SIMONETTO DA CASTEL SAN PIETRO

Consulta l’Indice anagrafico dei condottieri di ventura

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SIMONETTO DA CASTEL SAN PIETRO  (Simonetto di Castel di Piero, Simonetto Baglioni, Simonetto dell’Aquila, Simonetto Manni, Simonetto Simonetti)  Di  Castel di Piero (San Michele in Teverina) nel viterbese.

Per alcune fonti sarebbe di Pierio, negli Abruzzi. Conte. Signore di Lavinio e di Graffignano.

+ 1460 (luglio)

Anno, mese Stato.  Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1431
Lug. Firenze Siena Milano Toscana

Agli ordini di Micheletto Attendolo sorprende a Ponsacco Antonio da Pontedera ed Antonio della Pergola in un combattimento al cui termine sono catturati 30 cavalli della sua compagnia.

………….. Chiesa

Agli stipendi del papa Eugenio IV.

1436 Chiesa Colonna Lazio

Fronteggia Lorenzo Colonna;  lo assedia in Palestrina con Ranuccio Farnese.

1438
………….. Chiesa Orvieto Umbria

Segue il cardinale Giovanni Vitelleschi contro il vescovo di Orvieto; espugna il castello di Mucarone.

Giu. Chiesa Milano Umbria

Giunge a Viterbo; si ferma ad Orvieto con 400 cavalli.

Lug. Umbria

Viene informato che 40 uomini d’arme di Braccio Baglioni sono accampati a San Sismondo, nei pressi di Marsciano. Si dirige verso la località e coglie alla sprovvista gli avversari: gli abitanti si oppongono alla sua azione ed in 300 cercano di ostacolarlo. Il Castel San Pietro tenta di farli desistere dai loro proponimenti offensivi, fa mettere in ordine 60 cavalli e  carica i rivoltosi: nel successivo scontro restano uccisi 35 uomini, 18 sono feriti, molti altri sono catturati. I perugini inviano al cardinale legato Vitelleschi Angelo dello Scosso per lamentarsi dell’accaduto e fanno pressioni per il rilascio dei prigionieri.

Ott. Lazio

Ottiene Lavinio dal cardinale Vitelleschi a saldo di un suo credito nei confronti della Camera Apostolica.

1439
Apr. 600 cavalli Umbria e Toscana

Si unisce con Antonio Matto;  accompagnato da molti fuoriusciti di Perugia, esce da Orvieto per scorrere nella maremma: razzia molto bestiame, il cui valore è stimato in 12000 fiorini, e fa molti prigionieri. Costoro sono condotti con il bottino ad Orvieto al fine di esigere una taglia per la loro liberazione. Per il suo intervento la comunità di Orvieto gli riconosce la somma di 1922 ducati e 80 bolognini.

Giu. Umbria e Toscana

Con Everso dell’ Anguillara contrasta nei pressi di Città di Castello Francesco Piccinino. Il Castel San Pietro punta su Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) alla testa di 1600 cavalli. Devasta le campagne vicine;  recupera i castelli ed i palazzi di Selci, di Fonteroccoli, di Castelfranco, di Pietralunga e di Lugnano. E’ richiamato al campo dal cardinale Vitelleschi.

1440
Mag. Chiesa

 

Chiesa

Civitavecchia

 

Milano Siena

Lazio e Toscana

Con Ludovico dei Michelotti ed il nuovo legato pontificio, il cardinale Ludovico Scarampo, assedia in Civitavecchia Pietro Vitelleschi: in pochi giorni i difensori cedono e nella città vengono introdotti 400 fanti. Sempre nel mese viene inviato in Toscana, in soccorso dei fiorentini,(condotta di 400 cavalli), per affrontare Niccolò Piccinino.

Giu Chiesa Milano Toscana

A metà mese giunge in Toscana con il cardinale Scarampo ed altri condottieri pontifici quali l’Anguillara, Paolo della Molara ed Angelo di Roncone. Tali truppe si congiungono con i fiorentini presso Anghiari. Anche questi ultimi gli riconoscono per sei mesi (più altri sei a beneplacito) una ulteriore condotta di  200 uomini d’arme e 200 fanti.  A fine mese prende parte alla battaglia di Anghiari. Con il suo intervento provvede ad evitare lo sfondamento della linea difensiva dell’ Attendolo ed a respingere l’avanguardia dei viscontei condotta da Francesco Piccinino e da Astorre Manfredi. Allorché l’Attendolo recupera la posizione iniziale il Castel San Pietro rientra all’ala destra.

