SANTO PARENTE

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Condottieri di ventura

1384      SANTO PARENTE  (Santo Pierraccini, Santo Petraccini) Di Cotignola. Cugino di Muzio Attendolo Sforza, per cui è soprannominato Parente.

+ 1450 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1401 Firenze Milano  

 

Veneto

Milita nelle compagnie di Muzio Attendolo Sforza. E’ segnalato ad Este ed a Montagnana;  con lo Sforza appoggia l’azione dell’ imperatore Roberto di Baviera.

1402  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa alla battaglia di Casalecchio di Reno; con la sconfitta viene svaligiato dai  viscontei;  deve rientrare a piedi a Firenze.

1408  

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. Ferrara Parma  

 

Emilia

Combatte per gli estensi le milizie di Ottobono Terzi. E’ catturato in un’imboscata dagli avversari con Lorenzo e Micheletto Attendolo; condotto nel carcere di Parma  è fatto torturare ripetutamente dal Terzi. Messo in catene viene inzuppato d’acqua fredda ogni notte.

1409  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Riesce e fuggire ed a riparare con i congiunti a Felino, castello dei Rossi.

1414  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Napoli Antip.  

 

Lazio

Contrasta nel Patrimonio le truppe dell’antipapa Giovanni XXIII. Quando Muzio Attendolo Sforza si reca a Napoli presso la regina Giovanna d’Angiò rimane al comando della sua compagnia con Foschino e Micheletto Attendolo.

1415  

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. mar. Sforza Napoli  

 

Campania

Si unisce con Lorenzo, Micheletto e Foschino Attendolo;  depreda con costoro il napoletano allorché Muzio Attendolo è fatto imprigionare in Napoli dalla regina e dal suo favorito Pandolfo Alopo.

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

Muzio Attendolo  è imprigionato a Benevento da Giacomo di Borbone conte de la Marche. Catturato con il capitano, Santo Parente riesce ad evadere ed a raggiungere a Pietrafitta Lorenzo Attendolo.

1416  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett. Sforza Napoli  

 

Campania Basilicata

Con Lorenzo e Micheletto Attendolo infesta il napoletano, in particolare il contado verso Sella di Montorio. Ripara a Tricarico, combatte Giulio Cesare da Capua e Fabrizio da Capua dai quali viene sconfitto.

1417  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Napoli  

 

 

 

Campania

Con la liberazione di Muzio Attendolo passa agli stipendi della regina di Napoli.

Ott. Napoli Perugia  

 

Lazio

Contrasta le milizie di Braccio di Montone. Tende un agguato a Tartaglia nei pressi di Toscanella (Tuscania); incalza il capitano avversario e lo insegue dentro la  località: le saracinesche si abbassano alle sue spalle ed è fatto prigioniero. Rilasciato il giorno seguente, ritorna a Viterbo.

1418  

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Sforza Napoli  

 

Umbria e Campania

Lascia l’Umbria e raggiunge Muzio Attendolo alla Torre degli Schiavi, presso Francolise, al fine di fronteggiare le truppe di Giovanni Caracciolo.

1419  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Napoli Perugia  

 

Lazio

Prende parte alla battaglia di Montefiascone; costretto a riparare a Viterbo asseconda  Muzio Attendolo allorché quest’ ultimo esce per una sortita dalla città con pochi uomini d’arme. Lo Sforza è ferito al collo; Santo Parente cerca di convincerlo a ritirarsi; è minacciato dal congiunto di impiccagione; non se ne dà per inteso, gli prende le briglie della cavalcatura e lo costringe a rientrare a Viterbo.

………  

 

 

 

 

 

Lazio

Con Gherardo da Cotignola ed Antonio Minuti conduce dal papa Martino V Alessandro Sforza, destinato dal padre alla carriera ecclesiastica.

1421  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Napoli Re d’Aragona  

 

Campania

E’ inviato ad Acerra in soccorso di Giovan Pietro Origlia. Con 80 uomini d’arme, capitanati anche da Perino e Bettuccio Attendolo, penetra nel centro: ogni soldato, oltre le armi, porta con sé un sacco di polvere da sparo per le bombarde.

Nov.  

 

 

 

 

 

Campania

Difende Acerra, attaccata da aragonesi e da bracceschi. E’ respinta una sua prima sortita. Alfonso d’Aragona fa scavare un doppio fossato munito di bastioni attorno alla località per impedire l’ingresso di vettovaglie in essa; sono pure allestite alcune macchine ossidionali, torri montate su quattro ruote alte quanto le mura. In una  nuova  sortita Santo Parente riesce ad  impossessarsi delle bombarde ed a incendiare le bastie costruite dagli avversari. Forti piogge impediscono ai fanti ed ai cavalli degli attaccanti di potere operare con una certa sicurezza su un terreno sempre più viscido. Vi è una tregua con gli avversari su richiesta dei cardinali Fonseca e Fieschi; Acerra è consegnata al papa fino al ristabilimento della pace. Santo Parente esce  dalla città e con Perino e Bettuccio Attendolo scorta gli avversari, che trasportano la loro artiglieria a Dogliuolo (Poggioreale).

1423  

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.  

 

 

 

 

 

Campania

Mette in fuga gli aragonesi a Napoli nei pressi di Castel Capuano.

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania

Si trova alla difesa di Castel Capuano a Napoli con Graziano da Faenza e 400 fanti. Assalito dagli aragonesi è costretto alla resa a patti; al suo ritorno al campo accusa Graziano da Faenza di tradimento per avere accettato la resa. Il condottiero è fatto impiccare da Muzio Attendolo.

1424  

 

 

 

 

 

 

 

 

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Abruzzi e Campania

Alla guardia di Ortona.  Francesco da Ortona (Francesco Riccardi) lo informa che il conte di Sant’Angelo ha iniziato delle pratiche per defezionare nel campo avverso. Santo Parente irrompe nel palazzo del signore della città dove alloggia Colantonio Zurlo e lo ammazza mentre si trova a letto. I  seguaci di quest’ultimo sono parimenti sono uccisi ed i loro beni diventano oggetto di preda da parte degli sforzeschi. Subito dopo si trasferisce a Benevento.

Apr.  

 

 

 

 

 

Lazio ed Abruzzi

Tocca Rieti, Cittaducale, Cicolano per collegarsi con Jacopo Caldora a Rocca di Mezzo.

Giu.  

 

 

 

 

 

Abruzzi

Partecipa alla battaglia di L’Aquila in cui è disfatto Braccio di Montone. Viene preposto all’ avanguardia per sorvegliare i carriaggi; si distingue nel cordo del combattimento nell’ arginare la controffensiva degli avversari.

1438  

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Sforza  

 

 

 

Marche

Alla guardia della rocca del Girifalco, a Fermo, con Francesco di Matelica.

1445  

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. Sforza Chiesa  

 

Marche

Castellano della fortezza del Girifalco a Fermo. Esce dalla fortezza con Alessandro Sforza e Dolce dell’ Anguillara per domare una rivolta degli abitanti: respinto, è  obbligato e rientrare. Assediato a sua volta dai pontifici di Taliano Furlano e di Antonio Rido espelle tutti i disabili dalla fortezza e svende le cavalcature agli avversari. Taliano Furlano fa costruire una galleria   sotterranea per tagliare le vie di afflusso idrico ai difensori e per collocare una mina sotto la cinta muraria; Santo Parente fa costruire una controcava per intercettare i guastatori.

1446  

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Marche

Alessandro Sforza si arrende a patti; Santo Parente si imbarca con Bosio Sforza.

1449 Napoli Firenze 500 fanti Toscana

Prende parte alla difesa di Castiglione della Pescaia con 500 fanti. Scorre spesso da tale centro nei contadi di Piombino e di Volterra.

1450  

 

 

 

 

 

 

 

Muore.

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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