CORRADO LUPO

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Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

Condottieri di ventura

0896      CORRADO LUPO  (Konrad Wolfhardt, di Wolfurt, Wolfaert) Di Bregenz. Fratello di Ulrico. Signore di Lucera e di Guglionesi.

+ 1360 ca.

Anno. Mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1347
Giu. Ungheria Napoli Abruzzi

Partecipa alla conquista del regno di Napoli. Entra in Lanciano.

1348
Gen. Abruzzi

Con il fratello Ulrico si inimica con Guarnieri di Urslingen che sospetta di tradimento;  convince il re Ludovico d’Ungheria a licenziare il connazionale con la sua compagnia.

Mag. Puglia

Si trova a Barletta con il sovrano allorché quest’ ultimo vi si imbarca  per rientrare in Ungheria; rimane in Italia quale viceré della Puglia con 1200 cavalli. Il fratello Ulrico staziona a Napoli alla guardia di Castelnuovo.

Ago. Ungheria Napoli Puglia e Abruzzi

Riceve del denaro dall’ Ungheria e si porta negli Abruzzi: vi convoca tutti i cavalli tedeschi che hanno soldo in Toscana e nelle regioni vicine;  raduna 2000 barbute. Ne lascia una parte alla difesa della Puglia.

Nov. Campania e Puglia

Esce da Guglionesi con 1200 cavalli; attraversa il Biferno a monte ed elude la sorveglianza di 800 cavalli condotti da Giovanni Pipino d’Altamura e da Giovanni di Asperg. Soccorre il castello di Lucera, alla cui difesa ha preposto Malgerio di Guilborio, che  da tempo  è  assediato dagli angioini. Corrado Lupo sfida a battaglia Luigi di Taranto mediante l’invio di un guanto consegnato al re di Napoli tramite un suo trombetta. Il confronto viene accettato da Giovanni di Asperg e da Giovanni Pipino d’Altamura;  Guarnieri di Urslingen, al contrario, si oppone allo scontro e convince Luigi di Taranto a non accettarlo. Corrado Lupo rifornisce del necessario i difensori del castello e si indirizza su Foggia alla cui difesa si trova Niccolò Calabro. E’ respinto un suo primo assalto; lo ripete alle prime luci dell’alba per diverse ore; un terzo attacco supera, infine, ogni resistenza;  la città viene messa a sacco. Più di duemila persone, tra donne e bambini, si rifugiano nella cattedrale: vi è un grande strepito ed il conte di Trivento si colloca con i suoi uomini a loro difesa. Corrado Lupo prosegue per Manfredonia per andare incontro a Stefano Lackzfi, voivoda di Transilvania; rientra a Foggia in trionfo. Si muove verso Bari;  la strada gli è bloccata dagli angioini; si congiunge con il voivoda, allaccia trattative con l’Urslingen;  obbliga gli avversari ad abbandonare l’assedio di Lucera.

1349
……………. Puglia

Attacca a Corneto Guarnieri di Urslingen;  lo coglie con il campo in disordine e senza sorveglianza: gli è aperta una porta per cui le sue truppe  possono irrompere al suo interno.  Gli angioini preferiscono darsi alla fuga anziché  combattere. Viene catturato l’Urslingen. Con il fratello Ulrico Corrado Lupo minaccia il capitano rivale, lo conduce a Foggia e gli impone una taglia tanto elevata (30000 fiorini) in modo che gli angioini non la possano pagare. Obiettivo è, infatti, salvare la faccia  all’Urslingen affinché si trasferisca agli stipendi del re ungherese senza troppi problemi. Corrado Lupo accetta la resa di Trani, di Andria, di Bitonto, di Giovinazzo e di Molfetta; attacca Bari alla testa di un poderoso esercito di tedeschi, di ungheri e di italiani.

Apr. Puglia

E’ segnalato nel barese a Masseria di Lama; viene raggiunto da Giovanni Pipino d’Altamura (passato anch’egli nel campo degli ungheri).

