CHIRIACO DAL BORGO

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CHIRIACO DAL BORGO  (Ciriaco Palamidesi)  Conte di Mesula. Di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro)

+ 1512 (febbraio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1478
Lug. Firenze Napoli Siena Toscana Milita agli stipendi dei fiorentini contro gli aragonesi ed i senesi. Viene avviato con la sua compagnia alla guardia di Panzano in Chianti e di Uzzano dove colloca venti fanti.
1482  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Venezia Napoli  

 

Lazio

Partecipa alla battaglia di Campomorto.

…………….. Firenze  

 

 

 

 

 

1487  

 

 

 

 

 

 

 

Primavera  

 

 

 

 

 

Liguria

Prende parte alla guerra di Sarzana. Cerca di liberare i difensori di Sarzanello dall’ assedio postovi dagli avversari.

……………..  

 

 

 

 

 

Liguria

All’assedio di Sarzana. Si colloca davanti alla Porta Fregosa ed ha il comando del presidio di una bastia nei pressi. Scorre il contado.

1495
Lug. Firenze Pisa Toscana Al campo di Ponsacco con il commissario Piero Capponi.
1496  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Firenze Medici Toscana A fine mese si muove da Civitella in Val di Chiana a Gaiole in Chianti con il commissario generale Bernardino Nasi. Ha il comando di 1100 provvigionati al fine di sorvegliare sui confini i movimenti di Piero dei Medici e quelli dei senesi.
Primavera Firenze Venezia  Pisa  

 

Toscana

Ottiene a patti Vada.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si unisce con Ranuccio da Marciano;  cerca di sbarrare la strada a Barga ad Annibale Bentivoglio, spedito dai veneziani con 150 lance in soccorso dei pisani.

Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

Nel livornese con Ceccone da Barga.  Vi fronteggia le truppe dell’ imperatore Massimiliano d’Austria. Passa alla guardia del castello di Lari: alla notizia dell’ arrivo di alcuni fanti tedeschi e pisani si nasconde con i suoi uomini nel fossato, li assale  con le artiglierie quando si avvicinano e procura loro numerose perdite.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana

Attacca direttamente Pisa con Ranuccio da Marciano; supera il braccio della trincea che arriva fino all’Arno ed entra nel borgo di San Marco: interviene la guarnigione francese della cittadella ed i fiorentini sono costretti a ritirarsi.

1497  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Tenta, invano, di prestare soccorso a Livorno.

Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

Allo spirare di una tregua fa abbattere un bastione posto alla difesa di Vaiano.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Toscana

A metà mese 600 cavalli leggeri veneziani escono da Pisa per scorrere nella Maremma di Volterra. Si muove da Pontedera con Ranuccio da Marciano per tagliare loro la strada. Recupera le prede agli avversari e prosegue l’azione. Cade a sua volta in un’imboscata posta  tra San Regolo e Lari. I fiorentini perdono più di 400 uomini per lo più fanti; sono catturati, fra gli altri, Lamberto da Marciano, Achille da Cesena, Ceccotto Orlandi e Giovanni della Vecchia. Anch’egli in un primo momento viene fatto prigioniero: approfitta della confusione generale, si libera e si pone in salvo nel vicino castello di San Regolo.

Giu.  

 

 

 

500 fanti Toscana

Non può completare l’organico della propria compagnia di 500 fanti per la mancanza di denaro.

…………….. Toscana Con il commissario Antonio Giacomini recupera Collesalvetti.
Nov.  

 

 

 

 

 

Toscana

Staziona nel Casentino. Entra in Pratovecchio con 400 fanti e porta la guarnigione a 1000 uomini. E’ qui attaccato dagli stradiotti che gli uccidono alcuni fanti e gliene catturano altri 40: l’arrivo di Vitellozzo Vitelli (400 fanti) e di Paolo Vitelli (120  uomini d’arme) sconsiglia i veneziani a continuare nella loro offensiva.

Dic.  

