PAOLO ORSINI Del ramo di Gallese

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

PAOLO ORSINI Del ramo di Gallese. Conte. Signore di Gallese, Olevano Romano, Narni, Orvieto, Tuscania, Canino, Marta, Montalto di Castro, Fiano Romano.

Cugino di Gentile.

1369 – 1416 (agosto)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1387 Chiesa Antipapa Abruzzi e Lazio

Combatte a favore del papa Urbano VI contro il conte di Manoppello. Sulla fine  dell’anno distrugge il castello di La Villa, a venti miglia da Roma, dove in precedenza è stato ferito gravemente dai contadini il condottiero Giovanni Beltoft.

1390 Chiesa Colonna Lazio

Svolge un ruolo importante nell’ opporsi alle bande di Sciarra Colonna ed a quanti, subito dopo il Giubileo, molestano il Patrimonio con le loro azioni banditesche.

1394
Autunno Chiesa Antipapa Lazio

Con Mostarda da Forlì aiuta il papa Bonifacio IX a rientrare in Roma;  costringe i Colonna a fuggire nella Campagna. La sua presenza diviene fondamentale per debellare le intemperanze di Giovanni Colonna e di Onorato Gaetani aperti sostenitori dell’ antipapa Benedetto XIII.

1395
Apr. Chiesa Comp. ventura Lazio

Si trova a Sutri con 1000 cavalli;  vi fronteggia Ceccolo Broglia e Brandolino Brandolini. I venturieri cercano di scacciarlo dalla località.

1396
……………. Chiesa Fuoriusciti Fermo Marche

Contrasta nella marca d’ Ancona le città ribelli allo stato della Chiesa, nonché  le masnade di Mostarda da Forlì, di Luca di Canale, di Piero da Castel Modenese e quelle di Neri da Faenza.

Dic. Comp. ventura Firenze Lucca 650 cavalli Toscana

Si aggrega con 650 cavalli alla compagnia di Alberico da Barbiano per invadere la Toscana. Irrompe nel lucchese.

1397
Feb. Milano Lucca Firenze Toscana

Staziona nei pressi di Siena in attesa dell’esito di una congiura tramata ai danni dei fiorentini a San Miniato. Si collega con Ottobono Terzi ed il Broglia, lascia il pisano ed entra nel contado di Lucca per unirsi con Giovanni da Barbiano e scorrere ostilmente tutto il territorio. Bloccato dai lucchesi sul Serchio a San Quirico di Moriano si ritira mettendo il territorio a ferro e fuoco.

Mar. Toscana

Con Paolo Savelli, Ceccolino dei Michelotti e Giovanni da Barbiano segue Alberico da Barbiano in una scorreria che lo porta fin sulle porte di Firenze.

Mag. Firenze Milano 400 lance Toscana

Riceve 12500 fiorini dai fiorentini e passa ai loro stipendi contro i viscontei. Lascia i ducali con il Michelotti alla testa di 200 cavalli;  gli è concessa una condotta di 400 lance.

Giu. Toscana

Giunge a Colle di Val d’Elsa; si oppone al Barbiano fermo nel senese. Con Filippo da Pisa appoggia Bartolomeo Boccanera nel pisano e nel livornese contro gli ordini di Bernardo della Serra. I condottieri in una razzia si appropriano di duemiladuecento capi di bestiame e fanno  molti prigionieri; si avvicinano a Pisa, al borgo di San Marco.  Chiedono inutilmente di parlare con Vanni d’Appiano. Nessuno li affronta.

Lug. Maresciallo campo Lombardia

Bernardo  della Serra fa decapitare il Boccanera per insubordinazione; l’Orsini incomincia a temere per la sua vita; le sue compagnie, come quelle del condottiero ucciso e quelle di Giovanni Colonna si allontanano per qualche tempo dal campo. Viene allora inviato in Lombardia in soccorso del signore di Mantova Francesco Gonzaga. E’ eletto  maresciallo di campo da Carlo Malatesta con Giovanni da Barbiano, Pattaro Buzzaccarini e Guardone Inglese.

Ago. sett. Lombardia  Toscana

Si fa onore nella battaglia di Governolo contro Jacopo dal Verme. A settembre rientra in Toscana; con Bernardo della Serra e Giovanni Colonna irrompe in Valdarno con 2500 cavalli ed altri 3000 uomini tra fanti e guastatori; dà alle fiamme numerose case a Cascina. Da Pisa vengono loro contro 500 cavalli e molti fanti che tendono un agguato ai fiorentini. L’Orsini attraversa il fiume, devasta il pisano attorno a Campo ed a Cesanello, giunge fino al capoluogo. Predispone alcuni  agguati  nelle vicinanze;. da Pisa escono alcuni uomini con i quali ha alcune piccole scaramucce che culminano con la cattura di dodici uomini d’arme. Ritorna nel fiorentino. Raggiunge Lucca con 300 cavalli per respingere le milizie pisane che stanno infestando il territorio. Entra nella città e fa rientro a San Miniato.

Ott. Toscana

Si trova ancora a Lucca con Giovanni Colonna e 1000 cavalli; si uniscono alle sue truppe anche 170 lance lucchesi; cavalca a Filettole che viene messa a sacco; stessa sorte subiscono anche Nodica, Vecchiano, Malaventro, Santa Maria di Castello e Ponte a Serchio. Si accosta a Pisa, supera il ponte di Baldo ed affronta  gli avversari. Trascorre la notte a Santa Maria di Castello, si dirige verso Vicopisano, assedia la località finché è costretto a rientrare a San Miniato.

1398
Mar. Chiesa Perugia Umbria

Ritorna agli stipendi del papa Bonifacio IX. Con l’uccisione in Perugia di Biordo dei Michelotti si collega con Mostarda da Forlì ed Ugolino Trinci per scacciare da tale  città, come da Assisi,  Spello,  Todi,  Nocera Umbra,  Gualdo Tadino,  Trevi,  Cesi e   Orvieto i seguaci del partito dei raspanti.

Apr. Firenze Milano Toscana

Compie per i fiorentini una scorreria nel pisano con 400 lance e 1000 fanti poco prima che sia firmata la tregua tra la repubblica ed i viscontei. Si accampa vicino al borgo di San Marco sotto Pisa: rimane ferito in uno scontro con i nemici comandati da Giovanni da Fighino e da Astorre Visconti.

