RINIERI DELLA SASSETTA

0
972
Print Friendly, PDF & Email

Condottieri di ventura

1717      RINIERI DELLA SASSETTA  (Rinieri Orlandi) Di Pisa. Signore di Sassetta. Figlio di Pietro Paolo.

+ 1520 (agosto)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1494
Gen. Firenze Toscana Prende parte a Firenze ad una grande giostra organizzata da Piero dei Medici. Milita agli stipendi dei fiorentini. Alla manifestazione sono pure presenti Ludovico da Marciano, Simonetto Baglioni, Renzo di Ceri e Vitellozzo Vitelli.
1495
Lug. Firenze Pisa Toscana Pisa si ribella ai fiorentini in occasione della calata in Italia del re di Francia Carlo VIII. Rinieri della Sassetta è inviato alla difesa di Montescudaio.
 ………….. Toscana

Sospettato di tradimento è fatto arrestare a Pontedera dal commissario generale Antonio Giacomini. Viene condotto a Firenze; è subito liberato dai Dieci di Balia per riguardo al padre Pietro Paolo della Sassetta. Al commissario Giacomini è pure ordinato di scusarsi per l’indebita cattura.

1496 Venezia Firenze Toscana

Diserta e passa al soldo dei veneziani contro gli stessi fiorentini. Catturato è scambiato con Ottaviano di San Lorenzo.

1497
………………. Toscana

Con la scorta di 40 uomini sorprende a caccia il conte Ugo della Gherardesca con il quale è in lite da tempo per ragioni di confine tra i terreni limitrofi delle due famiglie. Uccide il rivale nei pressi della badia di Castagneto Carducci.

1498
Gen. 50 balestrieri a cavallo Toscana
Feb. mar. Toscana

Scorre nei pressi di Piombino e di Campiglia Marittima con 60 balestrieri a cavallo. Razzia 300 capi di bestiame bovino tra bufali e vacche, 600 pecore, puledre e muli; è affrontato da 60/70 cavalli leggeri usciti dalla località. Gli avversari perdono otto uomini; parte del bottino (specie i bufali) viene recuperato dai fiorentini. Rientra a Pisa sfuggendo ad ogni ulteriore tentativo di intercettazione.

Mag. Toscana

Scorre in Maremma, nel volterrano, con 600 cavalli leggeri tra stradiotti e balestrieri. Sulla via del ritorno la sua marcia è bloccata dai fiorentini nella piana di San Regolo. Sopraggiungono i rinforzi pisani condotti dal provveditore veneziano Tommaso Zeno. I fiorentini sono sconfitti. Nel corso della battaglia Rinieri della Sassetta riesce a catturare Ranuccio da Marciano: il condottiero fiorentino, ferito, scende dalla sua cavalcatura e gli consegna lo stocco ed un guanto in segno di resa. Ranuccio da Marciano, tuttavia, forse agevolato dallo stesso Rinieri della Sassetta, riesce a sfuggire alla sorveglianza ed a porsi in salvo nel vicino castello di Lari.

Lug. Toscana

Fatto prigioniero una seconda volta viene liberato in cambio di Achille Tiberti.

Sett. 50 cavalli leggeri Toscana

Opera sempre nel pisano. Partecipa al fallito tentativo di pisani e veneziani ai danni del bastione di Pietra Dolorosa. I pisani sono sconfitti da Paolo Vitelli. Rinieri della Sassetta si salva a stento dalla cattura.

1499
Mar. Lombardia e Veneto A metà mese lascia il campo;  si reca a Mantova per battersi a duello con il ferrarese Gherardo Roberti, anch’egli militante al servizio dei veneziani alla difesa di Pisa. Rinieri della Sassetta ferisce la cavalcatura del rivale; Gherardo Roberti fa altrettanto con la cavalcatura del della Sassetta. Rinieri della Sassetta colpisce con uno spiedo, questa volta mortalmente, la cavalcatura al petto ed il Roberti è scavalcato. Al termine dello scontro il condottiero si rappacifica con il rivale. Francesco Gonzaga per la sua vittoria gli dona una cappa ed uno stocco del valore di 150 ducati. Si reca poi a Venezia dove si stanno tenendo gli incontri per il lodo sulla pace tra i contendenti che deve essere emesso dal marchese di Ferrara.
Apr. Pisa Firenze Toscana

Con la pace tra veneziani e fiorentini lascia gli stipendi della Serenissima e ritorna alla guardia di Pisa.

