ANTONIO DA CASTELLO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

ANTONIO DA CASTELLO  (Antonio Maria da Castello, Antonio da Perugia) Di Città di Castello.

+ 1549 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1499  

 

 

 

 

 

 

 

…………….. Firenze Pisa  

 

Toscana

Combatte i pisani agli ordini di Paolo Vitelli.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Aiuta Vitellozzo Vitelli a fuggire da Settimo a Pisa in occasione della cattura di Paolo Vitelli da parte dei fiorentini. Viene arrestato con Cherubino dal Borgo perché sospettato di tradimento; è tradotto in in carcere per sei giorni nel Palazzo della Signoria. Torturato; è, infine, rilasciato.

1501  

 

 

 

 

 

 

 

…………….. Chiesa Piombino  

 

Toscana

Milita nelle compagnie di Vitellozzo Vitelli. Prende parte all’ assedio di Piombino.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

Si lamenta ad Orvieto per la protezione accordata dal comune ai conti di Marciano nemici dei Vitelli.

1508
Mar. Firenze Pisa 100 fanti Toscana Combatte nuovamente i pisani. Si trova al campo della Val di Serchio alla testa di 100 fanti di Fiorenzuola.
1510  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Venezia Francia Impero  

 

Veneto

Alla guardia di Monselice; cerca invano di dirottare parte dei fanti di Chiappino Vitelli a militare nella propria compagnia.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Verona. Alla testa di 400 fanti assale con scarsi risultati il castello di San Felice.

……………..  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene trasferito a Badia Polesine.

1511  

 

 

 

 

 

 

 

Ago.  

 

 

 

257 fanti Veneto

Alla difesa di Treviso.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Treviso: i suoi uomini ricevono le loro spettanze dopo energici reclami. E’ inviato in Cadore con 427 fanti per contrastarvi 2000 tedeschi, scalzi e male in arnese, che stanno mettendo a sacco il territorio.

Nov.  

 

 

 

150 fanti Veneto

E’ segnalato a Ponte nelle Alpi ed a Pieve di Cadore. Gli viene ridotto l’organico della  compagnia a 150 fanti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Friuli

Segue Renzo di Ceri nella sua spedizione in Friuli volta alla riconquista di tale territorio agli imperiali. Partecipa all’assedio di Gradisca d’Isonzo; i suoi uomini protestano per il ritardo delle paghe.

1512  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

300 fanti Veneto

A Treviso.

……………..  

 

 

 

 

 

Veneto

Al campo, nei pressi  di Verona, con 204 fanti.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

Ai suoi ordini ora sono 249 fanti.

Ago.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha a disposizione 204 fanti.

Ott.  

 

 

 

200 fanti Lombardia

Prende parte all’ assedio di Brescia con 200 fanti; è inserito nella seconda squadra di riserva in caso di assalto alle mura cittadine. Al termine del conflitto ha con Serafino da Cagli il comando di un colonnello di fanti nella sfilata dimostrativa, ordinata da Giampaolo Baglioni che si sviluppa tra Torrelonga ed il castello per dimostrare a nemici ed alleati la forza dell’esercito veneziano.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Ha il comando di 254 fanti.

1513  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Venezia Spagna Impero 325 fanti  

 

Giu.  

 

 

 

249 fanti Veneto

A Peschiera del Garda; con Giovanni da Cologna, Battista Dotto e Piero da Bergamo affianca Giampaolo Baglioni all’ espugnazione di Legnago alla cui difesa si trovano fanti spagnoli e tedeschi. L’azione termina con l’uccisione di 85 uomini su 150. Antonio da Castello è lodato nel Collegio dei Pregadi per la condotta dimostrata in tale occasione.

Lug.  

 

 

 

267 fanti Veneto

Alla guardia di Padova, in Santa Giustina, inquadrato nel colonnello di Babone Naldi. Viene da qui distaccato per essere trasferito alla difesa di Treviso; ha il comando di un colonnello di 682 fanti, di cui 267 della sua compagnia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ presente alla battaglia di Creazzo dove si distingue per il valore dimostrato sul terreno. Sfugge alla cattura e ritorna con Giovanni dal Borgo (1200 fanti) alla guardia di Treviso: il suo rapporto con gli abitanti e le autorità locali si rivela tempestoso a causa del ritardo delle paghe e della conseguente condotta dei suoi uomini.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ criticato dal capitano generale Bartolomeo d’Alviano che considera “poltroni” i suoi fanti; sono licenziati alcuni provvigionati.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Venezia, per protestare contro le misure prese nei confronti della sua compagnia.

