RAIMONDO LUPO

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RAIMONDO-LUPO

Last Updated on 2023/12/30

RAIMONDO LUPO (Raimondo Lupi)  Di Parma. Fuoriuscito, guelfo. Marchese di Soragna.

Signore di Soragna e di Castione dei Marchesi. Figlio di Ugolino Lupo, fratello di Bonifacio Lupo, zio di Antonio Lupo e di Simone Lupo.

  • 1379
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1332
Dic.ImperoFerraraEmilia

Milita al servizio dell’ imperatore Giovanni di Boemia; si distingue nella battaglia di San Felice sul Panaro. Al termine dello scontro viene armato cavaliere con Pietro dei Rossi, Andrea dei Rossi ed Uberto Pallavicini.

1338
Giu.PadovaVeronaVeneto

Fiancheggia a Longare Rolando dei Rossi: rimasto alla guardia della località con 200 cavalli respinge gli attacchi degli scaligeri con l’ausilio di molti  fanti che gli sono stati inviati da Ubertino da Carrara. Gli avversari fanno navigare nel Bacchiglione un grande numero di pontoni armati di balestrieri; i difensori  affondano le imbarcazioni;  gli scaligeri sono ancora respinti. Sempre con Ubertino da Carrara soccorre a Montecchio Maggiore gli uomini di Pietro dei Rossi quando costoro sono sorpresi intenti a predare dagli scaligeri, usciti da Vicenza.

1344
Nov.FerraraMantovaEmiliaAccompagna il marchese di Ferrara Obizzo d’Este nella presa di possesso di Parma.
Dic.Emilia

Scorta il marchese di Ferrara verso Reggio Emilia: gli estensi hanno ottenuto un salvacondotto da Ugolino Gonzaga. Il signore di Mantova, tuttavia, lo ritiene valido solo per l’andata per cui si sente libero di sorprendere a Rivalta gli estensi che marciano senza alcun sospetto. Raimondo Lupo si salva con Obizzo d’Este ed Aldighiero della Senaza.

1345FerraraMilanoEmiliaMilita con il padre Ugolino al servizio del marchese di Ferrara Obizzo d’Este. Il signore di Milano Luchino Visconti si impadronisce di Soragna.
1347
Sett.Con il padre Ugolino viene investito dall’imperatore Carlo di Boemia, con apposito diploma firmato a Praga, del marchesato di Soragna e del feudo di Castione dei Marchesi.
1348
Sett.EmiliaOttiene nel reggiano il castello di Budrio.
1350
Lug.Carlo di Boemia gli concede in feudo Castell’Arquato e Fiorenzuola d’Arda. Raimondo Lupo è pure nominato suo consigliere e segretario. Il suo ruolo è quello di calmare in Lombardia eventuali tumulti a sfondo antimperiale.
1351
Feb. ott.FirenzeMilanoCapitano di guerraEmilia

Alla morte del padre Ugolino non si piega ai viscontei e si allontana volontariamente da Parma. Passa al soldo dei fiorentini con il titolo di capitano di guerra. Facilita l’accordo con perugini, senesi e gli imperiali di Carlo di Boemia in funzione antiviscontea. Ad ottobre si muove in soccorso di Barga, in Garfagnana, assediata in quei giorni da Francesco Castracani. Con le sue truppe è presente un convoglio, scortato da 500 fanti, che trasporta le salmerie necessarie per i difensori della località. La colonna giunge a Borgo a Mezzano: giunta al passo, viene assalita dal Castracani con 300 cavalli e 1500 fanti. Nel successivo combattimento sono uccisi tra gli avversari 53 uomini, mentre altri 120 sono fatti prigionieri. Francesco Castracani è costretto ad abbandonare Borgo a Mezzano per riparare a Vizzano. I fiorentini entrano in Barga dopo avere dato alle fiamme 4 battifolli.

…………..

Si mantiene sempre in contatto con l’imperatore informandolo sulla politica dei fiorentini. Sulla fine dell’anno spinge Carlo di Boemia ad inviare a Firenze un suo vicecancelliere, un prelato, per realizzare un’alleanza comune ai danni dell’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti.

