CONTE DA CARRARA

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Condottieri di ventura

0395      CONTE DA CARRARA  (Gentile da Carrara, Giacomo da Carrara) Conte della Campagna. Signore di Ascoli Piceno, Offida, Smerillo, Civitanova Marche e Montegranaro. Figlio naturale del signore di Padova Francesco da Carrara, padre di Ardizzone, genero di Francesco Gonzaga.

1350 ca. – 1421 (novembre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1381 Veneto

A causa della sua condizione di figlio naturale è avviato al sacerdozio. Studia la legge canonica. Fa parte del capitolo dell’ abbazia di Santo Stefano di Carrara; è  nominato canonico della cattedrale di Padova.

1384 Veneto

Il padre briga con il papa Urbano VI per fargli conferire il patriarcato di Aquileja. Il tentativo fallisce per l’opposizione del pontefice.

1385
…………….. Veneto

Sostituisce don Angelo da Castiglione quale arciprete della cattedrale di Padova. Presto viene armato cavaliere dal fratellastro Francesco Novello, rinuncia all’ arcipretura e si dedica al mestiere delle armi.

Primavera Comp. ventura Marche

Si unisce con Azzo da Castello, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Boldrino da Panicale e con costoro devasta le Marche.

Sett. Chiesa Camerino Marche

Combatte i da Varano. Assedia il castello di Pinna (Penna San Giovanni);  nelle vicinanze vi sconfigge Gentile da Varano, Boldrino da Panicale e  Biordo dei Michelotti.

…………….. Padova Verona Veneto

Viene richiamato a Padova dal padre Francesco.

1386
Mar. Veneto

Antonio della Scala fa deviare a Longare le acque del Bacchiglione per impedire che il fiume attraversi Padova: il da Carrara attacca la torre posta a guardia dei lavori dei guastatori e costringe alla resa i difensori. Distrugge la diga e lascia nella torre un buon presidio.

Giu. Veneto

Partecipa alla battaglia di Brentelle in cui è disfatto Cortesia da Serego: scavalca con la sua lancia Ottaviano Branca, che porta il gonfalone scaligero, e con l’aiuto di Francesco e Pataro Buzzaccarini e di Tripolino da Rustega si impadronisce dello stendardo.

1387
Feb. Veneto

Affianca a Cerea Giovanni degli Ubaldini; viene obbligato a ripiegare nel padovano per la mancanza di vettovaglie.

Mar. Veneto

Si trova a Castelbaldo;  presenzia ad un consiglio di guerra con l’Ubaldini e Giovanni Acuto. Prende parte alla battaglia di Castelbaldo inserito nella terza schiera (1400 cavalli) con il fratello Francesco Novello, Ugolotto Biancardo, Antonio Balestrazzo, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Biordo dei Michelotti,  Giacomo da Carrara e Bernardo Scolari. Prima dello scontro è  armato cavaliere con altri capitani dall’  Acuto e dall’ Ubaldini. Anche in tale combattimento si fa notare per il suo valore personale: protegge il fratello da un assalto portato da Giovanni Ordelaffi.  Contribuisce con il Biancardo a tamponare una falla apertasi nelle file dei carraresi.

Mag. Veneto

Esce da Padova agli ordini del  Biancardo; varca il Bacchiglione a  Longare ed assale le torri di Novaglia. Fa rimettere il fiume nel vecchio alveo e fa svuotare dell’acqua i fossati che difendono le bastie. I difensori si arrendono e le fortificazioni sono date alle fiamme. Colpito ad una gamba dal calcio di un cavallo, viene costretto a lasciare il campo per rientrare a Padova a curarsi.

Ago. Padova Udine Capitano g.le Veneto

Si ammala il fratello Francesco Novello;  il da Carrara viene nominato Lascia Padova, raggiunge Treviso, tocca Conegliano e si muove con alcune bombarde alla conquista di Sacile.

Sett. Veneto e Friuli

Guada il Piave ed entra nel Friuli. Fa costruire sul Livenza un ponte di barche spedite da Portobuffolè e da Brugnera; lo stesso giorno con Cermisone da Parma pianta le artiglierie contro Sacile ed inizia a bombardare la città. Occupa i borghi, colloca i pezzi  in altre postazioni e continua nel suo martellamento (vengono lanciate pietre anche di 500 libbre). Gli abitanti si arrendono a patti. Il da Carrara occupa la città a nome del padre. Nei giorni seguenti pervengono nelle sue mani la torre di Caneva, il castello di Aviano e la bastia di Mogiale con il borgo sul Livenza. Si accampa sotto Maniago e lo assale invano per due giorni (perdita di 120 uomini); medesima sorte ha un suo tentativo su Spilimbergo. Si spinge allora nei pressi di Udine finché per le piogge che allagano il terreno è costretto a rientrare a Sacile.

Ott. Friuli

Con Giacomo Pio ed Anderlino Trotti è sconfitto a Godia/ Savorgnano da Corrado di Bussina: nello scontro sono  uccisi d’ambo le parti 1500 uomini, di cui molti muoiono affogati nel cercare scampo nel Tagliamento. I carraresi perdono le artiglierie e le salmerie e subiscono la cattura di 1200 uomini. Il condottiero leva il campo da Spilimbergo e rientra a Padova per la Porta di Ognissanti. Si reca ad Arlesega e punta su Vicenza per ricevere la città, secondo gli accordi stipulati in precedenza, dagli alleati viscontei. Invia Baldo da Piombino da Ugolotto  Biancardo;  costui gli risponde di avere Vicenza dagli abitanti a nome del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti.

1388
…………….. Veneto

Si pone alla difesa di Bassano del Grappa con Francesco e Pataro Buzzaccarini.

Giu. Padova Milano Veneto

Allo scoppio della guerra con i viscontei Conte da Carrara con Romeo Pepoli (1000 cavalli) cavalca verso Curtarolo per sbarrare la strada all’avanzata di Jacopo dal Verme.

Lug. Veneto

Vince i viscontei a Limena. Tutto inutile, perché nelle file carraresi si aprono continue falle ed i padovani tumultuano per arrivare presto alla fine della guerra.

