NICCOLO’ DA BUSCARETO

0
2786
Ostra Vetere
Ostra Vetere (adobe stock)

Last Updated on 2023/10/28

NICCOLO’ DA BUSCARETO (Niccolò da Boscareto, Niccolò Bisaccioni, Niccolò Boscareccio).

Di Jesi. Signore di Jesi, Arcevia (Rocca Contrada), Corinaldo, Ostra Vetere (Montenovo), Belvedere Ostrense, Serra San Quirico e Serra de’ Conti. Padre di Giovanni da Buscareto.

1332 – 1398

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1321ImperoJesiMarcheTenta di impadronirsi di Jesi per farsene signore. E’ contrastato da Tano da Jesi.
1327ImperoChiesaMarcheParteggia per l’imperatore Ludovico il Bavaro.
1329ImperoJesiMarcheSi collega con Giovanni di Clermont e Lippaccio da Osimo per scacciare da Jesi Tano da Jesi. Il rivale è catturato dal Clermont dopo che si è arreso a patti con i suoi compagni, salve le persone. Tano da Jesi viene, viceversa, decapitato. La città cade nelle mani di Niccolò da Buscareto che ne è nominato vicario imperiale.
……………..JesiChiesaMarcheSi scontra con i guelfi di Corinaldo. Conquista l’animo di alcuni avversari e può divenire signore anche di tale località. Scaccia da Corinaldo i rivali politici. I fuoriusciti si riorganizzano e con l’aiuto dei pontifici scorrono in continuazione nel territorio circostante.
1332MarcheE’ nominato podestà di Montenovo (Ostra Vetere).
1337ChiesaOsimoMarchePrende parte all’assedio di Osimo per conto dei pontifici.
1342
…………MarcheL’imperatore Ludovico il Bavaro lo conferma nel vicariato di Jesi. Anche il papa Clemente VI gli riconosce il medesimo titolo per lo stato della Chiesa. Non sembra avere esercitato tale incarico in quanto nel periodo la sua azione resta circoscritta alla valle del Misa.
Mag.JesiSanta MariaMarche

Viene scacciato da Jesi ad opera di Lomo da Jesi. Lascia il territorio e ritorna nella valle del Misa. Serra San Quirico gli offre la podesteria cittadina che terrà quasi ininterrottamente fino al 1355. Si tratta quest’ultimo di un dominio pacifico; dal canto suo il Buscareto intrattiene rapporti di collaborazione con il vescovo di Senigallia, che durante i suoi frequenti soggiorni nel castello lo chiama a presenziare agli atti della curia. Si impadronisce di Serra de’ Conti.

1343/45MarcheRicopre l’incarico di podestà di Serra de’ Conti dall’aprile 1343 all’aprile 1345.
1345
Gen.Marche

E’ compreso come raccomandato nella pace avvenuta tra i fiorentini e Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano.

1347RiminiOsimoMarcheAffianca i Malatesta contro Osimo.
1348
Mag.AnconaOsimoMarche

Prende parte all’assedio di Osimo con Malatesta Malatesta;  a giugno ottiene la resa della città e del castello.

…………….FuoriuscitiFabrianoMarcheAppoggia i fuoriusciti di Fabriano ai danni di Alberghetto Chiavelli, signore della città.
Ott.Marche

E’ affrontato da 4000 fanti; viene sconfitto e gli è conquistata Serra de’ Conti. Continuano le sue lotte con i Chiavelli.

1350MarcheOttiene in signoria Corinaldo e Montenovo.
1351
Dic.RiminiFabrianoMarche

Entra in Rocca Contrada (Arcevia), vi cattura Alberghetto Chiavelli e lo obbliga a restituirgli Serra de’ Conti. Tali vicende consolidano la sua preminenza nella valle del Misa dove è già signore di Montenovo, Corinaldo e Belvedere.

1352
……………..FermoFabrianoMarcheSi collega cn Gentile da Mogliano. Scorre il territorio di Fabriano. Dà alle fiamme molte case fino alla Porta di Sant’Antonio.
……………..FirenzeMilanoToscanaAl soldo dei fiorentini contro i viscontei.
1353
Mar.Nei capitoli della pace di Sarzana viene dichiarato proprio collegato dai Visconti. Aderisce alla lega dei comuni ghibellini promossa dal signore di Milano, l’arcivescovo Giovanni Visconti.
1355
Mar.ChiesaRiminiMarche

Milita al servizio del cardinale Egidio Albornoz, cui giura fedeltà a Tolentino: ottiene in vicariato un territorio molto vasto che comprende i due centri maggiori della diocesi di Senigallia (Rocca Contrada, Serra de’ Conti, Montenovo, Corinaldo, Belvedere Ostrense e Buscareto).  Capitano generale dell’esercito pontificio è Rodolfo da Varano, mentre Lomo da Jesi ne è il gonfaloniere. Alla cerimonia sono presenti il Varano, Ungaro da Sassoferrato, Giovanni Alberti, Carlo di Dovadola ed Albertaccio Ricasoli. Niccolò da Buscareto, con Lomo da Jesi, il Varano e Smeduccio Salimbeni affronta Galeotto Malatesta a Recanati.  Il Malatesta e Gentile da Mogliano vengono meno alle promesse di conciliazione fatte al cardinale; tentano di tergiversare per guadagnare tempo e , nello stesso tempo, di dissuadere l’Albornoz dallo scontro diretto. Interviene il Buscareto che convince il legato a continuare nell’azione contro gli avversari.

