SONCINO BENZONI

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Castello di Borgonovo Val Tidone
Castello di Borgonovo Val Tidone

SONCINO BENZONI  (Zosimo o Obizzino Benzoni) Di Crema.

Genero di Taddeo della Motella.

1470 ca.- 1510 (luglio)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1484
Ott.VenetoViene aggregato alla nobiltà veneta, entrando in tal modo a far parte del Maggior Consiglio.
1495
Mag.VeneziaFrancia50 cavalli leggeriLazioE’ inviato a Roma con i suoi balestrieri a cavallo in soccorso del papa Alessandro VI minacciato dalle truppe del re di Francia Carlo VIII.
Giu.Umbria e Emilia

Con Giovanni Aldovrandini scorta il pontefice da Orvieto a Perugia. Al cessare del pericolo si trasferisce nel parmense per unirsi con le truppe di Francesco Gonzaga.

Lug.EmiliaPartecipa alla battaglia di Fornovo. Affianca nel suo attacco agli avversari il capitano generale, marchese di Mantova, Francesco Gonzaga
1496
Mar.VeneziaFirenzeToscanaCombatte i fiorentini a favore di pisani.
Apr.ToscanaCon Giampaolo Manfrone e Giovanni da Ravenna cade a Bientina in un agguato predisposto da Ercole Bentivoglio.
Giu.ToscanaCollegatosi con alcuni stradiotti, cattura 32 fanti ed 8 balestrieri a cavallo di scorta ad un convoglio di vettovaglie diretto al castello di Buti.
Sett.Toscana e VenetoConduce prigioniero a Venezia il sopracomito Gian Giacomo Bon, accusato di brogli elettorali.
Dic.Toscana e LombardiaLascia la Toscana per rientrare a Crema.
1498
Mar.VenetoA fine mese viene armato a Venezia cavaliere di San Marco. Gli è pure riconosciuta una provvigione annua.
Sett.PiemonteSi reca ad Asti, dove è accolto con molto calore da Gian Giacomo da Trivulzio.
1499
Ago.VeneziaMilano100 cavalli leggeriLombardia

Compie da Crema alcune sortite nel ducato milanese. Attraversa  l’Adda a Cavenago ed occupa Lodi: si congiunge con Bortolo da Terni, effettua una scorreria verso Abbadia Cerreto e si impadronisce dell’abbazia.

Sett.LombardiaA Caravaggio ed a Castelleone. Si presenta con Luigi Avogadro sotto la Porta di Santa Lucia a Cremona e chiede la resa agli abitanti.
1500
Gen.VeneziaSforzaLombardiaContrasta le milizie di Ludovico Sforza, teso al recupero del ducato di Milano.
Feb. Mar.Lombardia

E’ inviato a Lodi da Niccolò Orsini con 100 cavalli leggeri e 200 fanti perché i  ghibellini locali si sono collegati con gli sforzeschi. A marzo con l’aiuto dei guelfi locali entra in Piacenza  con Ambrogio da Trivulzio. I ghibellini sono scacciati dalla città.

Apr.Emilia Lombardia e Veneto

Si unisce con Carlo Orsini; assedia la rocca di Borgonovo Val Tidone con 400 fanti; fa in modo che Corrado dei Landi, castellano di Rivalta Trebbia, dove si sono rifugiati il cardinale Ascanio Sforza, Giovanni Gonzaga e molti altri nobili milanesi (quali Ettore Gonzaga, Alessandro Sforza, Ermes Sforza, il Badino) cadano in potere dei veneziani.  Tutti sono condotti prigionieri a Crema. Il prelato, per essere liberato, cerca di corromperlo con l’offerta di 25000 ducati.  A titolo di ricompensa per la sua azione Gian Giacomo da Trivulzio gli fa avere da parte francese per alcuni mesi il governatorato di Piacenza;  gli sono inoltre donati un palazzo a Lodi ed  un terreno a Montesano, sull’Adda, in grado di procurargli una rendita annua di 800 ducati. A fine mese Soncino Benzoni scorta il cardinale a Brescia e si reca a  Venezia: è accolto in Senato dal vice-doge Marino Venier, mentre è Angelo Tancredi, segretario di Carlo Orsini, giunto nella città con 5 uomini al seguito, a raccontare la vicenda della cattura. Presenzia ad una festa in cui interviene anche il doge Agostino Barbarigo. Si fa in ogni modo notare per il suo comportamento ambiguo. La prima nota stonata focalizza l’attenzione sul fatto che approfitti dell’occasione per impadronirsi del tesoro del cardinale, cercando nello stesso tempo  di occultare il fatto nel tentativo di ricavare un ulteriore guadagno. La seconda riguarda il suo ruolo nell’operazione, di cui si  attribuisce tutto il merito ai danni dell’ Orsini.

