GIAMPAOLO DI CERI

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Condottieri di ventura

0448      GIAMPAOLO DI CERI   (Giampaolo dell’Anguillara, Giovanni Paolo Orsini) Figlio di Renzo, cugino di Giulio Orsini, suocero di Giovanni Orsini e di Silvio Savelli.

+ 1560 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1520
Nov. Chiesa Lazio

Milita con il padre agli stipendi del papa Leone X. Accompagna il pontefice in una caccia che si svolge tra Corneto (Tarquinia) e Civitavecchia; ha il compito di controllare la coda del corteo, mentre il padre Renzo si colloca alla sua testa per timore di eventuali sortite ostili da parte di Camillo Orsini.

1522
Lug. Spoleto Umbria

Entra in Spoleto con 200 cavalli leggeri ed una compagnia di fanti corsi.

Ago. Umbria

Coopera con le milizie comunali di Spoleto nel recupero di Sellano.

1523
Nov. Francia Impero 150 cavalli leggeri Piemonte

Si trova a Novara.

1526
Sett. Chiesa Siena Toscana

Dopo l’ingresso in Roma del cardinale Pompeo Colonna e di Ugo di Moncada ai danni dei pontifici depreda la Maremma; con alcuni cavalli si impadronisce di sorpresa di una porta di Orbetello ed occupa la città con il resto delle sue truppe.

Nov. Chiesa Colonna
1527
Gen. Chiesa Impero Lazio

Fronteggia gli imperiali nel frusinate.

Mag. Lazio

E’ alla guardia di Roma contro i lanzichenecchi e gli spagnoli del Connestabile di Borbone al comando di pochi cavalli leggeri. Si distingue in una scaramuccia portata da Viterbo contro i nemici in marcia verso la capitale (uccisi 50 uomini). Mette in salvo la sorella Chiara, monaca in un convento di clarisse, e la conduce con le altre suore dall’ altra parte del Tevere a San Lorenzo in Panisperna. Ritornato a combattere, si fa notare a Porta Settimiana nella difesa di Trastevere ed a ponte Sisto. Quando Roma cade nelle mani degli avversari, si rifugia in Castel Sant’ Angelo.

Giu. Lazio

Con la capitolazione del papa Clemente VII esce dalla fortezza e raggiunge il campo franco-veneziano nel contado di Viterbo. Abbandona presto gli alloggiamenti.

Ott. Lazio

A Bracciano con Napoleone Orsini;  difende la località dagli attacchi degli imperiali. Riceve alcuni soccorsi dai veneziani.

1528
Apr. Chiesa Colonna 400 fanti Lazio

Presidia Paliano dalle minacce di Sciarra Colonna.

Lug. 400 fanti Marche Francia Lazio

Nell’anconetano. Si trasferisce in Francia;  si imbarca con il padre e lo segue a sostegno della spedizione del Lautrec. Sbarca a Corneto (Tarquinia) e si sposta con i suoi uomini all’ assedio di Civitavecchia.

Ago. Abruzzi

Negli Abruzzi al fine di reclutarvi fanti.

Nov. Venezia Impero Abruzzi

I veneziani lo spediscono in Puglia in soccorso del padre. La galea, sulla quale è imbarcato, fa naufragio a Vasto: costretto a scendere a terra ha una scaramuccia con gli imperiali ed è fatto prigioniero da Alfonso d’Avalos.

1529
Ago. 100 cavalli leggeri Puglia

Rilasciato, raggiunge la Puglia. Il Consiglio dei Savi gli concede una condotta per due anni di ferma ed uno di rispetto con una provvigione annua di 500 ducati. Affianca il padre alla difesa di Barletta.

Sett. Puglia

Muove con 300 cavalli e 400 fanti incontro a Giovan Corrado Orsini al rientro da un’azione su Brindisi. I veneziani contattano il Ceri a Barletta affinché si trasferisca in Lombardia con 1000 fanti e 1000 cavalli leggeri: la provvigione annua gli verrebbe aumentata a 1000 ducati. Le trattative non hanno seguito.

