PIETRO MARIA DEI ROSSI Di Berceto

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PIETRO MARIA DEI ROSSI (Pier Maria Rossi). Detto il Magnifico. Di Berceto. Conte di Berceto e di San Secondo.

Signore di Torrechiara, Felino, Berceto, Noceto, Graiana, Sant’Andrea, Roccabianca, Roccalanzona, Corniglio, Corniana, Bardone, Torricella ed altre località per un totale di 22 castelli . Figlio di Pietro; padre di Guido e di Giacomo, genero di Guido Torelli.

1413 (marzo)– 1482 (settembre)

Anno. Mese Stato. Comp. ventura Avversario Condotta Area attività Azioni intraprese ed altri fatti salienti
1428 Sposa Antonia Torelli, figlia di Guido.
1438 Milano Venezia  

 

Lombardia

Combatte i veneziani in Ghiaradadda.

1441  

 

 

 

 

 

 

 

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

Acquista Berceto da Rolando Pallavicini per 9600 lire imperiali; per tale fatto entra in urto con il duca di Milano Filippo Maria Visconti che gli toglie la località salvo ad investirlo più tardi della stessa con i castelli di Buschi, Marra e Graiana.  La comunità locale ed i sudditi dei Rossi contribuiscono allo sforzo finanziario legato all’acquisto di tale centro sia con denaro che in servizi in natura.

1446  

 

 

 

 

 

 

 

………….. Milano Firenze Venezia  

 

Toscana

Alla testa di 1000 uomini muove con Luigi dal Verme e Luigi da San Severino su Pontremoli che appartiene a Francesco Sforza. Nella città entrano i soccorsi inviati dai fiorentini; il centro resiste agli assalti portati dai viscontei.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ sconfitto nella battaglia del Mezzano da Micheletto Attendolo. Continua a contrastare i veneziani sull’ Adda.

1447  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Lombardia

Gli è affidato il governo della Ghiaradadda.

Ago. Rossi Terzi  

 

Emilia

Alla morte di Filippo Maria Visconti rientra nel parmense, recupera alcune terre cadute in potere dei Terzi e dà in prestito del denaro allo  Sforza.

Sett. Milano Venezia  

 

Emilia

Milita al servizio della Repubblica Ambrosiana. Con l’appoggio dei da Correggio raduna molti dei suoi fautori;  occupa Guardasone che viene messa a sacco. Ottiene Brescello con Niccolò, Manfredo e Giberto da Correggio e toglie Noceto ai San Vitale: a Parma è chiamato “fondatore e conservatore della patria libertà”.

Ott. nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Prende parte all’assedio di Piacenza; a metà novembre partecipa all’assalto generale che termina con la conquista della città. E’ tra i primi ad entrare nella città per la Porta di San Lazzaro di cui ha corrotto il comandante delle guardie.

1448  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Milano Ferrara  

 

Emilia

E’ segnalato a Beduzzo da dove sostiene le milizie parmensi ai danni di Sala Baganza che appartiene a Gabriele Vallisnieri, alleato degli estensi. Sorveglia  i movimenti di Jacopo Piccinino.

Mag. giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ha una grave vertenza con il vescovo di Parma, Delfino della Pergola che mira a spogliare il Rossi di alcuni castelli quali Berceto, Piatrabazza, Ferrara, Corniglio, Bardone, Corniana, Castrignano e Bosco facenti parte secoli prima del patrimonio della chiesa di Parma. E’ minacciato di scomunica dal prelato perché suoi uomini malmenano un messo vescovile.

Lug. Rossi    Milano Terzi    Venezia  

 

Emilia

Invia truppe a Guardasone per rappresaglia nei confronti dei Terzi;  saccheggia la località con l’aiuto di Carlo di Campobasso: nell’incursione sono razziati quattrocento capi di bestiame e sono fatti cinquantaquattro prigionieri. Gli abitanti di Parma si interpongono ed in pochi giorni è stipulata una tregua tra le parti. Si sposta verso il cremonese, risale la riva destra del Po con 2000 uomini e sei bronzine (pezzi di artiglieria di bronzo) per bloccare l’avanzata alla flotta veneziana di Andrea Querini. Dispone i sei pezzi sulla sua sponda mentre altri quattro sono collocati dagli sforzeschi sulla riva opposta: la flotta è sottoposta al fuoco incrociato dell’artiglieria milanese. Il    Querini è sconfitto.