Ago. Veneto

Assale con coraggio il dal Verme a Limena: la vittoria gli viene negata dalla chiamata alla ritirata da parte del maresciallo di campo carrarese Albertino da Peraga. Con la perdita di tale castello entra alla difesa di Padova;  conduce in città il Peraga in catene con l’accusa di tradimento. Quest’ ultimo confessa ogni cosa sotto tortura: in particolare il fatto che avrebbe dovuto fare trovare aperte al  Biancardo le porte  di Ognissanti e di Santa Sofia.  Albertino da Peraga è decapitato nel Palazzo della Ragione in un palco che dà verso la Piazza delle Biade; altri congiurati vengono impiccati.

Sett. Veneto

Si muove sul Brenta vicino a Stra sul passo di Rin; lascia nella località Arcuano Buzzaccarini e si spinge a Castelcarro per bloccare agli avversari il passaggio nel contado di Piove di Sacco.

Nov. Veneto e Lombardia

Francesco Novello da Carrara è costretto alla resa: Ugolotto Biancardo, contro i patti, entra nel castello di Padova, affidato al da Carrara,  che, da parte sua, accetta il fatto compiuto. Rinuncia ad ogni ufficio ecclesiastico; abbandona Stra, si porta a Padova, con 50 cavalli, esce da Porta Saracinesca ed accompagna il fratello verso Monselice, Este, Montagnana, Verona e Milano dove Francesco Novello si deve incontrare con Gian Galeazzo Visconti.

1389
Gen. Lombardia Piemonte

Si dirige ad Abbiategrasso per avere un colloquio con il conte di Virtù che non ha rispettato i propri impegni. Bloccato in tale  tentativo, punta su Asti con il fratello.

Mar. Piemonte

Coadiuva Francesco Novello nella sua fuga dal Piemonte.

Apr. Toscana

Raggiunge Firenze con tutti i famigliari, 80000 ducati in contanti ed altri 60000 in gioielli.

Mag. Firenze Milano Toscana

Con i fratelli Francesco Novello e Rodolfo (20 cavalli) si reca a Cortona, si vede con Carlo Casali e Carlo Visconti che lo invitano a militare nella compagnia dell’  Acuto. Accetta,  mentre i fratelli rifiutano la proposta; passa al soldo dei fiorentini.

…………….. Emilia

Si trova nel bolognese con Corrado Prospero e Corrado Lando.

1390
…………….. Bologna Rimini 160 lance Romagna

Combatte in Romagna ai danni di Carlo Malatesta.

Apr. Romagna

Con Ugolino Ghislieri e Corrado Prospero (300 lance) viene sconfitto mentre si trova in marcia nei pressi di Rimini. Fatto prigioniero da Pandolfo Malatesta, viene liberato in breve tempo.

Mag. Firenze Milano 500 cavalli e 500 fanti Emilia

Viene inviato con l’Acuto, Giovanni da Barbiano, Malatesta Malatesta e Niccolò Roberti nel bolognese al fine di contrastarvi le milizie viscontee.

Giu. Emilia

Francesco Novello da Carrara rientra a Padova.

Lug. Padova Milano Ferrara Capitano g.le Emilia Romagna e Veneto

Domanda licenza ai fiorentini ed ai bolognesi e per la via di Ravenna e di Chioggia raggiunge Padova con 50 uomini d’arme e 100 balestrieri. Viene ricevuto con tutti gli onori dal fratello; nella città prende alloggio nel palazzo di Ugolino Scrovegni all’Arena, i cui beni sono  confiscati a suo favore. Presenzia alla firma del trattato di alleanza con i fiorentini e viene nominato capitano generale dei carraresi. Il bastone di comando gli è consegnato dal duca Roberto di Baviera.

Ago. Veneto

Muove contro Ugolotto Biancardo;  lo  affronta a Limena in un feroce combattimento che dura più ore: tra i viscontei sono catturati 300 uomini. Nelle sue mani pervengono pure quaranta carri carichi di farina, venti di carne salata, trenta di vino, dieci di munizioni e duecento  capi di bestiame che fanno parte di un convoglio destinato ai difensori del castello di Padova. Questi ultimi si arrendono in breve tempo;  Conte da Carrara può entrare nel castello con Francesco Buzzaccarini.

Sett. Veneto

Si sposta con 200 lance e 600 fanti allo scopo di recuperare Camposampiero; raggiunge Santa Croce di Cittadella. Mentre si trova all’avanguardia con 200 fanti e 30 cavalli esce dalla bastia contro Conte da Carrara un capitano visconteo con 300 fanti e 30 cavalli.  Abbatte qualche avversario; il da Carrara  sta per avere la peggio quando compare il fratello Francesco Novello con il resto delle truppe. I viscontei sono sbaragliati; il da Carrara entra nella bastia che viene messa a sacco con l’uccisione del presidio. Si sposta a Bassano del Grappa; irrompe nella località mediante un trattato che gli fa trovare aperta una porta; anche Castelfranco Veneto e Belluno pervengono nelle sue mani. Tocca Campo San Martino e da qui devasta per alcuni giorni il Polesine, dando fuoco ai raccolti, razziando bestiame e facendo prigionieri. Occupa Badia Polesine ed ottiene Lendinara: si interpongono i veneziani per cui si giunge ad una tregua tra carraresi ed estensi.

Ott. Veneto

Ritorna a Padova.

Nov. Veneto

Invade il vicentino alzando le bandiere degli scaligeri; arreca ovunque la desolazione con saccheggi, razzie ed imprigionamenti.

1391
Gen. Capitano g.le Veneto

Affianca il fratello e l’Acuto nell’iniziativa su Verona tendente a restaurare nella città il dominio scaligero: la città non insorge secondo le speranze per la buona guardia del Biancardo. Viene lasciato al comando dei carraresi quando Francesco Novello da Carrara rientra a Padova; le operazioni non decollano anche se molti esuli veronesi si uniscono con le truppe della lega antiscontea.

Feb. Veneto

Rientra a Padova con l’ Acuto, sia per il rigore dell’inverno, sia perché si è allontanato dal campo Astorre Manfredi, che, corrotto dagli avversari, avrebbe dovuto uccidere il condottiero inglese durante un consiglio di guerra.

