco. Dona alla città la somma di 400 ducati. Ne è nominato signore.

Nov. dic. Umbria E’ segnalato a Todi. Fa catturare Francesco degli Atti e lo fa rinchiudere nella rocca di Orte per potere appropriarsi delle sue ricchezze. Matteuccio Artimanni ottiene  la liberazione del prigioniero mediante la consegna di 2000 fiorini al cardinale Giordano Orsini. Il Migliorati deve accontentarsi della sola presa di possesso dei castelli di Montecastelli di Poggio.
1406
Gen. Umbria

Staziona nel todino; con il fratello Gentile recupera il castello di Sutignano che si è  ribellato ai pontifici. Riprende le ostilità con Città di Castello.

Mar. Lazio

Il papa ritorna a Roma richiamato dalla popolazione;  anche il Migliorati può fare rientro in Vaticano. Non viene punito per i delitti perpetrati. Innocenzo VII gli infligge una penitenza spirituale (la scomunica). In realtà il rapporto tra zio e nipote non si incrina realmente perché il pontefice continua a rinnovargli  i benefici su Todi  e lo  nomina marchese della Marca e conte di Fermo.

Apr. Lazio

Con l’Orsini stringe d’assedio Castel Sant’ Angelo.

Mag. Fermo

Fuoriusciti

Chiesa

Città di Castello

Lazio ed Umbria

Alla morte di Innocenzo VII il nuovo pontefice Gregorio XII non lo riconferma nella legazione della Marca e lo sostituisce nel suo incarico con il vescovo del Montefeltro. Il Migliorati sposa il partito ghibellino di Ladislao d’Angiò. Appoggia gli Ubaldini della Carda ai danni di Città di Castello.

Giu. ago. Lazio e Campania

Il re di Napoli si riconcilia con il pontefice ed a Tor di Mezza viene conclusa una tregua d’armi. Il Migliorati e l’Orsini si recano a Napoli; ad agosto sono già di ritorno a Roma con il trattato di pace. Viene contattato dall’ ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi affinché non si muova a favore dei pisani contro la repubblica. Conclude una tregua con il vicelegato della Marca: gli sono riconosciuti 26000 ducati ed una condotta di 225 lance al soldo dello stato della Chiesa. In cambio si impegna a restituire Fermo con  la rocca ed Ascoli Piceno. Cede la fortezza del Girifalco solo dopo avere ottenuto il denaro pattuito. La pace è presto rotta.

Sett. Lazio ed Umbria

Si trova a Roma ai primi del mese; di seguito tocca Todi, Orvieto e Viterbo. In quest’ultima località riceve gli ambasciatori di Fermo e la conferma della sua signoria su tale città. E’ nominato governatore di Narni.

Ott. Lazio e Marche

Lascia Viterbo perché gli si sono ribellate le città da lui controllate nella Marca: Macerata rifiuta il suo podestà e Montesanto (Potenza  Picena) gli impedisce di entrare nel centro. Attacca con furia la seconda località.

1407
Mag. Fermo Comp. ventura Marche

Assedia Rocca Contrada (Arcevia) che gli si è ribellata; i difensori, dopo sessanta giorni, chiamano in loro soccorso Braccio di Montone che conquista in breve tempo  Calzaruolo, Castiglione e Montalto. All’ avvicinarsi del condottiero umbro il Migliorati decide di allontanarsi, invano contrastato dai suoi capitani, Angelo della Pergola e Pietro Navarrino. Abbandona il campo con 1500 cavalli e 1500 fanti;  all’ assedio rimane il solo della Pergola. Costui, nonostante la sua superiorità numerica, viene sconfitto dal  Montone in campo aperto.  Il Migliorati si rappacifica con l’avversario.

Giu. lug. Napoli Ascoli Piceno Marche

Si incontra sul fiume Tenna con il Montone,  militante anch’egli al soldo del re di Napoli. Il condottiero ed i fuoriusciti perugini, guidati da Fabrizio da Perugia e da Ranieri Cane Ranieri, lo aiutano a recuperare Fermo ed Ascoli Piceno: trova la seconda località semideserta per la fuga degli abitanti. La città è  messa a sacco. Dei ribelli fatti prigionieri alcuni sono impiccati ed altri decapitati. Sempre con il Montone si porta a  Tusino, a Cosignano ed a Ripatransone.

Ago. Fermo Chiesa Marche

Consegna secondo gli accordi Ascoli Piceno al re di Napoli;  ottiene in cambio la contea di Manoppello negli Abruzzi che viene tolta a Napoleone Orsini. Il Montone rientra nelle Marche e con Berardo da Varano appoggia ai danni del Migliorati il vicelegato della Marca il vescovo di Sarzana. I suoi nemici espugnano Servigliano;  in pochi giorni vengono in loro potere anche Belmonte Piceno, Monte San Pietrangeli, Sant’ Elpidio a Mare, Monteleone di Fermo, Monte Giberto e Montottone. Spaventato dai successi del rivale, il Migliorati raccoglie un esercito di 3000 cavalli e si scontra con i bracceschi nella pianura del Chienti a Montecosaro. Entra in tale località e si impadronisce del cassero Rimpatre. Dopo il combattimento si incontra a Cingoli con il Montone;  con la mediazione dei da Varano gli giura perpetua pace.

Sett. Marche

Viene eletto un nuovo consiglio dei priori a Fermo per rendergli omaggio. Il Migliorati vuole diminuire i loro poteri.  E’ presente alla riunione anche Antonio Aceti che si oppone alle sue richieste giungendo ad offenderlo in pubblico. Nello stesso giorno il Migliorati fa decapitare nottetempo Antonio Aceti nella piazza di San Martino; nella rocca sono pure  giustiziati Giovanni Aceti e Domenico da Tolentino, altri suoi oppositori.

Ott. Napoli Chiesa Marche

Ottiene soccorsi dal napoletano;  riapre le ostilità con i da Varano; entra in San Severino Marche durante un’assenza di Onofrio Smeducci;  scorre nel territorio di Camerino fino alle porte della città. Lo affiancano altri condottieri come Martino da Faenza, Conte da Carrara, Riccardo da Montereale e Ciucio di Paterno Al termine delle operazioni ritorna a Fermo; l’ingresso è solenne ed alla città sono da lui confermati diritti e privilegi.

1408
Gen. Marche

E’ firmata una pace generale che coinvolge gran parte delle Marche.

Mar. Campania

Chiede denaro ai cittadini di Fermo, lascia al governo della città il fratello Gentile e si reca in Campania da Ladislao d’Angiò.

Apr. Napoli Chiesa Lazio

Penetra in Roma al seguito dell’esercito angioino (12000 cavalli e molti fanti); con Nicola e Giovanni Colonna, Pieretto de Andreis, Gentile da Monterano e Conte da Carrara costringe Paolo Orsini a tradire la causa di Gregorio XIII per quella di Ladislao d’Angiò. Ha il comando delle truppe della Marca con il titolo di viceré. Gli viene concessa un’onorificenza; da alcuni è accusato di avere fatto uccidere in città Federico da Mogliano, figlio dell’ex-signore di Fermo Gentile, dato invece per morto in una scaramuccia.

Giu. Napoli Fuoriusciti Perugia Capitano g.le Marche

Con Martino da Faenza, il Michelotti e Riccardo di Montereale muove verso Jesi dove si è asserragliato il Montone con più di 1000 cavalli.

Lug. Marche

Rientra a Fermo; le sue truppe si accampano  sul Tenna.

Ago. Marche

Ottiene a patti il castello di Montecosaro, recupera Montegranaro e Montottone.

Ott. Marche

Marcia su Petriolo e Potenza Picena ove fa  alcuni prigionieri e razzia molto bestiame.

Dic. Antipapa Napoli 300 lance

Muta partito ed abbandona il re di Napoli che ora sostiene il papa Gregorio XII; aderisce alla lega opposta capeggiata dall’antipapa e dai fiorentini;  gli sono consegnati 10000 ducati. Ladislao d’Angiò gli confisca la contea di Manoppello. Alessandro V lo nomina suo vicario a Fermo.

