RODOLFO DA VARANO

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RODOLFO DA VARANO  (Rodolfo da Camerino)

Di Camerino. Signore di Camerino, Fabriano, Tolentino, Cingoli, Sarnano, San Ginesio, Amandola, Macerata, Corridonia (Pausola, Montolmo), Civitanova Marche,  Belforte del Chienti, Potenza Picena, Castelraimondo, Numana, Castelfidardo e di Penna San Giovanni. Figlio di Berardo da Varano, fratello di Gentile da Varano e di Giovanni da Varano, genero di Pandolfo Malatesta, suocero di Galeotto Malatesta.

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Autore: Ghedini Giuseppe Antonio (1707/ 1791), tavola/ pittura a olio, Pinacoteca Civica e Museo Archeologico, Complesso di S. Domenico

1320 ca – 1384 (novembre)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1337SienaPisaCapitano di guerraToscana

Con la scoperta di una congiura a Massa Marittima a favore dei pisani si reca nella città per riportarvi l’ordine. I principali cospiratori sono catturati; alcuni di costoro sono decapitati; altri sono incarcerati, altri ancora sono condannati a pene pecuniarie.

1342Firenze  ToscanaE’ preposto alla guardia di Firenze.
1343CamerinoChiesa MarcheE’ inquisito con i fratelli Gentile e Giovanni da Varano dal rettore della Marca Giovanni di Riparia per avere invaso le terre di Tolentino e di San Ginesio e per avere insediato in Matelica i nipoti di Burgaruccio Ottoni (Burgaruccio di Matelica).
1345ChiesaImpero Ottomano TurchiaSi segnala alla conquista di Smirne alla testa di 100 soldati di Camerino.
1351     
……………….MilanoChiesa MarcheSi allea con il signore di Milano, l’arcivescovo Giovanni Visconti, ai danni dei pontifici.
Sett.NapoliUngheria CampaniaViene nominato capitano di Aversa allorché le truppe del re Ludovico d’Ungheria si allontanano dalla Campania.
Ott.  100 cavalliAbruzzi

Rientra nel regno di Napoli con 100 cavalli;  combatte a sue spese gli ungheri. Viene nominato viceré degli Abruzzi dalla regina Giovanna d’Angiò. Espelle i presidi posti da Corrado Lupo negli Abruzzi. Con la sconfitta di Galeotto Malatesta e l’avvicinarsi dei mesi invernali rientra nelle Marche.

1352FirenzeMilano ToscanaAffianca i fiorentini contro i viscontei ed i loro alleati della fazione ghibellina.
1353     
Mar.    Nei capitoli della pace di Sarzana è dichiarato collegato dei Visconti.
……………….ChiesaVico LazioAgli stipendi del cardinale legato Egidio Albornoz contro il prefetto Giovanni di Vico.
…………………   Marche

Ospita a Camerino Fernando Blasco. Gli invia incontro, a due miglia dalla città, il  fratello Giovanni da Varano. Fa entrare il capitano pontificio con tutte le sue truppe. Nell’anno acquista i beni del cugino Rodolfo di Pioraco, tra cui mulini, terre, case, gualchiere. E’ nominato dal cardinale Albornoz capitano generale dell’esercito pontificio al posto di Gentile da Mogliano, che ha preferito abbandonare tale incarico per allearsi con i nemici dello stato della Chiesa quali i Malatesta, gli Ordelaffi ed i Manfredi.

1354     
……………….   MarcheE’ nominato podestà di Penna San Giovanni.
Dic.   UmbriaAd Orvieto dove presta il giuramento di fedeltà al cardinale Albornoz. Offre i suoi armati per combattere i Malatesta.
1355     
…………………ChiesaForlì Rimini Romagna e Marche

Viene sconfitto dalle truppe di Francesco Ordelaffi cui ha teso un’inutile imboscata. Si rinchiude  in Recanati con molti cavalli e respinge un attacco che vi è portato da 1500 barbute condotte da Malatesta Malatesta e da  Gentile da Mogliano.

