SMEDUCCIO SMEDUCCI Signore di San Severino Marche

0
1168

Condottieri di ventura

1863      SMEDUCCIO SMEDUCCI  Signore di San Severino Marche. Figlio di Antonio da San Severino.

 1406 – 1474

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1426

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Marche e Veneto

Gli abitanti di San Severino Marche si ribellano alla signoria del padre Antonio a causa degli attacchi pontifici alla città; rinchiuso in carcere, prima nella rocca di Ascoli Piceno e poi in quella di Narni, verrà liberato nell’ ottobre dell’ anno seguente. Segue il padre nel suo esilio a Padova.

1430       Umbria E’ segnalato a Foligno con la madre Marsabilia Trinci.
1431          
Apr.         Il consiglio generale di San Severino Marche vieta ad ogni abitante del centro di avere qualsiasi tipo di rapporto con gli Smeducci. E’ posta sulla sua testa e su quella del fratello Onofrio una taglia di 200 ducati ciascuno per chi li catturi e li consegni vivi alle autorità. Il premio si dimezza per chi li consegnasse morti.

1433

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Umbria

A Foligno: viene armato cavaliere dell’ordine del dragone dall’ imperatore Sigismondo d’Ungheria.

1434          

Primavera

Fuoriusciti

San Severino Marche

 

 

 

Marche

Ricevuti alcuni soccorsi dai da Varano e dai Trinci mette insieme un piccolo esercito, corre su San Severino Marche e vi entra per trattato perché alcuni suoi seguaci gli fanno trovare aperta la saracinesca della Porta di San Francesco. Occupa subito la chiesa ed il vicino convento; si dirige nella piazza del comune per impadronirsi della torre civica. Le attese per una sollevazione popolare a suo favore rimangono deluse; gli abitanti assediano Smeduccio Smeducci nel convento dei francescani, demoliscono un muro dell’orto e danno fuoco ad una casa adiacente che ostacola l’accesso allo stesso convento. Riesce a fuggire a stento in mezzo all’ incendio; sul terreno vi sono tre morti e diversi feriti; altri sono catturati. Ristabilito l’ordine undici persone, tra fuoriusciti ed abitanti suoi fautori, sono impiccati nella piazza del Mercato. Costoro, prima di essere giustiziati, sono legati alla coda di un asino e trascinati per le vie che conducono al luogo del supplizio.

1443

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. ott.

Napoli

Sforza

 

 

Marche

Entra solennemente in San Severino Marche a fianco del re di Napoli Alfonso d’Aragona. Gli è offerta  la signoria della città: inizialmente rifiuta per non turbare le trattative che il fratello Onofrio sta conducendo a Roma con il papa Eugenio IV. Ad ottobre recupera il castello di Gagliole ai danni di Pietro Brunoro.

1444

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. mag.

 

 

 

 

 

 

Lazio e Marche

Il papa gli rinnova il vicariato di San Severino Marche;   si reca a Roma per prestargli il giuramento di fedeltà. A maggio rientra nella città come signore: gli sono restituiti tutti i beni ed i castelli che possedeva prima dell’ esilio.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Marche

E’ scacciato da  Francesco Sforza da San Severino Marche dopo tre giorni di assedio. Si rifugia sui monti e  conduce una sorta di guerriglia contro gli avversari.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Marche

Con la pace il papa riconosce a Francesco Sforza la signoria di San Severino Marche;  a Smeduccio Smeducci rimane solo quella di Ficano (Poggio San Vicino) che gli viene ceduta dallo stato della Chiesa.

1445

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.

Fuoriusciti

Chiesa

 

 

Marche

Invade il territorio di San Severino Marche e si impadronisce dei castelli di Frontale, di Ilcito e di Aliforni. Gli muove contro, alla testa di milizie pontificie, il patriarca Ludovico Scarampo. Smeduccio Smeducci prosegue nella sua azione, espugna e mette a sacco Serralta;  si accinge ad attaccare San Severino Marche che, nel frattempo, si è ribellata a Francesco Sforza per darsi allo stato della Chiesa. E’ dichiarato ribelle ed è posta sul suo capo una taglia di 1000 fiorini; si rafforza nei castelli di Frontale e di Ilcito.

1447

 

 

 

 

 

 

Lazio

Allettato dal cardinale Scarampo si decide a venire ad un accordo con i pontifici. E’ invece arrestato: condotto prigioniero a Roma viene messo in catene. Sarà incarcerato per  diversi anni in Castel Sant’ Angelo. Liberato, trova ospitalità a Camerino presso i da  Varano.

1474

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

 

 

Marche

Muore a Camerino. Sposa Antonia da Varano figlia di Gentile.

 CITAZIONI

“Aveva acquistato fama di bravo soldato.”

 

Print Friendly, PDF & Email