BERNARDINO CALDERARO

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Condottieri di ventura

0332      BERNARDINO CALDERARO  (Bernardino Caldera) Di Verona.

+1520 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1515
………….. Venezia Impero Veneto
Mar. Impero Venezia Francia Veneto

Si trova alla difesa di Bergamo. Alla notizia dell’ arrivo di Antonio di Leyva a Martinengo si arrende a patti agli avversari e passa al loro servizio.

Mag. Veneto

Attraversa l’Adige con 100 cavalli leggeri e giunge fino al ponte di Torre nei pressi di Este. E’ costretto a ripiegare dopo avere catturato alcuni uomini d’arme.

Giu. 40 cavalli leggeri Veneto

Viene sorpreso a Ponte Molino da Giovanni Naldi e da Giovanni Matteo da Verona, mentre con 40 cavalli leggeri si sta dirigendo verso il Polesine per distruggerne i raccolti. Si salva con la fuga;  lascia nelle mani dei veneziani molti dei suoi uomini.

Ago. Veneto

Cavalca a Cologna Veneta con 40 cavalli; porta con sé alcuni prigionieri catturati nel circondario.

Sett. Veneto

Sempre alla difesa di Verona. Penetra in Legnago con 60 cavalli e 200 fanti.

Ott. Veneto

Compie una scorreria a Bagnoli di Sopra, nel padovano, con 25 cavalli.

Nov. Veneto Con lo Zuchero, Giovanni Zafa e Barone da Napoli affianca Marcantonio Colonna in una sortita a Valeggio sul Mincio in cui viene catturato Giulio Manfrone.
1516
Gen. Veneto Lombardia

Appoggia ancora il  Colonna in una scorreria sul Garda. Cattura quindici fanti vicino a Peschiera del Garda. Sempre nel mese, esce da Verona per depredare con venti cavalli leggeri il circondario di Goito. Si ferma in una fattoria per dare la biada alle cavalcature: è qui sorpreso da Mercurio Bua. Bernardino Calderaro si dà alla fuga inseguito dagli avversari che catturano alcuni cavalli della sua compagnia. Il bottino portato a Verona è valutato in 150 scudi. Esce dalla città assediata una volta di più. Sorprende sul Mincio 100 fanti provenienti da Padova. Ne cattura dodici con due some di pesce salato, derrata rivenduta subito a Verona. A fine mese con Giovanni Zafa e lo Zuchero scorta il conte di Cariati Giovanni Battista Spinelli a Mantova. Il mattino seguente i cavalli leggeri intercettano un convoglio di quattordici muli provenienti da Bergamo, carichi di panni e di altre mercanzie. Il convoglio è dirottato a Verona.

Feb. Veneto

Esce da Verona e si dirige verso il mantovano con 50 cavalli; in un’imboscata tesagli da Giovanni Detrico perde  metà degli effettivi della sua compagnia; altri dodici cavalli, infine, gli sono catturati da Mercurio Bua appostato nelle vicinanze. Il Calderaro riesce ad evitare la cattura.

Mar. 50 cavalli leggeri

 

Veneto Lombardia

Si avvia verso Lazise; rifiuta di scontrarsi con i veneziani;  con un capitano spagnolo si incontra con Giorgio Busicchio. A metà mese giunge a Bussolengo con Barone da Napoli (300 cavalli leggeri) e numerosi fanti svizzeri. Si porta di seguito sulle porte di Peschiera  del Garda. Si fa inseguire dagli avversari che cadono in un’imboscata predisposta in precedenza. Sempre nel mese affianca con 40 cavalli leggeri gli imperiali in un attacco ai danni di Milano; segue sempre costoro in un loro attacco al milanese.  Muove così contro Monza con 500 fanti tedeschi. Assalito da 500 cavalli leggeri francesi, rimane ferito nello scontro; gli è pure uccisa la cavalcatura; metà della sua compagnia  (20 cavalli leggeri) è trucidata. Il Calderaro  si salva ancora una volta con la fuga.

Mag. Veneto

Alla guardia di Verona con 60 cavalli leggeri.

Giu. Veneto Lombardia

Protegge i raccolti del contado dalle scorrerie dei veneziani. Esce da Verona con 40 cavalli e 500 fanti, punta su San Bonifacio e con la sua sola presenza mette in fuga i cavalli leggeri del provveditore Giacomo Manolesso. Tenta, invano, di catturare in Bovolone un servitore del patrizio veneziano Giorgio Corner. Rientra a Verona e, per l’ultima azione andata male, litiga pubblicamente in piazza con lo  Zuchero. A metà mese esce da Porta Vescovo per affiancare Marcantonio Colonna in una nuova sortita. 500 cavalli leggeri veneziani sono respinti a Soave; è messa a sacco Villanova. Negli ultimi giorni del mese effettua una nuova scorreria nel mantovano, a Goito. Lo affiancano il luogotenente dello Zuchero e Pochintesta dei Pochintesti. I tre capitani intercettano un convoglio scortato da 50 cavalli leggeri veneziani. Sono catturati 20 cavalli, mentre gli altri riescono a fuggire ad Asola. Il bottino, valutato in 2000 scudi, consiste in dieci muli carichi di seta, sapone, spezie e di un cavallo che trasporta oche in quantità. Le prede sono condotte a Verona ed il ricavato della vendita è diviso tra i vari partecipanti alla sortita. Instancabile, cattura, sempre nel mantovano, a Governolo Panfilo Bentivoglio. Lo deruba di 200 scudi e si appropria di sette belle cavalcature. Invano il Bentivoglio gli offre 1500 scudi per essere lasciato libero e non essere condotto a Verona. Nella città il condottiero veneziano è fatto rilasciare libero dal conte di Cariati Giovanni Battista Spinelli. Bernardino Calderaro continua nelle sue scorribande: il mattino seguente con la sua compagnia fa prigionieri presso Peschiera del Garda quattro uomini d’arme francesi e tredici cavalli dei saccomanni. Penetra in Valpolicella ove affronta un capitano veneziano. Insegue quest’ultimo nella Riviera di Salò ove cattura numerosi abitanti. Si radunano quattrocento contadini per dargli la caccia. Si muovono al suo inseguimento anche 300 arcieri a cavallo francesi. Tenta di fuggire sui monti vicini. I contadini uccidono con gli archi e gli archibugi alcuni uomini della sua compagnia; altri sette sono catturati. Il Calderaro fugge alla volta di Ferrara Monte Baldo. E’ salvato da  alcuni montanari che lo accompagnano fino all’ Adige, a Vo. Da qui prende la strada della Val Lagarina e della Valpolicella e può rientrare a Verona.