1409
Gen. Capitano g.le

 

Marche e Abruzzi

Staziona nella marca d’ Ancona con  Ranieri Cane Ranieri e Fabrizio da Perugia (1000 lance) per difendere il territorio da eventuali attacchi degli angioini. Inizialmente a mezzo soldo passa a stipendio intero allorché si sposta negli Abruzzi. E’ nominato capitano generale della lega stretta tra le città della Marca, Firenze e Malatesta Malatesta.

Feb. Marche

Ai primi del mese 20 uomini di Petritoli si ribellano stringendo un accordo con i suoi avversari. Scaccia dalla località i soldati di Angelo della Pergola la cui condotta con il Migliorati è appena scaduta.

Apr. Marche

A metà mese fa incarcerare il fratello Giannozzo ed il nipote Cola responsabili di una congiura in Fermo per togliergli il potere: occupa i castelli di Monterubbiano e di Marano, tenuti dal fratello. I congiunti sono rinchiusi nella rocca del Girifalco. Sottoposti a tortura entrambi confessano di essere in combutta con il re di Napoli e con Rodolfo da Varano:  Giannozzo  è decapitato nella piazza di San Martino. Nel contempo il Migliorati si libera dei governanti del comune indicando lui stesso i nomi dei nuovi priori.

Lug. Marche

Si colloca a Sant’Angelo in Pontano con 500 cavalli e vi rafforza il locale presidio. Gli vengono contro 3000 cavalli angioini  agli ordini di Conte da Carrara, del Tartaglia, del Michelotti e di Martino da Faenza. Gli avversari si fermano tra Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio. Ludovico Migliorati li affronta a Lauro (Loro Piceno): nello scontro restano uccisi tra gli avversari 3 capisquadra e 100 cavalli; le sue perdite assommano viceversa a 20 cavalli. A metà mese Alessandro V lo conferma nel vicariato di Fermo.

Ott. Marche

Insieme con Galeazzo Malatesta ed Antonuccio dell’Aquila si incontra nella pianura di San Claudio con il vescovo di Verona rettore della Marca. Emana editti in tutte le terre della valle del Chienti affinché queste ritornino all’obbedienza dell’antipapa. Poiché gli ordini non sortiscono alcun effetto pratico p riprende le armi. Occupa Porto Recanati; subito dopo è a Fermo; vi accoglie il rettore pontificio e lo fa alloggiare nel Girifalco.

1410 L’antipapa Alessandro V lo conferma nella signoria di Fermo e lo nomina vicario della Santa Sede per gran parte delle Marche.
1411

Mag. Marche

Viene eletto rettore generale della Marca dal nuovo antipapa Giovanni XXIII. Il pontefice, inoltre, assegna a lui ed al fratello Gentile il vicariato di Ascoli Piceno per un periodo di tre anni allo scopo di ripianare i debiti della camera Apostolica nei suoi confronti.

1412
Sett. Marche

A Fermo.

Dic. Antipapa Chiesa Napoli Marche

Nonostante l’aiuto dell’ Orsini non riesce ad impedire che Carlo Malatesta si impossessi di Monterubbiano.

1413
Gen. Marche
Feb. Marche Si reca a Macerata dove si trovano il cardinale Giordano Orsini ed il fratello di quest’ultimo Paolo. E’ confermato nella signoria di Fermo dall’antipapa.
Apr. Marche

Unisce le sue forze con quelle dell’Orsini, costruisce una bastia si colloca all’assedio di Monterubbiano: alla notizia che si stanno avvicinando a Caldarola ed a Sarnano le milizie di Muzio Attendolo Sforza tralascia le operazioni.

Mag. Marche

Ottiene dall’Orsini la consegna della rocca di Montegiorgio; ospita nei territori di Mogliano e di Petriolo 200 cavalli e 100 fanti già destinati al presidio di Macerata, che gli abitanti di tale città non vogliono accogliere al loro interno.

Ott. Marche

Le ripetute sconfitte lo spingono a chiedere a Carlo Malatesta una tregua per mezzo della  mediazione di Rodolfo e Berardo da Varano.

