RINALDO ORSINI

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Tagliacozzo, resti del castello
Tagliacozzo, resti del castello

RINALDO ORSINI  Conte di Tagliacozzo e di Albe. Signore di Vicovaro, Tagliacozzo, Albe, L’Aquila, Pescara, Cittaducale, Antrodoco, Spoleto, Tarquinia, Orvieto, Narni. Fratello di Giovanni Orsini, genero di Rodolfo da Varano, suocero di Giacomo di Vico.

1347 – 1390 (aprile)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attivitàAzioni intraprese ed altri fatti salienti
1356   LazioSi allea con i ghibellini dell’Umbria e del Lazio, in particolare con il prefetto di Roma Giovanni di Vico.
1359     
Ago.   LazioA metà mese è segnalato con il padre Orso ed altri esponenti della sua famiglia a Vicovaro.
1362     
Mag.   LazioEntra in contrasto con i pontifici assieme con Giordano Orsini. Assieme contattano a Vetralla il prefetto Giovanni di Vico. Interviene prontamente il cardinale Albornoz  a rappacificare gli animi.
1366    Inizia ad amministrare direttamente i beni paterni, concentrati nella Marsica e nella valle dell’Aniene.
1367PerugiaChiesa UmbriaCombatte le truppe del cardinale legato Egidio Albornoz.
………….   FranciaTrascorre qualche tempo ad Avignone, con il fratello cardinale Giacomo, alla corte del papa Gregorio XI. Riveve, alfine, un salvacondotto e rientra in Italia con una scorta di 40 cavalli.
1372/1373OrsiniSavelli LazioIn guerra contro lo zio Luca Savelli.
1376Chiesa   E’ segnalato a Spoleto. A fine anno ne viene nominato rettore.
1378     
Mag. giu.Chiesa  UmbriaViene nominato rettore del Patrimonio e governatore di Orvieto dal papa Urbano VI. Suo luogotenente è Tommaso d’Alviano. I muffati (o beffati) gli giurano obbedienza. Cerca inizialmente un accordo con Ugolino da Montemarte; stringe pure stretti rapporti con i capitani bretoni Bernardo della Sala e Guglielmetto della Sala. Acquista per 2400 fiorini dal castellano della rocca cittadina la locale fortezza. Sostenuto sempre più dalla fazione dei muffati (tra cui Bonconte e Petruccio di pepo dei Monaldeschi), presto si inimica con il Montemarte che inizia a trattare come avversario.   In Orvieto si occupa di molte cose, considerate minori al tempo, atte a  regolare la vita dei cittadini, come quelle riguardanti i maestri di grammatica, le meretrici, il gioco d’azzardo, gli stipendi delle autorità. In quanto rettore del Patrimonio ha, inoltre, il controllo dei castelli delle città di Todi, Orvieto, Rieti, Narni, Terni, della contea della Sabina, nonché di altre fortezze come quelle di Otricoli, Carbonana, Stroncone, Miranda e della Terra degli Arnolfi. Nel periodo, come governatore di Spoleto, emette alcune sentenze ai danni del comune di Narni. Nel caso interviene il pontefice a rendere nulli i suoi provvedimenti.
Lug.   AbruzziFa incarcerare a San Petino Antonio di Celano ribellatosi al padre.
Ago.   AbruzziA metà mese muore a Tagliacozzo il fratello cardinale. Ora non vi è più ragione perché continui ad aderire al partito del papa Urbano VI.
Sett.AntipapaChiesa Lazio ed Umbria

Si pone al servizio dell’antipapa Clemente VII. E’ eletto rettore del Patrimonio. Nella città riesce in poco tempo ad attuare un importante programma di riforme che fa nascere nell’Orsini l’idea di ritagliarsi ai danni dello stato della Chiesa di un dominio territoriale con Orvieto al centro. Si reca a Corbara presso Ugolino da Montemarte che si oppone ai suoi progetti;  irrompe in Orvieto con l’aiuto dei beffati o muffati quali Pietro Orsino Monaldeschi, Bonconte e Petruccio di Pepo. Suoi avversari sono gli aderenti alla fazione dei mercorini (favorevoli al papa), tra i quali vi è lo stesso Montemarte.

