FILIPPO DEI ROSSI

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Condottieri di ventura

1653       FILIPPO DEI ROSSI  (Filippo Maria dei Rossi) Conte di San Secondo, Torrechiara e Berceto.  Signore di Graiana, Bardone, Corniglio. Figlio di Guido, genero di Giovanni Francesco Gonzaga.

+ 1529 (marzo)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1482  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Il padre Guido,  sconfitto dagli sforzeschi,  è costretto ad inviarlo in ostaggio a Milano. A dicembre tenta di fuggire dalla città: ripreso sul Bormida, ove è giunto travestito, è condotto sotto custodia a Milano;  è rinchiuso nel Castello Sforzesco.

1485  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia. Si segnala ad una festa pubblica  organizzata dalla Compagnia della Calza in onore della moglie di Roberto da San Severino.

1487  

 

 

 

 

 

 

 

 

………………. Venezia Austria  

 

Trentino

A Rovereto.

Lug.  

 

 

 

 

 

Trentino

Partecipa alla battaglia di Ravazzano;  salva dalla cattura Giulio Cesare da Varano.

Ago.  

 

 

 

150 cavalli Trentino

Affianca il padre Guido nella battaglia di Calliano: precede la sua azione offensiva e con dieci uomini d’arme si getta contro le prime schiere di Giorgio Pietrapiana. Per i suoi meriti gli è concessa dopo lo scontro, a Pomarolo, una condotta di 150 cavalli.

1490  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.  

 

 

 

400 cavalli

 

 

 

Alla morte del padre Guido  è affidata dal Senato a lui ed al fratello Bernardo la  compagnia di uomini d’arme del congiunto (provvigione di 12000 ducati; non obbligo di mostra).

1495  

 

 

 

 

 

 

 

 

……………….  

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova alla guardia di Rovigo di cui è nominato governatore.

Lug. Venezia Francia  

 

Emilia

Combatte alla battaglia di Fornovo.

1496  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

100 lance e 35 cavalli leggeri Romagna

Esce da Ravenna;  si dirige verso il regno di Napoli dove con Francesco Gonzaga deve coadiuvare gli aragonesi contro i francesi.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene segnalato a Roma.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

E’ assalito a Ceprano da 100 cavalli e da 2000 fanti condotti da Giovanni della Rovere: sono catturati 25 dei suoi uomini d’arme. Costoro sono condotti prigionieri ad Arce. Salvatosi a Ceprano, chiede ai veneziani 1000 ducati per riscattare i suoi uomini.

……………….  

 

 

 

 

 

Campania e Lazio

Giunge a Benevento;  per Federico d’Aragona conquista i castelli di Episcopio e di Traietto (Minturno) di proprietà del cardinale Giuliano della Rovere.

Lug.  

 

 

 

 

 

Basilicata

Assedia i francesi in Atella; con le sue scorrerie taglia agli avversari le vie di vettovagliamento. In breve i nemici sono costretti alla resa.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si ammala al campo;  deve lasciare il teatro delle operazioni.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia per i festeggiamenti dati in onore del Gonzaga.

1497  

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera  

 

 

 

 

 

Friuli

Si trova a Mortegliano per impedire che il conte di Gorizia vi mandi una sua squadra a porvi gli alloggiamenti.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

400 cavalli Lombardia

Staziona sull’ Oglio per sorvegliare i confini del bresciano con la sua compagnia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla guardia di Asola.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia con un fratello per perorare presso il doge Agostino Barbarigo la causa di una sorella sposata con Giovanni Battista Malaspina. La donna si è   allontanata dalla Lunigiana sia per dissapori con il marito sia perché desiderosa di recuperare la sua dote. Si presenta nel Collegio dei Pregadi;  domanda 70000 ducati dovuti, a suo dire, dai veneziani sulle spettanze del padre Guido: è fatto uscire dalla riunione.  Gli vengono concessi una provvigione ed uno stipendio di 10000 ducati per le paghe dei suoi uomini. La sua controproposta è la richiesta di 36000 ducati.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si porta ancora a Venezia per avere un colloquio con il doge; chiede una condotta maggiore ed il recupero dei suoi castelli nel parmense. Gli sono consegnate tre paghe ed alcune cavalcature condotte dalla Spagna da Giovanni Badoer.