Giu. Chiesa Perugia 1500 cavalli Toscana Umbria

Sono saldate a Firenze le  sue spettanze come quelle  di Bernardo della Serra e di Giovanni Colonna. Riceve 10000 fiorini, compresa una paga e mezza in più; da parte sua si impegna a non molestare i territori del comune per un certo periodo temporale. Anche i perugini gli fanno avere una somma di denaro per averlo alleato contro i pontifici: punta viceversa con 1500 cavalli nel loro territorio e devasta i contadi in cui transita. Obbliga gli abitanti ad accettare il rientro del papa.

1399
Mar. Comp. ventura Perugia Umbria

Scorre il perugino, razzia il bestiame nel Chiugi e fa prigionieri.

Sett. Montemarte Comp. ventura 400 lance Umbria

Si trova ad Orvieto con 400 lance: nella città arrivano duecento pellegrini vestiti di un saio bianco. Si unisce loro e per qualche giorno si trasforma anch’ egli in pellegrino; si fa vedere con i suoi uomini scalzo, mentre si frusta con la croce davanti a sé cantando le lodi al Signore. A metà mese ritorna alla vecchia vita d’armi; alla testa di 100 cavalli si congiunge con Francesco da Montemarte che  ne comanda altri 100;  insieme i due capitani si recano a Fabro ove convince 90 fanti di Bernardo della Serra ad abbandonare Fichino ed a restituire la località agli abitanti dietro il pagamento di una taglia di 550 fiorini.

Nov. Comp. ventura Pollenza Marche

Molesta Mostarda da Forlì in Montemilone (Pollenza).

1400
Gen. Chiesa Antipapa Lazio

Giovanni e Nicola Colonna tentano di fare insorgere Roma a favore dell’antipapa Benedetto XIII ai danni di Bonifacio IX. L’Orsini accorre a difesa del pontefice ed assale Palestrina con 2000 cavalli: per i suoi meriti ottiene in vicariato Olevano Romano.

Ott. Chiesa Ribelli Marche Viene inviato dal papa nelle Marche con i fratelli Giovanni e Poncello ed il cugino Gentile per fronteggiarvi i locali ribelli.
1401 Fuoriusciti Viterbo Lazio

Coadiuva i Gatti ad insignorirsi di Viterbo. Viene nominato rettore della Marca;  manterrà tale incarico fino al 1406. Sempre nell’anno ottiene  anche Gallese da Giovanni e Nicola Colonna.

1402
…………….. Toscana

A Firenze: il comune cerca l’alleanza con i pontifici per combattere i viscontei.

Giu.

Si discute a Venezia sull’ opportunità di un suo arruolamento da parte della Serenissima: la proposta viene respinta.

Lug. Chiesa Milano Toscana

Cattura Manfredo Barbavara; lascia presto il teatro delle operazioni perché, a causa della peste, le truppe ducali non hanno la possibilità di calare con forza dalla Lombardia.

Ago. Marche

Si trova nella marca d’ Ancona: il suo stipendio è anticipato dalle comunità ebree di Fano e di Fossombrone per conto della Camera Apostolica.

Sett. Chiesa Milano Umbria

Irrompe nel perugino con Braccio di Montone, Mostarda da Forlì e Conte da Carrara agli ordini di Giannello Tomacelli. Tutti si accampano nei pressi del capoluogo e lo tengono quasi sotto assedio.

Ott. Umbria

Si uniscono con i capitani pontifici i fiorentini e Bindo da Montopoli: le milizie pongono i loro alloggiamenti tra Olmo e San Mariano. Sono predate le campagne vicine.

1403
Gen. Umbria

Viene sconfitto sotto Assisi in un combattimento di tre ore da 1200/2500 cavalli comandati da Ottobono Terzi: tra i pontifici vi sono 150 morti.

Mar. Bonifacio IX lo autorizza a riscuotere il salario dovutogli per la condotta di 490 lance direttamente dai signori tenuti a pagare il censo annuale alla Camera Apostolica (Antonio da Montefeltro, 1300 fiorini per Urbino, Gubbio e Cagli; Carlo, Pandolfo e Malatesta Malatesta, 8000 fiorini per Rimini, Pesaro, Fano, Cesena, Osimo ed altre terre; Ugolino Trinci, 1000 fiorini per Foligno, Montefalcone, Bevagna ed altre terre; Rodolfo da Varano, 1000 fiorini per San Ginesio ed altre terre; Guido di Matelica, 300 fiorini per Matelica; Raniero Simonetti e fratelli, per Jesi, Serra San Quirico ed Accola; Chiavello Chiavelli, 450 fiorini per Fabriano; Onofrio Smeducci, 400 fiorini per San Severino Marche; Giovanni e Bernardino Cima, 400 fiorini per Cingoli; Monaldo da Montevecchio e fratelli, 775 fiorini per Montevecchio e San Lorenzo in Campo; Onofrio Paganelli, 50 fiorini per Montalboddo; Matteo di Branca, 25 fiorini per Cartoceto, il comune di Città di Castello, 1500 fiorini).
Mag. Umbria

Ritorna nel contado di Assisi con Conte da Carrara e Mostarda da Forlì: può entrare in Assisi con l’aiuto di Averardo de Nepis.

Giu. 400 lance Marche  Emilia e Lombardia

Si muove dalla marca d’ Ancona con 400 lance e 600 fanti e si trasferisce in Emilia. Nella  cattedrale di Ferrara assiste alla cerimonia in cui è consegnato a Niccolò d’Este il bastone di capitano generale. Con il cardinale legato Baldassarre Cossa (il futuro antipapa  Giovanni XXIII) ed il Barbiano cavalca nel parmense, vi fa molti prigionieri e vi razzia molto bestiame. Varca il Po;  si incontra a Cremona con Ugolino Cavalcabò che incita i pontifici ad invadere il milanese.

