RAIMONDO ORSINI DEL BALZO

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RAIMONDO ORSINI DEL BALZO (Raimondello da Nola) Di Taranto.

Principe di Taranto, conte di Lecce e di Soleto, conte di Acerra, barone di Flumeri.

Signore di Venosa, Benevento, Brindisi, Conversano, Monopoli, Otranto, Gallipoli, Veglie, Nardò, Oria, Ostuni, Martina Franca, Ugento, Ginosa, Palagiano, Mottola, Tricase, Marigliano, Vico Equense, Guardia Lombardi, Castellaneta, Francavilla Fontana, Ginosa, Massafra, Mottola, Polignano a Mare, Acerra, Guardia Lombardi, Altamura, Lavello, Locorotondo, Minervino, Trevico e tricase.

Figlio di Niccolò Orsini: assume il cognome del Balzo dalla madre. Probabile padre del Tartaglia.

1350 ca. – 1406 (gennaio)

Anno, mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……………. Napoli  

 

 

 

 

 

Il padre fa succedere il fratello Roberto nella contea di Soleto; deluso nelle sue aspettative si dà alla ventura ed entra al servizio della regina di Napoli Giovanna d’Angiò.

1379  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Campania

Nominato capitano della Terra di Lavoro ha l’incarico con il reggente della Vicaria Stefano Ganga di reprimere il brigantaggio che infesta il napoletano. Emana un bando che promette il perdono a chiunque deponga le armi entro il termine di otto giorni. Non mantiene i patti e fa impiccare i banditi che trova nella sua strada; numerosi sono pure gli uomini attanagliati e squartati in Napoli, specie tra i fautori del papa Urbano VI, che hanno provocato tumulti nella città.

…………….  

 

 

 

 

 

Piemonte

A Santhià, come testimone della pace tra il marchese del Monferrato ed i Visconti.

……………. Comp. ventura Egitto 700 cavalli Israele ed Egitto

Forma una compagnia di 700 cavalli per combattere le truppe del sultano egiziano in Palestina. Conquista fama e ricco bottino. Si porta sul monte Sinai nel monastero, dove è conservato il corpo di Santa Caterina d’Alessandria. Nel baciare la mano della santa strappa con i denti un dito della reliquia che porterà con sé in Puglia. Si impossessa pure di un grosso pezzo della Santa Croce che donerà più tardi alla chiesa di San Francesco di Assisi. Prende quindi parte alle crociate del suo tempo legandosi, in Terra Santa, in amicizia con alcuni membri della famiglia di Nanteuil (de Nantolio), cavalieri di una storica casata nobiliare francese imparentati con la famiglia reale d’Angiò. Guglielmo de Nanteuil, barone di molte terre e signore di numerosi castelli, diverrà il suo più fidato cavaliere.  Per altre fonti anziché in Palestina si sarebbe recato in Prussia per collegarsi con i cavalieri teutonici della compagnia di Guido di Chauvigny, signore di Chateauroux, nell’ ambito dei cosiddetti “viaggi di Prussia”, intrapresi dai nobili europei al fine di combattere i lituani pagani. Agli inizi del 1381 è segnalato di nuovo nel Mezzogiorno, ostaggio di Carlo di Durazzo con il fratello maggiore Roberto.

1382  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Orsini Napoli  

 

Puglia

Occupa la contea di Soleto tarantino (con giurisdizione sui feudi di Galatina e Cutrofiano, i casali di Zollino, Aradeo, Sogliano e il castello di Sternatia) donatigli dallo zio Raimondo del Balzo ed usurpatigli dal padre a favore del primogenito Roberto. Niccolò Orsini si rivolge al re Carlo di Durazzo: il sovrano dà ordine al gran siniscalco di richiedere a Raimondo Orsini del Balzo la restituzione delle terre e  dei castelli da lui occupati.

Giu.  

 

 

 

 

 

Puglia

Marsilio Confalonieri e Ruggero Gesualdo si portano in Terra d’Otranto in soccorso del gran giustiziere e di alcuni membri della casata dei San Severino  minacciati da Raimondo Orsini del Balzo.

Sett. Napoli Angiò Capitano di guerra  

 

Viene indetta una riunione a Sulmona per combattere l’Orsini del Balzo.  Il re di Napoli giorni dopo trae al suo partito il condottiero, lo insignisce dell’ ordine cavalleresco della Nave  nominandolo nello stesso tempo ciambellano con una rendita annua di 300 once d’oro. E’ pure eletto capitano di guerra in Terra di Bari ed in Terra d’Otranto contro i conti di Conversano e di Lecce e Giacomo da San Severino. Gli viene assicurato uno stipendio mensile di 300 ducati; come contropartita deve avere al suo servizio dieci lance scelte (cui è riconosciuto uno stipendio mensile di 18 ducati).

