LUIGI DA CAPUA

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Condottieri di ventura

0371      LUIGI DA CAPUA  (Luigi d’Altavilla, Luigi Campano) Conte di Altavilla. Fratello di Fabrizio.

+ 1397

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

…………….. Napoli  

 

 

 

 

 

Milita per la regina di Napoli Giovanna d’Angiò.

1376  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Napoli Firenze  

 

Lazio e Toscana

E’ attaccato e sconfitto nei pressi di Capranica da Francesco di Vico, da Enrico Paher e dall’Olfo. tra le sue truppe sono uccisi o fatti prigionieri 150 uomini d’arme per un totale di 600 cavalli. Catturato a sua volta e condotto a Firenze, non è in grado di pagare la taglia di 4000 fiorini impostagli per il suo riscatto. Sarà rilasciato poco dopo.

1380 Napoli Angiò  

 

Campania

Appoggia Carlo di Durazzo contro Luigi d’Angiò.

1385  

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Campania

Con il conte di Nola Nicola Orsini, il grande ammiraglio Jacopo di Marzano e Tommaso di Marzano è chiamato da Margherita d’Angiò a far parte del consiglio regio allorché Carlo di Durazzo si  reca in Ungheria per assumervi anche la corona di quel paese.

1386  

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Napoli Chiesa  

 

Campania

Assedia nel castello di Sant’Elmo, a Napoli, Tommaso di Pagano che si è ribellato ai durazzeschi.

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

I difensori del castello di Sant’Elmo si arrendono a patti; Luigi da Capua vi cattura Francesco Prignano, nipote del papa Urbano VI.

Dic.  

 

 

 

 

 

Campania

Alla notizia che molti mercenari, non pagati da tempo, stanno marciando su Napoli per pretendere il loro soldo, i napoletani chiedono alla regina Margherita d’Angiò, vedova di Carlo di Durazzo, che Luigi da Capua sia espulso dal consiglio regio con Tommaso di Marzano in quanto ritenuti responsabili di tale circostanza. Entrambi sono privati del loro incarico per rabbonire la folla.

1387
Apr. E’ presente ad un atto di concessione feudale con altri dignitari del regno quali il gran giustiziere Carlo Ruffo di Calabria, il gran connestabile Alberico da Barbiano, Roberto Orsini, Luigi di Gesualdo, Francesco Dentice.
1388  

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate Napoli Angiò  

 

Campania

Si sposta alla difesa di Capua a seguito del rientro in Lombardia di Giovanni Acuto e di quello di Ottone di Brunswick nei suoi possedimenti.

1389  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Campania

Salpa nottetempo da Sorrento con 4 galee e 5 brigantini;  si ferma al largo di Posillipo; perlustra la costa verso il ponte Guizzardo e rientra alla base di partenza.

Apr.  

 

 

 

 

 

Campania

Effettua uno sbarco a ponte Guizzardo che viene respinto; è costretto a risalire sulla flotta con i suoi uomini in disordine. Si colloca davanti a Napoli.

Mag.  

 

 

 

 

 

Campania

Si scontra con Pietro della Corona presso Afragola; si unisce con il Brunswick e con Giacomo Stendardo; cavalca verso Scafati e cerca di avere per trattato Castellamare di Stabia. Interviene prontamente il della Corona. Luigi da Capua  è obbligato a ripiegare.

Ago.  

 

 

 

 

 

Sicilia

Si porta in Sicilia con Cecco dal Borgo;  vi preleva Costanza Chiaromonte che deve sposarsi con Ladislao d’Angiò.

…………….. Firenze Milano  

 

Toscana

Staziona nella maremma senese e la mette a ferro e fuoco. Si unisce con Gaddo di Frosini, depreda il contado di Massa e rientra nel fiorentino.

1390 Napoli Angiò  

 

Campania

Combatte le truppe di Luigi d’Angiò.

1391  

 

 

 

 

 

 

 

Gli sono concesse da Ladislao d’Angiò entrate nel regno per 3600 ducati l’anno.