Mar.   MarcheA Tolentino con Ungaro degli Atti signore di Sassoferrato. Nell’occasione Niccolò da Buscareto si dichiara vassallo dello stato della Chiesa.
Apr.  Capitano g.leMarche e Romagna

Viene nominato capitano generale dell’esercito pontificio mentre Lomo da Jesi ha l’incarico di gonfaloniere dello stesso. Affronta Galeotto Malatesta che, con 600 barbute, ha espugnato un castello nei pressi di Recanati e ne sta assediando un altro. Con 800 cavalli e molti fanti attacca il campo trincerato del Malatesta a Paterno d’Ancona;  è respinto due volte; si accorge che un colle sopra il campo è sorvegliato dagli anconetani e che, per la sua posizione, i difensori di Paterno d’Ancona non sono in grado di ricevere eventuali soccorsi. Rodolfo da Varano fa assalire il poggio con cavalli e balestrieri,  che viene conquistato in breve tempo: da parte sua riprende ad assalire l’ingresso nel campo avversario. Gli avversari sono ora circondati da tutti i lati. Galeotto Malatesta,  ripetutamente ferito e la cavalcatura uccisa, viene catturato. Rodolfo da Varano si sposta in Romagna con 500 cavalli; si unisce con il conticino di Ghiaggiolo Ramberto Malatesta che abbandona la causa dei congiunti riminesi. Insieme occupano più castelli tra cui Santarcangelo di Romagna, Savignano sul Rubicone, Verucchio; si portano sotto le mura lella stessa Rimini. Malatesta Malatesta Guastafamiglia cede ai pontifici. Tale è la fama di questa battaglia che al suo ricordo è consacrata una cappella dedicata a San Giacomo di Paterno. Il condottiero tedesco, Everardo di Anstorp, che ha catturato Galeotto Malatesta riceve un premio di 200 fiorini.

Lug.  Gonfaloniere dello stato della Chiesa Come gonfaloniere dello stato della Chiesa Rodolfo da Varano gode di una provvigione mensile di 500 fiorini.
Sett.   MarcheE’ il primo signore della Marca ad ottenere la legittimazione di un governo personale sotto forma di investitura feudale per la durata di dodici anni  (comuni di Tolentino e di San Ginesio dietro il censo annuo di 300 fiorini).
Nov.   Marche

A Fermo per il giuramento di fedeltà allo stato della Chiesa di Smeduccio Salimbeni. Nel mese è investito ad Ancona dal cardinale Albornoz, sempre su autorizzazione del papa Innocenzo VI, di Camerino e di San Ginesio per 12 anni, rinnovabili per altri 4. Il censo è stabilito in 300 fiorini l’anno. Nell’ occasione, ad Ancona, si impegna a fornire, se richiesto, un contingente di 10 cavalli e di 50 fanti (composto di 25 balestrieri e di 25 palvesari) con i quali combattere nella Marca i nemici dei pontifici.

1356     
PrimaveraChiesaFaenza Forlì RomagnaContrasta in Romagna Manfredi ed Ordelaffi. Punta su Faenza e ne mette a sacco il territorio.
Lug.   Marche

Si ritira nelle Marche;  acquista dai Brunforte il castello di Isnardo. Viene esortato dal papa Innocenzo VI a sostenere la politica dell’ Albornoz.

…………………ChiesaAscoli Piceno Marche

Acquista presso Senigallia i castelli di Gusmano e di Algiato. Ottiene la resa di Ascoli Piceno ed induce i Chiavelli di Fabriano nonché il vescovo di Foligno a ritornare nell’ alveo dello stato della Chiesa.

1357     
Mag.   MarcheRaggiunge a Fano il cardinale legato Androino de la Roche.
1359     
Feb.CamerinoComp. ventura Marche

Scorre nei suoi territori la compagnia di Anichino di Baumgarten e del conte Lando. I venturieri si impadroniscono del castello di Serra San Quirico.  Per liberarsi della compagnia riconosce ai suoi membri 4000 fiorini;  dà loro in ostaggio il figlio Berardo.

…………………ChiesaMilano  Sconfigge Niccolò da Buscareto.
1360
Ott. nov.   Marche

Venuto in sospetto per la sua potenza è accusato di tradimento; è incarcerato dopo un convito, organizzato in suo onore dal signore di Fermo Giovanni Visconti da Oleggio, su mandato dell’ Albornoz: alla sua caduta concorrono anche i fratelli Galeotto e Malatesta Malatesta Guastafamigli che nutrono un profondo odio nei suoi confronti. Rodolfo da Varano fa sapere ai suoi congiunti di non pagare alcuna taglia per la sua liberazione perché innocente, né tanto meno di consegnare a chicchessia terre soggette al controllo famigliare. E’ liberato a novembre; ritorna a Camerino senza rendere atto di omaggio al cardinale Albornoz.

1362     
Lug.FirenzePisaCapitano g.le 100 cavalli e 100 fantiToscana

Viene nominato capitano generale dai fiorentini al posto di Bonifacio Lupo (durata della condotta 6 mesi, provvigione di 2000  fiorini). Onora il suo predecessore e lo nomina maresciallo dell’esercito vincendo così lo sdegno del condottiero emiliano nei confronti di Firenze. Con l’arrivo di Niccolò Orsini e di altri capitani ha a sua disposizione 2000 barbute e 5000 fanti con i quali si acquartiera tra Peccioli e  Ghizzano. Avuti i rifornimenti richiesti, a metà mese si muove da Peccioli, supera Ponsacco senza incontrare resistenza, entra in Cascina che viene messa a sacco. Gli ungheri, che militano ai suoi ordini, giungono alla badia di San Savino dove fanno 50 prigionieri. Si attenda a San Savino da dove fa scorrere i suoi cavalli fino a Pisa; alla Bessa fa correre un palio (di “velluto in grana”) vinto da Niccolò Orsini.  Lo stesso giorno per maggiore derisione degli avversari fa correre altri 3 palii destinati agli asini, ai barattieri (funzionari disonesti e giocatori) ed alle prostitute. Sono, inoltre, premiati con il cingolo militare Filippo Guazzalotti e Bortolotto dei Portigiani, mossisi sotto le mura della località insultando gli avversari.  600 fanti, 200 cavalli e molti balestrieri escono da Pisa per vendicare l’oltraggio;  sono respinti dentro la città. Rodolfo da Varano fa  incendiare tutto ciò che è infiammabile fino al borgo di San Marco, a San Casciano ed a Caprona. I contadini, fuggiti dalla campagna, accampati alla meglio sui loro carri sotto le mura di Pisa, sono colpiti dalla peste. L’esercito si sposta in Valdera nei pressi di Ghezzano; è segnalato poi nei contadi di Cascina e di San Savino, messi a sacco. Gli armati discendono l’Arno fino alla sua foce dando sempre il guasto al territorio circostante. E’ data alle fiamme Putignano Pisano sul Fosso Armonico. Rodolfo da Varano riattraversa tale fosso e torna a Ponsacco. Una  lettera intercettata del castellano di Peccioli agli Anziani di Pisa lo informa che le difese cittadine sono alquanto indebolite a causa del non ritorno nella località del presidio mossosi nei dintorni alla ricerca di vettovaglie. Il da Varano invia gli ungheri ad intercettare tali schiere che, approfittando della notte, riescono a fuggire in maremma; fa, inoltre, circondare di fossati e di steccati Peccioli. Lancia un assalto alle mura che viene respinto; decide allora di procrastinare le operazioni di assedio andando a dormire “in disonesta compagnia”. Nei giorni seguenti, stimolato dalle lettere che gli giungono da Firenze , conduce un nuovo tentativo, parimenti respinto. Nonostante tutto i difensori si arrendono a patti alla condizione di non ricevere soccorsi entro il termine di 10 giorni. In garanzia sono dati in ostaggio 8 notabili locali e 2 pisani. I fiorentini  inviano a Rodolfo da Varano altri 1000 balestrieri e 200 cavalli agli ordini di Bonifacio Lupo.

