CORRADO LUPO/KONRAD WOLFHARDT

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Antichi resti del castello da Capo, Guglionesi
Antichi resti del castello da Capo, Guglionesi

CORRADO LUPO/KONRAD WOLFHARDT  (Konrad Wolff von Wolfurt) Di Bregenz. Fratello di Ulrico Lupo. Signore di Nocera Superiore e di Guglionesi.

  • 1360 ca.
Anno. MeseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1347     
Giu.UngheriaNapoli AbruzziPrende parte alla conquista del regno di Napoli. Entra in Lanciano.
1348     
Gen.   Abruzzi

Con il fratello Ulrico si inimica con Guarnieri di Urslingen che sospetta di tradimento;  convince il re Ludovico d’Ungheria a licenziare il connazionale con la sua compagnia.

Mag.   Puglia

Si trova a Barletta con il sovrano allorché quest’ ultimo vi si imbarca  per rientrare in Ungheria; rimane in Italia quale viceré della Puglia con 1200 cavalli tedeschi ed ungheri. Governa senza opprimere la popolazione. Il fratello Ulrico staziona a Napoli alla guardia di Castelnuovo.

Ago.UngheriaNapoli Puglia e Abruzzi

Riceve del denaro dall’ Ungheria e si porta negli Abruzzi: vi convoca tutti i cavalli tedeschi che hanno soldo in Toscana e nelle regioni vicine;  raduna 2000 barbute. Ne lascia una parte alla difesa della Puglia.

Nov. dic.   Campania e Puglia

Il voivoda di Transilvania Stefano Lackzfy sbarca a Manfredonia. Corrado Lupo esce da Guglionesi con 1200 cavalli per muoversi in soccorso dei difensori del castello di Lucera che, guidati da Malgerio di Guilborio, da tempo resistono all’assedio degli angioini. Attraversa il Biferno a monte ed elude la sorveglianza di 800 cavalli condotti da Giovanni Pipino d’Altamura e da Giovanni di Asperg. In un solo giorno di cavalcata continua percorre 40 miglia arrivando, a sera a Lucera. I suoi uomini penetrano nel castello dove hanno modo di riposare. Il mattino seguente sfida a battaglia Luigi di Taranto mediante l’invio di un guanto consegnato al re di Napoli tramite un suo trombetta. Il confronto viene accettato da Giovanni di Asperg e da Giovanni Pipino d’Altamura;  Guarnieri di Urslingen, al contrario, si oppone allo scontro e convince Luigi di Taranto a non accettarlo. Corrado Lupo rifornisce del necessario i difensori del castello e si indirizza su Foggia dove si propone di acquistare vettovaglie, pagandole. Alla difesa della località si trova Niccolò Calabro. E’ respinto un suo primo assalto; lo ripete alle prime luci dell’alba per diverse ore; un terzo attacco, della durata di sei ore, supera, infine, ogni resistenza;  la città viene messa a sacco. Più di 2000 persone, tra donne e bambini, si rifugiano nella cattedrale: vi è un grande strepito ed il conte di Trivento si colloca con i suoi uomini a loro difesa. Solo dopo due giorni ne favorisce l’evacuazione: donne e bambini sono scortati fino ad Ascoli Satriano da un  centinaio di cavalli. Al termine del saccheggio di Foggia il bottino è valutato in 22000 once d’oro, equivalenti a circa 90000 fiorini. Corrado Lupo prosegue per Manfredonia per andare incontro a Stefano Lackzfi, voivoda di Transilvania; rientra a Foggia in trionfo. Si muove verso Bari;  la strada gli è bloccata dagli angioini; si congiunge con il voivoda, allaccia trattative con Guarnieri di Urslingen;  obbliga gli avversari ad abbandonare l’assedio di Lucera.

1349     
Apr.   Puglia

E’ segnalato nel barese a Masseria di Lama; viene raggiunto da Giovanni Pipino d’Altamura (passato anch’egli nel campo degli ungheri).

