ANNIBALE PICENARDI

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Condottieri di ventura

1460      ANNIBALE PICENARDI  (Annibale Pizzinardi) Di Cremona. Detto Magno.

+ 1532 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1521
Giu. Sforza Francia Emilia

Milita al servizio degli Sforza. Transita per Pralboino e si dirige verso Parma.

1524
Feb. Milano Francia 200 fanti Lombardia

Si trova alla difesa di Cremona.

1525
Ott. Milano Impero Lombardia

Ricopre l’incarico di castellano a Cremona. Assediato dagli imperiali ne esce di frequente e si batte con i lanzichenecchi cui infligge numerose perdite.

Nov. Lombardia

Si incontra a Milano con il duca Francesco Sforza; al suo ritorno gli avversari cercano di impadronirsi del castello di Cremona con un attacco notturno. Fa sparare alcuni colpi d’artiglieria e compie una sortita con la quale si procura vettovaglie e bestiame per le necessità dei difensori; giorni dopo esce ancora dalla fortezza  con due compagnie, una di 30 schioppettieri, e l’altra di picchieri ed alabardieri: coglie di sorpresa molti lanzichenecchi che giocano d’azzardo. Ventuno ne sono uccisi e molti altri sono feriti.

Dic. Lombardia

E’ assediato da Corradino di Clurnes. Compie continue e fruttuose scaramucce ai suoi danni. A metà mese tramite Alessandro Gonzaga offre il castello di Cremona ai veneziani a causa della mancanza di vettovaglie.

1526
Giu. Lombardia

Si incontra a Cremona con il capitano veneziano Luigi Gonzaga.

Lug. Lombardia

Si muovono in suo soccorso 350 cavalli leggeri, 300 uomini d’arme e 6200 fanti  veneziani condotti da Malatesta Baglioni e da Camillo Orsini.

Ago. Lombardia

Nel castello di Cremona entrano numerosi  veneziani che assalgono le trincee attornianti il fortilizio. Con il Baglioni e Pietro da Longhena prende parte a vari consigli di guerra.

1527
Mag. Lombardia

Ha l’incarico di sovrintendere ai lavori volti a rafforzare le difese di Castelleone.

Ago. Lombardia

Prende parte all’espugnazione di Pavia. Cosmo di Magno, il primo soldato a scalare le mura della città, si impadronisce della statua di bronzo dorato detta il Regisole. Il Picenardi, su ordine del duca di Milano, fa sorprendere sul Po l’imbarcazione che trasporta il monumento, e se la fa consegnare dietro l’esborso di 500 ducati. E’ nominato governatore di Pavia.

Sett. Lombardia

Lascia Pavia perché richiamato al campo. Viene presto sostituito nel suo incarico da Ludovico Vistarini.

Ott. Lombardia

Spedisce alla difesa di Abbiategrasso due bandiere di fanti appena è informato che da Milano sono usciti, alla volta della località, 2000 fanti imperiali con 50 lance e quattro pezzi di artiglieria. I rinforzi arrivano in ritardo; Abbiategrasso sarà recuperata e messa a sacco giorni dopo dai veneziani e dai francesi di Giano Fregoso e di Pietro Navarro.

1528
Gen. Lombardia

Fronteggia gli imperiali a Gambolò con Cesare Fregoso e Paolo Luzzasco. Rafforza con 200 fanti il presidio di Vigevano, difende Pavia dagli attacchi portati da Antonio di Leyva.

Apr. Lombardia

Affronta gli imperiali sul Po con 300 cavalli e 1500 fanti;  si collega con Giano Fregoso.

Mag. Lombardia

Non riesce ad impedire che il presidio di Pavia (400 cavalli e 1000 fanti comandati da Pietro da Longhena) sia travolto dall’assalto portato nottetempo con le scale in tre punti diversi da soldati scelti nemici.

Giu. Piemonte Lombardia

E’ inviato da Francesco Maria della Rovere nell’ alessandrino per venire incontro a truppe provenienti dalla Francia; ha il compito di armare alcune barche sul Po, di scorrere lungo le sue rive e di spalleggiare un’analoga azione condotta da Roberto da San Severino sulle rive dell’Adda.