…………….  

 

 

 

 

 

Puglia

E’ inviato a Barletta con 700 cavalli;  ha il compito di difendere la località dagli attacchi di Luigi I d’Angiò.

1383  

 

 

 

 

 

 

 

Feb.  

 

 

 

 

 

Campania

Viene catturato nei pressi di Napoli dal conte di Caserta Francesco della Ratta che milita nel partito avverso: viene liberato attraverso uno scambio di prigionieri con Angelo Pignatelli.

1384  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

Puglia

Entra a diverbio a Barletta con alcuni nobili, i della Marra, che hanno messo in discussione i suoi ordini. Fa decapitare nove membri di tale famiglia: i barlettani si dolgono con il re. Il sovrano, sia perché sospetta Raimondo Orsini del Balzo di tradimento, sia per non scontentare i cittadini, lo destituisce e dà l’ordine di incarcerarlo.

Apr. Angiò Napoli  

 

Puglia

E’ catturato a Barletta ed è rinchiuso in un castello: i cavalli bretoni, italiani e tedeschi della  sua compagnia   lasciano la località. A fine mese Raimondo Orsini del Balzo fugge da Barletta con uno stratagemma, corre verso Bari dove si trova accampato Luigi I d’Angiò e gli chiede di militare al suo servizio. E’ subito raggiunto da una compagnia di soldati che, pur di combattere ai suoi ordini, diserta dall’ esercito durazzesco.

…………….  

 

 

 

Capitano g.le Puglia

Luigi d’Angiò per legarlo maggiormente a sé lo nomina capitano generale e gli fa sposare la contessa di Lecce Maria d’Enghien.  Reprime in Lecce una rivolta.

Lug. ago.  

 

 

 

 

 

Puglia

Entra in Bari, di cui ottiene la cittadinanza, ed occupa Bisceglie.

Sett.  

 

 

 

 

 

Puglia

Luigi d’Angiò muore a Bisceglie; con il conte di Conversano, Luigi d’Enghien, ed il conte di Potenza l’Orsini del Balzo partecipa all’ acclamazione a re del figlio dello stesso Angiò, anch’egli di nome Luigi.

1385  

 

 

 

 

 

 

 

Lug. Chiesa Napoli  

 

Campania

L’abate di Montecassino Pietro Tartaro assedia in Nocera Urbano VI. Il papa manda a chiamare Raimondo Orsini del Balzo  per avere il suo sostegno contro i durazzeschi. Con il conte di Caserta Francesco della Ratta ed il conte di Sant’Agata (400 lance) si impadronisce di Afragola; invia in avanscoperta 60 cavalli che giungono a Casanova (Casalnuovo di Napoli);  si scontra con gli uomini di Cobello Stendardo; inizia a scorrere il territorio tra il capoluogo, Acerra ed Aversa razziando molto bestiame e catturando alcuni uomini d’arme di Villanuccio da Villafranca, fermo a sua volta a Sarno. Gli viene contro Alberico da Barbiano. Raimondo Orsini del Balzo supera la resistenza degli avversari in un combattimento in cui rimane ferito ad un piede da un colpo di lancia;  entra nel castello di Nocera dove è assediato il pontefice. E’ informato dell’ intenzione di Urbano VI di abbandonare la località; lo persuade a rivolgersi per soccorsi a Tommaso da San Severino.