Mag. Veneto e Lombardia

Alla notizia del prossimo arrivo ad Alessandria del conte Giovanni di Armagnac, assoldato dai fiorentini, segue l’Acuto nel suo tentativo di unirsi  con gli alleati.

Giu. Lombardia

Si scontra sulla Porta Cologno di Bergamo con il dal Verme e Facino Cane: tra i viscontei sono catturati 150 cavalli e rimangono uccisi 80 uomini d’arme e molti balestrieri; anche 200 cernite milanesi muoiono annegate nell’ attraversare  un fiume. Il da  Carrara incalza i nemici ed è ferito da una freccia ad un braccio.

Lug. Lombardia

Partecipa alla battaglia di Paterno.

Sett. Veneto

Ha nuovamente il comando delle truppe carraresi.

Ott. Veneto

Supera il ponte di Torre, si porta ad Este e cerca di liberare Castelbaldo dall’assedio che vi è stato posto da Ugolotto Biancardo e da Antonio Porro. Gli avversari arretrano alla sua comparsa;  riesce ad intercettarli ed a metterli in fuga. Si impadronisce di duecentoottanta carri di vettovaglie e munizioni, di ventidue barche con dodici grosse bombarde più altro materiale. Con la vittoria abbatte le due bastie che i viscontei hanno costruito, rifornisce la fortezza, si accampa a Bevilacqua e dà il guasto al vicentino.

1392
Apr. Emilia

Si trova a Ferrara per le nozze di Ludovico Alidosi con Verde Pio.

Mag. Comp. ventura Romagna  Toscana

Raccoglie 1000 lance a Barbiano con Giovanni da Barbiano e punta verso la Toscana con tale capitano.

Giu. Toscana Marche e Umbria

Si unisce anche con il Broglia e Brandolino Brandolini per costituire la “Compagnia di San Giorgio”. Si ferma nel territorio di Fano tra il monastero di San Paterniano e Cuccurano; si avvia verso l’Umbria.

Lug. Comp. ventura Perugia Siena   C.di Castello Umbria e Toscana

Con la “Compagnia di San Giorgio” infesta i contadi di Perugia e di Città di Castello; riscuote alcune taglie dai comuni della Toscana, da Firenze,  da Siena (5000 fiorini; nella realtà 11112 con le regalie ai vari capitani della compagnia), da Pisa e da Lucca.

Ago. sett. Chiesa Rimini Ancona Marche Viene assunto da Pandolfo Malatesta e dal rettore della Marca Andrea Tomacelli per depredare i territori di signorie e di comuni avversi alla politica dello stato della Chiesa.
Ott. nov. Chiesa Fermo  Camerino Ancona Emilia  Marche Umbria

A Ferrara, dove presenzia ad un torneo organizzato dal marchese Alberto d’Este. il Brandolini, il  Broglia e Giovanni da Barbiano (2500 cavalli) asseconda il marchese della Marca nel contrastare la lega delle città marchigiane (Fermo, Ancona, Camerino). Sono coinvolti nel conflitto i contadi di Sant’Elpidio a Mare, di Montegranaro e di San Giusto. Le operazioni si svolgono  vicino a Fonte Fallera (Falerone). Viene nominato dal papa Bonifacio IX conte della Campagna. A novembre attraversa il territorio di Città di Castello con la sua compagnia.

1393
Mar. Marche Alla conclusione di un accordo generale di pacificazione nella Marca si impegna, con gli altri condottieri coinvolti nel recente conflitto, ad astenersi per un anno da ogni atto di violenza nella regione.
Apr. Comp. ventura Bologna Firenze Ferrara Umbria

Si congiunge con il Barbiano, Corrado Lando, Biordo dei Michelotti ed Azzo da Castello;  forma una compagnia di 2500 cavalli e molti fanti. Analoghe condotte hanno gli altri condottieri da fiorentini e da estensi.

Mag.  

Chiesa

Marche

Ritorna al soldo del rettore della Marca.

Sett. Chiesa Camerino 1000 cavalli e 300 fanti Marche

Combatte i da Varano. Entra con i fuoriusciti in Penna San Giovanni e ne assedia il castello: assalito dagli avversari tra la Penna di Sant’Angelo e Monte San Martino, viene catturato con Andrea Tomacelli.

Nov. Bologna Marche ed Emilia

Stipula una tregua di un anno con gli avversari. In base a questa i comuni di Ancona, Fermo, Ascoli Piceno, Gentile e Rodolfo da Varano, Guido Chiavelli (Fabriano), Sciarra Simonetti (Jesi), Guido di Matelica (Matelica), Benuttino Cima (Cingoli) si impegnano a che il da Carrara liberi i comuni di Recanati, Macerata, Osimo, Montefano, Filottrano, Staffolo, Offagna, Castelfidardo, Montelupone, San Giusto e Montegranaro da ogni obbligo di vettovagliamento nei suoi confronti in cambio del loro impegno a riconoscere una taglia di 1200 ducati a Biordo dei Michelotti. Il condottiero viene rilasciato su pressione dei fiorentini e si trasferisce agli stipendi dei bolognesi.

1394
Ott. Chiesa Camerino Marche

Con i fuoriusciti di Macerata, Montegiorgio e Montecassiano tenta di entrare a viva forza in Macerata. Viene respinto da Gentile e da Rodolfo da Varano.

Dic. Veneto

Lascia Fermo; gli sono consegnati 200 ducati dai maceratesi a saldo della sua precedente condotta con Andrea Tomacelli e rientra a Padova.

1395
Gen. Ferrara Este 200 lance e 300 fanti Veneto e Emilia

Esce da Padova, tocca Chioggia e raggiunge Ferrara: passa agli stipendi di Niccolò d’Este.  Fronteggia le milizie di Azzo d’Este e del  Barbiano.

Apr. Emilia

Con Corrado di Altinberg  sconfigge e cattura a Portomaggiore Azzo d’Este.

Giu. Fermo Perugia 300 lance Marche

Al soldo di Fermo Ancona e Recanati contrasta nelle Marche il Michelotti. Lascia Montegranaro con Luca di Canale; presto si accorda con il capitano avversario ed abbandona Luca di Canale nei pressi di San Giusto.