Sett. Lombardia

E’ segnalato a San Zenone al Lambro con Giampaolo Sforza per unirsi con i veneziani del della Rovere ed i francesi del Saint-Pol. Con Antonio da Castello deve verificare la probabilità di successo di un attacco a Milano verso Cascina Scanascio. Poiché la missione dà un esito negativo è presa la decisione di assalire Pavia. Assedia la città alla cui difesa si trovano 2400 uomini (2000 tra lanzichenecchi e fanti italiani, 200 fanti spagnoli e 200 cavalli). Il Picenardi fa prosciugare il fossato di cinta; fa inoltre  scavare una trincea diretta ad un bastione attiguo l’arsenale per costringere i difensori ad abbandonarlo. Al comando di una batteria di 2000 fanti sforzeschi e di 1000 veneziani della compagnia del San Severino ha l’incarico di condurre il terzo assalto alle mura, subito dopo Antonio da Castello ed il Lorges capitano della guardia scozzese del re di Francia. Dei difensori 600/800 uomini, quasi tutti tedeschi, sono uccisi; altri 1000 tra italiani e spagnoli sono sconfitti dalla cavalleria leggera mentre stanno tentando una sortita dal castello. Il Picenardi entra in Pavia dalla parte della Darsena;  Galeazzo da Birago si ritira nella fortezza e, dopo pochi giorni, gli ultimi  difensori si arrendono a patti. Dei superstiti solo spagnoli e tedeschi possono rientrare a Milano; gli italiani hanno il permesso di raggiungere qualsiasi altra località con l’eccezione della capitale lombarda.

Ott. Lombardia

Si ammala a Pavia.

1529
Mag. Lombardia

Partecipa a Belgioioso ad un consiglio di guerra con il della Rovere ed il Saint-Pol per studiare una possibile strategia comune per attaccare Milano.

Giu. Lombardia

Gli alleati sono sconfitti a Landriano dagli imperiali;  i suoi uomini, nei pressi di Pavia, svaligiano gli sbandati.

Sett. Lombardia

Alla guardia di Pavia con 2000 fanti invia quattro compagnie a Sant’ Angelo Lodigiano dove crede accampati gli avversari; assalito nuovamente da Antonio di Leyva, appena vede le artiglierie puntate contro la città si arrende  per la mancanza di vettovaglie alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di tre giorni. I suoi soldati promettono agli imperiali di non militare contro di essi per quarantacinque giorni. La sua decisione è senz’altro facilitata dal fatto di potere mettere in salvo il frutto di tanti anni di vita militare che ha raccolto a Pavia.

……… Lombardia

Si ritira a Monticelli Ripa d’Oglio ed in Ghiaradadda.

1530
Gen. Lombardia

Alla fine del conflitto viene perdonato dal duca per il suo atto di viltà; gli è riconosciuta la somma di 2000 ducati ma non viene reintegrato nei suoi incarichi.

1531
Ott. Milano Musso Lombardia

Assedia in Lecco Gian Giacomo dei Medici.

1532 Lombardia

Impazzisce per la disistima che avverte attorno alla sua persona.  Muore per il dispiacere. Nella villa Sommi Picenardi di Torre de’ Picenardi di fronte alla porta d’ingresso vi è una grande statua di Minerva con un grande stemma della famiglia; ai lati vi sono i busti di Annibale e di Sforza Picenardi, opera dello scultore Graziano Rusca. Sposa Clara Pelizzoli.

 CITAZIONI

“Uno dei più famosi capitani della sua età.” ARGEGNI

“Uno dei più famosi capitani della sua città.” G.C. TIRABOSCHI

“Huomo e d’ingegno e di valore molto dotato.” GUAZZO

“Valoroso capitano Cremonese.” MANINI

“Sfortiarum peditum tribuno.” CAPELLA

“Ha un cervel gaiardo.” SANUDO

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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