Mag.

Il suo operato nel recente conflitto è lodato a Venezia nel Collegio dei Pregadi dal provveditore Piero Duodo.

Giu. 60 balestrieri a cavallo

 

Toscana

Alla difesa di Cascina. E’ catturato da Paolo Vitelli e da Ranuccio da Marciano allorché la località cede a discrezione ai fiorentini. E’ prevista la sua condanna a morte per la sua precedente diserzione. E’ lasciato fuggire da Paolo Vitelli (che non vuole trasformarsi in un boia) nonostante l’ordine impartitogli di consegnare Rinieri della Sassetta alle autorità. Un fante gli consegna una cavalcatura ed il condottiero può riparare a Pisa. Si ricorderà presto del suo salvatore allorché anche il soldato riuscirà ad entrare a sua volta nella città.

Lug. Toscana Facilita in Pisa la presa del potere da parte dei principali agricoltori del contado. Addestra, nel contempo, al combattimento contadini e fuoriusciti.
Ago. Milano Francia Toscana Rimane alla difesa di Pisa compiendo numerose scorrerie per il vettovagliamento della città. Lascia per qualche tempo Pisa per recarsi a Milano al fine di passare agli stipendi di Ludovico Sforza e combattere i francesi. Nel lucchese si imbatte nel mercante fiorentino Francesco Pitti di ritorno da Lione. Rinieri della Sassetta lo deruba dei suoi beni. Il conflitto tra il ducato milanese ed i transalpini finisce presto con la vittoria di questi ultimi per cui nello stesso mese Rinieri della Sassetta rientra alla guardia di Pisa.
1501
Gen. Chiesa Romagna Agli stipendi di Cesare Borgia su segnalazione di Vitellozzo Vitelli.
Mar. Chiesa Firenze 100 cavalli leggeri Romagna e Toscana

E’ inviato da Vitellozzo Vitelli con Piero Gambacorta ed Oliverotto da Fermo in soccorso dei pisani. Ha il comando di 100 cavalli leggeri. A fine mese lascia il campo di Faenza; raggiunge il pistoiese per sostenere i Panciatichi ribellatisi ai fiorentini.

Apr. Toscana e Romagna Con Oliverotto da Fermo e Piero Gambacorta opera alcune scorrerie con il sostegno dei lucchesi verso Bibbona, Volterra e Cerbaia. A fine mese è richiamato da Vitellozzo Vitelli a Faenza.
Giu. Chiesa Piombino Toscana

Contrasta le truppe di Jacopo d’Appiano. A giugno prende parte alla conquista di Suvereto, Scarlino, dell’ isola d’Elba e di Pianosa.

Ago. sett. Toscana All’ assedio di Piombino. E’ presente alla capitolazione della città.
Ott. Toscana Con il padre Pietro Paolo cerca di riconciliarsi con i fiorentini aprendo trattative con Lorenzo Nori, commissario di Campiglia Marittima. La Signoria si rivela intransigente al riguardo.
1502
Feb. Toscana

A Piombino con 100 cavalli leggeri per rendere omaggio con il padre al papa Alessandro VI.