Lug. ago. Emilia Lombardia  Romagna

Ottiene in Umbria dal castellano di Assisi, dopo un lungo assedio, le due rocche cittadine dietro l’esborso di 1000 fiorini. In Lombardia affianca il Barbiano nella  devastazione del pavese;  lo segue ancora tra Castel Bolognese e Faenza. Si ferma nel bolognese e si attenda sull’Idice ad otto miglia dal capoluogo; ogni giorno conduce le sue scorrerie fin sulle porte di Bologna. Rompe il muro di una piccola torre tra la Porta di Strada Castiglione e quella di Santo Stefano e penetra nella città. E’ respinto dal contrattacco di Facino Cane; con il supporto di 1200 cavalli ed il sostegno di Niccolò d’Este, di Uguccione Contrari e di Carlo Malatesta respinge indietro gli avversari con gravi perdite. Negli stessi giorni con Carlo Malatesta costringe il signore di Imola Ludovico Alidosi ad abbandonare l’alleanza con i viscontei. Con la pace di Caledio l’Orsini entra nella cittadella di Bologna.

Sett. Emilia e Marche

Resta alcuni giorni  a Bologna al comando della guarnigione. A fine mese viene segnalato a Tolentino.

Ott. Marche

Si trova a Fermo.

1404
Feb. Chiesa Gozzadini Emilia

Assedia Massumatico con Corrado di Matelica; espugnato tale castello, ottiene Castelfiuminese, Galliera, Cento. Con Riccardo Pepoli assedia i Gozzadini in Pieve di Cento. Nanne Gozzadini è costretto a fuggire a Ferrara.

Mar. apr. Bonifacio IX ordina a Giovanni Tomacelli, gran cancelliere del regno di Sicilia, di richiamare Paolo Orsini al servizio dello stato della Chiesa. Ad aprile è chiesto dal pontefice ad Andrea Tomacelli, rettore della Marca, ed al tesoriere di quest’ultimo Andrea de Summa, di imporre alla regione una taglia di 50000 fiorini per potere provvedere agli stipendi di Paolo Orsini.
Giu. Chiesa Rossi Emilia

E’ inviato a Parma per soccorrervi il signore della città, Ottobono  Terzi, ai danni dei Rossi e dei fiorentini; entra in Parma ove è accolto con grandi luminarie.

Ago. Il papa insiste affinché sia imposto ad arcivescovi, vescovi, abati, chierici ed ebrei della Marca (dimostratisi piuttosto riluttanti) di dare anch’essi il loro contributo alla taglia per potere pagare le spettanze di Paolo Orsini.
Ott. Chiesa Cunio Romagna

Prende possesso di Faenza,  ceduta allo stato della Chiesa da Astorre Manfredi. Aiuta quest’ultimo contro il Barbiano.

Nov. Emilia

Negli stessi giorni ha modo di acquistare la metà di Fiano Romano con l’appoggio del cognato Giovanni Sanguigni, abate di San Paolo: il godimento del possesso lo avrà dopo due anni. Si trova a Bologna e partecipa ad una giostra data in onore del nuovo papa Innocenzo VII: vince il torneo con Galeazzo Pepoli.

1405
Giu. Chiesa Cunio Romagna

Riprende il conflitto con il Barbiano;  assedia Manfredo da Barbiano in Castel  Bolognese: assale i saccomanni dell’ avversario. Attaccato a sua volta, contrasta  tale capitano con l’aiuto di Carlo Malatesta e di Astorre Manfredi.

Mar. Chiesa Napoli Lazio

Viene richiamato a Roma dal papa Innocenzo VII per fronteggiare i colonnesi e le milizie del re di Napoli Ladislao d’Angiò.

Ago. Lazio

Il popolo romano pretende che l’Orsini non entri nella città per tutto il periodo della vendemmia. Negli stessi giorni il nipote del papa Ludovico Migliorati uccide 11 rappresentanti della comunità romana venuti a lamentarsi con Innocenzo VII perché  nulla viene fatto per mettere fine allo scisma che sta dilaniando la Chiesa. Il pontefice deve fuggire da Roma a Viterbo. L’Orsini si unisce con Mostarda da Forlì, il Michelotti ed il Beccarino per affrontare i colonnesi che si sono impadroniti della città. Sconfigge ai Prati di Nerone Giovanni Colonna che difende il Borgo Leonino;  entra in Vaticano: Pieretto de Andreis e Gentile da Monterano sono ricacciati nella Campagna.

Sett. Chiesa

 

Chiesa

Cunio

 

Napoli

Romagna  e Lazio

Ritorna a fronteggiare i Barbiano in Romagna: segue una tregua di quindici giorni tra i belligeranti grazie a Niccolò d’Este: alla sua scadenza inizia la costruzione di una bastia nei pressi e ritorna a Roma. Non vuole più emuli al suo fianco e, a fine mese, non esita ad uccidere con la propria spada (o a farlo uccidere da Antonio Orsini coadiuvato dai suoi familiari) Mostarda da Forlì. L’omicidio avviene in una sala del Palazzo Apostolico davanti alla stesso papa. L’Orsini assedia Castel Sant’Angelo.

Ott. Marche A metà mese è segnalato a Fermo con il Migliorati ed il Michelotti.
Nov. Lazio

Si impadronisce di parte di Castel Sant’Angelo e ne fa dare alle fiamme gli steccati a sua difesa.

1406
Gen. Perugia Fuoriusciti Umbria

Viene condotto per un mese dai perugini a seguito delle minacce alla città da parte di Braccio di Montone.

Apr. Chiesa Napoli 500 lance Lazio

Il papa gli concede una condotta di 500 uomini d’arme;  il suo stipendio è sempre tratto dai censi di alcuni vicariati marchigiani. Con il Migliorati riprende l’assedio di Castel Sant’Angelo;  contrasta sempre i baroni romani alleati con il re di Napoli.

Mag. Lazio

Esce dal campo con la sua compagnia verso Sant’Anastasio alle Tre Fontane ove colloca gli accampamenti. Con i romani assale Castel Giubileo che gli si arrende dopo un giorno: i difensori fuggono di notte dalla località.

Giu. Lazio

Fa trasportare molto frumento a Roma. A fine mese Ladislao d’Angiò, che è stato dichiarato decaduto dal trono da Innocenzo VII, si riconcilia con il pontefice; a Tor di Mezza, verso Albano, è stipulata tra l’Orsini da un lato e Pieretto de Andreis e Conte da Carrara dall’altro una tregua di undici giorni.