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

Ricevuti 10000 fiorini parte con la benedizione papale e ritorna dopo tredici giorni con Lotario di Svevia e Tommaso da San Severino alla testa di 3000 cavalli. Entra di nuovo in Nocera, sconfigge Ludovico da Barbiano e Villanuccio da Villafranca e si apre un varco tra gli assedianti. Lascia il castello ed inizia una romanzesca fuga che porta Urbano VI per la strada di San Severino e di Giffoni nel contado di Buccino ed alle foci del Sele. Qui il pontefice  può salpare su 10 galee genovesi, inviate dal doge Antoniotto Adorno e capitanate da Clemente di Facio, che lo condurranno in salvo a Civitavecchia. Per alcune fonti il pontefice si imbarca  a Capo Palinuro o, addirittura, tra Barletta e Trani. Il viaggio via terra, in ogni caso, si rivela più problematico del previsto perché Urbano VI, nella sua fuga dalla fortezza conduce con sé in catene alcuni vescovi e sei cardinali, già da lui fatti torturare perché accusati di avere voluto la sua deposizione. Il vescovo di L’Aquila viene  ammazzato per strada ed il suo cadavere è lasciato insepolto sulla strada. I restanti cardinali  saranno tutti uccisi a Genova, alcuni strozzati, altri gettati in mare chiusi entro dei sacchi. Durante la marcia non mancano  alcuni episodi di ammutinamento da parte dei soldati della scorta che temono di non godere a missione eseguita del premio promesso. Raimondo Orsini del Balzo persuade nei pressi di Salerno i riluttanti a seguirlo ed a tralasciare ogni pensiero di vendere Urbano VI all’antipapa Clemente VII. Il pontefice per l’aiuto ricevuto riconoscerà ai savonesi 60000 fiorini per le spese sopportate per l’allestimento della squadra e darà loro in pegno, fino al termine  del pagamento, Corneto (Tarquinia) ed altre terre dello stato della Chiesa.

…………….  

 

 

 

Gonfaloniere dello stato della Chiesa Lazio

Viene nominato dal papa Gonfaloniere dello stato della Chiesa;  gli sono concessi in feudo Benevento e la baronia di Flumeri che controlla diciotto castelli.

1386 Chiesa Napoli Angiò Antipapa  

 

Puglia

Alla morte in Ungheria di Carlo di Durazzo il papa emana un breve con il quale gli ingiunge di battersi a favore di Ladislao d’Angiò, figlio di Carlo, contro le pretese di Luigi d’Angiò, appoggiato, viceversa, dall’ antipapa. Gli sono consegnati 20000 ducati per assoldare nuove truppe.

1387  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania

Assale Napoli;  con Berardo da Recanati è vinto a Porta Formello (Porta Capuana).

Lug.  

 

 

 

 

 

Lazio e Campania

Raccoglie truppe nel contado di Sora; alla notizia che Tommaso da San Severino ed Ottone di Brunswick si stanno dirigendo a Napoli con l’ausilio del partito angioino entra in città per la Porta Capuana. A Nido vince agli inizi la resistenza degli Otto Signori del Buono Stato. Si porta alla chiesa di  Santa Chiara dove si scontra con i due capitani avversari. Respinto, deve ripiegare a Nola con forti perdite.

Ago.  

 

 

 

 

 

Campania

Riceve in rinforzo milizie pontificie. Mette presidi a Marigliano, Acerra, Nola; da Aversa inizia a tagliare il flusso dei rifornimenti che sono diretti a Napoli provenienti   da Benevento e dalla Puglia.

Autunno  

 

 

 

 

 

Campania e Puglia

I San Severino frustrano ogni suo tentativo e lo obbligano a rifugiarsi ad Otranto.

1392  

 

 

 

 

 

 

 

Giu.  

 

 

 

 

 

Campania

Prende in pegno Acerra e Guardia Lombardi da Ottone di Brunswick. A dicembre diverrà definitivo da parte sua il controllo di tali feudi che interessano in Campania, con la contea di Acerra,  diversi borghi come Marcianise, S. Vitaliano e Trentola, ed in Irpinia  le baronie di Flumeri-Trevico e di Guardia Lombardi.

……………. Chiesa Napoli Angiò Antipapa Gonfaloniere dello stato della Chiesa  

 

E’ riconfermato dal papa Bonifacio IX nei suoi titoli di gonfaloniere dello stato della Chiesa e di protettore del regno di Napoli.

1393 Angiò Antipapa Napoli 500 lance Puglia

Abbandona la causa di Ladislao d’Angiò per mezzo del conte di Conversano Luigi d’Enghien e  passa al servizio di Luigi II d’Angiò.  Gli è concessa una condotta di 500 lance. Raimondo Orsini del Balzo  invia da Lecce al pretendente al regno di Napoli un presente di 1500 libbre di argento lavorato, tre destrieri, un cammello, due schiavi, alcune scimmie ed altri animali esotici per il tempo. Convocato,  lascia la Terra d’Otranto e si incontra a Spinazzola con Luigi II d’Angiò che gli promette il principato di Taranto. Affronta i durazzeschi senza veramente impegnarsi. Non partecipa per lungo tempo ad azioni di guerra;  rimane sostanzialmente in Puglia alla guardia dei suoi feudi.

1398  

 

 

 

 

 

 

 

Mar. Napoli Angiò Puglia Muove alla testa di 4000 cavalli e 3000 fanti contro l’esercito durazzesco. A Canosa di Puglia si incontra con Ladislao d’Angiò;  gli offre la sua amicizia abbandonando la causa di Luigi d’Angiò. Gli è promesso il principato di Taranto già concesso dai durazzeschi ad Ottone di Brunswick.
Apr. giu. Napoli Taranto Puglia Affianca Ladislao d’Angiò all’ assedio di Taranto. A giugno ha il comando delle truppe per portare a termine le operazioni. Entra finalmente nella città a nome del re di Napoli e sotto le insegne del papa Bonifacio IX.
1399
Nov. Il re di Napoli ratifica a suo favore la concessione del principato di Taranto; gli sono concesse, come da informazione del sovrano a  Stefano da San Severino, anche le terre di Matera, Spinazzola, Laterza, Gioia del Colle, Massafra sulle quali vantano diritti anche Carluccio Ruffo di Calabria e Benedetto Acciaiuoli.
Dic. Chiesa  

 

Gonfaloniere dello stato della Chiesa  

 

A metà mese Bonifacio IX lo sceglie ancora come gonfaloniere dello stato della Chiesa e lo infeuda del principato di Taranto. Ladislao d’Angiò  lo nomina viceré in Terra d’Otranto.

Ago. nov. Taranto San Severino Puglia Bernabò da San Severino lo attacca per difendere il suo feudo di Nardò  compreso in linea teorica nel principato di Taranto. In  soccorso di Raimondo Orsini del Balzo giunge il marchese di Crotone con 500 cavalli. A novembre vi è un primo scontro con l’avversario.
1400  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Taranto San Severino  

 

Puglia

Ha una controversia con Ugo da San Severino per il possesso di Castellaneta. Lotta ancora contro  Bernabò da San Severino: è sconfitto  a San Pietro in Galatina. Il conflitto ha termine solo per l’azione di Tommaso da San Severino che, su sollecitazione del re Ladislao d’Angiò, si pone come paciere tra i due contendenti.

1401  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Puglia Rifiuta le proposte di Luigi II d’Angiò (con cui si incontra a Spinazzola e che ospita a Taranto) di unirsi alla sua causa per combattere i durazzeschi. Negli stessi giorni Ladislao d’Angiò gli ordina di occupare per conto della curia regia i feudi in Terra d’Otranto che possiede Rizzardo de Hughoth, allontanatosi dal regno di Napoli senza licenza, e di confiscarglieli se questi non avesse fatto ritorno in sede entro un mese.
Apr.  

 

 

 

 

 

Puglia

Con il ritorno in Provenza del sovrano angioino è convocato a Napoli in Santa  Chiara per un parlamento generale indetto da Ladislao d’Angiò.

Mag. Taranto Napoli  

 

Campania e Puglia

Non partecipa all’ assemblea dei nobili; è dichiarato ribelle ed è attaccato nei suoi possedimenti. In breve viene spogliato di Marigliano, nonché di  Benevento, della baronia di Flumeri e di Vico Equense. Gli avversari entrano nella terra di Bari. Soccorso dagli Orsini si dirige nella pianura di Canosa di Puglia per andare incontro al re alla testa di 4000  cavalli e 3000 fanti. Invece di combattere dà l’ordine ai suoi soldati di non muoversi: chiuso nella sua armatura galoppa con una piccola scorta verso il lato della pianura dove appare  la figura del sovrano napoletano. Seguono atto di omaggio da un lato e dall’altro riconferma del principato di Taranto (in cambio di 75000 ducati, di cui la metà è pagata dalla comunità di Lecce); gli sono anche concessi in feudo Otranto, Nardò, Ugento, Gallipoli, Oria, Ostuni, Mottola e Martina Franca. In questo periodo le entrate di Raimondo Orsini del Balzo sono superiori a quelle della corte regia.

…………….  

 

 

 

 

 

Puglia

Negli anni seguenti il re di Napoli applica la tattica del “divide et impera” mettendo i grandi feudatari  l’un contro l’altro: il sovrano fa così punire gli abitanti di Castellaneta che si sono ribellati a Ceccarella da San Severino per darsi a Raimondo Orsini del Balzo e fa assediare in Conversano, dal conte di Matera, Stefano da San Severino, Luigi d’Enghien, stretto congiunto della moglie di Raimondo Orsini del Balzo.

