RINALDO DA MARCARIA Conte

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RINALDO DA MARCARIA  Conte.

+ 1309 (agosto)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1305 Ferrara Bologna  

 

Emilia

Ha l’incarico di vicario e capitano generale di Modena per conto di Azzo d’Este. Respinge un attacco portato alla città dai fuoriusciti e dai bolognesi guidati da Ranieri da Savignano. Lo scontro si conclude con la morte del capitano avversario.

1306  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa ad una congiura ai danni degli estensi: si unisce  con Manfredino e Sassuolo da Sassuolo ed espelle dalla città il podestà Fulceri da Calboli. Viene loro contro Fresco d’Este con 600 cavalli e 1000 fanti. I da Sassuolo si fingono amici del marchese Azzo d’Este e, nello stesso tempo, nemici di Rinaldo da Marcaria;  fanno entrare gli estensi nella città. Allorché i soldati di Ferrara si trovano negli alloggiamenti loro assegnati nelle abitazioni cittadine,  Manfredino e Sassuolo da Sassuolo ordinano ai propri uomini di catturare gli avversari. Nell’ occasione sono fatti prigionieri anche Fresco d’Este e Rinaldo da Marcaria.

1308  

 

 

 

 

 

 

 

Feb. Ferrara Este  

 

Veneto

Combatte per Fresco d’Este contro Francesco d’Este. Inviato ad occupare Fratta Polesine è sorpreso e catturato dagli avversari; condotto ad Arquà Polesine viene rilasciato dietro la promessa che avrebbe ucciso a Ferrara Guglielmo (o Uberto) da Baldaria, già intimo consigliere di Azzo d’Este. Quest’ultimo, infatti, in anni precedenti è stato promotore della cacciata in esilio dello stesso Francesco d’Este.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Rientra a Ferrara ed ammazza il Baldaria: gli tronca la testa e la porta in giro infissa su un’ asta;  il cadavere viene trascinato nella città, dalla piazza, luogo dove vengono giustiziati i colpevoli, fino al ponte di San Giorgio. Qui è gettato nel Po.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

A Ferrara. Difende Fresco d’Este in occasione di una rivolta fomentata da Giacomo Bocchinpani. Costui è catturato con i suoi complici: tutti sono decapitati ed i  loro corpi sono trascinati per la città.

Sett. Ferrara Chiesa  

 

Emilia

L’esercito pontificio del nunzio Onofrio di Trebis si colloca davanti alla Porta di San Giorgio e dichiara decaduto il marchese di Ferrara.

Ott.  

 

 

 

 

 

Emilia

Viene assediato in Ferrara da Lamberto da Polenta. A seguito di una ribellione popolare  Rinaldo da Marcaria si ritira con Fresco d’Este in Castello Tedaldo sul Po in attesa che arrivino i promessi rinforzi dalla Serenissima, cui il marchese ha venduto la città in cambio di una provvigione annua di 1000 ducati.

Dic.  

 

 

 

 

 

Veneto

Si stabilisce a Venezia: i veneziani non gli riconoscono alcun sussidio.

1309  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. lug. Venezia Chiesa  

 

Emilia

Il papa Clemente V, tramite il cardinale Arnaldo Pelagrue, pubblica  la crociata contro i veneziani ed invia contro Ferrara 8000 uomini tra fanti e cavalli. Il podestà Michele Vitale si ritira in castello Tedaldo. Seguono numerose scaramucce dai primi di aprile a tutto luglio. Giungono da Bologna 500 cavalli in soccorso dei pontifici. Intervengono pure Francesco d’Este, Dalmasio dei Banoli e Galeazzo Visconti, cognato dell’Este. Gli attaccanti sono inizialmente respinti alla Porta di San Biagio. Il Vitale utilizza una nave incendiaria, trainata da alcune zattere, per dare alle fiamme il ponte e per tagliare le catene di ferro poste dai nemici sul Po per impedire il passo alla flotta veneziana. I veneziani entrano alla difesa di Castel Tedaldo mentre Fresco d’Este è costretto a recarsi a Venezia in attesa dell’esito del conflitto.

Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

I pontifici ricevono nuovi rinforzi da Firenze (4 compagnie di cavalli), dalla marca d’Ancona, dalla Lombardia, dai Malatesta di Rimini e dai da Polenta di Ravenna.  Rinaldo da Marcaria è assediato in Castello Tedaldo; le catene  bloccano a Francolino la flotta della Serenissima che dovrebbe prestare soccorso ai difensori. Anche le navi ancorate nei pressi del castello non possono muoversi per lo stesso motivo. A fine mese i difensori cedono. Rinaldo da Marcaria viene ucciso in combattimento con Galvano dei Gaffari di Mantova, Marchesino Mainardi e Spavardo di Ferrara: coloro che tentano la fuga muoiono affogati. Sono raccolti 1869 cadaveri dei difensori; i loro cadaveri sono gettati in una fossa fatta successivamente saltare in aria. I prigionieri, su ordine del cardinale Pelagrue, sono accecati e rimandati così a Venezia.

CITAZIONI

“Persona vigilantissima e di molta riputatione.” PIGNA

Fonte immagine: wikipedia

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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