LUIGI GONZAGA

0
3327
aloisio-gonzaga
Ritratto di Aloisio Gonzaga 1494-1549

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Indice delle Signorie dei Condottieri: ABCDEFGIJLMNOPQRSTUVZ

LUIGI  GONZAGA  (Luigi Alessandro Gonzaga, Alvise Gonzaga, Aloisio Gonzaga) Di Luzzara.

Conte. Marchese di Castiglione delle Stiviere.

Signore di Castelgoffredo, Solferino, Luzzara e Poviglio. Principe del Sacro Romano Impero. Gentiluomo di Venezia. Figlio di Rodolfo Gonzaga, cognato di Guido Rangoni e di Cesare Fregoso.

1494 (aprile) -1548 (luglio)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
……….LombardiaAlla morte dei genitori passa sotto la tutela del marchese di Mantova Francesco Gonzaga.
……….MarcheGiovane, viene inviato alla corte del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere al fine di apprendere l’arte militare.
1511
Gen.LombardiaOttiene Castelgoffredo, Castiglione delle Stiviere e Solferino per disposizione testamentaria dello zio Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova.
1515
Ott.ImperoVeneziaLombardiaMilita agli stipendi del marchese di Mantova Francesco Gonzaga;  combatte i veneziani per conto degli imperiali. Entra in Asola con 100 cavalli; su pressione degli abitanti è costretto a rinchiudersi nella rocca. L’imperatore Massimiliano d’Austria lo investe dei suoi feudi.
1516
Mag.VenetoA Venezia: è ricevuto nel Collegio dei Pregadi e nel Consiglio dei Savi dove si discute riguardo alla sua provvigione.
Giu.UrbinoChiesaMarcheAffianca il della Rovere nel suo tentativo di difendere il ducato di Urbino dall’attacco dei pontifici. Preposto alla guardia di Pesaro, ha una contesa con Ferdinando Spagnolo, che rimane ucciso nel corso di una rissa per un colpo di archibugio. L’omicidio del capitano provoca l’ira del  della Rovere; il Gonzaga  fugge dalla città e si allontana  da Pesaro via  mare. Si offre ai veneziani;  non gli viene data alcuna risposta.
……….ImperoAustriaAl servizio dell’imperatore.
1517
Mag.VenetoAccompagna Federico Gonzaga in una visita a Venezia.
1519
Mar.LombardiaSi riconcilia con lo zio Pirro su pressione del marchese Francesco Gonzaga.
Apr.LombardiaA Mantova, per i funerali del marchese Francesco.
Lug.EmiliaSposa in prime nozze Ginevra Rangoni, figlia di Niccolò Maria e sorella di Guido. I due sposi si stabiliscono inizialmente a Mantova, nel palazzo ereditato dal padre Rodolfo ed affrescato da Giovanni Maria Falconetto.
Nov.VenetoSuoi scherani sequestrano nel veronese due giovani donne, una delle quali è costretta a sposare un suo seguace: il fatto determina ferme proteste da parte dei veneziani.
1520
Sett.CampaniaPartecipa a Napoli ad una giostra organizzata dalla duchessa di Bari Isabella d’Aragona per la nascita di un nipote.
Dic.VenetoA Venezia. In Consiglio dei Savi si lamenta per la mancata corresponsione della provvigione annua di 1000 ducati, che gli è stata concessa a suo tempo per i meriti del padre Rodolfo.
1521
Lug.ChiesaFrancia VeneziaPassa al servizio del papa Leone X anche se non gli viene corrisposto alcun soldo. E’ inviato con Guido Rangoni (300 cavalli) incontro ai fanti tedeschi e grigioni (6000 uomini) che da Trento stanno scendendo per il Monte Baldo al fine di entrare in Emilia.
Ago.100 cavalli leggeriEmilia  Veneto e LombardiaAl campo sull’Enza. Nonostante la guerra in corso è inviato da Federico Gonzaga a Venezia a rendere omaggio al nuovo doge Marino Grimani. Asseconda Guido Rangoni e Guido Vaina (500 cavalli leggeri) nel mantovano per fare transitare a Borgoforte, su un ponte di barche, i fanti svizzeri e tedeschi giunti da Trento. Ritorna all’assedio di Parma ed è ferito in uno scontro: viene curato dal medico ebreo Abramo.
Nov.LombardiaSi trova a Porzano nel bresciano; con Ettore Visconti e lo  Zuchero infesta il territorio vicino  con 1000 cavalli. E’ presto obbligato a rientrare nel mantovano per curarsi dai suoi acciacchi.
Dic.LombardiaA Lodi, con i la sua compagnia di cavalli leggeri.
1522
Feb.EmiliaViene svaligiato dai francesi a Fiorenzuola d’Arda.