Lug. Chiesa Firenze Toscana Ritorna al soldo di Cesare Borgia. Si trova ad Arezzo a sostenere la rivolta dei cittadini nei confronti dei fiorentini.
Ott.  Chiesa Condottieri ribelli 100 balestrieri a cavallo Ha il comando di 100 balestrieri a cavallo con Giovanni Paolo da Toppa. Ha l’incarico di affrontare i condottieri ribelli al duca Valentino.
1503
Gen. feb. Chiesa

 

Petrucci

 

Marche Romagna e Toscana

A seguito dell’ uccisione a Senigallia di Vitellozzo Vitelli e di Oliverotto da Fermo da parte di Cesare Borgia lascia tale località e ripara a Ravenna, nel veneziano, dove si trova la marchesa di Mantova Isabella d’Este moglie di Francesco Gonzaga. Si sposta a Cervia e si offre alla Serenissima. Rientra  a Pisa dove è accolto con tutti gli onori: gli sono donati alcuni beni immobili confiscati    (dal 1494) all’ebreo Vitale da Pisa. Sempre nel mese è riconfermato nella sua condotta da Cesare Borgia; gli è dato il comando di alcuni balestrieri a cavallo per inseguire Pandolfo Petrucci costretto ad abbandonare Siena. Rinieri della Sassetta è bloccato a Cascina dal locale commissario fiorentino e da Bandino da Castel della Pieve. Pandolfo Petrucci riesce a raggiungere Lucca con Giampaolo Baglioni.

Ago. Pisa Firenze Toscana Muore improvvisamente il papa Alessandro VI e sfuma la fortuna del duca Valentino. I fiorentini inviano truppe per reinsediare Jacopo d’Appiano nella signoria di Piombino;  riprendono nello stesso tempo con nuovo vigore l’assalto a Pisa. Passano alla difesa della città Rinieri della Sassetta e Corrado Tarlatini.
Sett. Firenze Sassetta Toscana Il capitano di Campiglia Marittima Girolamo dei Pilli si impadronisce del castello di Sassetta i cui difensori si arrendono a patti salvo i beni e le persone. Il castello è demolito ed a Pietro Paolo della Sassetta ed ai suoi figli è ordinato di trasferirsi a Firenze.
Ott. Pisa Firenze Toscana Abbandona Pisa con Corrado Tarlatini a causa dei dissensi interni tra i sostenitori della ricerca della pace con i fiorentini e gli irriducubili della ribellione. A metà mese Rinieri della Sassetta recupera quello che resta del castello di Sassetta.  Da qui comincia a molestare i territori limitrofi. E’ ordinato al capitano di Campiglia Marittima di inviare nella località 20/25 cavalli leggeri e di scacciarlo  da Sassetta.
………………. Spagna Francia Puglia

Combatte i francesi agli ordini di Consalvo di Cordoba.

1504
Mar. Campania E’ inviato dai pisani con altri ambasciatori dal viceré di Napoli Consalvo di Cordoba alla ricerca di soccorsi. Da Napoli lancia una sfida a duello a Bandino da Castel della Pieve: lo scontro viene rimandato.
Mag. Pisa Firenze 100 cavalli leggeri Campania Lazio e Toscana

Ottiene licenza dagli spagnoli;  con altri condottieri ritorna al servizio dei pisani per fronteggiare una volta di più i fiorentini. Lascia Napoli, giunge a Roma, raduna 100 cavalli leggeri e 200 fanti, probabilmente con del denaro fornitogli da Consalvo di Cordoba; convince Amico Orsini a seguirlo. Non ha successo al contrario un analogo invito per Marcantonio Colonna. Attraversa la Maremma senese toccando Massa e Rosignano Marittimo. Gli vengono contro Luca Savelli e Marcantonio Colonna (nel frattempo passato agli stipendi degli stessi fiorentini) che cercano di intercettarlo; anche Ludovico della Mirandola si colloca a Cascina per impedirgli il passo verso San Regolo. Sconfitto in un primo scontro dal commissario Andrea Adimari, Rinieri della Sassetta è costretto a riparare a Piombino dove è accolto da Jacopo d’Appiano. Si imbarca a Talamone con i suoi uomini su 2 brigantini, elude la sorveglianza del corsaro Baldassarre Bardella (Bardellotto) che controlla per conto dei fiorentini la foce dell’Arno; percorre un canale artificiale che collega l’Arno, il Serchio e l’Osole ed ai primi di giugno entra in Pisa.