Mag.   Puglia e Campania

Al soldo del re d’Ungheria si trasferiscono anche Fra Moriale ed il conte Lando: con costoro Corrado Lupo saccheggia Lucera, Troia e Canosa; aumenta il numero dei suoi uomini fino a giungere a 10000 armati. Si accosta a Barletta con il voivoda di Transilvania: il castello, alla cui difesa si trova Raimondo del Balzo, cede dopo pochi giorni. Il voivoda chiede di incontrarsi con l’Altamura: il colloquio avviene a Bisceglie, si svolge in modo tanto burrascoso che al suo termine Giovanni Pipino d’Altamura è fatto prigioniero. Corrado Lupo con Guarnieri di Urslingen  protegge il condottiero pugliese dall’ira del voivoda, che vuole farlo uccidere per la sua insolenza. Quest’ultimo rientra a Bisceglie dopo avere giurato sul vangelo fedeltà agli ungheri che, da parte loro, ritornano a Barletta. Di seguito Corrado Lupo e l’Urslingen irrompono nella valle beneventana; al passo di Arpaia la strada è loro sbarrata da 500 cavalli angioini comandati da Giovanni di Asperg e dal Bamberlingen. Vi è un aspro scontro terminato con numerosi morti d’ambo le parti; vinta la resistenza degli angioini, Corrado Lupo saccheggia Arpaia ed Arienzo, perviene a Cancello ed Arnone, costruisce in due giorni un ponte di legno sul Volturno in piena, attraversa il fiume e con il conte di Trivento investe Acerra. Quest’ultimo riesce ad introdurvisi mediante un trattato con alcuni congiunti che abitano nella località: la città è messa a sacco dai mercenari tedeschi malgrado l’opposizione dei capitani ungheri. Molti cittadini sono incarcerati per potere incassare una taglia. Corrado Lupo entra in Capua, si dirige verso Aversa, che gli apre le porte per le efferatezze compiute dai suoi uomini in precedenza; cavalca verso Napoli e giunge a Casa Nova. È armato cavaliere con altri capitani tedeschi.

Giu.   Campania e Puglia

Fa consegnare al re di Napoli un guanto lacerato e coperto di sangue. Per spingere ulteriormente gli angioini a battaglia campale simula una divisione nel suo campo fra le milizie tedesche e quelle unghere. Gli avversari cadono nell’ inganno ed attaccano il suo campo a Melito di Napoli fidando nella sorpresa. Corrado Lupo esce a sua volta da Aversa per affrontarli. In un primo tempo la sorte dello scontro sembra favorevole agli avversari che riescono a catturare lo stesso Corrado Lupo; un intervento del conte Lando, alle spalle della cavalleria napoletana, concede  la vittoria agli ungheri. Nella battaglia sono fatti prigionieri 25 dei principali baroni del regno di Napoli con Ruggero da San Severino, Roberto da San Severino, Raimondo del Balzo, il conte di Sant’Angelo e molti altri condottieri tra cui Giovanni di Asperg, Guglielmo da Fogliano, l’Armagnac, Giovanni Malatesta, Paolo Manfredi di Reggio Emilia. Alla fine del combattimento si scopre che nessun unghero o tedesco è rimasto ucciso, mentre per gli angioini le perdite ammontano a 1000 uomini tra morti e prigionieri. Per la vittoria il voivoda, a corto di denaro, è costretto a riconoscere alle truppe la somma di 150000 fiorini, ricavata dalle taglie, a compensazione delle paghe arretrate. Il primo ad essere torturato per convincerlo a pagare il riscatto è Ruggero da San Severino: viene steso su un tavolato, legato, preso a calci nel ventre e frustato con fascine ardenti, finché tutto il suo corpo è coperto di sangue dalla testa ai piedi. Il nobile angioino implora pietà e negozia di riscattarsi per 33000 fiorini. Di seguito è la volta di Roberto da San Severino, di Raimondo del Balzo e del conte di Sant’Angelo. Sono, rilasciati sulla parola gli altri condottieri, dopo avere pagato un riscatto ed essere stati  spogliati di armi e di cavalcature. Costoro si impegnano a lasciare l’esercito angioino entro dodici giorni con la promessa che non avrebbero più combattuto contro le truppe del re d’Ungheria. Corrado Lupo si muove in avanscoperta verso Aversa con il conte di Bars Nicola Konth; ad Eboli è informato che Salerno si è ribellata ad opera di Guglielmo di Ruggero. Raggiunge subito  tale località  prevenendovi lo sbarco di truppe angioine da una galea. Il voivoda Stefano Laczkfy è sempre più restio ad accontentare le maggiori esigenze dei cavalli tedeschi: secondo le cronache fiorentine Corrado Lupo si accorda con  l’Urslingen, fra Moriale ed il conte Lando per ucciderlo. Stefano di Transilvania è  obbligato a rinchiudersi con i suoi uomini in Manfredonia. Per altre fonti, sempre coeve, il condottiero si reca, invece, a Barletta con il re d’Ungheria il quale si oppone al sacco della città: Corrado Lupo si offre, anzi, con il voivoda di allontanare le truppe dal centro. 2000 cavalli ungheri si apprestano a fronteggiare i cavalli tedeschi;  vi è un primo violento scontro. I tedeschi, meno numerosi, vengono convinti (in apparenza)  a rinunciare alle loro intenzioni; una volta che gli ungheri si sono allontanati per ritornare al loro campo i mercenari tedeschi ritornano sui loro passi, si impadroniscono di una porta della città e riprendono a predare le vie vicine. Vi è un nuovo intervento degli ungheri che costringe al definitivo ritiro gli ammutinati.