Mar.LombardiaStaziona nel pavese. Con  lo Zuchero prepara un agguato ai veneziani nel corso del quale sono catturati più di 100 saccomanni ed alcuni cavalli leggeri. A Castelgoffredo ed a Gazoldo degli Ippoliti: da qui prosegue per spostarsi alla difesa di Milano.
Apr.LombardiaContrasta sempre i francesi.
1523
Apr.SpagnaAl termine della campagna si reca a Valladolid dall’ imperatore Carlo V che lo ha nominato suo cameriere. Gli chiede una provvigione; ottiene una lettera per il duca di Bari Francesco Sforza. Quest’ultimo  gli assegna una provvigione annua di 1000 ducati da valere sui beni confiscati ad alcuni ribelli.
Giu.VenetoA Venezia, come ambasciatore del marchese di Mantova Federico Gonzaga.
1524
Feb.VeneziaFrancia220 cavalli leggeriLombardiaE’ segnalato al campo veneziano di Martinengo con 200 stradiotti che hanno disertato dal campo francese. Passa agli stipendi della Serenissima. Si trasferisce nel pavese, si allontana da Casorate Primo con 200 cavalli leggeri e 70 fanti ed effettua una scorreria oltre il Ticino. Arriva nei pressi di Mortara; giunge a Rosate con Giovanni di Guevara.
Mar.LombardiaPrende parte all’espugnazione di Garlasco dove è colpito da un sasso. Con Carlo Malatesta da Sogliano, Giovanni Naldi e Paolo Luzzasco sorprende a Scaldasole Pirro Gonzaga da Bozzolo, che con 80 lance e 150 cavalli leggeri per lo più arcieri, cerca di tagliare le linee di rifornimento all’esercito veneto-imperiale. Vengono catturati 250 uomini con il luogotenente della compagnia Cesare Pioli.
Apr.PiemonteSi muove verso Briona con 200 cavalli;  insegue gli svizzeri che si stanno ritirando a seguito della sconfitta di Romagnano Sesia. Affianca il della Rovere; in perlustrazione verso Vercelli.
Mag.50 lanceLombardiaIl della Rovere gli concede temporaneamente la condotta di 50 uomini d’arme già di Camillo da Martinengo. Viene inviato a Lodi dal governatore generale con Alessandro Donato per cercare di convincere lo zio Federico Gonzaga da Bozzolo ad arrendersi a patti nelle mani dei veneziani. Il provveditore generale Piero Pesaro licenzia i suoi cavalli leggeri, il cui comando gli è stato concesso da Leonardo Emo.
Giu.VenetoPresenzia a Venezia alla cerimonia in cui sono consegnate ufficialmente al  della Rovere le insegne di governatore generale.
Lug.VeneziaVenetoA Venezia. Si reca in Collegio con il della Rovere: ricorda che da oltre quindici anni non riceve più la provvigione concessa a suo tempo al padre Rodolfo;  rinnova la richiesta che gli sia concessa una condotta. Il Collegio, infine, gli affida il comando di 100 uomini d’ arme ed una provvigione di 600 ducati in tempo di pace: la misura passa solo per volontà del doge Andrea Gritti malgrado il parere opposto di alcuni membri del Consiglio dei Savi. In Collegio per i dovuti ringraziamenti.
1525
Feb.LombardiaGli è dato in consegna, dal marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos, Cagnino Gonzaga, liberato sulla parola dagli imperiali; riesce anche a fare liberare Pirro Gonzaga da Bozzolo dietro il pagamento di una taglia di 2500 ducati.
Mar.LombardiaA Pavia, accanto al viceré di Napoli Carlo di Lannoy.
Mag.VenetoNel Polesine, per controllare i movimenti degli imperiali che si agitano sul confine.
Giu.LombardiaAd Asola.
Lug.VenetoA Venezia, per chiedere la condotta di 50 uomini d’armi già di Panfilo Bentivoglio.
Ott.Veneto e LombardiaInvia 50 cavalli della sua compagnia ad Orzinuovi ed altri venti a Quinzano d’Oglio. A Verona, per un consiglio di guerra con il della Rovere.
1526
Feb.LombardiaA Crema. Partecipa con altri capitani ad un grande banchetto offerto da Malatesta Baglioni (quattordici portate per ottanta invitati).
Mag.EmiliaCon un pretesto viene  sfidato a duello da Ludovico Barbiano da Belgioioso: come terreno dello scontro è scelto Scandiano.