Giu. Toscana

Alla difesa di Pisa con Amico Orsini. Antonio Giacomini rinuncia ad assalire la città. Con Piero Gambacorta Rinieri della Sassetta è ora impegnato nella scorta dei soccorsi che giungono via mare e via terra da La Spezia, Genova e Lucca. Introduce in Pisa venti cavalli e 300 sacchi di farina forniti dai lucchesi. A fine mese è sconfitto e ferito in una sortita nella quale è catturato Dionigi da Brisighella con 35 cavalli leggeri; viene catturato nell’ occasione dal commissario di Volterra Giovan Battista Bartolini Salimbeni un suo caposquadra,  Grisante Corso. Costui è avviato a Firenze per esservi interrogato sotto tortura.  Grisante Corso sarà rilasciato solo a fine ottobre attraverso uno scambio di prigionieri.

Lug. Fa porre dai pisani una taglia di 500 ducati per la cattura del commissario Antonio Giacomini.
Dic. Toscana I fiorentini tentano di fare defezionare i balestrieri a cavallo della sua compagnia. In Pisa ha contrasti con Alfonso del Muto.
1505
…………… Toscana Si dà alla guerra di corsa e scorre nelle acque dell’ arcipelago toscano. E’ bloccato dai genovesi con il suo brigantino nel porto di Calvi in Corsica.
Apr. Toscana Esce da Pisa;  affianca Corrado Tarlatini nello scontro che avviene al ponte Cappellese. Tra gli altri sono fatti prigionieri Girolamo Guicciardini e Ceccotto Tosinghi. Per la loro liberazione Rinieri della Sassetta ottiene che siano rilasciati dai fiorentini il padre Pietro Paolo, il fratello Giacomo e lo zio Giannino Fei. I suoi congiunti si rifugiano a Monterotondo Marittimo. Rinieri della Sassetta ed il fratello Geremia continuano a militare al servizio dei pisani.
Giu. lug. Toscana

Tesse alcune trame con amici e parenti che risiedono a Campiglia Marittima ed a Bibbona. A fine mese minaccia Piombino nelle cui acque è comparsa la flotta spagnola di Consalvo di Cordoba  cui i pisani hanno offerto la signoria della  città. Negli stessi giorni Rinieri della Sassetta reitera, senza esito, la sua sfida a Bandino da Castel della Pieve. A luglio con l’interessamento di Annibale Bentivoglio, che si trova a Vicopisano, ottiene dal duca di Ferrara Alfonso d’Este il campo per effettuare il duello a Ferrara. Nei due mesi successivi la Signoria negherà a Bandino da Castel della Pieve il permesso di accettare la proposta di sfida.

Ago. Toscana Dopo la sconfitta di Bartolomeo d’Alviano alla Torre di San Vincenzo i fiorentini comandati da Antonio Giacomini e da Ercole Bentivoglio si propongono di assalire Pisa e di impadronirsi della città in tre giorni.
Sett. Toscana Alla difesa di Pisa. Tre giorni durano gli assalti portati alla città dalle truppe fiorentine. Rinieri della Sassetta uccide in combattimento Girolamo Corso. Il condottiero non solo non riceve le dovute spettanze dai pisani ma contribuisce con il suo patrimonio al mantenimento della sua compagnia. Effettua una sortita dalla città con Zanca Schiavo e Grisante Corso.
1506
Mar. Toscana E’ battezzato in Pisa, presso la parrocchia di Santa Lucia, il figlio Fabio.
Apr. Toscana E’ segnalato a Piombino con quattro cavalli: aspetta di rientrare a Pisa.
Ago. Toscana Rinieri della Sassetta nell’ estate precedente ha acquistato in Liguria una schiava ebrea, una bambina di circa otto anni di nome Venturina, catturata sulle coste veneziane da un gruppo di corsari di Portovenere e battezzata a forza. A metà agosto Rinieri deve riconsegnare la fanciulla al padre Manuele da Pizzighettone, residente a Mestre, che ha fatto ogni sforzo per rintracciare la figlia e che ha ottenuto una sentenza favorevole dalla curia arcivescovile di Pisa. La bambina può così ritornare con i suoi famigliari purché poi sia libera di scegliere la religione nella quale vivere. A fine mese il condottiero scorta con alcuni cavalli l’ambasciatore lucchese Bono Boni e dodici cittadini di Pisa di ritorno da una missione a Genova. E’ sorpreso sul Monte di San Giuliano, in località La Spelonca, da Michelotto Coreglia e da Paolo da Parrano. Catturato con 30 cavalli riesce a fuggire dopo avere corrotto alcuni fanti corsi del primo condottiero. Il Coreglia fa catturare ed impiccare due soldati che si sono resi colpevoli di tale fatto. Bono Boni è imprigionato a Firenze nel carcere del capitano dei fanti, gli altri sono rinchiusi parte nel Pretorio e parte nel carcere delle Stinche.
Ott. nov. Genova Bologna Francia Chiesa