1352
Giu.FirenzeTarlatiToscana

Fronteggia nei pressi di Montecchio Pier Sacconi Tarlati. Allorché quest’ultimo si impadronisce di un colle sull’Arno invia alcuni  uomini ad attaccarvi una scaramuccia, ordina loro di ritirarsi lentamente in modo da spingere gli avversari a muoversi verso i piedi della collina. Il Tarlati crede di avere la vittoria in pugno,  incomincia a caricare i fiorentini; non si accorge che viene assalito alle spalle da un’altra schiera che, nel frattempo, ha attraversato l’Arno. Nello scontro sono uccisi più di 100 uomini del Tarlati; più numerosi sono i feriti; sono catturati 200 fanti che sono tutti condotti legati ad una  fune a Firenze.

Ott.FirenzeMilanoToscana

Lascia Pistoia con 600 barbute e 2000 fanti per affrontare Francesco Castracani che sta assediando Barga. Invia nottetempo 500 fanti con le salmerie verso Sommocolonia un castello molto vicino;  da Serravalle Pistoiese penetra in Val di Nievole ed in Garfagnana (Santa Reparata). Giunge a Borgo a Mozzano, sorvegliato dal Castracani con 300 cavalli e 500 fanti. Assale i viscontei con forza e li sconfigge  in meno di un’ora: gli avversari lasciano sul terreno 53 morti e 120 prigionieri. Questi ultimi sono liberati sulla parola di non prendere le armi contro Firenze e lasciati senz’armi e cavalcature. Barga non è più assediata; è rifornita di vettovaglie. I fiorentini occupano Borgo a Mozzano e si impossessano di 4 battifolli abbandonati dai nemici, che sono dati alle fiamme.

1354
Sett.ImperoOttiene da Carlo di Boemia la procura per stringere un’alleanza con veneziani, scaligeri, Gonzaga, senesi ed estensi.
Nov.VenetoA Padova con il fratello Bonifacio e l’imperatore.
1356
Apr.LazioA Roma per l’incoronazione ad imperatore di Carlo di Boemia.
Sett.Mantova LegaMilanoEmilia

Ha il comando delle truppe gonzaghesche. Combatte i viscontei agli ordini del vescovo di Augusta e vicario imperiale di Pisa Astorgio Markwald. Muove da Budrio con la compagnia del conte Lando;  punta su Parma dove si trovano 4000 barbute tedesche e borgognone agli ordini di Francesco d’Este. L’assedio si rivela una burla; gli alleati devono allontanare il conte Lando per inviarlo ad infestare altri territori; nello stesso tempo sono spostate dal signore di Milano anche le barbute tedesche al suo soldo,  rifiutatesi anch’esse di combattere contro le insegne imperiali.

Ott.Emilia e Lombardia

Si ferma a Castell’Arquato; perviene a Castel San Giovanni e si sposta nel pavese. Ad Arena Po attraversa il fiume ed irrompe nel milanese: fa tappa a Rozzano, conquista Magenta, Casorate Primo e Castano Primo che sono messe a sacco.

Nov.Lombardia

E’ sorpreso a Casorate Primo da 6000 cavalli di Lodrisio Visconti mentre sta cercando di guadare il Ticino per rifugiarsi a Pavia: è fatto prigioniero con 600 uomini con Astorgio Markwald, il conte Lando e Dondaccio da Piacenza. Viene condotto a Milano.

1357
Ott. nov.LombardiaMilita agli ordini di Ugolino Gonzaga. A metà ottobre si collega nel mantovano con la Grande Compagnia del conte Lando per affrontare una volta di più i viscontei. Sempre con il Gonzaga, a novembre, punta verso Casteggio, controllata dai Beccaria alleati del signore di Milano Bernabò Visconti. Espugnata la località, i 2 condottieri penetrano nel bergamasco ove procurano gravi danni. Decidono quindi di attraversare l’Oglio ma si trovano la strada sbarrata dagli avversari.
1359
Giu.FirenzeComp. ventura30 barbuteToscanaAffronta la Grande Compagnia del conte Lando agli ordini del signore di Pesaro Pandolfo Malatesta. E’ segnalato in Val di Pesa.
………..LombardiaVive a lungo a Mantova dove possiede numerosi stabili in contrada Sant’Egidio presso il Brolo.
1364
Feb.ImperoL’imperatore gli rinnova l’investitura di Soragna e di Castione Marchesi.
1366

E’ nuovamente rinnovata dall’imperatore l’investitura di Soragna a Raimondo Lupo ed ai congiunti Bonifacio, Antonio e Simone; a tutti è concessa la cittadinanza di Parma, di Cremona, di Mantova e di Reggio Emilia.