Apr.MarcheSconfigge il signore di Rimini Galeotto Malatesta a Paterno d’Ancona. Nella battaglia ha modo di distinguersi per il suo valore.
Sett.Marche

E’ assolto a Fermo dalle precedenti scomuniche. Rimane signore di Rocca Contrada, di Serra de’ Conti, di Montenovo, di Belvedere, di Corinaldo e di Buscareto. Il cardinale Albornoz si riserva il diritto di nominare il podestà di Rocca Contrada per cinque anni scegliendolo tra una rosa di nominativi che gli devono essere indicati dal comune. Nel trattato vi è pure una clausola il cui adempimento, peraltro, è lasciato all’arbitrio del cardinale legato: essa riguarda l’eventuale occupazione da parte di Niccolò da  Buscareto di qualche terra ribelle allo stato della Chiesa ed alla possibilità di divenirne signore.

Dic.MarcheI pontifici lo spossessano di Rocca Contrada.
1356
PrimaveraChiesaFaenzaRomagnaCombatte i Manfredi. Mette a sacco il faentino.
1360
Lug. ago.MilanoChiesaMarche

L’orgoglio nobiliare e l’  ambizione  prevalgono sulla prudenza rivelata  da Niccolò da Buscareto fino a questo momento. Si ribella ai pontifici spinto dal signore di Milano Bernabò Visconti. E’ attaccato in Corinaldo da Galeotto Malatesta: la città si arrende subito a patti. Chi vuole salva la vita deve abbandonare la località entro un’ora: per i contravventori è prevista la morte. Gli abitanti si radunano nella piazza senza sapere che fare; i soldati pontifici cercano di allontanarli in modo da potere iniziare il previsto saccheggio. I cittadini si dirigono incamminano verso Traforato ed il poggio di Belvedere da dove vedono Corinaldo in fiamme. Il castello viene demolito. Sono imprigionate 170 persone destinate a misera fine.  Nel frattempo Niccolò da Buscareto è costretto a fuggire; è assediato dal signore di Fano Pandolfo Malatesta in Buscareto, nei pressi di Corinaldo. Allorché viene a conoscenza di essere stato abbandonato da Anichino di Baumgarten (i promessi soccorsi del Visconti), deve lasciare tale centro. Gli uomini di Buscareto implorano il perdono: lo sono ed il castello viene demolito. Nei giorni seguenti si arrende anche Montenovo che sarà distrutta parzialmente.

Sett.Marche

Il cardinale Albornoz non perdona il suo tradimento. Catturato, è rinchiuso per più anni in carcere dai pontifici nella rocca di Ancona. La sua famiglia è messa al bando, gli sono confiscati tutti i suoi beni.

1367
……………..PerugiaComp. venturaCapitano di guerraUmbria

E’ liberato: gli accordi stipulati si articolano in 9 punti e prevedono una serie di condizioni molto precise dirette a pacificare l’area controllata dai Buscareto nelle Marche centrali. Niccolò da Buscareto si trasferisce in Umbria e passa al soldo dei perugini. Lotta contro la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti e di Giovanni Acuto.

Mar.Umbria

La Compagnia di san Giorgio, comandata da Giovanni Acuro e da Ambrogio Visconti irrompe nel perugino. Gli viene dato dal capitano generale Enrico Paher il comando di una delle 3 schiere che affrontano gli avversari a Ponte San Giovanni. Enrico Paher e Niccolò da Buscareto resistono bravamente all’assalto dei venturieri; Flach di Risach, che comanda la terza colonna, si dà invece alla fuga senza opporre alcuna resistenza. Viene sconfitto e fatto prigioniero:  nello scontro  perdono la vita dai 1500 ai 1800 uomini. Con il Buscareto sono pure catturati Enrico Paher, il podestà di Perugia Lamberto da Pietramala e Bolgaro da Marsciano.

……………..Toscana

E’ condotto a Pisa;  è liberato solo dopo il pagamento della sua taglia da parte dei perugini.