Ott.    

Consegna al castellano di Orvieto 2400 fiorini ed ottiene anche la rocca; si accorda con Bernardo della Sala e Guglielmetto della Sala che controllano Bolsena.

…………..   Lazio

Con il fratello Giovanni, Giordano Orsini, Onorato Gaetani e Francesco di Vico assedia Roma da più parti; taglia alla città ogni via di accesso e la riduce presto alla fame. Giordano Orsini si separa dagli alleati e la guerra si sposta nella Campagna.

1379     
Giu.OrvietoChiesa Umbria e Lazio

Si riconcilia con il papa Urbano VI.  Appoggia sempre in Orvieto la fazione dei beffati. E’ accusato di parzialità ed è attaccato dai pontifici. E’ costretto a capitolare ed a lasciare la rocca cittadina allorché gli viene imposta la tutela di un cardinale, il legato di Viterbo. Urbano VI gli ordina di recarsi a Roma al suo cospetto; rifiuta l’ingiunzione, si porta invece a Viterbo, ove si incontra con il cardinale Giovanni Fieschi e con Alberico da Barbiano. Gli è richiesto di contrastare la compagnia dei bretoni, nella realtà suoi segreti sostenitori: si mette in contatto, pertanto, con Piero del Verde, che sta a Celle sul Rigo, e lo prega di raggiungere Orvieto con 50 cavalli. Tale condottiero scorre nel contado, entra nella città e vi cattura 57 mercorini. Rinaldo Orsini entra, invece, nella rocca di cui è castellano un suo amico, Petruccio di Pepo. Il cardinale Fieschi lascia l’assedio di Viterbo e si dirige a Montefiascone ed a Orvieto con Alberico da Barbiano. L’Orsini tenta di opporsi al loro ingresso con i beffati: i mercorini introducono nella città il prelato. Giovanni Fieschi gli usa ogni riguardo e lo invita ad un colloquio: preso per mano, è invitato nella sua camera a bere ed a consumare alcune confetture mentre i cittadini rimangono nella sala con la corte del legato. E’ chiusa la porta, saltano fuori 6 armati, che sono nascosti dietro il letto; il cardinale richiede all’ Orsini la consegna della rocca di Orvieto per conto del papa. Costretto a tale atto, si allontana dalla città per recarsi a Roma da Urbano VI; l’incontro non avrà luogo. Giovanni Fieschi, prima di partire da Orvieto, vi lascia come suo luogotenente il nipote Antonio.

Lug.AntipapaChiesa Umbria

Si trasferisce a Cervara ed in altre sue terre. Nel todino muta partito e, con il favore dei beffati, assale in Orvieto il nuovo vicario pontificio Guglielmo Maramaldo.

1380     
Apr.   AbruzziAl servizio della regina di Napoli Giovanna d’Angiò.
Mag.   Umbria e Toscana

Nascono tumulti ad Orvieto causati dall’ imprigionamento di alcuni suoi partigiani da parte di Guglielmo Maramaldo. Aiutato da Guglielmetto della Sala e dalla compagnia dei bretoni di stanza a Bolsena, prende la strada del Sasso Tagliato. Suoi fautori entrano nella città per alcuni cunicoli presso la chiesa di San Giovanni; fanno irruzione nella piazza del Carmine ed hanno facilmente la meglio sui pochi mercorini ivi presenti. Il legato pontificio è costretto a ritirarsi nella rocca con Ugolotto Biancardo. I beffati occupano il Palazzo Pubblico, suonano la campana di Sant’Andrea: al segnale Rinaldo Orsini irrompe in città con i bretoni e molti abitanti del circondario. Dopo un breve assedio i difensori della rocca si arrendono; tardiva si rivela l’azione di alcuni cavalli ungheri portata da Alberico da Barbiano e da Simonetto da Castel di Piero. Si scatenano nella città i bretoni ed i Monaldeschi della Cervara che danno alle fiamme a 2000 case e compiono numerosi omicidi. Rinaldo Orsini consegna ai venturieri il tesoro cittadino, allontana questi ultimi ed assume il controllo della rocca. Invade il Monte Amiata, si impossessa di Montorio, Bolsena ed Abbadia. Minaccia il senese.

Giu. lug.Napoli AntipapaDurazzo     Chiesa Umbria  Campania Abruzzi.

E’ affrontato da Berardo Monaldeschi; Urbano VI lo dichiara ribelle, lo scomunica e predica la crociata contro di lui ed i suoi fautori; da Avignone, invece,  Clemente VII lo assolve da ogni scomunica e gli lascia maggiore libertà di azione nell’Italia centrale. Sconfitto, a luglio ripara nel regno di Napoli per combattere a favore della regina di Napoli Giovanna d’Angiò dalla quale viene nominato conte di Tagliacozzo. Paolo Orsini tenta di ostacolare sulla frontiera l’avanzata di Carlo di Durazzo.

Dic.   Abruzzi

Fronteggia i durazzeschi a Celano con parte della Compagnia di San Giorgio; gli avversari vengono a patti e si ritirano. Ha l’incarico di apprestare le difese di L’Aquila e degli Abruzzi. Si impegna anche a reclutare truppe in Umbria. Mette così insieme 48 bande con soldati di varie nazionalità quali bretoni, guasconi, inglesi, provenzali ed italiani Giovanna d’Angiò gli concede in feudo Pescara.

1381     
Gen. feb.   Abruzzi e Lazio

Ritorna a L’Aquila.  Si impadronisce del castello di Antrodoco; questo perviene con la forza in potere degli abitanti di Cittaducale; lo riconquista e lo consegna a metà febbraio agli aquilani in cambio della somma di 11000 fiorini. Raggiunge Pescara.

Mag.   Umbria

Si unisce con Bernardo della Sala per depredare il territorio di Corbara; si sforza  di riconciliare i Monaldeschi appartenenti alle due fazioni.

Giu.   Abruzzi

Gli è conquistata Tagliacozzo. Gli uomini   della Compagnia di San Giorgio, che militano ai suoi ordini, si ammutinano per il ritardo delle paghe e lo trattengono prigioniero.  E’ rinchiuso in una torre dalla quale riesce a fuggire; rientra a L’Aquila ed a Tagliacozzo.

Lug. ago.   Abruzzi

Affronta Cicco Antonio dell’Aquila, della famiglia dei Pretalti, che dalla rocca di San Donato compie continue scorrerie nei suoi territori.  Sconfigge e cattura l’avversario a Turano;   lo consegna ai Camponeschi, rivali politici di quest’ultimo, in cambio di 5000 fiorini, nonostante le sue assicurazioni iniziali alla madre del prigioniero di risparmiargli la vita. Cicco Antonio dell’Aquila viene decapitato nella piazza principale di L’Aquila: due cittadini tengono una tovaglia tesa sotto la sua testa per impedire che essa cada a terra.