Lug. Bologna Firenze Romagna

Ritorna agli stipendi dei bolognesi che lo inviano con Mostarda da Forlì (2000 cavalli ed alcuni fanti) nel forlivese per prestare aiuto agli Ordelaffi che sono minacciati dai fiorentini. Con Pino Ordelaffi si impossessa della bastia di Sadurano posta di fronte a Castrocaro Terme.

Ago. Puglia

Si reca in Puglia con Marino di Santa Vittoria e Marino di Montereale.

Sett. Fermo           Comp. ventura Perugia Ascoli Piceno Marche

Informato del ritorno del Michelotti nel Piceno, si allontana dal regno di Napoli e marcia con 3000 cavalli su Ascoli Piceno. Si attenda sul torrente Leta tra Montegranaro, Sant’Elpidio a Mare e Monturano, mentre il capitano perugino colloca i suoi alloggiamenti a San Giusto. Segue una tregua tra i contendenti; con il Michelotti chiede agli abitanti di Ascoli Piceno una taglia di 3000 ducati ed insieme si trattengono nel contado di San Flaminiano.

Ott. Perugia Chiesa Umbria

Il Michelotti  promette a Conte da Carrara una provvigione annua di 500 fiorini in caso di suo aiuto ai danni dei pontifici.

Dic. Comp. ventura Marche

Restituisce ai fermani Montegranaro dopo avere acquistato biade ed altre vettovaglie per i suoi uomini.

1396
Gen. mar. Fermo

 

 

Fuoriusciti Marche

Si pone davanti a Fermo sulle porte di San Giuliano e di San Marco; soccorre il signore della città Antonio Aceti, costretto dai cittadini in rivolta a rinchiudersi nella rocca del Girifalco. A marzo i fuoriusciti entrano nella città e la sollevano. Il da  Carrara esce dalla fortezza e piomba sulla città uccidendo numerosi abitanti e facendo molti  prigionieri. Fermo viene messa a sacco.

Mag. Lug. Comp. ventura

Comp. ventura

Firenze

Foligno

Toscana Scorre con la sua compagnia in Toscana ai danni dei pontifici. A luglio con Malatesta Malatesta e Ceccolino dei Michelotti devasta il folignate per colpire Ugolino Trinci fedele alleato della Santa Sede. L’azione provoca la rivolta in molti centri quali Nocera Umbra, Sellano e Castelbuono.
Ago. Chiesa Comp. ventura Marche

Nelle Marche. Con Mostarda da Forlì ha il compito dal legato pontificio di togliere ad Alessio di Montereale le prede di cui costui si è impossessato nel territorio di Monterubbiano (cento buoi e ventisei prigionieri).

1397
Lug. Padova Milano 1000 cavalli e 800 fanti Lombardia

Si trova alla guardia di Ostiglia con 1200 cavalli e molti fanti;  ne rafforza subito le linee difensive. Si sposta alla difesa di Mantova a seguito della sconfitta dell’esercito della lega a Borgoforte: convince Francesco Gonzaga a non abbandonare la città.

Ago. Lombardia

Conduce numerose azioni sul Mincio per cercare di soccorrere Governolo, assediata dal dal Verme; affianca Carlo Malatesta nella omonima battaglia dove comanda la seconda schiera forte di 1000 cavalli e di 800 provvigionati. Nello scontro si getta su Ottobono Terzi, che conduce la prima schiera,  e lo  scavalca; cattura Frignano da Sesso e Ludovico Barbavara, finché è obbligato a ritirarsi  per l’intervento della seconda ondata milanese capitanata da Francesco Visconti. Sostenuto da Corrado Lando, tampona l’urto dei ducali: ferisce il Visconti e lo getta a terra; stessa sorte subiscono Manfredo Barbavara, Antonio Porro ed Ugolino Cavalcabò. Gli viene contro Filippo da Pisa ed anche quest’ ultimo viene disarcionato. Un contributo decisivo alla battaglia lo dà, infine, allorché fa muovere le fanterie che superano la resistenza del presidio preposto alla protezione degli alloggiamenti: scavalca, sempre con la lancia, Taddeo dal Verme, che vi difende le bandiere, e cattura Galeazzo Porro che ha con sé lo stendardo principale del duca di Milano.

…………….. Lombardia

Viene ordinato a lui ed al Barbiano di trasferirsi nel bresciano al fine di sostenervi l’azione di Giacomo Avogadro, che si è ribellato ai viscontei: i due capitani si rifiutano. Per tale fatto sono entrambi sospettati di tradimento dai fiorentini.

Nov. Umbria A metà mese attraversa il territorio di Città di Castello. Nel suo passaggio esige del denaro dietro la promessa di non danneggiare il contado.
Dic. Lombardia

Si trova lungo il Po; le truppe della lega sono ripetutamente sconfitte per cui deve essere soccorso, con il Barbiano, da una flotta di 7 galee e di 70 barche armate.

1398
Mar. Venezia Milano 400 lance Veneto

Viene condotto dai veneziani per un mese e mezzo; la durata della ferma è  estensibile a sei: gli è concessa una provvigione mensile di 10000 lire. La stipula dell’atto avviene a Venezia nel Palazzo Ducale, nella cappella di San Niccolò.

Apr. Chiesa Perugia Umbria

Il Michelotti è ucciso in Perugia;  i pontifici attaccano subito la città per recuperarla allo stato della Chiesa. Conte da Carrara si congiunge con Mostarda da Forlì ed invade il perugino. Giunge a San Valentino e dà alle fiamme le case di tale villaggio come a quelle di San Montano; si impadronisce di alcuni palazzi al di là di Capocavallo. Ritorna quindi  a San Valentino e vi sosta per otto giorni. Con Mostarda da Forlì cavalca fino a Monte Morcino ed alla Maestà di Colonnata dove imprigiona numerosi abitanti. Giunge a Veggio e, sempre procedendo nel medesimo modo, tocca Prepo e San Vittorino; si sposta nel ducato di Spoleto.

Mag. Umbria e Veneto

Staziona nel contado di Spello ed in quello di Cannara; ottiene il castello di Bucarelli, si trasferisce a Casalina ed a Ponte San Giovanni dove provoca parimenti gravi danni. E’, viceversa, sconfitto a San Bevignate dai perugini condotti da Archimanno Tedesco e da Ceccolino dei Michelotti, giunti appositamente da Todi (sono uccisi 70 cavalli ed altri dodici sono catturati). A fine mese, alla firma della pace della lega con i viscontei, Conte da Carrara rientra a Padova ove è accolto dal fratello con tutti gli onori.