Nov. Puglia

Esce da Barletta con il provveditore degli stradiotti Giovanni Moro e 200 cavalli e 400 fanti. Ad Andria tende un’imboscata a 400 cavalli ed a 1500 fanti capitanati da Fernando Alarcon: l’iniziativa non ha successo perché uno dei suoi cavalli, inviato in avanscoperta sulle porte della città, è catturato e svela ogni cosa ai nemici. Nonostante l’inconveniente sono fatti prigionieri 40 cavalli con il Sagnino.

1530
Gen. Veneto

Al termine del conflitto si reca a Venezia;  interviene nel Collegio dei Pregadi a fianco del padre Renzo.

………….. Firenze Impero Chiesa Toscana

Passa agli stipendi dei fiorentini con l’apparente disapprovazione del padre: il suo stipendio è pagato direttamente dai francesi.

Apr. Toscana

Viene preposto alla difesa di Pisa con Bernardo Strozzi (3000 fanti e 100 cavalli).

Giu. Toscana

Si scontra con le milizie di Alfonso d’Avalos.

Lug. Toscana

Di stanza a Pisa. Il suo contingente è rafforzato da 200 fanti imperiali che preferiscono disertare nel campo fiorentino anziché essere trasferiti in Ungheria contro i turchi: tali uomini, tuttavia, rientrano a militare per gli imperiali dopo essere stati avvicinati da due capitani. Per risposta, il Ceri fa uccidere gli emissari che lo hanno convinto a prendere la prima decisione.

Ago. Toscana

Si muove da Pisa per congiungersi a Livorno con il commissario Francesco Ferrucci; i due condottieri lasciano nottetempo la città per puntare su Firenze con 3000 fanti (che dispongono di dieci moschettoni e di venti trombe da fuoco) e 400/500 cavalli. Consiglia il Ferrucci a prendere la strada degli Appennini, di spostarsi nel Mugello e per Scarperia puntare sul capoluogo; il suo parere non viene ascoltato. I fiorentini attraversano il lucchese e si accampano sui monti a Medicina; nella notte seguente toccano Calamecca sui monti pistoiesi. I Cancellieri, per vendicarsi dei Panciatichi, conducono i fiorentini a San Marcello che viene messa a sacco e data alle fiamme. Giunge a Gavinana, ad otto miglia da Pistoia, sempre tallonato da Fabrizio Maramaldo sulla sinistra e da Alessandro Vitelli con i fanti spagnoli e la cavalleria del principe d’Orange sulla destra. Nel complesso gli imperiali dispongono di 7000-8000 fanti tedeschi, spagnoli ed italiani, di molti cavalli leggeri e di 400 uomini d’arme, senza contare le bande dei Panciatichi condotte da Niccolò Bracciolini. La fanteria fiorentina è divisa in due schiere, ognuna di quattordici compagnie. il Ferrucci ha il comando dell’avanguardia ed  Ceri quello della retroguardia. Ugualmente divisa in due schiere è la cavalleria, di cui una parte combatte agli ordini di Amico d’Arsoli e l’altra a quelli di Carlo di Castro e del conte Carlo di Civitella.   Il Ferrucci entra in Gavinana con la picca nelle mani, dopo avere fatto abbattere alcune macerie, nello stesso momento in cui vi irrompe anche Fabrizio Maramaldo.  Lo scontro avviene nella piazza del paese intorno ad un alto castagno che sorge nel mezzo.  La cavalleria del principe d’Orange  assale quella fiorentina fermatasi fuori le mura. Il principe d’Orange è ucciso da due palle di archibugio al collo ed al petto. Antonio di Herrera e gli altri cavalli imperiali sono posti in rotta e fuggono verso Pistoia. I soldati del Ferrucci trovano nelle tasche del principe il messaggio di Malatesta Baglioni con cui il capitano perugino si impegna a non assalire il campo imperiale durante la sua assenza. Nello stesso tempo si volgono contro il Ceri le fanterie di Alessandro Vitelli che lo colgono alle spalle; anche Marzio Colonna si unisce con gli avversari. Il Ceri dà allora l’ordine di abbandonare le salmerie e di riparare a Gavinana; smonta da cavallo e si congiunge con i fanti del Ferrucci ormai stanchi dopo tre ore di combattimento. Molti soldati si disperdono; il Ferrucci ed il Ceri si avventano insieme sui vitelleschi; intervengono 2000 lanzichenecchi, tenuti di riserva, ed i fanti italiani del  Maramaldo che attaccano i fiorentini. Giampaolo di Ceri si rifugia in un casolare con Francesco Ferrucci: costretto alla resa, si consegna nelle mani di Sebastiano Larcà. Condotto a Lucca riconosce al Maramaldo un riscatto di 4000 ducati ed è liberato in breve tempo.