Sett. Romagna Si trasferisce nel forlivese con il cardinale Scarampo;  assedia vanamente Forlì.
Ott. Romagna

Si trova a Dovadola dove riesce ad impadronirsi solamente di alcuni borghi; appoggia Francesco Sforza ai danni di Forlì.

1441
Giu. Lazio ed Umbria

Lascia Viterbo per cogliere in agguato a San Casciano il condottiero visconteo Antonello della Serra.

Ago. Umbria e Toscana

Molesta il senese da Orvieto. Dopo un tentativo senza esito su Figline si accampa a Capalbio; effettua una scorreria in Val d’Orcia, dove preda molto bestiame e fa molti prigionieri. Rientra con le prede nello stato della Chiesa.

Sett. Toscana e Umbria

Sorprende a Montemerano Ardizzone da Carrara: costui rimane ucciso mentre, pressoché solo, si oppone ai suoi uomini. Gli avversari si danno alla fuga;  nelle sue mani cadono 200 cavalli con le salmerie. Per fonti senesi, al contrario, Ardizzone da Carrara rimane sì ucciso nello scontro; il Castel San Pietro, al contrario,  è sconfitto ed obbligato a fuggire ad Orvieto la  notte stessa dopo essere stato ferito. Di seguito si sposta  a Fichino, nei pressi di Castel della Pieve (Città della Pieve): subisce qui un attacco notturno da parte del Pazzaglia e di numerosi contadini del posto che, dopo un combattimento di quattro ore e mezza, lo costringono a rientrare nello stato della Chiesa. Nelle mani degli avversari restano 40 cavalli ed altre prede.

Ott. Chiesa Napoli Lazio

Il papa si accorda con i senesi. Viene trasferito a Pontecorvo al fine di sostenervi Angelo di Roncone impegnato con gli aragonesi.

1442
………….. Umbria

Ad Orvieto.

Giu. ago. Sforza Chiesa Lazio ed Umbria

Si sposta nel Patrimonio con 300 cavalli e passa al servizio dello  Sforza contro i pontifici. A luglio si allontana da Toscanella (Tuscania) con il Sarpellione e Dolce dell’ Anguillara (2000 cavalli e 1000 fanti). In Val Tiberina è affrontato dal  Roncone e da altri condottieri con 1000 cavalli e 800 fanti. Cattura venti persone, tra i quali vi sono alcuni cittadini di Perugia, e si impossessa di molto bestiame. Tocca Brufa, Costano e si fortifica lungo il Chiagio; assale inutilmente Bastia Umbra alla cui difesa si è posto Braccio Baglioni. Conduce ad Assisi bottino e prigionieri.

Sett. Marche

Si collega nella marca di Ancona con lo Sforza.

1443
Mar. Firenze Milano Marche e Toscana

Abbandona le Marche, transita per Rimini e fa ritorno in Toscana con pochi cavalli in disordine.

Giu. Capitano g.le Toscana  ed Emilia

E’ segnalato nei pressi di Cortona con 1000 cavalli e molti fanti per aiutare Antonello della Torre nella cattura di Niccolò Piccinino: il trattato è scoperto per cui il Castel San Pietro lascia il contado per essere inviato in soccorso dei Bentivoglio con 800 cavalli e 200 fanti. Ricevuto con tutti gli onori, gli è dato il comando effettivo delle truppe fiorentine e bolognesi; i suoi cavalli alloggiano nei borghi fuori la strada di Santo Stefano, mentre egli colloca la propria residenza alle Lame. Dispone presidi a Corticella;  effettua una grossa scorreria nell’ imolese: il bottino è trasportato a Bologna.

Lug. Emilia

Devasta i dintorni di Medicina e di Castel San Pietro Terme con i soliti mezzi.

Ago. Emilia

Luigi dal Verme e Guidantonio Manfredi tagliano le condotte d’acqua che portano a Bologna. Il Castel San Pietro spinge i bolognesi a cercare la battaglia campale. A metà mese Annibale Bentivoglio fa suonare le campane di San Giacomo e raccoglie tutto il popolo sulla piazza: i soldati escono per il ponte del Gombito, sul Savena, e per Corticella muovono contro i viscontei. Pietro Navarrino si pone all’ avanguardia, il Castel San Piero si colloca dietro le milizie cittadine con i suoi uomini d’arme. Lo scontro si svolge a San Giorgio di Piano. Il dal Verme, nonostante che abbia ai suoi ordini 4000 cavalli, è sconfitto in un duro confronto che dura dalle prime ore del mattino alla sera.