Lug.   AbruzziCattura nel castello di Argegno Giovanni e Ristagno Cantelmi, Giovanni da Leonessa e Tommaso d’Aquino.
Sett.   Napoli

Con Nicola Laczkfy ed il fratello maggiore di quest’ultimo Stefano, voivoda di Transilvania, si incontra a Napoli, nella chiesa di Sant’Antonio con Raimondo del Balzo per revocare il duello che avrebbe dovuto svolgersi tra Ludovico d’Ungheria e Luigi di Taranto.

Ott.   CampaniaSi ferma ad Aversa fino a Natale. Non smette di devastare la Terra di Lavoro.
1350     
Gen.   Campania

Si rappacifica con il re di Napoli: stipula un accordo con Luigi di Taranto mediante il quale sono consegnati 100000/120000 fiorini ai suoi uomini. Da parte sua cede  Capua ed Aversa nelle mani del cardinale legato Annibaldo da Ceccano: nell’ occasione tra i soldati è divisa la somma di mezzo milione di fiorini, senza contare i    gioielli, le armature e le cavalcature frutto dei bottini precedenti. Al tempodel re Roberto d’Angiò il gettito annuo del regno di Napoli era di poco superiore ai 400000 fiorini. Dopo qualche anno, ai tempi della regina Giovanna d’Angiò (la seconda), le entrate tributarie sono valutate sull’ordine di 290000 fiorini.

Feb. mar.   Campania Abruzzi e Puglia

Raduna 700 cavalli e rientra nelle terre controllate dal re d’Ungheria. Lascia a Teano Armanno Fretzmann,  si incammina verso la valle di Benevento per affrontarvi il conte Luigi di Apice e Giovanni di Fontanarosa partigiani degli angioini. L’accordo con  il re di Napoli salta perché manca il consenso del voivoda. Si riduce a Guglionesi con 1500 soldati ungheri; in pratica si accontenta di controllare il territorio tra il Biferno e Chieti. Si collega, alfine, a Bari con Ludovico d’Ungheria, sbarcato a Manfredonia con nuove truppe. Guida i suoi soldati verso il ponte di Canne. A causa del ritardo delle paghe molti venturieri tedeschi abbandonano le sue file per portarsi a Barletta e qui protestare con il voivoda di Transilvania. I rivoltosi, respinti, rientrano al campo di Canne. Nessuno è punito: anzi vengono saldati gli stipendi arretrati. Corrado Lupo viene nominato viceré degli Abruzzi; raggiunge Ruvo di Puglia per togliere tale centro ai mercenari tedeschi ed italiani che si sono dati al brigantaggio.

Apr.   CampaniaOccupa nuovamente Capua.
Mag. ago.   Campania

Al comando di 30000 ungheri, di 15000 tedeschi, di 20000 soldati cosiddetti lombardi (italiani del nord del paese) e toscani e di 6000 regnicoli (abitanti del regno di Napoli) assale Aversa con il voivoda. L’assedio dura quattro mesi ed è contrassegnato dal comportamento inumano degli ungheri verso i prigionieri e la popolazione. I difensori, agli ordini di Giacomo Pignatelli, respingono ogni assalto: in uno di questi è ferito lo stesso re d’Ungheria.

…………….   Abruzzi

Segue una tregua tra i contendenti procurata dal papa Clemente VI; Corrado Lupo si ferma con le sue masnade tedesche a Guglionesi ed a Lanciano.

1351     
…………….   Abruzzi

Viene attaccato da Galeotto Malatesta e da Rodolfo da Varano che militano agli stipendi di Luigi di Taranto. L’esercito angioino consta di 2000 cavalli e di 9000 fanti.

Ott.   Abruzzi

Inferiore di forze, Corrado Lupo si limita a rafforzare le difese delle rocche sotto il suo controllo. Si ritira, infine, a Lanciano con 500 cavalli tedeschi: nelle vicinanze di tale centro sorprende Galeotto Malatesta intento con i suoi uomini alla ricerca di viveri.  Mette in rotta gli avversari.