Giu.VeneziaImpero153 cavalli leggeriLombardiaChiede sempre alla Serenissima di potere completare l’organico della propria compagnia (200 cavalli leggeri) con gli uomini d’arme che hanno militato agli ordini di Panfilo Bentivoglio. Segue un trattato per entrare in Cremona;   ha un infruttuoso colloquio con Annibale Picenardi. Inizia il conflitto con gli imperiali; esce da Lodi e su incarico del della Rovere viene inviato con Pietro da Longhena incontro alle truppe pontificie condotte da Guido Rangoni. L’esercito collegato si prefigge lo scopo di liberare il duca di Milano Francesco Sforza, assediato dagli imperiali nel Castello Sforzesco.
Lug.130 cavalli leggeriLombardia e VenetoSi dirige su Milano;  ha una scaramuccia sulle porte della città con i fanti spagnoli che ne sono alla difesa. Fallisce un attacco dei veneziani a Porta Romana;  ciò fornisce il pretesto al della Rovere per ripiegare a Melegnano. Il Gonzaga ed Antonio dalla Riva proteggono la ritirata delle truppe; è poi inviato a Venezia dal capitano generale per giustificare l’ operazione. Prende alloggio a Santo Stefano presso l’ambasciatore di Mantova;  si reca in Collegio per esporre la situazione al doge. Fa ritorno a Melegnano;  con Paolo Luzzasco  si scontra con gli imperiali usciti da   Milano. Chiede l’esecuzione delle promesse che gli sono state fatte nel luglio di due anni prima: gli è dato il permesso di portare la sua compagnia a 200 cavalli leggeri (o piuttosto a 50 uomini d’arme) e di disporre di una provvigione annua di 1000 ducati. Con Carlo Malatesta da Sogliano respinge una nuova sortita proveniente da Milano.
Sett.135 cavalli leggeriLombardiaSi dirige verso Milano con Giovanni dei Medici e Vitello Vitelli;  con tali capitani ha un colloquio al Lazzaretto con il Connestabile di Borbone, Alfonso d’Avalos ed Antonio di Leyva che militano nel campo avverso. Discute in un consiglio di guerra con Guido Rangoni, Giovanni dei Medici, Vitello Vitelli ed il commissario pontificio Francesco Guicciardini circa la richiesta avanzata da Andrea Doria (tramite Niccolò Fregoso) di inviare 4000 fanti alla conquista di Genova. Da ultimo, lascia il campo di Lambrate e si sposta all’assedio di Cremona dove il suo operato è stato richiesto dal  della Rovere.
Nov.LombardiaCattura uno spagnolo che gli svela come a Lodi il governatore ducale Giovanni Clemente Vistarini abbia organizzato un trattato per consegnare la città agli imperiali. Si muove con Mercurio Bua verso Acquanegra Cremonese per controllare i movimenti dei lanzichenecchi. Appoggia a Governolo il Medici contro i lanzichenecchi di Giorgio Frundsberg. Nello scontro  viene  uccisa la sua cavalcatura; il Medici è invece ferito mortalmente. Il Gonzaga lo fa trasportare nel suo palazzo a Castelgoffredo per cercare di curarlo. Si sposta a Mantova;   è segnalato ancora al capezzale del Medici dove il condottiero fiorentino è stato trasportato in un secondo momento.
Dic.Viene elogiato in Collegio a Venezia dall’ex-provveditore generale Piero Pesaro nella sua relazione di commiato. Il Gonzaga chiede di lasciare gli stipendi dei veneziani.
1527
Gen.EmiliaViene soddisfatto nelle sue richieste. Si trasferisce a Parma.
Feb.Il Consiglio dei Savi decide a Venezia di proteggere i suoi possedimenti.
Mar.200 cavalli leggeriLombardiaGli viene concesso dagli imperiali di rimanere al servizio della Serenissima  dietro l’esborso di 3000 ducati. A Casalmaggiore;  con il provveditore generale Domenico Contarini varca il Po con i suoi cavalli. Si incontra a Gazzuolo con il della Rovere;  rimane fermo sempre nel cremonese sul Po all’isola del Mezzano.
Mag.ToscanaSegue il della Rovere in Toscana;  tallona i lanzichenecchi in marcia verso Roma. Nei pressi di Firenze partecipa alla parata dell’esercito veneziano; ad Isola Farnese. Dopo il sacco di Roma ad opera degli avversari effettua nei pressi della città una scorreria con Claudio Rangoni che lo porta fino alla Croce di Monte Mario. Si appropria di molti bagagli appartenenti ai nemici. In un consiglio di guerra spalleggia Guido Rangoni ed  il della Rovere, contrari ad un’ azione diretta alla liberazione del papa Clemente VII che è  assediato in Castel Sant’Angelo.