Mag.100 lanceVeneto e Lombardia

Scorta Ascanio Sforza con 200 balestrieri  e 50 uomini d’arme a Padova ed a Vicenza. Si reca a Montesano al fine di prendere possesso dei terreni che gli sono stati donati dal Trivulzio e ritorna a Crema. Ha contatti con il Montaison, nei quali si prevede lo scambio ipotetico di Cremona contro Mantova (da conquistare). Gli viene aumentata la condotta a 400 cavalli con gli uomini d’arme presi dalle compagnie di Taliano da Carpi e di Lazzarino da Rimini.

Giu.LombardiaA Milano. Gli è consegnato del denaro allo scopo di ricostituire la propria compagnia di lance.
Lug.VenetoA Venezia.
Sett.LombardiaA Crema. Chiede ancora altro denaro per potere ultimare l’organico della compagnia che gli è stata concessa.
Ott.Lombardia e Veneto

Si rifiuta di spostarsi in Friuli sempre il motivo della mancanza di denaro. Convinto finalmente, prende parte alla mostra dei suoi uomini a Cittadella;  chiede una terza paga.

Dic.VenetoE’ segnalato nel veronese.
1501LombardiaRientra a Crema.
1502
Gen.Lombardia

Il podestà e capitano di Crema Girolamo da Mula lo accusa alle autorità veneziane di essere ostile alla repubblica in quanto  insoddisfatto del trattamento ricevuto a seguito della cattura del cardinale Sforza. Il funzionario, inoltre, informa il Consiglio dei Dieci che Soncino Benzoni, oltre ad essere il difensore di ladri e contrabbandieri, è sempre attorniato da una trentina di uomini armati. Non viene presa alcuna decisione al suo riguardo. E’ pure sospettato di avere contatti segreti con Cesare Borgia.

Giu.100 lanceVenetoNel Polesine allo scopo di controllare i movimenti dell’esercito pontificio di Cesare Borgia.
Dic.Veneto e LombardiaOttiene il permesso di allontanarsi dal Polesine e di rientrare nei suoi alloggiamenti di Crema. E’ lodato dal podestà di tale località per la sua fedeltà alla Serenissima.
1503
Gen.VenetoA Venezia in Collegio dei Pregadi.
Feb.Veneto

Gli sono consegnate due paghe. Chiede pure che un suo possedimento nel cremasco sia esentato dalle tasse, oppure la dispensa dalla tassa a carico delle cavalcature delle sue scuderie: ottiene  al riguardo una risposta negativa dal Consiglio dei Savi.

Ago.Lombardia

A Martinengo alla mostra dei suoi uomini. Litiga con il nuovo podestà di Crema Giovanni Paolo Gradenigo, con il quale nel passato ha già avuto una lite in Toscana nel precedente conflitto con i fiorentini. Viene convocato a Venezia.

1504
Ott.VenetoE’ segnalato ancora a Venezia in Palazzo Ducale.
1505
Nov.Veneto

A fine mese è convocato in Pregadi con Ludovico da Vilmercate, apparentemente per assumere un nuovo incarico. Il giorno seguente del suo arrivo compare davanti al Consiglio dei Dieci e, seduta stante, è fatto incarcerare per il suo comportamento arrogante nei confronti del Gradenigo e dei rettori di Crema.

1506
Gen.Veneto

E’ rinchiuso a Venezia per 46 giorni nel carcere della Torricella. Gli è tolta ogni provvigione; deve scegliere tra una condanna a cinque anni di carcere, ad un esilio a Candia o a dieci anni o quindici anni di confino a Padova. Sceglie quest’ ultima opzione trasferendosi con i suoi famigliari in tale città. In caso di sua fuga è stabilita una taglia di 500 ducati per chi ne riporti a Venezia il cadavere e di 1000 per chi lo consegni vivo. In questo caso ne è prevista la decapitazione tra le due colonne in piazza San Marco.

