SECCO DA MONTAGNANA Di Padova

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Condottieri di ventura

1123      SECCO DA MONTAGNANA  (Sicco da Montagnana) Di Padova. Signore di Galliate.

+ 1428

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Milita nelle compagnie di Facino Cane.

1412  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag. Pavia Milano  

 

Lombardia

Alla morte di Facino Cane impedisce con la sua fermezza lo sbandamento delle compagnie:  convince colleghi e soldati ad attendere le disposizioni della sua vedova Beatrice di Tenda. La donna si sposa con il giovane conte di Pavia Filippo Maria Visconti. Secco da Montagnana presta giuramento di fedeltà a quest’ultimo. Combatte  Astorre Visconti e penetra in Milano contribuendo alla sconfitta del rivale.

Lug.  

 

 

 

 

 

Piemonte

Con Giorgio Valperga ha l’incarico di trovare una transazione con Luigi e Manfredo Cane, signori di alcune terre nell’ alessandrino.

1413  

 

 

 

 

 

 

 

 
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Lombardia

Staziona nel bergamasco con le sue schiere.

Nov. Milano  

 

 

 

Lombardia

Prende parte a Cantù, con il Carmagnola, Filippo Arcelli e Castellino Beccaria all’ incontro di Filippo Maria Visconti con l’imperatore Sigismondo d’Ungheria. Nell’anno gli viene concesso il feudo di Galliate.

1415 Milano Lodi  

 

Lombardia

E’ catturato con Antonio Balestrazzo e Giacomo da Lonato dal signore di Lodi Giovanni da Vignate.

1416  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene liberato senza il pagamento di alcun riscatto a seguito della pace fra le parti.

1420  

 

 

 

 

 

 

 

 
Ago. Milano Brescia Ferrara  

 

Emilia

Affronta il signore di Brescia Pandolfo Malatesta ed il marchese di Ferrara Niccolò d’Este. Con 600 cavalli e molti fanti lascia Borgo San Donnino (Fidenza) con Guido Torelli e Niccolò Terzi: si ferma sulla riva dello Stirone ed invia pattuglie a Paradigno, Castelnuovo e San Martino; supera il canale a Gainago e si colloca all’ assedio di Parma.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca il Carmagnola alla battaglia di Montichiari: postosi all’ avanguardia, viene inizialmente respinto con Guido Torelli; alla fine il contrattacco condotto dal Carmagnola vale a sgominare le truppe di Ludovico Migliorati.

1423  

 

 

 

 

 

 

 

 
Mag. Milano Forlì Imola  

 

Romagna

Si reca in Romagna con Angelo della Pergola, chiamato apparentemente dal legato pontificio per recuperare allo stato della Chiesa Castel Bolognese località controllata da Antongaleazzo Bentivoglio:  obiettivo reale è quello di prendere possesso di Lugo con 400 cavalli alla morte di Ludovico da Zagonara. Sorgono disordini in Forlì scatenati dai Lacioso e dai Morattini; il Montagnana, accompagnato dal commissario ducale Luigi Crotti, entra in tale   città con 1000 cavalli per la Porta  Cotogni e ne prende possesso a nome di Tebaldo Ordelaffi, di cui è stato nominato tutore lo stesso Visconti dal padre Giorgio. Il condottiero prende alloggio nel palazzo di Paolo Signorelli;  i suoi uomini collocano i loro alloggiamenti nelle case dei contadini,  degli abitanti della città, in chiese ed in ospedali. In breve costringe Lucrezia Alidosi, vedova di Giorgio Ordelaffi, a rifugiarsi ad Imola presso il padre. Occupa Forlimpopoli ed ottiene con le bombarde la rocca di Ravaldino.

Sett. Milano Firenze  

 

Romagna

Ordina di iniziare la vendemmia e stabilisce di proteggerne i lavori con la cavalleria. Informato dell’ arrivo a Bertinoro di Pandolfo Malatesta divide  il suo esercito in tre punti diversi: una schiera è collocata tra Bertinoro e Forlimpopoli, una’altra è nascosta a Ruffio. Il Malatesta si accorge che gli avversari sono divisi; non pensa che vi possa essere una terza colonna al ponte di Ronco dove si è posto Angelo della Pergola. Il Malatesta assale i viscontei. Interviene dapprima il Montagnana con fanti, balestrieri ed arcieri cui seguono gli uomini d’arme; quando la vittoria sembra arridere agli avversari entrano in azione le squadre di riserva comandate da Angelo Belmamolo e da Drago Lampugnani. Costoro occupano un  piccolo ospedale, servito in precedenza come caposaldo dal Malatesta ed ora sguarnito di difensori;  prendono alle spalle i fiorentini.  Interviene, infine, anche Angelo della Pergola che blocca al ponte di Ronco la ritirata al Malatesta ed a  Niccolò da Tolentino.  Lo scontro ha termine dopo tre ore e mezza con la cattura di 1300 cavalli. I ducali rientrano in trionfo a Forlì accompagnati da luminarie e da suoni di campane.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

I fiorentini fanno bruciare il fieno immagazzinato nei magazzini di Forlì: il Montagnana   incarcera quattro cittadini per sapere  chi materialmente abbia compiuto il gesto. Organizza un trattato ai danni del Malatesta con il conte di Ghiaggiolo.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

 
Feb. Romagna Asseconda Zenone da Capodistria nella conquista della rocca d’Imola. In tale occasione è liberato dal fondo di una torre Antonio Ordelaffi  che vi è stato fatto rinchiudere dodici anni prima da Giorgio Ordelaffi. Il Montagnana  lo fa condurre  a Milano.
Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Lucrezia Alidosi gli fa credere di volersi recare a Milano dal duca: nello stesso tempo introduce gli uomini del Malatesta nella rocca di Forlimpopoli. Costoro catturano gli armati destinati a scortarla da Forlì alla capitale viscontea.

Mag. giu. Romagna La signora di Forlì fa incarcerare Paolo Lacioso; la città si ribella su istigazione dei Morattini e di Cola Lacioso. Secco da Montagnana, chiamato dai ribelli in loro soccorso, giunge nella città con il commissario ducale Luigi Crotti. Ai primi di giugno Lucrezia Alidosi fugge di nascosto da Forlì con l’aiuto di due suoi cortigiani e ripara a Forlimpopoli.
Lug.  

 

 

 

 

 

Romagna  Lombardia

Viene assediato con 400 cavalli in Forlì da Carlo e Pandolfo Malatesta. Si congiunge  con il della Pergola ed assedia, a sua volta, in Zagonara Alberico da Barbiano. Quest’ultimo si arrende a patti; dopo pochi giorni Secco da Montagnana è attaccato nei pressi da 8000/9000 cavalli fiorentini che sono sconfitti sonoramente: lo stesso Carlo Malatesta è fatto prigioniero. A seguito della vittoria il condottiero si reca a Fiumane e conduce a Milano sia Carlo Malatesta che il Barbiano.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Recupera Forlimpopoli e Capodicolle.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Ottiene a patti Rocca San Casciano con il della Pergola e Guido Torelli.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Lugo, con il della Pergola.

Nov.  

 

 

 

 

 

Romagna

Sempre con il della Pergola si impadronisce di Galeata.  A metà mese è segnalato a Bagnolo; da qui irrompe nelle terre dei Malatesta che mette a sacco per venti giorni.

Dic.  

 

 

 

 

 

Romagna

Occupa Gradara;  saccheggia Gabicce, Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo.  Prigionieri e prede transitano per Forlì per essere portati in Lombardia: il duca di Milano ordina il rilascio dei primi. Contrasta Niccolò Piccinino che si trova a Galeata; giunge a Civitella di Romagna e decide di ritirarsi per timore di una possibile imboscata da parte degli avversari. Il giorno seguente muove in soccorso di Pianetto; al termine della missione rientra a Forlì con i suoi uomini. Un provvigionato che milita ai suoi ordini deruba nella piazza un contadino di alcune galline; lo minaccia nel caso in cui non avesse tenuto il silenzio. Il contadino si imbatte nel Montagnana che sta passeggiando nei pressi; gli chiede giustizia e fa scoprire il ladro. Il soldato viene impiccato sul posto.

1425  

 

 

 

 

 

 

 

 
Gen.  

 

 

 

 

 

Romagna

Scorta un convoglio di mercanti di cui fa parte anche  Ruffillo da Mandello,  diretto verso la Lombardia con molti carriaggi: sulla strada cade in un agguato nei pressi di Oriolo (Riolo Terme)). Viene uccisa buona parte dei suoi soldati; i fiorentini  si impossessano di parte delle mercanzie e fanno prigionieri una ventina di cavalli.

Feb.  

 

 

 

 

 

Romagna

A Forlì. Cerca di opporsi alla decisione del governatore della città Luigi Crotti di impiccare quattordici provvigionati colpevoli di non avere obbedito ai richiami delle guardie cittadine con le quali sono venuti a diverbio. Costoro sono tutti impiccati presso il loro alloggio sito all’osteria del Cavalletto. Secco da Montagnana è richiamato da Filippo Maria Visconti ed è sollecitato ad un’azione più energica contro gli aversari.

Apr.  

 

 

 

 

 

Romagna

Cerca di proteggere da Guidantonio Manfredi i lavori dei guastatori addetti alla costruzione di un bastione a San Martino in Strada; si reca a Cesenatico con il Crotti e Guido Torelli per un consiglio di guerra con Carlo Malatesta (che ormai fiancheggia i viscontei). Nel forlivese è sempre sulla difensiva di fronte agli avversari.

Giu.  

 

 

 

 

 

Romagna

Si unisce ai suoi uomini Antonio da Pontedera che ha abbandonato le file fiorentine;  esce da Forlì per Porta Schiavonia e si collega con Francesco Sforza.

Ago.  

 

 

 

 

 

Romagna

Rientra a Forlì; alloggia sempre presso Paolo Signorelli.

Sett.  

 

 

 

 

 

Romagna

Esce da Forlì con il della Pergola, si porta con molti guastatori a Villafranca ed a Reda: i due capitani sono raggiunti a Lugo dallo Sforza.  Insieme devastano il faentino tagliando vigne ed alberi e dando alle fiamme le abitazioni fin sulle porte di Faenza. Quotidiane sono le scaramucce con gli avversari.

Ott.  

 

 

 

 

 

Romagna  Toscana

Scorre verso Castrocaro Terme; leva il campo e ritorna a Lugo per il ritardo delle paghe; lascia  Forlimpopoli e, sempre con il della Pergola, ritorna a depredare il faentino per ostacolare i lavori della seminagione. Il Manfredi non si oppone da Faenza alle sue scorrerie. Secco da Montagnana si allontana dalla Romagna per trasferirsi in Toscana: tocca Monte Citerna e Monterchi, giunge a Civitella in val di Chiana. Si ferma nell’aretino con il Torelli, il della Pergola e Fabrizio da Capua. E’ fronteggiato da Bernardino e da Galizio degli Ubaldini della Carda e da Ardizzone da Carrara. Sconfigge nuovamente i fiorentini ad Anghiari.

1426  

 

 

 

 

 

 

 

 
Apr. Milano Venezia  

 

Romagna Emilia e Lombardia

Abbandona in modo definitivo Forlì per la Porta Schiavonia allo scopo di collegarsi in Lombardia con il resto dell’ esercito visconteo. Transita per il bolognese, supera senza problemi il Panaro a Vignola con il Torelli ed il della Pergola senza essere ostacolato dai fiorentini capitanati da Niccolò d’Este.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Tenta vanamente di soccorrere i difensori della cittadella di Brescia assediati dai veneziani.

1427  

 

 

 

 

 

 

 

 
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450 cavalli Lombardia

Il Carmagnola, capitano generale dei veneziani organizza un trattato per occupare  Gottolengo: questo si rivela doppio. Il  Montagnana è introdotto nel castello con 1500 cavalli e molti fanti. I veneziani si avvicinano in disordine: il condottiero esce da Gottolengo e si avventa contro gli avversari dei quali è fatta strage. L’esito dello scontro rimane, tuttavia, incerto per l’intervento di Gian Francesco Gonzaga che ne riequilibria in un certo qual modo le sorti.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla battaglia di Maclodio.

1428  

 

 

 

 

 

 

 

 
Primavera  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

 CITAZIONI

“Vir tam strenuus, quam egregius.” Da una memoria di Filippo Maria Visconti raccolta dal DAVERIO

COn Angelo della pergola, Antonello da Milano, Fabrizio da Capua “Qui in re militari admodum praestabant.” BRACCIOLINI

“Da ricordare..per l’assenatezza nel consigliare.” DECEMBRIO

“Duce in acri bello.” SCARDEONE

Con Angelo della Pergola, Angelo Belmamolo, fabrizio da Capua, Bertolino da Zambuono, Petrino da Tortona, Guido Torelli “Conductores et armorum viri illustres.” REDUSIO

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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