LUDOVICO GABRIOTTO CANTELLI

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Condottieri di ventura

0361      LUDOVICO GABRIOTTO CANTELLI  (Ludovico da Parma, Ludovico Cremonese)  Di Parma.

1360 – 1410 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1386  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Verona Padova  

 

Veneto

Agli ordini di Cortesia da Serego è sconfitto e fatto prigioniero nella battaglia di Brentelle. Viene condotto a Padova ed è liberato poco dopo.

1387  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Affianca Giovanni Ordelaffi nella battaglia di Castelbaldo dove, con Giovanni del Garzo, ha il comando della sesta schiera (1000 cavalli della riserva) con la quale rimane di guardia alle bandiere. Con Taddeo dal Verme si scontra con i fanti di Cermisone da Parma, che lo sopraffanno e lo costringono ad arrendersi. Portato a metà mese a Padova, segue Giovanni Acuto e Giovanni degli Ubaldini nel loro ingresso trionfale in città: alla sera prende parte ad un convito organizzato per tutti i condottieri da Francesco da Carrara.

………….. Chiesa  

 

 

 

 

 

 
1391 Chiesa  

 

 

 

Marche

Viene inviato dal papa Bonifacio IX ad Ancona per invitare gli abitanti ad abbandonare la lega delle città marchigiane ostili al marchese della Marca Andrea Tomacelli. Compie un’analoga missione ad Ascoli Piceno e, forse, a Fermo.

1392 Firenze  

 

 

 

 

 

 
1395 Firenze Bologna Milano 1100 cavalli  

 

E’ condotto da fiorentini e bolognesi per dieci mesi.

1396  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen. Comp. ventura Firenze  

 

Toscana  ed Emilia

Minaccia i fiorentini con Giovanni da Barbiano e Filippo da Pisa. Gli viene consegnato del denaro e si allontana dalla Toscana per trasferirsi nel bolognese.

Feb. Firenze Milano  

 

Emilia

Entra nel modenese con Bartolomeo Boccanera ed Antonio degli Obizzi; con costoro saccheggia i territori di Reggio Emilia e di Parma.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia ed Umbria

Perseguita nel modenese i ribelli al marchese di Ferrara Niccolò d’Este. Si sposta nel perugino.

Apr. Lucca  

 

 

 

Toscana

Rientra in Toscana con 2000 cavalli e 1000 fanti; è congedato dai fiorentini;  passa con gli altri due capitani agli stipendi dei lucchesi.

Mag. Comp. ventura C. di Castello Umbria Con il Boccanera e Francesco da Cantiano procura gravi danni nel tifernate. Ricevuti 550 fiorini dagli abitanti, si trasferisce in Toscana. Sosta presso Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) desolando anche tale territorio.
Giu. Comp. ventura Siena  Pisa  

 

Toscana

I senesi gli riconoscono una taglia di 3400 fiorini (nella realtà il costo sopportato dal comune ascende a 4060 fiorini a causa di alcune regalie per i capitani della compagnia). Spinto dai fiorentini,  si porta a Capannoli con il Boccanera e  l’Obizzi.

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si leva da Capannole, prende la strada di Perignano e si avvia a Settimo; prosegue per Pisa e con più di 200 cavalli giunge fin sulle porte della città alzando le insegne dei Gambacorta. In Pisa non vi sorge alcun tentativo insurrezionale, per cui il Cantelli,  respinta una scaramuccia degli avversari,  si sposta verso San Lorenzo alle Corti e San Savino. Si scontra con i pisani a Putignano;  assale senza esito Caprona con 500 cavalli; punta su San Iacopo a Sanbra dove sono incendiate molte case di contadini e sono distrutti i raccolti. Attraversa l’Arno e si muove in Val di Calci in cui parimenti vengono date alle fiamme molte abitazioni. Dopo il fallimento di alcuni negoziati avviati in Pisa da Felcino da Perugia con Jacopo d’Appiano, riprende le sue devastazioni: sono incendiate case a Riglione Oratoio ed a Calci, sono demoliti mulini a Campo ed a San Lorenzo alle Corti. Con l’arrivo del Barbiano, venuto a rafforzare le milizie avversarie, si avvia verso il ponte di San Piero in Campo: a fine mese si collega con il Boccanera, l’Obizzi, Giannichino Bottigler ed Ugo di Monforte;   con costoro assale a Castiglioncello del Trinoro il Barbiano. I suoi uomini sono messi in fuga.