1514  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Sempre per il ritardo del soldo i suoi fanti si rifiutano di fare la guardia di notte.

Giu.  

 

 

 

 

 

Veneto

A Treviso con 257 fanti.

Lug.  

 

 

 

Capitano g.le  artiglieria Veneto

Di stanza al campo di Brentelle;  ha da Bartolomeo d’Alviano l’incarico di sovrintendere alle artiglierie. Esce da Padova con 1000 fanti e 400 cavalli leggeri; è informato che gli spagnoli hanno portato in Este una notevole quantità di frumento. Con 600 fanti ed alcuni cavalli leggeri si muove contro tale centro alla cui guardia si trovano 300 fanti e 100 cavalli leggeri spagnoli. Scala le mura nottetempo, sorprende gli avversari che sono tutti catturati ed asporta da Este parte dei cereali: il resto è incendiato. Fa pure dare alle fiamme 250 barche cariche di vettovaglie destinate al campo nemico;  rientra al campo di Brusegana con la scorta dell’Alviano. Porta con sé 150 botti di vino ed un grande numero di animali razziati.

1515  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Veneto

Viene nuovamente spostato a Treviso. I suoi uomini si uniscono con quelli di Giovanni dal Borgo e si mettono in ordinanza come per abbandonare la città in segno di protesta per il ritardo delle paghe. Il podestà Giacomo Trevisan è obbligato a prendere a prestito dagli abitanti una certa somma di denaro per potere dare loro un acconto. Antonio da Castello si prende a male parole sulla piazza di Treviso con lo stesso podestà che reclama una misura punitiva nei suoi confronti.

Mag.  

 

 

 

300 fanti Veneto e Friuli

Esce da Treviso con 300 fanti, punta su Fusina e su Caorle; qui, su ordine dell’ Alviano e del Consiglio dei Dieci si imbarca per trasferirsi in Friuli.

Giu  

 

 

 

 

 

Veneto

Fallisce un suo tentativo di avere per trattato Gradisca d’Isonzo. Rientra a Padova.

Lug.  

 

 

 

294 fanti Veneto e Lombardia

Si allontana da Este;  in appoggio all’Alviano verso Badia Polesine e la Lombardia.

……………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

All’assedio di Brescia.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al comando di un colonnello si congiunge con Babone Naldi e Giovan Corrado Orsini per opporsi all’ avanzata di 2500/3000 fanti spagnoli che da Verona cercano di soccorrere Brescia. Si sposta con il suo colonnello al campo invernale di Ghedi e di Leno.

1516  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla difesa  di Crema con 206 fanti. Il suo operato è elogiato dal provveditore Zaccaria Loredan.

Ago.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si trova all’assedio di Verona: gli viene dato l’incarico di sorvegliare le artiglierie ed i depositi di polvere da sparo: per un processo di autocombustione prendono fuoco all’ improvviso 800 barili di polvere e sono così distrutte le scorte.

Sett.  

 

 

 

 

 

Veneto

Gli è dato anche il comando di 300 guastatori, numero che si rivela insufficiente per le varie operazioni legate all’assedio di una città come Verona. Conduce un gagliardo attacco a Porta Vescovo che viene respinto; ritenta ancora nel medesimo punto con Malatesta Baglioni. E’ costretto a ripiegare ad Albaredo d’Adige alla notizia dell’arrivo in Verona di notevoli rinforzi inviati dall’imperatore Massimiliano d’Austria. Il provveditore Giovanni Paolo Gradenigo affida ad Antonio da Castello ed a Girolamo Barisello il compito di sorvegliare il ponte sull’Adige.

Ott.  

 

 

 

 

 

Veneto

Continua a stringere d’assedio Verona.

Nov.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si colloca a Zevio;  intercetta i convogli di rifornimento diretti ai difensori di Verona.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Entra in Brescia con 150 fanti.

1517  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

200 fanti Lombardia e Umbria

Il provveditore generale Andrea Gritti lo prepone alla guardia della rocca di Brescia. Ottiene il permesso di ritornare a Città di Castello per prelevarvi i famigliari e condurli con sé nel veneziano.

