ANTONIO FERRAMOLINI

0
2008
Mahdia nel 1550
Mahdia in 1535, ncisione su legno in Juan Christoval Calvete De Aphrodisio expugnata (Antwerp, 1551)

Last Updated on 2023/12/12

ANTONIO FERRAMOLINI (Antonio Ferramolino, in Spagna Hernan Molin).

Noto anche come Sferrandino da Bergamo. Di Bergamo.

  • 1550 (agosto)
Anno, meseStato. Comp. venturaCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1524     
Ott.VeneziaFrancia100 fantiVenetoHa ai suoi ordini 100 archibugieri.
1525     
Mag.50 fantiVenetoIn Polesine con 50 balestrieri.
1526     
……VeneziaImperoVenetoAlla guardia di Verona.
Lug.200 fantiLombardiaAl campo di Melegnano.
Ago.Milita agli ordini di Malatesta Baglioni. All’assedio di Cremona. A fine mese prende parte all’assalto alle mura verso Porta Mosa inquadrato nella batteria di Camillo Orsini.
Sett.  91 fanti  
Dic.100 fantiLombardiaA Palazzolo sull’Oglio, alla rassegna tenuta dal provveditore generale Domenico Contarini.
1527     
Feb.LombardiaA Cremona con le artiglierie che deve condurre al campo. L’operazione è bloccata dal capitano generale della Serenissima, il duca di Urbino Francesco Maria della Rovere.
Mag.75 fantiToscanaAd Incisa con Francesco Maria della Rovere ed il provveditore generale Alvise Pisani.
Lug.UmbriaIn disaccordo con il della Rovere, si allontana dal campo di Castel della Pieve (Città della Pieve) senza il suo permesso.
1528     
Gen.   Lombardia

Combatte in Lomellina nel corpo di spedizione di Cesare Fregoso e di Paolo Luzzasco: inviato al campo di Cassano d’Adda con alcuni messaggi per il provveditore generale Tommaso Moro, è catturato dopo essersi sbarazzato della posta. Non riconosciuto, è in grado di riscattarsi con il pagamento di una taglia di tre scudi e la consegna della cappa che indossa. Viene inviato alla difesa di Melzo;  segue le opere di rafforzamento delle opere difensive.

Mar.LombardiaNel lecchese in soccorso di Gian Giacomo dei Medici.
1529     
Ago.   Veneto

L’ammiraglio Girolamo Pesaro chiede il suo operato a Brindisi, città appena conquistata dai veneziani. Nel corso dell’anno, in effetti, la sua capacità di ingegnere militare viene sempre più riconosciuta e gli è dato l’incarico di sovrintendere nell’ arsenale di Venezia alla costruzione delle artiglierie.

Sett.    

Il Consiglio dei Savi delibera il suo imbarco sulla flotta con 400 archibugieri; la proposta non si realizza  perché la permanenza del Ferramolini all’arsenale è ritenuta indispensabile.

Ott.400 fantiVenetoAlla guardia di Vicenza.
1532     
Mar.VenetoDi presidio sulle frontiere della Serenissima. Alla Chiusa.
…….ImperoImpero OttomanoUngheriaCombatte i turchi in Ungheria.
Ago.VenetoA peschiera del Garda con i fanti spagnoli di ritorno in Italia dopo essersi ammutinati per il ritardo delle paghe. E’ trovato con la compagnia in disordine.
1533     
Mag.VeneziaImpero OttomanoGreciaAlla difesa di Corone. Provvede a migliorare le opere difensive di tale centro.
………Impero  SiciliaE’ impegnato nel ripristino del castello di Augusta, della torre Colombaia e della fortezza posta nel monastero di San Salvatore: queste ultime situate entrambe nel porto di Trapani. Si reca poi a Milazzo dove opera sulle mura cittadine. A Palermo dirige la costruzione di una poderosa cinta muraria.
1535ImperoTunisi TunisiaGli è affidata la responsabilità di tutti i lavori di miglioria decisi per la fortezza di La Goletta.
1536/ 1537

 

 

   Sicilia

Al ritorno dalla spedizione in Tunisia si ferma a Messina: l’imperatore Carlo V affida a lui ed al matematico Francesco Maurolico l’incarico di rivedere lo stato delle fortificazioni della città. I lavori iniziano in ritardo per la difficoltà di reperire le somme necessarie per i lavori accessori consistenti nell’ abbattimento di case, chiese, orti, vigneti e di tutto ciò che si trova all’esterno delle mura. Del progetto originario è ancora visibile il forte Gonzaga. Sempre nella città segue la costruzione del forte di San Salvatore e dei bastioni del castello di Montegrifone. A Messina opera anche come architetto civile partecipando al progetto per la costruzione di un ospedale. A Palermo realizza la sua opera di maggiore importanza storica e tecnica, vale a dire la nuova cinta muraria; esercita la sua attività pure a Catania (l’edificazione di alcuni bastioni) ed a Milazzo (la cerchia esterna del castello). Di suo progetto sono, infine, molte torri di avvistamento di eventuali sbarchi di corsari barbareschi e di fari nei porti, un po’ ovunque sulla costa siciliana.

1538     
…….ImperoImpero OttomanoMontenegroAffianca in Dalmazia il viceré di Sicilia Ferrante Gonzaga. All’impresa di Castelnuovo (Herceg Novi, Montenegro) nei pressi di Cattaro.
………   Croazia

Andrea Doria lo invia a Ragusa (Dubrovnik) dove si ferma quattro mesi; provvede al rafforzamento delle difese di tale località: fa costruire nuovi baluardi, un bastione fuori le mura, la rocca di Meuze ed un altro bastione a guardia del porto sotto il monte Vergato. Non vuole essere pagato; la comunità gli dona dell’ argenteria per un valore di 200 ducati ed un bella cavalcatura; gli viene offerto il viaggio di ritorno su una nave di Ragusa diretta in Sicilia.

1541   Malta

A Malta. Ha l’incarico di consigliare  i cavalieri dell’ ordine gerosolomitano sui possibili potenziamenti alle difese dell’isola. Consiglia il gran maestro ad abbandonare i lavori tesi a rafforzare il castello di Sant’Angelo e la fortezza di  Birgu per concentrare invece gli sforzi per la costruzione di un forte sul monte di Sant’Elmo. Inascoltato, progetta un cavaliere tanto alto da poter battere la bocca del porto di Marzamusetto; abbassa pure il fosso intercorrente tra il castello  ed il borgo, lo fa colmare di acqua di mare e lo trasforma in ricovero per le galee.

1550     
Giu.ImperoImpero Ottomano Libia

Rientrato in Sicilia, segue la flotta spagnola comandata da Giovanni di Vega in un’ incursione sulle coste tunisine e libiche. Salpa da Trapani e sbarca a Mahdia, difesa da Hisar Rais, nipote del corsaro Dragut: inizia le opere di assedio approntando le prime opere ossidionali. Pianta su una collina una batteria di 13 cannoni rinforzati. Viene lanciato un primo assalto verso il rivellino dopo un intenso fuoco di artiglieria: questo viene respinto con l’uccisione di sette alfieri, di venti cavalieri di Malta e di 60 fanti.

Lug.   LibiaRicevuti in rinforzo dal regno di Napoli e da La Goletta 2 grossi cannoni, 2 colubrine ed un serpentino il Ferramolini apre una seconda linea di fuoco per portare più avanti le trincee. Il tiro dell’artiglieria si rivela inefficace per cui  anche la flotta rinuncia a bombardare le mura di Mahdia dal mare. Respinge una sortita di Hisar Rais con l’aiuto della fanteria di don Garcia di Toledo.
Ago.   Libia

Un disertore informa gli spagnoli che i turchi, dietro alle mura di terra battuta, hanno scavato un profondo fossato ben fiancheggiato e munito di triboli di ferro.  Il Ferramolini sale su una breccia per verificare la situazione: è ucciso dagli archibugieri nemici con un cavaliere castigliano mentre sta compiendo una rilevazione per decidere la necessità di nuove e diverse batterie. Altre fonti riferiscono che rimane ucciso a causa di una contromina preparata dagli avversari. Viene costruita dagli imperiali una galleria che conduce alla scarpa delle mura. I difensori vi gettano sopra catrame ed altro materiale infiammabile: egli cerca di spegnere l’incendio sottoterra ed è colpito da una palla di archibugio alla fronte.

 CITAZIONI

-“Tra i principali ingegneri di quell’epoca.” PROMIS

-“Al Ferramolino si deve la diffusione, nell’area del dominio spagnolo, della architettura bastionata con orecchioni tondi, che esprime l’importante mutamento avvenuto in campo militare sia nell’offesa sia nella difesa. Egli si fece portavoce delle nuove istanze nel campo dell’architettura militare cinquecentesca, impegnandosi totalmente sia nel ripristino dell’obsoleto, sia nella realizzazione di nuove opere di difesa, soprattutto là dove Carlo V doveva render sicure le terre conquistate. In questi anni la minaccia giungeva più facilmente dal mare e ciò spiega la richiesta fatta al Ferramolino di consolidare e di rafforzare i bastioni di difesa delle città, di approntare modifiche per aumentare la difesa delle fortezze, oppure di costruirne di nuove ma tutte sempre poste all’imboccatura dei porti.” BINAGHI PICCIOTTO

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

Print Friendly, PDF & Email

Rispondi