CORRADO TARLATINI

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Condottieri di ventura

1914      CORRADO TARLATINI  (Tarlatino Tarlatini) Di Città di Castello. Fuoriuscito.

+ 1520 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1474  

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate C.di Castello Chiesa  

 

Umbria e Romagna

Prende parte alla difesa di Città di Castello. Con la resa dei difensori è condotto a Cesena da Pino Ordelaffi;  vi sarà incarcerato per otto mesi.

1475  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Umbria

Ritorna a Città di Castello.

Ott. Vitelli Chiesa  

 

Umbria e Lazio

E’ nuovamente arrestato dai pontifici a seguito del tentativo dei Vitelli di impadronirsi di Città di Castello: rinchiuso in Castel Sant’ Angelo a Roma con il padre ed un fratello non confessa nulla nonostante le torture.

1483 Firenze Venezia  

 

 

 

Si dà definitivamente al mestiere delle armi.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Firenze Pisa Toscana Milita nelle compagnie di Paolo Vitelli. E’ segnalato a Firenze per conto del suo capitano.
Nov.      

 

 

Combatte sempre i pisani.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova all’assedio di Bibbiena;  ha il comando delle artiglierie.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con la decapitazione di Paolo Vitelli da parte dei fiorentini fugge dal campo perché sono trovate alcune sue lettere dal contenuto ambiguo. I fiorentini gli confiscano alcune some di frumento di sua proprietà.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

 

………… Francia Sforza  

 

Piemonte

 

Lug. Pisa Firenze  

 

Umbria e Toscana

Rientra in Umbria;  è inviato da Vitellozzo Vitelli in soccorso dei pisani con una compagnia di veterani.

Sett.  

 

 

 

Capitano g.le Toscana

Gli è consegnato nel duomo di Pisa il bastone e lo stendardo di capitano generale.

1501
Apr. Chiesa Faenza Romagna E’ richiamato da Vitellozzo Vitelli all’ assedio di Faenza. La città cade in potere dei pontifici nello stesso mese.
Nov. Pisa Firenze Toscana Ritorna alla difesa di Pisa. Compie una scorreria verso Peccioli e Palaia; per la Val d’Era giunge ad Alica  messa a sacco. Sulla strada del ritorno la sua colonna è intercettata dai fiorentini provenienti da Cascina e dai contadini del territorio. Tra i suoi uomini sono catturati 60 cavalli e numerosi fanti tra cui i connestabili Alfonso Muto, il Brisighella, e Michelangelo d’Arezzo.
1503
Apr. Toscana Il commissario generale Antonio Giacomini e Bandino da Castel della Pieve decidono di attaccare Pisa. I fiorentini si collocano a Santa Croce in Fossabanda per battere con le artiglierie il bastione detto del Barbagianni. Seguono tre giorni di intenso fuoco  che gettano a terra sessanta braccia della cinta muraria. Il Tarlatini non   è inattivo: fa porre sopra il fossato alcuni tavoloni in cui sono conficcati numerosi chiodi   ricoperti con un leggero strato di terra; sul fondo del fossato sono collocati materiali infiammabili quali pece, zolfo, fascine, olio, trementina ed altre sostanze similari cui dare fuoco al momento opportuno. Al termine del bombardamento i fiorentini ordinano l’assalto; nel frattempo i pisani hanno finito di costruire un nuovo bastione al posto del precedente, munito di trincee e di sei grossi cannoni. I fanti francesi sono i primi a portare l’attacco; seguono le bande del Casentino ed i cavalli leggeri di Bandino da Castel della Pieve. Gli assalitori finiscono sui chiodi dei tavoloni approntati da Corrado Tarlatini; riescono nonostante tutto ad entrare nel bastione. I pisani danno allora fuoco alle materie infiammabili contenute nel fossato ed è strage degli avversari. Il commissario  Antonio Giacomini e Bandino da Castel della Pieve continuano nella loro azione; giungono in soccorso dei difensori del bastione due squadre di fanti spagnoli.  Gli attaccanti sono costretti a ritirarsi.
Ago. Pisa Firenze Toscana Muore improvvisamente il papa Alessandro VI;  i fiorentini riprendono con vigore l’assalto a Pisa. Il Tarlatini ritorna alla difesa della città con Rinieri della Sassetta.
Ott. Toscana Abbandona Pisa con il della Sassetta a causa dei dissensi interni tra i sostenitori della ricerca della pace con i fiorentini e gli irriducibili della ribellione.
1504  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Pisa Firenze  

 

Lazio e Toscana

Giunge ad Ostia, si imbarca su un brigantino e rientra via mare alla difesa di Pisa. Negli stessi giorni è contattato dal commissario generale Antonio Giacomini che gli propone uno scambio di prigionieri: i fiorentini dentro Pisa contro i pisani arresisi a discrezione nell’ assedio di Ripafratta. La proposta viene accettata. Il capitano pisano Brisighella  trattiene tre prigionieri ed altrettanto fa il Giacomini. Interviene il Tarlatini che fa rispettare i patti.

