SILVESTRO DI BUDES/SYLVESTRE DE BUDES

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SILVESTRO DI BUDES/SYLVESTRE DE BUDES (Silvestro di Boudes, Sylvestre Budes, Silvestro di Buda, di Bude) Bretone. Signore di Ussel. Cugino di Olivier du Guesclin.

+ 1380 (gennaio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1361 Francia Inghilterra Francia Combatte nella guerra dei Cent’Anni. E’ segnalato nel Rouergue.
………….. Francia Inghilterra  

 

Francia

Milita agli ordini di Bertrand du Guesclin, suo cugino, nella guerra dei Cent’ Anni.

…………..  

 

 

 

 

 

Spagna

Al servizio del re Giacomo di Maiorca.

1367 Trastamara Castiglia Inghilterra Spagna Affianca il du Guesclin (400 cavalli bretoni) nell’appoggiare il pretendente al trono di Castiglia Enrico Trastamara ai danni del il fratello di quest’ultimo, il re Pietro il Crudele, alleato con gli inglesi.
1368 Francia Inghilterra

 

 

 

Francia

Milita agli stipendi del duca Luigi d’Angiò al servizio del re di Francia. Opera nel nord del paese.

1371
Feb. Francia Il duca di Lancaster assedia nel Périgord Montpont. Alla notizia il Budes si collega con Giovanni di Maléstroit, che comanda per il duca d’Angiò la fortezza di Saint-Bazile, situata pure essa nel Périgord, per gettarsi a Montport ai danni degli inglesi.
1372
Estate 46 lance Francia Ha il comando, con Affroy de Guébriant, di 46 lance. A fine agosto il duca d’Angiò passa in rassegna la compagnia ad Agen. Al fianco del du Guesclin si scontra nel Saintong e nel Poitou con Robert Mitton e Robert Scott che tentano, inutilmente, di prestare soccorso al presidio di Chizé.
Dic. Francia A metà mese gli sono consegnati dal tesoriere del duca d’Angiò 200 franchi per mettere in ordine la sua compagnia.
1374
Autunno Francia Nell’autunno numerosi venturieri bretoni assalgono la valle del Rodano invadendo il Delfinato ed il Comitato Venassino. Tra costoro figurano Olivier du Guesclin ed il Budes con 1000 lance. I venturieri svernano nella bassa valle del Rodano dove il loro numero non cessa di aumentare.
1375
Giu. dic. Coucy Duca d’Austria Cantoni Svizzeri Francia Svizzera Agli stipendi di Enguerrand de Coucy contro il duca d’Austria Leopoldo. Si  spinge verso la Borgogna. Il re di Francia Carlo V spinge i venturieri a mettersi al servizio del de  Coucy che rivendica il ducato d’Austria per conto della madre. Si raccoglie a settembre un ingente numero di uomini.  Dopo avere ottenuto un riscatto di 34000 franchi dagli abitanti di Metz le truppe mettono a sacco l’Alsazia; nel contempo  liberano il Reno dalla presenza di milizie tedesche. I venturieri,  marciano in disordine verso la Svizzera. A fine dicembre vengono disfatti dagli avversari, nei pressi di Berna, in tre scontri, il de Coucy lascia di nascosto i compagni d’avventura; i superstiti riprendono la strada verso la Francia. Discendono la valle del Rodano per installarsi nel Comitato Venassino.
1376  

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

Chiesa

 

 

 

 

Francia

E’ arruolato dal papa Gregorio XI per combattere in Italia nella guerra degli otto Santi. Lascia la Francia con 10000 bretoni, inglesi e balestrieri genovesi (6000 cavalli e 4000 fanti). E’ segnalato nel Delfinato e nelle terre del conte di Savoia. Durante la marcia assale Cuneo con il Maléstroit: il Conte Verde, Amedeo di Savoia, non interviene a difesa della località.

Giu.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Si trova ad Asti, attraversa i territori di Alessandria e i di Tortona.