1414
Lug. Antipapa Chiesa

Al termine del conflitto, nella pace stipulata tra Ladislao d’Angiò ed i fiorentini al ponte di Petrignano nel territorio di Assisi, viene compreso tra i collegati del re di Napoli.

Sett.

La morte di Ladislao d’Angiò lo spinge a rompere la tregua con Carlo Malatesta; ottiene dal castellano di Monterubbiano Carlotto da Napoli, da lui catturato mentre si sta per imbarcare al porto di Fermo, la terra ed il castello. Il Malatesta gli invia contro Angelo della Pergola.

Nov. Marche

E’ assediato in Fermo: deve subire gli attacchi di Andrea Malatesta.

Dic. Marche

Perde Montone, Rapagnano, la torre di San Patrizio e Monturano (Monte Urano).

1415
Feb. Marche

Assume Bernardino degli Ubaldini della Carda, Cherubino da Perugia e Ludovico da Buscareto (200 lance) che giungono a Fermo per fronteggiare i Malatesta. A metà mese si impossessa di  Monteverde dopo un breve assedio.

Mar. Marche

Gli sono conquistati Monteleone di Fermo, Monte San Pietrangeli, Sant’Elpidio a Mare, Monte Vidon Corrado, Monteverde e Montottone.

Apr. Marche

Si allea con Rodolfo e Berardo da Varano. A metà mese, su pressione del concilio di Costanza, viene bandita una tregua con Andrea Malatesta.

Nov. Chiesa

 

Capitano g.le

 

Marche

Invia a Gubbio propri ambasciatori a rendere omaggio ai commissari dell’imperatore Sigismondo d’Ungheria ed a quelli del concilio di Costanza. Viene nominato da costoro rettore della Marca e capitano generale delle truppe nella regione.

Dic. Marche Macerata si ribella ai pontifici.
1416
Gen. Marche

E’ raggiunto a Fermo da due commissari pontifici provenienti da Gubbio.

Mar. Fermo Rimini Marche

Si allea con il Montone ed i da Varano; ottiene, grazie ai suoi partigiani, la torre di Montone e Monte Vidon Corrado. Si scontra con gli avversari ad Ortezzano. Scorre nei contadi di Morro, di Montecosaro e di Civitanova Marche; la razzia termina con un bottino di duecento buoi e pecore, venti asini e la cattura di quindici uomini.

Apr. Marche

Riconquista Sant’Elpidio a Mare ed espugna Monte Urano. Muove in soccorso di Ancona minacciata da Andrea Malatesta. In una scaramuccia gli avversari hanno la peggio con la cattura di molti soldati. Di seguito i suoi uomini d’arme si imbarcano su due galee, sbarcano a Senigallia e danno alle fiamme tale località.

Lug. Marche

Con la vittoria del Montone su Carlo Malatesta a Sant’Egidio recupera gran parte dei possedimenti persi in precedenza.

Ago. Marche

Si impadronisce di Montegranaro e di San Giusto dopo averne depredato i contadi; con 2000 fanti e 500 cavalli cavalca a San Severino Marche dove si incontra con Braccio di Montone e Berardo da Varano. Assedia la città e costringe gli Smeducci ad arrendersi in due  giorni; occupa  Montemilone (Pollenza)

Sett. Marche

Ottiene a patti Montegiorgio con Berardo da Varano. A fine mese rimane vedovo della prima moglie Bellafiore.

Ott. Marche

Obbliga alla resa Recanati.

Nov. Marche

Ritorna a Fermo per i funerali della moglie Bellafiore da Varano, figlia di Rodolfo. Pandolfo Malatesta e Martino da Faenza si impossessano di Osimo, di Montelupone, e di Civitanova Marche.

Dic.

Stipula una nuova tregua con i Malatesta.

1417
Mar.

Sigla la pace con i signori di Rimini.

Ott.

Viene contattato dall’ inviato della regina Giovanna d’Angiò ai fini di un’alleanza contro il Montone.

