GIOVANNI DA BIRAGO

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GIOVANNI DA BIRAGO  Di  Milano. Guelfo.

+ 1527 (giugno)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1510 Francia

Gli viene concessa dai francesi una pensione annua di 400 lire nella sua qualità di procuratore del re.

1512 Francia Chiesa Spagna Lombardia

E’ costretto ad abbandonare Milano.

1515
Sett. Francia Milano Lombardia

Partecipa alla battaglia di Melegnano.

1519
………….. Francia Fuoriusciti

Comanda una compagnia di fanti agli ordini del Lautrec.

Sett. Piemonte

E’ impegnato in un’azione di rastrellamento dei fuoriusciti ghibellini.

1521
………….. Francia Impero 300 cavalli leggeri Piemonte

Viene nominato governatore di Alessandria.

Sett.  Emilia

Alla morte di Pietro Buso Scotti si porta con 300 cavalli sotto la rocca di Rivalta; respinto, si volge contro Ancarano Sopra ed Agazzano, Borgonovo Val Tidone e Castel San Giovanni ove commette numerosi atti crudeli. A metà mese giunge a Stradella dove si salva da un agguato tesogli da Jacopo dal Verme con 3000 uomini. E’ segnalato poco dopo nei pressi della stessa località con Giovanni Naldi alla testa di 600 cavalli.

1522
Gen.

E’ citato come ribelle dal duca di Milano Francesco Sforza. I beni gli sono confiscati.

Feb. Piemonte

I ghibellini, con l’aiuto di Giovanni da Sassatello, scalano le mura di Alessandria ed occupano la città dopo avere trucidato il presidio francese: il Birago fugge per la Porta di Bergoglio, riunisce i soldati dispersi e riprende il controllo del contado con  un’abile e continua azione di disturbo ai danni degli avversari.

Mar. Piemonte  Lombardia

Si trova a Bassignana con 300 fanti e 200 cavalli: vengono a contrastarlo Alessandro Gonzaga, lo Zuchero e Francesco da Castellalto con 3000 lanzichenecchi e quattro pezzi di artiglieria. E’ sconfitto a Gambolò, dove subisce pesanti perdite.

Apr. Lombardia Piemonte

Alcuni suoi cavalli leggeri sono svaligiati nel pavese da Paolo Luzzasco; Giovanni da Birago rimane nel contado di Alessandria dopo la battaglia della Bicocca e persevera nelle sue incursioni basate sulla tecnica della guerriglia.

1523
Sett. Francia Impero Piemonte

Si unisce con i francesi del Bonnivet. Occupa Valenza con Galeazzo da Birago; in due giorni viene catturato nella rocca dagli spagnoli.  Si riscatta, con grandi difficoltà, dietro il pagamento di una taglia di 8000 ducati. E’ condotto a Milano; interviene il duca Francesco Sforza a suo favore.

Dic. Lombardia

Liberato, si ricongiunge con i francesi. Si muove con Andrea da Birago a Vigevano alla testa di 150 cavalli leggeri.

1524
Gen. Lombardia

Vigevano è assalita dal ghibellino Giovanni Martino Masera con due compagnie di fanti e cavalli: il Birago affronta gli avversari con 100 cavalli ed altrettanti fanti e  mette in fuga gli avversari (tra i nemici si contano tre carri pieni di morti).

Mar. Lombardia

Staziona alla guardia di Sartirana Lomellina con Ugo Pepoli (200 cavalli e 600 fanti) per impedire il vettovagliamento alle truppe nemiche. E’ investito da Ferdinando d’Avalos e da Giovanni d’Urbina con le artiglierie e 2000 fanti spagnoli: è catturato nella rocchetta con 150 fanti dal marchese di Pescara (nel combattimento sono uccisi 70 fanti, 50 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri). Per ottenere la liberazione è ancora costretto a pagare un forte riscatto.

1525
………….. Piemonte

Combatte nel saluzzese con Michelantonio di Saluzzo.  Con la guerriglia procura gravi perdite agli imperiali.

Apr. Piemonte

Occupa Carmagnola e sconfigge nei pressi un contingente di fanti spagnoli. Ai prigionieri è imposta una grossa taglia. Mette pure in rotta una compagnia di fanti del Connestabile di Borbone, un’altra di spagnoli che sta scortando alcuni prigionieri, una di venturieri italiani e la compagnia di cavalli dello Zuchero.