Lug. Chiesa Firenze  

 

Emilia

Giunge a Modena al seguito del cardinale Roberto di Ginevra. Con il Maléstroit è spinto a contrastare  i fiorentini ed i loro alleati. Assedia per un mese Bologna, alla cui difesa si trova Rodolfo da Varano.  Devasta i contadi di Bologna e di Imola con l’aiuto dei fuoriusciti locali. Espugna due castelli e fa strage degli abitanti; altre fortezze ottiene a patti.  La compagnia è forte di 12000 cavalli.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia e Marche

Si allontana dal bolognese e si trasferisce nelle Marche sempre compiendo atti di crudeltà. Ottiene Montegiorgio per trattato con un prete; la popolazione di tale centro viene sterminata.

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Emilia e Marche

Ritorna ad assediare, sempre senza esito, Rodolfo da Varano in Bologna. Roberto di Ginevra lo spinge a devastare la Toscana. Gli è bloccato il passo nell’ urbinate da Antonio da Montefeltro: i suoi uomini si muovono divisi in due colonne, una per la litoranea verso Ascoli Piceno, Camerino e Matelica; l’altra per la Ravignana di Fano sul Candigliano e sull’alto Metauro. L’azione non ha seguito perché il Budes si fa corrompere con il Maléstroit dai fiorentini.

Ott. dic. Romagna Si accampa con il Maléstroit fuori Cesena. Le vettovaglie scarseggiano; i soldati si lamentano per la mancanza di cibo e di foraggio per le loro cavalcature. Il freddo si fa più pungente. A fine dicembre il cardinale di Ginevra decide di fare entrare i bretoni in città: costoro divorano ogni cosa. Con il Maléstroit ha il comando dell’esercito pontificio forte di 1844 lance.
1377  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ai primi del mese Cesena insorge a causa dall’ uccisione da parte di alcuni bretoni di quattro eminenti cittadini: sono ammazzati nelle strette vie della città da 300 a 400 venturieri. Immediata è la vendetta. Il Budes irrompe in Cesena. Esce dalla cittadella e fa strage degli abitanti: vengono trucidate, secondo le stime dei vari cronisti, da 2500 a 8000 persone.

Apr.  

 

 

 

 

 

Marche

Viene spostato ad Osimo. A metà mese i bretoni che presidiano Osimo, Recanati, Montefano ed altre città della Marca si concentrano a Sant’Elpidio a Mare. Sconfiggono le truppe fermane presso il monte di San Savino (otto morti e 300 prigionieri tra gli avversari).

Giu.  

 

 

 

 

 

Lazio e Umbria

Rodolfo  da Varano muta partito ed è nominato capitano generale dello stato della Chiesa: ciò provoca disappunto nel  Budes per cui il papa Gregorio XI lo invia con il Maléstroit nel Patrimonio alla testa di 1000 cavalli bretoni. Gli uomini del Maléstroit si accordano con alcuni frati minori e diversi abitanti di Bolsena che li introducono di nascosto nel cassero e nel vicino convento di San Francesco. Al momento prefissato fa seguito l’assalto alle mura e la conquista della città. Sono incendiate le case e vengono saccheggiati tutti i beni; sono uccisi 500 abitanti di ogni sesso ed età; quelli che sfuggono la morte devono riconoscere un riscatto ai vincitori. Il castello, infine, è dato alle fiamme.  Nello stesso tempo dell’effettuazione di questa azione la compagnia del Budes giunge a Montefiascone per fermarsi davanti alle mura di Viterbo. Francesco di Vico esce fuori dalla città con 600 uomini, tutti armati alla meno peggio. Costoro al primo attacco riescono ad indietreggiare i bretoni. Il Budes ripropone in ordinanza i suoi cavalli e si scaglia sugli avversari facendone strage. Duecento viterbesi rimangono sul terreno, morti o fatti prigionieri. Gli altri si mettono in salvo con la fuga. La stessa notte il Budes rientra a Montefiascone accolto come liberatore con falò e festeggiamenti vari dagli abitanti che lo ringraziano di averli vendicati del prefetto; viene pure fatta pressione dai cittadini affinché gli sia riconosciuta la carica di governatore.  Il condottiero preferisce abbandonare la città con il bestiame razziato ed i prigionieri; si incammina verso Bevagna dove è stato convocato dal cardinale di Ginevra.

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Toscana

Gli è ordinato di marciare su Firenze con il Maléstroit e Raimondo di Turenna: i tre capitani si rifiutano.

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Marche e Lazio

Ritorna ad Osimo con 800 cavalli bretoni: gli abitanti sono depredati dei loro beni e le donne sono violentate. Si reca a Roma per rendere omaggio al papa che sta provenendo da Avignone; rientra in Osimo e da qui marcia alla volta di Sant’Elpidio A Mare che libera dall’ assedio degli avversari. Assalito a sua volta, respinge un attacco in cui cattura più di 300 uomini. E’ ancora ad Osimo dove viene accolto come un trionfatore.

1378  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Antipapa Chiesa  

 

Lazio e Umbria

Combatte al servizio dell’ antipapa Clemente VII (il cardinale Roberto di Ginevra). Si collega con Piero di Sagra e perviene ad Anagni alla testa di 2000 cavalli bretoni e guasconi. Cavalca verso Roma, si impadronisce del ponte della Salaria e vi sconfigge nei pressi gli abitanti usciti dalla città. Entra in Roma;  si impadronisce di Castel Sant’Angelo ove lascia una guarnigione di 150 uomini. Molti sono i morti tra gli avversari. Tenta di entrare in Orvieto con l’aiuto dei fuoriusciti.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio

Viene vinto e fatto prigioniero da Alberico da Barbiano nella battaglia di Marino.

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Francia

Liberato, accompagna Clemente VII ad Avignone.

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Francia

E’ fatto arrestare sei mesi dopo dal balivo reale di Macon Oudart d’Attainville.

1380  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Francia

E’ decapitato in Macon su disposizione del cardinale di Amiens Jean de la Grange perché anni prima, in Romagna, i soldati di Silvestro di Budes si sono impadroniti di alcuni muli  che trasportano vasellame d’oro e d’argento che appartiene al prelato. Secondo altre fonti muore ad Avignone a seguito di una rissa. Le sue gesta sono ricordate da Guglielmo de la Perene in un poema in versi intitolato “Gesta Britonum in Italia sub Gregorio papa undecimo.”

 CITAZIONI

“A former comrade in arms of Bertrand Du Guesclin.” BAYLEY

“Di là sloggia Silvestro, e ad Osmo torna,/ Ov’ebbe già con sua milizia stanza:/ Escono incontro a lui gli abitatori/ Per fargli a prova onore, e riverenza,/ Esclama ognun dinanzi al suo aspetto!/ Viva la Chiesa, e tu, che sei quel prode/ Valoroso guerrier, che non ha pari./ Altri pur lieti gridano: quel desso/ Tu sei, signor, che di bontade il vanto/ Porti sovra ciascun, che Dio ben cole./ A tal grido onorato intorno sparso/ Venian le genti ancor lontane a schiere,/ Per onorare un uomo di sì gran merto./ Giù dell’alta città gli sono intorno/ Più di duemila giovanetti, uniti/ A scelto stuolo di primati, e tutti/ Per sì orrevol venuta e voci, ed inni/ Sciolgon, sembrando el canto esser sirene: Tutti in somma si pregiano a vicenda/ Di festeggiare un così fausto giorno/ Con nobil pompa, e di dar laude a lui/ Degno di onore, e di memoria eterna.” Da un poema di GUGLIELMO DE LA PERENE tradotto dal TALLEONI

Con Jean Maléstroit “Ils acquirent une sinistre réputation. le massacre qu’ils organisèrent en répresailles contre la population de Cesena .. resta dans les mémoires.” BUTAUD

“Chief of a Briton company which had been the bane of the Pope and to scourge of Avignon, when it plumdered even the wheat sent by the to relieve a famine.” TUCHMAN

“In “Gestes des Bretons en Italie”, un poema scritto da Guillaume de la Penne, un esponente della piccola nobiltà dell’Anjou che milita col comandante bretone Sylvestre Budes, narrano le peregrinazioni in Italia di uno di questi contingenti di cavalieri al servizio del papa tra il 1376 e 1379. Tutti chiusi nel loro antiquato conformismo ideologico fatto di onore militare e di disprezzo per i “vilains” e, più in generale, per gli italiani ritenuti fanfaroni codardi, traditori e inesperti del mestiere delle armi, questi”soudiers” mostrano un’ impassibile crudeltà, e mantengono ignoranza e diffidenza per il mondo urbano.” VARANINI

Con Giovanni di Maléstroit “Rien n’égalait la brutalité et l’outrecuidance des ces aventuriers.” DURRIEU

 

Fonte immagine: festivaldelmedioevo.it/

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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