UGOLINO DA MONTEMARTE

0
5141
Castello-di-Corbara-Orvieto
Castello di Corbara, Orvieto

UGOLINO DA MONTEMARTE  (Ugolino da Corbara, Gulino di Petruccio).

Di Orvieto o di Corbara. Guelfo. Conte. Signore di  Corbara, Cetona, Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, Selci, Fabro, San Venanzo, Piansano, Manciano, Benano.

1326 – 1388 (febbraio)

mese, annoStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1344     
Lug.   UmbriaE’ inviato dal padre Petruccio ad Orvieto per avere informazioni sulla situazione in città. Passa per il castello di Corbara, dove la matrigna gli fornisce le necessarie indicazioni.
1345     
Ago.   Umbria

Ai primi di agosto giunge di sera ad Orvieto. Ugolino da Montemarte giustifica la sua presenza in città, con la moglie ed i suoi famigliari, per trascorrere la festa del Corpus Domini nelle sue case presso San Biagio. Nella realtà vuole vendicare la morte di Guido di Ranieri ed il recente trattamento nei confronti di  suo padre da parte del  signore della città Matteo Orsini. L’Orsini, dopo il vespro, lo manda a chiamare; predispone in agguato alcuni armati affinché sia ucciso presso la scala di un palazzo, nella via che conduce alla torre del papa, via delle Mercanzie. Ugolino, guardingo, giunge con 16 uomini. Viene assalito al grido di traditore; si salva perché indossa l’armatura. Si difende con coraggio con una mazza ferrata, finché arriva la scorta in suo soccorso. Rimane ferito alla testa; sempre battendosi, si avvia verso sua abitazione;  trova riparo nella casa più vicina di Marciaglia di Catalano. Nel frattempo alcuni popolani, fingendo di essere fautori dell’Orsini, gli si avvicinano , lo scavalcano e lo uccidono con un colpo di lancia al petto. Nessuno osa toccare il cadavere; solo alcuni frati minori, di sera, recuperano la salma e la portano nella loro chiesa. Con i fiorini che gli trovano addosso i religiosi fanno fondere una grossa campana. Avvisato dell’omicidio, Petruccio da Montemarte lascia Corbara per raggiungere Orvieto. Ugolino esce da casa Marciaglia per raggiungere le sue case, ove farsi curare la ferita riportata. Per strada si imbatte in Leonardo di Ranieri (Leonardo Monaldeschi), colui che ha ucciso Matteo Orsini: questi, non riconoscendolo per le bende alla testa (così afferma), lo scambia per un avversario e cerca di colpirlo con la spada.  Dopo l’accadimento di tali fatti le autorità cittadine scelgono come capitano del popolo il senese Angelo Bottone Salimbeni (condotta di 50 cavalli e 100 fanti). Gli uomini di Orvieto si portano in piazza, armati, con i loro gonfaloni. Segue un consiglio generale nel Palazzo dei Sette, che ha come tema l’assicurazione dell’ordine pubblico. Nella piazza scoppia un tumulto; vi irrompe anche Leonardo di Ranieri, che gode del solo appoggio di Pietruccio da Montemarte. Si combatte, si concorda una tregua, le armi vengono deposte. Il giorno seguente, proveniente da Piancastagnaio, si presenta sotto le mura Benedetto Monaldeschi della Vipera (Benedetto di Buonconte) con 250 cavalli e 150 fanti; il giorno stesso entra in città anche Monaldo Monaldeschi della Cervara (80 cavalli e 300 fanti) che si collocano al monastero di San Bernardo. Solo a sera questi ultimi lasciano la città per muoversi chi per Castel Rubello, chi per Porano. Nei giorni seguenti Corrado Monaldeschi della Cervara esce da Porano, si collega con Guido Orsini ed insieme assediano in Piancastagnaio Benedetto Monaldeschi della Vipera. A metà mese è quest’utimo a prendere l’iniziativa: con 100 cavalli e molti fanti dà alle fiamme a numerose abitazioni nella valle di Santa Maria. Per rivalsa in Orvieto è tolto il bando ai Monaldeschi della Cervara. Finalmente giungono a Siena, a fine mese, i primi senesi sotto la conduzione del figlio del nuovo capitano del popolo Giovanni Salimbeni (40 cavalli e 150 fanti). Le ultime vicende vedono Ugolino da Montemarte impossibilitato a muoversi a causa della ferita alla testa riportata in precedenza.

1346     
Feb.   UmbriaViene scacciato da Orvieto con il padre da Benedetto Monaldeschi della Vipera, divenuto nuovo signore della città.
Mag.FuoriuscitiOrvieto Umbria

A fine mese, all’alba, rientra in Orvieto con Ermanno Monaldeschi della Cervara e Monaldo Monaldeschi (cugino del precedente) alla testa di alcuni uomini d’arme e di 300 fanti: scala le mura cittadine, entra in una località chiamata l’Olivella, tra Santa Croce e San Domenico; giunge con i suoi uomini nei pressi del monastero di San Pietro. Nello stesso tempo altri fuoriusciti con Corrado dei Monaldeschi della Cervara, Sciarra di Vico e Cataluccio da Bisenzio si introducono nella città dopo avere abbattuta la Porta Pusterla. Benedetto Monaldeschi della Vipera fugge da Orvieto calandosi, presso Sant’Agostino, con una fune dalla rupe che sovrasta la città; ripara a Cetona. Nel proseguo della loro azione Ugolino da Montemarte ed Ermanno Monaldeschi della Cervara assalgono la rocca di Salce, difesa dal Casotto, un famiglio di Benedetto Monaldeschi della Vipera. I difensori rifiutano di arrendersi. Gli assedianti scavano una galleria sotto le mura e la puntellano con legname. Le fiamme al sostegno, infine, provocano il crollo di una grossa breccia nelle mura. A tale prospettiva i difensori costringono il loro capitano ad arrendersi a patti. Ermanno Monaldeschi della Cervara  fa impiccare il Casotto prima che Ugolino venga a conoscenza della sua decisione.

Sett.OrvietoChiesa UmbriaContrasta i pontifici. Ha l’incarico di difendere Titignano e Prodo con Lionello e Giovanni da Montemarte.
1351     
…………………….   UmbriaOttiene in pegno dal comune di Orvieto il castello di Manciano.
Mar.FuoriuscitiOrvieto Umbria

Ad Orvieto. Partecipa ad un consiglio dei priori con altri maggiorenti della città. Benedetto Monaldeschi della Vipera, da poco rientrato nella città, invita Ugolino da Montemarte ed i due Monaldeschi della Cervara (Ermanno e Monaldo) a bere un vino da lui prodotto alla cima del Giglio. Costui li conduce fino alla via delle Mercanzie dove sbucano alcuni suoi fautori (Pietruccio e Nerone di Pietro) che uccidono i 2 Monaldo Monaldeschi della Cervara insieme con altri che fanno parte della comitiva. Il Montemarte con i suoi famigliari riesce a sfuggire alla strage: ripara nel convento di San Domenico, dal quale evade calandosi con una fune dalla rupe di Orvieto. Abbandona la città e ripara a Corbara. Da questo giorno i partiti dei beffati e dei malcorini mutano il nome. I primi divengono i muffati (anche se spesso sono identificati ancora con il termine di beffati) mentre i secondi diventano, secondo le versioni, melcorini o mercorini. I primi guadagnano il loro nuovo nome perché nel cammino verso la via delle Mercanzie (il corso cittadino) stanno gustando o avrebbero dovuto gustare del vino che sapeva di muffa (oppure dall’aggettivo “muffato”, vale a dire chi in una rissa riporta dei danni); i secondi, forse per la paura avuta, i cui effetti sono simili a quelli che produce un’erba medicinale chiamata “melcorella”. Trascorrono pochi giorni ed Ugolino da Montemarte infesta l’orvietano alla testa di 90 cavalli (3 bandiere), fornitigli dai perugini, e di molti fanti.

Mag.   Umbria

A metà mese, sempre con i Monaldeschi della Cervara, tenta di impadronirsi a forza di Orvieto: si pone in agguato nei pressi della Porta Maggiore e della Porta  Pusterla;  assale la ronda notturna che sorveglia all’ esterno la cinta muraria. Tutti gli avversari sono catturati con l’eccezione di 3 cavalli che riescono a dare l’allarme in città. Ugolino da Montemarte assale la Porta Maggiore con 150  cavalli e più di 500 fanti: entra nel borgo; viene respinto. Ritiratosi, espugna e dà alle fiamme Ficulle.

Ago. sett.   UmbriaA fine agosto 6 ambasciatori perugini giungono ad Orvieto. Si arriva ad un accordo tra le parti. Perugia acquisisce la signoria della città per 5 anni: sotto la sua protezione i fuoriusciti possono rientrare in Orvieto dopo avere reso ai proprietari i castelli conquistati nel frattempo. I patti si rivelano labili. Già nel febbraio seguente la signoria perugina si rivela finita.
1352     
Feb.   Umbria

Agli inizi del mese entra in Orvieto con 60 cavalli e più di 500 fanti per la Porta Pusterla con i figli di Monaldo Monaldeschi e di Cataluccio di Bisenzio. Vi è un feroce scontro con i nemici di fazione presso la chiesa di Santo Stefano. Nello scontro  viene Benedetto Monaldeschi della Vipera; del suo cadavere è fatto tale scempio da risultare appena riconoscibile tra i tanti che giacciono sulla strada. Nonostante la perdita del loro comandante gli avversari, con Petruccio di Pepo (del ramo dei Monaldeschi del Cane), risultano vincitori espellendo ancora una volta da Orvieto Ugolino da Montemarte.

Mar.   UmbriaViene contattato dal rettore del Patrimonio Niccolò della Serra per tentare una riconciliazione tra le fazioni in Orvieto.
Mag.OrvietoMilano UmbriaEsce da Corbara e soccorre in Rocca Ripesena Petruccio di Pepo che vi è assediato dai viscontei.
Giu.PerugiaMilano Umbria

Orvieto cade in potere delle truppe dell’ arcivescovo di Milano Giovanni Visconti. Ugolino da Montemarte   continua la guerra al fianco dei perugini; contrasta Tanuccio degli Ubaldini.

Lug. ago.   Umbria

E’ stipulata una nuova pace tra le fazioni in Orvieto; neanche un mese dopo la firma di tale atto il Montemarte riprende il conflitto con i ghibellini. Non accetta Giovanni di Vico come signore della località.

1353     
Mag. giu.FirenzePicchienaCapitano di guerraToscana

Viene assoldato per sei mesi con una condotta di 60 cavalli e di 100 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di lire 3041 e soldi 19. Affronta i Picchiena di San Gimignano;  si impadronisce del loro castello che viene riconsegnato al precedente proprietario, Gano de’ Pasci.

Sett. ott.ChiesaVico150 cavalliToscana e Lazio

Giunge a Firenze il cardinale legato Egidio Albornoz: lo scorta con 150 cavalli da Firenze a Perugia. Ugolino da Montemarte raggiunge poi Montefiascone e passa agli stipendi dei pontifici per combattere Giovanni di Vico. Fa in modo che anche i Monaldeschi della Cervara abbandonino il prefetto.

1354     
Feb.   LazioAlla difesa di Montefiascone con il rettore del Patrimonio Giordano Orsini, il conte Nicola Orsini di Soana, Ranuccio Farnese, Cataluccio di Bisenzo ed i Monaldeschi della Cervara.
Mag.   UmbriaAccoglie in Corbara i guelfi di Orvieto, scacciati da tale città da Giovanni di Vico.
Giu.   Umbria e Lazio

Affianca ancora  il cardinale Albornoz contro il signore di Viterbo. Assedia quest’ultimo in Orvieto;  a fine mese ottiene la resa  a patti della località. E’ presente a Viterbo all’atto di sottomissione allo stato della Chiesa di Giovanni di Vico.

…………………….   UmbriaProgetta la rocca di Orvieto.
1355     
Giu.   UmbriaSostituisce Carlo di Dovadola nell’incarico di governatore di Gubbio.
Ott.   UmbriaGli viene dato l’ordine di versare al tesoriere generale dello stato della Chiesa in Italia, Guglielmo di Benevento, la somma di 1000 fiorini raccolta a Gubbio.
1356     
Mag.   Marche

Viene nominato vicario di Ancona; gli è riconosciuta una provvigione annua di 1000 ducati. Ha ai suoi ordini una bandiera di fanti ed una di cavalli. Rafforza la rocca cittadina preesistente sul monte di San Cataldo (che sarà rasa al suolo dagli abitanti nel 1383). Avvia l’inizio ai lavori della rocca di San Cataldo; più di  1000 sono gli operai che lavorano in questa iniziativa.

………………………ChiesaForlì Romagna

Combatte le milizie di Francesco Ordelaffi;  è segnalato agli assedi di Bertinoro e di Cesena. E’ pure nominato vicario di Faenza. Allorché il cardinale Albornoz viene richiamato ad Avignone continua a contrastare il signore di Forlì anche con il nuovo legato Androino de la Roche che lo riconferma nei vicariati di Ancona e di Faenza. Manterrà tali incarichi per due anni.

………………………   Lazio

Al ritorno dalla Francia del cardinale Albornoz ha il compito di rinnovare gli statuti di Rieti dove i guelfi sono stati espulsi dai ghibellini. Questi ultimi sono riammessi in città.

Dic.   MarchePresenzia ad Ancona al giuramento di fedeltà allo stato della Chiesa da parte di Andrea di Cunio.
1357     
Gen.   Marche

Ad Ancona, come testimone del giuramento di fedeltà allo stato della Chiesa prestato da Guido da Polenta e da Giovanni e Guglielmo Manfredi.

Apr.   Lazio

Interviene a Corneto (Tarquinia) con il tesoriere apostolico per riformare anche gli statuti di tale città dalla quale è stato espulso il vicario pontificio.

……………………..   UmbriaRecupera Gubbio allo stato della Chiesa. Ne sono scacciati Carlo e Giovanni Gabrielli.
1358     
Lug.   UmbriaE’ chiamato come arbitro per dirimere una vertenza sorta tra gli abitanti di Perugia e quelli di Orvieto.
Ott.   Umbria

Con Bartolino dei Ruini è inviato dal cardinale Androino de la Roche a Terni per riformare gli statuti cittadini. Con la sua azione riesce a rappacificare i guelfi ed i ghibellini locali.

1359     
Mag.ChiesaForlì RomagnaHa l’incarico di vicario pontificio in Romagna. Riceve l’ordine di assalire in Forlì Francesco Ordelaffi. Pone la propria residenza a Faenza.
…………………….   LazioLitiga con Silvestro Gatti di Viterbo. Il nuovo legato pontificio, l’Albornoz; fa in modo che i 2 signori si rappacifichino.
1360     
…………………….   RomagnaOccupa Bagnacavallo. Rimane  nella regione con il titolo di conte di Romagna.
Mar.    

Viene nominato rettore del ducato di Spoleto.  Gli è concessa una provvigione giornaliera di 4 ducati; in cambio deve mettere a disposizione 2 bandiere di sodati. Riceve dal cardinale Albornoz 1000 fiorini da consegnare al tesoriere di Orvieto. Mantiene tale incarico fino a a metà maggio del 1362.

Apr.ChiesaMilano Romagna e Umbria

Alcune bande di armati, al soldo di Bernabò Visconti, lasciano Lugo e si accostano alle mura di Forlì; aiutati da un nipote di Francesco Ordelaffi e dal giudice Stefano Rafanello demoliscono una parte delle mura. 300 cavalli e 200 fanti penetrano nella città. Sono subito avvistati ed affrontati dalla popolazione. Ugolino da Montemarte interviene prontamente da Faenza; i viscontei sono costretti a ritirarsi.

1361     
…………………….   UmbriaSventa a Perugia un complotto volto a rovesciare il governo cittadino.
Apr.   UmbriaA Spoleto, con il cardinale Albornoz ed il vicario di Gubbio Blasco Fernandez, per indire il parlamento generale.
Giu.   UmbriaHa il permesso di costruire una fortezza a Le Ripe.
Lug.   Emilia e UmbriaPrende parte alla battaglia di San Ruffillo. Rientra in Umbria per esigere una tassa a favore della Camera Apostolica.
1362     
Mag.   Romagna

L’Albornoz lo nomina conte di Romagna. Di stanza a Faenza, contrasta ancora i viscontei:  alla testa di 1500 cavalli e di 1000 fanti dà il guasto al territorio di Bagnacavallo.

1363   RomagnaA Bertinoro.
1364     
Mag. lug.   Umbria

Alla conclusione della pace rientra ad Orvieto;  sovrintende con Giordano Orsini alle difese della città minacciata dalla compagnia di Anichino di Baumgarten. Dirige sia i lavori legati alla costruzione della rocca sopra la porte della Pusterla, sia a quella di Narni. Acquista  parte del castello di San Casciano dagli eredi di Taddeo da Campiglia: questi ultimi in realtà non glielo possono consegnare perché spogliati del possesso da altri eredi. Interviene da Ancona  il cardinale Albornoz per rendere giustizia ad Ugolino da  Montemarte.

Sett.ChiesaComp. ventura Umbria

Affianca Gomez Garcia contro la compagnia del  Baumgarten e di Alberto Sterz che hanno occupato Sutri e Vetralla.

Nov.   Romagna Marche ed Umbria

E’ sostituito nel suo incarico di rettore di Romagna da fra Daniele del Carretto. Ugolino da Montemarte si reca ad Ancona con il cardinale Albornoz. Di seguito è ad Orvieto a dirigere la costruzione della rocca sopra la Porta Pusterla.

1365     
Gen. feb.   Molise LazioSi dirige verso il regno di Napoli con la Compagnia Bianca di Ugo della Zucca, Andrea di Belmonte e Nicola Unghero. Al suo fianco sono anche i capitani pontifici Gomez Albornoz e Tommaso da Spoleto. La retroguardia cade a Roccasecca in un’imboscata organizzata dai contadini locali. Ferito, nel corso dello scontro, Ugolino da Montemarte viene salvato dalla cattura dall’intervento di Gomez Albornoz. Quest’ultimo è, invece, fatto prigioniero: riconosciuto, viene subito liberato.
 Giu.ChiesaComp. ventura Lazio

Affianca Gomez Albornoz, nipote del cardinale Albornoz, contro i mercenari della Compagnia Bianca. Assedia Sutri e Vetralla; ottiene le località a patti dal  Baumgarten e dallo  Sterz. A seguito della partenza dal campo di Gomez Albornoz con i capitani inglesi cerca di mediare nelle risse che sorgono in continuazione tra i mercenari delle varie nazionalità. Prima di partire Ugolino da Montemarte detta il suo testamento che è costituito in gran parte da disposizioni che concernono la riparazione di danni da lui inferti a una quantità di persone in tempo di guerra, oltre alla remissione di debiti ed alla liberazione dei propri dipendenti dalla condizione servile. Erede universale è il fratello Francesco. Al figlio Antonio lascia in eredità 500 fiorini ed alla figlia Giacoma 200 come dote.

Ago.  Luogotenente g.leMarche

Il cardinale Albornoz si deve recare a Napoli: durante la sua assenza Ugolino da Montemarte è eletto luogotenente generale della marca d’ Ancona, del ducato di Spoleto, del Patrimonio, della Massa Trabaria,  della Campagna e della Marittima. La Romagna e la Tuscia passano, invece, sotto il controllo del cardinale Androino de la Roche. Al  Montemarte è concessa una provvigione giornaliera di 4 fiorini e, per condotta, una bandiera di cavalli ed una di fanti. La sua sede è nella rocca di Ancona.

1366     
Mag.ChiesaComp. ventura MarcheAd Ancona. Viene sollecitato dal cardinale Albornoz a contrastare la compagnia di Giovanni Visconti.
…………………….   UmbriaConduce a termine la costruzione dei muraglioni della rocca di Narni.
Sett.ChiesaComp. ventura Umbria

Con il fratello Francesco alla testa di 40 cavalli e di 400 fanti assale di notte presso Casaglia una grossa banda di cavalli comandata da Ugolino Ethon, capitano della Compagnia di San Giorgio condotta da Giovanni Acuto e da Ambrogio Visconti, che sta devastando il ternano. E’ messo a fuoco l’accampamento nemico; tra gli avversari sono uccisi più di 80 venturieri ed altri 60 sono condotti prigionieri a Corbara. Tra i soldati catturati vi è anche l’Ethon, prigioniero dai pontifici per sei mesi.

1367     
…………………….ChiesaPerugia Umbria 
PrimaveraChiesaTodi150 cavalliUmbriaAd Assisi ai solenni funerali del cardinale Albornoz.
Ago.   Lazio

Il consiglio generale di Orvieto lo nomina proprio ambasciatore al pontefice con 4 membri della famiglia Monaldeschi ed 8 cittadini del partito popolare. Si reca a Viterbo per offrire ad Urbano V la signoria di Orvieto a nome del comune. Doma con la sua energia un tumulto sorto nella città:  il pontefice vuole  la distruzione di Viterbo. Interviene il Montemarte;   è in grado di fare recedere il papa da tale proposito. Rifiuta la carica di senatore di Roma preferendo servire lo stato della Chiesa come soldato.

1368     
Ago.ChiesaPiediluco Umbria

Il papa Urbano V ordina che Perugia ritorni a far parte dello stato della Chiesa. A tal fine Ugolino da Montemarte è nominato luogotenente pontificio ad Assisi (stipendio giornaliero di 4 fiorini, con 2 bandiere di fanti e 40 lance come sua guardia personale). Negli stessi giorni Blasco di Belviso, per il suo incarico di viceduca di Spoleto, si reca a Piediluco con il figlio Garcia Fernandez. I 2 funzionari pontifici sono assaliti ed uccisi dagli uomini del castello ribellatisi ai danni del duca di Spoleto. Quest’ultimo, Gomez Albornoz, invia a Piediluco il Montemarte  per punirvi gli abitanti che hanno ucciso i 2 nipoti del cardinale Albornoz.  Si accampa presso Bettona ed espugna il castello; pochi si salvano alla repressione. Sono impiccati tutti coloro che hanno avuto una qualche parte nell’ uccisione dei 2 capitani spagnoli. Le donne ed i bambini sono scacciati da Piediluco in camicia; il borgo è incendiato; 6 dei colpevoli sono condotti a Spoleto, vi sono attanagliati con ferri roventi per le vie della città e, per finire, sono gettati nel Tesino. Il cadavere di Blasco di Belviso e del figlio  Garcia Fernandez sono portati ad Assisi per essere sepolti in Santa Maria degli Angeli.

……………………..ChiesaPerugia Umbria

Contrasta i perugini nel contado di Cannara e presso il capoluogo. Ai suoi ordini militano anche 4 lance spezzate.

1369     
Gen.   UmbriaAcquista dall’imperatore Carlo di Boemia i castelli di Monteleone d’Orvieto e di Montegabbione.
…………………….   LazioAlla testa dei pontifici fronteggia a Montefiascone 400 cavalli perugini.
1370     
……………………   Umbria e LazioFa venire ad Assisi il fratello Francesco in modo che possa scortarlo da tale località fino a Tarquinia.
Nov.   UmbriaE’ compreso nella pace stipulata tra pontifici e perugini.
1371     
……………………..   Francia

Si reca ad Avignone per notificare al nuovo papa Gregorio XI l’avvenuta firma della  pace con Perugia: il pontefice gli riconosce il feudo di Piansano.

Mag.   Umbria

Una delle fazioni in cui è divisa Perugia, quella dei raspanti, è espulsa dalla città.  Sorgono in essa notevoli disordini con continui scontri tra i membri del partito popolare e quello dei nobili. Il legato, il cardinale Pietro di Bourges, invia a Perugia Ugolino da Montemarte  con l’incarico di vicario e di luogotenente generale. Ha una condotta di lance spezzate ed uno stipendio di 4000 fiorini per sei mesi. Porta la pace tra le fazioni. Allorché il cardinale Pietro di Bourges viene trasferito a Bologna come legato di quella città il condottiero rimane a Perugia al fianco del cardinale di Santa Sabina Filippo di Cabassoles, già patriarca di Gerusalemme.

1372     
Giu. lug.   Umbria

Si oppone alla nomina di Niccolò Orsini a vicario di Orvieto perché lo ritiene favorevole alla fazione dei beffati a causa della sua parentela  con Berardo Monaldeschi della Cervara. Quest’ultimo assale Ugolino da  Montemarte in Orvieto allorché Niccolò Orsini è scelto dal pontefice Gregorio XI come governatore della città. Interviene il cardinale di Santa Sabina il quale invia propri ambasciatori ad Avignone per fare revocare tale elezione. Nella città è inviato l’arcivescovo di Bari (il futuro Urbano VI); sono ora favoriti  i mercorini,  fazione cui appartiene anche il Montemarte.

Ago.   UmbriaA Perugia per la morte del legato pontificio Filippo di Cabassoles.
1373   UmbriaIl papa Gregorio XI lo invia a Bologna con il ruolo di consigliere del legato pontificio, il cardinale di Sant’Angelo.
1374   Emilia  Marche e Toscana

Divide il suo tempo tra l’incarico che ricopre a Bologna ed il governo di Ascoli Piceno, cui è stato chiamato da Gomez Garcia allorché quest’ ultimo si è dovuto recare  in Spagna. Per il governo della città marchigiana gli è riconosciuta una provvigione mensile di 150 ducati. Viene nominato da Gherardo di Puy, abate di Montmajeur, commissario straordinario di Chiusi.

1375     
………………………   Umbria

Acquista per 2000 ducati Cetona dal nipote del papa, il Villalta visconte di Turenna; gode sempre dell’ appoggio dei mercorini che dominano in Orvieto. Acquista pure dal signore di Chiusi i suoi diritti su Monteleone d’Orvieto e su Montegabbione.

Nov.ChiesaFirenze UmbriaA metà mese gli abitanti di Todi si ribellano al governatore pontificio Catalano degli Atti. Ugolino da Montemarte scrive a Gomez Albornoz di rientrare in Italia. Con lo scoppio della Guerra degli Otto Santi si pone alla guardia di Assisi.
1376     
Gen. feb.ChiesaPerugia Umbria e ToscanaIl governatore di Ascoli Piceno, Gomez Albornoz, è costretto a raggiungere il Montemarte ad Orvieto a causa della ribellione della città allo stato della Chiesa. Ad Orvieto, viceversa, i Montemarte riescono a congelare i negoziati di alleanza con Firenze, comune capofila della ribellione antiecclesiastica. Il condottiero si reca poi a Cetona. dove alcuni fuoriusciti di Perugia e di Orvieto (i beffati) hanno cercato con i Baglioni di fare ribellare la località al controllo della sua famiglia. Gli aggressori, respinti, rivolgono allora la propria attenzione a Monteleone d’Orviero ed a Montegabbione.
Dic.   Toscana

Riceve una lettera di encomio dal papa Gregorio XI per come conduce la lotta contro i ribelli dello stato della Chiesa. E’ chiamato ad assistere il pontefice come suo consigliere. Negli stessi giorni riacquista le terre della Val di Chiana al conte Ludovico di Brandeto.

1377     
Gen.   LazioSi dirige a Tarquinia a rendere atto di omaggio al pontefice Gregorio XI con i principali mercorini. Il pontefice lo nomina suo vicario in Todi. A gran fatica riconquista le terre in Val di Chiana conquistate di recente dal conte Ludovico di Brandeto.
………………………   Umbria

A Todi con il cardinale Pietro di Bourges per dare avvio alla costruzione di una rocca. Aiuta i Chiaravalle a rientrare nella città e ne espelle i degli Atti: viene eletto vicario pontificio di Todi. Gli è concessa una provvigione mensile di 200 fiorini.  Rimane nella città dai diciotto ai diciannove mesi.

Ago.   Umbria

E’ chiamato a Montefalco a dirimere le vertenze tra guelfi e ghibellini: richiama i fuoriusciti, fa loro restituire i beni e stabilisce la pace fra i partiti tenendo sotto il suo controllo le rocche e le terre.

…………………….   UmbriaRientra a Todi.
1378     
Feb.Stipula, tramite il signore di Foligno una tregua con il comune di Perugia. Il patto sarà rinnovato per quattro anni.
Mar. mag.   UmbriaDoma in Todi un tumulto provocato dai Chiaravalle ai danni di Catalano degli Atti.
Sett.ChiesaAntipapa Umbria

Accoglie a Corbara Rinaldo Orsini,  nominato rettore del Patrimonio dal papa Urbano Vi: nonostante un primo tentativo di accordo, presto ostacola in Orvieto il governo di quest’ultimo. Nel periodo stipula tra i suoi famigliari ed i perugini una tregua centennale.

Nov.   Umbria

Si trova ancora a Perugia;  agisce in modo che Urbano VI dia la signoria della città e del suo contado ad un tedesco parente del duca di Baviera.

Dic.ToscanaRespinge un attacco portato a Cetona dal signore di San CascianoMonaldo di Giovanni Pone.
1379ChiesaAntipapa Umbria e Toscana

Si pone alla testa della fazione dei mercorini; si unisce con Pietro dell’ Anguillara ed Alberico da Barbiano, guada il Morra con 1200 cavalli e 200 fanti ed irrompe nel Chiugi ai danni dei perugini: sono predati 3000 capi di bestiame bovino, 8000 pecore, 400 asini;  sono fatti prigionieri 400 uomini. La razzia tocca anche la Toscana e giunge fino a Valiano: le prede sono condotte a Cetona.

1380     
Mag. giu.   Lazio ed Umbria

Rinaldo Orsini si impadronisce di Orvieto con l’aiuto della compagnia dei bretoni di Guglielmetto della Sala e dei beffati. I mercorini che riescono a salvarsi si rifugiano a Corbara. Il Montemarte assolda 40 ungheri; con i cavalli delle sue compagnie, conduce da Castelpeccio (San Michele in Teverina) azioni di guerriglia nell’ orvietano ai danni dei beffati/ muffati e dei partigiani dell’Orsini che favoriscono la causa dell’ antipapa. In un’azione coglie alcuni bretoni che si stanno recando da Orvieto a Perugia per vendere il proprio bottino: sono loro tolti alcuni ostaggi e parte delle prede.

1381     
…………………….   UmbriaLascia Assisi con i mercorini ed assale Castiglione del Lago dove si trova Corrado Luca Monaldeschi della Cervara con i beffati ed un presidio di cavalli bretoni.
………………………   Umbria

E’ catturato da alcuni soldati di Città di Castello e di Perugia che lo conducono nel primo centro: intervengono gli ambasciatori di Perugia ed è liberato.

1382UmbriaUgolino da Montemarte entra a Monteleone d’Orvieto e Montegabbione con Giovanni degli Ubaldini, Simonetto Orsini e Ludovico di Brandeto, scacciando Pier Giovanni e Ranuccio da Marsciano.
1383   UmbriaI bretoni devastano i territori di Castelpeccio e di Corbara ai suoi danni.
1384
Mar.PerugiaUmbriaI priori di Perugia (periodo marzo-aprile) liberano i prigionieri e riammettono i fuoriusciti con l’esclusione dei Michelotti. Una solenne messa cantata celebra la pacificazione.
1385     
EstatePerugiaAssisiCapitano g.leUmbria

Viene nominato capitano generale di Perugia con il titolo di conservatore della libertà: le insegne del comando gli sono consegnate nella cappella sita nel Palazzo dei Priori. Ugolino da Montemarte abita in un palazzo tra le due piazze già appartenente ai Vincioli. Ha il compito di riammettere nella città i raspanti e di mantenere la pace. Sorge presto un tumulto a seguito del quale egli affronta i Michelotti. Combatte il signore di Assisi Guglielmino d’Assisi che appoggia i Michelotti nelle loro pretese.

Ago.PerugiaAssisi UmbriaAmmalatosi gravemente, chiede il permesso di lasciare Perugia e di potere ritornare a Corbara: il suo posto è preso da Everardo della Campana.
1386     
Gen.   Umbria

E’ contattato da Rinaldo Orsini che desidera una pace tra le fazioni in Orvieto: cerca di opporsi al progetto; anche il papa ora agisce in tal senso.

Apr.   Umbria

Si rappacifica con Rinaldo Orsini: tutti i fuoriusciti possono rientrare in Orvieto, tranne i due fratelli Ugolino e Francesco da Montemarte che preferiscono volontariamente di rimanere in esilio.

Lug.ChiesaAntipapa Lazio

Combatte i partigiani dell’ antipapa per conto del pontefice Urbano VI: si congiunge con Taddeo Pepoli ed assedia in Montefiascone Bernardo della Sala e la compagnia dei bretoni. Occupa la città;  ne viene nominato governatore Simonetto Orsini.

1387     
Giu.   Lazio

Giunge sotto Viterbo con il cardinale Tommaso Orsini: fallito un trattato per impossessarsi della città vi assedia il prefetto Francesco di Vico con Niccolò Orsini, John Beltoft e Simonetto da Castel di Piero per cambiarne il governo. Raggiunge il Petroio del Sasso Tagliato e penetra sino a San Paolo ed a San Giorgio al Campo (San Giorgio): approfitta del fatto che Rinaldo Orsini è impegnato ad Amelia e che in Viterbo si trovano solo Bernardo della Sala e Giovanni da Cremona. Ugolino da Montemarte si impadronisce di San Lorenzo in Vigna (San Lorenzo) e vi costruisce una bastia.

Ott.   Lazio e Toscana

Bernardo della Sala e Giovanni da Cremona escono da Orvieto e sorprendono al ponte di San Luminato, sul Paglia, Giovanni Beltoft che viene messo in fuga; costretto a ritirarsi, il Montemarte ritorna a San Lorenzo per proseguire le operazioni di assedio di Viterbo. Lascia la bastia e si reca a Cetona per rendere omaggio al papa che da Lucca è diretto a Perugia.

………………………   Umbria

Nicola Farnese gli toglie Piansano e ne uccide il castellano. Da parte sua recupera Bagno e la restituisce ai Monaldeschi del Cane, che hanno perso il castello ad opera dei conti di Parrano.

1388     
Feb.   Umbria

Muore a metà mese a Corbara. E’ anche celebre architetto militare cui si deve il progetto di parecchie rocche, fatte costruire dal cardinale Albornoz, tra cui quelle di Ancona, Narni, Orvieto ed Assisi e della cinta muraria di Macerata. Sposa Caterina, figlia di Cataluccio da Bisenzo.

CITAZIONI

-“Il quale fu notevolissimo huomo non solo nella casa nostra, ma per tutti quei tempi, in ogni virtù di lettere, di soldati et di tutto quello che di virtù, di senno debba havere un gentilhuomo e spicialmente di lealtà. Fu integerrimo, né riguardò a fatiche, né patimenti per servitio della Chiesa, et con dispendio della casa nostra.” MONTEMARTE

-“Signore honorato e di molto seguito.” SANSOVINO

-“Uomo per alto animo, per militare periizia e per chiari fatti prestantissimo.” PERUZZI

-“Habile condottière.” MOLLAT

-“Huomo di valore et prudenza.” MONALDESCHI

-“Prode capitano.” ANTONELLI

-“Uno dei migliori capitani ed ingegneri militari del tempo.” CANSACCHI

-“Prode capitano..Uomo d’indubbia fede e di grandi esperienze nelle cose militari.” FILIPPINI

-“(L’incontro con il cardinale Albornoz) determinò una svolta decisiva nella vicenda esistenziale del nobile orvietano, che poté iniziare una brillante carriera politico-militare le cui tappe seguirono quelle dell’azione dell’Albornoz, finalizzate a riformare in profondità lo Stato pontificio.”…In parallelo al grande attivismo e protagonismo che segnò la vicenda di Ugolino nei rapporti con i potentati laici ed ecclesiastici dell’Italia centrale, si deve anche registrare la costante e assidua cura da lui profusa per l’incremento e la valorizzazione del patrimonio della famiglia, particolarmente nel settore nordorientale del distretto orvietano lungo la direttrice delle valli del Paglia e del Chiani. A partire dal 1355 infatti ampliò e consolidò in modo sostanziale la presenzia fondiaria e signorile dei Montemarte-Corbara in tale tentativo acquisendo, in tutto o in parte, il possesso dei centri castrensi di Fabro, S. Casciano, Benano, Torre, Castello Orvietano e Selci, Montegabbione, Cetona. A Ugolino pervenne anche concessa la facoltà di fortificare il castello di Ripe, nei pressi di Prodo, e riuscì ad ottenere dal papa per alcuni anni, e poi in via definitiva, l’usufrutto di Piansano, nel Viterbese, a garanzia di un credito di 2000 fiorini da lui maturati alla casse pontificie.. Il fratello Francesco gli dedicò un commosso e fiero elogio esaltandone le virtù di soldato, ma anche di uomo di lettere e additandolo ai discendenti della Casa Montemarte come esempio di integrità morale e soprattutto di fedeltà e di attaccamento alla Chiesa.” TIBERINI

-“Fu anche un celebre architetto militare cui si deve il progetto di parecchie rocche fatte costruire dall’Albornoz, compresa quella di Ancona.” MALLETT

Fonte immagine: i luoghi del silenzio

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here