PAOLO LUZZASCO Di Verona

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Condottieri di ventura

0901      PAOLO LUZZASCO  (Paolo Luciasco) Di Verona. Fuoriuscito.

+ 1555 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1509
Ago. Impero Venezia Veneto

Parteggia per gli imperiali contro i veneziani. Catturato a Padova, è imprigionato in carcere duro a Venezia, al Forte, con Leonardo da Trissino e Brunoro da Serego.

1514
Lug. Venezia Impero Friuli
1517 Comp. ventura Chiesa

Affianca Francesco Maria della Rovere nel suo tentativo di recupero del ducato di Urbino.

………

Milita nelle compagnie di Giovanni dei Medici.

1519
Dic. Chiesa Recanati Marche

Agli ordini del Medici contrasta nell’anconetano l’Amadei, signore di Recanati.

1520
Gen. Marche

Combatte nelle Marche nelle vicinanze di Recanati, sempre contro l’Amadei.

Mar. Marche A seguito della vittoria dei pontifici su Ludovico Euffreducci gli sono donati dal Medici alcuni beni già appartenenti al condottiero sconfitto.
Ott. Lazio

Si incontra a Roma con il cardinale Giulio dei Medici (il futuro Clemente VII) per lamentarsi del trattamento ricevuto dalle milizie medicee.

1521
Giu. Toscana A Firenze.
…….. Chiesa Francia Venezia Emilia

Prende parte all’assedio di Parma.

Nov. Lombardia

Viene catturato ad Urago d’Oglio da una banda di cavalli veneziani capitanati dal Farfarello. Condotto prigioniero con uno stradiotto per tre miglia da due balestrieri a cavallo riesce a fuggire a seguito dell’ intervento del Medici che ha assalito a Pontoglio i veneziani  (nell’ azione sono catturati Annibale di Lenzo e Carlo Malatesta da Sogliano).

1522
Mar. Chiesa Francia Lombardia

Abbandona il Medici allorché quest’ultimo lascia gli stipendi dello stato della Chiesa per passare al soldo dei francesi. Il Luzzasco si trasferisce al servizio del marchese di Mantova Federico Gonzaga.

Apr. Lombardia

Alla difesa di Pavia attaccata dal Lautrec. Svaligia alcuni cavalli di Giovanni dei Medici e di Giovanni da Birago che hanno varcato il Ticino; è ferito alla spalla destra da un colpo di schioppetto in uno scontro con i fanti svizzeri.

1523
……… Impero Francia Lombardia

E’ preposto alla guardia della fortezza di Pizzighettone; con 150 cavalli leggeri dà ripetutamente fastidi ai francesi di stanza a Cremona.

Lug. Lombardia

Entra in Cremona con la caduta della città nelle mani degli imperiali.

Ago. Lombardia

A Mantova.

Sett. Lombardia

Cattura in una scaramuccia il Brienne, luogotenente della compagnia del Buonavalle, con 35 cavalli.

1524
Gen. Lombardia

Si muove nel pavese. Viene informato che 50 lance e 60 balestrieri a cavallo francesi stanno guadando il Ticino per rientrare nei loro paesi; esce da Pavia e sorprende gli avversari verso Mortara. Nell’iniziativa sono catturati 100 cavalli: i prigionieri, quasi tutti feriti, sono condotti in città.

Mar. Lombardia

Si congiunge con i veneziani di Carlo Malatesta da Sogliano; guadagna un passo nei pressi di Scaldasole ed attacca alle spalle Pirro Gonzaga da Bozzolo che, con 80 lance e 150 cavalli leggeri, sta cercando di tagliare le linee di vettovagliamento all’esercito veneto-imperiale; nel contempo Giovanni Naldi e Luigi Gonzaga assalgono gli avversari sui fianchi. Nel combattimento è catturato il luogotenente della compagnia di Pirro Gonzaga da Bozzolo, Cesare Pioli, con 250 uomini. Ai prigionieri viene imposta una taglia di 15000 ducati.

Apr. Piemonte

Partecipa alla battaglia di Romagnano Sesia alla testa di 200 cavalli gonzagheschi. Gli uomini del Bonnivet gettano sul Sesia un ponte di carri e di tavole di legno ed iniziano ad attraversare il fiume senza trovare opposizione negli imperiali. A tale vista il  Luzzasco ritorna sulla sponda sinistra del Sesia, trova un guado e si avventa su francesi e svizzeri seguito dalla cavalleria spagnola ed italiana. Punta sulle artiglierie; con Filippo Cerbellon causa numerose perdite agli avversari e si impossessa di sette pezzi e di tre bandiere. Il Bonnivet, allora, con il sostegno di 400 svizzeri si slancia con i suoi uomini d’arme per recuperare le artiglierie; interviene anche Ferdinando d’Avalos con altri cavalli leggeri e 3000 archibugieri. Gli svizzeri sono annientati, il Bonnivet è ferito e cede il comando delle truppe a Francesco di Borbone, il Saint-Pol, ed al Baiardo, capitano quest’ultimo che morrà per le ferite riportate.

Ago. Veneto

Ottiene dai veneziani un salvacondotto per potere ritornare a Verona da cui è stato bandito, per rivedervi i suoi parenti.

1525
Feb. Lombardia

Partecipa alla battaglia di Pavia.

Mar. Lombardia

Si trova a Cremona ed a Pizzighettone per conto del marchese di Mantova al fine di rendere visita al re di Francia Francesco I, catturato a Pavia.

Giu. Impero Contadini ribelli Svizzera

Segue con 70 cavalli Ludovico Columba, inviato dal viceré di Napoli Carlo di Lannoy in soccorso dell’ arciduca Ferdinando d’Austria impegnato in Alto Adige ed in Tirolo contro i contadini in rivolta. Attraversa le terre dei grigioni ed è assalito per strada: sono uccisi gran parte degli uomini della sua compagnia. I rimanenti sono svaligiati; il Luzzasco si salva con soli tre uomini.

1526
Giu. Chiesa Impero Lombardia ed Emilia

Combatte gli imperiali sempre agli ordini Di Federico Gonzaga. Al campo di Melegnano si rappacifica con il Medici. Entra in Parma.

Lug. Lombardia

Con Luigi Gonzaga ha una scaramuccia con gli imperiali usciti da Milano; in un nuovo scontro presso Lambrate sono uccisi quattro cavalli della sua compagnia. Si batte con lo  Zuchero; a fine mese, cattura quindici cavalli.

Ago. Lombardia

Effettua una scorreria nel Monte di Brianza, uccide alcuni lanzichenecchi e ne fa prigionieri altri quindici.

Dic. Emilia

Viene inviato dal della Rovere a Piacenza con 100 cavalli leggeri per ostacolare i movimenti dei lanzichenecchi di Giorgio Frundsberg nel mantovano. Cattura nelle vicinanze di Fiorenzuola d’Arda tre spagnoli e due italiani;  toglie loro alcuni falconi appartenenti a Roberto da San Severino. Prosegue la sua perlustrazione sui monti per tagliare il flusso dei rifornimenti al campo nemico; si imbatte con gli avversari;  in uno scontro  sono uccisi alcuni lanzichenecchi; non sono fatti prigionieri. Lotta pure contro i cavalli leggeri di Sigismondo Malatesta che staziona a Castell’ Arquato; fa prigionieri venti cavalli; tra gli imperiali sono ammazzati 200 uomini.

1527
Gen. Lombardia ed Emilia

E’ inviato da Guido Rangoni a Maiano con 400 archibugieri e molti cavalli leggeri; sorprende gli avversari a Baselica Bologna (40 uccisi, 50 catturati). I prigionieri sono condotti a Piacenza.  Sono lasciati andar via liberi senza alcuna taglia: per il gesto viene rimproverato dal  Rangoni.

Feb. Emilia

Con la sua compagnia e 300 archibugieri coglie all’ improvviso sul Trebbia 1000 fanti e 1000 cavalli che sono messi in fuga; rientra a Piacenza e ne esce con Claudio Rangoni,  200 cavalli e molti archibugieri. Assale a Mucinasso gli imperiali;  dopo un combattimento in cui fra i nemici si registra la perdita di 200 uomini, cattura 80 cavalli, tra i quali vi sono lo  Zuchero, Giacomo Folgore da Piossasco ed il Grugno, maestro di stalla del principe d’ Orange. Quest’ultimo riesce, di seguito, a salvarsi con la fuga. Il Luzzasco persevera nelle sue scorrerie, fa prigioniero un capitano spagnolo e si impadronisce di un carro carico di pane destinato ai lanzichenecchi di Corradino di  Clurnes. Si appropria di due cavalcature di Alfonso d’Avalos: la loro restituzione  è l’occasione per lui e per Guido Rangoni di incontrarsi con il marchese di Vasto.  Si dirige ancora verso il Trebbia con Ludovico da Fermo (30 lance), Claudio Rangoni, gli archibugieri di Morgante da Perugia e di Cesare Farina, altri 200 fanti della compagnia di Babone Naldi. Cesare Farina guada il fiume ed attacca un campo degli imperiali; è seguito da pontifici e da veneziani;  inizia una scaramuccia nella quale sono catturati i capitani  Brandon e  Arces. Il Luzzasco giunge a Sissa ed a Parma con Ludovico da Fermo: i lanzichenecchi si sono, infatti, trasferiti nel parmense.

Mag. Toscana e Umbria

Affianca il della Rovere a Firenze; si sposta a Todi ed a Gubbio a curarsi il male ad una spalla provocato da una caduta da cavallo. La sua compagnia, guidata dal suo luogotenente Camillo Campagna, cade in un’imboscata;  il Campagna viene fatto prigioniero con molti uomini.

Giu. Umbria Lazio e Lombardia

Con alcuni fanti fiorentini protegge la vita al commissario pontificio Francesco Guicciardini dalle minacce del San Severino (che milita ora per la lega). Si ammala nel viterbese, ritorna al campo di Castel della Pieve (Città della Pieve); presto se ne allontana per rientrare a Mantova con i suoi cavalli. I fiorentini si sono rimangiati  alcune promesse che gli sono state  fatte  preferendo dare il comando delle loro fanterie ad Orazio Baglioni. Ciò non gli impedisce di mantenere buoni rapporti con gli altri capitani della lega, specie con il marchese di Saluzzo.

Sett.

Tramite il marchese di Mantova si offre ai veneziani per una condotta di 400 cavalli leggeri.

Dic. Venezia Impero 250 cavalli leggeri Veneto e Lombardia

Il Consiglio dei Savi lo assume con una condotta di 200 cavalli leggeri e di 50 archibugieri a cavallo; gli è pure concessa una provvigione di 1000 ducati l’anno. Il Luzzasco si reca a Venezia nel Collegio dei Pregadi, prende i 1000 ducati e si reca al campo di Cassano d’Adda.

1528
Gen. Lombardia Piemonte

Effettuata la rassegna dei suoi uomini segue Cesare Fregoso in Lomellina per un’azione diversiva condotta con 200 lance e 400 cavalli leggeri. Giunge a Vigevano, a Garlasco ed a Gambolò dove si collega con Cesare Fregoso ed Annibale Picenardi. Nei pressi di Vigevano sconfigge la compagnia dello Zuchero ( cui sono catturati il luogotenente e numerosi gentiluomini borgognoni che lo accompagnano) e quella di Lopez Peschiera. In poco tempo, tuttavia,  lo stesso Zuchero lo obbliga a mettersi sulla difensiva con l’ausilio di tre insegne di lanzichenecchi. Negli stessi giorni Paolo Luzzasco viene a conoscenza del fatto che il comando della spedizione è stato affidato al Fregoso: rifiuta di prestargli obbedienza ed invia un suo emissario al provveditore generale Tommaso Moro. Accetta la situazione solamente per volontà del provveditore; a fine mese si muove alla volta di Novara con 70 uomini d’arme, 80 cavalli leggeri e 60 archibugieri a cavallo. 100 lance, 2000 fanti e 200 cavalli leggeri lo attendono nascosti in una villa e nei fossati vicini; subodora l’inganno sicché  i veneziani  possono ripiegare con lievi perdite.  Ritorna  nel novarese con 25 uomini d’arme e 50 cavalli leggeri;  mette in fuga la compagnia di cavalli di Filippo Tornielli cui cattura 22 uomini. Dà alle fiamme, sempre indisturbato con Cesare Fregoso, a numerosi mulini nei paraggi di Novara.

Feb. Piemonte  Lombardia

Intercetta quaranta carri carichi di frumento, di segale e di altri cereali diretti a Novara; giunge ad Oleggio con il Fregoso ed il Cosco (fa prigionieri quindici fanti) ed occupa Nibbiola dove sono catturati 130 cavalli e svaligiati 350 fanti: la località è messa a sacco. Si allontana dalla Lomellina e ritorna al campo di Cassano d’Adda: per strada giunge sotto le mura di Pioltello dove si appropria di alcune cavalcature e di diversi muli della compagnia dello Zuchero.

Mar. Lombardia

Si unisce con il San Severino; con 200 cavalli e molti archibugieri cavalca ad Olginate (cattura di dodici uomini). E’ informato che un carico di vettovaglie (centocinquanta/ duecento some) è diretto al campo di Pioltello; si lancia al suo inseguimento con il San Severino e mette in fuga la scorta. Si sposta a Treviglio; si allenta la pressione nell’alto bergamasco e ritorna alla volta di Olginate con tutti i cavalli leggeri delle due compagnie e 200 archibugieri. Nell’ incursione è fatto prigioniero Battistino da Castelnuovo con molti fanti ed i bagagli. Segue una nuova scorreria verso Milano.

Apr. Lombardia

Il suo operato nella guerra viene elogiato dal collaterale generale Giovanni Andrea da Prato e dal provveditore generale Tommaso Moro. Paolo Luzzasco rientra a Treviglio, cavalca su Milano con Giovanni Battista di Castro: con tale capitano si scontra con Giovanni  Battista dei Medici, fratello di Gian Giacomo (cattura di quattro cavalli). Scontento della sua situazione personale pretende ora dai veneziani anche il comando di 1500 fanti. Tommaso Moro ricusa di avanzare le sue richieste e lo invia in Lomellina.

Mag. Chiesa 200 cavalli leggeri Lombardia ed Emilia

Si trova al campo di Cassano d’Adda con il San Severino; il fiume in piena ostacola la marcia  delle truppe tese a tendere un’imboscata a 500 fanti ed a 150 cavalli che stanno provenendo da Milano. Il Luzzasco prende parte a Caravaggio ad un consiglio di guerra con il della Rovere, Giano Fregoso, il duca di Milano Francesco Sforza, il provveditore  Tommaso Moro ed altri capitani per definire il piano strategico con cui affrontare i lanzichenecchi del duca di Brunswick (15000 fanti e 1200 cavalli). Si trasferisce alla difesa di Verona; giunto  a Treviglio, invece di proseguire nella sua marcia si dirige a Mantova e diserta nel campo imperiale. Viene dichiarato ribelle e traditore; è bandito in perpetuo e sono promessi per chi lo uccida un premio di 2000 ducati, una provvigione annua di 500 ducati e la possibilità di togliere dal bando a scelta due condannati. I suoi beni sono confiscati; a Venezia è dipinto come traditore, impiccato per un piede. Agli uomini della sua compagnia, nati nei territori della Serenissima, si impone l’obbligo di abbandonarlo pena la confisca dei loro beni, una taglia sulla loro testa e la sicura morte per decapitazione in caso di sua cattura  in combattimento. Per mezzo del marchese di Mantova Federico Gonzaga passa agli stipendi dei pontifici: raccoglie 1000 fanti, 50 lance e 300 cavalli leggeri con i quali si sposta alla difesa di Bologna. L’ambasciatore dei Gonzaga a Venezia tenta, inutilmente, di difenderne il comportamento: viene aggredito dal doge Andrea  Gritti che dichiara il Luzzasco traditore e rivela l’esistenza di prove circa suoi contatti con gli imperiali di Antonio di Leyva.

Giu. Lombardia

Inseguito dalle minacce della Serenissima si rifugia a Mantova. Si ammala in tale città. Vi è contattato senza esito dai fiorentini, che gli vogliono affidare il comando delle Bande Nere impegnate all’assedio di Napoli. Rifiuta.

Ago.

Il papa interviene sui veneziani affinché sia tolta al Luzzasco la taglia posta sul suo capo. I veneziani sono sempre decisi a considerarlo come un traditore.

Sett. Romagna

Si muove in Val di Lamone.

Nov. Chiesa Ferrara Emilia

Il governatore di Bologna, Uberto Gambara, lo invia con 200 cavalli leggeri e 300 archibugieri a Cadecoppi sul Panaro, sopra Finale Emilia, per tendere un’imboscata al duca di Ferrara. Alfonso d’Este non si presenta all’appuntamento.

Dic. Emilia

A Bologna.

1529
Mag. Romagna

E’ segnalato a Rimini.

Giu. Emilia

A Bologna, quasi per minacciare Ravenna e Cervia ancora in potere dei veneziani.

Lug. Chiesa Firenze Emilia e Lombardia

Raccoglie truppe per combattere i fiorentini; si reca a Mantova.  La sua presenza provoca il terrore nelle città veneziane di confine.

Ago. Impero Venezia 200 cavalli leggeri Romagna Lombardia e Veneto

Raduna ad Imola 1200 cavalli leggeri;  con Melchiorre Ramazzotto, Cesare da Cavina e Balasso Naldi. Minaccia sempre i veneziani, installati a Cervia ed a Ravenna. Alla scadenza della ferma con i pontifici ottiene un salvacondotto dagli estensi e rientra nel mantovano. Passa agli stipendi degli imperiali e combatte i veneziani. Si muove sui confini del bresciano;  porta le sue depredazioni fin sulle porte di Verona; è notata la sua presenza a Gambara con i lanzichenecchi ed a Martinengo.

Sett. Lombardia

Scorre sotto Cremona;  cattura alcuni contadini intenti alla vendemmia.

Ott. Lombardia

Si trova a Carmignano ed a Gottolengo. Si unisce a Gambara con i lanzichenecchi;  alla testa di 200 cavalli e di 400 fanti sorprende a Leno il Fregoso ed Antonio da Castello, intenti a visionare il terreno per un eventuale alloggiamento dei cavalli  leggeri. I veneziani si difendono validamente; arrivano però da Gambara in rinforzo al  Luzzasco 1000 lanzichenecchi con due pezzi di artiglieria: sono costretti alla resa 200 fanti con il conte Bernardino da Montauto e Mariano da Castello che vengono trattenuti prigionieri con Antonio Salerno e Luigi Ugoni. Tutti i fanti sono rilasciati previa consegna di armi e bagagli. Il Luzzasco si trasferisce a Treponti, vi fa numerosi prigionieri e razzia cento capi di bestiame bovino. A Mandolossa.

Nov. Lombardia

Devasta il territorio di Martinengo; ordina agli abitanti di Caravaggio e di Treviglio di preparare il pane per il campo imperiale.

1530
Feb.

Con la firma del trattato di pace l’imperatore Carlo V interviene sui veneziani a suo favore. Si discute di tale fatto in sede di Consiglio dei Savi.

Apr.

Viene tolta al Luzzasco la taglia posta a suo carico dai veneziani.

Giu. Capitano g.le cavalli leggeri

Gli è dato dagli imperiali il capitanato della cavalleria leggera ed il comando di 500 cavalli.

……… Emilia

Alcuni suoi cavalli catturano a Corticella Jacopo Guicciardini, che sta ritornando a Firenze dopo avere condotto un’ambasceria per conto della repubblica.

1532
Lug.

Gli è proposto di combattere i turchi in Ungheria alla testa di 500 cavalli leggeri. Rifiuta l’offerta allegando varie motivazioni.

1533
Mag. Impero Saluzzo 200 cavalli leggeri Lombardia Piemonte

Transita per Pizzighettone con 200 cavalli e si dirige su Alessandria. Si congiunge con Antonio di Leyva e contrasta il marchese Gian Ludovico di Saluzzo.

Sett. Francia
1535 Impero Lombardia

Alla guardia del castello di Cremona.

1536
………. Impero Francia Maestro di campo Francia

Appoggia Ferrante Gonzaga con 100 lance spezzate all’assedio di Marsiglia; con Valerio Orsini e  lo Zuchero prende parte all’espugnazione di Grasse; sconfigge a Tarbes Renato di Montejean che viene catturato con Sampiero Corso (100 uomini d’arme e molti fanti). Con la cattura del capitano francese sorge  una lite tra i soldati che hanno preso parte all’azione: con Ferrante Gonzaga decide a favore di Marsilio Sala che ha tagliato le redini al cavallo del Montejean. Ferrante Gonzaga consegna al Sala 1000 ducati e  trattiene prigioniero il capitano francese per suo conto.

Ago. Piemonte Lombardia

Con la resa di Fossano passa all’assedio di Torino; è vinto con Cesare da Napoli in alcune sortite. Nel 1544 affronta Piero Strozzi. A giugno è segnalato con Alfonso d’Avalos a Stradella.

1546
Feb. Emilia

A Piacenza, come giudice di una giostra organizzata da Pier Luigi Farnese.

1551 Francia Impero Francia

Affronta gli imperiali. Nelle Ardenne, a Montcornet, sbaraglia 400 cavalli borgognoni: tra gli avversari sono uccisi 140/160 uomini, 30/40 sono fatti prigionieri. Poche le perdite tra i suoi uomini.

1555

Muore. Ricordato da Pietro Aretino nel “Marescalco”.

 CITAZIONI

Con Giovanni dei Medici, lo Zuchero ed Alessandro Vitelli “Equestri proelio laudem insignem meruerunt.” Da una lettera del GIOVIO  a Giovanni Gorita.

“Uomo prò della sua persona e di molta virtù e autorità, ma non già di molta fede.” VARCHI

“Questo Paulo Luzasco è di nation veronese, era bandito..L’é uno de li migliori capitanei che fusse mai in Italia.” SANUDO

“Vaillant et bien expérimenté chevalier.” RABUTIN

“Uomo onorato e valoroso.” GIOVIO

“Fu costui d’animo grande, e di bellezza di corpo dotato, virile però, non molle ed effeminata; oltre a ciò della persona così destro ed agire, ed in cavalcare, e maneggiare qualsivoglia sorte d’arme così leggiadro, ed esperto, che fu da tutti generalmente amato, e tenuto in gran pregio.” DALLA CORTE

“Gentiluomo e capitano di non poca levatura.” SARDAGNA

“Vir, ut fortissimus, ita callidissimus, cuius praecipue opera Carolus Caesar bello usus est.” PANVINIO

“Valoroso Capitano.” ROSEO

“Valoroso Capitano.” ULLOA

“Uomo prò della persona, ma di fede svergognata, mutava spesso bandiera.” G.G. ROSSI

Co Marcantonio Corso e Bartolommeo del Monte a Santa Maria “Tutti uomini d’arme che Francesi o Spagnoli o principi o repubbliche cercavano aver dalla loro perché, se in quei tempi l’Italia era vinta e disprezzata, gl’Italiani, valorosi campioni, erano termuti e onorati.” ALLODOLI

“Homo vallente.” GRUMELLO

“Huomo certamente di valore et di consiglio.” CONTILE

“Capitano vecchio di fantaria per essere con lunga esperienza, essercitato in molte guerre.” LAZARI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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