Ago. Venezia Milano 100 lance Lombardia

Si muove nel bresciano con 400 cavalli; si pone a Fontanella agli ordini di Niccolò Orsini: continua a domandare con insistenza denaro alla Serenissima.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si dirige verso il parmense per recuperare i possedimenti paterni; i veneziani non lo appoggiano perché nelle trattative con gli alleati francesi la zona è di pertinenza di questi ultimi. Il Rossi vi invia alcuni balestrieri a cavallo;  ciò suscita sensibili rimostranze da parte francese; deve obbedire e richiamare indietro i propri uomini. Il castello di San Secondo Parmense viene concesso al parente Troilo dei Rossi.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mar. Sforza Venezia Francia  

 

Lombardia

Ha l’ordine di trasferirsi nel cremonese; lascia invece senza licenza i veneziani e fugge con la sua compagnia a Mantova. Si pone al servizio di Ludovico Sforza teso al recupero del ducato di Milano; il Rossi  si riappropria di Felino e di Torrechiara,  castelli di cui è stato spossessato in precedenza dallo stesso Sforza. I veneziani per rappresaglia bloccano le entrate del fratello Bernardo, vescovo di Treviso, e pongono una taglia sulla sua testa.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ raggiunto a Pavia dai messi di Francesco Scotti e di Soncino Benzoni che gli promettono il perdono di parte veneziana se fa ribellare Parma agli sforzeschi. Rimane fedele agli sforzeschi; con l’esito della battaglia di Novara è costretto a rifugiarsi ancora a Mantova.

1507  

 

 

 

 

 

 

 

 

…………… Impero Lombardia Si collega a Gazzuolo ed a Bozzolo con il vescovo di Lodi Ottaviano Sforza ed altri capitani imperiali (400 uomini d’arme e 1200 fanti tedeschi) per minacciare i confini del veneziano.
Dic. dal Verme Francia  

 

Emilia

Agisce nel parmense con i dal Verme ai danni dei francesi.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Emilia A fine mese è segnalato a Parma. Si ferma nel borgo di Santa Croce;   lascia la città in un secondo momento.
Mag. Rossi Rossi Emilia Ritorna a Parma;  è ospitato nella casa di Cesare dei Rossi a Codiponte. E’ diretto alla riconquista di alcuni castelli nel parmense ai danni di Troilo dei Rossi. I francesi si oppongono al suo desiderio di riottenere Felino e Torrechiara.
Lug. Impero Venezia  

 

Veneto

Si muove nel trevigiano; si accampa nelle case di San Vigilio situate nei colli di Montebelluna e di proprietà del vescovado di Treviso.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Depreda i contadi di Pederobba, Rovigo, Onigo, Castelnuovo;  le incursioni terminano con l’uccisione di alcune persone. Prende parte all’assedio di Padova;  si sposta di seguito a San Martino di Lupari,  nelle vicinanze di Longare, con 800 cavalli sia per assicurare il flusso di rifornimenti da Vicenza al campo di Padova, sia per condurvi le artiglierie come per cercare di deviare le acque del Bacchiglione. Vi è sorpreso di notte da 150 lance, da 120 balestrieri a cavallo e da 120 stradiotti capitanati da Giano Fregoso, da Giovanni Greco e da Dimitri Megaduca  usciti da Padova con la guida dei contadini. Il Rossi è catturato con 300 cavalli; solo Federico Gonzaga da Bozzolo si salva con l’aiuto dell’oscurità. Il Rossi è prelevato dal provveditore generale Andrea Gritti che lo scorta fino a Stra, lo mette su una barca e lo fa condurre a Venezia. E’ portato davanti al Consiglio dei Dieci: per il suo comportamento arrogante viene torturato ed imprigionato in carcere duro con Leonardo da  Trissino e Brunoro da Serego.

1510  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

Tratta la sua liberazione in cambio di quella di alcuni nobili veneziani trasferiti in Germania: non se ne fa nulla.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Interviene il papa Giulio II a suo favore.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto Romagna e Lazio

Il fratello Bernardo si fa mallevadore con tutti i suoi beni per ottenerne la liberazione;  promette di militare agli stipendi dello stato della Chiesa e dei suoi alleati contro tutti con l’eccezione dell’ imperatore Massimiliano d’Austria. Anche il Gonzaga si interpone a suo favore. Il Rossi lascia Venezia,  giura con il fratello Bernardo di essere fedele alla Serenissima ed al papa. Da Chioggia raggiunge Rimini e da qui punta su Roma.

Sett. Chiesa Francia 25 stradiotti Umbria e Romagna

Giunge a Foligno; è chiamato a Rimini dal pontefice che gli consegna 500 ducati e gli concede una condotta di 25 stradiotti. Non accetta il denaro.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia  Lombardia

Prende parte all’assedio di Mirandola. Con la resa del castello ottiene il permesso di potersi recare a Mantova ed a Trento: si lamenta del papa.

