LUIGI DA MARTINENGO

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Le fortificazioni di Famagosta, Cipro, 1901
Le fortificazioni di Famagosta, Cipro, 1901

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

LUIGI DA MARTINENGO (Alvise da Martinengo)  Conte. Figlio di Battista da Martinengo.

1522 – 1571 (agosto)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

………Venezia
1544/1548FirenzeToscanaAgli stipendi di Cosimo dei Medici. Ha il comando della guardia personale del duca di Firenze.
1566VeneziaVenetoHa l’incarico dell’addestramento delle ordinanze di Verona.
1570 VeneziaImpero OttomanoGrecia

Governatore di Canea nell’isola di Creta. A dicembre succede a Baldassarre Rangoni nel comando delle truppe. Segue Girolamo Zane e Marcantonio Colonna a Corfù.

1571
Gen.VeneziaImpero OttomanoCapitano artiglieriaCipro

Raccoglie 1000 fanti, tutti bresciani; si imbarca nella squadra di Marco Querini (13 galee e 4 navi) e sbarca indisturbato a Cipro. Entra alla difesa di Famagosta contro i turchi con 1700 soldati, vettovaglie, artiglierie e munizioni. Gli è affidato il comando delle artiglierie. Nella città è preposto alla difesa del rivellino della Porta di Limassol. Si distingue per il suo valore.

Lug.Cipro

I turchi portano un attacco generale al rivellino da lui difeso, al torrione di Santa Nappa, a quello dell’ Andreuzzi, alla Cortina ed al torrione dell’ Arsenale: Luigi da Martinengo fa abbandonare ai suoi il rivellino e fa brillare una mina in cui rimangono uccisi 100 difensori e 1500 turchi. Compie una sortita dalla porta con Astorre Baglioni in occasione di un nuovo attacco generale; viene dato fuoco ad una nuova mina che provoca la morte di altri 700 turchi.

Ago.Cipro

I veneziani sono costretti alla resa. Il Martinengo, Astorre Baglioni e Marcantonio Bragadin si recano disarmati nel padiglione di Mustafa Pascià: accolti all’inizio con cortesia, il turco si adira con il Bragadin e lo accusa con falsi pretesti di avere fatto uccidere alcuni suoi uomini durante una tregua. Il Martinengo è legato ed è ucciso senza potere fare alcuna opposizione. E’ impiccato tre volte, poiché nelle prime due si strappa il laccio della forca. La sua testa, come quella di Gian Antonio Querini, è appesa con il manichino di pelle impagliata di Marcantonio Bragadin al pennone della galea di Mustafa Pascià.

 CITAZIONI

-“E’ tenuto per un savio, valoroso ed onorato capitano.” ALBERI

-“Huomo vigilante e animoso.” SANSOVINO

-“Prudente e valoroso Capitano.” PARUTA

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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