Ago. sett. Comp. ventura Perugia  Siena  

 

Umbria e Toscana

Fiorentini e pisani trovano un accordo. I venturieri, lasciati liberi danneggiano il perugino ed il senese. Biordo dei Michelotti consegna alla compagnia 4500 fiorini, di cui 500 destinati al Cantelli, affinché si allontani dall’Umbria e prenda la strada di Arezzo. E’ accusato dai fiorentini di essersi  fatto corrompere dai pisani;  non gli è dato il permesso di recarsi a Firenze per esporre le sue ragioni.

Dic. Milano Firenze  

 

Toscana

Con Filippo da Pisa segue il  Barbiano contro i fiorentini; si fa subornare dagli avversari ed abbandona la compagnia. Mentre sta attraversando il senese con sei cavalli viene catturato dai contadini. Dei suoi compagni, uno (Alberto Franzesi) è giustiziato, perché ribelle al comune. E’ squartato nella piazza del Campo a Siena. Il Cantelli, invece, invece, è rilasciato con gli altri cinque uomini.

1397  

 

 

 

 

 

 

 

 
Ago. Milano Mantova  

 

Lombardia

E’ fatto prigioniero nella battaglia di Governolo, dove con Antonio Balestrazzo ha il comando della settima schiera forte di 1000 cavalli.

Nov.  

 

 

 

 

 

Umbria

Nel territorio di Città di Castello.

1402  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag. Milano Firenze Bologna  

 

Emilia

Viene segnalato a Mirandola.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Casalecchio di Reno;  con Facino Cane comanda l’avanguardia milanese (2000 cavalli). Si scontra  con Bernardo della Serra, che  colpisce con la sua lancia; insegue i fuggitivi e cadono nelle sue mani Rigo Galletto, Pietro da Carrara e Brunoro della Scala, tutti condotti prigionieri a Parma.

1403  

 

 

 

 

 

 

 

 
Giu. Milano Firenze  

 

Umbria

Segue Pandolfo Malatesta nella sua spedizione in Umbria.

Lug.  

 

 

 

 

 

Umbria

Si muove verso Assisi con il Balestrazzo e Ceccolino dei Michelotti alla testa di 1200 cavalli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Nel bolognese, a San Giovanni in Persiceto.

1404  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen. Milano Padova  

 

Lombardia

Combatte contro il signore di Padova Francesco Novello da Carrara. Con il Malatesta e Facino Cane (7000 cavalli e 2000 fanti) assale invano Brescia; contatta per conto del Malatesta il capo dei guelfi locali Giovanni da Martinengo.

Feb.  

 

 

 

 

 

Veneto

Con il Malatesta assale ancora Brescia con le bombarde; penetra nella città nonostante la resistenza frapposta dai Gambara. Prosegue per Verona; qui giunto, il governatore visconteo della città Ugolotto Biancardo, per timore di eventuali disordini provocati dalle truppe che militano agli ordini dei tre capitani, non permette loro l’ingresso. Il Cantelli continua la sua marcia verso il padovano.

Mar.  

 

 

 

 

 

Veneto

Cerca di superare le linee nemiche con Facino Cane: ne segue uno scontro durissimo che dura fino al mezzogiorno del dì seguente. Durante una pausa del combattimento Francesco Novello da Carrara si incontra con Facino Cane e gli fa avere  alcuni fiaschi pieni di monete d’oro. Come risultato due giorni dopo il Cantelli  rientra in Lombardia.

…………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si ritira a Brescia alla corte del Malatesta;  può dedicarsi alla composizione di sonetti petrarcheschi.

1410  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Valente Capitano.” PEZZANA

“Fu proclamato strenuo capitano.” SPRETI

“Fu tra i condottieri di secondo piano nei decenni turbinosi della fine del secolo e acquistò un certo rilievo come segretario e poeta alla corte di Pandolfo Malatesta a Brescia.” MALLETT

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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