Ago.   Toscana

Allo scadere dei termini il castellano di Peccioli non rispetta gli accordi: malgrado i patti convenuti provoca i fiorentini convinto di potere tenere a lungo le 2 forti torri fatte erigere a suo tempo da Castruccio Castracani. Rodolfo da Varano fa scavare un cunicolo sotterraneo sotto una delle due torri, unita all’altra con un ponte. Il fuoco appiccato alle travi di sostegno che la sostengono e lo scricchiolio delle strutture avvisano il castellano della caduta. Costui si ritira nell’altra torre mentre cadono rovinosamente a terra 40 braccia delle mura. I soldati vogliono gettarsi nella breccia per potere saccheggiare Peccioli. Rodolfo da Varano e Bonifacio Lupo non permettono alle truppe di dare il sacco al borgo; i difensori, catturati in tale occasione, sono imprigionati dopo avere corso il pericolo di essere messi a morte. Il signore di Camerino assedia poi Montecchio alla cui guardia sono 200 fanti; assale il castello per più giorni.  60 uomini, per cercare di sfuggire alla cattura, si gettano in un dirupo; dei rimanenti fanti, 144 si arrendono a discrezione e sono condotti in carcere a Firenze. Ottiene a forza Laiatico con grande uccisione di pisani. Occupa senza problemi Foiano con la rocca: ne è tratta una campana che viene trasportata a Firenze per essere posta sul ballatoio del Palazzo dei Priori; cavalca a Montefoscoli ed a Marti che non può assediare per la carenza d’acqua; torna a Fabbrica e da qui invia in maremma 400 cavalli e molti masnadieri per fare razziare. Si segnala per un gesto interpretato negativamente, che gli fa perdere parte dell’ ascendente sulle truppe: non rinuncia alla sua parte di bottino come al contrario ha fatto Bonifacio Lupo in  una analoga circostanza. L’esercito si ferma a San Miniato. Nonostante le sue proteste lasciano le file dei fiorentini 2000 uomini per seguire Niccolò da Montefeltro, Ugolino dei Sabatini e Marcolfo dei Rossi: non sono stati accontentati nelle loro pretese di volere paga doppia e mese compiuto per il mancato saccheggio di Peccioli. Rodolfo da Varano si accampa a Marti ed a Castel del Bosco perché teme qualche  colpo di mano da parte di tali venturieri.

Sett.   Toscana

Durante la sua assenza i pisani recuperano Laiatico: sono uccisi 25 fiorentini appartenenti al presidio. La sua reazione è rapida e 25 abitanti di Peccioli sono deportati nella capitale. Prima di rientrare a Firenze Rodolfo da Varano fa scorrere 600 cavalli nel territorio di Volterra ove si impadroniscono di 300 capi di bestiame. Il condottiero è molto festeggiato al termine della campagna.

Ott.   Toscana

Piero Gambacorta organizza un trattato in Pisa per entrare nella città con l’ausilio dei fiorentini. Rodolfo da Varano si muove da Peccioli con 700 cavalli e 300 ungheri, penetra di notte nel borgo di San Marco con la speranza che disordini interni possano agevolare la sua avanzata. Escono dalla città 3 bandiere di cavalli che sono tutti catturati o uccisi: la sortita permette agli abitanti di prepararsi cosicché Rodolfo Varano è costretto a ritirarsi con la perdita di 2 connestabili. Prosegue le sue scorrerie prima a Bagno a Acqua (incendiata) e poi in altre località.

1363     
Gen.   ToscanaInterviene in soccorso di Santa Maria a Monte, assalita da 800 cavalli e 3000 fanti condotti da Rinieri da Baschi. La sua presenza costringe i pisani a ritirarsi.
Mar.   Toscana

Tacciato di negligenza e di avarizia, viene sostituito nel comando da Piero Farnese. Gli sono consegnati 1000 fiorini per buona entrata e buona uscita; lascia il campo scontento del trattamento ricevuto.

Nov.PerugiaFuoriusciti Umbria

Recupera Monte Fonteggiano (Fontignano). Tutti i fuoriusciti del partito nobiliare che vengono catturati sono decapitati.

1364     
Gen.     Con Blasco Fernandez di Belviso, il signore di Foligno Trincia Trinci e quello di Casteldurante Branchino Brancaleoni si offre come mallevadore

della buona fede di Niccolò da Montefeltro durante le trattative che si concludono con la pace tra la Compagnia del Cappelletto ed il comune di Siena.

1367     
Ott.   Lazio

Raggiunge a Viterbo il papa Urbano V che proviene da Avignone; alla retroguardia del corteo   lo accompagna  con 400 cavalli nel suo ingresso trionfale in Roma; con lui sono anche Galeotto Malatesta Ungaro, Galeotto e Pandolfo Malatesta, Niccolò d’Este ed  Amedeo di Savoia.

Dic.CamerinoSan Ginesio Marche

E’ confermato dai pontifici nel vicariato di San Ginesio e di Tolentino per altri 5 anni: si aliena l’animo degli abitanti in un consiglio che si svolge nella chiesa di San Francesco. La ribellione è guidata da Angelo Gualtieri, che si impossessa di San Ginesio, fa uccidere i suoi ministri e distruggere le sue case. Rodolfo da Varano lo affronta subito,  lo assedia nel castello di Ripe San Ginesio;  si impossessa della fortezza per trattato in pochi giorni. Il  fuoriuscito viene decapitato nella piazza di San Ginesio ed i suoi beni sono confiscati. Nell’ occasione gli è  riconfermato dai pontifici il vicariato di Tolentino e gli è concesso quello di Castelraimondo.

1368     
Gen.ChiesaMilano60 lanceEmiliaAppoggia a Bologna il legato pontificio, il cardinale Anglico Grimoard, fratello del papa Urbano V.
Apr.   EmiliaSempre a Bologna. Con Gomez Albornoz e Galeotto Malatesta si unisce con le sue milizie alle truppe di Carlo di Boemia. L’esercito collegato per affrontare i viscontei comprende tra i 20000 ed i 40000 uomini di molteplici nazionalità.
Mag.   Lombardia

Assale la bastia di Borgoforte che blocca l’avanzata dell’esercito pontificio;  vi sconfigge nelle vicinanze Pagano di Panico e Guido Savina da Fogliano che ne sono alla difesa.

Lug.   Marche

Rientra nella marca d’ Ancona. E’ ospitato a Fano dal genero Galeotto Malatesta.  Prende parte con il signore di Rimini ad una partita di caccia che si svolge a Senigallia.

1369     
Feb.    E’ compreso nella pace stipulata tra lo stato della Chiesa ed i viscontei.
Dic.FirenzeMilanoCapitano g.le 600 cavalliToscana

Nonostante la riluttanza di parte dei fiorentini nei suoi confronti, è richiamato al servizio della repubblica allo scopo di contrastare l’azione di Giovanni Acuto. Giunge a Firenze negli ultimi giorni dell’anno.

1370     
………………   LombardiaFronteggia in Lombardia le truppe del signore di Milano Bernabò Visconti.
Giu.Firenze Pisa LuccaComp. venturaCapitano g.leToscana  Liguria e Lazio

E’ richiamato con Galeotto Malatesta Ungaro (4000 cavalli e 1000 fanti, di cui molti balestrieri) per rispondere alle incursioni dell’ Acuto e di Giovanni di Raten. Esce da Calcinaia, attraversa l’Arno e si colloca davanti alla Porta della Pace di Pisa; si sposta in Val di Serchio; tallona gli avversari fino a Pietrasanta e Sarzana, mantenendosi sempre ad una distanza di 2 miglia da costoro. I viscontei, nonostante la sua sfida a battaglia, non accettano il combattimento. Al termine delle operazioni lascia la Toscana per puntare su Montefiascone.

Lug.   Toscana

Depone la sua carica a Firenze; gli è concessa la cittadinanza e gli sono riservati quegli onori mancati la volta precedente. Gli succede nel comando delle forze fiorentine Francesco Orsini.

……………….    Viene inviato dal pontefice presso la Grande Compagnia per convincere i suoi membri a risparmiare il territorio di Camerino dalle loro scorrerie. La curia provinciale ingiunge al comune di Camerino di pagare a Rodolfo da Varano 2498 fiorini per le spese sostenute in questa ed in altre missioni similari.
Dic.   FranciaAd Avignone con Pandolfo Malatesta per le esequie del papa Urbano V. Segue i lavori del conclave che portano al pontificato Gregorio XI.
1371
Ago.FirenzeMilanoCapitano g.leToscanaContrasta ancora una volta i viscontei. Con la vittoria viene sostituito nel comando da Francesco Orsini.
1375ChiesaFirenze  Nella guerra degli Otto Santi parteggia inizialmente per i pontifici.
1376     
Feb.FirenzeChiesa MarcheAderisce alla lega fiorentina contro lo stato della Chiesa. Il papa lo punisce per tale scelta togliendo a lui ed al fratello Venanzio da Varano i vicariati di Tolentino e di San Ginesio concessi, invece, ai fratelli Gentile e Giovanni.
Apr.  Capitano g.leMarche

Con il fratello Venanzio scaccia da Camerino i  fratelli Giovanni e Gentile fautori della causa pontificia. Ottiene per trattato Penna San Giovanni e Macerata.

Lug.   Toscana ed Emilia

A metà mese si reca a Firenze ove riceve le insegne di capitano generale della lega antipontificia. Dopo due giorni è inviato con 800 lance e molti balestrieri alla difesa di Bologna che si è  ribellata al legato pontificio il cardinale Guglielmo di Noellet. Ha il compito di  contrastare le bande bretoni del cardinale Roberto di Ginevra e di Giovanni di Maléstroit. Fa presidiare le strade che dalla Toscana conducono a Bologna per tenere aperte verso città le vie di rifornimento; il presidio cittadino è  rafforzato da 500 lance inviate dal Visconti agli ordini di Lucio Lando. La situazione in città  è fluida a causa dei dissidi che separano i vari maggiorenti  dei quali alcuni sono sospettati di agire per riportare i Pepoli alla signoria di Bologna.

Ago.   Emilia

E’ contattato per un colloquio dall’ Acuto: il Varano gli invia il suo tesoriere che è fatto arrestare da Roberto di Ginevra. Quando è informato che il funzionario ha con sé il suo sigillo ordina a chiunque di non obbedire all’eventuale contenuto di messaggi che portassero la sua firma; invia anche soccorsi a Scarperia dove è in atto un trattato.

Sett.   Emilia

Alcuni influenti cittadini di Bologna come Francesco Guastavillani, Girolamo di Andrea, Maso dei Sabatini, Bornio da Sala, Leonardo Beccatelli contattano il cardinale Roberto di Ginevra per fargli trovare aperta,  nel corso di un assalto dei bretoni, una porta posta nel tratto di mura tra San Donato e San Vitale. I borghi esterni sono incendiati. Gli assalitori sono respinti lasciando sul terreno alcune centinaia di morti. I congiurati sono catturati e decapitati in piazza; le loro teste sono lanciate dalle torri per ordine del Varano. Il cardinale Roberto di Ginevra cerca in tutti i modi di incitare il condottiero ad uscire da Bologna in battaglia campale. Non accetta lo scontro che gli viene proposta dai nemici preferendo restare rinserrato dentro le mura cittadine. E’ riconfermato dai fiorentini per altri sei mesi.

Ott.   MarcheControlla i pontifici nelle Marche. Li ostacola nei pressi di Ascoli Piceno.
Nov.   MarcheNel contado di Fabriano. Si scontra con 1000 cavalli bretoni entrati in tale territorio.
1377     
Gen. apr.ChiesaFirenzeCapitano g.leMarche

Entra a contesa con i fiorentini sia per il possesso di Fabriano (pervenuta sotto il suo controllo), sia per non sottostare agli ordini dell’Acuto passato nel frattempo al soldo della repubblica, di cui dovrebbe anche contribuire al pagamento dei suoi stipendi come signore di Camerino. Il papa Gregorio XI lo accoglie con singolari attestati di onore;  gli affida il comando della compagnia dei bretoni con la quale si accinge a tribolare gli alleati dei fiorentini nella marca d’ Ancona. Viene investito nuovamente di Tolentino e di San Ginesio.

Giu.   MarcheOccupa Sant’ Elpidio a Mare, marcia contro i fermani di Rinaldo da Monteverde e li sconfigge nei piani del Tenna. Tra gli avversari sono fatti 300 prigionieri.
Ago.   Marche

E’ sconfitto da Piero del Bianco e da Astorre Manfredi in uno scontro durato dodici ore. Irrompe in Matelica con 1500 cavalli bretoni;  ne espelle Rinaldo da Monteverde e Francesco di Matelica. Si sposta tra Ascoli Piceno e Fermo. Si trasferisce a Tolentino e spedisce in soccorso di Macerata Antonio da Recanati con 25 uomini d’arme e Bante da Visso (altri 50). Costoro entrano nella città introducendovi molte vettovaglie. Alberghetto Chiavelli approfitta della  lontananza del Varano per irrompere in Fabriano. Alla notizia si pone alla testa di 600 lance  bretoni e più di 3000 fanti e raggiunge tale località; si colloca di fronte alla Porta Cervara, a San Pietro. A sostegno del Chiavelli accorre Lucio Lando che  sfida a battaglia il Varano.

Sett.   Marche

E’ battuto una prima volta a Matelica da Francesco di Matelica; il giorno seguente è vinto anche da Lucio Lando e dagli altri capitani fiorentini ai piani della Rancia: nella battaglia gli sono catturati 1000 cavalli e gli è conquistato il suo stendardo; i morti d’ambo le parti sono 900. Si salva a fatica in Tolentino. A seguito di queste sconfitte deve evacuare Macerata, Serravalle di Chienti e Sant’Elpidio a Mare.

Ott.   Marche

Viene ancora sconfitto da Bartolomeo Smeducci. Gli avversari si impossessano di Montegiorgio e devastano pesantemente i suoi territori. A metà mese a Firenze gli è tolta la cittadinanza ed è raffigurato sulla facciata del Palazzo degli Otto della Guerra e sulle porte cittadine impiccato per i piedi come traditore. Da parte sua fa dipingere nei suoi stati gli Otto della Guerra con un cartello in cui è riportata la seguente iscrizione “Io sono Ridolfo da Camerino, leale signore di terra,/ Che caco in gola agli Otto della guerra.”

Nov.   MarcheRinaldo da Monteverde si impadronisce di Amandola.
1378     
EstateCamerinoCamerinoMonteverdePerugia Marche

Si allea per un anno con i comuni di Fermo, Ancona e Recanati; si impegna a mantenere per le necessità collettive 50 lance con le quali fronteggiare il Monteverde. Sempre nel periodo contrasta i perugini.

1380     
Feb.   Marche

Ottiene a patti a Fermo la rocca del Girifalco che gli è consegnata dalla moglie di Rinaldo da Monteverde, Luchina dal Verme, e dai figli di quest’ultimo, Mercenario e Luchino.

…………………   Umbria

Stipula una lega di venticinque anni con Perugia; gli sono restituiti i beni che gli sono stati confiscati l’anno prima  a Ponte San Giovanni ed a Colle.

Giu.   Marche

Rifornisce di vettovaglie la compagnia di Giovanni degli Ubaldini e di Lucio Lando. Costoro  abbandonano il fermano dopo averlo depredato per vendicare la morte di Rinaldo da Monteverde. Altri 5000 fiorini deve riconoscere a vari condottieri della “Compagnia di San Giorgio” affinché i suoi territori non siano  molestati da tali venturieri per quindici mesi.

…………………ChiavelliFabriano Marche

Appoggia Gualtiero Chiavelli nel suo vano tentativo di impadronirsi della signoria di Fabriano a spese di Guido Chiavelli.

1381     
Feb.   Marche

Asseconda Bartolomeo Smeducci ai danni del nipote Pietro  che sta scorrendo il contado attorno a San Severino Marche.

…………………AngiòNapoli Marche

Con Antonio da Montefeltro e Guido da Polenta favorisce nella sua marcia verso il regno di Napoli Luigi d’Angiò ed i partigiani dell’ antipapa Clemente VII (l’ex cardinale Roberto di Ginevra) contro Carlo di Durazzo ed il papa Urbano VI.

…………………   Marche

Si collega con gli abitanti di Nocera Umbra.  Li aiuta a recuperare il castello di Laverino,  tolto loro da Meluccio da Rocchetta.

Autunno   Umbria

I perugini cercano il suo appoggio allorché il  territorio è infestato dall’ incessante passaggio delle compagnie di ventura.

1382     
PrimaveraFirenzeComp. ventura ToscanaSi muove in soccorso dei fiorentini. E’ annullata da costoro ogni sanzione presa in passato nei suoi confronti.
Giu.   Marche

Riconosce una taglia di 500 fiorini alle compagnie di Villanuccio da Villafranca e del conte Alberico da Barbiano affinché abbandonino il Piceno.

Ago. ott.   Marche e Umbria

Agevola ancora Luigi d’Angiò di passaggio nella marca d’ Ancona ai danni dei durazzeschi: i francesi gli consegnano a settembre 12000 fiorini ed egli concede loro il passo. Negli stessi giorni giunge a Camerino l’ambasciatore perugino Alberto Guidalotti che domanda il suo sostegno contro i fuoriusciti. Si reca subito nella città con un buon numero di cavalli e vi rimane fino al cessare di ogni pericolo. Ad ottobre gli è donata una casa in città in contrada  San Pietro.