Giu. Lombardia

Esce da Mantova e dà luogo con Corrado Prospero, Antonio degli Obizzi e Francesco da Cantiano ad una compagnia di 4000 cavalli ed 800 fanti.

Lug. Chiesa Perugia 3000 cavalli Umbria

Viene condotto dai pontifici per tre mesi. A cinque giorni dalla firma del contratto lo stato della Chiesa e Perugia concludono il trattato di pace. Licenziato, gli sono consegnati 800 fiorini. Transita per il territorio di Città di Castello.

Ago. Comp. ventura

 

 

Chiesa

Fermo Chiesa

 

 

Perugia

 

Marche e Umbria

Si porta nelle Marche con Corrado Prospero ed il Cantiano, alla testa di più di 4000 cavalli, per valersi su Fermo che ha bene accolto tra le sue mura il marchese della Marca Andrea Tomacelli. Entra in Monte Vidon Corrado ed assedia nel castello Marino di Santa Vittoria: stringe una tregua di due mesi e dodici giorni, gli sono consegnati dai fermani 2000 ducati;  da parte sua, cede le terre da lui controllate nel circondario. Si allontana per condursi agli stipendi del papa Bonifacio IX.

Sett. Comp. ventura Emilia e Abruzzi

I veneziani lo accusano di aver permesso, durante la sua marcia nel bolognese, saccheggi, stupri ed uccisioni. Nega ogni addebito: sono state anzi le sue truppe ad essere state assalite dai contadini che gli hanno anche rubato venticinque cavalcature. La sua è stata un’azione di rappresaglia. Perviene nell’ aquilano, staziona a Paganica dove i suoi uomini predano, imprigionano e distruggono.

1399
Feb. Marche A Civitanova Marche. Il papa Bonifacio IX spinge gli abitanti della città a ribellarsi al suo dominio.
Mag. Comp. ventura Chiesa Marche

Raduna gli sbandati di ogni parte ed un gran numero di ghibellini; con il Broglia forma una grossa compagnia con la quale devasta le Marche; dopo nove ore sconfigge a Cingoli le milizie di Galeotto Belfiore Malatesta, rafforzate da contingenti bolognesi e viscontei. E’ scomunicato dal papa Bonifacio IX. Presto è stipulata una tregua con gli avversari tramite Marino Tomacelli,  altro nipote del pontefice.

Giu. Comp. ventura Perugia Umbria

Si colloca nel piano di Bettona ed infesta il perugino malgrado che i priori gli abbiano fatto avere 300 fiorini; si dirige verso Todi.

Lug. Comp. ventura Siena Toscana

Scorre il senese con 1500 cavalli e molti fanti; sgombera il territorio solo con la consegna di 5600 fiorini (in realtà il costo complessivo per il comune ascende a 6137 fiorini per varie regalie ad alcuni condottieri).

Ago. Comp. ventura Lucca  Pisa Toscana

Minaccia Lucca e Pisa: i viscontei rafforzano il presidio  di Pisa.

Sett. Chiesa Perugia Umbria

Rientra in Umbria con Ceccolo Broglia; molesta il perugino, giunge fin sulla Porta di San Costanzo del capoluogo.

Ott. Chiesa Comp. ventura Umbria e Toscana

Con il Broglia (600 lance) contrasta a Corbara, feudo di Francesco da Montemarte, la compagnia dei bretoni. Sempre nel periodo danneggia il territorio di Cortona.

1400
Gen. Chiesa Colonna Lazio

Scaccia da Roma Nicola Colonna  che vi è entrato di sorpresa:  numerosi prigionieri vengono giustiziati (trentaquattro).

1402
Mar. Chiesa Milano Umbria

Con Mostarda da Forlì affronta i perugini ed i viscontei. Esce dallo spoletino e si dirige verso Nocera Umbra controllata da Ceccolino dei Michelotti; supera la resistenza dei difensori e cattura il podestà Cristoforo di Donataccio. Messa a sacco la città si volge nel perugino, danneggia il contado di Brusa e giunge fino al Tevere.

Lug. Marche

Si ferma ad Ancona;  si offre vanamente ai veneziani.

Ago. Chiesa

Si riafferma con i pontifici.

Sett. Chiesa Milano Umbria

Entra nuovamente nel perugino con Paolo Orsini,  Mostarda da Forlì e Braccio di Montone agli ordini di Giannello Tomacelli.

Ott. Umbria

Si uniscono ai pontifici anche i capitani fiorentini Crasso da Venosa e Bindo da Montopoli; insieme predano le campagne.

Nov. Umbria

Al termine del conflitto entra in Perugia al seguito di Giannello Tomacelli.

1403
Gen. Chiesa Milano Puglia e Umbria

Lascia la Puglia e ritorna in Umbria con Crasso da Venosa e Bindo da Montopoli. Si scontra sotto Assisi con 2500 uomini capitanati dal  Terzi;  viene sconfitto in tre ore di combattimento. Tra i pontifici si contano 150 morti. Sempre nel mese tratta le nozze tra il nipote Giacomo da Carrara e Belfiore da Varano, figlia di Gentile.

Mag. Umbria

Ritorna nell’ assisate e, con l’aiuto di Everardo de Nepis, irrompe nel capoluogo con Paolo Orsini e  Mostarda da Forlì. Assedia le rocche cittadine.

Lug. Umbria

Ottiene dai castellani il possesso delle due rocche di Assisi con l’esborso di 1000 fiorini.

…………….. Romagna Marche

Dalla Romagna si trasferisce nelle Marche; acquista Montegranaro ed altre terre dal signore di Fermo Antonio Aceti.

1404
Mag. Chiesa Fuoriusciti Umbria

Respinge un tentativo contro Perugia portato dai fuoriusciti che, con Giacomo degli Arcipreti, sono riusciti ad entrare nella città per la Porta di San Matteo. Esce dal capoluogo con Ceccolino dei Michelotti, si dirige al castello di Antignola al fine di catturare l’Arcipreti che vi si è rifugiato sotto la protezione di Giasone di Antignola. Si fa consegnare il fuoriuscito con la minaccia delle armi; costui viene rinchiuso nel cassero di Castiglione Chiugino (Castiglione del Lago).