……………….  

 

 

 

 

 

Emilia

Recupera Bardone e Corniglio, già terre appartenenti al padre Guido.

Nov. Emilia Su suo intervento la comunità di Parma dona a Gastone di Foix (che ha favorito la causa del Rossi) un bacile ed una campana.
1512  

 

 

 

 

 

 

 

 

………………. Mantova  

 

 

 

Lombardia

Milita al servizio del Gonzaga;  è di stanza a Governolo.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con la notizia dei successi dei veneziani e degli svizzeri in Lombardia organizza un trattato ai danni dei francesi a Parma.

Lug. Impero  

 

 

 

Emilia

E’ eletto governatore di Modena dall’imperatore allorché il Vitfurst esce dalla città per recarsi a Trento.

1515 Rossi Rossi Emilia Tenta di recuperare i castelli già appartenenti al padre.
1517  

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Risiede a Modena;  gode di una provvigione che gli è elargita dagli imperiali.

1518 Chiesa  

 

 

 

Romagna

Ricopre l’incarico di luogotenente a Ravenna per conto del fratello Bernardo, presidente della Romagna per conto dello stato della Chiesa.

1521 Chiesa Romagna Si trova sempre a Ravenna. Nell’anno è reintegrato stabilmente tra i feudatari parmensi  con la signoria della sola Corniglio.
1522  

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Lascia Ravenna;  si reca a Bologna per raggiungervi il fratello Bernardo. Nel parmense. Viene autorizzato da Prospero Colonna a tentare di persona la riconquista del suo stato. Riceve l’aiuto di antichi sudditi dei Rossi in cambio della sua rinuncia ai castelli, già posseduti dalla sua famiglia ed infeudati dopo la morte di Pietro Maria dei Rossi a Pallavicini e San Vitale (Torrechiara, Felino e Viano).

Ago. Rossi Rossi  

 

Emilia

Viene attaccato nel parmense da Giovanni dei Medici. Gli è conquistato il forte castello di Brisiga.

1523 Rossi Rossi  

 

Emilia

Con il fratello Bernardo minaccia ancora in San Secondo Parmense Bianca Riario, vedova di Troilo dei Rossi e sorellastra del Medici.

…………… Continua la lotta contro i parenti che ora si esprime in un contenzioso giudiziario a Roma e come vendetta privata con il ricorso di sicari d’ambo le parti.
1527
Giu. Si propone invano ad Antonio di Leyva per entrare al servizio dell’ imperatore Carlo V. Ad essere condotto dagli imperiali è invece Piermaria dei Rossi figlio di Troilo.
1529  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a fine mese a Corniglio. E’ sepolto in tale località. Sposa una figlia di Giovanni Francesco Gonzaga.

 CITAZIONI

“Huomo esperto più d’armi, che di lettere.” TOMAI

“Grand seigneur et..milanais rebelle” PELISSIER

In uno scontro contro i veneziani “E qui per vendicarsi per tante onte,/ come un fiero leon discatenato/ entrò fra lor con furor sì terribile/ che a ricontarlo parea impossibile.” DEGLI AGOSTINI

“Filippo costituisce un esempio significativo della concezione della guerra e delle relazioni fra stati alla fine del Quattrocento, della sua ambiguità e della sua crisi..Filippo è ben consapevole che anche l’aver condotta è importante per mantenere la possibilità di “fare novità”, di avere seguiti armati nella città e nel territorio in cui aspira a ritornare. Senza quella, si è “come mosche senza capo”, con un seguito solo potenziale..Anche nel cercar condotta Filippo si muove e parla da libero signore, ignorando il linguaggio della fedeltà o vincoli di obbedienze territoriali..Così se per “intrar in stato” ha rinunciato a una condotta vantaggiosa, la necessità della condotta lo porta  a rifiutare altre sistemazioni; così nel 1510-11 liberato dalla prigione per intervento di Giulio II, che pensa di avvalersene per prender Parma già in tumulto, rifiutava la misera offerta di 35 stradiotti con 500 ducati di provvisione, rifiutava un’analoga condizione come gentiluomo presso un marchese di Mantova, rifiutava insomma un servizio puramente personale, come funzionario o come soldato,..e tornava all’unico potere che legittimava la sua logica particolaristica di signore contrapposta a quella statale di suddito, l’impero, pur sapendo che da essa non se ne cava nulla di concreto, né uomini né soldi.” ARCANGELI