Mar. Chiesa Comp. ventura  

 

Marche

Probabilmente con l’assenso dei veneziani passa  agli stipendi del papa Leone X per fronteggiare Francesco Maria della Rovere, teso alla riconquista del ducato di Urbino. Raggiunge Pesaro.

Apr.  

 

 

 

 

 

Marche

Esce da Pesaro e si scontra con i fanti nemici che hanno catturato nelle vicinanze 100 cavalli pontifici.

Mag.  

 

 

 

 

 

Umbria

Alla difesa di Perugia allorché la città viene assalita dai feltreschi.

Giu.  

 

 

 

 

 

 

 

E’ richiamato a Brescia dai veneziani.

Ago. Venezia  

 

50 fanti Lombardia

Raggiunge Brescia ed è preposto alla guardia del castello.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

E’ armato cavaliere dal doge Leonardo Loredan.

1518  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

25 fanti Lombardia

Gli viene ridotto da 50 a 25 il numero dei fanti ai suoi ordini nel castello di Brescia.

1520  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si reca in missione a Crema per verificare lo stato delle fortificazioni cittadine dopo il crollo di due torrioni.

Ott.  

 

 

 

25 fanti Lombardia

Nel castello di Brescia.

1521  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Raggiunge Anfo per supervisionarne i lavori di rafforzamento delle difese.

Giu. Venezia Impero  

 

Lombardia

Raduna 300 fanti con con i quali si porta alla difesa di Brescia.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al campo di Verolanuova;  conduce con sé alcuni pezzi di artiglieria. Teodoro da Trivulzio lo spedisce ad Anfo per controllare i passi ed ostacolare il transito a 8000 fanti svizzeri e tedeschi che da Trento si stanno dirigendo a Mantova.

Sett.  

 

 

 

Governatore  fanteria Lombardia

Ritorna al campo di Fontanella;  viene nominato governatore delle fanterie italiane. Esce da Brescia con i suoi 300 fanti, non senza opporre alcune difficoltà e con la promessa di ricevere le paghe dovute nel termine di otto giorni.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si muove alla difesa di Milano con il mandato di sorvegliare Porta Romana assieme con gli uomini d’arme di Teodoro da Trivulzio. Attaccato da 1000 schioppettieri, non riesce ad  impedire nella città l’ingresso agli imperiali. Costretto alla fuga, ripara a Trezzo sull’Adda con Marco da Napoli e Maffeo Cagnolo.

1522  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Su ordine del provveditore generale Gritti lascia Palazzolo sull’Oglio e con Rizino d’Asola (2000 fanti) si sposta alla guardia di Bergamo: 1200 uomini trovano alloggio nel borgo di Sant’Antonio e gli altri in vari punti della città.

Feb.  

 

 

 

305 fanti Lombardia

Giunge al campo di Rovato;  ha il comando di un colonnello di 1219 fanti.

……………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Nella sua compagnia militano 291 fanti.

Lug.  

 

 

 

200 fanti Lombardia

Alla conclusione della guerra rientra a Brescia. L’organico della sua compagnia viene ridotto a 200 fanti.

……………..  

 

 

 

70 fanti Lombardia

A Brescia.

1523  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Venezia Francia 500 fanti Lombardia

E’ sempre di guarnigione nel castello di Brescia. Quando scoppiano le ostilità con i francesi gli è dato il comando di 500 fanti. Si dirige al campo di Verolanuova dove gli è affidato il comando di un colonnello.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Pontevico con 400 fanti, pronto per prestare soccorso a Cremona.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trasferisce al campo di  Martinengo dopo che Cremona è stata liberata dall’assedio.

1524  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Attraversa l’Adda con i suoi uomini;  asseconda il della Rovere. Ha il comando di un colonnello di fanti.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’ espugnazione di Garlasco dove ha l’incarico di seguire il tiro di una batteria. I difensori danno un segnale di resa; i veneziani si muovono disordinatamente verso le mura del castello. Per la calca   crolla un ponte e 80-90 uomini muoiono annegati: per vendetta Garlasco è messa a sacco e tutti i difensori (600 fanti e 300 cavalli leggeri) sono uccisi su ordine del della Rovere. Al campo di Occimiano.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Covo. A Venezia il suo comportamento merita gli elogi dell’ex-provveditore generale Leonardo Emo.

Lug.  

 

 

 

50 fanti Lombardia

Le ostilità perdono di vigore per cui è richiamato a Brescia. Decresce il numero degli uomini a sua disposizione.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A causa dell’invasione francese del Piemonte gli viene dato del denaro per raccogliere 500 fanti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a Brescia al battesimo di un figlio del podestà Antonio Suriano.

