SCIARRA DA MARTINENGO Figlio di Giorgio

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Condottieri di ventura

!041      SCIARRA DA MARTINENGO  Figlio di Giorgio. Insignito dell’ordine di San Michele.

+ 1575

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Francia

Vive alla corte francese come paggio del re Enrico II. Gli sono affidati s alcuni incarichi militari.

1546  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Alla morte del padre ritorna a Brescia per vendicarne la morte: uccide Luigi Avogadro. E’ costretto ad abbandonare la città a causa dei disordini sorti per l’ omicidio. Nel ritirarsi verso la Porta di San Nazzaro ammazza anche un alfiere che cerca di contrastarlo: cinque dei suoi uomini, tre mantovani e due francesi, che non sono riusciti a seguirlo nella sua fuga, sono scoperti nelle case dei Porcellaga e sono impiccati il mattino seguente.

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Francia

Bandito dai veneziani, ripara in Francia ove non gli mancano, peraltro, simili beghe. E’ coinvolto in  un duello nei pressi di Parigi con un soldato francese con il quale si batte sopra un ponticello di legno: il rivale precipita nel torrente con cinque   pugnalate.

1567 Francia Ugonotti  

 

Francia

Fronteggia gli ugonotti del principe di Condé.

1568  

 

 

 

 

 

Francia

Si muove attorno a Parigi;  cerca di soccorrere Blois con 600 archibugieri.

1569  

 

 

 

 

 

Francia

Si impadronisce di Chatillon a spese dell’ ammiraglio Gaspare di Coligny: la città è messa a sacco e molte case sono date alle fiamme.

1570  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Venezia Impero Ottomano  

 

Veneto

Il Martinengo e Pietro Avogadro, altro nobile bandito dalla Serenissima, si offrono di reclutare per i veneziani  1000 fanti ciascuno in cambio della grazia. La proposta è accettata. Pietro Avogadro recluta i fanti delle sue compagnie in Corsica, il Martinengo in Francia ed in Piemonte. A Chioggia, al momento dell’ imbarco delle truppe, nasce una rissa fra i suoi soldati francesi nel corso della quale rimane ferito Alessandro Rangoni.

Mag.  

 

 

 

3000 fanti Albania

E’ nominato capitano generale dell’Albania al posto di Giacomo Malatesta.

Giu. lug.  

 

 

 

 

 

Montenegro e Croazia

Si trova a Cattaro. E’ condotto a Dulcigno da alcune galee con parte delle sue truppe. Le navi con Niccolò Suriano ritornano a Cattaro per prendere a bordo il resto del suo colonnello. Presto viene assediato nella città dagli ottomani. I rinforzi non sono in grado di venire in suo soccorso. Con 200 uomini, in gran parte ugonotti reduci dai massacri delle guerre di religione in Francia, difende con coraggio Dulcigno di fronte ad un avversario di molto superiore  di forze.  Il Martinengo rimane gravemente ferito per la caduta di un merlo i cui calcinacci gli cadono addosso mentre si trova sotto le mura. Vi è un intenso bombardamento di dodici giorni al cui termine, a metà luglio, è costretto a cedere a patti nelle mani di Piali Pascià. Concorda la resa dietro la promessa di avere salva la vita, conservare le armi e di essere trasportato con i suoi uomini a Ragusa. Ahmet Pascià, che comanda le truppe di terra  rifiuta di ratificare l’accordo. I turchi irrompono in Dulcigno e la sottopongono al sacco.  Nonostante ciò Piali Pascià riesce  a mettere in salvo il rettore di Dulcigno Girolamo Venier, Sciarra da Martinengo ed alcuni ufficiali,  tutti accompagnati a  a Ragusa; con costoro sono pure evacuati le donne ed i bambini indirizzati, in un secondo momento, a Venezia. Gran parte degli abitanti maschi, al contrario, ed i soldati superstiti sono ridotti in schiavitù. I ribelli albanesi, fatti prigionieri, sono tutti giustiziati.

Ott.  

 

 

 

 

 

Grecia

Prende parte alla battaglia di Lepanto.

1572  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Montenegro

Nominato governatore generale della Dalmazia tenta l’impresa di Castelnuovo (Herceg Novi, Montenegro). Al comando di 5000 fanti  si incontra a Liesna con Sebastiano Venier, appena giunto da Corfù. Si dirige verso le bocche di Cattaro per accordarsi con il provveditore Zaccaria Salamon che gli ha offerto il proprio aiuto. Sbarca sulla spiaggia di Castelnuovo con sei insegne di fanti italiani, quattro di tedeschi, tre di francesi, greci ed albanesi;  divide la fanteria in tre squadre. I turchi, nascosti in un boschetto, cercano di bloccare la marcia dei suoi uomini. Il fuoco dell’artiglieria della flotta di Sebastiano Venier li obbliga a retrocedere. Sciarra da Martinengo si impadronisce dei borghi senza trovare eccessiva resistenza, pianta a sua volta le artiglierie ed inizia l’assedio della fortezza. I difensori ripiegano con la perdita di 200 uomini; ricevono in rinforzo 20000 uomini e passano all’ offensiva. Occupano alcune postazioni difese dal fratello Silla con 200 archibugieri: attaccato da forze preponderanti, è costretto a  reimbarcarsi con le milizie e le artiglierie. La ritirata avviene con un disordine tale che molti muoiono affogati.

………….. Francia Ugonotti  

 

Francia

Ritorna in Francia e combatte ancora gli ugonotti agli ordini del duca d’Angiò.

1575  

 

 

 

 

 

Francia

Muore in combattimento per un colpo di archibugio al petto. Gli sono concessi solenni funerali su sollecitazione del duca d’Angiò e del re di Francia.

 CITAZIONI

“Giovane di alti spiriti e superbi, di un valore presso che temerario e sconsiderato, erede di tutti i vizi e di tutte le virtù del padre.” ODORICI

“Si vedeva in costui maravigliosa forza d’ingegno e era indomito contro la fatica e il sonno, sprezzatore di pericoli, desideroso molto d’imperio e di gloria militare.” SANSOVINO

“Era di statura mediocre, asciutto e forte. Spirava da gli occhi un indomabile desiderio di gloria e ne’ caratteri della fronte si leggeva quant’era d’animo disposto a disprezzar i pericoli e la morte.” O. ROSSI

“Fu uno dei più famosi guerrieri usciti dai Martinengo.” SPRETI

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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