…………..   UmbriaRientra in Orvieto. Vi si ferma per tutti i mesi invernali. Permette il rientro nella sua all’amico Petruccio di Pepo dei Monaldeschi del Cane nonostante che appartenga alla fazione dei mercorini, nemica dei beffati al momento vincenti nella città. Per il suo ritorno gli fornisce una scorta di 30 lance inglesi, prestategli dai senesi, e da 50 cavalli della sua compagnia.
1382     
Feb.   LazioConclude un accordo con i comuni di Roma e di Tivoli per il quale gli viene lasciata mano libera di agire nella valle dell’Aniene e, per certi aspetti, anche nella stessa Roma.
…………..NapoliAngiò Abruzzi

Muta ancora una volta partito. Il nuovo sovrano di Napoli Carlo di Durazzo lo nomina governatore degli Abruzzi. Affronta ora in L’Aquila i Camponeschi, che appoggiano, al contrario, la causa di Luigi d’Angiò, fratello del re di Francia e pretendente alla corona già di Giovanna d’Angiò.  Ritorna ad Orvieto con l’intenzione di riconciliare le opposte fazioni. Solo parte dei mercorini accetta le sue proposte.

Ago.   UmbriaSi trova ad Orvieto con Bernardo della Sala. E’ qui raggiunto dagli ambasciatori del comune di Siena con quali trova un’intesa. Sostenitore dell’antipapa Clemente VII, non può non sostenere anch’egli la causa del pretendente al regno di Napoli. Decide di andare incontro all’esercito angioino insieme con vari membri delle famiglie dei Monaldeschi, quali Petruccio di Pepo  Petrosino e Corrado. Alla guardia ad Orvieto rimangono Niccolò Farnese e Bernardo di Lacu.
Sett.Angiò AntipapaNapoli Chiesa Toscana CampaniaTransita per Siena con poche truppe. Si reca a Firenze per rendere omaggio a Luigi d’Angiò; lo accompagna nel regbo di napoli con Bernardo della Sala e Guglielmo Ferrebach.  A Nola con il della Sala.
Ott.   CampaniaAlla testa di beffati si congiunge a Maddaloni con Luigi d’Angiò.
1383     
Gen.   AbruzziCerca di rientrare in L’Aquila con il fratello Giovanni. E’ sconfitto dal cugino Giovanni, conte di Manoppello, che conduce truppe che issano il vessillo durazzesco.
Feb.   UmbriaSi lamenta con i fiorentini per i soccorsi prestati ai suoi nemici.
Mar. apr.   Francia

Su incarico di Luigi I d’Angiò si reca ad Avignone per chiedere all’antipapa Clemente VII un finanziamento a sostegno della campagna condotta da quest’ultimo nel regno di Napoli. Durante il viaggio d’andata passa per Firenze accompagnato da Pierre de Creon. Non ottiene nulla; tocca poi Pisa, Milano: qui gli sono promessi 40000 fiorini da Bernabò Visconti a titolo di sostegno per la causa angioina e promessi altri 50000, come versamento della dote di Lucia Visconti, per il matrimonio della figlia del signore di Milano con il delfino di Francia. Dopo due mesi di permanenza ad Avignone si imbarca a Marsiglia con 50000 fiorini per rientrare in Italia. Sbarca a Pisa.

Mag. giu.AntipapaSiena Umbria e Toscana

A metà mese è a Poggibonsi; ottiene un salvacondotto dai senesi: raggiunge Orvieto. E’ Rinaldo Orsini ad utilizzare i 50000 fiorini destinati al pretendente, somma da lui utililizzata per riconquistare le proprie posizioni nel Patrimonio ed in Umbria. Esce da Orvieto e si collega con Francesco di Vico; si accampa sotto Montefiascone e per otto giorni sono trasportate a Viterbo grandi quantità di frumento, di orzo e di legumi. Di seguito attraversa la maremma; tocca Radicondoli, Manciano, Volterra ed alcune terre del fiorentino; da qui rientra nel senese a Castelnuovo Berardenga, sosta a Rapolano Terme per quattro giorni; tocca, infine, Lucignano, cavalca i territori di Chianciano e di Monticchiello e rientra in Orvieto. A fine mese raggiunge L’Aquila, dove nel frattempo è morto il conte di Montorio Lalle dei Camponeschi.

Lug.Antipapa AngiòChiesa Napoli AbruzziA Tagliacozzo. Viene qui a conoscenza dell’avanzata di truppe durazzesche. Si pone in agguato ed al comando di 150 cavalli e del presidio di L’Aquila assale di notte a Coppito Bartolomeo Smeducci. Fa prigioniero il capitano rivale.
Ago.   LazioSi collega con Francesco di Vico. I 2 condottieri si accampano nei pressi di Montefiascone. In otto giorni viene depredato il territorio: grano, orzo e legumi sono trasportati a Viterbo.
Sett.   Umbria

Entra in Spoleto con l’aiuto di Angelo e di Nicola Manenti, capi del partito nobiliare, che gli fanno trovare una porta aperta. Si collega con il cardinale di Ravenna Pileo da Prata ed assedia in Assisi Guglielmino di Assisi, che ha il governo della città con l’appoggio dei raspanti di Perugia. Rinaldo Orsini ritorna a Spoleto e ne assedia la rocca. L’assedio si svolge nei mesi invernali, che provocano gravi disagi ai suoi uomini, esposti al freddo ed alle piogge. Gli abitanti di Spoleto gli conferiscono la signoria della città.

1384     
Gen.   Umbria

A fine mese il castellano di Spoleto si deve arrendere dopo quattro mesi per la mancanza di vettovaglie: Rinaldo Orsini lascia alla guardia della rocca Petruccio di Pepo e Pietro Orsino Monaldeschi. Fa rientrare i fuoriusciti ed impone con le armi una pacifica convivenza alla popolazione.

Apr.   UmbriaRespinge un attacco portato a Spoleto dai pontifici agli ordini di Giovanni Acuto e di Giovanni degli Ubaldini.
Mag. giu.   Umbria Lombardia Abruzzi

Tenta di fare prevalere in Perugia il partito favorevole all’antipapa; si dirige poi a Milano per convincere i Visconti ad intervenire a favore degli angioini; irrompe negli Abruzzi ed accorre in soccorso di Luigi I d’Angiò assediato dai durazzeschi in L’Aquila. Penetra di notte nella città con 150 cavalli e ne viene nominato governatore. La sua azione gli vale l’investitura della contea di Manoppello a spese del cugino Giovanni. Nella realtà non godrà mai del possesso di tale feudo.

…………..   UmbriaSi rinchiude in Spoleto.
Sett. ott.   Puglia

A fine mese, poche ore prima di morire Luigi I d’Angiò affida a 13 baroni, tra i quali è compreso anche Rinaldo Orsini, il governo del regno in attesa del raggiungimento della maggiore età del figlio Luigi. In realtà da questo momento il condottiero si disinteressa della causa angioina. Ad ottobre rientra in L’Aquila con il fratello Giovanni chiamatovi da Giovanpaolo dei Camponeschi. Presto quest’ultimo decide di abbandonare la città con l’intento di scacciarne l’Orsini.

Nov.Comp. venturaSiena ToscanaCon Giovanni Acuto, Giovanni degli Ubaldini e Corrado Lando si volge verso Anghiari e Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). taglieggia i senesi.
1385     
Gen.   Umbria

Giunge ad Orvieto con molti uomini d’arme e 150 balestrieri: cerca di  mettere fine alle sempre continue vertenze tra i beffati ed i mercorini; vi sono lunghe trattative che avranno la loro conclusione solo nell’aprile dell’anno successivo. I bretoni promettono di non attaccare i mercorini, mentre Ugolino e Francesco da Montemarte si mantengono volontariamente esuli da Orvieto.