 

Liguria Emilia e Veneto

Lascia Pisa per trasferirsi alla difesa di Genova contro i francesi. Negli stessi giorni viene contattato dal signore di Bologna Giovanni Bentivoglio per passare alla difesa della città minacciata dai pontifici. Preferisce quest’ultima condotta e si sposta alla difesa di Bologna. Con la caduta della  città ripara a Verona. Nel periodo si sparge la notizia della sua cattura ed uccisione da parte dei fiorentini: la notizia si rivela infondata perché si tratta della condanna a morte e dell’ impiccagione alle finestre del Bargello, a Firenze, di un suo parente Giovanni Orlandi giustiziato con Miniato del Seppia.

1507
Mar. Toscana A fine mese si incontra a Monterotondo Marittimo, in territorio senese, con Roberto di Giovanni d’Alberto, fuoriuscito di Pisa dal 1494 perché favorevole alla pace con i fiorentini. Rifiuta di abbandonare la difesa di Pisa.
Sett. Venezia 25 cavalli leggeri e 300 fanti

 

Lombardia

 

E’ condotto dai veneziani con 25 cavalli leggeri e 300 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione annua di 300 ducati. E’ segnalato a Rivolta d’Adda allorché milizie imperiali scendono in Italia per la via dei grigioni e del lago di Como.

1508
Primavera Chiesa Al servizio del papa Giulio II.
Mar. Venezia Impero 25 cavalli leggeri e 400 fanti Friuli e Veneto

Lascia Cividale del Friuli per affiancare Bartolomeo d’Alviano in Cadore: è inquadrato al centro dello schieramento. Partecipa alla battaglia di Tai di Cadore dove si distingue impadronendosi delle artiglierie imperiali. E’ ferito da un colpo di picca infertogli da Sisto di Trantson; furioso per tale fatto si getta sull’ avversario, lo percuote sul collo con la sua picca e lo getta già morto dalla sella. Il suo operato nella circostanza è elogiato in Collegio da Bartolomeo d’Alviano. Viene di seguito segnalato a Venas di Cadore. Lo scontro tra Rinieri della Sassetta e Sisto di Trantson sarà probabilmente raffigurato nell’angolo sinistro di un dipinto del Tiziano, collocato nella Sala del Maggior Consiglio a Venezia, terminato nel 1538 ed andato distrutto in un incendio nel 1577. Di esso rimane solo uno studio.

Apr. V. Giulia

Si imbarca con Guido Vaina e si trasferisce all’ assedio di Trieste.

Mag. giu. V. Giulia   Slovenia

Chiede ai veneziani il permesso di ritornare in Toscana per difendere Pisa contro i fiorentini; l’autorizzazione gli è negata. Si collega prima con Piero del Monte a Santa Maria e Guido Vaina a Vipulzano, castello appena riconquistato dai tedeschi, e poi con Franco dal Borgo e Vitello Vitelli presso Postumia. Cade in un’imboscata tesagli da truppe tedesche nella quale sono uccisi 30 uomini e feriti altri 100.