Mag.VenetoE’ anche accusato di avere cercato di corrompere, tramite un prete, Piero Capello capo del Consiglio dei Dieci all’epoca del suo processo.
1507
Giu. dic.VenetoInvia tre lettere di supplica per essere liberato. Si offre di servire la repubblica.
1509
Feb.VenetoSi incomincia a parlare di una sua assoluzione.
Mar.VeneziaFranciaVeneto

A fine mese è liberato dal confino e gli viene concessa una condotta. Si reca a Venezia per ringraziare le autorità dello stato per la sua liberazione.

Apr.Veneto

A Padova; il Consiglio dei Savi gli concede il comando di 100 uomini d’arme; dopo pochi giorni gli è consegnato il denaro per la costituzione di una compagnia ancora più numerosa.

Mag. giu.FranciaVenezia25 lance e 50 arcieriLombardia

Partecipa alla battaglia di Agnadello; a seguito della sconfitta si dirige a Crema e diserta nel campo francese con 160 cavalli. Si incontra con Pietro Fontana nel monastero di San Bernardino, fuori Crema con un ambasciatore francese. Convince gli abitanti della città a cedere agli avversari. Si oppone al saccheggio delle case degli ebrei; apre le porte cittadine e vi fa entrare le milizie francesi. Si sposta a Brescia dove è ricevuto dal re Luigi XII, che gli concede una condotta di 25 lance e di 50 arcieri a cavallo. Ospita il sovrano francese nel suo palazzo di Crema (Palazzo Benzoni).

Lug.Lombardia

Entrano in Crema Antonio Maria Pallavicini e Lorenzo da Mozzanica che favoriscono i ghibellini ai danni dei guelfi da lui appoggiati. Litiga anche con i Gambara per cui i francesi lo allontanano da Crema.

Nov. dic.EmiliaViene inviato nel ferrarese in soccorso di Alfonso d’Este.
1510
Gen.EmiliaE’ segnalato a Ferrara alla testa di 50 lance.
Apr.EmiliaA Bologna.
Mag.Emilia e Veneto

Si congiunge nel parmense con i francesi. Entra in Montagnana ed attacca invano Monselice, dove subisce qualche perdita a causa dell’artiglieria.

Giu.VenetoSi trova a Montagnana. Alloggia in San Francesco.
Lug.Veneto

E’ sempre a Montagnana con 25 uomini d’arme. Si sposta a Legnago e si muove attorno a Porto. Ritorna ad Este con 60 cavalli e fanti per provvedere al vettovagliamento del campo posto tra Abano Terme e Selvazzano. E’ catturato da 20 stradiotti a Saletto mentre sta   scortando  un convoglio di mercanzie provenienti da Verona (per alcune fonti si sta invece dirigendo verso la casa di un’amante). E’ condotto ferito a Padova; confessa il tradimento ed  è fatto impiccare    dal provveditore generale Andrea Gritti  davanti al palazzo del podestà. Il cadavere viene recuperato per essere impiccato una seconda volta per un piede  sull’argine del Brenta, esposto alle intemperie ed agli uccelli. In precedenza i francesi, per bocca dello Chaumont, si sono invano interposti a suo favore minacciando di comportarsi nello stesso modo con i condottieri ed i gentiluomini veneziani in caso di loro cattura. Probabilmente le minacce hanno di seguito effetto perché più tardi lo Chaumont fa impiccare 70 gentiluomini veneziani caduti in suo potere. Nel Palazzo Benzoni di Crema, già sede del Palazzo di Giustizia, ha ora sede la Biblioteca Comunale.

 CITAZIONI

-“Huomo apto a l’arte militar.” SANUDO

-“Huomo nobile tra suoi, e bravo soldato, ma d’animo infidele, e pessimo contro la repubblica.” P. GIUSTINIAN

-“Si esercitò nella milizia e diventò buon capitano.” BOSI

-“Seguì luminosamente le orme degli avi.” LANCETTI

-“Scorrendo va sonzin di qua di là/ e trova certi vescovi e abbati/ e subito prigion costui li fa/ di monsignor ascanio (il cardinale Ascanio Sforza) ha dimandati/…/ siché udite quello ch’io favelli/ monsignor è fugito in quel castello.” Da “Storia di Ludovico duca di Milano” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

-“Soncino Benzone era un capitano al servizio della Serenissima Repubblica, alla quale aveva reso importanti servigi. Inoltre, anch’egli risultava iscritto nel Libro d’oro della nobiltà veneziana. Incerta la sua data di nascita, si sa che lui fin da giovane si dedicò al mestiere delle armi, arrivando presto ad avere incarichi di responsabilità nell’esercito veneziano.” FREDDI

Fonte immagine in evidenza: wikimedia

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