PAOLO GIORDANO ORSINI

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PAOLO GIORDANO ORSINI  Duca di Bracciano e di Vicovaro. Conte di Anguillara. Signore di San Polo dei Cavalieri, Cerveteri, Campagnano di Roma, Marcellina, Isola Farnese, Anguillara Sabazia, San gregorio da Sassola, Saracinesco, Trevignano Romano.

Figlio di Girolamo, cognato di Marcantonio Colonna, genero del granduca di Toscana Cosimo dei Medici. Insignito dell’ordine di San Michele e del Toson d’Oro

+1585 (ottobre)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1548
Ago. Lazio Eredita da Gentile Virginio Orsini la contea di Anguillara.
1555  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si trova a Firenze. Con Francesco dei Medici accoglie nella città Gian Giacomo dei Medici reduce dalla guerra di Siena.

…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene fatto imprigionare dal papa Paolo IV. Liberato, a metà dicembre gli è conferito dal pontefice il comando militare della Piazza di Campo de’ Fiori.

1556  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Chiesa Impero  

 

Lazio

Al servizio dello stato della Chiesa;  combatte gli imperiali comandati dal duca d’ Alba. Prende parte alla difesa di Roma; con sei compagnie di fanti ha l’incarico di sorvegliare il tratto di mura cittadine che intercorre dalla Porta Esquilina (San Lorenzo) fino a quella di San Giovanni in Laterano. E’ spedito con alcune compagnie di fanti in un’azione diversiva nel regno di Napoli.

Nov.  

 

 

 

 

 

Lazio

A Fiumicino per trattare una tregua con gli avversari.

1558  

 

 

 

Toscana

Cessa la tutela del cardinale di Santa Fiora.

1559
Ago. Lazio Alla morte del papa Paolo IV con il cognato Marcantonio Colonna si assume il compito di difendere il collegio dei cardinali dal popolo  in rivolta.
1560  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lazio

E’ nominato duca di Bracciano dal nuovo pontefice Pio V: la cerimonia si svolge a Roma ed è accompagnata da giostre, cavalcate e fuochi artificiali.

Ott.  

 

 

 

 

 

Toscana

Si reca a Firenze per sposarsi con Isabella dei Medici figlia di Cosimo. Oppresso dai debiti (anche nei confronti del cognato Marcantonio Colonna che, da parte sua, non è in grado di concedergli alcuna dilazione nei pagamenti) per presentarsi degnamente a Firenze deve vendere al cardinale di Cesi i feudi di San Polo dei Cavalieri e di Marcellina presso Tivoli. Poco dopo aliena pure Isola Farnese che viene acquistata dal cardinale Farnese.

1561  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Lazio

Dona allo zio materno Guido Ascanio Sforza, cardinale di Santa Fiora, i castelli di Cerveteri, Palo, Sanguinaria, Campo del Mare e Gricciano: la donazione viene annullata dal pontefice dopo qualche giorno.

1563  

 

 

 

 

 

Lazio

Le sue rendite annue (inferiori sempre alle spese) ascendono a 30000 scudi l’anno.

1565  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

………….. Firenze  

 

 

 

Toscana

A Pisa: le sue condizioni economiche sono tali che non è neppure in grado di pagare il salario ai suoi familiari. Lo soccorre il suocero che gli dà in prestito 30000 scudi. Nominato Grande di Spagna, carica per la quale gli è corrisposto un compenso annuo di 3000 scudi, sollecita il congiunto ad intervenire sul re Filippo II affinché sia insignito dell’ordine del Toson d’Oro e gli sia dato il comando della cavalleria leggera nel regno di Napoli.

…………..  

 

 

 

 

 

Trentino  Toscana

Si reca a Trento per accompagnare a Firenze Giovanna d’Austria che deve sposarsi con  Francesco dei Medici figlio di Cosimo. In occasione dell’ingresso della sposa fa costruire a sue spese un teatro in legno dove si svolgono alcuni tornei.

1566
………….. Chiesa Impero Ottomano Governatore g.le

 

Marche

E’ eletto governatore generale dell’esercito pontificio. Ha l’incarico di proteggere le coste marchigiane dalle incursioni dei corsari turchi e di organizzarne le difese.