Giu.Umbria e ToscanaIl commissario pontificio Guicciardini propone al  Gonzaga di assumere il comando dei 4000 fanti pontifici al posto del Rangoni. La trattativa non va in porto; si ritira a Città della Pieve colpito dalla febbre e con una gamba gonfia. E’ condotto a Cortona per essere curato.
Lug.ToscanaA Cortona: viene alloggiato in un monastero dove sono morti di peste alcuni fanti. Alla notizia chiede di rientrare  subito in Lombardia; il permesso gli è negato dal provveditore generale Luca Pisani.
Ago.VenetoLascia il campo e raggiunge Venezia: ottiene per i suoi uomini un salvacondotto da parte del duca di Ferrara Alfonso d’Este. Nonostante ciò, alcuni cavalli leggeri della sua compagnia sono assaliti nei pressi di Cotignola dai fuoriusciti di Girolamo Rasponi.
1528
Feb.Viene inviato da Luca Pisani in appoggio alla spedizione del Lautrec nel regno di Napoli.
Apr.ImperoVenezia200 cavalli leggeriTrentino  Lombardia e VenetoRaggiunge Trento e, tramite Ludovico di Lodrone, cerca di passare agli stipendi degli imperiali. I veneziani lo riconducono ed il Consiglio dei Savi gli dà il comando di 150 cavalli e di 1000 fanti; gli è pure concessa una provvigione annua di 1000 ducati e la condotta di 50 cavalli in tempo di pace. Accetta inizialmente; dopo qualche giorno rigetta l’offerta e chiede il comando di 500 cavalli leggeri e di 1000 fanti. Avuto  un rifiuto, cambia partito per militare agli stipendi degli imperiali contro gli stessi veneziani. Attacca Lonato e si sposta a Peschiera del Garda con 200 cavalli leggeri: alcuni suoi cavalli e 50 archibugieri sorprendono a Rezzato la compagnia di Giorgio Grimani.
Giu.Lombardia ed EmiliaSi unisce con 400 cavalli alle truppe di Antonio di Leyva; è sconfitto a Tormo, presso Lodi, da Giovanni Naldi che gli infligge numerose perdite. I veneziani, tra l’altro,   catturano  un capitano con 22 balestrieri a cavallo. Il Gonzaga supera l’Adda e chiede al duca di Brunswick di potere fare ritorno nei propri possedimenti. Avuta risposta negativa domanda un salvacondotto al della Rovere. Giunge nel modenese e vi raduna un certo numero di fanti.
Lug.EmiliaAttraversa il Po con un buon numero di cavalli e di fanti assieme con Pirro Gonzaga da Bozzolo e Piermaria dei Rossi. Costretto in un primo tempo a riparare a Piacenza per l’intervento di Roberto da San Severino, esce dalla città e si incammina su Cortemaggiore; tocca Salsomaggiore e da qui passa con 500 cavalli e 2000 fanti nel reggiano tra Guastalla e Correggio.
Ago.LombardiaChiede nuovamente al della Rovere un salvacondotto per rientrare nei suoi territori; raggiunge Castiglione delle Stiviere e raduna ancora in segreto  nuovi fanti.
1529
Apr.Viene riaffermato dagli imperiali.
Giu.Liguria e SpagnaSi trova a Genova; si imbarca sulla flotta di Andrea Doria e si reca a Barcellona per assistere alla firma della pace fra imperiali e pontifici.
Lug.LombardiaA Mantova.
Ago.LiguriaA Genova, al fianco dell’imperatore Carlo V.
Nov.EmilaPresenzia al solenne ingresso di Carlo V in Bologna.
1530
Feb.EmiliaSempre a Bologna per l’incoronazione ufficiale ad imperatore di Carlo V
1532
Giu.ImperoImpero OttomanoLombardiaSi reca a Ghedi;  assiste alla mostra delle lance del della Rovere. Il marchese di Vasto, Alfonso d’Avalos, gli propone di seguirlo in Ungheria contro i turchi. Accetta e gli viene dato il comando della fanteria: Carlo V, almeno in un primo momento, si oppone a tale scelta.
Ago.Veneto e AustriaGiunge a Peschiera del Garda;  si collega con Alfonso  d’Avalos in Austria.  Ad Innsbruck  scrive all’imperatore affinché gli sia dato un qualche comando.
Nov.VenetoAd Albaredo d’Adige al fianco dell’imperatore: la spedizione contro i turchi  termina con la rivolta delle truppe italiane.
Dic.LombardiaSi incontra a Mantova con Alessandro dei Medici e con l’ambasciatore veneziano Marco Antonio Contarini.
1533
Gen.EmiliaTransitano per il modenese, diretti verso il parmense ed il piacentino, molti cavalli italiani e spagnoli che militano ai suoi ordini.