1368
………….ToscanaE’ nominato vicario imperiale di Pisa e di Lucca.
Apr.FriuliAd Udine con il signore di Padova Francesco da Carrara per incontrarvi Carlo di Boemia. Fa parte del corteo imperiale che ha il compito di proteggere il ritorno in Italia del papa Urbano V.
Mag.L’imperatore gli riconferma una volta di più il marchesato di Soragna respingendo in tal modo le pretese degli estensi.
1372
Mag.LombardiaFonda a Mantova l’ospedale delle Sante Lucia e Caterina nella contrada “ruae Marzariae”. L’istituzione ha il compito di assistere pellegrini, infermi, vecchi, orfani e poveri. Patrono dell’opera è il nipote Antonio Lupo.
Nov.Viene compreso con Antonio e Gorano Lupo nel trattato di pace stipulato tra i Visconti e la lega avversa.
1373MantovaLombardiaAl servizio del marchese di Mantova Ludovico Gonzaga.
1376
Apr.Veneto

Si trasferisce a Padova presso il nipote Simone. Gli è concessa da Francesco da Carrara la cittadinanza di Padova: nella città abita nella contrada di San Giacomo a Ponte Molino.

1377VenetoFa costruire a Padova la chiesa di San Giorgio accanto alla basilica di Sant’Antonio, dotata di affreschi di Jacopo d’Avanzo e di Altichiero da Zevio. Nello stesso edificio vi sono fra gli altri anche i busti dei congiunti Bonifacio, Antonio e Simone.
1378
Ott.VenetoRisulta proprietario a Padova di una casa nei pressi del duomo cittadino.
1379
Nov.VenetoMuore a fine mese a Padova. E’ sepolto nella chiesa di Sant’Antonio. Nel suo testamento dispone che l’ospedale da lui fondato in contrada Marzaria sia sufficientemente dotato di denaro attraverso la donazione di alcune case di sua proprietà nonché di altri beni.

 CITAZIONI

-Con Niccolò Terzi, Bonifacio Lupo,Simone Lupo, Antonio Lupo, Cermisone da Parma, Ugolotto Biancardo, Ottobono Terzi, Ludovico Gabriotto Cantelli “Fra ‘ restauratori della fama militare Italiana, o fra i loro più prodi cooperatori.” PEZZANA

-“Dispose per la costruzione della propria cappella funebre, dedicata a S. Giorgio, presso la basilica antoniana di Padova, caratterizzata da un programma iconografico di celebrazione dei Carraresi e della famiglia Lupi coerente con quanto voluto da Bonifacio Lupo per la sua cappella funebre di S. Giacomo Maggiore nella stessa basilica.” ANGIOLINI 

-Lapide che compare all’Oratorio di San Giorgio “Oratorium hoc sub auspiciis Beati/ georgii, ubi condentis est sepulcrum,/ pro ejus, perantumque, ac fratrum/ ac nepotum, indelenda memoria/ miles egregius Raymundinus de / Lupis Parmensis fecit. Ann. Dni/ MCCCLXXVII de mense novembris.”

-Epitaffio sulla sua tomba “Marchio Soraniae miles Pietatis asillum/Hoc Raimondinus marmore pace cubat/In bello Pugn. indomitus recitanda Luporum/ fama virens armis consiliumque fuit/Grisopolis gaude tanto celeberrimo Nato/cuius comsuperis mens sedet ante Deum/Qui Raimondino obiit MCCCLXXIX XXX novembris.”

Fonte immagine: flickr

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