………….. Malta E’ inviato con 4000 fanti alla difesa di Malta a seguito delle minacce dei turchi.
1569 Lazio Con Marcantonio Colonna presenzia alla cerimonia in cui Cosimo dei Medici viene nominato granduca di Toscana dal papa Pio V.
1570 Venezia Impero Ottomano  

 

Cipro  

 

1571  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

Capitano g.le fanteria  

 

Ha ai suoi ordini sei capitani e quindici lance spezzate.

Ago.  

 

 

 

 

 

Sicilia

Si reca a Napoli; a metà mese nella chiesa di Santa Chiara il cardinale Granvelle, viceré di Napoli, consegna a don Giovanni d’Austria lo stendardo della lega. Durante la cerimonia l’Orsini ha una lite per ragioni di precedenza con i duchi di Parma e di Urbino. Giunge a Messina per unirsi con la flotta dei collegati. Partecipa ad un consiglio di guerra con don Giovanni d’Austria.

Ott.  

 

 

 

 

 

Grecia e Lazio

Combatte alla testa di 360 fanti nella battaglia di Lepanto a bordo della galea di Battista Lomellino. Con un’imbarcazione veneziana di Sebenico, comandata da Cristoforo (o Michele) Lucich, assale la galea di Pertev Pascià (conosciuto anche come Piali Pascià). E’ ferito ad una gamba da una freccia nello scontro.  L’ammiraglio turco, dopo avere perso il timone e quasi tutti i suoi uomini, gravemente ustionato ad una spalla da una tromba incendiaria, abbandona la sua nave con il figlio e fugge su un piccolo palischermo a remi guidato da un  rinnegato bolognese che riesce a passare in mezzo alle galee cristiane gridando in italiano. Nel corso del combattimento Paolo Giordano Orsini cattura il cadì della flotta ottomana;  conduce quest’ultimo a Roma ove egli entra in trionfo  al fianco del cognato Marcantonio Colonna. Il funzionario musulmano,  ridotto in schiavitù,  sarà donato dall’Orsini al cardinale dei Medici che, a sua volta, mediterà di cederlo al pontefice. A dicembre il re di Spagna Filippo II  invierà all’ Orsini una lettera di ringraziamento per il suo operato a Lepanto.

1572
Mag.  Spagna Toscana e Sicilia Ha il comando delle fanterie. Si imbarca su 6 galee medicee ed è traghettato con i suoi uomini a Messina.
1573
Ott. Toscana Tunisi Tunisia Con 6 galee toscane prende parte alla spedizione guidata da don Giovanni d’Austria a Tunisi. Obiettivo è quello di impadronirsi della città a spese  di Occhiali, che ha conquistato la città in precedenza ad Hamida Bey, alleato degli spagnoli. Tunisi è occupata  a metà mese.
1574 Toscana A Firenze, ai funerali del granduca di Toscana Cosimo dei Medici che si svolgono in San Lorenzo.
1575
Giu. Lazio E’ incriminato con Prospero Colonna sia per avere patrocinato un duello tra Giovan Paolo Baglioni ed un Salviati, sia per circolare in Roma e fuori città circondato da numerosi armati. Il papa Gregorio XIII si rammarica in concistoro per il dilagare dei duelli che si svolgono in continuazione. Il cardinale Ferdinando dei Medici,  cognato dell’ Orsini, il cardinale Alessandro Sforza e  Flavio Orsini convincono il pontefice che, a titolo di esempio, l’Orsini sia rinchiuso in Castel Sant’Angelo. Il castellano Giacomo Buoncompagni lo  intrattiene  qualche giorno in modo splendido;   da parte sua, quando esce, dal castello distribuisce del denaro ai soldati del presidio. Si reca nel suo feudo di Bracciano per trascorrervi l’esilio che gli è stato imposto come pena.
………….. Cerca di partecipare alla ventilata spedizione spagnola contro Genova. Il papa gli intima di non servire in altra impresa se non contro i turchi.
1576  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Toscana

D’accordo con il cognato Francesco dei Medici fa venire nella sua villa di Cerreto Guidi la moglie Isabella che lo tradisce con il congiunto Troilo Orsini; strangola la donna, mettendole una corda al collo calata da alcuni servi dal buco del soffitto della camera nuziale.

1577  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.  