Nov.   Abruzzi e PugliaAssediato nel castello di Lanciano, gli avversari devono ritirarsi a causa del freddo straordinario e della mancanza di vettovaglie.  Si collega poi con Bertrando della Motta per devastare i contadi di Andria e di Bitonto.
1352     
PrimaveraComp. venturaSiena Toscana

Giunge ad Ossaia con 500 barbute; devasta la Val di Chiana;  vi è contrastato dai senesi comandati da Francesco Accarigi: dagli avversari viene catturato Guarnieri di Urslingen.

Sett. ott.Siena  ToscanaOpera in Val di Chiana ed a Monte San Savino. Ad ottobre si impadronisce di Pian Castagnaio.
…………….   Campania

Con la pace tra il re d’Ungheria e la regina di Napoli Giovanna d’ Angiò passa al servizio dell’ imperatore Carlo di Boemia. Raccoglie i tedeschi che sono nel regno di Napoli e si fortifica in Nocera Superiore (di cui è stato insignorito da Giovanna d’Angiò) con 700 barbute; innalza l’insegna imperiale. Corrotto, infine, dal principe Luigi di Taranto, vende a quest’ultimo per 35000 fiorini la località con la contea di Guglionesi, scioglie la propria compagnia e promette di non scorrere nel regno di Napoli per un  biennio.

1356     
Giu.UngheriaVenezia Veneto

E’ segnalato a San Vito al Tagliamento. Da qui passa ad assediare il castello di Conegliano che ottiene a patti. A fine mese con il conte di Aquilizia ed il bano di Bosnia, Tvartko, assale Treviso al comando di 4000 cavalli tedeschi, friulani ed ungheri.  Infesta il territorio fino a Marghera, cattura più navigli, carichi di vettovaglie e di armi destinate alla città, e ne fa impiccare gli equipaggi.

Lug.   Veneto

Si reca a Padova in visita ai  Carrara con il bano di Bosnia; ottiene i rifornimenti necessari per continuare la guerra contro i veneziani. Assedia sempre Treviso alla testa di 40000 ungheri e schiavoni. I veneziani dispongono, per meglio difendersi, la demolizione sul fiume Botteniga dei 2 monasteri di Santa Cristina e di Ognissanti. Presto, attorno alla città, con l’arrivo del re Ludovico d’Ungheria, si trova un esercito di 80000 uomini, di cui 40000 ungheri e schiavoni. I suoi uomini depredano anche il padovano nonostante che il signore di Padova invii giornalmente al campo grandi quantità di pane cotto e 4  carrette di vino. Francesco da Carrara, intimorito dalle uccisioni e dalle ruberie che si verificano ininterrottamente nei suoi possedimenti, smette di rifornire il campo di Corrado Lupo: ha così inizio la dissoluzione dell’ esercito unghero a causa di una forte carestia.

Ago.   Veneto

Fallisce un attacco generale; il contrasto tra ungheri e tedeschi si accresce sempre più; a fine mese il re d’Ungheria abbandona l’assedio di Treviso, attraversa il Piave, lascia a Conegliano 2000 cavalli agli ordini del nipote Carlo della Pace (Carlo di Durazzo) e rientra in Ungheria con il resto dell’esercito.

1358   CampaniaViene eletto viceré di Napoli con l’allontanamento dalla città della regina Giovanna d’Angiò.
1360    Muore

 CITAZIONI

-“Homo molto experto.” N. DI ALESSIO

-“Celebre per molte segnalate imprese.” RONCHETTI

-“Costui aveva il re (Ludovico d’Ungheria) provato fedele e ardito in molti suoi servigi…Franco capitano e sollecito.” VILLANI

2 COMMENTS

  1. Grazie di averci raccontata questa bellissima storia su Corrado Lupo. Io sono di Guglionesi appassionato della storia, si possono avere se ci sono altri documenti riguardanti Guglionesi

    • Gentile signor del Torto, mi dispiace ma non sono in grado di fornirle altre informazioni su Guglionesi, oltre a quelle che ha trovato nella scheda di Corrado Lupo. In tutto il dizionario il nome della sua città compare solo un’altra volta, come uno dei tanti feudi (ereditati) a disposizione di Andrea da Capua (Andrea d’Altavilla). E’ sulla famiglia Altavilla che andrebbero svolte le ricerche per verificare come Guglionesi sia pervenuta in tali mani. Ringraziandola per l’attenzione a favore del sito, colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti.
      Roberto Damiani

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