SACCOCCIO DA SPOLETO

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Condottieri di ventura

1886      SACCOCCIO DA SPOLETO  (Piersanto Cecili, Saccoccio Cecili) Di Spoleto. Guelfo.

1465 ca.- 1509 (maggio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1495 Spoleto Chiaravalle 300 fanti Umbria

Figlio di un notaio comunale; proviene da una illustre famiglia spoletina abitante nel palazzo già dei Vigili, dei Gavotti e, infine, dei Pompilj, annesso alla cosiddetta “Torre dell’Olio” o dalla parte del palazzo comunale in contrada San Giovanni. Nel 1487 ricopre l’incarico di ambasciatore presso lo stato della Chiesa.   Nel 1495 con Antonio di Pietro raccoglie molti uomini per soccorrere in Todi i guelfi Atti ai danni dei  Chiaravalle. Nello stesso anno è nominato con Giovanni Martani arbitro nella disputa che oppone il comune di Norcia con i fuoriusciti ghibellini.

1497  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Spoleto Terni  

 

Umbria

Viene chiamato a far parte dei “Sei dell’Arbitrio” nella guerra contro i ternani che hanno devastato il territorio di Cesi. Oggetto del conflitto che oppone Spoleto e Terni è il dominio delle Terre Arnolfe. Ha il compito di difendere queste ultime contro le incursioni degli avversari. Combatte a fianco di  Bartolomeo d’Alviano a Colleluna. L’Alviano lo invia con Moricone di Michelangelo a San Gemini per opporsi all’avanzata dei Savelli e dei Colonna  provenienti da Terni. Espugna  un’abbazia e la mette a sacco;  libera dalla prigionia dei ternani Morichetto da Montefranco e si segnala nell’ affiancare l’Alviano ai danni dei colonnesi.

1498  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Umbria

Ad Alviano per le nozze dell’ Alviano con la sorella di Giampaolo Baglioni, Pantasilea. Rappresenta Spoleto con Antonio Transarici.

………… Orsini Colonna 500 fanti Lazio

Con la sconfitta degli Orsini a Montecelio i priori di Spoleto gli danno il comando delle milizie comunali per prestare loro soccorso. Lascia la città e si collega con Morgante Baglioni, Giulio Vitelli, Giulio Orsini, Giovanni di Ceri, Gian Giordano Orsini, Fabio Orsini e l’Alviano per attaccare Palombara Sabina difesa bravamente da Troilo Savelli.

1500  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Umbria

A Foligno per rendere omaggio a Cesare Borgia che dalla Romagna sta transitando nelle vicinanze di Spoleto per recarsi a Roma.

1502  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Francia Napoli  

 

Abruzzi

Appoggia Girolamo Gaglioffi nell’aquilano contro gli aragonesi.

Giu. sett. Chiesa Camerino 1000 fanti Marche Umbria

Con 1000 fanti spoletini combatte i da Varano, signori di Camerino a favore dei pontifici.  Si unisce con Oliverotto da Fermo ed assedia il castello di Montesanto, di fronte a Sellano,  alla testa di 4000 uomini.

1503  

 

 

 

 

 

 

 

Giu. Francia Spagna 160 fanti Abruzzi

Si trova a L’Aquila con 160 fanti e quindici cavalli pagati dagli spoletini per combattere gli spagnoli nel regno di Napoli. Molti di costoro sono ammalati di peste, sicché è introdotto in città tale morbo.

Sett. Spoleto Chiesa Capitano g.le Marche Umbria

Rientra a Spoleto alla morte del papa Alessandro VI; i suoi concittadini gli affidano il comando delle truppe per compiere una spedizione contro Potenza Picena: in breve tempo, con il tiro delle artiglierie e continui assalti, obbliga il presidio di Camerino alla resa a patti. Per i suoi meriti è esentato dal comune dal pagamento a vita delle imposte; permette il rientro in Potenza Picena ai fuoriusciti e confisca i beni dei contumaci. Negli stessi giorni espugna il castello di San Giovanni detenuto dagli abitanti di Trevi con l’aiuto di alcuni emissari dello stato della Chiesa. I pontifici fatti prigionieri sono fatti uccidere da Saccoccio da Spoleto.

1504  

 

 

 

 

 

 

 

Sett. Venezia  

 

 

 

Umbria

Divenuto capo del partito popolare a Spoleto cerca di insignorirsi della città. Uccide un suo competitore, Galeazzo di Domo, e costringe gli esponenti del partito nobiliare a riparare nella rocca cittadina. Interviene il papa Giulio II che invia nella località il cardinale di San Vitale Antonio Ferrerio con 1000 uomini: sconfitto, è bandito da Spoleto.  Passa agli stipendi dei veneziani che gli riconoscono una provvigione annua di 200 ducati.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Staziona nel veronese per impedire il passo a numerosi fanti tedeschi che si stanno spostando dal Trentino verso il centro Italia; raccoglie molti provvigionati.

1508  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

200 fanti Veneto

Appoggia Bernardino di Montone nel chiudere i passi della Val d’Adige agli imperiali di Massimiliano d’Austria.

Feb. Venezia Impero 400 fanti Trentino

Ha l’incarico di connestabile a Rovereto. Presto gli è conferito il comando di 400 fanti. Nell’anno la sua paga complessiva ascende a 1550 ducati.

1509  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Venezia Francia 500 fanti Lombardia

Si trova al campo di Pontevico con 570 fanti ed è inquadrato nella quarta colonna guidata dall’Alviano.

Mag.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Cerca di indurre l’Alviano ad evitare lo scontro ad Agnadello. Prende parte alla battaglia alla testa dei suoi 500 provvigionati e delle cernite padovane e friulane: si colloca su un argine per prevenire l’attacco degli avversari. I suoi uomini stanchi di sottostare passivamente al fuoco nemico superano l’argine e muovono con risolutezza contro l’artiglieria nemica e gli arcieri guasconi  che difendono i pezzi. Gli è uccisa la cavalcatura;  resta isolato in mezzo a molte squadre nemiche. Saccoccio da Spoleto non si perde d’ animo, inforca un’alabarda e fa strage dei francesi che gli capitano sotto le mani.  Giunge vicino al punto in cui si trova il re di Francia Luigi XII; ferito ripetutamente (da due frecce alla fronte e da quattro cavalli che lo trafiggono con le lance ai fianchi) muore allorché la vittoria sembra arridere ai veneziani. Il suo corpo è recuperato e trasportato a Spoleto per esservi sepolto con tutti gli onori probabilmente nella cattedrale.

 CITAZIONI

“Fu tra i primi a rimettere in onore le fanterie, dando loro ordinamenti precisi e regolamenti stabili. Le così dette “cerne” o accolte di fanti, debitamente levate dalla città o dai borghi, trovarono in questo capitano un valido appoggio ed un efficace impulso.” ARGEGNI

“Famoso fra i fanti a piedo.” DA PORTO

“Esperto capitano.” VARIALI

Con Zitolo da Perugia “Uomini ed eglino d’eccellente e chiara virtù.” BEMBO

“Fuit hic admodum strenuus, et fortis, patientissimusque laboris et inediae. Guelphae factionis princeps, atque adprimus fuit. Populi partibus semper adhaesit; multa ab eo in patriam beneficia collata sunt, fide quoque et integritate plurimum excellebat; et ex bellis saepe adoreum reportavit. Hunc arma Gallica, pro Venetis pugnantem, in agro Cremonensi absumpserunt.” MINERVIO

“Il Minervio chiama Saccoccio Cecili “spoletini nominis precipuum ornamentum”, e tale fu veramente sotto il rispetto delle virtù militari, che più d’ogni altro egli fece risplendere su i campi di battaglia.” SANSI

“Famoso tra i fanti a piedi.” CASATI

“Il sir accorto.” DEGLI AGOSTINI

“…saccoccio spoletino/ che morto fu con tutti i so compagni/ molti franciosi misse a mal camino./ …/ Saccoccio da Spoleto era una furia/ non si potrebbe dir quanto s’adopra/ & quanso questo e quello faccia igiuria/ & par che manda il campo sottosopra.” Da “La storia del fatto d’arme di Geradadda” in GUERRE IN OTTAVA RIMA

“Fu oltremodo strenuo e tenace, fortissimo nel sopportare fatiche e digiuni. Principale esponente della fazione Guelfa e suo capo indiscusso. Fu sempre dalla parte del popolo; molti benefici vennero alla Patria per merito suo, eccellente per lealtà e integrità e dalle guerre riportò gloria.” NOBILI

“Di lui ci resta una memoria che ha suscitato negli spoletini di tutte le epoche un moto di orgoglio, di condivisione istintive, seppure solo ideali, per gli atteggiamenti coraggiosi ed alteri con cui Piersante Cecili ha fatto onore al nome di Spoleto.” OLD.UNITRESPOLETO.IT

 

 

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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