Lug. ago. Gonfaloniere dello stato della Chiesa Campania e Lazio

Si reca a Napoli con il Migliorati;  rientra a Roma nei primi giorni di agosto con il trattato di pace. Viene creato gonfaloniere dello stato della Chiesa: consegna due paghe ai suoi uomini con la promessa di darne loro altre due in pochi giorni. Sono fatte pressioni a lui ed al Migliorati dall’ ambasciatore fiorentino Rinaldo degli Albizzi affinché non prenda le armi a favore dei pisani.

Sett. ott. Lazio

In effetti è contattato dai pisani che gli offrono 40000 fiorini e la signoria di tutte le terre attorno al capoluogo. Le trattative continueranno fino al momento in cui, ai primi di ottobre, Pisa cade in potere dei fiorentini. Nel periodo è segnalato a Roma ed a Viterbo.

Dic. Chiesa Lazio

Presenzia nella basilica di San Pietro alle cerimonie indette in onore del nuovo papa Gregorio XII appena eletto al soglio pontificio. Passa ai suoi stipendi.

1407
Gen. Comp. ventura Chiesa 2000 cavalli Lazio

A Roma. Il suo credito verso lo stato pontificio ascende a 60000 fiorini. Per rifarsi punta su Corneto (Tarquinia) e si impossessa di più castelli; chiede agli abitanti di Toscanella (Tuscania) di accogliere le sue truppe entro le mura cittadine; vi entrano 400 cavalli che sono ospitati nelle case della località. Si porta anch’egli a Tuscania e se ne fa signore con il pretesto di un possibile tradimento: la città è messa a sacco. 500 cittadini sono derubati ed incarcerati con più morti: non vi è alcuna reazione da parte delle autorità pontificie.

Apr. Napoli Perugia Taranto Fuoriusciti Puglia

Affianca Ladislao d’Angiò all’ assedio di Taranto. Le operazioni cessano quando il re di Napoli accetta il consiglio di Gentile da Monterano di sposare l’assediata Maria d’Enghien, vedova di Raimondo Orsini del Balzo. L’Orsini ha l’incarico di consegnare l’anello nuziale alla donna.  Le truppe napoletane entrano nella città. Sempre nel mese per la somma di 1000 ducati è condotto con 1000 cavalli dai perugini per contrastare i fuoriusciti. Braccio di Montone deve abbandonare il territorio e ritirarsi a Rocca Contrada (Arcevia).

Mag. Chiesa Napoli 500 lance Lazio

E’ arruolato dai pontifici con 500 lance vive e 50 morte (una sorta di premio quest’ ultimo per milizie in ruolino paga ma non presenti nell’organico). Gli sono promessi il saldo dei suoi crediti vantati nei confronti di bolognesi ed estensi ed una provvigione mensile di 550 ducati. Ad ogni lancia è concessa una paga mensile di 12 ducati, se il teatro di operazioni è circoscritto alla marca d’ Ancona, al ducato di Spoleto, al Patrimonio, alla Campagna romana, alla  Marittima, alla Sabina ed alla Campagna romana; è prevista una paga mensile di 18 fiorini per lancia per azioni da compiersi nel bolognese, nel ferrarese e nel fiorentino. Paolo Orsini si impegna a consegnare i fuoriusciti (coloro che sono oggetto di bando, i banditi) che siano catturati dai suoi uomini.

Giu. Lazio

Truppe napoletane entrano in Roma con i Colonna attraverso una breccia nelle mura presso Porta San Lorenzo. Il papa si rifugia in Castel Sant’Angelo; l’Orsini irrompe in Vaticano da Castel Valca ed il giorno seguente batte gli avversari presso la stessa porta. Fuochi di gioia illuminano la città perché nelle sue mani sono caduti Nicola e Giovanni Colonna, Antonio Savelli, Jacopo Orsini, Corradino di Antiochia, Riccardo Sanguigni e Galeotto Normanni: gli ultimi tre sono decapitati in Campidoglio. Con la vittoria Gregorio XII gli assegna le entrate della Romagna e di altre province, gli dà in vicariato Tuscania per un quinquennio dietro il censo di un cane da caccia, ed il vicariato di Narni.  Il pontefice non possiede i 60000 fiorini necessari per saldargli le sue spettanze ed è così obbligato a concedergli anche i castelli di Collescipione,  Canino,  Marta e  Montalto di Castro; nella circostanza il papa deve impegnare per 4700 fiorini la sua stessa tiara ad alcuni banchieri fiorentini per sopperire alle   sue difficoltà di carattere finanziario.

Ago. Capitano g.le Lazio

A Roma il popolo si ribella; interviene con Niccolò Orsini e riporta in Campidoglio l’ordine. Gregorio XII si reca a Viterbo ed a Savona per presenziare al concilio che deve decidere su chi deve essere considerato il vero papa tra lui e Benedetto XIII. L’Orsini rimane a Roma in qualità di capitano generale dello stato della Chiesa.

…………….. Lazio Nell’anno gli è riconosciuto dalla Camera Apostolica uno stipendio complessivo di 93000 ducati.
1408
Gen. Lazio

Roma insorge ancora una volta a seguito di una tassa di 30000 fiorini imposta anche al clero dal cardinale vicario Pietro Annibaldi Stefaneschi: l’aumento delle imposte irrita la popolazione, le strade sono sempre più infestate da ladri ed una colonna di cento pellegrini è massacrata da soldatesche dell’ Orsini che si sono date allo sbando.

Mar. Perugia Fuoriusciti Umbria

Viene condotto dai perugini con più di 1000 cavalli per contrastare una volta di più la guerriglia condotta dai fuoriusciti. Respinge gli avversari e gli sono concessi 1000 ducati; gli è promesso un analogo vitalizio annuale.