1532
Gen.

Sfugge alle insidie del papa Clemente VII che lo vuole far catturare dai suoi uomini.

Lug. Francia

Si riconcilia con il pontefice;  ha l’incarico di appoggiare in Germania il cardinale Ippolito dei Medici contro i turchi: è dissuaso dall’ambasciatore francese e restituisce la somma ricevuta in anticipo. Si reca in Francia.

………….. Impero Impero Ottomano 2000 fanti Germania

Nonostante tutto passa al servizio degli imperiali che gli danno il comando di 2000 fanti per fronteggiare i turchi.

Ott.

Molti dei suoi uomini rientrano in Italia attraversando il veronese.

1533
Mag. Lazio

Si trova a Roma. Sfida a duello Pirro Colonna; minacciato ancora una volta dal papa, si allontana dalla città e si trasferisce al servizio del re di Francia Francesco I.

………….. Francia 60 lance

Ottiene il comando di 60 lance.

1536
Mar. Francia Duca  Savoia Impero  

Capitano g.le fanteria italiana

Francia

Combatte contro le truppe del duca Carlo di Savoia e gli imperiali. Lascia il Delfinato agli ordini del Forges ed invade la Savoia.

Apr. Piemonte

Affianca l’Annebault in Piemonte. Occupa Torino.

Mag. Piemonte Alla difesa di Torino. Entra nella città con 2000 fanti che hanno appena disertato dalle file imperiali dopo avere preso parte all’ assedio di Moncalieri.
Giu. Piemonte

Staziona a Savigliano con i suoi uomini d’arme, 200 cavalli leggeri e 2000 fanti. Gli è consegnata una  grossa somma di denaro per raccogliere altri 3000 fanti e 200 cavalli leggeri con i quali collocarsi alla difesa di Fossano e di Cuneo: contro tale città, infatti, sta puntando il marchese Francesco di Saluzzo che ha disertato di recente nel campo imperiale. Il Ceri si muove da Susa onde prestare  soccorso alle due località; supera la resistenza dei numerosi presidi imperiali che si trovano lungo la strada (Rivoli, Grugliasco), giunge sotto Fossano che è già assediata dagli avversari. Si impadronisce del castello di Pancalieri.

Lug. Francia

Allorché viene a conoscenza che gli imperiali stanno aprendo un secondo fronte in Provenza, si allontana dal Piemonte con Cristoforo Guasco e si posiziona sui passi alpini per distruggere i raccolti ed impedire il vettovagliamento agli avversari. Tallona la retroguardia degli imperiali, giunge a Bargeaux con il Buonavalle e da qui si sposta alla difesa del territorio tra Aix-en-Provence ed Avignone con un buon numero di cavalli e di fanti. Tocca Porrières.

Ago. Francia

Si trova nei pressi di Lormarin con i suoi 60 uomini d’arme, qualche cavallo leggero italiano e 200 cavalli leggeri di Martino du Bellay. Con quattordici cavalli leggeri prepara un’ imboscata nella quale coglie di sorpresa 100 imperiali: cattura 30 soldati e  nelle sue mani perviene un buon bottino. Gli imperiali, a loro volta, nascondono nel castello 100 archibugieri. Il Ceri si fa allora raggiungere dal la Fayette e dal Curton, che sono nelle vicinanze con 200 archibugieri, ed espugna Cavaillon. Ferrante Gonzaga, alla notizia, invia in soccorso del castello di Lormarin 200 cavalli e sei insegne di fanti; tutti incappano nell’ agguato  predisposto  in precedenza dal Ceri.

………….. Francia

A seguito di una scorreria nemica a Cenas invia  contro gli avversari i suoi uomini. Vengono catturati 40 saccomanni. Restituisce le prede agli abitanti ed i prigionieri sono condotti a Cavaillon.

………….. Francia

Si reca a Lione per assistere al processo del conte Sebastiano Montecuccoli, che ha militato nelle sue compagnie, accusato di avere avvelenato il delfino di Francia su istigazione dell’ imperatore Carlo V.