Lug. 100 balestrieri a cavallo

 

Veneto

Il Consiglio dei Savi gli eleva la condotta a 100 balestrieri a cavallo; militano nella sua compagnia anche i fratelli Giacomo e Geremia. Rinieri della Sassetta è lodato in Collegio dal provveditore generale Giorgio Corner che lo ospita nel suo palazzo a Venezia. Accompagna  Bartolomeo d’Alviano nel suo solenne ingresso nella città e presenzia alla cerimonia in San Marco in cui sono consegnati al condottiero umbro lo stendardo ed il bastone di governatore generale. E’ inviato ai confini per controllare i movimenti degli avversari. Nell’ anno la sua paga complessiva ascende a 1100 ducati.

1509
Mar. Venezia Francia 100 cavalli leggeri Lombardia

200 cavalli leggeri francesi scorrono sulla riva sinistra dell’Adda; Rinieri della Sassetta, che si trova alla guardia di Rivolta d’Adda, si porta al di là del fiume con parte dei suoi balestrieri a cavallo e si spinge fino alle porte di Milano al grido di “Marco, Marco”. Nel corso dell’incursione un suo uomo, un genovese, è fatto prigioniero in un duello da uno stradiotto militante nel campo avversario.

Apr. Lombardia

E’ battuto a Treviglio con Andrea Mauras e Vitello Vitelli: abbandona Rivolta d’ Adda e si congiunge nel bresciano con Giacomo Secco.

Mag. Lombardia

Lascia Cremona con Dionigi Naldi per raggiungere il campo di Pontevico; con Meleagro da Forlì ha una scaramuccia con i francesi. Partecipa alla battaglia di Agnadello dove è tra i primi a fuggire; il resto della cavalleria si sbanda in breve tempo.

Giu. Impero Venezia Veneto

Defeziona nel campo imperiale e combatte i veneziani. Si unisce con un altro disertore (Pandolfo Malatesta), depreda il territorio vicino a Cittadella e cattura due membri della famiglia da Molin.

Lug. Veneto

Scorre presso Cornuda; razzia bestiame ed incendia villaggi; a Mogliano Veneto è accusato con Pandolfo Malatesta di avere fatto uccidere due bambini e di averli fatti sollevare in alto infilzati sulle punte delle lance dei suoi cavalli a titolo di rappresaglia perché alcuni soldati tedeschi nel trevigiano e nel mestrino sono stati uccisi dai contadini e sono stati loro tagliati i testicoli. Si scontra con 250 stradiotti comandati da Domenico Busicchio e da Giovanni Snati al Barco Corner, tra Cittadella e Castelfranco  Veneto. Ferito da un colpo di spada alla faccia è messo in fuga. Deve abbandonare Cittadella con Pandolfo Malatesta.

Ago.sett. Veneto

Si sposta all’ assedio di Padova. E’ segnalato un suo particolare accanimento contro la città ed il nome veneziano.

Nov. Veneto

Si impossessa del castello di Sanguinetto;  devasta il territorio attorno a Legnago.

1510
Feb. Veneto

Prende parte alla difesa di Verona assalita dalle truppe  del provveditore Gabriele Emo. Con il Cinganetto si propone inutilmente ai veneziani.

Mar. giu. Lombardia

Fugge a Mantova da dove chiede vanamente una condotta anche al duca di Ferrara Alfonso d’Este ed al duca di Mantova Francesco Gonzaga. Ad aprile i veneziani gli bloccano a Siena la disponibilità di 500  ducati; a giugno deve inviare a Venezia un proprio emissario che promette la restituzione della somma di cui è debitore verso la Serenissima. Inutilmente Giampaolo Manfrone caldeggia la sua assunzione: è sempre considerato un disertore.

Sett. Chiesa Francia Ferrara Emilia

Passa agli stipendi del papa Giulio II al cui servizio si trova già un suo parente il prete Antonio della Sassetta. Rinieri della Sassetta muove da Porretta Terme con Giovanni da Sassatello per attaccare Genova. I fiorentini negano il passo ai pontifici per cui l’azione finisce in una scorribanda nel modenese culminata con l’occupazione di Fanano.

Ott. Toscana

Esce da Talamone con 100 cavalli leggeri ed alcuni fanti per inseguire i cardinali Carvajal, Borgia, Brissonet, Federico da San Severino ostili al papa Giulio II che si stanno dirigendo a Pisa per un concilio qui convocato dal re di Francia Luigi XII. I fiorentini gli sbarrano ancora il passo.