Apr. Chiesa Napoli Lazio

Ladislao d’Angiò attacca di nuovo Roma con un esercito di 12000 cavalli e numerosi fanti. L’Orsini fa rafforzare le mura con fitte palizzate di tronchi;  con il Beccarino respinge più volte gli attacchi dei nemici a San Paolo. A sua disposizione sono solo 2000 cavalli e pochi fanti. Allorché le galee napoletane forzano il passo del Tevere e si impadroniscono dei castelli posti a difesa del fiume, si incontra con Pieretto de Andreis e Conte da Carrara vicino a Trastevere: dopo qualche giorno le milizie angioine possono entrare in Roma. Il loro ingresso è probabilmente “aiutato” dalla consegna a suo favore di diverse migliaia di ducati: l’Orsini affida alle truppe regie tutti i ponti e tutte le porte della città mentre un cardinale cede Castel Sant’ Angelo. Partecipa ad una solenne cerimonia religiosa nel palazzo di San Paolo fuori le mura cui sono presenti lo stesso Ladislao d’Angiò e tutti i suoi condottieri; subito dopo si allontana da Roma allo scopo di raggiungere Castel Valca.

Mag. Umbria

Lascia il perugino.

Giu. Umbria

Stanzia ancora nel perugino con Pieretto de Andreis, Giacomo Galgano, Conte da Carrara, Giovanni Colonna, Gentile da Monterano e Ciucio da Paterno. Preme sulle autorità perugine a favore di un loro cittadino, Fazio di Tommaso, che ha militato ai suoi ordini e lo fa riammettere in Perugia. Si accampa con altri capitani nel todino:  la comunità stanzia a suo favore 150 fiorini per generi di conforto.

Lug. Umbria e Lazio

Staziona ancora nel perugino con Conte da Carrara; punta poi su Tuscania (che gli è stata conquistata dal Tartaglia);  si sposta a Roma: passano alla guardia di quest’ ultima città alcune compagnie di fanti perugini.

Sett. ott. Orsini Napoli Lazio

Fa ribellare i romani, sdegnato perché alla carica di senatore sia stato scelto Giannotto Torti. Si porta al Campidoglio, cattura il senatore eletto dal re di Napoli e sconfigge i capitani angioini dei quali resta ucciso Francesco di Catania. Paolo Orsini pone la sua residenza a Santo Spirito;  si muove tra Galeria, Formello e Bracciano.

1409
Gen. Umbria

Si rappacifica con Ladislao d’Angiò. E’ segnalato a Foligno. E’ qui raggiunto da alcuni ambasciatori  perugini.

Apr. Napoli Firenze Antipapa Toscana

Si trova con il  Tartaglia alla volta di Valli presso Siena. Il bestiame razziato viene portato nelle terre del conte di Pitigliano Bertoldo Orsini. Deve abbandonare le operazioni a seguito di alcune scaramucce.

Giu. Toscana e Umbria

Sottomette Cortona con Pieretto de Andreis;  ne rimane alla guardia. A metà mese è ancora nei pressi della città;  presenzia alla cerimonia di infeudazione di Anglona a favore di Antonio di Sangro. Prosegue per Certaldo, porta le sue scorrerie sino ad Arezzo, entra in Perugia. Da tale località con Giovanni Colonna (300 cavalli) tenta di unirsi con Gentile da Monterano per sorprendere a Bagno Vignoni Malatesta Malatesta: l’azione va a vuoto perché è il Monterano a cadere in un’imboscata.

Lug. Firenze Antipapa Napoli Chiesa 600 lance e 200 fanti Umbria

Blocca da Orvieto l’avanzata su Roma all’esercito degli avversari e ne impedisce il vettovagliamento: attaccato, si fa allettare dalle offerte e dal denaro dei fiorentini per passare al  servizio dell’ antipapa Alessandro V e degli stessi fiorentini.  Il pretendente al regno di Napoli Luigi d’Angiò sbarca negli stessi giorni a Pisa. L’Orsini trova l’accordo con gli avversari quattro giorni prima della scadenza della sua ferma;  solo l’ultimo giorno notifica il suo  cambio di militanza al re di Napoli  tramite un trombetta. L’antipapa gli riconosce i feudi che gli sono già stati riconosciuti da Gregorio XII; gli è concessa una condotta di 600 lance vive (e di 60 morte) e di 200 fanti (di cui 100 balestrieri). Gli è data una provvigione personale di 600 fiorini: le spese sono ripartite a metà tra fiorentini ed antipapa.

Sett. Lazio

Entra in Roma;  alloggia con i suoi uomini assieme a quelli di Luigi d’Angiò nel borgo di San Pietro.

Ott. Lazio

Due suoi attacchi alle fortezze romane vengono respinti dal de Andreis.

Nov. Lazio

Assale Castel Sant’Angelo con 300 lance e 200 fanti: incendiata la porta dell’ ospedale di Santo Spirito, si scontra con Betto da Lipari cui cattura alcuni armigeri; il de Andreis e Nicola Colonna sono costretti a rinchiudersi in Santo Spirito.

Dic. Lazio

Malatesta Malatesta si attenda a Sant’ Agnese verso San Lorenzo. La notte stessa l’Orsini entra nel Borgo Leonino che è messo a sacco: il de Andreis lo contrattacca. L’Orsini lascia allora il portico di San Pietro con Jacopo Orsini ed esce con i suoi uomini d’arme ed i fanti per la Porta Torrione (Porta Cavalleggeri); sale per la collina che conduce a Porta San Pancrazio, scende verso San Giacomo in Settignano (San Giacomo alla Lungara) e sorprende il de Andreis nei pressi di Porta Settimiana che chiude Trastevere. L’ultimo giorno dell’anno si reca in Campidoglio e rientra nel portico di San Pietro nei cui pressi ha preso alloggio.

1410
Gen. Lazio

 

 

Roma si solleva al re di Napoli; l’Orsini fa distruggere le fortificazioni apprestate dagli avversari in Santo Spirito;  ne fa  trasportare i materiali di risulta a San Lorenzo fuori le mura per costruirvi una bastia di fronte alla porta ancora occupata dai napoletani. I difensori di questa si arrendono dopo alcuni giorni  per il fuoco di tre bombarde. L’Orsini penetra in Trastevere con Lorenzo Annibaldi; con altri membri della sua casa attraversa il ponte degli Ebrei (Ponte Sisto) e si dirige verso Campo dei Fiori dove trova il popolo riunito: dichiara che il governo precedente è sciolto ed insedia nuovi funzionari al posto dei vecchi. Attacca Porta Maggiore.