1525  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Pietro da Longhena ha il compito di controllare i movimenti dei lanzichenecchi che, licenziati dal campo imperiale, devono rientrare in Germania.

1526  

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Di stanza a Brescia. E’ obbligato a licenziare 70 fanti cui dà il permesso di partire per le loro proteste causate dal ritardo delle paghe (più di due mesi).

Giu. Venezia Impero Capitano artiglieria Lombardia

Da Brescia si sposta a Chiari;  gli è affidato il comando delle artiglierie. Affianca con 500 fanti il della Rovere e Guido Rangoni al campo di Melegnano.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Dopo il fallimento dell’ attacco veneziano portato a Milano a Porta Romana prende parte ad un consiglio di guerra con gli altri condottieri ed il provveditore generale Piero Pesaro. In esso appoggia la politica attendista di Francesco Maria della Rovere. Ritorna a Melegnano. Alla testa di 1000 fanti, e con l’appoggio di dieci pezzi di artiglieria, asseconda l’azione di Giovanni dei Medici che porta alla conquista del castello di Monza. Nello scontro  sono uccisi molti difensori.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si sposta all’assedio di Cremona con 1900 fanti italiani e 4 pezzi di artiglieria;  vi sostiene l’iniziativa di Malatesta Baglioni. Rientra a Brescia a causa di una malattia. Fa presto ritorno al campo cremonese anche se non è guarito completamente: a fine mese, alla guida di 330 fanti, assale le mura cittadine verso Porta Moso inserito nella batteria di Camillo Orsini. L’azione si rivela negativa; alla rassegna successiva tra i suoi uomini si contano 5 morti, 36 feriti e 4 fuggiti dal campo. Piazza di nuovo le artiglierie e con Pier Onofri da Montedoglio ha l’incarico di costruire una trincea coperta dal castello fino al borgo di San Luca. Da ultimo, per la recrudescenza della sua malattia è presa la decisione di farlo rientrare a Brescia per curarsi.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ai suoi ordini sono 330 fanti.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Palazzolo sull’Oglio, alla rassegna tenutavi dal provveditore generale Domenico Contarini: si trova al comando di un colonnello di 500 fanti. Il suo operato è lodato a Venezia in Pregadi dall’ex-provveditore generale Piero Pesaro.

1527  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Attraversa il Lambro con il suo colonnello agli ordini di Domenico Contarini. Nel passaggio di un ponte è assalito con Babone Naldi, Giampaolo Manfrone, Giacomo Novello, Ambrogio da Landriano e Gian Ludovico Pallavicini dagli imperiali usciti all’improvviso da Melegnano. Nasce una scaramuccia con 2 bandiere di fanti italiani che si fortificano   in una chiesa in attesa di rinforzi che devono essere condotti da Antonio di Leyva proveniente da Milano alla testa di 14 bandiere di lanzichenecchi, di 4 di spagnoli e italiani forniti di alcuni pezzi di artiglieria. Vengono catturati 11 fanti e 2 cavalli leggeri; rimane ferito ad un braccio Cesare da Napoli ed è ucciso il capitano spagnolo Jacheto.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Antonio da Castello ha altre piccoli scontri con gli avversari con esito alterno. Al campo di Melegnano.

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli è consegnato del denaro per passare a Brescia e raccogliervi 500 guastatori.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al campo di Melegnano ed a quello di San Donato Milanese.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’ assedio di Pavia;  con un deciso intervento riesce ad impedire la cattura di Cesare Fregoso, attaccato di sorpresa nei suoi alloggiamenti da alcuni fanti usciti dalla città. Mentre Ludovico Barbiano da Belgioioso sta trattando la resa, entra in Pavia e si associa al suo saccheggio. Segue Giano Fregoso al campo di Landriano; gli alleati francesi si pongono, invece, a Castel San Giovanni.

Nov.  

 

 

 

500 fanti Lombardia

Prepara gli alloggiamenti del nuovo campo fortificato di Cassano d’Adda. Il Collegio gli conferma la condotta di 500 fanti.

Dic.  

 

 

 

800 fanti Lombardia

E’ inviato con 7 bandiere di fanti e 12 pezzi di artiglieria in soccorso di Gian Giacomo dei Medici impegnato nel suo attacco a Lecco. Antonio da  Castello inizia a bombardare la città da un fianco  distruggendo parte della cinta muraria; informato che da Oggiono stanno provenendo 1200 fanti tra lanzichenecchi e spagnoli, 2 stendardi di uomini d’arme e 100  cavalli leggeri con 2 pezzi di artiglieria, preferisce ripiegare con il Medici a Malgrate. A fine mese entrano in Lecco alcuni soccorsi. Antonio da Castello chiede munizioni e guastatori per riprendere le operazioni di assedio. Il provveditore generale Tommaso Moro, a seguito di una supervisione di Cesare Fregoso, gli ordina di abbandonare l’impresa e di rientrare a Cassano d’Adda. Il condottiero non gradisce l’ordine che gli viene impartito.

1528  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Cassano d’Adda con 800 fanti. Al campo è colpito da forti febbri.

Feb.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Entra in Trezzo sull’Adda, ne devasta i borghi ed assedia il castello per cinque ore; ne escono i difensori con i quali ha uno scontro di un’ora e mezza. I nemici sono respinti con 14 morti e 20 feriti.

Mar. apr.  

 

 

 

1000 fanti Lombardia e Veneto

Il Consiglio dei Savi gli aumenta la condotta da 800 a 1000 fanti. Si allontana da Cassano d’Adda, giunge a Vicenza ed affianca il della Rovere nei lavori di supervisione delle difese cittadine.

Mag.  

 

 

 

541 fanti Lombardia

A Caravaggio per definire con il della Rovere, il duca di Milano Francesco Sforza, il provveditore  Tommaso Moro, Giano Fregoso ed altri capitani il piano strategico con cui affrontare l’avanzata dei lanzichenecchi del duca di Brunswick (15000 fanti e 1200 cavalli). Si dirige ad Orzinuovi per seguire la costruzione di alcuni bastioni.

Giu.  

 

 

 

350 fanti Lombardia

Si sposta alla difesa di Bergamo minacciata da Antonio di Leyva. Si ammala e rientra a Brescia.

Ago. sett.  

 

 

 

Capitano artiglieria Lombardia

Punta su Orzinuovi con 74 carri di munizioni e le artiglierie; di seguito appoggia Francesco Maria della Rovere all’assedio di Sant’ Angelo Lodigiano: dopo un intenso fuoco di artiglieria ne escono 3 bande di fanti da un lato mentre i veneziani vi penetrano da un’ altra parte. Antonio da Castello si sposta a Locate di Triulzi. Ha con Annibale Picenardi il compito di verificare la possibilità  di un attacco a Milano verso Cascina Scanascio: il sopralluogo dà una conclusione negativa per cui viene presa la decisione di puntare su Pavia alla cui difesa si trovano 2400 uomini (2000  tra lanzichenecchi ed italiani, 200 fanti spagnoli e 200 cavalli). La città subisce il bombardamento da tre lati con 14 grossi cannoni e 24 pezzi più piccoli. Il condottiero ha il comando di una batteria formata dalla fanteria italiana, da 300 lance e da molti cavalli leggeri tutti  appiedati: conduce il primo assalto con Sigismondo Malatesta ed i fanti romagnoli e questo viene respinto. a seguito di tre ore di combattimento Pavia cade nelle mani dei veneziani: tra gli imperiali sono uccisi 600 uomini e moltissimi altri sono fatti prigionieri; tra i  veneziani si contano 50 morti ed altrettanti feriti. Al termine della battaglia il suo operato riceve gli encomi pubblici del della Rovere. Di seguito si pone all’assedio del castello; in breve tempo sono obbligati alla resa 80 fanti italiani, 60 spagnoli e 10 lanzichenecchi con il capitano Aponte. Si volge al campo di Landriano;  a Pavia.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Abbandona Pavia con i suoi uomini a causa del ritardo delle paghe.

Dic.  

 

 

 

Capitano g.le fanteria  

 

Il Consiglio dei Savi lo nomina ufficialmente capitano delle fanterie, gli riconferma il comando di un colonnello di 500 fanti e gli aumenta la sua provvigione annua da 400 a 600 ducati.

1529  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Lombardia Chiede ai veneziani di potersi recare a Città di Castello ed a Roma al fine di trattare con Niccolò Vitelli alcuni affari personali che lo inquietano, specie un beneficio ecclesiastico. Le autorità non gli concedono il permesso cosicché la missione viene espletata dal suo luogotenente.
Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Rivolta d’Adda.

Mag.  

 

 

 

377 fanti Lombardia

Supera l’Adda con Annibale Fregoso e conquista Cassano d’Adda, difesa da un capitano spagnolo con 80 fanti. Raggiunge il campo di Pozzuolo Martesana; si reca anche a Belgioioso dove con il della Rovere ed il Saint-Pol discute su un possibile attacco franco-veneziano a Milano. Si ferma al campo di Melegnano.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Binasco con 307 fanti; prende parte ad un nuovo consiglio di guerra.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Staziona a Cassano d’Adda; con Cesare Fregoso, Roberto da San Severino ed Ambrogio da Landriano (600 archibugieri, 200 picchieri e 250 cavalli leggeri) appoggia il della Rovere in un’azione offensiva ai danni della cavalleria nemica. Nello scontro gli imperiali subiscono la perdita di 50 uomini; 40 cavalli sono feriti, 5/6 capitani sono catturati tra i quali un nipote di Antonio di Leyva; per i veneziani le perdite risultano più contenute

Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al comando di un colonnello di 850 fanti.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia e Veneto

Ritorna alla guardia di Brescia con 700 fanti. I lanzichenecchi, infatti, minacciano ancora una volta di invadere i territori della Serenissima dal Trentino. Difende virilmente Ghedi dagli attacchi nemici, respinge l’intimazione di resa e con pochi uomini sa tenere a bada milizie ben più numerose. Il della Rovere lo invia a Vicenza per rafforzarne le misure difensive già esistenti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

A Calvisano ed a Leno con Cesare Fregoso per studiare il terreno adatto per accamparvi i cavalli leggeri. Viene sorpreso a Leno da 200 cavalli e da 400 fanti comandati da Paolo Luzzasco: i veneziani resistono inizialmente, finché al Luzzasco non vengono in rinforzo da Gambara 1000 lanzichenecchi con 2 pezzi di artiglieria. Bernardino da Montauto e Mariano da Castello sono costretti alla resa quando si vedono circondati dagli avversari e senza più munizioni.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Al termine del conflitto rimane di stanza a Brescia con 300 fanti.

1530  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

50 fanti Lombardia

Viene ridotto l’organico della sua compagnia; resta inalterata a 1000 ducati l’anno la sua provvigione.

Mag.  

 

 

 

 

 

 

 

A Venezia è elogiata in Collegio la sua condotta nella precedente guerra da parte dell’ex-provveditore generale Paolo Nani.

1531  

 

 

 

 

 

 

 

Dic.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Sempre di guarnigione a Brescia. Dalla città spedisce alcune spie nel cremonese per controllare i movimenti di truppe spagnole che si stanno verificando nel piacentino.

1532  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Marche

I veneziani lo inviano ad Ancona per consigliare i pontifici sui lavori inerenti la fortificazione della città.

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si dirige nel bergamasco e recupera 6 pezzi di artiglieria dati in prestito anni prima al  Medici.

Giu.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Accoglie in Brescia con le altre autorità il vescovo della città, il cardinale Francesco Corner.

Lug.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Ispeziona le fortificazioni di Ghedi con il della Rovere.

1533  

 

 

 

20 fanti Lombardia
1536  

 

 

 

 

 

 

 

……………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

In occasione del rinnovo dell’alleanza fra la Serenissima e gli imperiali, è dato a lui ed a Babone Naldi l’incarico di raccogliere ad Asola 6000 fanti e 500 cavalli leggeri da utilizzarsi per la difesa di Cremona. Le truppe sono presto richiamate in conseguenza del ridimensionamento al solo Piemonte dell’area coinvolta dalla guerra.

…………….. Francia Impero Inghilterra  

 

Sono conquistate ai francesi alla ripresa del conflitto con gli imperiali Guise e Montreuil dai loro alleati inglesi. Questo fatto induce il re Francesco I della necessità di rafforzare le difese delle città della Piccardia.

1537  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  mag.  

 

 

 

 

 

Francia

Le ostilità riprendono nell’Artois. 20000 francesi a metà febbraio assediano Hesdin; la città capitola a metà aprile. I francesi, accampati a Pernes, occupano Saint-Pol e Lillers. E’ ora contattato Antonio da Castello. Gli è richiesto di rafforzare le opere difensive della città e del castello di Saint-Pol e di Hesdin.