1405
Gen. Napoli Umbria

 

Si rifiuta di favorire Francesco Novello da Carrara contro i veneziani:  gravi contrasti lo separano infatti dal fratellastro. Passa al servizio del re Ladislao d’Angiò. Si rivolge ai fiorentini per ottenere da Città di Castello la somma che gli è stata assegnata anni addietro dal papa Bonifacio IX a valere sulle imposte da pagarsi dagli abitanti alla Camera Apostolica. Non soddisfatto nelle sue richieste, minaccia la città.

Feb. Umbria

Gli sono consegnati 7000/13000 fiorini dagli abitanti di Città di Castello.

Ago. Napoli Chiesa Lazio

Con Pieretto de Andreis e Gentile da Monterano è invitato dai Colonna a riconquistare Roma. Irrompe nel Borgo Leonino ed occupa il portico di San Pietro: i cittadini sbarrano le Porte di Ponte Sant’ Angelo dove si deve collegare con il castellano Antonio Tomacelli. Schiera le sue truppe  (3000 cavalli) nel rione di Ponte con l’ordine di reprimere qualsiasi moto popolare. I romani temono che le loro case siano esposte al sacco,  insorgono e spogliano delle armi i soldati che fuggono verso Castel Sant’ Angelo. Conte da Carrara esce allora dal Vaticano, si porta sul ponte e ne scaccia i difensori che insegue sino a San Celso ed ai prati di Nerone. Ferito alla testa da un sasso, è trascinato fuori dalla mischia.

1406
Giu.

Il papa, in concistoro, emana un breve contro il da Carrara, i Colonna, Ciucio da Paterno e Gentile da Monterano. Giorni dopo il condottiero firma con Pieretto de Andreis a Tor di Mezza una tregua di undici giorni con i pontifici  che sono rappresentati da Paolo Orsini.

Lug. Abruzzi

Viene nominato dal re di Napoli viceré degli Abruzzi. Manterrà l’incarico fino al 1413.

1407
Feb. Abruzzi

Risiede a L’Aquila. Alla notizia dell’ uccisione in Teramo di Andrea Matteo Acquaviva si reca immediatamente in tale città.

Ago. Napoli Chiesa Marche

Soccorre con 600 cavalli il marchese di Fermo Ludovico Migliorati dagli attacchi del Montone. Con il Migliorati e Martino da Faenza (altri 600 cavalli e 300 fanti) viene battuto dal capitano perugino a Monte Conscio (Montecosaro).

Ott. Marche

Favorisce Ludovico Migliorati ai danni dei da Varano; giunge a Sant’Angelo in Pontano e compie numerose scorrerie fin sulle porte di Camerino. Occupa Offida.

Dic. Puglia

Si dirige in Puglia presso Ladislao d’Angiò;  con Rodolfo da Varano discute con il sovrano sulla pace generale nella marca di Ancona.

1408
Gen. Marche

Viene siglato un negoziato di pace tra i contendenti marchigiani.

Feb. Abruzzi

Si trova a Fermo;  da qui si sposta a L’Aquila.

Apr. Lazio

Espugna Ostia ed attacca ancora Roma con 12000/15000 cavalli e 8000 fanti. Assale Porta San Paolo;  con Pieretto de Andreis si scontra con l’ Orsini nei pressi di Trastevere. Dopo qualche giorno entra nella città con il de Andreis, Nicola e Giovanni Colonna, Gentile da Monterano, Battista Savelli e Ludovico Migliorati: l’Orsini defeziona nel campo regio. A fine mese il da Carrara affianca il re in una solenne cerimonia che si svolge nel palazzo di San Paolo fuori le Mura.

Giu. Lazio e Umbria

Esce da Roma e si accampa con il de Andreis,  Paolo Orsini, Giovanni Colonna, Gentile da Monterano e Ciucio da Paterno nel contado di Todi: la comunità perugina stanzia a loro favore 150 fiorini per generi di conforto.

Lug. Lazio

Staziona nel perugino con Paolo  Orsini.  A Roma.

…………….. Puglia

In Capitanata. E’ invitato da Giannozzo Migliorati a raggiungere il fermano per scacciarvi il congiunto Ludovico: in cambio promette la consegna della fortezza di  Monterubbiano. La trama è scoperta e si conclude con il supplizio dello stesso Giannozzo.

1409
Mag. Campania

Nel beneventano.

Giu. Napoli Antipapa Marche

Opera con Martino da Faenza, Ceccolino dei Michelotti ed il Tartaglia;  contrasta il Migliorati che milita, viceversa, agli stipendi dell’antipapa Alessandro V. Tocca  Servigliano, si impadronisce del castello di Smerillo che è consegnato a Rodolfo da Varano; assedia la rocca di Monturano ed invia 100 cavalli a depredare il fermano fin sulle porte del capoluogo. Si scontra con gli avversari a Falerone.

Lug. Marche

E’ sconfitto dal  Migliorati a Lauro (Loro Piceno)/Monte San Giacomo: tra i napoletani sono uccisi 100 cavalli con tre capisquadra). Il da Carrara finge di abbandonare le Marche, giunge a Fiastra e si pone alle Fontanelle; occupa  Montecosaro;  ottiene poi Smerillo in cui cattura Berardo da Varano.

Ago. Marche

Si sposta nel fermano; a Fermo cerca di conquistare la rocca del Girifalco ribellatasi a Ludovico Migliorati.

1410
Ott. nov. Umbria

Difende con successo Perugia dagli attacchi portati da Braccio di  Montone;  soccorre il Tartaglia con 50 cavalli.

1411
Mag. Lazio

E’ vinto a Roccasecca da Luigi d’Angiò, da Paolo  Orsini e da Muzio Attendolo Sforza. Alla testa dell’ avanguardia  respinge i primi attacchi nemici; mal sostenuto dal resto dell’esercito viene travolto e fatto prigioniero.