Feb. Lazio

Partecipa a Roma ad una festa al Testaccio. Si arrendono i difensori di Porta Maggiore:  viene così eliminato anche l’ultimo baluardo nemico.

Apr. Lazio

Prende parte con il Beccarino (sempre a Roma) alla festa di San Giorgio.

Mag. Capitano g.le Lazio

Nominato capitano generale dello stato della Chiesa continua con molto zelo la guerra. Con la morte di Alessandro V rientra a Roma con Jacopo e Niccolò Orsini. Si sposta  nella Campagna romana, conquista Tivoli ed Ostia ed obbliga alla resa i Colonna ed i Savelli.

Giu. Lazio

Alla testa di  1500 cavalli sconfigge 5000 cavalli e 3000 fanti durazzeschi a Roma, ai Prati di Nerone. Gli avversari sono costretti a ritirarsi ed a riparare al monastero di Fossanova presso Priverno.

Lug. Lazio

Esce da Roma per la Porta di Castel Sant’Angelo; cavalca verso la Campagna incontro al cardinale di Santa Prassede, Fernando di Frias;  lo accompagna in città;  entra in Roma per la Porta di San Pancrazio.

Ago. Umbria

Distrae numerosi uomini d’arme dalla compagnia di Muzio Attendolo Sforza (100 cavalli) per farli venire a Narni.

Sett. Lazio ed Abruzzi

A Roma con Luigi d’Angiò: alloggia in San Pietro con lo Sforza ed il Monterano. Esce dalla città per la porta di Castel Sant’Angelo e raggiunge Viterbo. La campagna prosegue stancamente in quanto il  credito dell’Orsini nei confronti dell’ antipapa ammonta a quattro mesi di paghe. Viene sconfitto a Tagliacozzo da Guidantonio da Montefeltro.

Ott.

Gli sono consegnati 30000 fiorini sui 44000 da lui vantati.

Nov. Umbria

Attacca Perugia con Braccio di Montone e lo Sforza alla testa di 2000 cavalli e di 300 fanti: respinto dalla difesa del Tartaglia, si ritira a svernare nei suoi possedimenti.

Dic. Emilia

A Bologna, presso l’antipapa Giovanni XXIII con Luigi d’Angiò e Jacopo Orsini.

1411
Mar. Emilia e Toscana

Sempre a Bologna. Lascia la città per la Porta di Santo Stefano con l’antipapa, Luigi d’Angiò e Niccolò d’Este; entra in Siena per la Porta di San Marco e punta su Firenze.

Apr. Lazio

Dalla maremma giunge a Roma la vigilia di Pasqua. E’ presente alla cerimonia in cui vengono benedetti i vessilli dell’ armata di Luigi d’Angiò in occasione della festa di San Giorgio.

Mag. Lazio ed Umbria

Sconfigge a Roccasecca le truppe di Ladislao d’Angiò. A causare la vittoria è una fortunata manovra a tenaglia. messa in atto dallo Sforza e da Luigi di Loigny, che ha la meglio sull’ avanguardia dell’ esercito nemico e dalla sua azione sulla retroguardia delle truppe napoletane scompaginandole. Con la vittoria si oppone al disegno dello  Sforza di inseguire gli avversari in fuga per timore di incappare in  qualche agguato. Il re di Napoli si mette in salvo a San Germano (Cassino), ha il tempo di radunare le truppe che gli sono rimaste e trova il denaro per il riscatto dei prigionieri; dopo non molti giorni Ladislao d’Angiò ha a sua disposizione un organico quasi identico a quello precedente. Per questi fatti Paolo Orsini è subito accusato di tradimento dallo  Sforza e da Luigi d’Angiò a causa delle terre che possiede in Puglia. Il condottiero si trasferisce  in Umbria;  con il Montone e lo Sforza sbaraglia a Torgiano Ceccolino dei Michelotti ed il Tartaglia. 600 cavalli  nemici sono catturati e molti perugini, fatti prigionieri, sono costretti a riscattarsi.

Giu. Lazio

Con la firma della pace di San Felice ritorna a Roma ed organizza con la moglie una grande festa alla Navicella fuori Porta San Paolo. Ad essa sono presenti anche il Tartaglia, il Montone, lo Sforza e Giovanni Colonna.

Ago. Umbria

Rimane gravemente ferito ad un occhio da una freccia mentre sta conducendo un assalto al castello di Santa Giuliana.

Nov. Toscana

Cattura a Colle di Val d’Elsa Nanni di Spinello con tutti i suoi uomini.

1412
…………….. Umbria

Si reca ad Orvieto, vi favorisce la fazione dei mercorini contro i beffati che temono la sua ambizione; toglie Sassoferrato a Carlo Malatesta.  Con il suo comportamento provoca la defezione dello  Sforza nel campo avverso.

Giu. Orsini Antipapa Marche e Lazio

Giovanni XXIII conclude una pace con il sovrano napoletano;  non vuole considerare l’Orsini (con tutte le conseguenze relative di tale fatto) tra i propri alleati. Il condottiero venuto a conoscenza della mancanza di clausole a suo favore si allontana dalla marca d’ Ancona e si indirizza su Roma. Entra nella città con l’ausilio dei suoi fautori per una breccia nelle mura presso Porta Capena. L’antipapa, che non ha forze sufficienti a sua disposizione, fugge dalla città.

Ago. Lazio Giunge a Bolsena con 100 lance e rafforza il presidio cittadino.
Sett. Emilia

Ha modo di rappacificarsi con Giovanni XXIII;  ai primi del mese si trova a Bologna (con la scorta di 150 cavalli) al  fianco dello stesso antipapa.

Dic.
1413
Gen. Fuoriusciti Viterbo Lazio

Assale Viterbo. Coadiuva l’abate di Farfa e di San Martino del Monte a rompere di notte il muro del palazzo presso la porta di San Pietro (detta anche di Salciccia) per penetrarvi ai danni di Giovanni Gatti. I fuoriusciti si impadroniscono di questa porta e di quella di San Sisto. Il mattino seguente l’abate avanza fino alla piazza della Fontana del Sepale mentre Riccio dei Capocci si spinge verso la contrada di Santa Maria in Poggio. La popolazione non reagisce all’inizio; tuttavia quando si avvede che i fanti di Riccio dei Capocci incominciano a mettere a sacco alcune case prende le armi e, sotto la guida di Giovanni Gatti, si oppone al loro ingresso. I due principali esponenti dei fuoriusciti sono catturati. Di costoro, l’abate viene ucciso in prigione dagli stessi fanti che lo hanno accompagnato nell’impresa; per tale motivo questi soldati saranno liberati; Riccio dei Capocci, catturato a San Giovanni in Zoccoli, è invece impiccato il giorno seguente con altri 18/28 fanti di una compagnia dell’ Orsini, unitamente con il loro connestabile Giovanni Starli, agli anelli del Palazzo del Podestà. L’Orsini, che staziona a breve distanza dalla città, veduto l’esito dell’azione, si allontana con tutti i suoi uomini.

Feb. mar. Antipapa

 

Chiesa Napoli

 

Marche

Ritorna nella marca d’ Ancona con 1600 cavalli. Si incontra a Macerata con il fratello Giordano, legato dell’ antipapa nella Marca, e con il Migliorati.

Apr. Marche

Giunge a Montegiorgio con 1000 cavalli; si collega con il Migliorati, costruisce una bastia ed assedia Monterubbiano. Milizie angioine, agli ordini dello Sforza,  pervengono a Caldarola ed a Sarnano; i due capitani preferiscono  ritirarsi.

Mag. Marche

Consegna al Migliorati la rocca di Montegiorgio e distacca 200 cavalli e 100 fanti per il presidio di Macerata, di Mogliano e di Petriolo: gli abitanti di Macerata, che aderiscono al partito di Gregorio XII, non fanno entrare tali milizie in città preferendo darsi in signoria a Rodolfo da Varano.. Paolo Orsini si dirige verso Cingoli e Montesanto (Potenza Picena);  da qui punta su Roma:  si perde tra i boschi e la strada gli è bloccata dagli  avversari. E’ assediato in Arcevia da Malatesta Malatesta, dallo  Sforza, da Conte da Carrara e da Guidantonio da Montefeltro. E’ salvato dall’ intervento del  Montone.

Giu. lug. Umbria

Si collega con il Montone a Ponte Pattoli;  vi affronta per quaranta giorni, senza mai cercare la battaglia campale, il Michelotti, lo Sforza, Conte da Carrara, il Malacarne e Fabrizio da Capua.

Ago. Marche

Rientra ad Arcevia, che abbandona nottetempo con la connivenza di Malatesta Malatesta. Raggiunge Firenze, dove gli sono consegnati 40000 fiorini necessari per riprendere la guerra. Si porta ad Orvieto con 100 lance.

Autunno

Viene sfidato a duello dallo  Sforza; accetta inizialmente, salvo, anche in tale circostanza, a defilarsi  dallo scontro diretto in steccato.

Nov. Umbria e Marche

Fallisce un suo trattato per impadronirsi di Orvieto; si trasferisce ad Urbino anche perché ora il Montefeltro aderisce alla causa dell’ antipapa.

1414
……………. Umbria

Difende con il Montone la causa dell’antipapa in Umbria e nel Patrimonio.

Mag. Napoli Antipapa Umbria

Viene convinto da Ladislao d’Angiò ad unirsi con le sue truppe all’ esercito napoletano che sta salendo dalla valle del Tevere verso Perugia: è condotto per sei mesi. Il re gli promette di non vendicarsi per il suo precedente tradimento. Per volontà regia si riconcilia con lo Sforza anche se non mancano notizie di un tentativo di assassinio nei suoi confronti da parte dello stesso Sforza e di Giovanni Mostarda figlio di Mostarda da Forlì.

Giu. Umbria

Giunge a Montefalco con Micheletto Attendolo; muove da Bevagna contro Foligno;  con lo Sforza vi assedia invano Lorenzo Attendolo che ne è alla difesa con Ugolino Trinci. Recupera Sant’Angelo di Celle, San Martino in Campo ed altri castelli; assedia, sempre con lo Sforza il  Montone in Todi.

Lug. Umbria Lazio e Campania

E’ compreso tra i collegati del re di Napoli nella pace stipulata da Ladislao d’Angiò con i fiorentini al ponte di Petrignano nel territorio di Assisi. Negli stessi giorni viene adescato con false promesse a Perugia; è accusato di tradimento dallo  Sforza; l’Orsini  con Orso Orsini, Niccolò Orsini e Rosso dall’Aquila è incarcerato. Ladislao d’Angiò ordina nel contempo allo Sforza ed a Pier Bertoldo Farnese di occupare i suoi domini con 1000 cavalli.  L’Orsini è condotto prima a Ponte Pattoli; è imbarcato a Gaeta nella stessa flotta che accompagna a Napoli lo stesso re; è imprigionato in Castelnuovo. E’ condannato a morte.

Ago. Campania

Vi è un inutile intervento a suo favore di Antonio Acquaviva; è salvato dal supplizio dall’ improvvisa morte di Ladislao d’Angiò. Nello  stesso carcere napoletano  è più tardi raggiunto anche dallo Sforza.

Dic. Campania Lazio ed Umbria

E’ liberato dietro il pagamento di una taglia di 30000 fiorini: hanno chiesto per lui  la grazia Giulio Cesare da Capua, il Michelotti ed il conte di Fondi Cristoforo Gaetani.

1415
Nov. Napoli Lazio

Ritorna a Roma con 700 cavalli per restaurarvi l’autorità della regina di Napoli  Giovanna d’Angiò. Entra per la Porta Salaria ed incomincia a mettere subito in crisi il cardinale  Giacomo Isolani che risiede nel palazzo di San Lorenzo in Damaso.