 

 

 

 

 

 

 

Fa uccidere a colpi di archibugio sulla strada per Perugia l’amante della moglie.

1578 Il papa Gregorio XIII pensa di dargli il comando di 6000 fanti per combattere gli inglesi in Irlanda. Non se ne fa nulla.
1579 Chiesa Corsari barbareschi Lazio E’ informato di una scorreria a terra, a Fiumicino, di alcuni corsari barbareschi. Accorre dalla Magliana con i cavalli leggeri della guardia pontificia; occupa le colline dei primi contrafforti e mette in fuga gli avversari.
1580  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate  

 

 

 

 

 

Lazio

Ospita a Bracciano,  nel suo castello, Marcello Accoromboni che ha appena ucciso nella capitale Matteo Pallavicini, fratello del cardinale. Incontra a  Roma Vittoria Accoromboni, sorella di Marcello e moglie del nipote del cardinale di Montalto Felice Peretti.

1581  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. ago.  

 

 

 

 

 

Lazio

Fa uccidere da suoi sicari in un agguato alle Quattro Fontane, a colpi di archibugio e di pugnale, il marito di Vittoria Accoromboni. L’Orsini mette in salvo a Bracciano la cameriera bolognese della Accoromboni e gli esecutori materiali del delitto. Solo tre giorni dopo l’uccisione di Francesco Peretti l’Orsini accoglie nel suo palazzo la donna e la madre; Vittoria si ammala gravemente e ritorna per qualche tempo a curarsi nella casa paterna. Ad agosto anche l’Orsini è colpito dalla peste; guarito, trasferisce la sua amante dal  palazzo di Campo di Fiori a quello del cardinale Sforza.

………….. Lazio Ha inizio a Roma il processo per l’uccisione di Francesco Peretti. L’Orsini convive con la donna;  gli è impedito di sposarla dai cardinali Medici e Savelli.
1582  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. mag.  

 

 

 

 

 

Lazio

Il bargello irrompe nel suo palazzo di Roma per arrestare due banditi che vi hanno trovato rifugio. Segue una rissa in Campo dei Fiori; gli sbirri sono sopraffatti (sei feriti) e posti in fuga. Il rappresentante della polizia, di nome Pace, è fatto decapitare dal pontefice per la sua codardia. Il governatore di Roma intima a Paolo Giordano Orsini di comparire alla sua presenza: egli fa sapere che i colpevoli dell’ omicidio sono già fuggiti. Continua a fare regali alla donna amata e, sempre a maggio, le fa avere prima un presente del valore di 6000 ducati, parte in contanti e parte in vasellame e gioielli, e, successivamente, due vesti con fili d’oro e d’argento del valore di 500 ducati. Chiede  al papa Gregorio XVI di potere sposare Vittoria Accoromboni; ne ottiene un rifiuto; gli è ordinato, anzi, di rimandare la donna a casa del padre e di trasferirsi a Bracciano. Non deve più mettere piede in Roma. Si ammala; gli è notificato un monitorio che gli conferma gli ordini ricevuti dal pontefice: in caso contrario è prevista una multa di 10000 ducati e l’accusa di ribellione.

…………..  

 

 

 

 

 

Lazio

Un più duro monitorio è rivolto a Vittoria Accoromboni: le è ordinato di non  sposarsi più, di non uscire di casa e neppure di affacciarsi alla finestra. Il matrimonio celebrato con l’Orsini è dichiarato nullo perché clandestino ed i religiosi che hanno presenziato al sacramento sono messi sotto processo. L’Orsini finge di  dimenticare la donna pur di rientrare a Roma.

Dic.  

 

 

 

 

 

Lazio

Vittoria Accoromboni è rinchiusa nel monastero di Santa Cecilia in Trastevere. L’Orsini rientra a Bracciano. E’ sottoposto a continui esami; molti cardinali pregano Gregorio XVI di liberarlo senza ottenere alcuna grazia. Nel frattempo l’Orsini viene abbandonato dal granduca di Toscana ed il re di Spagna gli toglie il Toson d’Oro con le relative prebende. Medita di trasferirsi a Padova al servizio dei veneziani.

1583  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. apr. Lazio Marcello Accoromboni si dà alla macchia nell’agro romano. Paolo Giordano Orsini, costretto dalla mancanza di denaro, tratta la vendita di Formello con Paolo Sforza; il cardinale dei Medici, che ha un’ipoteca di 14000 scudi su tale proprietà, nega il suo assenso alla cessione. Continua il processo per l’uccisione di Francesco Peretti: un sicario, catturato nel febbraio precedente dalla giustizia pontificia, rivela, senza essere stato torturato, che nella trama è coinvolta la madre dell’ Accoromboni e che esecutore materiale del delitto è stato il fratello di Vittoria, Marcello, con altri manutengoli. Negli stessi giorni l’Orsini è sospettato di dare ospitalità a Bracciano ai briganti di Alfonso Piccolomini.
Mag. nov. Lazio E’ convocato a Roma dal papa per persuaderlo con le blandizie a dimenticare per sempre l’Accoromboni. Anche l’ambasciatore spagnolo agisce pure in tal senso. A luglio si dichiara pubblicamente guarito dalla sua “malattia”. La stessa cosa promette al re di Spagna, al granduca di Toscana ed al cardinale dei Medici. Vittoria Accoromboni è, invece, rinchiusa in Castel Sant’Angelo dove mette al mondo una bambina. La donna tenta di uccidersi quando viene a conoscenza delle dichiarazioni dell’Orsini; non accetta di entrare in convento, né di sposarsi con uomini indicati dalla curia. A novembre le è concesso, su consiglio del cardinale Carlo Borromeo (il futuro santo), di uscire dalla prigione perché trovata non colpevole: la condizione è che non si unisca in matrimonio con l’Orsini e che si ritiri a Gubbio. Si incontra con il cardinale di Montalto Felice Peretti e parte per Gubbio.
1584
………….. L’Orsini si offre di acquistare 4 galee per combattere i corsari barbareschi che infestano il Tirreno: Il comando della flottiglia sarebbe andato a Ludovico Orsini. la sua proposta viene rigettata per la sua vicinanza con il granduca di Toscana che, con tali navi, sarebbe diventato ancora più forte sul mare. Il complice che ha denunciato la congiura è liberato e non si parla più dell’uccisione di Francesco Peretti. A febbraio  l’Accoromboni può lasciare Gubbio, anche se è sempre valido il divieto del suo matrimonio con il duca.
Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio

Riceve a Bracciano Marcantonio Colonna, che vi si reca con un seguito di 400 persone e vi si trattiene undici giorni. L’Orsini soffre di piaghe ad una gamba.

1585  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio e Marche

Alla morte del pontefice si sposa nuovamente con l’Accoromboni. Per sua disgrazia è nominato papa Felice Peretti (Sisto V), zio dell’uomo da lui fatto uccidere anni prima. Si imbarca a Pesaro sulla galea Pasqualiga.

Lug.  

 

 

 

 

 

Veneto

Ripara a Venezia presso il congiunto Ludovico. La polizia arresta, su richiesta del papa, uno dei sicari di Francesco Peretti ospitato nella  casa. L’Orsini si trasferisce a Padova nel palazzo Cavalli. Bracciano gli viene confiscata dai pontifici.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si stabilisce a Salò per curarsi. Muore nel suo palazzo posto in tale località qualche giorno più tardi dopo avere fatto testamento. E’ sepolto nella locale chiesa dei cappuccini. Il sepolcro scompare presto ad opera degli stessi frati su richiesta del papa. Si crede che anche il suo corpo sia stato dissepolto per essere tumulato in altro luogo. La moglie sarà uccisa a Padova sulla fine di dicembre con il fratello Flaminio in palazzo Cavalli. Ludovico Orsini, che difende gli interessi del figlio di primo letto, vi irrompe nottetempo con tre sicari ed uccide la donna nella  camera da letto. Ludovico Orsini è assediato nel suo palazzo di Padova; catturato, è giustiziato nella città. I tre sicari sono linciati dalla popolazione e le loro teste, apposte sulle picche, sono consegnate ai rettori cittadini. Il Sansovino  dedica all’Orsini un libro sulla storia del suo casato. Nel castello di Bracciano l’Orsini, per onorare la moglie Isabella dei Medici, fa affrescare nel castello di Bracciano un appartamento ad opera  di Taddeo e Federico Zuccari. Suo ritratto a Firenze nella galleria degli Uffizi. In corrispondenza con Giorgio Vasari. La tragica morte di Isabella dei Medici ha ispirato, nel corso dei secoli, scrittori, poeti e scienziati,  dall’ elisabettiano  John Webster, che scrive la tragedia “The White Devil” ad Alessandro Dumas, a Domenico Guerrazzi che dedica un romanzo storico alla sua figura, a Gaetano Pieraccini. Più di recente Elisabetta Mori in “L’onore perduto di Isabella dei Medici” ha contestato l’uccisione della donna da parte dell’: essa dovrebbe invece ascriversi ad un intasamento delle vie biliari, urinarie ed intestinali. La vita di Vittoria Accoromboni e la sua tragica fine ispirano sempre il Webster nell’opera sopra citata, lo Stendhal, il Crépet, il Capranica e il vicentino G.B. Roselli. E’ da ricordare anche il romanzo di J.L. Tieck. Il Guerrazzi, infine, fa seguire al romanzo “Isabella Orsini”, un racconto della vita di Vittoria Accoromboni.

 CITAZIONI

“Ha una statura gigantesca. Rosso di pelo. Golosissimo, comincia ad ingrassare quando è ancora nel fiore della giovinezza.” SARAZANI

“Si aprì larghissima strada a un intero nome di grandissimo osservator de gli ordini militari, e di pietoso e clemente. Perché nessun più amorevole di lui risparmiò il sangue a soldati, né con maggior astinenza conservò le facultà de gli huomini innocenti, come quello che sommariamente godendo della conversatione d’ogni qualità di persone honorate, ha nella pace imparato a regger con l’arte de la dolcezza e della humanità, la natura de popoli pronti a riverire i principi buoni, come egli.” SANSOVINO

“Chi vuol veder quanto natura e Arte/ Possa d’animo eccelso, e invitto core/ Miri l’Orsin del secol nostro honore.” G.M. VERDIZZOTTO, da un sonetto riportato dal SANSOVINO

“E’ di grandissimo spirito e giudizio, et intrepido nelle cose militari..aintantissimo della persona, lui sta dalla matina alla sera a cavallo nella caccia, camina molte volte le due e tre miglia a piedi, è fortissimo nella lotta, combatte una sbarra con picca et stocco in modo che trova pochi di pari..E per di più è in grado di arruolare nelle sue tenute 3000 fanti e 300 cavalli.” Da un documento riportato dallo HALE

“Il primo di quella famiglia potente di stato e ricco di molti beni.” ADRIANI

“Alto, grosso, di carnagione bianca, di pelo rosso.” BRIGANTE  COLONNA

“Le sue sanguinose vicende hanno ispirato poeti e scrittori e acceso la fantasia popolare che spesso ha dato origine a leggende legate ai fantasmi suoi e di Isabella, che si aggirano tra la Toscana e Bracciano.” WIKIPEDIA

“Cresciuto ed educato nell’ambiente dei Farnese, degli Sforza di Santa Fiora e dei Medici, vi ricevette una formazione fondata sui modelli della più alta e raffinata educazione principesca che coniugava gli studi umanistici con la danza, il canto, la musica e la disciplina delle armi. Tra i musicisti al suo servizio ci furono Scipione del Palla e Bartolomeo Roy. Suo precettore fu Orazio Prospero, musicista e poeta, suo maestro nelle lettere e nelle armi fu il conte Alessandro Valenti di Trevi e, probabilmente, si occupò della sua educazione anche Benedetto Varchi, che lo definì in un sonetto il suo “verde rampollo”. Suo maestro di equitazione fu il nobile napoletano Giovan Battista Pignatelli, considerato dai contemporanei fondatore di quell’arte. Questo tipo di addestramento, guidato e sorretto dai valori e dai rituali tipici della cavalleria cortese, trovava la sua massima applicazione nei tornei che Orsini stesso amava allestire.” MORI

“Come di Scipion giacquero l’ossa/ Della mal nata Patria estinta fuora;/ Giaccion fuora le tue di Patrii marmi.” Da un sonetto del GRATTAROLO

 

Immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Giordano_I_Orsini#/media/File:Paolo_Giordano_I_Orsini_detail.jpg

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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