Lug. Umbria

Con Ceccolino dei Michelotti e Manfredo da Barbiano (3600 cavalli) è deputato alla difesa di Perugia,  minacciata dal Montone. Con i due condottieri e Berardo da Varano si incontra con lo Sforza;  a nome del re di Napoli gli  offre  la signoria di Cortona in cambio della sua defezione nel campo angioino.

Sett. 500 cavalli Umbria

Tenta di sorprendere a Fratticciola Selvatica il  Montone  con parte della cavalleria: il rivale fa uscire dal castello alcuni soldati affinché fungano da esca. Il da Carrara, non fiuta l’inganno, si getta sugli avversari mentre il condottiero perugino piomba sui suoi alloggiamenti e vi cattura i figli Obizzo ed Ardizzone. Costoro vengono liberati   senza il pagamento di alcun riscatto.

…………….. Marche e Abruzzi

Toglie al Migliorati Offida ed Ascoli Piceno. Sempre per il suo incarico di viceré degli Abruzzi ha l’ordine da Ladislao d’Angiò di proceder con il massimo rigore a Teramo per fare cessare le lotte di fazione tra i Melatini e gli Antonelli. Per tre anni è mantenuto il massimo ordine nella città.

1412
…………….. Umbria

Rafforza il presidio di Perugia e riconquista quasi tutti i castelli caduti in precedenza nelle mani degli avversari. Si porta a Cerqueto; Braccio di Montone assale all’ improvviso gli abitanti usciti dalla località per portare le loro bestie al pascolo ed a fare legna. Compare in loro soccorso Conte da Carrara. Si svolge uno scontro nei pressi di Marsciano nel cui corso i suoi uomini hanno la peggio; é catturato il figlio Obizzo con 150 cavalli. Nel cercare di rifarsi  aggredisce Collepepe (Coldipepo): Braccio di Montone guada in gran fretta il Tevere, lo coglie impreparato alle spalle, lo sconfigge ancora una volta e gli fa prigioniero il figlio  Ardizzone (rilasciato con Obizzo dal Montone con ricchi doni).

Giu. Lazio e Campania

Assedia Ostia con lo Sforza, passato nel campo napoletano: spone il suo campo ai Dragoncelli.  Dopo alcuni giorni è costretto a rientrare in Napoli.

Lug. Ungheria Si reca in Ungheria con Rodolfo da Varano per stipulare un trattato di pace a nome di Ladislao d’Angiò.
1413
Feb. Marche

Con lo Sforza ed Andrea Malatesta cerca di intercettare la marcia di Paolo Orsini diretto a Roma.

Mag. Napoli Antipapa Umbria e Marche

Preda il contado di Foligno;  assedia Bettona con Ceccolino dei Michelotti. Con lo Sforza e Malatesta Malatesta assedia in Rocca Contrada (Arcevia)  l’Orsini;  cerca di sbarrargli la strada allorché l’avversario abbandona la località per riparare a Roma.

Giu. Lazio E’ segnalato a Roma.
Lug. ago.

 

Umbria

 

A Perugia ove viene accolto con doni e feste. Con Ceccolino dei Michelotti, lo Sforza e Fabrizio da Capua fronteggia l’ Orsini ed il Montone a Ponte di Pattolo (Ponte Pattoli) per quaranta giorni.

……………..

Viene investito da Ladislao d’Angiò della signoria di Ascoli Piceno con i figli Obizzo ed Ardizzone. Gli abitanti lo accolgono con favore al suo ingresso in città.

1414
Giu. Napoli Spoleto Umbria

L’antipapa si rappacifica con il re di Napoli;  Conte da Carrara è considerato nel negoziato come collegato di quest’ ultimo. Agisce sui confini dello spoletino, danneggia il contado di Trevi e quello di Spoleto nei pressi di Azzano e Beroide. Con il Tartaglia e Ceccolino dei Michelotti tocca Bazzano, Eggi e Santi Apostoli.

Lug. Umbria

Colloca i suoi alloggiamenti a Busano, punta su Spoleto e si colloca davanti alla Porta di San Gregorio per assediare la città. Inizia a colpirla con le bombarde, taglia le condutture dell’acqua in due punti : Rodolfo da Varano è costretto ad arrendersi.

Ago. Napoli Fuoriusciti Umbria ed Abruzzi

Alla morte di Ladislao d’Angiò lascia lo spoletino con Ceccolino dei Michelotti e si indirizza su Perugia. Si sposta poi negli Abruzzi e difende L’Aquila da un primo assalto di Antonuccio dell’ Aquila.

Nov. Napoli Angiò Abruzzi

Protegge ancora L’Aquila da un secondo attacco portato da Antonuccio dell’ Aquila con 200 cavalli e 400 fanti.

1415
Feb. mar. Abruzzi

I partigiani dei Camponeschi scendono armati sulle vie di L’Aquila. Conte da Carrara li affronta con i suoi uomini; dopo lo scontro ripara nel castello. A marzo è intercettato nei pressi di Amatrice un convoglio di vettovaglie destinato ai difensori. E’ presto obbligato a lasciare  la città con Berardo da Varano.

Nov.  dic. Carrara Ascoli Piceno Marche

Recupera Ascoli Piceno e le rocche cittadine.  Ritorna nuovamente alla signoria della città.

1416
Gen.

Ottiene dal papa Martino V il vicariato di Ascoli Piceno.

Sett. Abruzzi

Stipula una tregua con il Saligny, gran connestabile di Giacomo d Borbone (Giacomo de la Marche), marito della regina Giovanna d’Angiò: nei capitolati sono compresi anche Jacopo Caldora ed Antonuccio dell’ Aquila, che in precedenza hanno lottato contro le truppe napoletane.

1417
Gen. Abruzzi

Ha l’ordine di restituire a Jacopo Orsini le terre di Verrucole, Petrella e Cappadocia.

Giu. Napoli Perugia Lazio

Viene inviato in soccorso dello stato della Chiesa;  milita agli ordini dello Sforza. Giunge a Casamala, nei pressi di Frosinone, con il Caldora ed il conte di Monteodorisio Perdicasso Barile. Con tali capitani avvia alcune trattative con Braccio di Montone per passare al  servizio di quest’ultimo. La trama è scoperta. Il Caldora ed il Barile vengono arrestati mentre il da  Carrara rientra nei ranghi.