Dic. Fuoriusciti Viterbo Lazio Umbria e Toscana

Imprigiona in Roma Francesco Orsini: costui sarà liberato dopo qualche giorno per essere inviato a Monterotondo. L’Orsini occupa Narni,  Terni ed  Orte con le milizie napoletane; anche a Roma la fa da padrone facendo abbattere il muro del ponte di San Pietro e liberare da inutili fortificazioni  Castel  Sant’ Angelo. Sempre incostante, a fine mese ritorna al soldo dell’ antipapa Giovanni XXIII; si reca a Firenze ed i perugini gli fanno avere centoventi corbe di frumento, molto gradite in un periodo caratterizzato da una forte carestia. Assale una volta di più Viterbo con i fuoriusciti; si accampa al Casale del Tesoriere ed a Santa Maria del Paradiso. Rompe nottetempo il muro del palazzo dell’Imperatore. I suoi uomini sono avvistati da una guardia mentre stanno scalando le mura: è pertanto costretto a ripiegare con Niccolò Orsini. Vi sono molte scaramucce alla torre di San Francesco ed alla Porta di San Matteo finché dopo otto giorni deve allontanarsi dal campo.

1416
Feb. Umbria

A Spoleto.

……………. Perugia Montone 1000 cavalli e 200 fanti Umbria

A Narni. Viene chiamato in soccorso dai perugini che gli consegnano 3000 fiorini per contrastare il Montone che sta infestando il territorio comunale con i fuoriusciti del partito nobiliare.

Giu. Umbria

Si muove per congiungersi con Carlo Malatesta; supera il Tevere e giunge ad Otricoli ed a Narni. I ternani tentano di bloccargli il passo; gli è sufficiente una scaramuccia per potere proseguire verso il perugino. Braccio di Montone ripiega su Narni.

Ago. Umbria

Guada il Nera e si fa incontro al  Montone che ha battuto i suoi alleati ad Umbertide /Sant’Egidio. E’ ucciso a tradimento dal Tartaglia, da Cristoforo da Lavello e da Ludovico Colonna a Colfiorito, castello dei Trinci nel folignate, mentre sta discutendo con costoro attorno alle mura con la scorta di pochi uomini. Le sue truppe affrontano gli avversari ma sono sopraffatte dall’intervento dei bracceschi. Ritratto in Firenze nella Guafonda da Paolo Uccello negli orti appartenenti ai Bartolini. Sposa Rita Sanguigni.

CITAZIONI

“Non sempre fortunato, ma sempre valoroso condottiero.” FABRETTI

“In Paolo si univa la riputazione d’essere un prode Condottier d’armi, ed insieme il discredito d’uomo disleale.” MURATORI

“Uomo di buono stomaco.” BIGNAMI

“Condottier d’armi di molta celebrità nel medio evo, che servì a vicenda e gli amici e i nemici, e per meglio dire, che secondo l’uso dei tempi, mantenendo a sue spese molte squadre, serviva chi gli faceva migliori patti..Era Paolo gran nemico di Sforza di Cotignola, perché in Roma non voleva rivali, e tanto era geloso della sua potenza e della sua dignità, che le violenze per conservarle gli erano famigliari. Non voleva udir lodi degli altri, era altiero, insolente, sanguinario, e alla presenza del papa nel 1405 ammazzò il Mostarda condottiero distinto.” LITTA

“Uomo della maggior autorità che fosse stato da mil’anni in quella città (Roma), perché era amato e stimato per la grande opinione che si avea del valor suo.” DI COSTANZO

“Huomo di molto valore, e giudizio nell’armi.” CAMPANO

“Lo più magnifico capitano che mai nell’età che corre se possa recordare..homo de troppo gran fatti, che papa re et onne gran signore de Italia lo temevano et lo tenevano con losenghe.” PETRONE

“Capitaneus magnus gentium.” ANNALES FOROLIVIENSES

“Vaillant capitaine de gens d’armes.” J. DES URSINS

“Capitano valoroso..Percioché egli era valoroso in guerra, ma ambitioso, insolente, sanguinoso e infame per leggierezza di cervello, e per esser più volte vituperosamente passato da una parte all’altra.” GIOVIO

“Notabilissimo homo d’armi.” P. DI MATTIOLO

“Invitto Capitano del suo secolo.” COMPAGNONI

“Capitano di valore, ma sempre facile a vendersi.” PAGNANI

“Valoroso Capitano qual fu..de i maggiori e più segnalati de quei tempi.” PELLINI

“Illustre capitano di quei tempi.” PERUZZI

“Questo barone era valoroso in guerra, ma un poco ambitioso, colerico e sanguigno..Era l’Orsino di pelo castagniccio e di alta statura.” ROSCIO

“Nel quale rilusse grandissimo honor di virtù militare..Egli era nelle guerre coraggioso, e sapeva con fortezza superare ogni difficoltà, con prudenza a prevedere i partiti, e con vigor d’animo e di valoroso corpo entrar nelle schiere armate, ma tanto insolente, sanguinario e tanto ambitioso.” SANSOVINO

“Quo nullus erat inter ductores illustrior.” BILLIA

“Celebre condottiero del secolo XV.” BOSI

“E’ un bastardo de messer Francesco de Jordanu dal monte delli Ursini de Roma, et ène el magiur caporale de gente d’arme de nostro pagese.” ZAMPOLINI

Con Mostarda da Forlì, Brandolino Brandolini, il Tartaglia e Tommasino Crivelli “Nell’armi riescirono maestri espertissimi.” P. BONOLI

“Valorosissimo capitano, che apprese il mestier dell’armi sotto la disciplina di Alberigo da Cunio.” COLUCCI

“Uno dei più esperti e valorosi Capitani del secolo, che meritatamente godea riputazione di gran militare.” ACQUACOTTA

“Celebre capitano e mercenario altrettanto mutevole.” GOZZADINI

“Fu strenuo condottiero ed anche abile diplomatico.” BRIGANTE COLONNA

“Generosus et strenuus vir.” DELAITO

“Famosissimo capitano..El breve dil capitano Paulo Ursino: “A papa e curiali tenne el freno; né mai el mio stendardo in diretro volsi.”” BROGLIO

Con Jacopo Orsini “Tamquam sapientes homines armorum.” DI PIETRO

“Colui, ch’i re domò, la Patria vinse/ Pien di valor, d’ingegno, e di potenza;/ Braccio crudel, con l’altrui braccio estinse.” Da un sonetto di autore incerto ripreso dal ROSCIO

Con Paolo Savelli, Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Luca di Canale e Ceccolino dei Michelotti “Cohortium praefecti insignes.” PLATINA

Fonte immagine: wikipedia

Print Friendly, PDF & Email
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email