Mar.E’ nominato commissario dell’esercito imperiale in Italia.
Ago.Francia e SpagnaTocca Montpellier durante il suo viaggio verso la Spagna per recarsi alla corte di Carlo V.
1535
Gen.LombardiaFa arrestare nei suoi possedimenti 22 banditi che hanno attaccato alcuni mercanti nel bresciano per derubarli dei loro beni: dopo averli incarcerati, li fa uscire dalla prigione con gli occhi bendati. 12 sono uccisi a colpi di scure appena fuori dalla porta; quelli non colpevoli di omicidio non sono fatti morire.
1536
…………LombardiaOspita a Castelgoffredo la cognata Costanza Rangoni, moglie di Cesare Fregoso, che ha appena disertato dall’esercito veneziano a favore dei francesi.
Ott.ImperoFranciaMaestro di campoPiemonteCombatte i francesi agli ordini di Alfonso d’Avalos.
1537
Ago.PiemontePrende parte all’espugnazione di Chieri.
Sett.PiemonteConvince Cesare Fregoso, assediato in Cherasco, ad arrendersi a patti.
1538
Mag.LombardiaAlla fine della guerra con la pace di Nizza, ospita a Castelgoffredo il Fregoso.
…………E’ accusato con il cognato Cesare Fregoso di avere fatto avvelenare a Venezia il della Rovere.  Cerca di giustificarsi con due manifesti stampati, usciti nel 1541, dopo che l’esecutore materiale del delitto, un barbiere che lo ha accusato come mandante, è già stato giustiziato. L’accusa gli rimane addosso nonostante le sue proteste e trovano il loro avallo anche in una sentenza imperiale.
1539Emilia e PiemonteSposa in seconde nozze la contessa Caterina Anguissola, vedova del cremonese Andrea dal Borgo. Risiede prima ad Alessandria e, di seguito, a Vercelli dove si ammala gravemente.
1540LombardiaE’ costretto a ritirarsi in modo definitivo a Castelgoffredo.
1541LombardiaE’ sempre vicino ad Alfonso d’Avalos che ha fatto uccidere sul Ticino il cognato Cesare  Fregoso, diretto a Venezia con l’ambasciatore francese Antonio Rincon.
1543
Giu.LombardiaA fine mese ospita a Castelgoffredo l’imperatore Carlo V.
1546
Feb.EmiliaA Piacenza, come giudice di una giostra che vi è stata organizzata da Pier Luigi Farnese.
1547
Sett.EmiliaE’ implicato con il cognato Giovanni Anguissola nella congiura che porta all’ uccisione di Pier Luigi Farnese, duca di Parma e di Piacenza.
…………Si offre a Ferrante Gonzaga per tendere un’imboscata a Piero Strozzi e consegnarlo in tal modo agli imperiali.
1548
Lug.Muore a metà mese a Castelgoffredo. E’ sepolto inizialmente nella chiesa di Santa Maria del Consorzio in Castelvecchio in una stanza fatta da lui erigere personalmente. Di seguito la nuora Ippolita Maggi farà riesumare e tumulare la salma del Gonzaga nel santuario della Madonna delle Grazie, nei pressi di Mantova, per porla insieme con il marito Alfonso, figlio di Luigi. Dal 1520 al 1532 dà inizio alla fortificazione di Castelgoffredo ed all’ abbellimento del suo palazzo (ora Gonzaga-Acerbi) con opere pittoriche attribuite ad allievi di Giulio Romano. Fa costruire alle porte della medesima località la Corte Gambaredola. Amante dell’arte e delle lettere, è amato dai suoi sudditi nonostante che questi siano sottoposti ad oneri gravissimi. Il Gonzaga ospita nella sua corte Luigi Rodomonte Gonzaga, Pietro Aretino, Matteo Bandello, il Fregoso con la moglie Costanza Rangoni e lo studioso di chiromanzia fra Patrizio Tricasso di Cesarea. Ricordato in alcune novelle di Matteo Bandello ed in una novella di Ascanio Mori. Si deve al Gonzaga un giudizio in materia di duello tra Giantommaso del Tufo e Tommaso Gargano, ricordato da Girolamo Muzio nelle risposte cavalleresche ed un altro per una causa similare insorto tra Cesare e Fabrizio Pignatelli, ricordato da Bernardino Giunta. Sotto il suo governo è redatto lo statuto alessandrino che verrà osservato in Castiglione delle Stiviere fino all’arrivo dei francesi nel 1796.  Il condottiero ha lasciato pure testimonianza della sua presenza in Castelgoffredo con  alcune epigrafi presenti nella chiesa prepositurale di Sant’Erasmo e nel fianco est della torre civica.