Giu. lug.  

 

 

 

 

 

Francia

Saint-Pol è investita dagli imperiali del conte di Bure. Il bombardamento al bastione di Dourlans (sono sparati più di 1600 colpi di cannone) è seguito da un assalto generale nel quale vengono uccisi quasi tutti i soldati del presidio (2000 uomini). Antonio da Castello è catturato dagli imperiali con la capitolazione della città. E’ accusato di temerarietà e di avarizia dai colleghi transalpini. Liberato a fine luglio, a seguito della stipula di una tregua e dopo il pagamento di un forte riscatto da parte del re, rientra in Italia.

Sett. Venezia Impero Ottomano Capitano artiglieria Grecia

Si trova a Corfù per rafforzarne le opere difensive (Sanudo). Con il della Rovere fa diroccare tutte le abitazioni nei pressi della città, spiana il monte delle Castrate e prolunga i due baluardi che cingono i lati estremi.

1538-1542 Francia

 

Impero

 

 

 

Francia e Lombardia

Nel 1538 il re di Francia Francesco I lo richiama in Francia. A marzo gli dona 225 lire per sopperire alle sue spese per una missione a  Moulins ed a Thérouanne. Ha il compito di sovraintendere al rafforzamento delle fortificazioni  di tali località e dell’intera Piccardia. In tale occasione ha modo di collaborare con Jean de Renaud de Saint-Rémy. Incomincia a rafforzare le difese di Guise, Thérouanne e  Doullens. A Guise fa circondare la vecchia torre da un baluardo costituito di tre grossi bastioni denominati de L’Alouette, de La Charbonnière e de La Haute-Ville. Le opere fatte costruire da Antonio da Castello a Thérouanne saranno distrutte dagli imperiali nel 1553 allorché la città viene rasa al suolo. Le fortificazioni costruite dal Castello a Doullens sono ancora visibili; quelle di Hesdin sono state parimenti atterrate nello stesso 1553.  Nel  maggio 1539 compare ancora tra coloro che godono di una pensione in Francia. E’ nominato “maitre des ouvrages” in Piccardia. Nel1541 e nel 1542 Antonio da Castello lavora al rafforzamento delle difese di Péronne dove viene a disputa con il Feuquière, capitano del porto, riguardo alla ricostruzione di una parte della cinta muraria danneggiata tre anni prima durante la guerra. Sempre nel periodo lavora pure attorno le fortificazioni  di La Capelle. Rientra, infine,  a Brescia; la repubblica veneta gli concede il comando di un colonnello.  Ai suoi ordini vi sono quattro capitani: il costo complessivo della sua compagnia è valutato in 6000 ducati l’anno.

1543  

 

 

 

 

 

Veneto

Con l’architetto Michele Sanmicheli ha l’incarico di ricostruire al Lido di Venezia il castello di Sant’ Andrea, chiamato Castelnuovo.

1547  

 

 

 

 

 

 

 

Autunno  

 

 

 

45 fanti Lombardia

Entra in Brescia con 45 fanti alla notizia dell’ uccisione in Piacenza di Pier Luigi Farnese: controlla l’ordine pubblico nella piazza centrale ed in altri due punti cittadini.

1549  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Muore a Brescia a metà mese. E’ sepolto con solenni esequie nel duomo di Brescia.

CITAZIONI

“Qual è di primi contestabili habia la Signoria nostra e tutta Italia, è fidelissimo.” Da una valutazione del doge ANDREA GRITTI riportata dal SANUDO

“E’ homo di gran fazon e molto aficionato a la Signoria nostra.” Dalla relazione di PIERO TRON al Senato.

“Homo valentissimo, fidato et da far conto.” SANUDO

“Hor ecco un capitan per fama noto/ al cieco mondo più che Mario o xerxe/ suggetto a Marte al suo regno divoto/sì como quel che già col petto aperse le schiere de nemici a fiero volto/quantunqua morte

poi nel fin suferse/ vetusto in guerra Antonio da Castello/ è quel che guida l’altro colonnello/ Costui ne la Bandiera in campo verde/ portava un vitel d’or (lo stemma dei Vitelli) con una stella.” CANDELFINO

“Omo de inzegno.” BUZZACCARINI

“Est capitaine d’artillerie pour la République de Venise et conseiller pour les fortifications.” WIKIPEDIA

Fonte immagine: tripadvisor

Print Friendly, PDF & Email
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email