 

 

 

 

 

Toscana  Romagna

Respinge un assalto portato a Pratovecchio da Bartolomeo d’Alviano; passa in Val di Bagno e vi è sorpreso con quindici cavalli e 50 fanti. Si unisce con Cesare dal Borgo e piomba con 500 fanti su Sorbano, dove si trova il provveditore veneziano della Romagna Giovanni Paolo Gradenigo. Gli viene contro Giovanni Sacco con truppe di Ramberto Malatesta: gli avversari cercano di tagliargli le linee di comunicazione tra Caresto e Valato. Chiriaco dal Borgo si muove all’alba con Turchetto dal Borgo (1000 fanti) ed assiste i difensori di Caresto; è affrontato dal Gradenigo e dai condottieri Antonio Pio, Vincenzo Naldi e Melchiorre Ramazzotto: nello scontro rimane ucciso Turchetto dal Borgo e sono catturati 100 dei suoi uomini.

1499  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Toscana Ai primi del mese risorgono una volta di più in Pistoia le lotte tra i Panciatichi ed i Cancellieri. I secondi hanno la meglio dopo alcuni omicidi. Chiriaco dal Borgo è inviato nella città con 300 fanti per cercare di controllare la situazione e di riportarvi la quiete. Lo accompagna Rizzo da Campogiallo con altri 100 fanti.
Lug.  

 

 

 

 

 

 

 

Si discute a Venezia, nel Collegio dei Pregadi, sulla possibilità di una sua assunzione come capitano generale della fanteria.

Ago. Firenze Pisa  

 

Toscana

Segue Paolo Vitelli nel vano attacco alla rocca di Stampace a Pisa: i suoi fanti entrano in azione ma non sono sostenuti nel loro attacco dal resto delle truppe.

Nov. Toscana E’ segnalato a Vicopisano. Ha il comando di 250 fanti.
Dic. Firenze Chiesa  

 

Romagna

Viene inviato a Forlì per aiutare Caterina Sforza contro i pontifici di Cesare Borgia.

1500
…………….. Firenze  

 

500 fanti  

Toscana

Ago. Toscana A Pistoia più che mai sanguinose continuano ad essere le lotte tra i seguaci dei Cancellieri e quelli dei Panciatichi. Chiriaco dal  Borgo viene nuovamente inviato nella città con 500 fanti per sorvegliare la piazza ed occupare l’ospedale causa dei contrasti tra le due fazioni. Cerca di entrare in tale edificio con 100 fanti: i Panciatichi, che vi si sono asserragliati con 200 contadini guidati da Michele Jozzelli e dal Lisca, non ne vogliono uscire che morti. Anche i commissari fiorentini si portano all’ ospedale  riuscendo ad ottenerne la consegna. I Cancellieri approfittano del caos conseguente e  mettono a sacco l’edificio. Durante i disordini, in pochi giorni, sono date alle fiamme duecento tra case e botteghe.
1502  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Firenze Pisa Toscana Affronta una volta di più i pisani. Dà il guasto al territorio circostante il capoluogo. Da Pisa esce Vincenzo della Chiostra con alcuni cavalli leggeri. Nel successivo scontro è catturato quest’ ultimo dopo che è stato ferito all’ addome da tre colpi di lancia. Il prigioniero è trasportato in lettiga a Firenze dove morrà nottetempo per le ferite riportate.
Giu. Firenze Chiesa  

 

Toscana

Continua a dare il guasto al pisano; punta su Vicopisano. Alla notizia della ribellione di Arezzo lascia Cascina con Piero del Monte a Santa Maria e si trasferisce al campo di Montevarchi per fare fronte alle milizie di Vitellozzo Vitelli. Con altri condottieri ha a sua disposizione 1400 fanti invece dei 3000 previsti. E’ spinto dal commissario generale Antonio Giacomini ad occupare Giovi, alla cui difesa si trovano 40 fanti.

Autunno Urbino Chiesa  

 

Marche

Al servizio di Guidobaldo da Montefeltro. Contrasta ancora i pontifici.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mar. Firenze Toscana Ritorna agli stipendi dei fiorentini. A fine marzo è trasferito da Arezzo a Sansepolcro.
Apr. Firenze Pisa Toscana E’ senza compagnia. Raccoglie 60 fanti per disperdere alcuni fautori dei Vitelli che agiscono nella zona di Sansepolcro.
Mag. Firenze Pisa 250 fanti Toscana Ha il comando di 250 fanti; lascia Sansepolcro per raggiungere al campo il commissario generale Antonio Giacomini.
Autunno Chiesa Venezia 500 fanti Romagna

A Forlì per proteggere la signoria di Cesare Borgia da eventuali colpi di mano dei veneziani.

