TADDEO PEPOLI Conte

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

A –  – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Z

Cerca nel sito:

Condottieri di ventura

1418      TADDEO PEPOLI  Conte. Fuoriuscito. Nipote del signore di Bologna Taddeo. Fratello di Andrea e di Galeazzo.

+ 1395 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1350 Emilia

E’ dato in ostaggio dai suoi famigliari con il fratello Andrea alla “Grande Compagnia” per ottenere il rilascio del padre Giovanni  catturato dai pontifici.

1361-62 Piemonte Ricopre l’incarico di podestà a Novara.
1363 Piemonte Podestà a Vercelli
1368 Milano Capitano g.le Piemonte Capitano generale per i viscontei in Piemonte
1369 Milano Monferrato Piemonte Contrasta le truppe del marchese Giovanni di Monferrato.
1372 Milano Conte Savoia Monferrato Milita al servizio di Galeazzo Visconti contro il conte Amedeo di Savoia ed Ottone di Brunswick.
1373
Gen. Milano Conte Savoia Piemonte Minaccia Savigliano.
1374 Piemonte

E’ nominato podestà di Alessandria; verrà sostituito nell’ incarico da Matteo da Mandello nell’ ottobre 1375.

1379
Gen. E’ presente alla stipula della tregua conclusa tra il conte di Virtù ed il marchese Giovanni di Monferrato.
1380
Gen. Piemonte

Si trova a Vercelli nella piazza di Sant’Agata ove viene stipulata una nuova tregua con Ottone di Brunswick ed il marchese del Monferrato.

1382 Piemonte Podestà a Vercelli.
1384
………. Comp. ventura Siena Toscana

Segue Giovanni degli Ubaldini nelle sue incursioni in Toscana.

Nov. dic. Firenze Toscana Al servizio dei fiorentini per due mesi. Staziona nell’aretino. Gli sono riconosciuti per la sua attività come stipendio 120 fiorini.
1385
Gen. feb. Fuoriusciti Siena Toscana

Si unisce con i Farnese, i Tolomei, i Salimbeni per depredare il senese; batte alla volta di San Quirico 150 lance della compagnia dei bretoni assoldata dagli avversari.

Mar. Firenze

 

Siena

 

Toscana

Nello stesso mese passa agli stipendi dei fiorentini per contrastare sempre i senesi. Gli è riconosciuto uno stipendio mensile di 60 fiorini. Con Tingo di Nadino (600 lance) scorrazza nei pressi di Montepulciano e nel Chianti. In Siena vi è una rivolta che porta alla vittoria del partito nobiliare su quello popolare: il Pepoli entra così nella città con 800 cavalli e 2000 fanti.

Apr. Comp. ventura Firenze Toscana Licenziato, si collega con Boldrino da Panicale, Giovanni Acuto, Giovanni degli Ubaldini ed Everardo della Campana. La “Compagnia della Rosa” è forte di 3000 cavalli e di 1000 fanti. I fiorentini per difendersi da tale compagnia chiedono ai bolognesi di potere utilizzare 75 lance inglesi che hanno appena concluso il loro periodo di ferma con il comune felsineo.
Giu. Comp. ventura Bologna Milano Toscana Emilia e Lombardia

Si muove in Val di Chiana con il Panicale,  l’Acuto e l’Ubaldini;  penetra nel bolognese e vi fa gravi danni. Sono consegnati alla compagnia dai 30000 ai 35000 fiorini (ufficialmente 15000). Di seguito punta verso la Lombardia per liberare Bernabò Visconti che è stato incarcerato negli stessi giorni dal nipote Gian Galeazzo: bloccato dai viscontei, si separa dagli altri condottieri.

Ago. Comp. ventura Siena Perugia Toscana e Umbria

Spinto dai fiorentini, con l’Acuto ed Everardo Lando invade il senese alla testa di 2500 cavalli; tocca la Val d’Arbia e tutto il contado fino alle porte del capoluogo. Sono razziati seicento paia di buoi e quindicimila altri capi di bestiame tra pecore e maiali; in potere dei venturieri cadono pure numerose pezze di lana e di panno. Il bottino, condotto nell’aretino, è rivenduto agli stessi senesi per 15000 fiorini: l’operazione è mediata dagli ambasciatori fiorentini. Nell’occasione i senesi donano al Pepoli ed a Everardo Lando un corsiero. Il condottiero raggiunge  il Panicale nel perugino mentre vi  sta transitando Giovanni Beltoft con le sue compagnie: ai tre capitani sono consegnati 2000 fiorini affinché risparmino per un anno il territorio dal saccheggio.

Sett. Comp. ventura Perugia Umbria e Toscana

Ricompare nel perugino con il Beltoft; taglieggia i contadi di Cerqueto, Papiano e Spina Nuova. Ammalatosi, rientra in Toscana. I bolognesi esercitano pressioni sui fiorentini affinché sia espulso da tale territorio con i fratelli Galeazzo, Giacomo Francesco e Giovanni.

Nov. Firenze Bologna Siena Perugia

Con il Beltoft ed Everardo della Campana milita agli stipendi di Firenze, Bologna, Siena e Perugia (condotta complessiva di 300 lance) con lo scopo di fronteggiare le compagnie di ventura che infestano l’Italia centrale.

1386
………….. Pepoli Bologna Emilia

Si porta travestito al monastero camaldolese degli Angeli, posto fuori la Porta di San Mammolo a Bologna.  Con il priore, frate Stefano, o Serafino, organizza un trattato per rientrare nella città come signore. Qui giungono segretamente i suoi partigiani; si delibera di occupare di sorpresa una porta cittadina.

Mar. Emilia

Il Pepoli forza la Porta di San Mammolo e con 200 fanti irrompe nella piazza. Pianta il gonfalone con l’arma della sua famiglia e si proclama signore di Bologna. Respinto, riesce a fuggire. Viene bandito dalla città con molti seguaci: sei suoi partigiani sono giustiziati ed il frate (con il permesso del vescovo) è rinchiuso ed incatenato in una gabbia di ferro posta in una finestra ai piedi della torre degli Asinelli. Il religioso morirà dopo tre mesi di prigionia.

Mag. Emilia

E’ convocato a Bologna per discolparsi.

Giu. lug. Comp. ventura

Chiesa

Bologna

Antipapa

200 lance Emilia Lazio e Umbria

Si unisce con il signore di Faenza Astorre Manfredi e Lucio Lando cui promette il sacco di Bologna per tre giorni in caso di esito positivo dell’azione: tutti si devono presentare con 800 cavalli davanti alla Porta di Santo Stefano che dovrebbe essere trovata aperta. Al fallimento del tentativo passa al servizio del papa Urbano VI per combattere le truppe dell’antipapa Clemente VII. Scorta da Roma a Narni con 200 lance il cardinale di Manoppello Tommaso Orsini; si ferma quindi a Civitella d’Agliano ed a San Michele in Teverina dove è ospitato da Simonetto Orsini. E’ sconfitto da Bernardo della Sala e dal prefetto Francesco di Vico. I suoi uomini, messi in fuga, riparano un po’ in tutto il circondario a Montegiovi, ad Alviano, a Magnano ed a San Michele in Teverina. Il Pepoli raduna la sua compagnia; si rafforza con le milizie di Tommaso d’Alviano e, dopo pochi giorni, con una marcia rapidissima si dirige su Montefiascone alla cui guardia si trova Bernardo della Sala con i suoi bretoni. Si collega con Ugolino da Montemarte;  cinge di assedio la città.  Montefiascone viene recuperata dai pontifici;  Simonetto Orsini ne diviene governatore. Si avvia alla volta di Tarquinia.

1387
Dic. Comp. ventura Pisa Firenze Toscana Con il della Sala, Guido d’Asciano ed il della Campana devasta il pisano. Si muove in Valdarno;  entra in Pisa ove ottiene 8000 fiorini di taglia. Ciò non impedisce alla compagnia di imperversare nel territorio facendo prigionieri e razziando bestiame. Il Pepoli lascia Cascina, scorre nelle colline di Cevoli, Casciana e Bagno ad Acqua. A fine mese giunge a Laiatico e si sposta sotto Volterra.
………….. Milano

Agli stipendi del conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti.

1389 Lombardia

Ha l’incarico di rettore di Salò e di Brescia.

1390
Primavera Milano Bologna Emilia

Muove contro i bolognesi. Con Alberto Galluzzi e Leonardo di Panico tocca Crevalcore e la torre di Samoggia ove cerca di fare entrare le milizie viscontee.

1392 Lombardia

Capitano di Bergamo.

1393
Giu. Lombardia

E’ sostituito nel suo incarico di Bergamo da Bettino Marchiani (Bettino da Osimo).

1395

Muore. Sua statua in Prato della Valle a Padova. Sposa una Caneroli.

NESSUNA CITAZIONE

Print Friendly, PDF & Email
Previous articleTARTARO DA PERUGIA
Next articleTOMMASINO DA PARMA
Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
Print Friendly, PDF & Email