…………..AntipapaChiesa LazioGuerreggia con Bernardo della Sala nelle vicinanze di Viterbo. Sconfigge il capitano pontificio John Beltoft.
Ago. ott.   Abruzzi ed UmbriaStaziona a Tagliacozzo. Ad ottobre rientra ad Orvieto alla testa di molti cavalli e di 150 balestrieri.
1386     
Gen.   UmbriaContatta Ugolino da Montemarte allo scopo di potersi rappacificare con il papa Urbano VI.
…………..FirenzeUrbino MarcheAffronta nelle Marche Antonio da Montefeltro.
…………..AntipapaChiesa Lazio ed Umbria

Occupa Corneto (Tarquinia) e vi cattura il vescovo di Manoppello Tommaso Orsini; ha per trattato Narni a spese di Buccio Orsini e di Poncello Orsini; ottiene Amelia.

1387     
Mag.   Lazio ed UmbriaGiovanni di Vico è ucciso in Viterbo dagli abitanti in rivolta. Rinaldo Orsini per rappresaglia devasta tale territorio. Alla testa di truppe di Orvieto, in cui sono presenti sia membri della fazione dei beffati che quella dei mercorini, assale Narni, in cui riesce ad entrare grazie ad un trattato. Vi cattura i cugini Giovanni e Napoleone Orsini. Il secondo riesce a fuggire dalla prigione, mentre il primo soccombe nel carcere di Montenero.
Giu.   Umbria

Viene assalito in Orvieto dai pontifici capitanati da John  Beltoft; li contrattacca, li mette in fuga e li obbliga a riparare a Viterbo. Tra gli avversari sono uccisi 30 caporali, molti altri sono fatti prigionieri.

Ago.    Si allea con i fiorentini ed il conte di Urbino Antonio da Montefeltro in funzione antipontificia.
Sett.Comp. venturaUrbino    C. di Castello Perugia Umbria

Con Everardo della Campana, Bernardo della Sala e Guido d’Asciano depreda senza ostacoli i contadi di Gubbio e di Città di Castello; con il favore dei fuoriusciti perugini si impossessa del castello di Cannara da dove effettua numerose scorrerie in Toscana: riscuote ricche taglie con la promessa di non rientrarvi per 14 mesi.

Ott.   UmbriaSi muove attorno a Spoleto. Viene scomunicato dal papa Urbano VI. I fiorentini intervengono a suo favore. Il pontefice scaccia gli emissari della repubblica. Da parte sua Rinaldo Orsini toglie Bagno a Petruccio di Pepo. Francesco da Montemarte si impossessa poco dopo di tale località catturandovi Pietro d’Alba.
1388     
Mag. giu.Cmp. venturaSiena Pisa Lucca ToscanaRitorna in Toscana con Giovanni Beltoft. Impone una nuova taglia complessiva di 34000 fiorini ai comuni di Siena, Pisa e Lucca.
Ago.AntipapaChiesa UmbriaOrvieto è assediata dai pontifici comandati da John Beltoft. E’ respinto un suo tentativo di portare soccorso ai difensori della città.
1389     
Mar.   ToscanaI fiorentini esercitano forti pressioni nei suoi confronti affinché si riconcili con i perugini.
Apr.Comp. venturaSiena ToscanaInvade una volta di più il senese, questa volta con Corrado di Altinberg.
………….AntipapaChiesa UmbriaI pontifici gli conquistano Narni. E’ sconfitto sotto le mura di Orvieto.
Ago.   Umbria

E’ raggiunto ad Orvieto dal cardinale di Ravenna Pileo da Prata;  con i soccorsi che gli sono inviati dall’antipapa Clemente VII continua la guerra. Alla testa di 400 cavalli e della compagnia dei bretoni scorre con Bartolomeo Boccanera nel territorio di Todi che mette a ferro e fuoco. Viene spinto in questa azione dai fiorentini, giacché il conte di Campagna ed i priori di Todi si sono rifiutati di fare rilasciare l’ambasciatore della repubblica Serotino Brancacci, fatto arrestare dal pontefice ad Orvieto ed incarcerato a Todi.

