STEFANO UNGHERO/STEFANO DERDERIGHI

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Last Updated on 2024/03/15

Condottieri di ventura

2066      STEFANO UNGHERO/STEFANO DERDERIGHI Conte. Voivoda di Transilvania. Zio di Giorgio Unghero e di Giovanni Unghero.

  • 1385 ca.
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1368
Mar.ChiesaMilano30 cavalliRomagnaGli è riconosciuto un soldo mensile di 250 fiorini.
1372
Mar.PadovaVeneziaVenetoAlla guardia di Camposampiero.
1373
Gen.Maresciallo di campoVenetoA Padova. Prende parte ad un consiglio di guerra con il signore della città Francesco da Carrara, Simone Lupo, Luigi Forzaté, il bano Benedetto Unghero, Giorgio Unghero, Giovanni di Polisna, Giovanni Unghero e Federico di Mathelor. E’ nominato maresciallo di campo degli ungheri.
Apr. mag.Friuli e Veneto

A fine aprile giunge a Gorizia. Gli sono date delle guide per proseguire in modo sicuro verso il padovano. Giunge a Nervesa della Battaglia; trova il Piave in piena, per cui molti ungheri, nell’attraversarlo, muoiono annegati. Tocca Godego ed ai primi di maggio è a Cittadella.  Con Benedetto Unghero si collega con l’esercito dei carraresi guidato da Federico di Vallelonga, Federico di Mathelor, Simone e Bonifacio Lupo, Luigi Forzaté, Marsilio da Carrara, Arcuano Buzzaccarini e Giovanni da Peraga. Le truppe a disposizione di Francesco da Carrara ammontano a 1600 cavalli. Gli alleati radunano 4000 guastatori con i quali fanno scavare un fossato da Curano (Piove di Sacco) a Camponogara, nonché costruire una bastia a Lova, ultimata quest’ultima in soli sette giorni. A metà mese l’esercito veneziano condotto da Giberto da Correggio si posiziona lungo il fosso, fatto costruire a sua volta dagli avversari tra Lova e la torre del Curano. Stefano Unghero divide le sue truppe in 2 schiere: assume il comando della prima, forte di 1500 cavalli il cui vessillo è un drago d’oro in campo azzurro. La seconda schiera (2000 uomini) è affidata a Tommaso Unghero, cui è affidato lo stendardo del re d’Ungheria. Si getta sugli avversari seguito dai carraresi. I veneziani respingono il suo assalto con i verrettoni. Irrompe Rizzardo di San Bonifacio che, inizialmente, ha la meglio. Giberto da Correggio fa allora calare il ponte levatoio della bastia di Lova e ne esce con 3000 cavalli e 1000 balestrieri. Interviene ora la fanteria padovana. Il da Correggio si perde d’animo e si ritira nella bastia con la perdita di 300 uomini. Rientra a Cittadella.

Lug.VenetoPrende parte alla battaglia che decide le sorti del conflitto. L’esercito dei carraresi e degli ungheri è diviso in 3 schiere. La prima a muoversi è quella in cui si trova Stefano Unghero con Bonifacio ed Antonio Lupo, Giovanni da Peraga, Rizzardo di San Bonifacio.  Si getta all’attacco scontrandosi con gli arcieri turchi militanti nel campo avverso ed i balestrieri veneziani. Molte cavalcature degli assalitori sono uccise gettando a terra i cavalieri che, per la natura del terreno paludoso e per il peso dell’armatura, non sono più in grado di rialzarsi e, quindi, di opporre una valida resistenza. I fanti veneziani completano l’opera. La vittoria va a Giberto da Correggio. Con Stefano Unghero sono catturati i comandanti della prima schiera Antonio e Bonifacio Lupo, Rizzardo di San Bonifacio ed altri 14 nobili ungheresi.
1381
Apr.SienaComp. ventura100 cavalliToscanaE’ assoldato dai senesi con 100 arcieri a cavallo allo scopo di contrastare la Compagnia dei Bretoni. Ad aprile diserta nel campo avversario.
1385Muore.

 CITAZIONI

-“Mancatore di fede.”

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