CITAZIONI

-“Ne’ tornei fu eccellentissimo, ed uno si fu de’ mantenitori del campo nella superba giostra bandita in Mantova l’anno 1520 per la successione di Federigo Gonzaga al Marchesato.” AFFO’

-“Era uomo fiero, fazionario, pronto a qualunque misfatto, senza paura di Dio e poco delle leggi, perché era gran signore.” LITTA

-“Disceso è di Gonzaga l’alta prole/ de cui la fama ognhor tromba e risuona/ che di splendore ofuscha e avanza il sole/ d’imperio degna e d’ogn’altra corona/ Aluyse è chiamato e quanto puole/ monstrar tra noi natura in sua persona/ la mostrò e operato che compito/ d’ogni virtute e quel barone ardito.” CANDELFINO

-“Gli è quel che canta, et dice divin carma/ Luigi di Gonzaga ne vien detto/ che sol col senno et con un zoppo piede/ Di marte, et Phebo il gran valor possede.” ALBICANTE

-“Pur dedicandosi all’esercizio delle armi, combattendo per il papa, per Venezia e infine per l’imperatore Carlo V, e incolpato in più di un’occasione di delitti famosi come quello di Francesco Maria della Rovere e di Pierluigi Farnese, seppe coltivare anche l’amore per le lettere, ereditato dalla madre; in più occasioni ospitò letterati come Matteo Bandello e Pietro l’Aretino. Nel dicembre 1526 soccorse Giovanni dalle Bande Nere moribondo sulle rive del Po, colpito dai Lanzichenecchi e trasferito nel suo palazzo di Mantova dove il Medici cessò di vivere.” TAMALLIO

Fonte immagine: wikipedia

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi