The Life of Bruzio Visconti Poet and Condottiero of Milan

Italian CondottieriThe Life of Bruzio Visconti Poet and Condottiero of Milan

A “double-faced” condottiero, torn between the scholar and the delinquent. The illegitimate son of the Lord of Milan, Luchino Visconti, he is noted for his violent and despotic nature. Author of songs and ballads, he combined the profession of arms with a passionate love for books, particularly those of a philosophical nature. A lover of poetry and a fine poet himself, he wrote (under a pseudonym) a fierce poem against Francesco Petrarca (Petrarch), who had recently been crowned in Rome as poet laureate. The rival responded to him with two letters. After a checkered career, he died in poverty in a small villa in the Paduan countryside, in the Euganean Hills, a place not far from Arquà Petrarca, where, paradoxically, the last residence and marble monument of Petrarch himself are located.

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Bruzio Visconti between Poetry and War in 14th Century Italy

Bruzio Visconti (Brizio Visconti). Lord of Lodi, Maleo, and Tortona. The illegitimate son of Luchino Visconti and brother of Luchino Novello Visconti.

Death: 1357 ca.

Year, MonthState, Comp. venturaOpponentCommandArea of ActivityActions Undertaken and Other Salient Facts
……..AustriaEmpireAustriaFights in Carinthia in service of Duke Albert of Austria against Emperor John of Bohemia.
……..IsraelMakes a pilgrimage to the Holy Land.
1336
Apr.LombardyIs appointed podestà of Lodi of which he becomes practically lord. Exercises the office with fierce spirit. Contemporary chroniclers relate that on the occasion of a murder, he was offered by the relatives of the noble assassin 15,000 florins if he could save his life. His father Luchino, upon his request in this regard, banishes him and threatens to make him suffer the same fate as the guilty party should he accept the proposed sum. Bruzio Visconti, later, will have to leave Lodi following a popular uprising.
1343
……..PiedmontBrings back to Alessandria the exiles (Lanzavecchi, Merlani, Inviziati, Firoffini).
JuneLombardy and VenetoReceives at Peschiera del Garda Mastino della Scala and escorts him to Milan for the conclusion of peace between the Scaligeri and Visconti. At the end of the talks he accompanies him to Verona.
1344Accuses Petrarch, with a fictitious name, of having sought a premature and undeserved poetic coronation. The poet responds to him with two of his “Epystole metrice”.
1346
Sept.LombardyHosts at Novate Milanese Giberto di San Vitale, heading to Milan to seal peace with Luchino Visconti on behalf of the anti-Visconti league.
……..MilanNaplesPiedmontConfronts the Angevins in Piedmont. Besieges Tortona.
1347
Jan.PiedmontThe defenders of Tortona surrender. The city is given to him in lordship.
Sept.Pope Clement VI intervenes in favor of the bishop of Lodi, whom Bruzio Visconti prevents from pastoral office and enjoyment of diocesan revenues.
Dec.PiedmontOccupies Alessandria.
Jan.MilanGenoaPiedmont and LiguriaHas with Rainaldo Alessandrini command of troops to assault Genoa with support of exiles (Doria, Fieschi, Grimaldi and Spinola). Conquers Gavi and Voltaggio, arrives in sight of the capital. At the end of the month his father Luchino dies. With the seizure of power in Milan by his uncle Giovanni he is forced to withdraw due to the previous hatred of his behavior, especially in the government of Lodi. Abandons the region and flees.
1356
JuneBolognaMilanLombardyIn service of the lord of Bologna Giovanni Visconti da Oleggio. Is sent to aid the Gonzaga with 50 horses and countryside levies. Is sent to defend Borgoforte.
JulyEmilia Veneto and LombardyGoes to Padova and Milan to organize a conspiracy against the lord of Bologna in order to deliver the city to Bernabò Visconti. The plot is discovered; his life is saved because of his kinship with the lord of the city. All his goods are confiscated. Leaves Bologna only with a nag and the clothes he wears. Takes refuge in the Veneto.
1357VenetoDies in poverty in a small village in the Padovan area on the Euganean Hills. Marries Floridiana d’Arco. Author of Rime, recently published with critical edition by D. Pacini of the Accademia della Crusca. Bartolomeo da Bologna dedicates to him a panegyric in vernacular entitled “La canzone delle virtù e delle scienze”. Luca Mannelli dedicates to him the treatise “De Philosophia morale” preserved at the Bibliothèque Nationale in Paris.

Sources

-“Fiero, crudelissimo, commise in Lodi grandi iniquità, favoreggiando sempre i facinorosi..Aveva fatto gran raccolta di libri, e compose molte poesie, e queste morali, né fu tra gli infimi poeti del suo tempo” LITTA

-“Fu gran guerriero; questo fu quello che per li suoi fatti egregii hebbe in dono la corona dall’imperatore, la quale veggiamo hoggidì sopra la Biscia.” MORIGI

-“Autore di canzoni e ballate e anche gran condottiero al fianco del padre. Personaggio contradditorio, di vasta cultura e disordinati appetiti, un collezionista di libri e allevatore di cavalli da corsa, filosofo nei suoi versi ma scialacquatore e depravato nello stile di vita… Era tanto arrogante e invidioso che si permise di indirizzare un libello polemico a Francesco Petrarca ridicolizzando la laurea poetica di cui era stato insignito a Roma nel 1341. Per viltà lo firmò con il nome di Lancillotto Anguissola, un amico del Petrarca che però dissipò l’equivoco. Il poeta rispose allora con un’epistola indirizzata a “un anonimo offensore che insulta facendosi scudo di un nome altrui”, mostrando di sapere bene chi fosse il mittente, del quale con ironia tracciava l’oroscopo: Saturno gli aveva conferito ricchezza, cupidigia e stupidità, mentre lui, Francesco, era stato dotato da Mercurio di mezzi modesti, amore per la poesia, fervida mente. Consigliava quindi all’anonimo di godere dei piaceri che le sue ricchezze gli procuravano, ma di imparare a misurare le parole.”  PIZZAGALLI

-“Trattava Lodi come un Nerone e i cittadini non osavano parlare. Non rispettava nemmeno la veste nuziale, come prescritto dal Vangelo,  violentava chi gli pareva. La giustizia non esisteva o si faceva secondo i suoi valori. Pretendeva che di lui si dicesse che era astuto, uomo di scienza e per questo comprava ovunque libri di morale, ma da principi buoni e razionali, traeva pessime conclusioni.” AZARIO

-“Per il padre egli era un oracolo: e fra i condottieri emergeva effettivamente per certa sua cura dei problemi dell’anima. Era molto studioso (dice l’Azario) e aveva fatto una raccolta di libri, specie di morale, da cui aveva tratto “bellissime massime”. Era anche poeta, a suo modo: e di lui si conserva una canzone non priva di spirituale calore…Un curioso tipo tra il dotto e il delinquente è Bruzio Visconti, figlio naturale di Luchino a cui il padre diede Lodi da governare. A sentir l’Azario trattava la sua città come un redivivo Nerone e nessuno fiatava. Sottoponeva i cittadini a prestazioni personali vere “corvées”; e non portavano costoro le loro doglianze avanti i magistrati, perché nessuno ardiva iniziare contro di lui un processo o mandava i ricorsi a Milano per timore delle vendette di quest’ultimo.” VALERI

-“Un curioso tipo tra il dotto e il delinquente…Negli “Annales Mediolanensis” (di Fazio degli Uberti) si legge che questo bastardo di Luchino era “astutus et ingegnosus” e che conosceva le scienze morali; e poi aggiunge “et multa compilaverat” che a volgare vorrebbe dire: aveva raccolte molte cose..L’annalista aggiunge che faceva dovunque incetta di libri e dava pareri ai principi lombardi; pareri che erano assai apprezzati. Godeva autorità come uomo di ingegno; ma era una consumata canaglia.” A. VISCONTI

-“Bruzio è non solo un uomo di guerra, ma ama anche la cultura, egli ha una bella biblioteca, con volumi di filosofia “onde si era provveduto di bellissime massime”, però “da principi buoni e razionali traeva cattive conclusioni.” (Poggiali). Il suo ritratto è in un codice di un’opera di Bartolomeo dei Bartoli, che gli è dedicato, oggi al museo di Chantilly.” CIUCCIOVINO

-“Cavaliere e poeta di discreta fama.” ROMANONI

Roberto Damiani
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.