Sett.   UmbriaAlla difesa di Spoleto.
1390     
Gen. feb.FirenzeMilano Lazio Umbria

E’ eletto papa Bonifacio IX: alla sua nomina lascia l’Umbria e si reca a Roma con altri membri della fazione dei beffati (Nicolò Farnese, Corrado e Luca Monaldeschi) allo scopo di lamentarsi dei mercorini. Sempre a gennaio è contattato dai fiorentini per combattere il signore di Milano Galeazzo Maria Visconti. A febbraio è segnalato a Perugia con Giovanni Tedesco da Pietramala.

Apr.   Abruzzi

I Camponeschi rientrano in L’Aquila alla notizia dell’uccisione di Carlo di Durazzo in Ungheria. E’ organizzata nella città un congiura per liberarsi della presenza di Rinaldo Orsini. A metà mese il condottiero, prima di trasferirsi in Toscana, è richiamato in L’Aquila dai Todini e dai  Pretalti per fronteggiare i Camponeschi. E’ ucciso a metà mese nella chiesa di San Francesco, dove è ospitato Berlingeri Cantelmi, venuto il giorno prima a trovarlo in città con famigli e servitori. 40 cittadini, cui si sono uniti molti seguaci dei Camponeschi, uccidono Rinaldo Orsini e trascinano prigioniero il fratello Giovanni nel castello di Montorio. Nell’agosto successivo il furore della popolazione è tale che il congiunto verrà ucciso a sua volta. Rinaldo Orsini sposa Guglielma da Varano, figlia di Rodolfo e Giovanna da Celano.

 CITAZIONI

-“Oltre la scienza militare, per la possessione di molte città e castella, che aveva così nello Stato della Chiesa come nel regno di Napoli, era potentissimo signore.” AMMIRATO

-“Condottiere d’armi di molto credito pel suo valore e per la sua perizia.” LITTA

-“Fe risplender molto il suo nome.” SANSOVINO

-“Egregiae potentiae hominum magnoque bello ducem.” SANT’ANTONINO

-“Belli duce.” BRACCIOLINI

-Sua cattura da parte dei pontifici “Allora Ranallo Orsino illi se pilliaro,/ E fu nella torre illi si lu impressonaro./ E delli misi quattro loco si lo guardeno,/ Poi, alla fede, de fore lu cazzaro.” A. DI BUCCIO

-“Manteneva le numerose sue soldatesche mediante le taglie e le ruberie.” RICOTTI

-“A partire da questo momento (il 1380), Rinaldo dedicherà la maggior parte del suo tempo al mestiere delle armi, a capo di truppe costituite in parte da Bretoni, in parte da vassalli delle sue signorie abruzzesi.” VIGUEUR

-“Il suo profilo non è..dissimile da quello dei principi-condottieri.., se non fosse che la sua dominazione avita è interamente rurale; è grazie alla sua intraprendenza di capitano di ventura che Rinaldo diviene signore di città, prima fra tutte nel 1383 Spoleto, e lo fa senza troppo preoccuparsi di legittimazioni dall’alto, approfittando per primo del disordine in cui lo scisma ha fatto precipitare l’amministrazione del Patrimonio.” BARBERO

-“Egregiae potentiae hominem magnusque bello ducem.” BRUNI

-“Si distinse in molte imprese guerresche.” PANSA

-“Era stato il lungo tirocinio, individuale e familiare, a capo di territori diversi per forma di governo o situazione giuridica a permettergli di compiere..il salto di qualità da una gestione del potere fondata sul puro sfruttamento economico e signorile verso una visione più politica e di più vaste prospettive… La fragilità (del suo stato) era senz’altro scaturita dall’essere frutto di un’iniziativa soprattutto personale e di aver avuto vita troppo breve per restare in piedi al volgere della situazione contingente. Era stata comunque la prima volta che, nel cuore dei dominii della Chiesa, veniva portata a compimento un esperimento capace di stringere saldamente dall’Umbria Roma e l’unico in cui interprete ne fu un esponente di una famiglia della nobiltà baronale.” ALLEGREZZA

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