Ott. Milano Ferrara  

 

Emilia

Invia truppe al congiunto fra Rolando dei Rossi  ai danni dei San Vitale cui strappa la rocca di Noceto; contrasta pure con 2000 cernite gli estensi che minacciano i parmensi.

Nov. Sforza Milano  

 

Emilia

Assedia Colorno con Manfredo da Correggio. Negli stessi giorni è pubblicato il  trattato di Rivoltella tra veneziani e Francesco Sforza; dopo un momento di indecisione il Rossi decide di appoggiare la causa dello Sforza.

Dic.  

 

 

 

 

 

Emilia

Si accorda con il capitano della cittadella di Parma per farvi entrare gli sforzeschi. Sono intercettate dagli avversari alcuni messaggi del provveditore veneziano Giacomo Antonio Marcello diretti a Venezia; la congiura nella città è scoperta.

1449  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Fronteggia Jacopo Piccinino e Carlo di Campobasso con Alessandro Sforza. Raggiunge Collecchio per sorvegliare i movimenti degli avversari;   è colto alla sprovvista da Carlo di Campobasso; il Piccinino ritarda a sostenere l’azione del suo antagonista sicché la vittoria arride agli sforzeschi.  Suoi partigiani aprono a lui ed a Alessandro Sforza la Porta di San Barnaba a Parma: l’attacco è respinto con la perdita di 100 cavalli; altri suoi fautori sono catturati nella città ed impiccati alle finestre del Palazzo del Podestà. Il Rossi riporta nello scontro due ferite, una al braccio sinistro e l’altra alla coscia destra. Giorni dopo entra in Parma e ne rimane alla guardia con Manfredo e Giberto da Correggio, Niccolò Terzi e Ludovico Malvezzi.

Mar.  

 

 

 

500 cavalli Emilia

E’ condotto con 500 cavalli dallo Sforza per un anno di ferma ed uno di rispetto.

Apr. mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Con Giovanni Conti combatte nel piacentino i seguaci di Francesco e Jacopo Piccinino allo scopo di impadronirsi dei  beni che i due fratelli  detengono in tale territorio. Attacca Castell’Arquato difeso dal marchese di Varese e da Giovanni Pazzaglia: dopo alcuni giorni di resistenza i difensori si arrendono, il marchese di Varese è catturato mentre il Pazzaglia riesce a fuggire  a Fiorenzuola d’Arda. Anche questa località perviene in breve tempo in suo potere.

………….. Sforza Milano Venezia  

 

Emilia

Assale Guardasone allorché il Terzi si allea con i veneziani contro lo Sforza.

1450  

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ ferito ad una gamba in un attacco portato dai veneziani a Cremona.

1452  

 

 

 

 

 

 

 

Gen.  

 

 

 

 

 

Emilia

Ha nuove controversie con il vescovo di Parma per alcune gabelle pretese a Casacca ed a Pagazzano.

Lug. Milano Venezia  

 

Emilia e Lombardia

Combatte ancora i veneziani al servizio dello Sforza divenuto duca di Milano. Difende il parmense dagli attacchi condotti da Giberto da Correggio. Con Antonio da Landriano è inviato con 1000 cavalli per distruggere due bastie ed un ponte di barche  sull’Adda costruiti ad Abbadia Cerreto da Carlo di Montone e da Matteo da Capua. La sua iniziativa, per quanto ostinata e coadiuvata dal lancio di grossi tronchi gettati nella corrente per rompere il manufatto, non ha successo.

Sett.  

 

 

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Ai primi del mese mentre lo Sforza sta scorrendo nel bresciano due ex esponenti della Repubblica Ambrosiana, Giovanni di Ossona e Giovanni di Appiano, riescono a liberarsi ed a impadronirsi della rocchetta del castello di Monza dove sono stati imprigionati; nello stesso tempo alcuni dissidenti organizzano nella città attentati e trame. La duchessa Bianca Maria Visconti fa appello al Rossi, ad Antonio da Landriano ed a altri condottieri per risolvere la situazione. L’operazione è condotta da costoro con successo; durante il  suo trasferimento a Milano Giovanni di Ossona viene assassinato dalla scorta.  Il  Rossi è poi segnalato a Leno. Sconfigge a Poviglio Giberto e Manfredo da Correggio.