Lug. 75 cavalli leggeri Veneto

Alla testa di 50 cavalli leggeri scorre sino a Peschiera del Garda. Si ritira a Sommacampagna. Viene informato che a Cavalcaselle si trovano 100 cavalli veneziani dei saccomanni; punta su tale località. Ne cattura 40; rientra  a Peschiera del Garda inseguito dagli avversari. Subito dopo raggiunge  Verona con un carico di vino che viene venduto all’asta nel mercato cittadino. Di seguito è segnalato nei pressi di Sanguinetto. Si parla di un suo prossimo rientro nelle file veneziane come conseguenza sia dei disordini provocati in Verona dalle milizie imperiali,  sia della carestia che grava sulla città. Nasce una rissa in Verona tra i suoi uomini e quelli di Manoli Boccali, nel cui corso rimane ucciso il capitano degli stradiotti Emanuele Greco. A seguito di tale fatto è costretto a riparare nel campo della Serenissima con 40 cavalli leggeri. E’ posta sulla sua testa una taglia di 300 scudi per chi lo consegni vivo, di 150 se morto.

Ago. Venezia Impero Veneto

Raggiunge a Porto ed a Legnago il provveditore Giovanni Paolo Gradenigo; si incontra con il provveditore generale Andrea Gritti.  Punta verso il castello di Chiusa. Conquista la fortezza dopo avere ucciso un capitano tedesco ed avere obbligato un secondo alla resa. Per l’impresa riceve un encomio dal governatore generale Teodoro da Trivulzio. Nello stesso mese finge di disertare dal campo veneziano per ritornare al servizio degli imperiali. Gli è concessa da costoro una condotta di 100 cavalli leggeri e la proprietà di beni immobili nel veronese comportanti una rendita di 800 scudi l’anno. Continua nelle sue scorrerie nel bresciano sempre alla testa di sedici/venti cavalli. Tanta è la fiducia nei suoi confronti che il conte di Cariati gli permette  di entrare ed uscire da Verona sia di giorno che di notte. In realtà il Calderaro agisce d’accordo con il Trivulzio ed il provveditore Gritti che rende edotti sui movimenti degli imperiali. Da parte veneziana gli è permesso di attraversare indisturbato le loro linee e di simulare nel combattere i cavalli leggeri della Serenissima. Una notte, tuttavia, è intravisto parlare nell’accampamento veneziano con il Trivulzio da un fante spagnolo militante anch’egli al soldo dei veneziani che ha disertato di recente dagli imperiali. Il soldato informa del fatto il conte di Cariati; il Calderaro al suo rientro a Verona è accusato apertamente di tradimento. Spedisce subito a Mantova parte dei suoi beni, monta a cavallo e si dirige a Porta Vescovo. Si dà alla fuga verso Mantova accompagnato da alcuni cavalli della sua compagnia. A Verona il conte di Cariati gli fa confiscare i  beni e rinchiudere in carcere la moglie ed i figli.

Sett. Veneto

Scorre in Valpolicella; vi fa grandi bottini e cattura numerosi cittadini di Verona.

Ott. Veneto

Gli è concessa una condotta di 100 balestrieri a cavallo; ne ha ai suoi ordini 72.

1517
Gen. Veneto

Al termine del conflitto i suoi uomini (36 cavalli leggeri) svernano a Villa Bartolomea.

Mar. Veneto

La popolazione di Villa Bartolomea protesta per il comportamento dei suoi uomini. Il Calderaro si reca a Venezia per le feste organizzate in onore del  Trivulzio.

Mag.

Gli è riconosciuta una provvigione di 25 ducati per paga, per otto paghe l’anno.

Lug. Trivulzio Mirandola Emilia

E’ segnalato nei pressi di Concordia con 80 cavalli leggeri; si unisce con Camillo da Trivulzio e minaccia in Mirandola Giovan Francesco della Mirandola: dalla città escono i cavalli leggeri  del Chelino che lo colgono alla sprovvista e gli catturano 37 cavalli.

1518
Sett.

A causa della riduzione delle spese militari i veneziani diminuiscono la sua provvigione annua da 200 a 150 ducati l’anno.

1520

Muore.

 CITAZIONI

“E’ uno homo bruto, picolo, viso stranio, ma valente homo.” SANUDO

“Riputato da gl’Imperiali huomo di singolar fede.” GIOVIO

“Fasia chose asai chon 16 o 20 chavalli che non l’averia fato 300 chavalli. Oniuno se ne maravelgava de queste prodeze, honi volta che l’andava fora fasia botini de ogni sorte, pilgava presoni soldadi, zentilomini, merchadante, marioli, villani e d’ogni sorte persona. Questui prendeva sachomani, fese botini asaisimi, fasia guadagnare a li soldadi asai. Se questui fusse stato Orlando o Renaldo i paladini, averia bastato a fare questa facenda.” BUZZACCARINI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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