Ago. Lazio

A Marino. Si collega sempre con lo  Sforza, Francesco Orsini ed Orso Orsini per assalire in Roma il Montone. Pone il campo alla Marmorella, si dirige verso la Porta di San Giovanni in Laterano ed è respinto dalla fanteria del rivale e da quella del Tartaglia. Ripiega per la via Ostiense; attraversa il Tevere su un ponte di legno e si avvia a Monte Mario. Da qui cala sulla città: i nemici si allontanano da Roma mentre egli vi entra per la Porta Viridaria (San Pietro) e prende alloggio vicino alla chiesa di Santo Spirito. Dopo qualche giorno esce dalla città e cavalca verso Valmontone.

Ott. Lazio

Affronta gli avversari nel reatino.

Dic. Abruzzi

Interviene una volta di più in Teramo dilaniata dalle lotte di fazione che dividono Antonelli e  Melatini. Viene nominato governatore della città: tra i suoi primi atti vi è quello della riduzione del tributo verso la corona da 41 once d’oro (stabilito a suo tempo dal Saligny) a 12.

1418 Marche e Toscana

Lotta contro Braccio di Montone nelle Marche e nel sud della Toscana: si collega con Ulisse Orsini e si fa promotore di una rivolta nelle terre del condottiero perugino che si estende anche all’orvietano.

1419
Mar.

Gli sono confermati da Giovanna d’Angiò i suoi beni.

Mag.

Gli sono richiesti dalla regina 1600 ducati per onorare il nuovo papa Martino V.

Giu. Chiesa Perugia Agli stipendi del pontefice contro il Montone.
Sett. Umbria

E’ inviato con Angelo della Pergola e Bernardino degli Ubaldini in soccorso di Guidantonio da Montefeltro. Raduna le sue truppe a Gubbio.

Ott. Umbria e Campania

Si accosta di notte  ad Assisi presso il convento di San Francesco;  un frate indica alle milizie pontificie una piccola porta, debolmente murata e non sorvegliata. Questa è aperta, irrompono nella città 2000 cavalli e 1200 fanti che giungono nella piazza. Sono messe a sacco le case dei fautori del  Montone. A fine mese il da  Carrara è segnalato a Napoli per l’incoronazione di Giovanna d’Angiò.

1420 Perugia Chiesa Napoli Abruzzi

Si ribella alla regina di Napoli e defeziona nel campo nemico: il figlio Ardizzone non lo segue e continua a militare con lo Sforza. E’ dichiarato ribelle dal viceré degli Abruzzi Cristoforo Gaetani. Depreda con i suoi partigiani le località di  Manoppello, di Serramonacesca, di Gessopalena e Taranta.

1421
Apr. Chiesa Napoli Marche

Si avvicina al partito di Luigi d’Angiò e combatte ancora le truppe napoletane: il di Montone lo assale in Ascoli Piceno e lo convince con la forza a rimanere neutrale ed a dargli in ostaggio, a garanzia, il figlio Ardizzone.

Nov.

Muore in Ascoli Piceno. E’ sepolto nel duomo cittadino. Durante la sua signoria fa coniare alcune monete d’argento e di rame con lo stemma della sua famiglia, un carro con quattro ruote.

 CITAZIONI

“Manifestò sino dall’adolescenza una perspicacia, ed una forza di carattere non comuni, e tali da renderlo distintissimo tra i personaggi del suo tempo.” DE MARCHI

“Fu uno dei più prodi guerrieri del suo tempo, e fu di grandissimo aiuto a Francesco suo fratello nelle luttuose sue circostanze. Sua madre era Giustina Maconia nobile matrona Padovana.” VERCI

“O Conte Alberico adorno di justitia,/ Savio, gagliardo, cortese, e leale,/ Disprezzator di chi segue avaritia;/ E l’altro absunto alle famose scale/ Chiamato di Carrara messer Conte/ D’animo trionfante imperiale.” CAMBINO D’AREZZO

“Homo nobile, gran Conduttiero de gente d’arme, e molto amado dal Re (Ladislao d’Angiò).” DIARIO FERRARESE

“Di cui all’età nostra si raccontano molte gloriose imprese, e fatti, degni di grandissima lode.” CAMPANO

“Comes interim sua virtute, praeclarum nomen, praeter fatis amplas facultates, armi et egregia disciplina militari, tam domi quam foris siibi cumulatissime comparavit.” SCARDEONE

Con Gentile da Monterano, Pieretto de Andreis e Giovanni Colonna “Egregiis tum copiarum ducibus.” PLATINA

Con Paolo Orsini, Mostarda da Forlì “Valorosissimi capitani in quei tempi.” PELLINI

“Questi, nella sua posizione indipendente di capitano di ventura, non s’era mai creduto in obbligo di seguire l’indirizzo politico di Francesco II (Francesco Novello da Carrara), benché il nome, che a diritto o a torto portava, rivolgesse in modo speciale a lui l’attenzione degli amici del signore di Padova, e la sua condotta, non affatto libera da influenze viscontee, avesse talvolta nociuto al buon accordo del principe carrarese con la repubblica di Firenze.” PASTORELLO

“Capitano invitto.” ZABARELLA

Con Malatesta Malatesta “Bellicosos duces.” CRIVELLI

Con Muzio Attendolo Sforza, Braccio di Montone, il Tartaglia, Paolo Orsini e Martino da Faenza “Al tempo di costoro non avivano in Italia pari e pochi delli altri erano nominati.” BROGLIO

Con Ardizzone da Carrara “Uomini d’arme esperti e valorosissimi.” FABIANI

“Durante il periodo in cui militò al servizio del papa Conte da Carrara seppe acquistarsi una certa considerazione presso la curia romana, tanto che sperò di ottenere la carica di gran maestro dei cavalieri di Rodi, ritenuta vacante a Roma perché occupata da Filiberto di Naillac, designato dall’antipapa Clemente VII..Dei buoni rapporti tra il Carrara e la curia si servì in più occasioni Francesco Novello, affidando al fratello incarichi diplomatici e richieste per il papa. Fu poi grazie alla mediazione del Carrara che furono concluse le trattative per il matrimonio tra Giovanni, figlio di Francesco Bovello, e Belfiore da Varano, figlia di Rodolfo, signore di Camerino.” M. FRANCESCHINI