1505  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Al comando di quindici uomini d’arme, di 40 cavalli leggeri e di 60 fanti attacca al ponte  Cappellese sull’ Osoli 400 cavalli e 500 fanti di Luca Savelli che vi si è fermato per attendere il bestiame pisano razziato in precedenza nel lucchese oltre il Serchio. Corrado Tarlatini decide di impadronirsi del ponte; gli avversari non hanno la possibilità di manovrare per la strettezza dei luoghi e perché impacciati nei movimenti dai somieri e dalle bestie predate; si disordinano e si danno alla fuga. Tra i fiorentini sono uccisi più di venti lance e sono catturati 120 cavalli e 100 fanti; sono pure fatti prigionieri Girolamo Guicciardini e Ceccotto Tosinghi. Il Tarlatini, che riporta tre ferite nello scontro, ritorna a Pisa ove è accolto in trionfo.

Sett. Toscana Alla difesa di Pisa al comando di 250 fanti italiani e di 650 spagnoli. Lo affiancano il della Sassetta,  Pietro Remiro, Ludovico Bergamino, Giuliano della Chiostra, Pietro Corbino, Giovanni Paraloga, Piero Gambacorta, Romeo da Pisa, Cecco di Pier di Pone, Zanca Schiavo, Grisante Corso.
1506  

 

 

 

 

 

 

 

 

………… Pisa Firenze  

 

 

 

 

Ago. ott. Genova  

 

Capitano g.le Liguria

I pisani lo inviano a Genova con Piero Gambacorta per contrastare le truppe del re di Francia Luigi XII. Nella città si scopre aderente del partito popolare nemico del partito filofrancese di Gianluigi Fieschi di cui pure è stato amico. A fine ottobre viene eletto capitano generale: gli è consegnato un vessillo con l’arma del popolo. Negli stessi giorni è contattato dal signore di Bologna Giovanni Bentivoglio per passare alla difesa della città ai danni dei pontifici.

Dic. Genova Monaco  

 

Monaco

Si imbarca su 2 galee ed alcuni brigantini  con 4000 fanti (1500 racimolati a Genova, 1500 nella Riviera di Ponente e 1000 pisani) e ventiquattro pezzi di artiglieria (numerose   bombarde ed alcuni pezzi di piccolo calibro);   assale in Monaco Luciano Grimaldi  solito ad infestare il litorale ligure a favore dei fuoriusciti. A difesa della  rocca monegasca si trovano 400 fanti italiani, francesi e spagnoli e 100 cavalli francesi e lombardi che dispongono di 318 armi da fuoco.

1507

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. mar.

 

Genova

 

Francia  

 

Monaco e Liguria

Continua a bombardare le mura di Monaco;  fa venire 400 guastatori dalla Lunigiana per costruire trincee e parapetti. Giungono al campo altri 1000 fanti. E’ sferrato un assalto generale a metà marzo: questo viene respinto dopo cinque ore con gravi perdite (300-400 morti tra gli attaccanti contro tre soli tra i difensori con moltissimi feriti). L’arrivo di milizie comandate dal governatore di Savona Ivo d’Allègre e di 3000 montanari guidati dai nobili lo obbligano a ritirarsi con 1000 uomini a Ventimiglia.

Apr.  

 

 

 

 

 

Liguria

E’ raggiunto a Ventimiglia dal commissario Silvestro Giustiniani che gli consegna 5000 ducati per la paga delle truppe. I genovesi lo sostituiscono nel comando dell’esercito con Iacopo Corso. Rientra a Genova;  è pesantemente sconfitto a Rivarolo Ligure. Partecipa ad un consiglio di guerra nel quale si stabilisce di attaccare il campo nemico  di Sampierdarena. Nel combattimento i genovesi perdono 1400 uomini contro  36 (con moltissimi feriti) dei francesi. Sconfitto nuovamente, si dà alla fuga sulle montagne con Iacopo Corso e Piero Gambacorta: è depredato di cavalcature, argenterie e tappezzerie per il valore di 1000 ducati.