Sett. Sforza Chiesa Napoli Emilia e Romagna

Vittorioso, con Gregorio d’Anghiari e Guido Rangoni, saccheggia i territori di Imola e di Faenza ai danni dei Manfredi. Abbandona il bolognese e con 600 cavalli e 200 fanti raggiunge Rimini per prestare soccorso nella marca di Ancona allo  Sforza assediato in Fano da pontifici ed aragonesi.

Nov. Romagna

A San Giovanni in Marignano con Guido Rangoni, Taddeo d’Este e Tiberto Brandolini.

Dic. Firenze Toscana

Lascia le Marche e ritorna in Toscana.

1444
Gen. feb. Toscana

Al campo invernale in Toscana.

Mar. Toscana

Lascia le Marche. Tocca Rimini e rientra in Toscana.

………….. Toscana

Si trova nel senese;  pretende la proprietà del podere delle Capanne, al momento in possesso di Venturino Venturini. A Siena è istruito un processo che ha termine con una sentenza a lui favorevole.

1445
………….. Firenze Chiesa Marche

I fiorentini lo inviano ancora una volta nella marca di Ancona in aiuto dello Sforza. Frena le incursioni dei condottieri pontifici Carlo Gonzaga e Luigi da San Severino, che dalla Romagna stanno cercando di penetrare nelle Marche.

Lug. 500 cavalli e 200 fanti Romagna Toscana Emilia

A Castrocaro Terme per controllare i confini romagnoli; ritorna a Firenze e si trasferisce nel bolognese con 500 cavalli e 200 fanti. Si unisce con Guidantonio Manfredi ed insieme formano un contingente di 1000 cavalli e 500 fanti con i quali obbligano il San Severino a lasciare Casalecchio di Reno.

Dic. Emilia

Affronta ancora il San Severino nel bolognese;  lo obbliga a rientrare in Lombardia.

1446
Gen. Emilia

Con Gregorio d’Anghiari mette a sacco Medicina.

Giu. Emilia

A San Giovanni in Persiceto, sempre con Gregorio d’Anghiari.

Sett. Marche

Sul Foglia; con il Manfredi raggiunge lo Sforza alla testa di 2500 uomini.

Ott. Marche

Sempre con Guidantonio Manfredi e Gregorio d’Anghiari libera Urbino dall’ assedio che vi è stato posto dal cardinale Scarampo e da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Con i medesimi condottieri, a metà mese, affianca lo Sforza all’assedio di Gradara.

Dic. Marche

E’ costretto ad abbandonare l’assedio di Gradara ed a rientrare in Toscana.

1447
Mag. Firenze Napoli 700 cavalli Toscana

I fiorentini gli aumentano la condotta di 200 cavalli.

Ago. Toscana

Affronta Angelo Morosini e gli aragonesi cui riconquista Cennina in Val d’Ambra.

Ott. Napoli Firenze 800 cavalli Toscana

Nel contado di Cortona e nel Chiugi; alla scadenza della ferma passa al soldo degli aragonesi ai danni degli stessi fiorentini.

Dic. Toscana

Con Angelo Morosini attacca invano Castiglione della Pescaia. Giunge a Piombino alla ricerca di rinforzi; li ottiene ed assale nuovamente la località. Si impadronisce del borgo e della seconda cinta del castello: i difensori della rocca (60/70 fanti) respingono la sua offensiva. Al  Castel San Pietro si collega ora anche il re di Napoli Alfonso d’Aragona.

1448
Gen. Toscana

I difensori di Castiglione della Pescaia si arrendono a patti perché non hanno ricevuti i sperati    soccorsi entro il termine stabilito di dieci giorni.

Giu. Toscana

Scorre in Val d’Elsa con 1500 uomini fra cavalli e fanti: razzia numeroso bestiame e fa molti prigionieri.

Sett. Toscana

All’assedio di Piombino;  prende parte ai vari assalti portati alle mura.

1449
………….. Lazio

Alla conclusione della guerra si ferma nel Patrimonio.

Ott. Fuoriusciti Orvieto Umbria e Lazio

Si impossessa di Civitella d’Agliano e la mette a sacco. Ottiene la rocca, ove si sono rifugiati Gentile e Corrado Monaldeschi della Cervara contrari alla sua fazione.

Dic. Umbria

Continua la sua guerra con Orvieto.

1450
Apr. Lazio

Restituisce ai pontifici, nelle mani del vescovo di Assisi, Civitella d’Agliano. In questo periodo ritorna a San Michele in Teverina; fa eseguire alcuni lavori di ristrutturazione al castello di Graffignano, sua residenza, nonché  una delle roccaforti più importanti esistenti nel Patrimonio di San Pietro.

1451
Mag. giu. Firenze Agli stipendi dei fiorentini.
1452
………….. Firenze Napoli 1200 cavalli e 250 fanti Toscana

Alla difesa di Cortona.

………….. Toscana

Con Astorre Manfredi tenta di recuperare il porto di Vada. caduto nelle mani di Antonio Olzina: si ritira, allorché viene a conoscenza del prossimo arrivo in aiuto della località del duca di Calabria Ferrante d’Aragona.

Nov. Toscana Al comando di 600 cavalli. Cerca di contrastare Diomede Carafa che, con 300 cavalli e 500 fanti, ha scorso il Chianti impadronendosi di Pietrafitta, di Grignano e della fortezza delle Stinche. Nelle sue depredazioni il capitano avversario giunge nelle vicinanze di Santa Maria dell’impruneta con tremila capi di bestiame razziati. Il condottiero fiorentino esce alla ricerca degli aragonesi; non riesce ad imbattersi in loro per cui deve fare ritorno al campo con un nulla di fatto.
1453
Estate Toscana

Si accampa con il Malatesta, Alessandro Sforza ed Astorre Manfredi sotto Foiano della Chiana; espugna il castello e lo sottopone a sacco. Sono catturati settecento contadini e 1700 soldati.

1455
Mag. Toscana Tramite Gaspare Zurlo è contattato da Jacopo Piccinino affinché si unisca con la sua compagnia per invadere il senese.
Estate Firenze Comp. ventura Toscana

Viene inviato dai fiorentini con 700 cavalli nel senese per contrastarvi i movimenti di Jacopo Piccinino.

1457
………….. Viene licenziato dai fiorentini.
Dic.

E’ contattato dal signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta per lottare in Romagna contro gli aragonesi comandati da Federico da Montefeltro e da Jacopo Piccinino.

1458
Ago. Firenze Toscana
1459
Feb. Umbria

Si ferma a Perugia per rendere omaggio al papa Pio II; nella città è ospite del Baglioni, con il quale è imparentato perché una sua figlia si è sposata con Rodolfo Baglioni.

1460
Apr. Chiesa Angiò 500 cavalli Lazio e Campania

E’ inviato dai pontifici con 2000 uomini in soccorso del re di Napoli Ferrante d’Aragona ai danni di Giovanni d’Angiò. Lascia  Viterbo e si incammina verso la  Campania con Giovanni Malavolti. Giunge a San Germano (Cassino),  chiede la resa di Migiano Monte Lungo. E’ contrastato dal principe di Rossano e duca di Sessa Marino di Marzano.

Mag. Abruzzi

Fronteggia Jacopo Piccinino alla testa di 1300 cavalli.

Giu. Lazio

Con il Malavolti nei pressi di Frosinone: sono in attesa di essere raggiunti da Roberto Orsini con il quale spingersi in Terra di Lavoro. Sempre nel mese si scontra con Antonio Caldora, il quale rimane ferito nel corso di un combattimento. Sono catturati agli avversari 400 cavalli.

Lug. Campania

Assedia in Sarno Giovanni d’Angiò ed il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo. Viene espugnata una torre di guardia all’omonimo fiume al primo assalto; i pontifici non obbediscono più agli ordini impartiti dai comandanti, inseguono il nemico ed entrano dentro la città.  Sorge un aspro combattimento nel corso del quale il Castel San Pietro viene ucciso da un colpo di schioppetto che lo getta da cavallo, oppure (secondo altre fonti) è percosso mortalmente da una pietra lanciata da una macchina da guerra. E’ fatto seppellire dall’Angiò sepolto a Sarno nella chiesa dedicata a Santa Maria della Foce, in località Sant’Angelo. Alle sue esequie sono presenti i capitani dell’esercito aragonese. Secondo altre fonti il condottiero sarebbe stato sepolto in San Michele in Teverina.

 CITAZIONI

(All’assedio di Piombino)”Mossesi Simonetto da l’un lato,/ E verso delle Donne al Torrione/ Con gatti, e scle a quel mur si è appressato.” DE AGOSTINI

“Simonetto III di castel di Piero..è certamente una delle figure eminenti della famiglia Baglioni della Teverina Viterbese.” PREDONZANI

“Uomo di molto onore.” AMMIRATO

Capitano d’intatta fama.” TOMACELLI CAPECE

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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