……………..UmbriaRientra a Perugia con Enrico Paher.
1368
Giu.Capitano  g.leUmbriaE’ riconfermato nel suo incarico di capitano di guerra. Chiama in suo soccorso Giovanni Acuto ed il conte di Tagliacozzo Rinaldo Orsini in previsione di un conflitto con lo stato della Chiesa.
1369
Mag.PerugiaChiesaUmbria

Affronta i pontifici ed i fuoriusciti della città. Entra nel contado di Città di Castello, affronta gli avversari accampati a Landinoso e li obbliga a ripiegare. l papa Urbano V colpisce Perugia con l’interdetto.

Giu.UmbriaContrasta con successo verso Ponte San Giovanni le milizie pontificie ed angioine giunte in Umbria per predare il perugino.
Ago.Umbria e Toscana

Con l’arrivo di Giovanni Acuto al servizio dei perugini deve lasciare il comando delle truppe al condottiero inglese. Si porta a Contucciolo di Fiaccardo, nei pressi di Castiglion Fiorentino, per rimediare ad un trattato scoperto nel castello a favore dei pontifici dal podestà di Perugia Simone Oddi: appena si allontana dalla località, questa cade nelle mani degli avversari. Nel proseguo della campagna è catturato dai pontifici.

1370
Gen.UmbriaIn carcere a Foligno. Il papa Urbano V si raccomanda con le autorità affinché sia sempre ben sorvegliato.
Nov.Marche

Rinchiuso nella rocca di San Cataldo di Ancona, viene liberato alla fine della guerra; è pure affrancato da ogni censura ecclesiastica dal cardinale Anglico Grimoard.

1372
Nov.VeneziaPadovaMaresciallo di campoVeneto

Segue Rinieri da Baschi nel devastare il padovano verso Montagnana e Piove di Sacco. Sorta qualche divergenza con tale condottiero, si accampa a Mestrino.

Dic.Veneto

Staziona nei borghi di Treviso. Nascono gravi tumulti nel campo. L’ultimo giorno dell’anno raduna tutti i mercenari italiani (3000 uomini) e li convince a giurare che, qualora Venezia, o suoi provveditori o Rinieri di Baschi ordinino loro di dividersi in 2 o 3 schiere, a non obbedire a tale ordine. Rinieri da Baschi, alla notizia di tale fatto, informa le autorità della Serenissima. Niccolò da Buscareto viene convocato a Venezia e qui è arrestato per insubordinazione con il figlio Sforza.

1373
Feb.VenetoViene licenziato con Rinieri da Baschi allo scadere della ferma.
1378
Mar.AnconaJesiCapitano di guerraMarcheCompie scorrerie nei territori fi Jesi e di Montalboddo (Ostra).
Giu.ChiesaMarche

L’operato del Buscareto è richiesto dal rettore pontificio della marca di Ancona e dagli osimani per  fronteggiare i ribelli dello stato della Chiesa.

1398MarcheSi impadronisce con Ludovico da Buscareto del castello di Belvedere Ostrense nei pressi di Jesi. Muore nello stesso anno.

CITAZIONI

-“Grande nemicho della Chiesa.” CORPUS CHRONIC. BONOMIENSUM

-“Strenuo et in fatto d’arme experto uomo.” PERUZZI

-“Strenuo et in facto d’arme experto homo.” BERNABEI

-“Strenuo et in facto d’arme experto huomo.” GRIZIO

-“Abile politico e audace uomo d’arme, protagonista indiscusso di un ventennio di storia regionale….Sicuramente il personaggio aveva acquistato molto ascendente sulle popolazioni delle sue terre e la sua signoria come forma di autogoverno locale era ormai realtà consolidata, di tirannico aveva solo l’aspetto formale, come usurpazione di poteri spettanti alla Chiesa. Nicolò era riuscito a conquistarsi il favore popolarecon il suo prestigio e la sua moderazione.” VILLANI

-“Esponente di una vecchia famiglia comitale, che partendo dal castello eponimo estende il suo potere su cinque centri compresi tra la valle del Cesano e Serra de’ Conti, sui quali esercita un’autorità di natura meramente politica, ben diversa dei diritti che lui e i suoi antenati erano consueti esercitare sui loro dipendenti di Buscareto.” VIGUEUR

-“Ghibellino di fede e guelfo per convenienza è protagonista per circa quarant’anni nelle vicende politiche e militari che travagliarono la regione (Marche) durante la cattività avignonese. Esaltato di contemporanei quale “strenuus et in facti d’armi esperto homo”, parlano di lui con ammirazione e rispetto anche quelli che sicuramente non hanno mai nutrito simpatia per i nemici della Chiesa. Infatti il Cimarelli di lui scrive che “fu homo di grande spirito e hebbe sempre nell’imprese fortuna grande, quantunque ardue” e aggiunge “ricco essendo di generoso pensiero, ottenne per lo suo valore, fatto esser Capitano de’ Ghibellini.” GREGORINI

Fonte immagine: Adobe stock

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi