RINIERI DA BASCHI

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RINIERI DA BASCHI  (Rinieri del Bussa, Riniero Guasco, Ranieri da Montamarano) Di Montevitozzo.

Conte. Ghibellino. Signore di Montemarano e Montevitozzo. Figlio di Ugolinuccio.

+ 1414 ca.

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avvesario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1345
Giu. Toscana

E’ segnalato tra gli aderenti di Pier Saccone Tarlati nella pace stipulata tra quest’ ultimo ed i fiorentini.

1346

 

Feb.

 

Ghibellini

 

Orvieto

 

Umbria

A metà mese si unisce con il conte di Santa Fiora Jacopo degli Aldobrandeschi e Benedetto Monaldeschi della Vipera per scacciare da Orvieto i guelfi capeggiati da Pietruccio da Montemarte. E’ espulso dalla città dopo qualche giorno allorché i rivali ricevono in soccorso dai perugini 400 cavalli.

1353 Chiesa Vico Lazio

Milita agli stipendi del cardinale Egidio Albornoz contro il prefetto Giovanni di Vico. Entra nel viterbese con Giovanni di Valmontone e dà il guasto al territorio: il prefetto è costretto a restituire ai pontifici Viterbo, Orvieto, Marta e Canino.

1354
Apr. Vico Chiesa Lazio

Di guarnigione a Corneto (Tarquinia), è catturato con tre bandiere di cavalli.

…………….. Baschi Soana Toscana

Al fianco degli altri membri della sua famiglia contro Aldobrandino Orsini.

1356 Toscana

Si sottomette ai senesi.

1362 Pisa Firenze Capitano g.le Toscana

E’ assoldato dai pisani per contrastare i fiorentini. Ha il comando delle truppe.

1363
Gen. feb. Toscana

Spinto dall’esule ghibellino Giovanni dei Garzoni, alla testa di 800 cavalli e di 300 fanti, cavalca a Santa Maria a Monte; taglia nottetempo 2 ponti nella palude della Guisciana  ed assale il castello da 2 lati: è respinto con molte perdite tra i suoi uomini. Si ritira il mattino seguente prima dell’arrivo di Rodolfo da Varano dopo avere corso e fatto prede nel contado. A metà febbraio, su proposta sempre del fuoriuscito Garzoni (1500 cavalli e 4000 fanti) si porta nei pressi di Pescia. Di notte, e con il favore della nebbia, sono appoggiate dai suoi uomini le scale sotto le mura del borgo Sanfurello. I ghibellini che sono di guardia a tale tratto di mura uccidono le sentinelle della fazione avversa ed aprono la porta ai pisani.  Gli abitanti resistono all’ invasione; dopo tre ore le truppe del Baschi devono ritirarsi con la perdita di 300 uomini e delle scale. Lo scontro avviene il giorno di San Policrono. La data sarà festeggiata per molti anni con una processione fino alla cappella dedicata a questo santo sita nei pressi della Collegiata di San Stefano. I pisani, allora, puntano sulla riconquista del castello di Pietrabuona distante un miglio da Pescia.

Apr. Toscana

Esce nuovamente da Pisa con 500 cavalli e 2000 fanti, tra i quali vi sono molti balestrieri. Irrompe in maremma ed espugna nel volterrano il castello di Gello di Casaglia (Gello) in Val di Cecina; entra in Ospidaletto ed assedia Barga. I fiorentini fanno allora ribellare Castiglione di Garfagnana ed altre fortezze. Il Baschi si pone in agguato ad Agliati per impedire l’arrivo  di soccorsi agli avversari. Obbliga alla resa 300 cavalli e 200 masnadieri capitanati da Spinello dei Tolomei e da Corrado da Jesi. Conduce a Pisa i  2 capitani fatti prigionieri e rientra in possesso dei castelli che si sono ribellati in precedenza ai pisani.

Mag. Toscana

Affronta Piero Farnese prima dell’arrivo al soldo dei pisani della “Compagnia Bianca” di Alberto Sterz: con 600 cavalli e molti fanti sbarra la strada al condottiero fiorentino a San Piero (800 cavalli e 800 fanti): seguono due ore di aspro scontro, a seguito del quale viene sconfitto con la perdita di molte bandiere. Alla fine è catturato con le armi in mano ed è condotto a Firenze con altri 150 uomini. Per le fonti pisane è sconfitto e catturato verso Peccioli, da cui è uscito per inseguire 200 cavalli nemici postisi sulla via di Pontedera: dal castello non interviene in suo aiuto Manfredo Buzzaccarini cosicché deve cedere al maggior numero degli avversari.

Giu. Toscana

Viene rinchiuso per più tempo nel carcere delle Stinche a Firenze.

1366
Primavera Toscana

E’ liberato al termine della guerra. Viene contattato dai senesi per fronteggiare la “Compagnia di San Giorgio” di Ambrogio Visconti, di Giovanni Acuto e di Giovanni d’Asburgo.

1367
Gen. Siena Comp. ventura Toscana

Con Ugolino da Savignano e Francesco da Santa Fiora combatte i venturieri tra Casole d’Elsa e Montalcinello

Mar. Capitano g.le Toscana

E’ sconfitto a Montalcinello; viene nominato capitano generale.

1369
Giu. Siena Fuoriusciti Toscana

Assale Castello di Cotone che cede a metà mese.

…………….. Toscana

Si inoltra nella maremma;  è catturato dai fuoriusciti. E’ portato a Colle di Val d’Elsa.

1370
Gen. Toscana

I senesi pagano la taglia di 1500 fiorini ed ottengono la sua liberazione.

…………….. Toscana

E’ nominato podestà di Pisa.

1371 Emilia

Ricopre l’incarico di podestà di Reggio Emilia.

1372
Ago. Venezia Padova Toscana

Passa agli stipendi dei veneziani.

Sett. Toscana

Lascia Siena con 200 cavalli e 200 fanti.

Ott. Capitano g.le 100 lance e 200 fanti Veneto

E’ condotto per tre mesi. Si trova a Venezia ed in piazza San Marco gli vengono consegnate le insegne del comando.

Nov. Veneto

Esce da Venezia e giunge a Mestre; si colloca davanti a Bassano del Grappa. Vista l’inutilità degli sforzi, raggiunge San Giorgio in Bosco, attraversa il Brenta a Curtarolo e dà alle fiamme la località. Penetra nel vicentino, alla testa di 12000 cavalli e di 3000 fanti, e lo devasta con incendi ed uccisioni. Fa costruire un ponte di barche sul Bacchiglione a Longare con la connivenza degli scaligeri di Cansignorio della Scala; da Costozza si getta con furia nel padovano dalla parte dei Colli Euganei. Si impadronisce di alcune fortificazioni e saccheggia il contado di Abano Terme arrivando fino alla Mandria, presso Padova. Per la strada di San Michele di Villafranca Padovana giunge alle Brentelle, tocca Piazzola sul Brenta, Tremignon e Vaccarino dove si accampa. Cerca di superare la resistenza dei carraresi alle Brentelle, ove è fronteggiato da Simone Lupo, da Federico di Vallelonga, da Rizzardo di San Bonifacio e da Arcuano Buzzaccarini. Dopo un sanguinoso scontro nel quale i veneziani riportano forti perdite, i provveditori Piero Mocenigo, Giovanni Gradenigo e Domenico Michiel si oppongono alla sua strategia, ritenuta non sufficientemente offensiva, ed esercitano su di lui forti pressioni in tal senso. Viene pure incolpato di essersi fatto corrompere da Francesco da Carrara mediante un vaso di vino contenente monete d’oro: lo stesso provveditore Michiel è coinvolto (cosa più probabile della precedente) nelle medesime accuse. A causa di tutto ciò il Baschi abbandona il campo sdegnato e ritorna a Vaccarino ed a Curtarolo. Valica il Bacchiglione presso il castello di San Martino delle Venezze e dilaga, una volta di più, nei Colli Euganei fra Rovolon, Teolo, Abano Terme e Praglia con la solita politica della terra bruciata. Alla notizia dell’ arrivo di un esercito ungherese in rinforzo ai carraresi, si sposta dal  Monte Venda nel vicentino. Tocca Arlesega e la torre del Corso;  nel mestrino per coordinare le  truppe.