Mag. Puglia e Campania

Al soldo del re d’Ungheria si trasferiscono anche fra Moriale ed il conte Lando: con costoro Corrado Lupo saccheggia Lucera, Troia e Canosa; aumenta il numero dei suoi uomini fino a giungere a 10000 armati. Si accosta a Barletta con Stefano Lackfi: il castello, alla cui difesa si trova Raimondo del Balzo, cede dopo pochi giorni. Il voivoda chiede di incontrarsi con l’Altamura: il colloquio avviene a Bisceglie, si svolge in modo tanto burrascoso che al suo termine l’Altamura è fatto prigioniero. Corrado Lupo con l’Urslingen protegge il condottiero pugliese dall’ira del voivoda che vuole farlo uccidere per la sua insolenza. Quest’ultimo rientra a Bisceglie dopo avere giurato sul vangelo fedeltà agli ungheri che, da parte loro, ritornano a Barletta. Di seguito Corrado Lupo e Guarnieri di Urslingen irrompono nella valle beneventana; al passo di Arpaia la strada è loro sbarrata da 500 cavalli angioini comandati da Giovanni di Asperg e dal Bamberlingen. Vi è un aspro scontro terminato con numerosi morti d’ambo le parti; vinta la resistenza degli angioini, Corrado Lupo saccheggia Arpaia ed Arienzo, perviene a Cancello ed Arnone, costruisce un ponte di legno sul Volturno, attraversa il fiume e con il conte di Trivento investe Acerra. Quest’ultimo riesce ad introdurvisi mediante un trattato con alcuni congiunti che abitano nella località: la città è messa a sacco dai mercenari tedeschi malgrado l’opposizione dei capitani ungheri. Molti cittadini sono incarcerati per potere incassare una taglia. Corrado Lupo entra in Capua, si dirige verso Aversa che gli apre le porte per le efferatezze compiute dai suoi uomini in precedenza; cavalca verso Napoli e giunge a Casa Nova. È armato cavaliere con altri capitani tedeschi.

Giu. Campania e Puglia

Fa consegnare al re di Napoli un guanto lacerato e coperto di sangue. Per spingere ulteriormente gli angioini a battaglia campale simula una divisione nel suo campo fra le milizie tedesche e quelle unghere. Gli avversari cadono nell’ inganno ed attaccano il suo campo a Melito di Napoli fidando nella sorpresa. Corrado Lupo esce a sua volta da Aversa per affrontarli. In un primo tempo la sorte dello scontro sembra favorevole agli avversari che riescono a catturare lo stesso Corrado Lupo; un intervento del conte Lando, alle spalle della cavalleria napoletana, concede  la vittoria agli ungheri. Nella battaglia sono fatti prigionieri venticinque dei principali baroni del regno di Napoli con Roberto da San Severino e Raimondo del Balzo; le perdite ammontano a 1000 uomini tra morti e prigionieri. Per la vittoria il voivoda è costretto a riconoscere alle truppe la somma di 150000 fiorini, ricavata dalle taglie, a compensazione delle paghe arretrate. Corrado Lupo si muove in avanscoperta verso Aversa con il conte di Bars Nicola Konth; ad Eboli è informato che Salerno si è ribellata ad opera di Guglielmo di Ruggero. Raggiunge subito  tale località  prevenendovi lo sbarco di truppe angioine da una galea. Il voivoda Stefano Laczkfy è sempre più restio ad accontentare le maggiori esigenze dei cavalli tedeschi: secondo le cronache fiorentine Corrado Lupo si accorda con  l’Urslingen, fra Moriale ed il conte Lando per ucciderlo. Stefano di Transilvania è  obbligato a rinchiudersi con i suoi uomini in Manfredonia. Per altre fonti, sempre coeve, il condottiero si reca, invece, a Barletta con il re d’Ungheria il quale si oppone al sacco della città: Corrado Lupo si offre, anzi, con il voivoda di allontanare le truppe dal centro. 2000 cavalli ungheri si apprestano a fronteggiare i cavalli tedeschi;  vi è un primo violento scontro. I tedeschi, meno numerosi, vengono convinti (in apparenza)  a rinunciare alle loro intenzioni; una volta che gli ungheri si sono allontanati per ritornare al loro campo i mercenari tedeschi ritornano sui loro passi, si impadroniscono di una porta della città e riprendono a predare le vie vicine. Vi è un nuovo intervento degli ungheri che costringe al definitivo ritiro gli ammutinati.

Lug. Abruzzi

Cattura nel castello di Argegno Giovanni e Ristagno Cantelmi, Giovanni da Leonessa e Tommaso d’Aquino.

Sett. Napoli

Con Nicola Laczkfy ed il fratello maggiore di quest’ultimo Stefano, voivoda di Transilvania, si incontra a Napoli, nella chiesa di Sant’Antonio con Raimondo del Balzo per revocare il duello che avrebbe dovuto svolgersi tra Ludovico d’Ungheria e Luigi di Taranto.

Ott. Campania

Si ferma ad Aversa fino a Natale; non smette di devastare la Terra di Lavoro.

1350
Gen. Campania

Si rappacifica con il re di Napoli: stipula un accordo con Luigi di Taranto mediante il quale sono consegnati 100000/120000 fiorini ai suoi uomini. Da parte sua cede  Capua ed Aversa nelle mani del cardinale legato Annibaldo da Ceccano: nell’ occasione tra i soldati è divisa la somma di mezzo milione di fiorini, senza contare i    gioielli, le armature e le cavalcature frutto dei bottini precedenti.

Feb. mar.

 

Campania Abruzzi e Puglia

Raduna 700 cavalli e rientra nelle terre controllate dal re d’Ungheria. Lascia a Teano Armanno Fretzmann,  si incammina verso la valle di Benevento per affrontarvi il conte Luigi di Apice e Giovanni di Fontanarosa partigiani degli angioini. L’accordo con  il re di Napoli salta perché manca il consenso del voivoda. Si riduce a Guglionesi con 1500 soldati ungheri; in pratica si accontenta di controllare il territorio tra il Biferno e Chieti; raggiunge a Bari Ludovico d’Ungheria, ritornato nel regno di Napoli con nuove truppe. Viene nominato viceré degli Abruzzi; raggiunge Ruvo di Puglia per togliere tale centro ai mercenari tedeschi ed italiani che si sono dati al brigantaggio.

Apr. Campania

Occupa nuovamente Capua.

Mag. ago.

 

Campania

 

Al comando di 30000 ungheri, di 15000 tedeschi, di 20000 soldati cosiddetti lombardi (italiani del nord del paese) e toscani e di 6000 regnicoli (abitanti del regno di Napoli) assale Aversa con il voivoda. L’assedio dura quattro mesi ed è contrassegnato dal comportamento inumano degli ungheri verso i prigionieri e la popolazione. I difensori, agli ordini di Giacomo Pignatelli, respingono ogni assalto: in uno di questi è ferito lo stesso re d’Ungheria.

……………. Abruzzi

Segue una tregua tra i contendenti procurata dal papa Clemente VI; Corrado Lupo si ferma con le sue masnade tedesche a Guglionesi ed a Lanciano.

1351
……………. Abruzzi

Viene attaccato da Galeotto Malatesta e da Rodolfo da Varano che militano agli stipendi di Luigi di Taranto. L’esercito angioino consta di 11000 uomini.

Ott. Abruzzi

Inferiore di forze, Corrado Lupo si ritira a Lanciano con 500 cavalli tedeschi: nelle vicinanze di tale centro sorprende il Malatesta e mette in rotta i suoi uomini. Entra nella fortezza.

Nov. Abruzzi

Assediato nel castello di Lanciano, gli avversari devono ritirarsi a causa del freddo.

1352
…………. Comp. ventura Napoli Puglia

Si collega con Bertrando della Motta e devasta i contadi di Andria e di Bitonto.

Primavera Comp. ventura Siena Toscana

Giunge ad Ossaia con 500 barbute; devasta la Val di Chiana;  vi è contrastato dai senesi comandati da Francesco Accarigi: dagli avversari viene catturato l’Urslingen.

……………. Puglia

Con la pace tra il re d’Ungheria e la regina di Napoli Giovanna d’ Angiò passa al servizio dell’ imperatore Carlo di Boemia. Raccoglie i tedeschi che sono nel regno di Napoli e si fortifica a Lucera (di cui è stato insignorito dalla d’Angiò) con 700 barbute; innalza l’insegna imperiale. Corrotto, infine, dal principe di Taranto, vende a quest’ultimo per 35000 fiorini la località con la contea di Guglionesi, scioglie la propria compagnia e promette di non scorrere nel regno di Napoli per un  biennio.

1356
Giu. Ungheria Venezia Veneto

Ottiene a patti il castello di Conegliano; al comando di 4000 cavalli tedeschi, friulani ed ungheri attacca Treviso. Infesta il territorio fino a Marghera, cattura più navigli, carichi di vettovaglie e di armi destinate alla città, e ne fa impiccare gli equipaggi.

Lug. Veneto

Si reca a Padova in visita ai  Carrara con il bano di Bosnia; ottiene i rifornimenti necessari per continuare la guerra contro i veneziani. Assedia sempre Treviso alla testa di 40000 ungheri e schiavoni: i suoi uomini depredano anche il padovano nonostante che il signore della città invii giornalmente al campo grandi quantità di pane cotto e quattro carrette di vino. Francesco da Carrara, intimorito dalle uccisioni e dalle ruberie che si verificano ininterrottamente nei suoi possedimenti smette di rifornire il campo di Corrado Lupo: ha così inizio la dissoluzione dell’ esercito unghero.

Ago. Veneto

Fallisce un attacco generale; il contrasto tra ungheri e tedeschi si accresce sempre più;  il re d’Ungheria è obbligato ad abbandonare l’assedio di Treviso.

1358 Campania

Viene eletto viceré di Napoli con la cacciata dalla città della regina Giovanna d’Angiò.

1360

Muore.

 CITAZIONI

“Homo molto experto.” N. DI ALESSIO

“Celebre per molte segnalate imprese.” RONCHETTI

“Costui aveva il re (Ludovico d’Ungheria) provato fedele e ardito in molti suoi servigi…Franco capitano e sollecito.” VILLANI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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