Estate Francia
Sett. Piemonte

Fronteggia gli imperiali a Revello: tra i francesi sono uccisi 290/300 fanti italiani, tra gli imperiali altri 300. Entra nel castello con 200 schioppettieri; di seguito si dirige verso Saluzzo.

Ott. Piemonte

Occupa ancora Carmagnola con 3000 fanti e moltissimi cavalli leggeri; utilizza la località come base logistica per le sue scorrerie e come centro di raccolta per i fuoriusciti milanesi.

Dic. Piemonte

Opera nel novarese; con la sua incessante azione  obbliga i lanzichenecchi a lasciare il territorio. Tocca Savignano con 2000 fanti. Sorprende vicino ad Asti alcuni fanti italiani che stanno mettendo a sacco un villaggio per potersi rivalere del ritardo delle paghe; costringe costoro a restituire le prede.

1526
Gen. Piemonte

 A Revello ed a Carmagnola. Sconfigge due bandiere di fanti spagnoli.

Feb. Piemonte

A Carmagnola con 700 cavalli. Arresta il marchese Giovanni Ludovico di Saluzzo, passato dalla parte degli imperiali.  Lo rinchiude in Revello.

Mar. Lombardia

Assale vicino a Vigevano con 300 cavalli il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

Giu. Milano Impero Piemonte

Blocca il passo all’Aldana, diretto a Genova per radunarvi truppe;  lo obbliga a ritirarsi in Alessandria; entra a sua volta in Novara a nome del duca di Milano.

Lug. Piemonte

Sorprende in Val di Susa 400 fanti che hanno lasciato Milano per rientrare ai loro paesi di origine: dei nemici 250 sono uccisi, mentre gli altri riescono a riparare a Susa.

Ago. Lombardia Piemonte

Irrompe in Valenza con Federico Gonzaga da Bozzolo; si porta a Bassignana;  taglia dalla Lomellina i flussi dei rifornimenti diretti a Pavia ed a Milano. E’ nominato governatore di Valenza.

Sett. Piemonte

Respinge gli assalti portati da Fabrizio Maramaldo a Valenza. Costringe quest’ ultimo a ritirarsi  in Bassignana. Si congiunge, di seguito, con i francesi, capitanati da Michelantonio di Saluzzo, tra Asti ed Alessandria. Ottiene Novi Ligure e si impadronisce di alcuni pezzi di artiglieria che da Pavia sono condotti a Genova.

1527
Giu.

Muore in uno scontro con una compagnia di imperiali comandata da Francesco Ponzano.

 CITAZIONI

“Pessimus et crudelissimus homo.” Da una cronaca riportata dal POGGIALI

“E’ detto gran diavolo infernale, capo di parte guelfa, il più gran bestemmiatore del mondo, e uomo crudelissimo, che avea fatto grande quantità d’omicidi.” LITTA

“Dal marzo 1525 al settembre del 1526 fu un continuo succedersi, con qualche interruzione, di scorrerie e colpi di mano, di scontri in campo aperto, assedi, imboscate in cui riuscì sempre vincitore, dimostrando eccezionale abilità di capitano e assoluta padronanza della nuova tattica italiana risolutiva-distruttiva, fatta di rapide azioni d’urto, violente e decisive..Esponente del patriziato milanese, il Birago fu tipico fuoriuscito, dominato dalla concezione, tutta faziosa, della guerra come fatto privato. Ardito e abilissimo capitano, si mostrò però incapace di servire nei ranghi di un moderno esercito e cercò sempre di condurre la sua guerra ai margini di grandi eserciti, impegnandosi essenzialmente sul terreno tattico delle azioni locali. Era la guerra come zuffa che sentiva profondamente congeniale.” ZAPPERI

“Un diavolo infernale capo de parte versa, il più grande biastemador del mondo et lo più crudele omo che si possa dire, il quale credo abia amazato de soa mano tranta omeni per lo manco.” SALUZZO DI CASTELLAR

“Principale Milanese.” GHILINI

“Regio Ufficiale, pessimo uomo e crudele.” A.D. ROSSI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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