Feb.  

 

 

 

 

 

 

 

Il sovrano si interessa perché gli siano restituiti alcuni beni a torto occupati da vari capitani.

Mag. Firenze Milano  

 

Umbria e Toscana

Muove da Città di Castello per puntare su  Firenze. Gian Galeazzo Visconti invia da Pisa a Siena 200 lance: gli viene allora ordinato di avviarsi verso Volterra per sbarrare il passo agli avversari. Si pone in agguato in un bosco con 200 lance scelte. I viscontei non si presentano al luogo stabilito per cui  muove nottetempo su Suvereto;  all’alba sorprende gli avversari nei pressi del castello. Questi si avvicinano alle mura del centro per opporre maggiore resistenza: Luigi da Capua fa intervenire gli arcieri inglesi che scompaginano le file nemiche. Nel disordine generale il condottiero cattura 80 uomini d’arme; si impossessa  pure di 40000 fiorini, inviati dal conte di Virtù ai senesi a sostegno delle loro spese di guerra. Rientra a Volterra, a Colle di Val d’Elsa ed a Firenze: gli viene ordinato di condurre un’azione più decisa contro Siena.

Giu.  

 

 

 

Capitano g.le Toscana

Viene raggiunto a Colle di Val d’Elsa da due membri della Balia dei Dieci che gli affidano le insegne di capitano generale del comune secondo le indicazioni di un astrologo. Fronteggia i viscontei con 1300 lance, 1200 balestrieri genovesi, altri 3000 fanti, numerosi guastatori e contadini al seguito: suoi marescialli sono Milano d’Asti e Bartolomeo Boccanera. Alloggia con le truppe ad Abbadia a Isola; si trasferisce nel piano di Rosia e per dieci  giorni saccomanni e guastatori tagliano biade, vigneti, ulivi e piante da frutto. Porta la desolazione in Val di Strove e per la Valle di Merse. Si ferma a Stigliano: alcuni piccoli castelli sono espugnati. La mancanza di vettovaglie lo conduce in Val d’Arbia, in Val di Chiana ed in Val d’Ambra che sono sottoposte alle abituali spoliazioni.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Fa ritorno ad Abbadia a Isola: i soldati ricevono la loro paga e Luigi da Capua può volgersi nuovamente contro Siena. Occupa e distrugge il castello di San Sano; colloca i suoi alloggiamenti a due miglia dal capoluogo ed attacca invano Sovicille da dove è respinto con molte perdite. Continua nella  sua tattica devastatrice in Val d’Ambra ed in Val di Chiana presso Lucignano e Marciano.

Ago.  

 

 

 

 

 

Toscana

E’ obbligato ad abbandonare il senese ed a fare rientro nell’ aretino.

Sett.  

 

 

 

 

 

Toscana

Alla testa di 1000 lance e di 2000 fanti italiani e tedeschi (compresi molti balestrieri) affronta nel senese Jacopo dal Verme. Si collega a Poggibonsi con Giovanni Acuto; ha alcune scaramucce con i viscontei finché il capitano avversario si attenda sull’ Elsa tra Certaldo e Vinci. Quando il dal Verme ripiega verso il pistoiese Luigi da Capua attraversa l’ Arno con l’Acuto a Ponte a Signa e si accampa sotto il castello di Tizzano a due miglia dal campo avversario. Raggiunto da Giovanni da Barbiano con 600 lance, 400 balestrieri e numerosissimi abitanti del fiorentino e dell’aretino, aggredisce i nemici sul Nievole e li mette in fuga con la cattura di 200 uomini d’arme.

1392  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si avvicina a Siena, danneggia le condotte dell’ acquedotto di Fonte Branda e tutto il circondario. Seguono nuove scorrerie nei pressi di Poggibonsi ed a Collesalvetti.

Feb.  

 

 

 

 

 

Toscana

Alla firma della pace rientra a Firenze e restituisce le insegne del comando. Allorché si allontana dalla città vi deve lasciare il figlio Francesco a garanzia di alcuni debiti da lui contratti.

Apr. Gran Connestabile Copre per qualche tempo l’incarico di gran connestabile a seguito della cattura di Alberico da Barbiano ad Ascoli Satriano ad opera dei San Severino.
Sett. Napoli  

 

 

 

Campania  Calabria

Viene nominato viceré della Calabria al posto di Carlo Ruffo;  gli è concessa una rendita annua di 600 once di carlini d’argento. Riceve, a nome del re Ladislao, il giuramento e l’atto di omaggio di Luigi da San Severino, conte di Marsico.

1393  

 

 

 

 

 

 

 

I fiorentini gli cancellano i debiti pregressi e liberano il figlio. Il congiunto, tuttavia, non può partire subito da Firenze a causa di alcune ferite: sarà curato a spese pubbliche nel convento di Santa Croce fino alla sua guarigione.

1394  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Napoli Angiò  

 

Campania

Allestisce una flottiglia di 4 galee e di una galeotta, tocca Ischia e con Ladislao d’ Angiò giunge via mare a Sorrento ed a Salerno. Vince la resistenza del castellano della seconda località;  tenta un’azione ai danni delle difese marittime di Napoli.

Ott.  

 

 

 

 

 

Campania

Si batte a duello, nei pressi di Aversa, con il Boucicaut, genero di Raimondo di Turenna: i due capitani si feriscono a vicenda.  Si interpone il re di Napoli, giudice del combattimento; i due rivali si rappacificano, Luigi da Capua rientra ad Aversa, il Boucicaut a Napoli.

Dic.  

 

 

 

 

 

 

 

Ladislao d’Angiò gli dona 200 once d’oro a valere  sulle entrate del regno.

1395  

 

 

 

 

 

 

 

 

Primavera  

 

 

 

 

 

Campania

Il duca di Sessa Giacomo di Marzano si accosta al partito di Luigi d’Angiò su pressione di Tommaso da San Severino e dietro la promessa del matrimonio della figlia con il re di Provenza. A tale notizia Luigi da Capua fa sollevare Sessa; nello stesso tempo Giovanni da Trezzo ne devasta il territorio; da parte sua, scaccia da Capua il conte di Alife ed i partigiani del duca.

1396 Campania Difende Francolise dagli attacchi portati da Bernabò da San Severino.
1397  

 

 

 

 

 

Campania

Alla guardia di Capua, assalita sempre da Bernabò da San Severino che si è accampato alla torre di Francolise. Rimane ucciso  per un colpo di bombarda. Sposa una figlia di Andrea Acciaiuoli.

 CITAZIONI

“Fu Luigi riputato per uno de più valorosi huomini della sua età per la disciplina dell’arte militare.” CIARLANTI

“Haud ignobilis militaris scientiae artiflex.” BRACCIOLINI

“Fu egli..peritissimo dell’arte militare, pronto di mano..Luigi fu riputato per uno de più valorosi huomini della sua età sì per forza e per natural vigore del corpo, come etiandio per la disciplina dell’arte militare…essendosi quattro volte condotto in isteccato da solo a solo con diversi cavalieri, tutte le quattro volte..(riuscì) vincitore.” AMMIRATO

“Egregium rei militaris famam.” SANT’ANTONINO

Epitaffio fatto inscrivere sulla sua tomba da Bartolomeo d’Altavilla “Loisium de Capua, hic tantum bellicae artis/ peritia elarvit, ut maximis et praeclarissi/ mis rebus gestis Florentinorum imp. delectus/ sit. Unde rediens Andream de Acciaiolis foe/ minam illustrem urbis primariam uxorem du/ xit. Idem singulari certamine quater cum ho/ ste congressus superior semper adiucatus/ victoriam maxima cum laude retulit. Bar/tholomaus III comes Altavillae ne ullo in/ suos officio deesset pientissime tumulavit/ MD”

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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