Ott.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Si trova a San Colombano al Lambro ed a Lodi dove i suoi uomini per sopravvivere sono costretti ad impegnare le proprie armi.

1453  

 

 

 

 

 

 

 

Apr. Lombardia Lo Sforza lo esorta a lasciare gli alloggiamenti dell’Oltrepò pavese per spostarsi a Seniga.
Ago.  

 

 

 

 

 

Emilia

Invia agli accampamenti invernali, nel parmense, parte delle proprie compagnie suscitando con ciò le ire dello  Sforza.

1454  

 

 

 

 

 

 

 

Ago. Milano Duca Savoia 1000 cavalli Piemonte
…………..  

 

 

 

 

 

Emilia

Si rinnovano i litigi con il vescovo Delfino della Pergola che lo fa citare a Roma: l’atto è esposto a Parma sulle porte del duomo ed a Colorno nella chiesa di Santa Margherita. Il Rossi vincerà la controversia legale con la mensa episcopale parmense per i diritti sulle cittadine di Pietramogolana, Casacca e Pagazzano.

1462
Gen. Milano Angiò Si trova nel regno di Napoli per sostenere la causa del re Ferrante d’Aragona contro i fautori di Giovanni d’Angiò.
1464 Emilia Disereda i figli Giacomo e Giovanni: il primo ha fatto uccidere a Roma per motivi passionali il caposquadra sforzesco Pietro Paolo Cattabriga.
1466
Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

Alla morte dello Sforza rifiuta di passare agli stipendi del papa Paolo II. In Parma scoppiano gravi contrasti tra i suoi fautori e quelli di Manfredo da Correggio. Nonostante gli assassinii a Parma di alcuni suoi partigiani il Rossi non abbandona i suoi castelli.

1467
Sett. Giacomo dei Rossi si rappacifica con Antonio Cattabriga, fratello dell’uomo da lui ucciso. Pietro Maria si riconcilia anch’egli con il figlio e gli fa avere la revoca del bando ducale. Nello stesso tempo fa pressioni affinché si sposi con Francesca d’Arluno, figlia tredicenne di Melchiorre e della sua amante Bianca Pellegrini.
1468
………. Dona 100 ducati per le nozze del nuovo duca Galeazzo Maria Sforza; il denaro è rifiutato.  Il Rossi è sollecitato a regalare altre cose più consone all’evento.
Lug. E’ rimproverato dal duca perché con la sua azione ostacola l’opera dei gabellieri ducali volta alla riscossione delle tasse.
1469 Viene ammesso al consiglio segreto del ducato con la speranza di indurlo a trasferirsi a Milano.
1471  

 

 

 

 

 

 

 

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia e Lazio

Transita per Bologna e si dirige a Roma a rendere omaggio al nuovo papa Sisto IV per conto del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza.

1475  

 

 

 

 

 

Lombardia

Con l’uccisione di Galeazzo Maria Sforza è chiamato a Milano a far parte del collegio di tutela del giovane erede.

1477  

 

 

 

 

 

 

 

…………..  

 

 

 

 

 

Emilia

Nell’inverno e nella primavera ha contese in Parma con i partigiani dei Pallavicini, dei San Vitale e dei  da Correggio.

Giu. 300 cavalli Gli viene concessa una provvigione e la condotta di 300 cavalli.
Ago.  

 

 

 

 

 

Lombardia

La duchessa Bona di Savoia invia a Parma Luigi Becchetti che ordina ai vari capifazione di recarsi a Milano ad esporre le proprie ragioni. E’ chiamato a far parte del consiglio di stato.

Nov.  

 

 

 

 

 

Emilia

Rientra nei suoi possedimenti a Roccabianca dopo che il luogotenente ducale di Parma, Branda Castiglione è riuscito a calmare i facinorosi con forti multe.

1478  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Lombardia

Viene chiamato a far parte del senato milanese.

1479  

 

 

 

 

 

 

 

Mag. Milano Sforza  

 

Emilia

Alla difesa di Parma. E’ eletto governatore di Pontremoli e della Lunigiana.  Ha l’ incarico di contrastare Roberto da San Severino fermo a Borgo Val di Taro.

Ott.  

 

 

 

 

 

 

 

Con il rientro a Milano di Ludovico Sforza si riconcilia con il San Severino; è sostituito nel consiglio ducale dal figlio Guido.

1480  

 

 

 

 

 

 

 

Ott. Rossi Pallavicini  

 

Lombardia

Ha una grossa disputa con Giovan Francesco Pallavicini per alcuni terreni che si trovano a Stagno Lombardo ed a Telarolo nel cremonese. I contendenti radunano molti armati; intervengono le autorità ducali ed il figlio Guido si reca a Milano a difendere le  pretese del padre.

1481  

 

 

 

 

 

 

 

Apr.  

 

 

 

 

 

Emilia

Aumentano le cause di conflitto con la corte milanese in cui predomina l’influenza di Filippo degli Eustachi e di Pallavicino Pallavicini a lui ostili. Vengono imposte nuove tasse nelle sue terre; se ne lamenta.  La camera ducale respinge le sue richieste. Il Rossi non obbedisce alle ingiunzioni provenienti da Milano;  Pallavicino Pallavicini espelle da Stagno Lombardo ventitre famiglie di suoi aderenti. Il Rossi provvede ad ospitarle;  acquista pure per 10000 ducati da Costanzo Sforza il castello di Torricella, posto sulla riva parmense del Po allo scopo che non pervenga al Pallavicini. Si approvvigiona in Val Trompia di passatoi e spingarde per un complesso di trentadue piccole bocche da fuoco.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

Rafforza le guarnigioni dei castelli di Noceto, di Roccabianca e di San Secondo Parmense per le minacce alla prima località rivolte da Giovanni Quirico di San Vitale.

……..  

 

 

 

 

 

Emilia

Si inimica sempre più con Ludovico Sforza che gli intima di restituire Noceto.

1482  

 

 

 

 

 

 

 

Gen. Rossi Milano  

 

Emilia

Si ribella agli Sforza con il San Severino, Obietto Fieschi e Pietro dal  Verme.  Muove contro gli avversari a Roccabianca;  cattura in una scaramuccia Giovan Francesco Pallavicini.

Mar.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ contattato da Borella da Caravaggio e da Giampietro Bergamino che vogliono farlo recedere dai suoi propositi. Alla sua risposta negativa viene attaccato dai ducali (4000 cavalli e 2000 fanti) comandati da Gian Giacomo da Trivulzio.

Mag.  

 

 

 

 

 

Emilia

I veneziani gli inviano Andrea Bragadin e lo aggregano con i famigliari alla nobiltà della Serenissima. Prosegue la guerra nel parmense. Si unisce con Guido Torelli, invade il territorio di Reggio Emilia e giunge a Cavriago; scorre il parmense e deruba un convoglio di mercanti che dalla Toscana è diretto verso la Francia.

Apr. Venezia Milano  

 

Emilia

Veneziani e pontifici gli riconoscono uno stipendio annuo di 20000 ducati. Ritorna sotto Parma, razzia bestiame e dà alle fiamme un borgo cittadino. Gli sforzeschi assediano da parte loro Torrechiara, Noceto, Berceto e Rocca Predalcina.

Giu.  

 

 

 

 

 

Emilia

Respinti gli avversari taglia le linee di comunicazione con Parma; da San Secondo Parmense invade le terre di Fontanellato a spese di Giacomo di San Vitale.

Lug.  

 

 

 

 

 

Emilia

E’ dichiarato ribelle con il figlio Guido. Gli viene contro il marchese Bonifacio di Monferrato con 1200 cavalli (tra lance e cavalli leggeri) e 5000 fanti. Gli è conquistata Roccabianca; lascia Felino e si fa condurre in lettiga a Torrechiara. Alla difesa di tale località si trovano venti uomini d’arme, 100 validi fanti e numerosi contadini.

Sett.  

 

 

 

 

 

Emilia

Muore a Torrechiara nei primi giorni del mese. E’ sepolto in tale località a fianco della moglie, nella cripta della cappella di San Nicomede, dopo essere stato esposto imbalsamato su un seggiolone nella Camera d’oro. Tra il 1448 ed il 1460 fa costruire il castello di Torrechiara famoso per il ciclo della “Camera peregrina aurea”, attribuito alla scuola di Benedetto Bembo.  Nello stesso periodo ricostruisce il castello di San Secondo Parmense; più tardi edifica la rocca dei Rossi a Roccabianca, dedicata (come Torrechiara) alla sua amante Bianca Pellegrini. Fa pure costruire diverse chiese a Felino (San Pietro Apostolo), a Torrechiara (San Lorenzo), a San Secondo Parmense, a Lesignano de’ Bagni un tempietto ed i bagni termali, ancora a Roccabianca  (San Bernardino). Medaglia di Gian Francesco da Enzola. Esistono suoi ritratti in molti posti di San Secondo Parmense e di Torrechiara; una sua statua, collocata a Torrechiara, sarà più tardi sepolta nelle fondamenta del castello. Il Caviceo scrive una sua biografia.

CITAZIONI

“Perito nell’arte della guerra.” CORIO

“Cavagliero di gran consiglio, il migliore soldato della sua patria, e della sua famiglia.” DE’ CRESCENZI

“Costui fu tenuto huomo per natura di gran consiglio e di grande valore, e perché era letterato fu persona amabile e trattabile co moderati e quieti, e terribile e severo con gli sfrenati e senza ragione. Huomo di grandezza d’animo, di generosità e di splendidezza di vita, passò tutti gli altri di casa sua e molti de suoi pari e fu grande huomo di guerra..Huomo prudente, saggio e ardito.” SANSOVINO

“Condottiero distinto.” LITTA

“Insigne uomo di spada e potente signore di molte castella del Parmigiano.” MAGENTA

“Tutta quasi la sua vita spese guerreggiando, parte a sostegno de’ duchi di Milano, parte a propria difesa, giacché le fazioni destatesi in Parma recorongli molestie gravissime.” AFFO’

“Huomo di gran fede e perito nell’arte della guerra.” ANGELI

“Le gesta per cui fu cognonimato “Padre della patria” veggonsi dipinte nella gran sala della rocca di San Secondo insieme con quelle de’ suoi antenati e de’ suoi discendenti sino all’anno 1542.” PEZZANA

“Ha quanta gloria serra a quil verso/ E a quila alta rima di una canzone/ Chi dirra ch’origine e casone/ Sei dil stato ducal di quil gran Sforza./ Riceptandolo in casa a dispecto et forza/ Di tuta parma con sucorso e adiuto/ E a cremona riduto/ In gran periculo za il suciristi./ E de li veneti larmata poi facisti/ Stare conquisa a tal gloria e honor/ Che la fama di ti signor/ E in sempre secula viverà il tuo nome.” Da una cantilena in suo onore di G. RUSTICI, riportata dal PEZZANA

“Era questi celebrato per valore militare e fede politica.” SELETTI

“Huomo di gran fede e perito nell’arte della guerra..Fu Pietro Maria dottissimo nella lingua Spagnuola e Francese, fabricatore et restauratore diligentissimo delle chiese, osservantissimo della religione, zelante della giustizia e cultore della virtù. Fu di mediocre statura, ma quadrata e atta a portare le fatiche della guerra; hebbe il volto temperato fra l’allegrezza e la severità, sì che mentre talhora con maravigliosa piacevolezza fra le matrone con honorati scherzi si diportava, mentre minaccioso con armi splendenti, veniva alle mani co i nimici, tanto era da quelli amato, quanto temuto da questi. Fu gravemente faceto, et piacevolmente grave, modesto, pio et liberale; nel favellare pronto et d’animo costante.” CARRARI

“La robustezza del dominio rossiano..non derivava esclusivamente dal suo carattere di signoria rurale, basata sull’esercizio del mero e misto imperio, sulla diffusione dei legami personali e sulla protezione militare e fiscale che Pietro Maria dei Rossi era in grado di garantire ai propri sudditi. Fattore fondamentale della potenza rossiana era infatti la numerosità della clientela cittadina, istituzionalmente organizzata in una squadra o fazione che raccoglieva il consenso della maggioranza relativa dell’élite economica e politica urbana.” GENTILE

Sulla torre di Torrechiara compaiono i seguenti versi “Invocato il nome de la redemptrice/ diivy pronome porto io petro rosso/ fonday sta rocha altiera et felice/ Me. de magio quarantaocto era il corso CCCC/ et cum divino aiuto fu perfecta/ avanti chel sexanta fusse scorso.”

Fonte immagine: wikipedia

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Roberto Damiani
Roberto Damiani è l'autore del sito Condottieri di ventura.
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