Nov. Firenze Venezia  

 

Romagna

Si dirige verso Faenza con 400 cavalli e 1000 fanti dei fiorentini, dei Bentivoglio e degli estensi al fine di contrastare i veneziani che si sono impadroniti della rocca cittadina. Si sposta, quindi, a Forlì per radunarvi 300/400 fanti, Raggiunge Castrocaro Terme: la strada gli è sbarrata. Catturato dai contadini a San Martino, viene fatto liberare da Antonio Maria Ordelaffi.

Dic.

 

Ordelaffi

 

Chiesa  

 

Romagna

Aiuta a Forlì Antonio Maria Ordelaffi  nell’ assedio della rocca di Ravaldino. Vista l’inutilità dei suoi sforzi rientra a fine mese in Toscana.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Firenze Pisa  

 

Toscana

 

Mar.  

 

 

 

250 fanti Toscana

Gli viene dato il comando di un colonnello di fanti.

Giu. Toscana Con Giampaolo Baglioni e Bandino da Castel della Pieve dà il sacco al lucchese. Entra in Viareggio e dà alle fiamme 3 imbarcazioni, cariche di vino e di farina, destinate a Pisa. Sono incendiati anche i magazzini della località. I tre condottieri scorrono sino al passo di Romito ed a Camaiore dove, sul litorale, si impadroniscono di cento capi di bestiame pisano. 300 fanti lucchesi si oppongono loro; 30 sono gli uccisi tra gli avversari. Il danno delle loro depredazioni è valutato in 14000 fiorini. Il bestiame ed i beni di cui si sono appropriati i soldati è fatto restituire ai lucchesi su ordine dei Dieci di Balia ad Antonio Giacomini.
Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

Ha il compito, con Jacopo Savelli e Bandino da Castel della Pieve, di proteggere i lavori dei guastatori impegnati a tagliare gli argini dell’Arno nei pressi di Lari.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con Bandino da Castel della Pieve sconfigge a Martinetto Ludovico Bergamino.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Viene nominato conte di Mesula da Guidobaldo da Montefeltro.

1505  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Toscana I fiorentini riducono l’organico della sua compagnia.
Apr.  

 

 

 

500 fanti Toscana

Gli è concessa una provvigione mensile di 30 ducati. Contrasta i pisani agli ordini di Ercole Bentivoglio. Segue Luca Savelli con 400 cavalli e 500 fanti; rifornisce di vettovaglie Ripafratta e si accinge ad espugnare Filettole, sull’ altra sponda del Serchio, per bloccare le linee di rifornimento da Lucca a Pisa. Compie una scorreria nel contado che termina con la razzia di quattrocento capi di bestiame. Al ritorno, sul ponte Cappellese è sorpreso e messo in fuga da Corrado Tarlatini (quindici uomini d’arme, 40 cavalli leggeri e 60 fanti): i pisani recuperano le prede, i fiorentini perdono 50 uomini, mentre altri 370 (tra i quali Ceccotto Tosinghi, Morgante dal Borgo) sono catturati con cinque bandiere tra le quali anche quella dello stesso Chiriaco dal Borgo. Gli viene addebitata la sconfitta; rammaricato, nello stesso mese, si offre ai veneziani per una condotta di 500 fanti tramite il cancelliere di Lucio Malvezzi, Niccolò da Udine. Rinnova, al contrario, la ferma con i fiorentini.

Giu.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova   a Cascina con 100 provvigionati. Da qui, a metà mese, si trasferisce in maremma con il commissario Pierantonio Carnesecchi.