1383     
Mag.   MarcheSi impadronisce del castello di Cingoli.
1384     
Gen.   MarcheStipula un’alleanza con alcune città marchigiane.
Nov.   Marche

Muore a Tolentino nelle sue case dotate di un grande  giardino, che si trovano nel quartiere di San Giovanni. Ritratto realizzato da un artista della scuola ferrarese, lo rappresenta alla presa di Smirne. Si trova a Camerino nell’ex convento e chiesa di San Domenico (Pinacoteca Civica e Museo Archeologico). Ristruttura il castello della Rancia di Tolentino. Ricordato in alcune novelle di Franco Sacchetti. Sposa Paola Bianca Malatesta, figlia del signore di Fano Pandolfo di Pandolfo, e Camilla Chiavelli.

 CITAZIONI

-“Personaggio di gran valore.” MURATORI

-“Uomo di sagace ingegno.” L. ARETINO

-“Era valoroso e esperto soldato.” PELLINI

-“Glorioso per imprese militari..Riputato uno de’ migliori condottieri ed uno de’ personaggi più importanti del suo secolo.” LITTA

-“Prode condottiero d’armati nel secolo XIV..Morì in fama di uno de’ migliori condottieri e dei più insigni personaggi del suo secolo.” BOSI

-“Vir sagaci ingenio et bellorum sciens.” SANT’ANTONINO

-“Princeps vir militari peritia insignis.” CHIARAMONTI

-“Fo homo assae bono e de corpo bello assae, e de persona grande, savio assae e in bona paxe resse le sue terre: in senetude pervenudo morì, a çue Dio faççia paxe.” G. DI M. PEDRINO

-“Uno de’ più prodi e potenti capitani di quella stagione.” CAMERA

-“Uno de’ più rinomati signori di quel tempo..Celeberrimo personaggio de’ suoi tempi.” COLUCCI

-“Valoroso Capitano.” MUZZI

-“Annoverato fra i capitani più abili e valenti del suo tempo, validamente affiancato nell’attività di governo dai fratelli Giovanni, detto “Spacaferro” e Gentile.” TOZZI

-“Che fu insigne capitano d’armi.” CARAMELLI

-“Valente capitano.” FILIPPINI

-Contro i pisani sulle porte del capoluogo “Quivi appariro a difesa del fosso,/ Vietando ‘l passo, barbute, e pedoni,/ E ‘l Capitan fe lor, priemere addosso/ Con molte lance, frecce, e verrettoni;/ Così passaro per lo stormo grosso,/ E de’ nimici, tra morti, e prigioni,/ Più di cento quaranta ne camparno. E molti n’affogar passando l’Arno./ (Al suo rientro a Firenze)/ Che moltissima gente per vaghezza/ Gli andaro incontro con molta allegrezza./ All’entrar della porta i Fiorentini/ Gli puoser sopra capo un pallio d’oro,/ Il qual portavan cari cittadini,/ Ch’ntorno a lui a pié facien dimoro,/ E due destrieri, i più begli, e più fini,/ Coverti di scarlatto, adorno, e begli,/ E sìegli ebbe altro, mé di mé l sepp’egli.” PUCCI

-“Gli si attribuisce la partecipazione alla crociata, il trasporto a Camerino dell’immagine di Santa Maria in via e tanta arguzia e sagacia politica da essere celebrate nelle novelle del Sacchetti.” BASSETTI

-“Vir sagax ingenio ac bellorum sciens.” BRUNI

-“A partire dalla fine del Trecento Rodolfo divenne un personaggio letterario: il tipo del signore alla buona, amante delle battute e dei bei conversari. Franco Sacchetti, che lo conobbe, lo mise in scena nel “Trecentonovelle”; diversi episodi furono ripresi da Poggio Bracciolini nelle “Confubalationes”..e poi, nel Cinquecento, da Lodovico Domenichi nei suoi “Detti et fatt di diversi signori et persone private”. Anche gli umanisti mantennero viva la memoria di Rodolfo: il Platina lo annovera tra i tiranni che occuparono i territori papali, e ricorda l’aiuto dato ai bolognesi per ordine di Firenze (“Vitae Pontificum Romanorum”).” DELZANT

Fonte immagine: Regione Marche

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