1418
Gen. feb. Marche

Giunge a Pesaro con 200 cavalli; si trova in compagnia del cognato Obizzo da Carrara figlio di Conte, per sposarsi con Taddea Malatesta, figlia di Pandolfo. Nella città è ospitato nelle case dei Malatesta. Ai primi di febbraio fa rientro a Fermo in compagnia di Galeazzo Malatesta e di molti nobili pesaresi. Nella città sono organizzate solenni feste; si corrono giostre e si allestiscono tornei nel piazzale davanti al Girifalco. Durante le feste per le sue nozze si incendia una parte del suo palazzo; le fiamme si propagano alle case vicine provocando la distruzione di alcuni quartieri.

Mar. Marche Viene scoperta una congiura ai suoi danni. I cospiratori sono decapitati in piazza San Martino a fine mese.
Apr. Fermo Perugia Marche

Il Montone, ormai signore di Perugia, ritorna nella marca d’ Ancona e chiede a Ludovico Migliorati 4000 ducati che gli sono dovuti per il riscatto dei prigionieri nel recente conflitto.  Il signore di Fermo si rifiuta.

Mag. Marche

Si rinchiude nel castello di Falerone. In una sortita sono fatti prigionieri 300 suoi cavalli. Il castello è espugnato e messo a sacco. Fatto prigioniero dall’avversario per la sua liberazione gli sono ora richiesti 9000 ducati pagabili in tre rate di 3000 ducati l’anno. Il Migliorati si riscatta e consegna al Montone in ostaggio un figlio.

1419
Gen. Lombardia

Si reca a Mantova con la moglie Taddea ed un ragguardevole seguito. Nella città si trova il papa Martino V: Il Migliorati è confermato nel suo incarico di rettore della Marca e di vicario di Fermo.

Mar. Marche

Sventa in Fermo una nuova congiura nata per la gravezza delle gabelle imposte alla popolazione: tutti i partecipanti vengono scoperti e giustiziati.

Nov. Marche

Fa decapitare altri due oppositori politici.

1420
Giu. Chiesa Bologna Marche ed Emilia

Marcia verso Civitanova Marche e si accampa in tale località. Prosegue per l’Emilia allo scopo di affiancarvi il Montone ed della Pergola contro i bolognesi. Il territorio viene messo a ferro e fuoco.

Lug. Emilia

Entra in Bologna con il Montone ed il cardinale Gabriele Condulmer.

Sett. Brescia Milano Capitano g.le Emilia  Veneto e Lombardia

E’ inviato da Carlo Malatesta in soccorso del genero Pandolfo, signore di Brescia, per contrastare in Lombardia il duca di Milano Filippo Maria Visconti alla testa di 3000 cavalli e di 1000 fanti. Parte da Stellata con Manfredo da Barbiano ed Antongaleazzo Bentivoglio; attraversa il veronese con l’assenso dei veneziani. Tocca Castagnaro, Cerea e Villafranca di Verona, supera il Mincio e si collega nel bresciano con Pandolfo Malatesta.

Ott. Lombardia

Costretto ad accettare battaglia a Montichiari, viene sbaragliato dal Carmagnola: catturato con la maggior parte dei suoi uomini, è condotto a Rezzato ed a Milano dove è accolto e trattato con ogni cortesia.

Nov. Romagna

Rilasciato, raggiunge Rocca delle Caminate ove Pandolfo Malatesta organizza una grande partita di caccia cui sono invitati i suoi alleati.

1421
Mar. Marche

Rientra a Fermo: nella città vi sono solenni feste e molteplici dimostrazioni di gioia. Il Migliorati invia a Milano il figlio Firmano con due bellissimi destrieri per Filippo Maria Visconti, il primo del valore di 400 ducati, il secondo di 300.

1423
Gen. Marche

Il suo debito verso la Camera Apostolica, per il pagamento di taglie varie, ascende a 2250 fiorini.