1373
Gen. Veneto

tra dicembre e gennaio fallisce un suo nuovo tentativo di superare il serraglio delle Brentelle; con tutti i suoi uomini, tra i quali si annoverano anche arcieri greci e morlacchi, punta su Lova dove costruisce una forte bastia. Con la sconfitta dei veneziani a Nervesa della Battaglia di fronte agli ungheresi, si allontana dal padovano, si sposta a Camisano Vicentino e nei villaggi vicini dove infierisce sulla popolazione. Si porta a Rosà, a Rossano Veneto, a Cartigliano;  attraversa il Brenta, si ritira a Castelfranco Veneto ed  entra in Treviso con i provveditori Andrea Zeno, Paolo Loredan, Domenico Michiel ed Orsatto Giustinian. Sorgono alcuni tumulti nel campo;  un’inchiesta di Niccolò Falier  dà torto al Baschi. Mutano  i provveditori; il Baschi è accusato di negligenza. E’ convocato a Venezia; appena  giunto, viene arrestato con il figlio Sforza. Tenta, invano, di difendersi;  allo scadere della condotta è licenziato con tutti i suoi uomini per essere sostituito nel comando da Francesco Ordelaffi. Per altre fonti, invece,  conduce le sue milizie da Treviso a Noale; giunge, poi a Mestre ed a Venezia. Penetra, infine, nel padovano e si attesta a Lova davanti ad una bastia dei carraresi. Ai primi di febbraio rinuncia al suo mandato perché i provveditori della Serenissima gli impediscono di assalire le Brentelle.

1375 Toscana

I senesi gli vendono per 5000 fiorini il castello di Marsiliana; da parte sua cede al comune il castello di Manciano per 600 fiorini.

1381 Antipapa Siena Toscana

Fornisce vettovaglie, con i Farnese, alla compagnia dei bretoni. Attaccato con durezza dai  senesi, è obbligato a consegnare loro il castello di Montevitozzo.

1383
Feb. Toscana

Vende ai senesi Montemarano; ottiene la cittadinanza di Siena e viene ad abitare nella città.

Estate Siena Comp. ventura Capitano g.le Toscana

Lotta contro la compagnia di Giovanni Acuto e di Giovanni degli Ubaldini; recupera Fabbrica con un breve assedio.

…………….. Toscana

E’ nominato dai senesi capitano della maremma.

1384
Feb. Siena Comp. ventura Lazio

Con Obizzo da Montegarulli (180 lance)  assale in Canino la compagnia dei bretoni; nello stesso castello si sono anche asserragliati Francesco di Vico e Guglielmetto della Sala. Il Baschi spera di impadronirsi della località per trattato; questo si rivela doppio per cui cade in un’imboscata a Ponte Rigo nel corso della quale viene catturato con il Montegarulli.

1387
Primavera Siena Pitigliano Toscana

E’ attaccato in Stacchilagi da Bertoldo Orsini. I senesi si muovono in suo soccorso e il Baschi ritorna ai loro stipendi.

1388
Sett. Lazio

A Roma; informa i senesi sui movimenti del papa Urbano VI.

1389
Ago. Siena Comp. ventura Toscana

Gli viene contro nottetempo a Montorgiali, in maremma, Spinello dei Tolomei.

Sett. Siena Pitigliano

 

Toscana

Contrasta ancora Bertoldo Orsini; si accosta al castello di Saturnia e lo conquista a forza.

1413 Toscana

Si mette sotto la protezione dei senesi; per censo gli viene imposto la consegna di un palio la vigilia dell’ Assunta.

1414

Muore. Sua statua al Prato della Valle a Padova.

 CITAZIONI

“Di gran portata nell’armi.” VERDIZZOTTI

“Nell’armi famosissimo.” PILONI

“Capitano insigne.” CAMBRUZZI

“Che teneva nome di gran valore ed esperienze militare.” MOROSINI

“Uomo d’alto onore e sollecito guerriero.” VILLANI

“Gentiluomo sanese, peritissimo in guerra.” CITTADELLA

“Accreditatissimo Capitano di quella età.” G.B. CONTARINI

“Capitano di esperienza, e di grido.” DIEDO

“A quel tempo grande et famoso nell’arte della guerra.” A. GATARI

“Uomo ardente ed imperioso.” LAUGIER

“In quel tempo espertissimo nell’arme.” SABELLICO

“Capitano di segnalata esperienza e di molto grido in Italia.” TENTORI

 

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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