1405  

 

 

 

 

 

 

 

…………….  

 

 

 

 

 

 

 

Ottiene in feudo Pozzogrande. Presta al papa Innocenzo VII 50000 ducati: ottiene in  pegno Brindisi e la riscossione di parte delle decime della Sicilia.

Primavera Ladislao d’Angiò riesce a catturare con l’inganno molti componenti della famiglia San Severino, tra cui Venceslao e Tommaso, con i loro figli, e Gaspare, conte di Matera. Tutti sono rinchiusi nelle segrete di Castelnuovo; sono qui strangolati ed i loro corpi sono gettati nel fossato del castello in pasto ai cani.
……………. Dopo la distruzione dei di Marzano, dei Ruffo e dei San Severino Raimondo Orsini del Balzo incomincia a temere per la propria incolumità.
Dic. Taranto Napoli  

 

Puglia

Si solleva a favore di Luigi II d’Angiò.

1406  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

Puglia

Contrasta il Malacarne. Muore in battaglia a metà mese presso Lecce o presso Taranto. E’ sepolto nella chiesa di Santa Caterina di Galatina in un imponente monumento funerario realizzato per ordine della moglie Maria d’Enghien. Altre fonti parlano di una sua sepoltura a Napoli, a Nola o nel duomo di Taranto accanto a Francesco e Giacomo del Balzo. Ritratto (ora scomparso) nella chiesa di San Francesco in Assisi. La sua vedova, Maria d’Enghien, sposerà il re di Napoli Ladislao d’Angiò.

 CITAZIONI

“Famoso capitano di quell’età.” GUGLIELMOTTI

“Uomo valorosissimo di braccio.” PETRONI

“Fu di tanto valore, che di privato cavaliere si fece il maggior signore che fosse stato mai nel regno di Napoli.” DI COSTANZO

“Questo fu quel Ramondello dello Orsini, che venuto a visitare il corpo di S. Francesco in Assisi, donò a quella chiesa un grosso pezzo del legno della Santa Croce, che seco aveva recato di Soria, il quale visto dopo da papa Sisto Quarto, e dubitando che per la grandezza non fosse frammento di tanta reliquia, volle accertarsi della verità, poiché postolo nel fuooco non arse. Nella qual chiesa Ramondello fece fare il suo ritratto in pittura.” GAMURRINI

“Abile e prode capitano.” VOCINO

“Il quale nell’arte militaria fo splendidissimo capitano et signore e al suo tempo fece di mirabil fatti, aquistando grandissimo honore.” BROGLIO

“Un soggiorno in Prussia faceva parte a pieno titolo del “cursus honorum” di un cavaliere e – fatto importante nel caso di Orsini, allora semplice scudiero era l’occasione per ricevere l’investitura cavalleresca in campo di battaglia. Quindi proprio in Prussia egli divenne cavaliere, nonché confratello e familiare laico dell’Ordine teutonico, con il diritto di portare il mantello sul quale era raffigurata la croce dell’Ordine tagliata a metà ( a forma di T). Più tardi, divenuto uomo potente, figura come protettore e benefattore dei teutonici e si interessa alle vicende della Prussia: non è escluso che fu lui a inviare al gran maestro dell’Ordine la reliquia della manna di S. Nicola di Mira (di Bari)…Uno dei maggiori esponenti della mentalità cavalleresca, benché passasse la sua vita in battaglia e spedizioni militari, la sua cultura si fondava sull’esempio della nobiltà europea. Era membro dell’Ordine cavalleresco della Nave (Ordre de la Nef) che Carlo III di Durazzo aveva fondato a Napoli nel 1381, seguendo l’esempio degli ordini di S. Giorgio ungherese, della Giarrettiera inglese, dell’Ermellino di Bretagna e altre simili congregazioni. Commissionò opere architettoniche e artistiche tra le quali la chiesa di S. Caterina di Galatina, completate dalla moglie e dal figlio Giovanni Antonio che la munirono di un importante ciclo di affreschi, il campanile di Soleto (la cosiddetta “guglia di raimondello) e una torre eretta nel 1404 a Taranto (demolita nel XIX secolo)…Definito una delle figure più importanti nella sroria del Mezzogiorno tra il XIV e il XV secolo, Orsini del Balzo rimane, probabilmente, poco noto.” TOOMASPOEG

” Valoroso e forte guerriero.” CUTOLO

Immagine: meetingbenches