………… Pisa Firenze  

 

Toscana

Rientra alla difesa di Pisa.

1508  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ contattato da dodici uomini inviati in Pisa da Ludovico Orsini con il pretesto di recuperare alcuni crediti. Sventa l’insidia.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. giu.  

 

 

 

 

 

Toscana e Lombardia

Chiede ai fiorentini alcuni salvacondotti per dodici ambasciatori di Pisa che hanno il compito di accettare le condizioni di capitolazione imposte dagli avversari. Ottenuteli, invia al campo di Mezzana quattro plenipotenziari per trattare la resa. Ai primi di giugno abbandona Pisa e si dirige alla volta di Lucca. Punta alla volta della Lombardia per militare agli stipendi dei francesi contro i veneziani.

Sett. Pallavicini 25 lance Emilia Scorre in Val di Spora a nome di Galeazzo Pallavicini con 25 uomini d’arme e 50 arcieri a cavallo per lo più parmensi. Favorisce la causa di Morello di Belvedere ai danni di Giacomo di Maso.
Ott. nov. Francia Venezia Emilia e Lombardia Esce da Calestano in Val di Spora e cavalca nel cremonese ad Acquanegra. Rientra a Parma;  a fine novembre irrompe nel bresciano.
1510  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.     25 lance Veneto

Giunge a Peschiera del Garda con 25 lance, 50 arcieri a cavallo e molti fanti.

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Si incontra con i Vitelli che sono per lo più passati al soldo della Serenissima. E’ fatto incarcerare dal cardinale di Pavia Francesco Alidosi: trovato innocente, è presto liberato.

Lug. Francia Venezia Chiesa Emilia A metà mese contatta il cardinale di Pavia per passare agli stipendi dei pontifici: chiede pure che sia emesso un breve che preveda la censura e la confisca dei beni per chi non abbia obbedito ad un ordine di rientro nello stato della Chiesa. Avuta una risposta negativa ritorna agli stipendi dei francesi. E’ segnalato nei pressi di Bologna.
………… Francia Venezia Chiesa  

 

Veneto

Ritorna a combattere per i francesi nel veronese. Gli è riconosciuta una pensione annua di 1000 lire tornesi.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

25 lance e 500 fanti Veneto

Prende parte alla difesa di Verona. I francesi sospettano che non abbia la compagnia completa nei suoi effettivi bensì che abbia ai suoi ordini solamente la metà dei fanti denunciati.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Viene segnalato a San Martino dei Roberti con 25 lance. Dal reggiano raggiunge il bolognese per contrastare Andrea da Capua, Fabrizio Colonna e Giampaolo Baglioni.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Appoggia i Bentivoglio nel bolognese ai danni dei pontifici.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ sempre a Verona con venti lance. Conduce moglie e famigliari nel bresciano.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla guardia di Brescia con il governatore de Ludes alla testa di 200 lance, di 200 cavalli leggeri e di 500 fanti cremonesi. Il modo di agire  degli uomini del presidioe fa sì che prenda piede e si allarghi la congiura organizzata da Luigi Avogadro, che porterà poco dopo alla riconquista della città da parte dei veneziani.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Segue Gastone di Foix al recupero di Brescia;  appoggia il Roccabertino nel suo attacco al campo veneziano di Albettone.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Giace ammalato a Verona; è senza compagnia.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Peschiera del Garda; chiede rinforzi all’ Aubigny governatore di Brescia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Assediato nel castello di Brescia dai veneziani e dagli spagnoli si arrende nelle  mani del rappresentante imperiale Massimiliano d’Asburgo.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Entra in Asti con 25 lance.

Giu.  

 

 

 

50 lance.  

 

 

1515  

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Francia Spagna  

 

Liguria

Raduna 3000 fanti a Sarzana;  si imbarca con tali uomini a Viareggio.

Ago.  

 

 

 

 

 

Liguria

Si trasferisce alla difesa di Genova.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Capitano di gran valore.” Si. RAZZI

“Allevato dalla casa de’ Vitelli.” UGHI

“Valorosissimo ed esperto capitano.” VISDOMINI

“Huomo di gran nome nelle cose di guerra, di grande animo e consiglio.” FOGLIETTA

“Homo di grandissimo animo, savere et vedere; fativo ad ogni impresa, et conclusive homo di ogni grandissima e solemne impresa.” SANUDO

Con Jacopo Corso “Viris sane strenuis et industriis.” FLORO

“Quem bello ac militari laude egregium.” BEVERINI