Ago. Toscana Gli è consegnato del denaro per aumentare l’organico della sua compagnia di 100 fanti.
Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Con Piero del Monte a Santa Maria e Zitolo da Perugia (3000 fanti) conduce il primo assalto alle mura di Pisa dalla parte di Porta Calcesana: viene respinto con perdite relative da 300 fanti spagnoli comandati da Nuno de Ocampo. Il fuoco dell’ artiglieria apre una breccia di quarantacinque metri nella cinta muraria verso la torre del Barbagianni. Il terzo assalto deve essere condotto dagli uomini d’arme di Marcantonio Colonna coadiuvati dai fanti del suo colonnello. I soldati delle prime due schiere si rifiutano di combattere perché spaventati dalle opere difensive dei pisani: Antonio Giacomini ed Ercole Bentivoglio ordinano la ritirata verso Santa Croce. A fine mese Chiriaco dal Borgo ritorna a Cascina con 80 provvigionati.

1510  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

Contatta Giovanni dal Borgo e chiede di essere assoldato dai veneziani.

Giu. Venezia Francia  Ferrara 600 fanti Toscana

E’ raccomandata la sua assunzione anche da Giampaolo Manfrone; viene condotto con 600 fanti (nominali 800) ed una provvigione annua di 300 ducati che il Consiglio dei Savi porta subito a 400.

Lug.  

 

 

 

 

 

Romagna e Veneto

Attraversati gli Appennini raggiunge Ravenna, vi si imbarca e perviene a Chioggia con 370 fanti, di cui un centinaio stranieri. La rassegna della sua compagnia avviene a Mestre davanti ai provveditori generali;  è dirottato alla difesa di Padova.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si allontana da Padova per il Polesine al comando di un colonnello di fanti in cui vengono aggregati- per volontà di Renzo di Ceri – alcuni fanti di Vincenzo Naldi che, da parte sua, protesta vivacemente. Si ammala e si ristabilisce a fine mese: chiede i denari delle paghe arretrate.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Staziona nel veronese a San Martino Buon Albergo;  minaccia il capoluogo. Con Zitolo da Perugia e Lattanzio da Bergamo spinge al bombardamento di Verona da Porta Vescovo  al castello di San Felice: con i suoi uomini respinge una sortita nemica diretta alla conquista delle artiglierie, causata da un  provvedimento eseguito in ritardo  riguardante la sostituzione di alcune sentinelle agli ordini di Sebastiano del Manzino. Al fallimento delle operazioni, con Troilo Savelli riconduce le artiglierie al campo di San Martino Buon Albergo.

Ott.  

 

 

 

500 fanti Veneto Emilia

Affianca in Polesine il provveditore generale Paolo Capello; dopo un intenso bombardamento conquista Ficarolo (alla cui difesa si trovano 40 fanti) ed entra in Stellata, abbandonata dagli estensi. Preserva la fortezza dagli attacchi nemici. Alla testa dell’ avanguardia muove verso Bondeno con fra Leonardo Prato.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

All’assedio di Mirandola.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia e Romagna

E’ coinvolto nella disfatta di Casalecchio di Reno; riesce a sfuggire alla cattura con parte dei suoi uomini con i quali si rifugia a Cesenatico.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Asseconda Paolo Capello nel veronese con 218 fanti.

Ago.  

 

 

 

500 fanti Veneto

Ai 380 fanti che partecipano alla mostra ne sono aggiunti altri 120 per completare l’organico della sua compagnia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Esce da Padova;  con Giovanni dal Borgo occupa Cittadella.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Lascia Padova e si muove nel vicentino con il provveditore generale Andrea Gritti ed il governatore generale Giampaolo Baglioni.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla difesa di Brescia. Rimane ucciso in combattimento allorché la città viene assalita dai francesi di Gastone di Foix.

 CITAZIONI

“Uomo forte..e di tutte le lotte di fortezza e d’industria ornato.” BEMBO

“E’ il primo homo a piedi che sia in Italia.” SANUDO

“Valentissimo huomo chonestabile et capo di colonnello.” RICCIARDI

“Di elevata conditione.” VERDIZZOTTI

“E’ fastidioso, ramaricoso, sempre rimprovera sua benefacta; bisogna lodallo, et dire e’ sia il più valente uomo d’Italia.” Da una relazione di PIER CAPPONI

“..huom peregrino/ & quivi (Sarzana) dimostrò le forze sui/ con grande amor pel segno fiorentino.” Da “La guerra di Sarzana” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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