1511
Feb.

Ha ai suoi ordini 100 cavalli leggeri.

Mag. Emilia Alla difesa di Bologna con Francesco Maria della Rovere. All’avvicinarsi dei francesi il legato pontificio, il cardinale Francesco Alidosi, fugge ad Imola seguito anche da Rinieri della Sassetta.
Giu.

Il cardinale Alidosi è ucciso da Francesco Maria della Rovere con l’ accusa di tradimento. Rinieri della Sassetta è licenziato dai pontifici con Guido Vaina e Brunoro da Forlì.

Sett. Il fratello Geremia che milita agli stipendi dei veneziani alla difesa di Treviso è sospettato di voler uccidere il suo capitano Renzo di Ceri. Il Consiglio dei Dieci toglie a Geremia della Sassetta lo stipendio e lo convoca a Venezia.
1512
Giu. Emilia Rinieri della Sassetta, Troilo Savelli e Muzio Colonna incontrano a Modena il re Enrico VIII in visita in Italia per sottoscrivere l’adesione dell’ Inghilterra alla Lega Santa in funzione antifrancese. I tre condottieri nell’occasione si offrono di entrare al servizio degli inglesi.
Lug. Pisa è soggetta ai fiorentini. Rinieri della Sassetta è costretto a restituire all’ebreo Isacco, figlio di Vitale da Pisa, alcuni beni assegnatigli dal governo pisano nel 1502.
Ago. sett. Spagna Firenze Toscana

Segue il viceré di Napoli Raimondo di Cardona nell’ attacco contro Firenze inteso a restaurarvi la signoria dei Medici. A fine agosto si trova a Pescia; chiede agli abitanti la resa e la consegna dell’ artiglieria. Negli stessi giorni con 200 cavalli insegue l’ex gonfaloniere della repubblica, Piero Soderini, fuggito da Firenze all’ avvicinarsi degli spagnoli. Scorre con la sua compagnia verso Cerbaia e Fucecchio per impedire a quest’ultimo l’eventuale fuga verso la Lunigiana. A settembre giunge a Firenze, si impadronisce di una delle porte cittadine e del portone del palazzo della Signoria; costringe le autorità a cedere il potere e vi fa entrare solennemente il cardinale Giovanni dei Medici, il fratello minore di quest’ultimo Giuliano ed il cugino Giulio. Del corteo che sfila per la città fanno parte anche Rinieri della della Sassetta e Melchiorre Ramazzotto alla testa di alcuni fanti.

1513
Gen. Toscana

Si parla a Milano di un suo tentativo di omicidio nei confronti del signore di Piombino.

Mar. Firenze Lazio e Toscana Viene condotto dai fiorentini. Nell’ anno si reca spesso a Roma dove probabilmente prende alloggio presso il congiunto Antonio della Sassetta. A fine marzo si trova a Siena dove un suo cavallo roano corre il palio indetto per la festa del beato Ambrogio Sansedoni. Il medesimo cavallo correrà anche nel successivo palio di agosto.
1514
Gen. feb. Toscana Cerca di impedire che gli sia espropriato il feudo di Sassetta. Con il fratello Geremia invia più volte Giovanni di Goro dal conte Fazio della Gherardesca, suo cognato, per farsi restituire il contratto di vendita del castello sottoscritto a suo tempo dal padre Pietro Paolo. La discordia aumenta; Geremia della Sassetta uccide a pugnalate a Castagneto Carducci Fazio della Gherardesca. Entrambi i fratelli sono banditi dai fiorentini. A febbraio Geremia è segnalato a Siena mentre Rinieri continua a militare nell’ esercito mediceo.
1515
Giu. Chiesa Francia

Ha sempre il comando di 100 cavalli leggeri.

Ago. Emilia e Lombardia

Si trova nel piacentino con la propria compagnia. Con Ludovico Orsini, Guido Rangoni, Niccolò Guerra da Bagno, Ludovico Euffreducci e Rinaldo Zatti ha l’incarico di scortare a Lodi il cardinale di Sion (Sedunense) Matteo Scheiner che ha il comando delle milizie svizzere. Il viceré di Napoli non unisce come previsto le sue truppe  con gli svizzeri:  Rinieri della Sassetta rientra  a Piacenza con Guido Rangoni e Ludovico Euffreducci.

1516
Mar. apr. Chiesa Urbino Marche Affianca Lorenzo dei Medici nella sua azione tesa alla conquista del ducato di Urbino ai danni di Francesco Maria della Rovere.
Ott. I fiorentini invitano a giustificarsi Geremia e Rinieri della Sassetta per l’uccisione di Fazio della Gherardesca. Non si presentano davanti alla Signoria ed entrambi sono dichiarati ribelli. I loro beni sono confiscati.
1517
Gen. Comp. ventura Chiesa Firenze Emilia

 

Appoggia Francesco Maria della Rovere nel suo tentativo di recuperare il ducato di Urbino. E’ segnalato a Cento.

Mar. Marche

Si muove attorno a Mombaroccio nel pesarese.

Apr. La Signoria scrive al signore di Piombino Jacopo d’Appiano di requisire il bestiame che il condottiero ha trasferito a Suvereto.
Mag. Lazio Gli abitanti di Sassetta si sottomettono ai fiorentini. Rinieri della Sassetta si   rifugia a Roma. Dalla città invia numerose lettere al papa Leone X ed a Giovanni dei Medici  chiedendo il loro aiuto per essere reintegrato nel suo feudo. La Signoria fiorentina si oppone ad ogni possibilità di revisione della sentenza.
1519
Mag. Toscana A Pontremoli. Sollecita ancora un intervento da parte di Giovanni dei Medici.
Lug. Lazio A fine mese si trova a Roma. Si incontra con Baldassarre Castiglione, ambasciatore di Francesco Maria della Rovere, che a sua volta richiede a Leone X di essere reintegrato nel ducato di Urbino.
Sett. Toscana A Volterra. Contatta nuovamente Giovanni dei Medici.
Ott. La Signoria ribadisce al cardinale Giulio dei Medici la sua assoluta contrarietà alle richieste di Rinieri della Sassetta. Il condottiero, anzi, è accusato di avere assalito e depredato a Pontremoli un cognato di Guido Vaina solo perché colpevole di essersi dichiarato amico del nome fiorentino.
1520
Mar. giu. Giampaolo Baglioni è convocato a Roma dal papa e, nonostante che gli sia stato assicurato un salvacondotto, viene rinchiuso in Castel Sant’ Angelo. Sotto tortura il Baglioni confessa numerosi crimini ed alcuni presunti tradimenti riguardanti Rinieri della Sassetta.
Ago. Toscana

Recupera il castello di Sassetta. A fine mese un bargello con 50 cavalli leggeri assale la fortezza e lo cattura. Dopo un processo sommario è giustiziato a Cerbaia, in Val di Pesa, tra Castelfiorentino e Firenze. Si racconta che Rinieri, di fronte al suo carnefice con il quale ha avuto vecchi rancori, abbia umilmente chiesto di abbracciarlo: quest’ultimo rifiuta per timore che invece di una bacio possa ricevere un morso al naso. Rinieri mette la testa sul ceppo da solo, non vuole che gli siano legate le mani ed è decapitato.

 CITAZIONI

Fra i migliori condottieri in Italia. Nobile e gagliardo. “Condottiere e soldato valoroso nelle guerre d’Italia.” CANESTRINI

“Uomo molto nobie e gagliardo, e molto nimico della città di Firenze.” UGHI

“A cavallo fra il XV e il XVI secolo, ebbe grande fama.. l’ultimo (e sicuramente il più famoso) degli Orlandi signori della Sassetta.” MILIANTI

Con Ludovico Orsini, Guido Rangoni, Ludovico Euffreducci “I quali erano huomini di grande esperienza nelle cose della guerra.” GIOVIO

“Homo di gran credito.” CERRETANI