1425
Mag. Chiesa S.Severino Marche Marche Nel periodo si mantiene sempre fedele alla Santa Sede. Assedia in San Severino Marche Antonio da San Severino. Il papa Martino V lo conferma nel vicariato di Fermo e come rettore della Marca. Nell’anno fa battere in Fermo le prime monete d’argento  con il nome suo e  quello della città.
Ago. Marche A Fermo bandisce una fiera della durata di quindici giorni. A fine mese fa coniare nella locale zecca i collettini d’argento. Il metallo è acquistato in Croazia a Ragusa (Dubrovnik).
1426 Milano Firenze Emilia

Interviene con Alberico da Barbiano al fine di impedire che la signoria di Guido Torelli di Montechiarugolo cada per trattato in potere di Niccolò d’Este.

1427
Mag. Marche Ai primi del mese muore di peste la moglie Taddea.
1428
Giu. Marche

Muore a fine mese a Fermo nella rocca del Girifalco. Il fratello Gentile ne tiene celata la morte per tredici giorni allorché si tengono solenni funerali nella cattedrale. E’ sepolto nella chiesa di San Francesco vicino alla moglie Taddea. La sua arma porta per cimiero tre teste umane barbute che, identiche in apparenza nei tratti e nel colorito del volto, della barba e dei capelli, sorgono da un unico collo a forma di serpente.

 CITAZIONI

“Uomo bestiale.” MURATORI

“Era valoroso e politico: ma talmente enfiato di superbia, che non rare volte il facea trascendere in crudeltà.” Dal GIORNALE ARCADICO DI SCIENZE, LETTERE ED ARTI

“La vita sua fu difatti una continua battaglia, si consumò in sforzi disordinati e violenti per acquistare e conservare una potenza senza posa insidiata, una grandezza che, fondata sull’ arbitrio, sulla violenza, sul sopruso, minacciava ad ogni istante di crollare sotto i colpi dell’invidia e dell’esecuzione.” NOVATI

“Ad tucta gente el dico/ Che arme porta per avere honore:/ Vada cum gram fervore/ Socto el pendon del signor Lodovico./ Pieno è de cortesia/ Cum lieta et larga mano;/ Tanto è de gagliardia./ Nato è da monte albano (un Rinaldo redivivo)/ El suo animo altano./ Sempre è disposto ad fare i facti d’arme,/ Ché veramente parme/ Che la paura non apprezza un fico/ Ad tucta./ Sua mente peregrina/ Riguarda li gran facti;/ Che vita elisandrina/ Retiene en tuti gli acti,/ Castiga folli et macti/ Cum forza et senno quando gli è mestieri:/ Resguarda el suo cimieri/ Col viso iuvenile et cum l’antico/ Ad tucta/ De forteza et d’ardire/ Dotata è sua persona/ Pigro non già ad dormire/ Omne sua fama sona;/ Si nengue o piove o tona/ Allor è presto ad voler cavalcare;/ De’ que lui seguitare/ El dé ciaschun per non esser mendico!/ Ad tucta.” Da una ballata di ANONIMO raccolta dal NOVATI

“Fu condottiero d’arme di buona fama.” BOSI

“Fu il Migliorati di animo assai feroce.” TALLEONI

“Uomo..di pessima natura.” CECCONI

“Huomo rotto e arditto.” COMPAGNONI

“Capitano abile e valoroso, ma crudele.” FERRANTI

A Roma, con il popolo in rivolta. “Altro pensier Lodovico da fermo/ Fede la turba in Roma a lui rebella/ Prima esperimentato ogni altro schermo/ Ogni caporione entro la cella/ Fe chiamar di San Spirto, ed ad uno ad uno/ Tutti come gli parve gli martella/ Poi fuggì el popol rivestito a bruno.” CORNAZZANO

“Pur in condizioni difficili, il Migliorati ebbe il tempo di dedicare alla cura e all’amministrazione della sua signoria, rafforzandone le strutture. In primo luogo riformò le magistrature cittadine, separando l’ordine dei magistrati da quello dei consoli, per ottenere così un’autorità propria, indipendente. Vietò inoltre ai procuratori di comparire in tribunale, in modo da indurre una partecipazione diretta dei contendenti; istituì una procedura sommaria seguita anche nei secoli successivi. Il prestigio raggiunto fu tale da giustificare ampiamente il rinnovo del diritto di coniare i bolognini marchesani, recanti l’arma del Migliorati, una cometa impressa nel rame.” FALCIONI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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