1537
………….. Toscana Piemonte

Alla notizia dell’uccisione in Firenze del duca Alessandro dei Medici è spinto da Roberto Strozzi e da alcuni cardinali a sostenere la causa dei fuoriusciti ai danni di Cosimo dei Medici. Si porta a Città della Pieve, favorito nei suoi movimenti dal signore della città Bandino da Castel della Pieve. Si prepara ad invadere la Val di Chiana. Alla notizia del fallimento dell’azione di Piero Strozzi, rifugiatosi nell’ urbinate, si ferma a Montecuccoli e prosegue per la montagna di Pistoia.  Nel frattempo viene stipulata una breve tregua tra francesi ed imperiali su interposizione del papa Paolo III: il Ceri passa alla guardia di Alba.

Apr. Romagna

Ha con Giovanni Caracciolo il compito di radunare truppe in Romagna.

Mag. Piemonte

Rientra in Piemonte con 5000 fanti italiani per fronteggiarvi Francesco di Saluzzo.

Giu. Piemonte

E’ sotto Poirino nel ducato di Savoia.

Lug. Piemonte

L’Humières gli dà la disposizione di assalire di notte Asti alla cui guardia si trovano 2000 fanti e 2000 cavalli agli ordini di Antonio d’Aragona. Il tentativo fallisce per il disordine sorto fra i lanzichenecchi al servizio dei francesi. Il Ceri punta su Alba e si imbatte in 700/800 fanti spagnoli, che da Alessandria si stanno dirigendo verso tale località. Mette in fuga gli avversari e può entrare senza difficoltà in Alba, il cui presidio, di soli 25 fanti spagnoli, si ritira nel castello. In conseguenza di una lite con Cesare Fregoso esce da Alba ed affianca l’Humières in un’azione ai danni di Moncalieri.

Ago. Piemonte

A Pinerolo. E’ segnalato alla difesa di Susa con il Langé. E’ attaccato e scacciato dalla città da Cesare da Napoli.

Nov. Piemonte

Si trova ancora nei pressi di Moncalieri con il delfino di Francia e la sua compagnia di uomini d’arme.

1542
………….. Francia Impero Francia

Si distingue all’ assedio di Perpignano. Alla testa di una compagnia di cavalli si collega con Sampiero Corso e con Giovanni di Torino;  assieme a tali capitani sconfigge 200 spagnoli venuti in soccorso dei difensori.

Mag. Capitano g.le fanteria  italiana Francia

Gli è concesso il grado di colonnello generale ed ha il comando di tutti i fanti italiani che militano per i transalpini.

1554 Francia Impero Firenze Toscana

Asseconda Piero Strozzi alla difesa di Siena.

1555
Giu. Toscana e Lazio

Dopo la resa di Porto Ercole saluta lo Strozzi in partenza per la Francia. Da parte sua si reca a Civitavecchia.

1560

Muore. Sposa una figlia di Franceschetto Cybo che gli porta in dote 12000 ducati. In corrispondenza con Pietro Aretino.

 CITAZIONI

“Giovane di molta e chiara speranza.” VARCHI

“Capitan valoroso.” GIOVIO

“Capitano di grandissimo valore, e di molta esperienza.” OROLOGI

“Esercitò..il mestiere delle armi e si guadagnò fama di buon capitano, tale stimandolo anche il re di Francia Francesco I.” DE CARO

“Giovane animoso e forte.” ROSEO

Alla battaglia di Gavinana “Non puol l’Orsini e haver Ferrucci oprate/ le astutie militar ne prevedere/ a tempo al bon repar che havea del foco/ che contra el ciel nostro operar val poco.” ROSEO

“Condottieri distinto de’ suoi tempi.” LITTA

“Il suo nome, per quanto a gran distanza, è unito per sempre dalla storia a quello del Leonido (Francesco Ferrucci) fiorentino.” A. VALORI

“Giovane animoso e forte.” ULLOA

Con Renzo di Ceri “Militarono con tant’amore sotto la corona di Francia e della gloriosissima repubblica Venetiana.” RUSCELLI

“Paternae (Renzo di Ceri) virtutis aemulo.” MINERVIO